fbpx
Home / 2024 / Marzo

La Pasqua in Umbria fa tornare alla mente la grande colazione pasquale, simile un po’ in tutto il centro Italia, quando da bambini, insieme a tutta la famiglia riunita si rideva e si mangiava, gustando la grande varietà di cibi.

Le vecchie tradizioni sono ancora presenti in questa regione: prima i piatti venivano preparati rigorosamente in casa, oggi il tempo da dedicare alla cucina non è più quello di una volta, ma il desiderio di stare insieme la mattina di Pasqua è rimasto intatto.

prodotti tipici umbria

Cosa mangiare nella colazione di Pasqua?

L’alimento principale della tavola imbandita è la Torta o Pizza di Pasqua, una torta lievitata, salata a base di uova e farina, infarcita di formaggi. Un tempo veniva cotta nei forni a legna: le massaie la preparavano il giovedì Santo e veniva fatta riposare per essere consumata il giorno di Pasqua. Di torte se ne realizzate tante, anche per essere regalate a parenti e amici come augurio di buona festività. Questa pizza chiaramente va accompagnata anche da un vino bianco sostanzioso, anche se il vino rosso la mattina di Pasqua, come da tradizione, non deve mancare.

 

 

La tavola imbandita riserva tante sorprese: dal salame alle uova sode colorate e gustate con un pizzico di sale, dal capocollo al pane. La frittata pasquale con i carciofi non può mancare, insieme a quella di asparagi, condite con le erbe aromatiche: mentuccia, erba cipollina, maggiorana o menta. La coratella d’agnello che, anche se è un secondo piatto, possiamo trovarla anche a colazione: preparata con le interiora come cuore, fegato, polmone, tagliati in piccoli pezzetti e cotti al sugo. Di dolce immancabili le uova pasquali e la torta di Pasqua dolce farcita di canditi e aromatizzata con cannella e buccia di limone, da mangiare indifferentemente insieme al salame o al cioccolato.

Martedì 2 aprile 2024, alle 10.30, presso la Sala Convegni della Fondazione CariPerugia Arte (piano terra, Corso Vannucci 47 – Perugia), verrà presentato Trasimeno Slow Days, festival che, per tutto il mese di aprile, vedrà il Trasimeno protagonista di una serie di eventi dedicati al territorio.

Trasimeno Slow Days è una manifestazione culturale organizzata dall’associazione Hyla Nature Experience, una realtà – con sede a Tuoro sul Trasimeno – attiva nel territorio con eventi e proposte che mettono al centro la divulgazione della natura a 360°, nelle sue infinite declinazioni sia paesaggistiche sia culturali. L’iniziativa è realizzata con il sostegno della Fondazione Perugia (bando Eventi culturali per la promozione del territorio 2023); partner di progetto l’Unione dei Comuni del Trasimeno.

 

Come traspare dal nome, la manifestazione si basa su approccio slow, che permette di immergersi nel ritmo più lento del territorio, per apprezzarne la bellezza e l’autenticità. Alla base di ogni evento a calendario vi è quindi un orientamento riflessivo e profondo che, mediante la ricerca delle interconnessioni più celate tra natura, storia, arte e tradizioni, punta a trasmettere e valorizzare gli elementi che più caratterizzano la cultura locale.

Il festival si svilupperà nei quattro weekend del mese: otto giornate, ognuna delle quali dedicata a uno degli otto comuni del Trasimeno. Le iniziative andranno avanti dalle 09:00 del mattino fino alle 18:00 e prevedono una ricca successione di eventi: trekking e bike tour al mattino (con il coinvolgimento di alcune realtà museali), visite in fattoria nel primissimo pomeriggio – con possibilità di degustazione – attività in natura e visite guidate nei borghi e musei tra le 15:30 e le 18:00. Tutti gli eventi saranno gratuiti, con la sola eccezione delle degustazioni (facoltative).

 

Si inizierà sabato 6 aprile con Passignano sul Trasimeno, per poi proseguire, domenica 7, con Paciano. Sabato 13 sarà la volta di Castiglione del Lago, mentre domenica 14 toccherà a Piegaro. Sabato 20 sarà protagonista Città della Pieve; domenica 21, Magione. Panicale ospiterà il festival sabato 27, mentre l’ultima giornata – domenica 28 aprile – sarà dedicata a Tuoro sul Trasimeno. Proprio in occasione dell’ultima tappa è previsto un evento/dibattito conclusivo presso gli spazi dell’Hyla Maker Lab, il primo FabLab del Trasimeno: una realtà poliedrica, inaugurata pochi mesi fa, che coniuga natura e tecnologia.

Gli attori principali del festival, coordinati da Hyla Nature Experience (che vedrà tra l’altro attivi i suoi educatori e naturalisti), saranno guide locali, fattorie, agriturismi, cantine e altri piccoli produttori tra i più rappresentativi del territorio. Le esperienze outdoor toccheranno le principali attrattive paesaggistiche del territorio, mentre i tour culturali coinvolgeranno tutti i luoghi di interesse più significativi del lago. Le iniziative vedranno anche il coinvolgimento di altre associazioni locali.

 


Il calendario eventi completo sarà disponibile a partire dal 1° aprile nel sito web dedicato alla manifestazione (www.trasimenoslowdays.it), e su tutti i canali social del festival.

Con grande afflusso di pubblico ha inaugurato il 26 marzo a Palazzo Sorbello una mostra interessante e divertente “A tavola nel Settecento. Dai palazzi alle osterie”.

La tavola più di ogni altro è il luogo che racconta la convivialità e testimonia gli usi e i costumi di un’epoca e di una classe sociale. Con finezza e cura il percorso espositivo, che rimarrà visitabile per tutto il prossimo anno, accompagna il visitatore a scoprire la tavola dei Bourbon di Sorbello che, anche se in misura ridotta, come quella dei grandi sovrani, diviene il teatro dove celebrare la propria grandezza e la propria nobiltà.

 

La mostra. Foto by Fondazione Ranieri di Sorbello

 

Il percorso espositivo conduce il visitatore indietro nel tempo e lo fa sedere a tavole imbandite di cibi prelibati da gustare su piatti raffinati ed eleganti e gli fa scoprire i nuovi servizi atti a contenere le gustose ed esotiche bevande introdotte in Europa durante il Secolo dei Lumi. Di grande impatto senz’altro il servizio cinese del periodo Qialong con lo stemma araldico della famiglia, i decoratissimi servizi da tea, ma soprattutto il servizio da tavola Ginori ordinato da Ugolino Bourbon di Sorbello tra il 1793 e il 1795 e che originariamente doveva ammontare a ben 456 pezzi. Quest’ultimo, realizzato probabilmente su disegni dello stesso Ugolino, nelle fogge particolari rappresenta un unicum nella produzione della fabbrica di Doccia e racconta il rinnovato amore per gli studi archeologici del periodo neoclassico tanto da essere voluto come più esemplificativo di altri nel 2002 nella grande mostra Il Neoclassicismo in Italia tenutasi sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica a Palazzo Reale di Milano.

 

Foto by Fondazione Ranieri di Sorbello

 

Il servizio oggi si può ammirare in una mise en place alla francese che a partire dal Seicento diventa d’obbligo per le sontuose tavole della ricca nobiltà e dove i commensali si servivano da soli a seconda dei loro gusti, senza necessariamente rispettare un ordine nelle portate. La mostra, corredata di un piacevolissimo catalogo ricco di immagini, verrà inserita nel percorso di visita del Palazzo, ma potrà essere visitata anche a parte.

 


Fondazione Ranieri di Sorbello, Piazza Piccinino 9

Orari: tutti i giorni dalle 11.00 alle 13.30 oppure all’interno della visita guidata della Casa Museo alle ore 10.30, 11.30, 12.30, 16.00 e 17.00

Prima edizione de “Le Strade della Ceramica: l’uovo d’Artista”  la manifestazione organizzata dal Consorzio “Perugia in centro” dedicata alla promozione delle tradizioni legate alla ceramica e, in particolare, attraverso la realizzazione di esposizioni, mostre, performance dal vivo, laboratori e conferenze sul tema. Dal 28 marzo al 1° aprile 2024 lungo le vie del centro storico di Perugia.

Il programma, ricco e variegato, vedrà non solo Corso Vannucci, ma anche i borghi della città e del centro storico protagonisti di questo importante evento. Un’ulteriore testimonianza dell’interesse suscitato dalla manifestazione, è quello che Le Strade della Ceramica: Uova D’Artista (28 marzo al 1° aprile 2024) è stato inserito nella programmazione delle giornate Europee dei Mestieri d’Arte(GEMA 2024), che si terranno dal 2 al 7 aprile in tutta Europa, grazie alla sinergia con l’associazione Articity di Perugia.

 

 

Il 30 marzo torna anche l’appuntamento artistico e culturale L’Uovo d’artista, che offrirà arte e colore al centro storico di Perugia, rendendo più piacevole e interessante vivere il cuore della città nel fine settimana che precede la Pasqua. Circa 80 pittori da tutte le regioni d’Italia e anche da Argentina, Inghilterra e Francia, dipingeranno per l’occasione uova di ceramica artistica di Deruta, in postazioni dedicate lungo le vie e nelle piazze del centro. Uno spettacolo visivo che trasformerà il centro storico in una piccola Montmartre, ricordando le atmosfere del periodo bohemien impressionista parigino.

Gli artisti si posizioneranno di fronte ai negozi per decorare, ciascuno secondo il suo stile, uova di ceramica artistica di Deruta alte 30 centimetri. Le stesse aziende del centro esporranno nei loro negozi le uova trasformate in opere d’arte, contribuendo così alla realizzazione di una mostra d’arte diffusa.

Inoltre, durante l’evento sarà possibile fare una visita al Borgo e alla cereria medioevale di Sant’Antonio alla scoperta delle vie di uno dei borghi medioevali di Perugia dove ammirare la struttura del modulo gotico delle case degli artigiani che lo popolavano, la Chiesa di Sant’Antonio con l’affresco del futurista Gerardo Dottori e l’organo più antico di Perugia.

L’art player umbro Massimiliano MaMo Donnari si sta accingendo verso il termine della sua prima, ma già memorabile, personale britannica. Per il gran finale ha deciso di regalare al suo pubblico un’ultima emozionante esperienza.

___

Paolo Taticchi, MaMo e Francesco Bongarrà

 

Ospite dell’Istituto Italiano di Cultura a Londra e del neo direttore Dott. Francesco Bongarrà – alla presenza del Prof. Paolo Taticchi (UCL London) e di una selezionata platea di diplomatici, business man e stampa – lunedì 25 marzo MaMo ha incantato il pubblico con due apicali opere: Il Perugino e Fashion Queen: saggiamente descritte – quasi recitate – come solo l’artista umbro sa fare, con aplomb e ironia, anche nei fastosi saloni accademici.

 

 

La sua arte, nata sette anni fa, lo ha già portato in giro per il mondo, anche grazie alla sua fervida produzione artistica: ora non resta che attendere un nuovo progetto internazionale.
L’evento è stato reso possibile grazie al patrocinio di Comune di Perugia, Regione Umbria e Università per Stranieri di Perugia, oltre che agli sponsor Birra Flea e Mauro Benedetti spa.

Il Lions Club Perugia Host ancora una volta ha messo al centro le persone, dedicando la propria attenzione agli ospiti del Villaggio della Carità, presso la Caritas Diocesana di Perugia: una eccellete realtà di accoglienza del nostro territorio.

 

Sabato 16 marzo i soci del Club, insieme ai ragazzi del Leo Club Perugia, si sono dati appuntamento per una giornata all’insegna della solidarietà, per donare agli ospiti del Villaggio della Carità un giorno diverso in cui la condivisione e l’ascolto sono stati i veri protagonisti.

Stelle in strada – questo il nome del service – rappresenta ormai un appuntamento fisso del cammino di solidarietà del Lions Club Perugia Host, una ricca e tangibile testimonianza di attenzione e cura per il prossimo. Anche quest’anno la riuscita del service è stata la testimonianza della potenza del donare: donando si riceve molto più di quanto si doni. È questa la vera essenza del tema che la Presidente del Club, Letizia Mezzasoma ha scelto per il corrente anno lionistico: La bellezza del donare.

 

 

Il Vescovo di Perugia, S.E. Mons. Ivan Maffeis e il Direttore della Caritas Diocesana di Perugia-Città della Pieve, Don Marco Briziarelli, hanno espresso sentimenti di gratitudine per il costante cammino del L.C. Perugia Host al fianco di chi ha più bisogno, nella concretezza delle azioni e nella sensibilità all’ascolto.

 

Assaggi D’Umbria”, la nostra rubrica dedicata all’enogastronomia della regione, inizia il suo viaggio con le colombe: sicuramente non un dolce tipico della zona, ma un dolce immancabile sulle tavole durante il periodo pasquale. Nel corso di una food-session presso l’Università dei Sapori di Perugia, con giornalisti ed esperti di settore, ne abbiamo assaggiate alcune, così da fornirvi una piccola ma indispensabile guida per orientarsi verso la scelta più golosa.

La ciaramicola e la torta dolce sono i dolci tipici umbri del periodo pasquale. Non la colomba, le cui origini si confondono tra aneddoti e leggende del Nord; la contesa resta tra Milano e Verona, tuttavia, nella pasticceria italiana non esiste dolce più simbolico di questa preparazione che evoca la pace, più che mai ambita in questa difficile fase internazionale. D’altronde sono tantissimi i pasticcieri umbri che producono ottime colombe artigianali che vale la pena di acquistare per sé o regalare. Il dubbio nasce sulla scelta: dal supermercato alla pasticceria più raffinata il soffice dolce parte da pochi euro fino a 40 e oltre. Portare a tavola il simbolo della pace potrebbe risultare un affare sbagliato.

 

Come scegliere tra le decine di offerte e proposte gourmet?

In base al proprio budget ovviamente ma anche, prediligendo un prodotto che rispecchi almeno in parte le caratteristiche qualitative di un disciplinare (sì, la colomba tradizionale ha un regolamento ministeriale), che sia ottimo al palato e soprattutto genuino. Scadenza breve (massimo 60 giorni), lievito madre, assenza di conservanti e ingredienti di qualità: queste sono le proprietà principali che valgono la spesa un po’ più impegnativa per un prodotto realmente artigianale.
Già, perché in commercio potremmo anche trovare lievitati spacciati dal pasticciere o dal fornaio di turno come artigianali, ma in realtà preparati con i mix che contengono tutti gli ingredienti predosati. Si aggiunge l’acqua, altri pochi componenti e si infornano nei pirottini a forma di colomba.
Questa tipologia non è da considerarsi artigianale e non può costare 30 euro al chilo, piuttosto facciamola a casa! Ad ogni modo la prima regola per un acquisto intelligente è leggere attentamente l’etichetta con gli ingredienti dove, per legge, devono essere specificate almeno le  categorie principali. Sapere che c’è il burro e non altri grassi fa differenza, forse non sapremo la provenienza (e quindi il costo) ma è già un punto di partenza per stabilire il valore di ciò che stiamo comprando.

 

 

Martedì 19 marzo, presso l’Università dei Sapori di Perugia si è tenuta una food-session a tema, durante la quale alcuni esperti e giornalisti specializzati, tra cui Giorgio Bistarelli dell’Università dei Sapori e Chiara Sicola, giornalista del Gambero Rosso e di MangiaeBevi hanno assaggiato cinque colombe tradizionali artigianali preparate con materie prime eccellenti e lievito madre da noti pasticcieri umbri. Alcune seguono letteralmente il disciplinare, altre aggiungono qualche elemento creativo mentre l’ultima è rigorosamente senza glutine, per gli intolleranti e celiaci. Nessuna classifica, ma solo il racconto di alcuni prodotti artigianali eccellenti con una shelf-life entro i 40 giorni. Consigliatissimi da provare e regalare.

 

Colomba classica firmata Pietro Marchi per Meunier Champagne e Pizza (Via Aldo Capitini snc – Corciano – Pg)

Elegante e stilosa la confezione bianca con caratteri e logo in oro. All’apertura si sprigionano immediatamente tutti i profumi tipici di un lievitato fresco di buona qualità, spiccano i sentori di mandorla e burro. La glassa ricopre la colomba con un motivo a onde, ricca di mandorle intere ma un po’ più scura perché, alla farina di mandorle e zucchero, è stato aggiunto del goloso cacao.
L’impasto è sorprendentemente morbido e ben alveolato, di un bel colore giallo uovo e abbastanza umido. Molto ricca al palato: prevale il burro e i canditi a cui sono stati aggiunti pezzetti di albicocche molto aromatiche che un po’ smorzano il gusto della vaniglia del Madagascar (come da etichetta). Lotto di produzione colomba dell’11 marzo ’24 (scadenza 10 aprile ’24).

 

Colomba classica Una Sosta di zucchero (Via Perugina, 12 – Passignano sul Trasimeno – Pg)

Vitaminica la confezione, di un bell’arancio con scritte in oro e cordoncini in tessuto. Molto profumata, con tutti gli elementi (mandorle, burro e arancia) distinguibili già all’olfatto. La morbida glassatura (caratteristica di artigianalità) risulta perfettamente distribuita, con abbondanti mandorle di taglio regolare e meno granella. Corrisponde alle aspettative visive il taglio dell’impasto fragrante e morbido, particolarmente ricco di vaniglia naturale molto visibile e i canditi ben distribuiti che si alternano ai buchi caratteristici di una lievitazione con pasta madre perfettamente riuscita. Il morso è molto equilibrato, vellutato con tutti gli ingredienti riconoscibili e bilanciati. Anche in questo caso la scadenza (visibile in etichetta) è di circa un mese: prodotta il 16 marzo, da consumare entro il 25 aprile ’24.

 

Colomba classica Pasticceria Piazza Settevalli (Via Settevalli 131/i – Perugia)

Bella la scatola avorio e oro che racchiude una colomba dalla glassatura leggermente brunita che non lesina sulla granella di zucchero e mandorle. L’impasto è ben lievitato con un’alveolatura molto evidente. Il dolce è più alto della media e al gusto risulta molto soffice e umido (incartato il 19 marzo!). Al naso la colomba è molto profumata con una nota dolce distintiva e persistente di miele che un po’ attenua il gusto degli abbondanti canditi, burro e vaniglia. Una preparazione molto ricca con un gusto che esce dagli schemi classici. Scadenza in etichetta 30 aprile ’24.

 

Colomba classica al bergamotto Pasticceria Edoardo (Via Cupa, 1 – Petrignano di Assisi)

Alla vista è subito evidente il rivestimento ricco della colomba con una bella glassatura compatta per la quale sono state usate anche le armelline; molto invitante alla vista, ma potrebbe risultare po’ troppo ricca di zuccheri al palato. Grazioso il cartellino degli ingredienti, essenziale, in colore rosa con un laccetto di spago. Al taglio è molto profumata, senza risparmio di canditi; in questo caso troviamo anche il Bergamotto di Calabria che conferisce al lievitato una nota aromatica caratteristica. L’impasto (con lievito naturale in polvere) risulta aeroso, con un’alveolatura non troppo regolare ma al morso è molto golosa e, sebbene un po’ dolce, il gioco della glassatura croccante con la pasta soffice è sempre vincente. Data di scadenza sul cartellino il 25 aprile ’24.

 

Colomba glassata al cioccolato con gocce di cioccolato Free from (senza glutine, né lattosio, né grano) di Francesco Favorito (Via Manzoni, 6/A – San Gemini – Tr)

Questa è l’unica colomba provata non tradizionale ideata per intolleranti al lattosio, ma anche al grano e al glutine: problematiche che riguardano sempre più consumatori, costretti ad accontentarsi di prodotti alternativi che molto spesso mortificano il gusto. Non è questo il caso. Già l’elegante scatola marrone e oro suggerisce un prodotto luxury sicuramente non farmaceutico. La colomba, in formato 500 g, si presenta completamente rivestita di uno strato compatto di cioccolato. All’apertura si sprigiona un profumo di canditi che si alternano, nell’impasto particolarmente umido, alle gocce di cioccolato. Buona la lievitazione anche se il lievito madre (dalla farina di grano) è stato ovviamente sostituito con il lievito di birra. Un dolce golosissimo per tutti, senza alcun retrogusto medicale, ma solo con il piacere di assaporare ottime materie prime.

 

 


Grazie a Giorgio Bistarelli, Chiara Sicola, Filippo Fagioli, Ugo Mancusi, Eleonora Cesaretti, Angela Menganna.

Giovedì 21 Marzo 2024, presso l’Accademia del Tartufo Urbani, si è tenuta la conferenza stampa Diamante Nero 2024 che si terrà nel weekend 5-6-7 aprile nel borgo di Scheggino.

 

L’edizione, organizzata dal Comune di Scheggino (presieduto dal primo cittadino Fabio Dottore) con la direzione artistica di Massimo Zamponi (e del suo staff composto Irene Gulfetti, Ivo Amici, Pierangela Pennetti Pennella, Maria Teresa De Rosa, Florence Ballarani, Maria Chiara Sordini), è dedicata al tema del tricolore: emblema di libertà, repubblica, costituzione e democrazia.

L’istuzionalità dell’evento sarà ufficializzata dalla pregiata presenza della Pattuglia Ippomontata IV reggimento Carabinieri a Cavallo così come dalla vicinanza nei confronti del direttore artistico di ANCRI – Associazione Nazionale Cavalieri al merito insigniti della Repubblica Italiana Sez. Perugia.
Con forte desiderio del direttore artistico, il Diamante Nero avrà sempre uno sguardo rivolto al sociale, all’aiuto e al sostegno grazie alla collaborazione con il Comitato per la vita Daniele Chianelli e ANFFAS Per Loro.

Per Diamante Nero è stato creato un programma ricco e variegato, in grado di valorizzare la ricchezza culturale del territorio ma anche di offrire momenti di svago, divertimento e interesse. Nello specifico, gli appuntamenti culturali previsti spazieranno dalla musica classica a quella rock italiana e alternative, dalla lirica alla techno, dall’elettronica sperimentale all’hiperpop così da assecondare preferenze e stili diversi. Sabato 6 aprile, il Bella Ciao staff, il DJ Federico Locchi e la special guest internazionale DJ RALF, si esibiranno gratuitamente in piazza.

Per la prima volta, dopo la sua ristrutturazione, il piccolo teatro di Scheggino farà da sfondo a numerosi spettacoli tra cui quello del soprano Susanna Rigacci, voce ufficiale nel mondo del maestro Ennio Morricone, accompagnata al pianoforte dal maestro Pietro Rigacci con un finale interpretato al violiano del maestro Stefano Mhanna del Santa Cecilia di Roma. Sempre qui, per l’apertura si terrà un’intervista ad Alessandro Preziosi da parte di Angelo Mellone e Andrea Di Consoli.
Il teatro ospiterà anche lo spettacolo Femmes dell’attrice Emanuela Mari e il concerto di chiusura del Diamante Nero per archi – Urbani Concert – dedicato alla famiglia leader mondiale del tartufo.

Locandina Diamante Nero 2024

Il Museo Urbani, la Piazza Carlo Urbani e lo Spazio Arte Valcasana faranno da sfondo a mostre artistiche organizzate per celebrare i preziosi talenti umbri e nazionali (Massimo Botti, Cav. Carla Romani, Luca Cisternino, Milena Natalizi, Vania Silvestrini, Paola Aglini, Ferruccio Ramadori, Esmeralda, Michele Martinelli, Daniela Bocciarelli) mentre la Casa del Contadino e il Regno della Fiaba saranno aperti a visite guidate.

Grazie ai moltissimi stand enogastronomici, non mancheranno le occasioni per degustare le pregiate eccellenze italiane. Il tartufo, diamante della tavola, sarà protagonista di una degustazione gratuita nella giornata di sabato offerta dalla partnership tra Riso Melloni e Urbani Tartufi. La domenica, invece, vedrà protagonista la frittata da guinness composta da 2024 uova e 80kg di tartufo, celebrata dall’esibizione folkloristica Carbium a cura degli sbandieratori, chiarine e tamburini di Calvi dell’Umbria.

Ogni evento della rassegna sarà aperto a tutti e completamente gratuito anche grazie alla preziosa vicinanza di Urbani Tartufi, Cantine Lungarotti, Rossi in Tavola.
Gli eventi e il catering del Gran Galà saranno esclusivamente curati da CNOS FAP Centro Nazionale Opere Salesiane.

QUI il programma completo!

Nelle festività di Pasqua il Museo di Montefalco offre la visita alla suggestiva mostra fotografica dedicata al patrimonio culturale dell’Umbria. Dal progetto editoriale firmato Elvio Lunghi e Giovanni Tarpani, 35 immagini a grande formato raccontano una terra ricca di tempo, da vivere con esperienze autentiche.

 

C’è ancora una settimana per visitare la mostra fotografica Umbria. Patrimoni, allestita nello splendido scrigno del Complesso Museale San Francesco di Montefalco. La mostra, visitabile fino a lunedì 1 aprile 2024, presenta una selezione di 35 immagini a grande formato, tratte in gran parte dal volume Umbria. Patrimoni e una sezione minore da Umbria. Eredità, entrambi firmati dagli scatti fotografici di Giovanni Tarpani e i testi dello storico dell’arte Elvio Lunghi.

Visitare la mostra è una bella occasione per viaggiare in Umbria alla scoperta di un patrimonio incredibilmente unico. Durante le festività di Pasqua (30-31 marzo, 1 aprile) il Museo di Montefalco è aperto con orario continuato: 10.30-18.

Tema centrale di Umbria. Patrimoni sono i beni culturali in tutte le loro forme, raccontati con un linguaggio vivace. Storie, immagini e incontri di una terra ricca di tempo, passato, presente e futuro. Da Assisi a Panicale, passando per Perugia, Foligno, Montefalco, Spello o Torgiano, ci sono alcuni luoghi identitari dell’Umbria, dove vivere un’esperienza autentica. Castelli, abbazie, borghi, chiese, musei che vivono la contemporaneità adattandosi ai nuovi ritmi, conservando la parte migliore di sé stessi. Negli scatti fotografici spicca la presenza umana: ha l’obiettivo di stabilire contesti, dimensioni dei luoghi e degli oggetti della narrazione, attraverso il protagonismo di chi ci lavora o li visita.

 

Santuario di Montelabate

 

Scrivono gli autori Elvio Lunghi e Giovanni Tarpani: «Il tempo passato, insieme con quello della contemporaneità, ci permettono di vivere l’Umbria da visitatori, da turisti e da abitanti, lontani dalla velocità con cui si consuma oggi lo scorrere della vita. Per questo l’Umbria è “una terra ricca di tempo”».

La visita comprende anche le altre bellezze custodite nel Complesso Museale San Francesco, in particolare gli straordinari affreschi della chiesa di San Francesco e dell’abside, opera di grandi artisti tra i quali Benozzo Gozzoli e Perugino. La mostra è a cura di Maggioli Cultura e Turismo in collaborazione con il Comune di Montefalco.

 


Il volume Umbria. Patrimoni, in vendita nelle librerie e nello store online dell’editore, si propone proprio di restituire il senso profondo dell’anima umbra: la sua identità culturale.

Dal 21 marzo 2024 su tutti i digital store, il pezzo scritto da Giorgia Bazzanti e Michele Monina. Un progetto sostenuto da Anatomia Femminile.

Rossa come le streghe è il nuovo singolo di Giorgia Bazzanti che nasce con la collaborazione e partecipazione di Michele Monina, noto critico musicale, scrittore, autore tv.

 

 

Una canzone arrangiata e prodotta da Gae Capitano – uno degli autori musicali italiani più stimati e premiati, arrangiatore, compositore, produttore – in coproduzione con il G StudioLab, di cui la cantautrice e perfomer è fondatrice e direttrice.

Giorgia Bazzanti torna a cantare un soggetto femminile imprevisto con ancor più immediatezza e lo fa con una canzone-manifesto scritta insieme a Michele Monina, prendendo le distanze da convenzioni e luoghi comuni, affermando un’identità oltre stereotipi e pregiudizi, con uno sguardo al passato e una visione lucida su temi attuali.

Tra atmosfere magiche, misteriose e altrettanto chiare e definite, la donna-strega diviene un simbolo moderno e contemporaneo di emancipazione, libertà, indipendenza. Una figura che, accesa dal colore che ben la rappresenta e piena di quel fascino che la porta a sfidare le convenzioni imposte, non aderisce forzatamente a canoni tradizionali ma, anzi, si apre alle diverse possibilità del reale.

Un brano che si inserisce all’interno della cultura del rispetto e della parità, nutrendosi inoltre di un dialogo nuovo e necessario con lo sguardo e la parola maschile. Un elegante atto di ribellione che racchiude un modo ancor più umano, coraggioso, libero e consapevole di vivere i pensieri, il linguaggio, il corpo, i sentimenti.

 

 


link: Spotify & tutti i digital store

  • 1