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L’antico borgo di Deruta è dominato dal trecentesco Palazzo Comunale con le tre bifore romaniche che ne ingentiliscono la facciata in pietra; negli ambienti del piano superiore si trovano le stanze dalla Pinacoteca Comunale.

La Pinacoteca raccoglie cinquantadue tele della collezione di Lione Pascoli, donate al Comune dagli eredi nel 1937. Tra le opere ricordiamo la Madonna e i santi Francesco e Bernardino dell’Alunno, l’Angelo di Guido Reni e alcuni affreschi staccati da chiese del territorio.
Proprio in queste sale è conservato il bellissimo affresco di Pietro Vannucci, raffigurante il Padre Eterno, i santi Rocco e Romano con una veduta di Deruta. Nella parte inferiore dell’opera è presente un’insolita veduta dal basso della cittadina, della quale si riconoscono la chiesa di san Francesco, ancora dotata del campanile gotico poi modificato nel 1704, la chiesa di santa Maria dei Consoli e le torri civiche. Nella parte superiore, entro una sfera luminosa, si trova Dio Benedicente con in mano il Globo, affiancato da san Rocco che gli rivolge lo sguardo e san Romano vestito da pellegrino che mostra la ferita alla coscia, segno della peste da cui è stato contagiato.

 

Perugino, Padre Eterno, san Romano e san Rocco, 1475-1478. Pinacoteca Comunale

 

I due santi, in pose eleganti e ben equilibrate, occupano uno spazio ideale delineato da un pavimento a forme geometriche e un drappo rosso alle loro spalle. Sotto i due santi corrono i loro nomi e un’iscrizione: la scritta attesta la realizzazione del dipinto al 1475, a seguito di un decreto pubblico. In realtà è probabile che l’affresco sia successivo al 1476, anno in cui la città è stata colpita da un’ondata di peste. Quest’opera è molto vicina da un punto di vista stilistico all’Adorazione dei Magi conservata nella Galleria Nazionale dell’Umbria, del 1475.
L’opera è stata realizzata dal Perugino per la chiesa di san Francesco: la chiesa fu consacrata nel 1388, oggetto di successivi restauri e rifacimenti, presenta sulla facciata un rosone, mentre il campanile è alleggerito da bifore ogivali, è inoltre conservata una campana fusa in occasione della canonizzazione di san Francesco.
In breve tempo la fama di Perugino raggiungerà Roma e il Papa, che gli commissionerà la decorazione dell’abside della Cappella della Concezione nella Basilica costantiniana di San Pietro e delle pareti della Cappella Sistina, accanto a Botticelli, Ghirlandaio e Cosimo Rosselli.

Viaggio nel Rinascimento e nell’arte umbra con il meglio Maestro d’Italia.

Un percorso guidato che racconta, attraverso i principali capolavori esposti, il fenomeno Pietro Vannucci detto il Perugino: l’arte in Umbria prima del suo successo, i maestri che lo hanno influenzato, lo stile diventato un modello, la bottega, la parabola della sua pittura.

La visita individuale si svolgerà all’interno della Galleria Nazionale dell’Umbria, domenica 20 e 27 agosto alle ore 11.

 


Prenotazioni: gnu@sistemamuseo.it, https://www.sistemamuseo.it/prodotto/?id=2315

È necessario presentarsi un quarto d’ora prima dell’inizio della visita per il pagamento e il deposito delle borse in guardaroba.

Continua il nostro viaggio alla scoperta delle opere di Pietro Vannucci, in occasione dei 500 anni dalla sua morte. In questa puntata siamo a Foligno a scoprire Il Battesimo di Cristo.

La città di Foligno ci porta verso le opere del Divin Pittore; qui si possono trovare tracce di san Francesco, Federico II di Svevia, Mozart quattordicenne in viaggio con il padre e gli arbori della stampa, in particolare, della Divina Commedia.
Percorrendo le vie della città dei Trinci si arriva dinanzi a una chiesetta umbra, denominata Nunziatella, appellativo che rimanda al mistero dell’Annunciazione ma, posto in grado vezzeggiativo, ricorda le sue piccole dimensioni.

 

Perugino, Battesimo di Cristo, 1508-1513, Foligno, Oratorio della Nunziatella

Il Santuario della Nunziatella, caso unico nel suo genere, forse per l’esiguità degli spazi disponibili, adotta una pianta quadrata arricchita da sei nicchie in cui vengono collocati quattro altari. La perdita dei registri contabili della Nunziatella ci priva purtroppo di alcune informazioni importanti circa le maestranze che vi hanno operato, tra cui l’architetto responsabile del progetto; sebbene gli studiosi suggeriscano il nome di Francesco di Bartolomeo da Pietrasanta, presente in quegli anni a Foligno. All’interno di questo piccolo e minuto scrigno è conservato l’affresco del Divin Pittore, raffigurante

Il Battesimo di Cristo

L’affresco è parte della decorazione voluta dal rettore della società dell’Annunziata Giovanni Battista Merganti, all’inizio del Cinquecento, per la cappella di san Giovanni Battista. Il tema del Battesimo aveva riscosso un grande successo tra i clienti del Perugino, grazie al modello da lui eseguito nella Cappella Sistina: è fortemente probabile che l’artista aveva avuto modo di ammirare opere con lo stesso soggetto nella bottega fiorentina di Andrea del Verrocchio.
Al centro della scena, nel fiume Giordano, san Giovanni sta per versare l’acqua del battesimo sul capo di Cristo in atto di pregare, vestito solo di un leggero panno annodato sotto i fianchi. Sulle sponde del corso d’acqua, si trovano quattro angeli eleganti, mentre altri due, circondati da cherubini, affiancano una colomba bianca, simbolo dello Spirito Santo che discende tramite l’atto.
Nella lunetta superiore, il Padre Eterno sulle nuvole con in mano il Globo benedice la scena, con accanto due angeli che reggono i gigli, simbolo di purezza. L’intero dipinto nel corso dei secoli ha subito danni dovuti all’umidità ed è stato soggetto ad alcuni restauri tra Otto e Novecento, con reintegro delle lacune per una migliore lettura complessiva della scena.

Città della Pieve torna indietro nel tempo, dall’8 al 20 agosto, all’epoca del suo cittadino più illustre, Pietro Vannucci e quest’anno in occasione del cinquecentenario della sua morte ancora più grandi saranno i festeggiamenti.

Palio e Perugino intersecano i propri destini nell’estate pievese. Un’edizione che, pur rimanendo nel solco della tradizione, tributerà un omaggio speciale al Divin Pittore, nell’anno del cinquecentenario della morte. Del resto, come precisato dal presidente dell’Ente Palio, Marco Mario Marroni, l’artista, le sue opere e il settantennio del suo vissuto sono da sempre punto di riferimento e orientamento per il palio pievese.
L’immagine che ricorre nelle pubblicità di questo anno rappresenta la bottega del Perugino ed è tratta dal sipario storico del Teatro Comunale degli Avvaloranti dipinto dall’artista Mariano Piervittori. Mentre su proposta dello stesso Ente Palio, per l’allestimento dei tre carri saranno scelti temi tratti dalle allegorie realizzate dal Perugino nelle sale del Collegio del Cambio a Perugia.
«Quello che da sempre caratterizza il palio pievese e lo distingue dalle numerose rievocazioni storiche dell’Umbria è l’attenzione ai particolari che ogni pievese pone per essere d’aiuto alla città. Le ambientazioni delle taverne, luoghi pulsanti della manifestazione, con i loro menu, richiamo alla tradizione e all’antico, la rigorosità nella ricerca delle materie prime fanno sì che si possano degustare pietanze caratteristiche: le Lumache al pizzico del Casalino, lo Stinco dell’arciere del Borgo Dentro e gli Gnocchi del Priore del Castello e molti altri ancora, in una cornice che regalerà agli ospiti un tuffo nel passato».

 

 

Ogni sera il pubblico sarà intrattenuto con spettacoli, rappresentazioni teatrali, botteghe artigiane, fiere e giocolerie in pieno stile rinascimentale.
Domenica 20 agosto il maestoso corteo storico sfilerà nelle vie della città, introdotto da una voce narrante che descrive costumi, figure e gruppi storici. Anche questa edizione vedrà l’assegnazione del prestigioso premio Masgalano. Una significativa novità è rappresentata dalla istituzione del premio Valerio Bittarello messo in palio dalla Amministrazione comunale e da assegnare al terziere che realizzerà il miglior carro allegorico. Una giuria prestigiosa di esperti, sulla base dei regolamenti dei due concorsi, esprimerà il giudizio insindacabile e l’assegnazione dei premi. I vincitori dei due concorsi saranno svelati il 21 ottobre 2023 in occasione della cerimonia di chiusura dell’anno del palio. Raggiunto il campo dei giochi i terzieri si schiereranno in campo i musici in parata suoneranno l’inno del palio. Subito dopo prenderà avvio la vera sfida tra i terzieri capitanati dai presidenti Nicolò Cappannini (Borgo Dentro), Filippo Galli (Casalino), Gianni Fanfano (Castello). Poi la Caccia del Toro dove tre arcieri per ogni terziere, i cui nomi rimarranno sconosciuti fino al giorno della caccia, cercheranno di aggiudicarsi il Palio storico. La disputa del Palio sarà preceduta come ogni anno il 15 agosto dal lancio della sfida. Gli araldi dei terzieri si sfideranno al cospetto delle autorità comunali riaccendendo una contesa antica. Il Castello, vincitore dell’edizione 2022, consegnerà il Palio storico nelle mani del podestà, che ne diverrà custode fino alla proclamazione del vincitore della Caccia del Toro, la gara di tiro con l’arco del 20.

 

Terziere Borgo Dentro

EVENTI TERZIERE BORGO DENTRO

10 agosto, la “Compagnia dell’Orca” del Terziere Borgo Dentro mette in scena la propria commedia originale “Il rubbio della discordia”. Appuntamento alle 21,30 con la più classica delle forme del teatro da strada. Saliranno sul palco personaggi tra realtà storica e fantasia dell’autore, per divertire pievesi e turisti.

10, 11 e 12 agosto, il Terziere Borgo Dentro propone il suo “De Burgi Gaudio” mercato rinascimentale insieme a giochi e spettacoli in onore del Divin Pittore. Tre giorni nei quali dalle 10.00 del mattino fino a notte fonda, grazie agli acrobati del Borgo, ai falconieri del Re e alla Compagnia lupi del Malatesta, vie e piazze del Terziere Giallo e Nero, si riempiranno dei colori, dei rumori e delle voci di mercanti, giocolieri e tanti spettacoli per grandi e piccini. Sarà facile lasciarsi coinvolgere nell’atmosfera della fiera, tra cibi e bevande, giochi e scherzi, musica e balli, che celebrano la voglia di fare festa.

12 agosto, il Terziere Borgo Dentro propone lo spettacolo degli “Sgherri di Balia” dal titolo “VENEFICAM, IMMUNDORUM SPIRITUUM ET DIABOLI INVOCATRICEM”. La compagnia degli sgherri racconta alle 22.00 in piazza Plebiscito l’addestramento militare e la caccia alle streghe. Esercizi di abilità con armi bianche, duelli singoli, e mischie disordinate, tra il rullo dei tamburini e le urla dei contendenti ci conducono tra fatti e misfatti del rinascimento Italiano.

 

Terziere Casalino

EVENTI TERZIERE CASALINO

8 agosto, il Terziere Casalino apre i festeggiamenti del Palio dei Terzieri con la commedia inedita a cura della “Bottega dell’Arte”. Alle 21.30 presso gli orti del vescovo, contradaioli di tutte le età metteranno in scena “IL Vedovo del Paese”. La rappresentazione è oramai un cavallo di battaglia, e negli anni ha portato firme di pievesi celebri ai testi che approdano sul palco.

9 agosto, “la Notte del Barbacane”, organizzata dal Terziere Casalino che è contraddistinto dai colori Rosso e Blu. Una rievocazione storica, che si snoda tra vie, vicoli e gli angoli tra i più suggestivi del suo terzo di città. Tra luci ed ombre riprendono vita personaggi dalle caratteristiche peculiari del popolo “maremmano”, armati, artigiani, monne, messeri e gli immancabili chiassosi popolani.

17 agosto il Terziere Casalino porta in piazza la “Festa in Armi”, è il racconto dell’armeria militare rinascimentale. La forza militare è la caratteristica che distingue da sempre il Terziere, con i suoi diversi gruppi di armati, capitani, uomini d’armi, picchieri, alabardieri e tanti altri. Negli anni l’arsenale Rosso e Blu si è arricchito di imponenti macchine da guerra ingegnosamente e minuziosamente ricostruite.

 

Terziere Castello

EVENTI TERZIERE CASTELLO

13 agosto il Terziere Castello aprirà la prima serata della “Fiera di San Rocco” in onore del suo santo protettore. Uscita del Banditore che proclamerà l’inizio dei festeggiamenti. La Fiera prosegue anche la sera del 14 agosto, due giorni sospesi nel tempo attraverso le vie del Terziere Verde e Nero, a raccontare le botteghe di fabbri, armaioli, cocciari e tanti altri artigiani, non mancheranno le bancarelle dei mercanti, il cambio delle monete con i fiorini, e poi scene di vita fra i nobili e popolani. Tutte e due le serate dalle 21.00 piazze e strade si riempiranno di personaggi in vesti rinascimentali.

Il 16 agosto al Terziere Castello si festeggia San Rocco, come vuole la tradizione con la sontuosa “Festa a Palazzo”. I contradaioli in Verde e Nero alle 22.00 approderanno nella piazza principale della città per onorare il proprio Santo Patrono, al nobile Priore del Castello e a tutti i suoi ospiti sarà offerto uno spettacolo indimenticabile, con artisti, saltimbanchi e acrobati. La narrazione suggestiva ed emozionante sarà illuminata dai giochi di fuoco della antica “Compagnia degli Sputafuoco”.

 


Per saperne di più

Corciano Festival pronto ad andare in scena dal 5 al 15 agosto tra conferme e novità. In questo 2023 attenzione tutta per Pietro Vannucci in occasione del cinquecentenario della sua morte.

Edizione numero 59 per l’Agosto Corcianese, promosso dall’associazione turistica Pro Loco Corciano in collaborazione con il Comune di Corciano e con il sostegno della Regione Umbria, della Banca Centro Toscana Umbria – Gruppo Bcc Iccrea, della Fondazione Perugia, nonché di diverse aziende private del territorio, che tornerà a invadere il borgo di Corciano dal 5 al 15 agosto. Un’edizione che gli organizzatori vogliono dedicare a due persone molto care ai corcianesi, recentemente scomparse: Giuseppe Magnini, poliedrico artista che con la sua manualità ha onorato il suo amato Paese, e il maestro Franco Venanti, tra i fondatori dell’Agosto Corcianese.

La presentazione martedì primo agosto alla sala Fiume di palazzo Donini a Perugia, alla presenza di Donatella Tesei (presidente Regione Umbria), Lorenzo Pierotti (sindaco di Corciano), Francesco Mangano (assessore alla Cultura Comune di Corciano), Giorgio Gabrielli (vicepresidente Pro Loco Corciano).

 

Il Festival

Lungo le vie e le piazze del centro storico (e non solo), caratterizzati da suggestivi scorci architettonici rifiniti in pietra di una bellezza unica, prenderà il via il Corciano Festival che, in questo 2023, porterà con sé un programma degno di nota tra arte, cultura, letteratura, musica, gaming, teatro ed eccellenze gastronomiche del territorio con la Taverna del Duca, aperta tutte le sere con presidi Slow Food e prodotti tipici locali.

Immancabili le rievocazioni storiche, vero e proprio cuore del Festival, che porteranno i fruitori “a spasso nel tempo” facendo loro rivivere scene di vita quotidiana del periodo di mezzo fra Medioevo e Rinascimento tra le Serenate dei Menestrelli, la Cerimonia del Lume, il Corteo quattrocentesco del Gonfalone, i combattimenti medievali tra fanti e cavalieri dei quattro rioni (Borgo, Castello, Santa Croce e Serraglio) e la ricostruzione del campo medievale e dello spazio per il tiro con l’arco storico. Novità di quest’anno sarà il quadro scenico della convivialità della corte della famiglia Della Corgna nel gran giorno della festività di Mezz’agosto.

 

 

Arte – In questa 59esima edizione, nell’anno in cui ricorre il quinto centenario dalla sua morte, protagonista della sezione arte sarà il Perugino (1450 -1523), il più importante pittore attivo negli ultimi due decenni del Quattrocento con Il Perugino alla Sistina; un viaggio da Roma a Corciano che si snoda tra la chiesa di San Francesco e la chiesa Santa Maria Assunta, itinerario visivo a cura di Alessandra Tiroli, realizzato grazie alla collaborazione con i Musei Vaticani che hanno concesso l’utilizzo delle immagini.

La sezione letteraria curata da Filippo Bertoni vedrà in scena diverse presentazioni di libri. A dialogare con il pubblico quest’anno saranno Diletta Cappannini, Nora Venturini, Simona Baldelli, Antonietta Petetti, Antonio Pascale, Mario Eleno, Giulio Leoni e Beppe Convertini.In programma anche incursioni di Giulio Scarpati e Silvia Vecchini.

Settore musicale in cartellone tra masterclass con Laszlo Marosi e Diba, nonché esibizione del maestro del sax Javier Girotto. Diversi anche i concerti della Corciano Festival Orchestra diretta da Alessandro Celardi e la premiazione del Concorso Internazionale di composizione originale per Banda.

La sezione teatro vedrà il gradito ritorno a Corciano di Maurizio Schmidt e la compagnia Farneto Teatro che, in collaborazione con Artesia Sicilia, proporrà “L’Orestea” di Eschilo, opera accompagnata da musica dal vivo. In programma anche uno spettacolo di strada tra teatro e arte circense per tutta la famiglia a cura della compagnia Chien Barbu Mal Rasè.

La web app – Anche quest’anno, per rimanere sempre aggiornati sul programma, torna la web app “Corciano Festival” da consultare, senza necessità di alcuna installazione, sui propri smartphone. Nella web app si potranno trovare informazioni utili, programma (aggiornato in tempo reale in caso di variazioni), la descrizione delle mostre, il menu della Taverna del Duca e una mappa del borgo utile per orientarsi. Per consultarla da smartphone: https://festival.corcianoapp.it/#/main

 


Sito ufficiale www.corcianofestival.i

Sarà visibile fino al 17 settembre 2023, presso l’Isola di San Lorenzo – Museo del Capitolo della Cattedrale di Perugia, l’esposizione dedicata alla Pala di Sansepolcro di Pietro Vannucci, organizzata, nell’ambito del progetto “Perugino nel segno del tempo” dall’Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve e da Genesi srl con il sostegno del Comitato Promotore delle Celebrazioni per il quinto centenario della morte del pittore.

Allestimento Pala Sansepolcro

 

L’opera, realizzata dal pittore per la Cattedrale di Sansepolcro, raffigura l’Ascensione di Cristo, ovvero il momento della salita di Gesù al Cielo, avvenuta quaranta giorni dopo la Resurrezione. Il dipinto, che invita l’osservatore ad alzare lo sguardo verso l’alto, come stanno facendo Maria e gli apostoli colti da stupore,  riprende fedelmente lo schema dello scomparto centrale del grande polittico che Perugino eseguì per i benedettini di San Pietro in Perugia, oggi smembrato (la tavola con l’Ascensione insieme alla cimasa con l’Eterno benedicente con cherubini e angeli,  attualmente sono conservati presso il Musèe des Beaux-Arts di Lione dove finirono all’indomani delle requisizioni napoleoniche), testimonia con la vivacità dei suoi colori scelti con grande cura, una pregevole qualità nell’esecuzione pittorica e nell’articolata composizione. I volti attoniti degli Apostoli dinanzi alla domanda Perché state a guardare il cielo? che gli viene rivolta dagli Angeli, risultano essere la chiave di lettura del dipinto: un vero e proprio invito nei confronti dell’uomo, dalla sua dimensione terrena, a contemplare la bellezza del Cristo che ascende, lasciandosi sorprendere dalla meraviglia dell’Incontro.

L’Ascensione di Sansepolcro rappresenta un caso singolare poiché siamo dinanzi a una vera e propria replica della pala originale, in cui si possono osservare solo piccole differenze che riguardano due personaggi: la Madonna nella tavola qui esposta ha i capelli coperti e l’angelo di destra, che invita ad alzare lo sguardo, ha il piede sinistro girato verso l’osservatore.

Oltre all’esposizione, con lo stesso biglietto d’ingresso, è visitabile il Museo del Capitolo della Cattedrale di San Lorenzo, che si presenta al pubblico con un nuovo allestimento tematico, realizzato in occasione del centenario della sua fondazione (1923-2023), la cui collezione conserva pregevoli testimonianze dell’arte umbra del Rinascimento, tra cui i frammenti dell’Altare della Pietà di Agostino di Duccio, il gonfalone di San Fiorenzo di Benedetto Bonfigli e la Pala di Sant’Onofrio, capolavoro giovanile di Luca Signorelli.  Le opere qui esposte raccontano l’arte, la storia, la fede, la devozione e le tradizioni ma soprattutto il legame che intercorre tra il museo, la Cattedrale e il territorio diocesano. In quest’anno di celebrazioni dedicate a Perugino, un docufilm dedicato alla storia del Santo Anello, completa il percorso di visita, raccontando l’avvincente vicenda del prezioso monile giunto in città nel 1473 e conservato nella Cattedrale di San Lorenzo, nella Cappella che un tempo ospitava lo Sposalizio della Vergine dipinto dal pittore pievese all’apice della sua carriera.

 


Il Museo del Capitolo e la mostra sono visitabili tutti i giorni dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 19.00 (ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura). Per informazioni e prenotazioni: 075 5724853 – 0758241011, isolasanlorenzo@genesiagency.it; info@secretumbria.it.

Undici le opere che saranno esposte: le Queen e il Perugino. La sua personale itinerante, denominata “London MaMo’s Exhibition Zone”, animerà alcuni dei luoghi di business e cultura di Londra fino al prossimo dicembre.

Le opere di Massimiliano MaMo Donnari volano in Inghilterra. Ben 11 dei lavori realizzati dall’artista perugino daranno vita ad una personale di arte contemporanea, denominata London MaMo’s Exhibition Zone, che animerà alcuni dei luoghi di business e cultura di Londra fino al prossimo dicembre. Le opere, le Queen e il suo recente Perugino, saranno presentate il mese prossimo al cinquantesimo piano dell’iconico grattacielo One Canada Square, il più alto del quartiere finanziario di Londra. Il tutto è stato reso possibile grazie al patrocinio della Regione dell’Umbria, del Comune di Perugia e dell’Università per Stranieri di Perugia. Di grande rilievo anche i prestigiosi marchi umbri che hanno sposato l’evento come Birra Flea Società Agricola ed Opera Morlacchi.

Un evento esclusivo e unico nel suo genere che non poteva non essere presentato in una location che materialmente fa da tramite tra Perugia e la capitale inglese. Infatti, la conferenza stampa si è tenuta, moderata dal giornalista Luca Ginetto, presso l’Aeroporto internazionale dell’Umbria “San Francesco d’Assisi” alla presenza di istituzioni, sponsor e amici dell’artista.

 

 

“Circa un anno fa – ha raccontato MaMo – mi ha contattato Paolo Taticchi, ordinario di strategia aziendale presso la University College London, per realizzate il primo Nft, una sorta di certificato ‘di proprietà’ su opere digitali, che è stato un successo e poi mi ha lanciato la sfida di realizzare questa mostra. Sfida che ho accettato con l’aiuto di Maria Rosi. Stanno partendo in queste ore le opere, tutte versioni della mia Queen, che saranno in mostra a Londra fino a dicembre, con probabile proroga a marzo. Ma il legame con l’Umbria sarà ancora più forte perché porterò anche il mio Perugino, per celebrare i 500 anni dalla sua morte”.

“Sono onorato di avere Mamo tra i miei cittadini. Grazie a lui – ha dichiarato anche il sindaco di Perugia Andrea Romizi – abbiamo l’occasione di promuovere il nostro territorio e la nostra regione. Non possiamo non sostenere questa nuova avventura che porterà a Londra non solo le sue Queen ma anche il nostro Perugino. Ha avuto un’ottima idea a volerlo promuovere”.

E’ intervenuta anche Michela Sciurpa, amministratore unico di Sviluppumbria: “In questi anni Sviluppumbria ha voluto ampliare la propria operatività per essere il braccio operativo della Regione soprattutto per la promozione di questo bellissimo territorio. Valorizzare l’aeroporto è giusto, in quanto simbolo e modalità per immediata per far uscire dall’isolamento l’Umbria”.

“L’Università per Stranieri ultimamente ha rifatto un po’ di giri in varie nazioni e la Gran Bretagna è una delle più importanti per noi. In questo contesto sono certo che le opere di Mamo daranno un contributo per valorizzare la nostra arte contemporanea, meno nota all’estero. Da parte nostra promuoveremo l’evento attraverso i nostri canali”, ha detto anche Rolando Marini, pro rettore dell’Università per Stranieri di Perugia. Il professor Paolo Taticchi, non essendosi potuto collegare online, ha inviato un videomessaggio in cui ha dichiarato che il “progetto non è solo importante per l’artista ma è un’occasione per la promozione dell’Umbria, visto che sarà presente anche il quadro del Perugino. Si tratta di una mostra itinerante: le opere saranno esposte in occasioni ed eventi importanti di business ed arte di Londra”.

 

Le opere di MaMo

 

Le rivisitazioni iconiche di MaMo piacciono a molti. A darne prova anche la presenza di Teresa Severini, presidente dell’Associazione Perugia 1416, evento a cui l’artista ha dedicato una sua opera incentrata sulla figura del condottiero Braccio Fortebracci. “MaMo è un pensiero positivo. Nei suoi lavori e personaggi – ha detto Severini – riesce ad immaginare l’inimmaginabile. Ha una visione onirica a cui pensare. Le sue Queen, mai irriverenti, sono le nostre amiche. E la sfida di realizzare un Braccio Fortebracci unico, esposto nei giorni della nostra manifestazione in uno dei luoghi più prestigiosi del centro storico, è stata vinta”.

Marco Daniele Tirilli di Opera Morlacchi: “Abbiamo voluto partecipare a questa iniziativa per il livello culturale del progetto. Speriamo che questo sia solo l’inizio di una collaborazione proficua”.

Di contaminazione delle varie realtà e di sinergia vincente ha parlato pure Maria Rosi mentre Angelo Pieraccini, in rappresentanza di Sase, ha detto: “Siamo onorati di ospitare questo evento. Siamo partiti nel 2007 con primo collegamento proprio con Londra. Ad oggi ne abbiamo 1 al giorno e sono tutti sempre pieni, a dimostrazione di quanto è stretto il legame tra la nostra regione e Londra”.

A margine della conferenza stampa MaMo ha donato a Pieraccini il “Generale della Musica”, manifesto dell’edizione 2019 di Umbria Jazz, che resterà esposto in aeroporto e che ha sancito ufficialmente il sodalizio artistico ed umano tra Perugia e Londra. Un omaggio di benvenuto a coloro che faranno tappa in Umbria, sperando che sia di buon auspicio, di un flusso turistico meritatamente sempre più crescente, anche grazie a questa “eccellenza” ospitante.

Dal 22 giugno a Palazzo Baldeschi di Perugia

In occasione del Cinquecentenario dalla morte di Pietro Vannucci, detto il Perugino, Fondazione Perugia in collaborazione con Fondazione Burri presenta NERO Perugino Burri dal 22 giugno al 2 ottobre 2023 a Palazzo Baldeschi a Perugia. La mostra mette in dialogo le opere di due tra i più grandi artisti umbri attraverso il comune denominatore del nero, soluzione cromatica suggestiva e peculiare adottata da entrambi. Un’esposizione che fa emergere i tratti distintivi di due artisti pari per grandezza e solo apparentemente distanti.

 

L’esposizione è curata dalla storica dell’arte Vittoria Garibaldi e dal Presidente di Fondazione Burri Bruno Corà, e si avvale di prestiti provenienti da alcuni fra i più prestigiosi musei del mondo, tra cui il Museo del Louvre di Parigi, le Gallerie degli Uffici di Firenze e la Galleria Nazionale dell’Umbria, oltre alla Collezione Burri. Trait d’union del percorso, composto da circa venti opere, è l’uso del nero che hanno fatto i due maestri.

Pietro Vannucci Madonna col Bambino e due cherubini. Collezioni Fondazione Perugia

L’idea della mostra è nata dall’opera del Perugino la Madonna col Bambino e due cherubini, una pregiata tavola dal sapore intimo e familiare conservata proprio nella collezione permanente di Fondazione Perugia. Il capolavoro ritrae la Vergine e il bambino che si stagliano su uno sfondo completamente nero, permettendo agli incarnati e ai colori delle vesti di risaltare in un modo assolutamente innovativo per l’epoca.

In dialogo con le tavole di Perugino ci sono una decina di opere di Alberto Burri in cui si può ritrovare il medesimo interesse per il nero, inteso sempre non come mancanza di colore, ma come buio che permette alla luce di emergere. L’allestimento è a cura di Giuseppe Trivellini. A corredo della mostra è presente un elegante catalogo edito da Fabrizio Fabbri Editore.

Pubblico delle grandi occasioni a Palazzo della Corgna per l’inaugurazione della mostra “Rinascimenti: Perugino e Signorelli, l’invenzione del paesaggio. Visioni contemporanee tra reale e virtuale” che fino all’ 8 ottobre sarà visitabile in un percorso espositivo innovativo che comprende, oltre al piano nobile del Palazzo Ducale, anche la Fortezza Medievale, fra opere d’arte contemporanea, una grande installazione multimediale immersiva e la visione guidata del paesaggio protagonista delle opere dei due grandissimi artisti.

Pensata da Lagodarte Impresa Sociale e dal curatore e critico d’arte Andrea Baffoni, la mostra si inserisce con gusto e originalità nel cinquecentenario della morte di Pietro Perugino e Luca Signorelli: l’iniziativa è promossa dal Comune di Castiglione del Lago, con il sostegno del GAL Trasimeno Orvietano e il patrocinio dell’associazione I Borghi più belli d’Italia.

 

Mostra Rinascimenti. Foto Riccardo Capecchi

 

Piero Sacco, presidente di Lagodarte, ha spiegato il perché di questa mostra. «Non potevamo semplicemente stare a guardare questo cinquecentenario, poiché Perugino e Signorelli, nei loro frequenti spostamenti fra Perugia, Cortona, Città della Pieve, Firenze, Orvieto e Roma, guardavano, ammiravano e prendevano ispirazione dal paesaggio, dai colori e dalle tante sfumature del nostro lago e delle nostre colline. Oltre alle opere esposte, che spiegherà Andrea Baffoni, abbiamo realizzato un videomapping architetturale che ha preso in esame il tema del paesaggio, operando contaminazioni tra i due artisti: un viaggio nel tempo, in un paesaggio idealizzato, ma che prende spunto dalla realtà. Abbiamo anche immaginato iniziative collaterali che presenteremo meglio nei prossimi giorni, come quella del 9 luglio con il gruppo storico “Gli orti di Mecenate” che rievocheranno una visita di Luca Signorelli e Pietro Perugino alla famiglia Baglioni che costruì il primo palazzo di vacanza e di caccia, poi ampliato dai Della Corgna nella seconda metà del XVI secolo e trasformato in un vero palazzo ducale. Poi Roccacinema, la storica rassegna al Teatro della Rocca, avrà in programma tre film d’arte, che riguardano il periodo fra il XV e il XVI secolo, dedicati a Perugino, Raffaello e Michelangelo. Noi abbiamo la fortuna, nel nostro territorio, di avere Andrea Baffoni, che è un grande esperto di arte, e Simone Pucci che con il Movimento Creative Label ha realizzato la grande e suggestiva installazione multimediale immersiva nella Sala del Teatro: li ringrazio entrambi per il bellissimo lavoro che hanno fatto. Ringrazio anche il nostro Luca Petrucci per tutta la comunicazione grafica della mostra, operando sempre con gusto e maestria».

 

Mostra Rinascimenti. Foto Riccardo Capecchi

«Un’iniziativa importante e particolarmente significativa – ha detto la vicesindaco di Castiglione del Lago Andrea Sacco – per noi che siamo la porta fra Umbria e Toscana, un territorio che fa da cerniera e unisce le due bellissime regioni italiane, un territorio rappresentato da questi due grandissimi artisti che tutto il mondo conosce e ci invidia. Una mostra preziosa per Castiglione del Lago: ringrazio Lagodarte e il GAL Trasimeno Orvietano che contribuisce alla valorizzazione e allo sviluppo del territorio attraverso l’arte e la cultura».
Hanno salutato gli intervenuti Gionni Moscetti e Francesca Caproni, rispettivamente presidente e direttrice del GAL Trasimeno Orvietano: «Stiamo facendo una grossa promozione dell’anno di Perugino e Signorelli – ha detto Moscetti – con eventi, promozioni e pubblicità: abbiamo avuto la presunzione di pensare di unire i due artisti e credo che la giornata di oggi sia di ottimo auspicio per questo 2023». «La cultura è anche economia – ha aggiunto Caproni – e sto vedendo un grande afflusso di pubblico nel nostro territorio. Credo che il nostro lavoro sia strutturale, non a spot, e guardi lontano per spingere il concetto di turismo di confine, formando i giovani a lavorare in questo settore importantissimo che avrà ancora un grande sviluppo. Complimenti a Lagodarte e a tutti i collaboratori per questa splendida mostra».
«Castiglione del Lago sorge centralmente tra Città della Pieve e Cortona – ha spiegato il curatore e critico d’arte Andrea Baffoni – rispettivamente paesi natali di Perugino e Signorelli, facendo da ideale ponte fra le due esperienze: i due artisti vissero parallelamente essendo pressoché coetanei, nati tra 1441 e 1448, e morti entrambi nel 1523. C’è quindi da immaginare che nei loro spostamenti tra Umbria, Toscana e Lazio attraversassero la piana che costeggia il Trasimeno, dalla quale dovettero trarre ispirazione per quei paesaggi che iniziarono a prendere forma e preminenza negli sfondi delle loro opere. Fu proprio la valle del Trasimeno a fornire l’ispirazione a Perugino, vero iniziatore della tradizione paesaggistica, e rinnovatore del paesaggio rinascimentale, facendolo diventare quel luogo di luce e bellezza su cui ambientare le scene sacre. Non di meno Signorelli, che in più occasioni si trovò ad inserire tale paesaggio in alcune sue composizioni, celebrando similmente la bellezza del territorio». Questa peculiarità geografica ha dunque suggerito la realizzazione di tale progetto, anche in relazione alle grandi mostre del 2023 tra Perugia, Cortona e Città della Pieve, dedicate all’arte dei due maestri. Castiglione del Lago offre in tal senso un punto di vista contemporaneo per celebrare la bellezza del Trasimeno come terzo, ideale, elemento delle loro invenzioni stilistiche.

 

Mostra Rinascimenti. Foto Riccardo Capecchi

 

La mostra, curata da Andrea Baffoni, permette di attraversare le sale di Palazzo della Corgna, tra gli affreschi di Pomarancio, incontrando opere d’arte contemporanea ispirate all’arte di Perugino e Signorelli, ma senza tradire lo stile originale dei singoli partecipanti. Dodici artisti viventi (Noemi Belfiore, Carlo Carnevali, Carlo Dell’Amico, Massimo Diosono, Fabrizio Fabbri, Paolo Ficola, Danilo Fiorucci, Benedetta Galli, James Harris, Luca Leandri, Matteo Peducci, Roberto Sportellini), e due artisti storici (Piero Gilardi, Livio Orazio Valentini) coinvolgono il visitatore con opere talvolta monumentali, preparandolo alla visone, nella Sala del Teatro, dell’imponente e suggestiva installazione multimediale immersiva, realizzata da Movimento Creative Label, collettivo di giovani artisti capitanati da Simone Pucci, per “immergersi”, letteralmente, nell’arte di Perugino e Signorelli. Da tale esperienza virtuale si passa poi all’incontro col paesaggio vero e proprio, grazie al percorso che conduce alle mura della Fortezza Medievale. Da qui si ammira il paesaggio del Trasimeno a 360°, vedendo Città della Pieve e Cortona, ma anche ponendosi in relazioni a tutti i luoghi dove i due maestri operarono: Perugia, Firenze, Arezzo, Roma, Città di Castello, Orvieto, Asciano. Durante il percorso una serie di totem, curati dall’illustratore Luca Petrucci, autore della grafica della comunicazione, aiutano il visitatore ad orientarsi visivamente rispetto a quel territorio che i due grandi artisti attraversarono e al quale si ispirarono reinventando il paesaggio rinascimentale.
È intervenuto l’assessore alla cultura del Comune di Cortona Francesco Attesti che ha parlato dell’imminente apertura della mostra su Signorelli con opere in arrivo al Maec da tutto il mondo: un altro significativo segnale dell’unità di intenti tra Umbria e Toscana in un confine che è solo politico e non geografico.

 

 

La guida è un valido strumento per richiamare un maggior pubblico di visitatori, cittadini, turisti, studenti e famiglie, anche da oltre i confini umbri.

I luoghi di Perugino tra Perugia e il Trasimeno (Electa, Milano 2023) vuol essere una guida sul territorio della diocesi di Perugia e Città della Pieve con itinerari che portano alla scoperta dei luoghi e dei paesaggi in cui Perugino ha operato e tratto ispirazione, e alla conoscenza delle opere conservate nelle diverse località. Sedici luoghi tra chiese, oratori, antiche istituzioni e collezioni museali di sette località: Perugia e Città della Pieve, in primis, ma anche Deruta, Cerqueto, Panicale, Corciano e Fontignano.

«Questa guida nasce dalla volontà della diocesi di valorizzare il considerevole patrimonio di opere del Perugino in occasione delle celebrazioni del quinto centenario della sua morte. La pubblicazione è stata realizzata in collaborazione con le altre istituzioni che custodiscono i dipinti del Divin Pittore così da fornire un panorama non limitato alla sola proprietà ecclesiastica. Si è scelto di non estendere l’oggetto della pubblicazione a tutta l’Umbria, ma di restare all’interno dei confini della diocesi, che corrispondono sostanzialmente all’area geografica di Perugia e del lago Trasimeno. Questa pubblicazione è rivolta a coloro che vogliono percorrere itinerari di visita di quest’area, ma vuol essere anche un agile repertorio di immagini e studi delle opere che Pietro Vannucci lasciò nel proprio territorio di origine. Il libro è organizzato in tre sezioni: testi di apertura strumenti (biografia, mappa), schede dei luoghi e delle opere. Quest’ultima sezione ne contribuisce il corpo principale. Per ogni luogo è descritta e spiegata nel dettaglio ciascuna delle opere presenti, con l’eccezione dei dipinti nella collezione della Galleria Nazionale dell’Umbria che per vastità avrebbe espanso successivamente il contenuto» spiega Francesco Vignaroli, curatore della guida.

Il libro fa parte del progetto Perugino nel segno del tempo, che comprende tutte le iniziative programmate dall’Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve con la collaborazione di Genesi srl per celebrare il Meglio Maestro d’Italia.

«Le celebrazioni del cinquecentenario della morte del Perugino – osserva Mons. Ivan Maffeis Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, nella prefazione alla guida – rappresentano un’occasione per riscoprire e valorizzare, attraverso il nostro patrimonio culturale, la via di una bellezza che traguarda i capolavori e non smette di interrogare le ragioni più profonde del nostro essere e del nostro andare».

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