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Una finestra aperta sulle eccellenze del nostro territorio, eventi positivi all’insegna di amicizia e solidarietà, troppo spesso trascurati, che contribuiscono a rendere migliore la nostra Comunità. I Lions Clubs, la più grande organizzazione umanitaria al mondo, presente in oltre 200 Paesi, segue questa etica: Dimostrare, con l’eccellenza delle opere e la solerzia del lavoro, la serietà della vocazione al servizio.


 

Nella solidarietà trova il massimo compimento il motto della Presidente Letizia Mezzasoma per l’annata 2023/24: La Bellezza del Donare. Non è quindi per caso che la prima iniziativa dopo l’insediamento di giugno sia stata addirittura ad agosto l’iniziativa Real EyesSport per i bambini non vedenti o ipovedenti e a settembre Alza la testa con la Cultura in collaborazione con la Caritas, seguite a dicembre dal Clementina Day, abbinato al primo torneo di Padel e il cui ricavato è stato interamente devoluto all’Istituto Serafico di Assisi.
L’Annata Lionistica 2023/24 del L.C. Perugia Host, sotto la guida della Presidente Letizia Mezzasoma, è iniziata con il sostegno convinto ed entusiasta al Campo Estivo organizzato dal Real Eyes Sport presso il Sacro Cuore di Perugia dal 27 al 31 agosto 2023.

 

 

Il Camp è stato il prologo della nuova stagione sportiva di Spazio al Gesto, un progetto di Daniele Cassioli che vuole consentire a bambini ipo e non vedenti di avviarsi alla attività sportiva, ludica e laboratoriale. Il L.C. Perugia Host ha fornito con gioia un importante sostegno economico ed organizzativo con la collaborazione dei giovani del Leo Club di Perugia che, guidati dal neo Presidente Edoardo Renzi, sono stati sul campo per aiutare, sostenere e consentire a 15 famiglie di ripetere l’esperienza che si era interrotta solo causa Covid e che era iniziata nel 2020. In quella data, alcuni genitori avevano voluto replicare a Perugia la prima edizione svoltasi a Tirrenia e che già dallo scorso anno ha visto fra i protagonisti il L.C. Perugia Host grazie alla convinta adesione dell’allora presidente Pino Famà al quale si deve l’avvio a questa collaborazione.

 

Foto by Real Eyes Sport

 

Tre anni dopo quell’estate, i giovanissimi primattori di Spazio al gesto Estate, con formula residenziale o giornaliera, sono diventati ambasciatori dello sport per ciechi e ipovedenti avvicinandosi all’atletica, al baseball, al nordic walking e all’attività in acqua ma soprattutto condividendo intere giornate con coetanei, specifici operatori, studenti dell’Università di Perugia guidati da Moira Sannipoli e, naturalmente, i preziosissimi volontari, fra i quali i nostri giovani Leo.
Una esperienza di vita arricchente come poche che ha potuto contare sui patrocini del Dipartimento di Filosofia, Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Perugia, la collaborazione con l’ASD Viva di Perugia e il Centro di Consulenza Tiflodidattica di Assisi oltre che sull’importante contributo del Lions Club Perugia Host.

 

Foto by Real Eyes Sport

 

Quella di Perugia è stata una quattro giorni dedicata alla memoria di Caterina Procopio, vulcanica insegnante della scuola primaria e dell’infanzia, anche lei affascinata dall’entusiasmo ma soprattutto dalle concrete opportunità seminate da Daniele Cassioli, e che, prima che un male incurabile la portasse via, ha voluto trapiantare nella sua Perugia, con al fianco da subito Francesca Piccardi e Serena Bruno, il credo di Real Eyes Sport.

 

Foto by Real Eyes Sport

 

Il L.C. Perugia Host, per la sua particolare sensibilità ed attenzione all’area vista, nel contribuire a questa preziosa attività, ha voluto condividere la solidarietà verso giovani svantaggiati, il desiderio di rendere un servizio importante, il piacere di regalare il sorriso a giovanissimi piccoli atleti insieme al Presidente di Spazio al Gesto Daniele Cassioli (componente della Giunta del Comitato Italiano Paralimpico) che, non vedente dalla nascita, in virtù dei 25 titoli mondiali, 27 titoli europei e 41 titoli italiani conquistati è considerato il più grande sciatore nautico paralimpico di tutti i tempi e che con i suoi libri Il vento contro, Milano, DeAgostini, 2018 – Insegna al cuore a vedere, Milano, DeAgostini, 2022 – vuole far arrivare il suo messaggio a chi non sente senza essere sordo e non vede senza essere cieco” e far comprendere che con l’amore, l’entusiasmo, la determinazione, il coraggio si possono abbattere tutte le barriere e realizzare anche i sogni che sembravano impossibili.

Alza la testa con la Cultura

 

 

Sabato 16 settembre presso il Centro Commerciale Collestrada all’insegna di Alza la testa con la Cultura si è svolta una raccolta di materiale scolastico a favore delle famiglie e dei ragazzi sostenuti dai 5 Empori della Solidarietà della Caritas Diocesana.
Grazie ad una grande partecipazione sono stati raccolti 14 scatoloni di cancelleria che come recita la nota della stessa Caritas sono “rappresentativi di 2.650 pezzi tra quaderni, astucci, album da disegno, calcolatrici, zaini e molto altro per un valore complessivo di oltre 3.000 euro”.

Il pieno successo dell’iniziativa trova eco nella stessa nota che si conclude: “Insieme possiamo prenderci cura dei nostri fratelli in difficoltà e aiutarli a rialzare lo sguardo verso l’alto! Grazie di cuore a Lions Club Perugia Host, Ipercoop Collestrada, Coop Centro Italia, Lino Le Voci e Letizia Mezzasoma per aver organizzato e promosso l’iniziativa”.
La grande soddisfazione della Presidente, di tutto il Club Perugia Host e dei giovani del Leo Club di Perugia che si sono distinti per la presenza, l’impegno ed il cuore che hanno messo in gioco, è nella consapevolezza di aver dedicato una giornata grazie alla quale molte famiglie hanno iniziato l’anno scolastico con maggiore serenità portando con sé un tangibile messaggio di amicizia e solidarietà.

Nel sito ufficiale si legge “Aiutaci a portare avanti i progetti di sostegno agli oltre 12.000 poveri accompagnati da Caritas Diocesana. Ridoniamo insieme dignità a chi l’ha perduta”. È stata solo una goccia, ma i mari e gli oceani sono fatti da gocce che il L.C. Perugia Host continuerà a donare a questi nostri sconosciuti Amici perché diventino un mare di solidarietà, amicizia e fratellanza.

 

 

Clementina day

Si è tenuta sabato 25 novembre 2023, presso il Padel Arena di Marco Materazzi, la prima edizione del Torneo di Padel Clementina day , un evento sportivo di carattere benefico organizzato dal Lions Club Perugia Host in collaborazione con il Charing Golf Tour per sostenere il progetto #inaiuto, un fondo sospeso pronto a intervenire tempestivamente per dare sollievo alle famiglie delle persone con disabilitàhttps://www.serafico.org/progetto-inaiuto-con-le-cure-sospese-colmiamo-le-distanze-economiche-e-sociali/ dell’Istituto Serafico di Assisi. L’evento è un arricchimento del Clementina Day, un momento di grande solidarietà e condivisione del Lions Club Perugia Host, giunto alla sua dodicesima edizione.

 

 

“Quando il cuore incontra lo sport e abbraccia la vita si possono realizzare cose che apparentemente sembrano impossibili” ha dichiarato la presidente del Serafico, Avv. Francesca Di Maolo.

 

 

Il Clementina day si realizza grazie alla disponibilità e generosità di Lino Le Voci, uno dei Soci del L.C. Perugia Host e della sua Famiglia, che ogni anno mettono a disposizione del Club una eccellenza del loro territorio: le clementine. Il contributo offerto da soci ed amici in cambio delle clementine viene donato in beneficenza. Quest’anno il Clementina day è stato condiviso anche con i L.C. Perugia Augusta Perusia, L.C. Maestà delle Volte, L.C. Deruta, L.C. Fonti di Veggio, L.C. Perugia Concordia, L.C. Città di Castello Host.

 

 

Il connubio Clementina Day – Sport è un esempio di un cammino insieme per sostenere un’eccellenza del nostro territorio, riferimento non solo nazionale ma anche internazionale, per tutte quelle Famiglie che affidano alle competenze dell’Istituto Serafico di Assisi la cura di chi amano. “Da tanti anni il Lions Club Perugia Host e Charing Golf Tour si prendono cura dei ragazzi del Serafico – ha aggiunto – ma ciascuno lo ha sempre fatto seguendo un proprio percorso. Oggi, per la prima volta, queste due splendide realtà si sono incontrate e hanno dato vita a questo week end così speciale. È meraviglioso che il Serafico sia diventato il luogo di incontro di tante persone che pur non conoscendosi tra loro condividono gli stessi valori, credono in un destino comune e nella forza della fraternità e, soprattutto, che si ritrovano insieme prendendo per mano i più fragili” ha aggiunto Francesca Di Maolo ringraziando Lino Le Voci del Lions Club Perugia Host, la sua Presidente Letizia Mezzasoma e Claudio Ongis di Charing Golf Tour, i promotori dell’iniziativa.

 

Inizia domenica 4 febbraio prossimo al Teatro Cesare Caporali di Panicale alle ore 17,00 un ciclo di incontri sulla cultura e la storia locale, in particolare del territorio del Lago Trasimeno, che il Gal Trasimeno-Orvietano in collaborazione con l’accademia Masoliniana di Panicale e con il patrocinio del Comune, hanno organizzato per poter far vivere delle domeniche pomeriggio all’insegna della cultura.

Inizia domenica 4 febbraio prossimo al Teatro Cesare Caporali di Panicale alle ore 17,00 un ciclo di incontri sulla cultura e la storia locale, in particolare del territorio del Lago Trasimeno, che il Gal Trasimeno-Orvietano in collaborazione con l’accademia Masoliniana di Panicale e con il patrocinio del Comune, hanno organizzato per poter far vivere delle domeniche pomeriggio all’insegna della cultura. Nel primo incontro si parlerà della Storia Geologica del Lago Trasimeno e dell’unicità della sua formazione, con Giorgio Cardinali, Claudio Bellaveglia e Beniamino Giommini, per continuare nelle date di 18 febbraio, 3 marzo, 17 marzo e 14 aprile con altri interessanti ed inediti argomenti. A seguire infatti ci sarà Michela Nucciarelli che ha condotto una articolata e interessante ricerca su Elena Guglielmi e il pizzo d’Irlanda di Isola Maggiore la cosiddetta “Fata Bruna” del Castello, scopriremo in questo caso alcuni aspetti di una ricerca che ha molti inediti.

 

 

 

Si continuerà il 3 marzo con l’antropologa Maura Lepri, che racconterà un altro inedito del Santuario di Mongiovino, un punto di riferimento sia religioso che culturale, che ha avuto un passato glorioso. In questo caso il tema riguarda gli ex voto, anche questo tema di cui si è poco parlato e anche poco scritto, a parte le relazioni della Soprintendenza quando furono restaurati.

A seguire il 17 marzo si affronterà il tema relativo alla figura di Militone Moretti, un imprenditore illuminato in Valnestore, che con tanto talento e un po’ di fortuna, tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, ha costruito un patrimonio come imprenditore, ma è stato anche un politico di fama nazionale. Fu lui a sperimentare, in Valnestore, nella sua azienda agricola, estesa per migliaia di ettari, le prime coltivazioni di Luppolo in Italia. Sarà il Prof. Mario Squadroni, già soprintendente archivistico in Umbria, a presentare questa figura e le ricerche che ha fatto sul personaggio. Dopo una piccola pausa pasquale si finirà con un importante personaggio storico panicalese, Pio Cesarini, e sarà proprio il nipote Giangiorgio Cesarini a raccontare il suo amore per la fotografia e il ricco archivio di immagini del ‘900 che racconta questa sua passione. Panicale, uno dei borghi più belli d’Italia, il teatro Cesare Caporali nel cuore di questa bellissima cittadina che ha conservato tutto il suo stile medioevale, saranno i protagonisti di tante storie inedite del territorio del Trasimeno, dove il Paesaggio, la storia, la natura determinano una bellezza stupefacente che è alla base del suo sviluppo. Questa iniziativa vuole animare la vita dei piccoli borghi anche in un periodo che è meno affollato dai tanti turisti che ogni anno ci vengono a fare visita. Una offerta culturale che vuole arricchire l’uso di un gioiello come il teatro Caporali e diffondere la cultura in quanto tale per chi voglia passare una domenica pomeriggio diversa e ascoltare di quanta ricchezza si può godere in questo lembo della Regione dell’Umbria. Il ringraziamento del Gal va alla Presidente della Masoliniana Maria Lucia Perego per l’organizzazione, a tutti i relatori e i collaboratori che hanno reso possibile questo evento.

Una finestra aperta sulle eccellenze del nostro territorio, eventi positivi all’insegna di amicizia e solidarietà, troppo spesso trascurati, che contribuiscono a rendere migliore la nostra Comunità. I Lions Clubs, la più grande organizzazione umanitaria al mondo, presente in oltre 200 Paesi, segue questa etica: Dimostrare, con l’eccellenza delle opere e la solerzia del lavoro, la serietà della vocazione al servizio.


“La Bellezza del Donare”, il motto che sintetizza l’annata 2023/24 della Presidente Letizia Mezzasoma, in occasione del Natale non poteva che indirizzare il L.C. Perugia Host verso il prossimo con il Concerto di Natale del M° Mastrini in favore del “Comitato per la Vita Chianelli” con la “Festa degli Auguri” per regalare il “Giocattolo Sospeso”, il “Libro Sospeso” e conferire il Melvin Jones a Don Marco Briziarelli.

Il 22 dicembre 2023 nella cornice della bellezza senza tempo della Basilica di San Pietro, il Maestro Maurizio Mastrini, eccellenza del nostro territorio, ha generosamente offerto la sua professionalità e il suo talento per concludere nella sua amata Perugia con il Concerto di NataleSolidarietà la chiave del successo – organizzato dal Lions Club Perugia Host il suo trionfale Baci Maurizio Mastrini International Tour 2023. Il ricavato è stato interamente devoluto al Comitato per la vita Daniele Chianelli, per concorrere alla realizzazione del nuovo Residence.

 

 

Maurizio Mastrini senza dubbio ha un approccio creativo al pianoforte, dotato di tecnica eccelsa va ben oltre il look originale, il pianista eremita, l’artista capace di suonare i grandi della musica classica al contrario. Per alcuni un visionario, per altri un genio assoluto è considerato dai critici uno dei maggiori pianisti e compositori del panorama musicale e strumentale internazionale,

 

Maurizio Mastrini. Foto: Michele Benda

 

A dicembre 2020 con singolo Butterfly ha anticipato l’uscita di Lockdown con una esibizione al pianoforte registrata a Castelluccio di Norcia (anche su YouTube) con questa sua dedica vocale: «Potremmo dimenticare il tuo nome, potremmo dimenticare la tua città, potremmo dimenticare la tua età, quello che non dimenticheremo mai sarà il tuo altruismo, il tuo amore verso il prossimo. Ogni farfalla che incontreremo svolazzante e colorata da oggi sapremo che sarà la tua anima. A tutti i medici, infermieri e al personale sanitario che con il sacrificio della propria vita ha saputo combattere e aiutare chi stava vivendo la propria guerra contro il Covid19 immensa gratitudine. Maurizio Mastrini».

 

Maurizio Mastrini. Foto: Michele Benda

 

Il M° Mastrini negli ultimi dieci anni ha tenuto più di 700 concerti in tutto il mondo, vanta più di 32 milioni di ascolti solo su Spotify, la sua tournè Hugs International Tour 2022/23 lo ha visto impegnato in 41 tappe in tutta Italia e all’estero (Spagna, Polonia, Parigi, New York). Vestito di bianco, con capelli rasta sugli occhi, scalzo, con la sua musica vuole entrare in contatto con l’anima di chi lo ascolta in concerti che si concludono nella commozione di tanti suoi spettatori. Molte delle composizioni del Maestro sono udibili in tutto il mondo in spot pubblicitari, documentari, servizi giornalistici di diverse emittenti televisive.

 

Maurizio Mastrini

 

In un anno Lionistico in cui la attuale Presidente del L.C. Perugia Host Letizia Mezzasoma ha scelto come tema “la bellezza del donare e non solo”, il Concerto di Natale ha riunito tre eccellenze del territorio in nome della solidarietà in uno dei luoghi simbolo della città di Perugia.

La presidente Letizia Mezzasoma e Maurizio Mastrini

È stato come affrontare un meraviglioso viaggio nei molteplici volti della bellezza di cui il nostro territorio è straordinario protagonista e custode: la bellezza dell’arte, della storia, della cultura della Basilica di San Pietro a incorniciare la bellezza del cammino nel servizio, nella promozione della cultura e nel donare di cui il L.C. Perugia Host è protagonista da quasi 70 anni; la bellezza dello straordinario talento e sensibilità del Maestro Maurizio Mastrini, non solo artista di fama internazionale in grado di evocare emozioni profonde nell’animo umano, ma anche attivo interprete nella costante valorizzazione del suo amato territorio; la bellezza della solidarietà del comitato per la Vita Daniele Chianelli che da oltre 30 anni si prende cura, con una pluralità di azioni concrete, del sostegno di chi soffre e lotta per la vita tanto da rappresentare un punto di riferimento nazionale.
L’evento è stato possibile grazie alla Fondazione per l’Istruzione Agraria di Perugia che ha concesso l’autorizzazione allo svolgimento all’interno della Basilica di San Pietro, ai contributi determinanti di Alessandra Parlani (componente del C.D.), dei Soci Emilio Venuti, Loredana Virdis, Giovanni Gigliotti, Andrea Marchini e in particolare di Luigi Cozzari che ha testimoniato, ancora una volta, la sua concreta generosità e disponibilità nei confronti del L.C. Perugia Host facendo realizzare a mano un oggetto unico ed esclusivo: una grande chiave d’argento, simbolo dell’apertura della porta del nuovo residence, omaggio del Perugia Host al M° Mastrini che apre il proprio cuore e quello dei suoi ammiratori all’incanto della Musica.

 

 

Iniziativa di concreta solidarietà del Perugia Host che si inserisce in un contesto molto ampio a testimoniare la costante e continua attenzione alla nostra Comunità in generale e ai più deboli in particolare. Prova ne sia che il 16 dicembre 2023, in occasione de La Festa degli Auguri che il L.C. Perugia Host ha organizzato presso la splendida Tenuta Montenero (Deruta), grazie alla generosità dei Soci, è stato portato a conclusione il tradizionale service il Giocattolo Sospeso a cui da quest’anno si è aggiunto anche il Libro Sospeso. Il clima Natalizio è stato condiviso con grande partecipazione diventando particolarmente festoso quando la Presidente Letizia Mezzasoma ha ufficializzato il conferimento del Melvin Jones Fellow al Direttore della Caritas Diocesana Don Marco Briziarelli come riconoscimento del suo instancabile operato al fianco dei più bisognosi.

 

 

È stato un momento di grande commozione per tutti trattandosi della più alta onorificenza Lions, la più grande organizzazione di assistenza sociale senza scopo di lucro del mondo, ed il primo riconoscimento pubblico e ufficiale per don Briziarelli che dal 1 ottobre 2023 è il nuovo Parroco della Cattedrale di Perugia pur continuando il suo impegno nella Caritas: «Non vi libererete di me, anche se ci avevate forse sperato, invece continuo come continuerà l’impegno con il Malawi, il Kosovo, l’Unitalsi, come assistente ecclesiale, e l’Equipe Notre Dame, come consigliere spirituale… Continuiamo tutti insieme a fare un cammino al servizio della povertà, al servizio del bene comune» per poi concludere con tono meno scherzoso «So di dovervi essere padre, ma davanti alla mia famiglia mi consegno come figlio e sono anche figlio vostro».

Andrea Camassei ha amato molto Bevagna, la sua patria. Famoso ai suoi tempi, oggi è un pittore oscuro ai più e dimenticato dai suoi concittadini.

«Nelle belle arti può con gloria non comune vantare fra i suoi figli Andrea Camassei Pittore illustre. La cappella dedicata a Maria Vergine del Carmine, nella Chiesa Collegiata di S. Michele, fu dipinta dal Camassei nella sua prima gioventù». (Giuseppe Bragazzi. Rosa dell’Umbria, Ediclio Foligno 1973).

Andrea Camassei nacque a Bevagna da Lorenzo e Angelina Angeli il 30 novembre del 1602 e fu battezzato il 1° dicembre nella chiesa collegiata di S. Michele Arcangelo. Sia il padre sia il fratello maggiore esercitavano l’arte dei canapai, tessitori di tele pregiate, per le quali Bevagna allora andava famosa (le famose Tele Bevagne).

Iniziò a dipingere sotto la guida di Ascensidonio Spacca, più noto con il nomignolo di Fantino di Bevagna. Ben presto, desideroso di progredire nell’arte, si trasferì a Roma, dove entrò a far parte della bottega del celebre pittore Domenico Zampieri, detto il Domenichino. Il Domenichino lo incoraggiò a riprodurre alcune sue opere e quelle di Raffaelo.
Tornato a Bevagna nel 1626, affrescò un Miracolo di san Domenico nel refettorio dei frati Predicatori, opera purtroppo andata perduta. Per un altare della chiesa dello stesso convento eseguì una tela rappresentante La Madonna, Santa Caterina e la Maddalena mostrano un’immagine di San Domenico. Sempre a Bevagna, negli stessi anni, completò la sua prima opera di una certa consistenza: la decorazione di una intera cappella, dedicata alla Madonna del Carmine, nella chiesa di San Michele Arcangelo, commissionatagli dalla famiglia nobile locale dei conti Spetia. Nel 1628 di nuovo a Roma, eseguì dipinti nella galleria del casale Sacchetti, in collaborazione con Pietro da Cortona e con altri pittori sconosciuti che non ebbero poi un avvenire, e soprattutto con un coetaneo di maggiori promesse, Andrea Sacchi.

 

L’Immacolata Concezione

 

A questo periodo sono anche assegnate opere eseguite a Bevagna, una grande tela con L’Immacolata concezione l’Eterno e santi e un’altra tela con l’Estasi di san Filippo Neri: entrambe destinate alla chiesa del monastero agostiniano di Santa Margherita. A Roma ottenne il primo notevole incarico decorativo: dipingere la volta della galleria del palazzo del marchese Enzo Bentivoglio (che poi sarà dei Rospigliosi Pallavicini). Vi dipinse la Favola di Amore e Psiche, opera purtroppo andata perduta, ma che gli aprì la strada a successi più lusinghieri. Infatti, entrò in contatto con i più grandi mecenati della Roma papale barocca, i Barberini e in particolare con Taddeo Barberini, nipote di papa Urbano VIII. Nel 1628 decorò le volte di due sale del rinnovato palazzo Barberini: in particolare decorò una volta con una scena rappresentante Apollo e le muse sul Parnaso, opera purtroppo andata perduta; in un’altra sala dipinse pure a fresco la volta con la Creazione degli angeli, l’opera giovanile più importante tra quelle pervenute.
Nel 1630 ottenne l’incarico più prestigioso della sua carriera, quello ambitissimo di dipingere in San Pietro in Vaticano un affresco con San Pietro mentre battezza i santi Processo e Martiniano, altra opera andata perduta. Nel 1631 il suo nome comincia ad apparire tra quelli della prestigiosa Accademia romana di San Luca.

Nel 1633 dipinse il Martirio di San Sebastiano, commissionatogli direttamente da papa Urbano VIII per la chiesa omonima sul Palatino, fatta restaurare da Taddeo Barberini. Nel 1635, insieme agli artisti più quotati del momento ebbe l’incarico di dipingere una Pietà per uno degli altari della nuova chiesa della Concezione dei padri Cappuccini, fatta edificare dal cardinale Antonio Barberini, fratello del papa. Fecero seguito diverse altre commissioni barberiniane che procurarono all’artista notevoli guadagni, per cui si trovò ben presto in condizioni di poter investire somme di denaro considerevoli in proprietà immobiliari nella nativa Bevagna.
Una consolidata celebrità gli permise il fatto che diverse famiglie romane ambirono ad avere suoi quadri con cui ornare le loro gallerie: gli Altieri, i Colonna, i Costaguti, i Farnese, i Rospigliosi, i Rondanini. Nel 1647, la sua ultima potente protettrice, donna Olimpia Pamphili, gli commissionò la decorazione del grande salone centrale del proprio palazzo a piazza Navona, con un fregio in cui furono rappresentate le Storie di Bacco e Arianna. Nel 1640 nacque il figlio Giuseppe, che continuerà la discendenza e a cui seguirono Maddalena e Claudia. Nella Pasqua del 1649 ritroviamo il Camassei riunito con tutta la sua famiglia a Bevagna, non nella sua casa in vaita San Giorgio, ma in casa della suocera. Il 18 agosto 1649, all’improvviso, a soli quarantasette anni, Andrea Camassei morì, ricordato nell’atto parrocchiale di morte come insigni pictor. Il giorno dopo fu sepolto nella chiesa di Sant’Agostino, nella tomba dei Barattelli. Molte sono le opere conservate, quelle perdute o disperse e di dubbia attribuzione; molti i disegni e le incisioni.

 


Bibliografia

SILVESTRO NESSI, Andrea Camassei. Un pittore del Seicento tra Roma e l’Umbria, Quattroemme 2005.

Una finestra aperta sulle eccellenze del nostro territorio, eventi positivi all’insegna di amicizia e solidarietà, troppo spesso trascurati, che contribuiscono a rendere migliore la nostra Comunità. I Lions Clubs, la più grande organizzazione umanitaria al mondo, presente in oltre 200 Paesi, segue questa etica: Dimostrare, con l’eccellenza delle opere e la solerzia del lavoro, la serietà della vocazione al servizio.


L’annata 2023/24 per volere della Presidente Letizia Mezzasoma si svolge sotto l’egida de La Bellezza del Donare, a testimoniare la simbiosi fra servizio e il bello nella sua essenza. Fra ottobre e novembre il L.C. Perugia Host ha voluto portare alla ribalta eccellenze dell’Arte e della Cultura, cioè della Bellezza.

Venerdì 6 ottobre 2023 l’Avv. Mario Rampini, Presidente della Fondazione dell’Accademia di Belle Arti, dopo aver accolto con grande cordialità la delegazione del Club, ha dato la parola alla Direttrice dell’Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci Prof.ssa Tiziana D’Acchille che, con grande abilità oratoria, ha trasformato la conferenza Il volto senza tempo della bellezza: L’Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci ieri, oggi, domani in un viaggio affascinante nella storia dell’Accademia e in una emozionante celebrazione dell’arte e della bellezza.

 

 

Il suggestivo racconto ha illustrato il glorioso cammino dell’Accademia, fondata nel 1573, la seconda più antica d’Italia dopo Firenze e che, nel suo diffondere erudizione e cultura, ha accolto maestri illustri nel panorama artistico nazionale e non solo. Il prestigio conquistato dall’Accademia a tutt’oggi richiama studenti da tutto il mondo.

 

 

Dopo aver ammirato la straordinaria ricchezza artistica del museo dell’Accademia, le suggestioni della musica eseguita dall’UmbriaEnsamble Suoni di Boschi e d’Abbazie 2023 presso l’Aula Magna Ercole Farnese sono state l’emozionante completamento di una giornata dedicata all’Arte e alla Bellezza.

 

 

 

Domenica 29 Ottobre 2023, presso il Monastero di Monteripido, la Presidente Letizia Mezzasoma e una folta rappresentanza dal L.C. Perugia Host hanno fatto visita alla Galleria d’Arte di Padre Diego Donati. La nipote, Prof. Ada Donati, curatrice delle opere, guida appassionata e competente, ha illustrato la tecnica di incisione utilizzando matrici originali e antichi torchi. In quello studio-laboratorio è stato come immergersi nel mondo delle incisioni di cui Padre Diego rappresenta un indiscusso protagonista, testimoniato dalla ricchezza e preziosità delle opere esposte.

 

Padre Georges è stato la guida coinvolgente delle meravigliose testimonianze della storia del Monastero di Monteripido – dimora di beato Egidio, terzo compagno di San Francesco – rendendo tutti  partecipi delle ricchezze paesaggistiche, artistiche, storiche e culturali di Monteripido, del suo Monastero e della Biblioteca, centro importantissimo dello Studium teologico francescano.

I convenuti con la celebrazione di una Santa Messa presso il Convento hanno poi ricordato con partecipata commozione gli Amici Lions defunti, testimoni di un recente passato ricco di figure di alto profilo che hanno reso grande e importante il Perugia Host.

Nel pomeriggio è seguita la visita del Museo Atelier Giuditta Brozzetti, uno degli ultimi laboratori di tessitura a mano d’Italia. Sotto la guida avvincente della Dott.ssa Marta Cucchia è stato possibile ammirare in funzione antichi telai del Settecento, conoscerne la storia nell’incantevole contesto della vicina Chiesa di San Francesco delle Donne, uno dei primi insediamenti francescani, fra i più antichi d’Italia. È stato come affacciarsi su un passato straordinario, con i suoi preziosi telai e le antiche tecniche, presente in tutta la sua bellezza come una forma di alto artigianato quanto mai vivo nelle attuali creazioni artistiche che rendono l’Atelier un autentico museo vivente.

Dal 13 al 15 Ottobre 2023, nella splendida Città di Torino la Presidente Letizia Mezzasoma, accompagnata e sostenuta da una nutrita e appassionata delegazione del Perugia Host, ha sottoscritto il Patto di Amicizia e Gemellaggio con il Presidente Marco Sessa del Lions Club Torino Nella comune visione di una società fondata sui doveri, l’operosità, il merito la cultura e la solidarietà alla presenza delle massime autorità Lionistiche di Torino, del Distretto Torino, Alto Piemonte e Valle d’Aosta.

I due Presidenti hanno ribadito che un patto di amicizia è finalizzato, secondo i principi dell’etica lionistica, a promuovere la fattiva collaborazione tra due Clubs per azioni congiunte, al fine di fornire aiuto, sostenere, valorizzare i rispettivi territori. Il soggiorno ha permesso di ammirare le straordinarie bellezze della città: Museo Egizio; Palazzo Carignano, sede del primo Parlamento del Regno d’Italia e del museo del Risorgimento; Sacra Sindone; Palazzo Reale.

Il clima di costruttiva amicizia, confronto di idee, condivisione di ideali, in una atmosfera ricca di suggestioni artistiche, storiche e culturali di grande spessore ha indotto il L.C. Perugia Host a partecipare al finanziamento per il restauro di due preziose tele all’interno del Palazzo Reale.

Domenica 5 novembre 2023 si è svolta la visita al Museo delle vetrate artistiche dello Studio Moretti Casellati in Perugia: l’affascinante racconto della storia di una realtà che è un’autentica eccellenza del nostro territorio, apprezzata a livello internazionale. Fondato dal pittore e maestro vetratista Francesco Moretti, con il nipote Lodovico Caselli, l’attività dello Studio iniziò nel 1858 presso il duomo di Todi. Nel 1894 Moretti acquista l’antica casa di Guido Baglioni, unica sopravvissuta alla distruzione per erigere la Rocca Paolina. Oggi è un museo-archivio-laboratorio, un luogo di arte e studio con annessa biblioteca, che mantiene l’antico aspetto: gli affreschi d’epoca restaurati dallo stesso Moretti, le decorazioni murali e l’arredo delle due grandi sale. È possibile ammirare gli strumenti, le fornaci, i colori, splendide vetrate dipinte, fotografie, bozzetti, disegni, oggetti d’arte. Spiccano le miniature su vetro della Madonna con bambino ispirata all’opera di Piero di Cosimo; un Angelo un particolare dell’opera di Bernardino Lanino; il cartone della vetrata del martirio di San Lorenzo per Cattedrale di Perugia.

Foto di Michele Panduri

Un secolo e mezzo di storia della vetrata racchiuso in uno scrigno storico di grande valore dove la perfezione è di casa. Del 1881 è il Ritratto della Regina Margherita, realizzata senza committenza, sul ritratto ufficiale, a dimostrazione delle potenzialità espressive della vetrata dipinta. Tecnicamente innovativa per i tagli mai realizzati prima, con incastri fra le parti quasi impercettibili. È rimasta sempre nello studio nonostante la richiesta di prestito del Quirinale.

Foto di Michele Panduri

Presso la Galleria Nazionale dell’Umbria è invece la vetrata circolare con l’Incoronazione della Vergine, ispirata alla Pala di Monteripido del Perugino. Presentata all’Esposizione Universale di Parigi del 1867 e già all’epoca giudicata un capolavoro.

Foto di Michele Panduri

Presso il Museo Bernardini-Fatti, della vetrata antica a Sansepolcro è una riproduzione a grandezza naturale (40 metri quadri) dell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci che si trova presso il Forest Lawn Memorial Park, Glendale, Los Angeles.

Si termina la visita con nel cuore e negli occhi l’arte della bellezza.

 

«Oltre che con i “Musici Italiani” sto lavorando a un progetto con il maestro Giuseppe Lanzetta, il direttore dell’”Orchestra da Camera Fiorentina”. Il suo obiettivo è quello di allargare l’orchestra toscana in Umbria».

Elisa Mannucci è una giovane violinista non solo molto brava ma anche molto appassionata e con le idee ben chiare. Tra le sue tante collaborazioni in giro per l’Italia c’è quella con l’Orchestra da Camera Fiorentina diretta dal Maestro Giuseppe Lanzetta, che si sta allargando per coinvolgere anche musicisti umbri. A questo si aggiunge un nuovo progetto (Musici Italiani) con la direttrice d’orchestra Damiana Natali, nato proprio la scorsa estate e in via di sviluppo. Elisa – che suona il violino da quando ha 11 anni – è molto entusiasta di tutto e nella nostra chiacchierata ce lo racconta.

 

Elisa Mannucci

Elisa, come prima cosa le chiedo: qual è il suo rapporto con l’Umbria?

In Umbria ci sono nata e ci vivo, per la precisione a Spello. Per me è un posto rilassante, mi ricarica tra un concerto e l’altro. L’Umbria è sempre nel mio cuore anche perché offre tanta arte, piccoli borghi e paesaggi naturali unici.

 

E a livello musicale, cosa offre?

Le realtà musicali in Umbria non sono molte, una vera orchestra sinfonica non c’è. Per questo la scorsa estate la direttrice d’orchestra Damiana Natali mi ha contattato per realizzare un progetto insieme: raggruppare tutti i giovani talenti umbri sotto la sua associazione la Ars Armonica di Bergamo, per rappresentare il Centro Italia. Abbiamo fatto una prima esibizione lo scorso agosto a Spello in cui è stato presentato anche il progetto, un’iniziativa ben accolta dallo stesso Comune umbro.

 

Stiamo parlando dei Musici Italiani (MI come la terza nota della scala musicale): come si sta sviluppando?

Esatto, mi riferisco ai Musici Italiani. La scelta del nome, non solo richiama la terza nota, ma ha anche un respiro più ampio per identificarci con l’Italia intera. In questi mesi abbiamo presentato dei progetti e delle nuove iniziative in particolare nel comune di Spello. Speriamo riescano a partire… Oltre a questo sto lavorando a un altro progetto con il maestro Giuseppe Lanzetta, il direttore dell’Orchestra da Camera Fiorentina. Il suo obiettivo è quello di allargare l’orchestra toscana in Umbria per dare la possibilità ai giovani che si diplomano ai conservatori di Firenze e Perugia di avere un’orchestra sinfonica in cui esibirsi, senza per forza dover andare fuori. Per questo vorremmo creare una realtà stabile nella regione.

 

La fusione Umbria-Toscana è già avvenuta?

Sì, ci siamo già esibiti all’Auditorium di Foligno per due volte e in diversi concerti a Perugia. In un’occasione ha suonato con noi anche il famoso pianista Francesco Nicolosi.

 

Quando ha iniziato a suonare il violino?

Avevo 11 anni e ho iniziato un po’ per gioco.

 

Come mai la scelta di questo strumento?

Mio padre era molto amico di un violoncellista e un giorno mi ha portato a vedere dei ragazzi che si esibivano. Appena li ho ascoltati sono rimasta affascinata, in particolare quando suonavano tutti insieme in un’orchestra formata solo da archi. Allora ho detto: «Anche io voglio suonare così». Ho scelto poi lo strumento: le alternative erano il violino o il violoncello, ma vista la mia statura minuta, il violino era più adatto. Ricordo ancora che la prima volta che ho provato a suonarlo, non sono riuscita a fare nemmeno una nota e mi sono messa a piangere. Tutto questo è successo all’età di 9 anni. Nel frattempo mi avevano regalato un violino cinese: un giorno ho iniziato a farci qualche nota, da quel momento ho deciso di studiarlo seriamente. In questo modo è emerso il mio talento. A 12 anni avevo già le idee ben chiare: volevo fare la violinista e lavorare nel mondo della musica.

 

Elisa Mannucci durante un’esibizione

 

Quali studi ha fatto?

Ho iniziato il conservatorio a Perugia, per poi proseguire a Cesena; in questo momento mi sto perfezionando al conservatorio di Parma con la professoressa Maria Caterina Carlini, una persona eccezionale, sia dal punto di vista didattico sia umano. Le devo tutto. Inoltre seguo anche un corso a Perugia con il maestro Angelo Cicillini. La musica è uno studio continuo, non si finisce mai di impararla.

 

Quante ore studia al giorno?

Da piccola anche 6 al giorno, ora 3-4 ore.

 

Se l’Umbria fosse una musica, quale sarebbe?

Così al volo mi vengono in mente le musiche barocche di Giuseppe Tartini, che suonava dietro una tenda bianca nella Basilica di Assisi; oppure la Ciaccona di Bach per violino, che è un brano di cui mi sono appassionata. Mi suscita molto spiritualismo e l’Umbra è una terra spirituale.

 

Dove la troviamo nei prossimi mesi?

In questo periodo collaboro stabilmente con il maestro Lanzetta. Suono anche in diversi gruppi di musica da camera. Di progetti in giro per l’Italia ne ho tanti però – come dicevo prima – il mio obiettivo è quello di creare qualcosa di stabile in Umbria, così da far nascere una vera orchestra sinfonica.

Da umbro d’origine non potevano mancare le mie raccomandazioni su cosa assaggiare una volta in Umbria.

Non si può non rimanere incantati dalla maestosità dei paesaggi, dalla bellezza delle città e soprattutto dai piatti tipici della tradizione. Quella umbra è una cucina semplice e a base di carne, con in più, i famosi salumi della zona di Norcia e i prodotti della terra. I piatti tipici sono un’esplosione di gusti e di sapori antichi: già da bambino, quasi adolescente, ho il ricordo di mia nonna che preparava questi piatti così semplici ma così complessi allo stesso tempo.

ricette tipiche umbre

Crostini di fegatini

Gli antipasti

Tra gli antipasti troviamo il famoso piatto di salumi e formaggi tipici del territorio, ma ci sono anche altri piatti meno famosi che meritano una menzione. Uno di questi è la Fojata, un rotolo di pasta matta arrotolato a forma di chiocciola e farcito con erbe di campo, ricotta, pecorino grattugiato e uova. C’è poi la panzanella, una specialità estiva realizzata con ingredienti poveri come pane raffermo, pomodori, cetrioli, cipolle, carote, peperoni, sedano e tutto quello che la terra offre, da condire per realizzare un’insalata. Immancabili a tavola durante un antipasto sono anche i crostini con rigagli di pollo e quelli al paté di fegatini, fatti in casa e di cui ogni famiglia conserva la sua ricetta tradizionale.

Pasta alla norcina

La pasta alla norcina è il piatto più famoso della cucina umbra. Ne esistono due diverse versioni e oggi è ancora difficile determinare quale sia quella più antica. La prima prevede che la pasta venga condita con tartufo, salsiccia e ricotta o pecorino, a volte sostituiti dalla panna, e insaporita con aglio e pepe. La seconda ricetta prevede invece come condimento il tartufo, le acciughe e l’aglio, insieme a un po’ d’olio. Quello che accomuna entrambi i piatti è che la pasta deve essere rigorosamente lunga, quindi la norcina si può fare con gli spaghetti, con le linguine, con le tagliatelle o con i tipici strangozzi.

Fricco all’Eugubina

Il fricco umbro è tra le specialità gastronomiche di Gubbio e difficilmente si trova in altre località nella regione. Si tratta di un secondo a base di carne simile allo spezzatino, che presenta due diversi tipi di cottura, in umido e rosolato. Solitamente è a base di carne bianca come pollo, coniglio o agnello, ma può essere preparato in diverse varianti, sia utilizzando un solo tipo di carne che mischiando diversi tipi. Anche i condimenti possono variare: c’è chi utilizza solo pomodoro e aromi, e chi invece preferisce dare più sapore aggiungendo anche guanciale, acciughe e vino bianco. Nessun dubbio invece sull’accompagnamento, un vero fricco umbro deve essere accompagnato con la tipica crescia, la versione eugubina della torta al testo.

 

Torta al testo

Torta al testo

Ed eccoci qui con uno dei piatti tipici umbri simbolo della cucina povera regionale: la torta al testo. Si tratta di una focaccia salata non lievitata che viene utilizzata sia come accompagnamento, che come portata principale; farcita con erbette e carne oppure con formaggi e verdure. Questo piatto ha una storia molto antica, perché nasce come alternativa al pane tradizionale, senza lievito, e il suo nome deriva dal testo (in latino Testum), un particolare strumento di forma circolare su cui viene cotta, che ricorda le tegole che venivano utilizzate per la cottura dagli antichi romani. La sua ricetta prevede l’utilizzo di pochi ingredienti, acqua, farina, bicarbonato e sale, ma in alcune zone dell’Umbria vengono aggiunte all’impasto anche le uova.

Il pesce del lago Trasimeno

Le ricette umbre non sono solo a base di carne. Nelle zone del lago Trasimeno infatti, i piatti a base di pesce di lago sono molto famosi e apprezzati. Tra questi spiccano la regina in porchetta, ovvero la carpa regina farcita e cotta allo spiedo come se fosse porchetta, e il tegamaccio, una particolare zuppa di pesce che prende il nome dal tegame di terracotta in cui viene preparata. Il tegamaccio è a base di pesce di lago, tra cui principalmente anguilla, luccio, persico reale e tinca.

 

dolci tipici umbri

La rocciata

Dolci tipici umbri: rocciata e mostaccioli

Non possono mancare i dolci, tra cui i più particolari sono la rocciata e i mostaccioli. La rocciata è una torta di pasta sfoglia, ripiena con noci, mele e zucchero, molto simile allo strudel. Il nome deriva dalla sua forma arricciata e questo dolce può essere ripieno anche di frutta secca, vin santo e cannella, in base alla famiglia e alla zona di appartenenza. La sua caratteristica principale è la particolare striatura della sfoglia, che presenta zone colorate di rosso perché spennellate con l’alchermes. I mostaccioli invece sono dei biscotti antichi a base di mosto preparati principalmente nei primi mesi autunnali, in cui si produce il vino e c’è abbondanza di mosto. Si fanno preparando un impasto per il pane e aggiungendogli anice, mosto e zucchero. Tradizionalmente l’impasto, che deve avere la forma di un filoncino, viene cotto due volte: la prima intero e la seconda una volta tagliato, per biscottarlo. Oggi si realizzano a forma di ciambella, ma possono avere anche altre forme.

La giovane è partita dall’Umbria Dance School di Marsciano e, per tre anni, studierà in Germania le diverse discipline della danza.

È trascorso un mese da quando Irene Lanzanò (22 anni), ha lasciato Marsciano per trasferirsi ad Amburgo nella prestigiosa CDSH – Contemporary Dance School.

Irene Lanzanò, 22 anni

Qui, per tre anni, studierà danza e diverse discipline che la porteranno a raggiungere una formazione completa per inseguire il suo sogno di ballerina: «Mi piacerebbe continuare questo lavoro in qualche compagnia di danza e se dovessi puntare al massimo, penso alla Nederlands Dans Theater. Tutto sta andando bene, le lezioni sono interessanti: sto provando nuove tecniche di danza contemporanea, sto approfondendo il floorwork (n.d.r. si tratta di movimenti eseguiti sul pavimento) e tante altre discipline così da avere una formazione il più completa possibile» racconta la giovane ballerina.

Irene ha iniziato a prendere lezioni di danza classica quando aveva solo 3 anni, dopo aver assistito ai saggi della sorella maggiore; poi, a 11 è approdata all’Umbria Dance School di Marsciano. «Volevo approcciarmi a nuovi stili: se la danza classica ha sempre fatto parte della mia vita, la danza contemporanea e l’hip hop mi hanno conquistata piano piano col tempo. A queste si è aggiunta anche la danza modern jazz» prosegue Irene.

Umbria Dance School è nata nel 2011 a Marsciano (da quest’anno una sede è stata aperta anche a Perugia) dall’idea di Barbara Formica, per creare un luogo di crescita per bambini e giovani ragazzi con l’obiettivo di educarli all’arte della danza, in un percorso che premia la qualità e la professionalità. Un luogo a 360 gradi per la preparazione artistica, fin dai primi passi.

 

Irene Lanzanò

 

Proprio la direttrice Barbara, due anni fa, ha incoraggiato Irene a sostenere un’audizione per un corso di alta formazione a Reggio Emilia: «Sono stata presa e da lì ho capito che era la strada che volevo proseguire per diventare una ballerina. Lo scorso anno sono entrata all’A.E.D. Associazione Europea Danza di Livorno, dove ho avuto la possibilità di fare il provino per l’Accademia di Amburgo. Per preparare l’esibizione di presentazione ho lavorato per un mese intero: il provino avviene tramite un video da inviare, per questo tutto deve essere perfetto, perché, se in un’esibizione dal vivo le imprecisioni possono sfuggire, un video può essere rivisto più volte, quindi non ci devono essere sbavature. A metà di luglio poi mi è arrivata l’email con la mia ammissione. E ora eccomi qui, entusiasta di questa nuova esperienza, ma con un po’ di nostalgia per la vita tranquilla di Marsciano. In accademia è tutto più frenetico.» conclude la giovane. Irene non è la sola ballerina che dalla scuola umbra è partita per studiare in accademie prestigiose. Due anni fa Gianmaria Angeloni è stato preso all’Opera di Roma, dove tuttora studia.

La giovanissima perugina è stata ammessa alla prestigiosa scuola di danza dove, dal 4 settembre, inizierà le lezioni.

Sta prendendo lezioni di francese e si prepara a partire con la sua bambola preferita, La Cocca (così la chiama), dalla quale non si separa mai. Perché, Giorgia Aquilanti, 11 anni, da Perugia andrà a Parigi per frequentare la prestigiosa Scuola di danza dell’Opéra.
Forse è la prima umbra, forse la prima perugina: poco importa. Quello che importa è che il 4 settembre, in punta di piedi, inizierà i corsi e porterà l’Umbria tra le mura della più antica scuola di danza del mondo, fondata nel 1713 da Luigi XIV (il Re Sole, per intenderci) e che è un vero trampolino di lancio per le future étoiles.

Giorgia Aquilanti

Giorgia balla da quando ha 3 anni (due lezioni al giorno, dal lunedì al venerdì) nella scuola Studio Danza Arabesque della mamma Daria Ermakova, già ballerina del teatro Bolshoi di Mosca. Un bel pedigree, non c’è che dire!
Con l’aiuto del papà Maurizio ci siamo fatti raccontare come si arriva – anche solo – a essere presi in considerazione dall’Opéra di Parigi. Figuriamoci a farsi ammettere.
«A maggio Giorgia ha partecipato al Teatro Morlacchi di Perugia al concorso Italian Dance Award, lì è stata notata e segnalata alla direttrice dell’Opéra, Élisabeth Platel. Alla fine di quel mese l’hanno chiamata per sostenere un’audizione in presenza a Parigi, e a giugno è arrivata la conferma dell’ammissione nella sesta divisione – le divisioni sono otto – quindi in sei anni dovrebbe riuscire a diplomarsi. Il provino è stato una vera e propria lezione di danza, in cui hanno valutato le sue doti tecniche e fisiche (peso, altezza e corporatura). Anche l’età è rilevante: più si è piccoli, meglio è; prediligono infatti insegnare ad alunni ancora non pienamente formati artisticamente. Inoltre, a parità di candidati la precedenza viene data a ballerini francesi – ad oggi nella scuola, oltre a Giorgia, ci sono solo altri due italiani. Per questo siamo ancora più orgogliosi della sua ammissione» racconta il papà.

 

 

Giorgia ha confessato candidamente di non essere stata più di tanto emozionata durante l’audizione – dopotutto ha già partecipato in passato a stage e concorsi di livello – e d’ispirarsi a Nina Kaptsova, prima ballerina del Teatro Bolshoi. Le sue idee sono sicuramente chiare.
Nell’accademia frequenterà la scuola paritaria la mattina, mentre il pomeriggio sarà dedicato alle lezioni di danza. Tutto avverrà all’interno del campus. «È una prova molto importante per lei, si dovrà integrare con le compagne che non parlano nemmeno italiano. Vediamo come andrà, nella peggiore delle ipotesi si torna indietro; però non si può dire di no a un’occasione del genere senza nemmeno provare» conclude Maurizio.

ANGSA è l’Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici che, dal 1985, difende i diritti delle persone con autismo e delle loro famiglie.

Costituita inizialmente da genitori, familiari, tutori e persone nello spettro autistico è un’Associazione di Promozione Sociale e un’Organizzazione non lucrativa di utilità sociale. ANGSA ha anche una sede in Umbria, in Piazza Mazzini a Bastia Umbria. Ce ne parla la dottoressa Eleonora Spalloni, responsabile regionale per la raccolta fondi, che mi spiega anche l’evoluzione ventennale di quella che prima era un’associazione di genitori e ora conta più di trenta dipendenti.
«In realtà dagli anni Ottanta le cose sono un po’ cambiate: per fare un esempio, anche il termine soggetti è stato superato in favore della parola persone, che è più rispettoso» ci tiene subito a sottolineare.

 

Dottoressa Paola Carnevali Valentini

 

L’associazione nazionale si suddivide in settori regionali o provinciali. In Umbria, ANGSA esiste da circa vent’anni ed è da allora che la dottoressa Paola Carnevali Valentini la guida, portando avanti attività di formazione, di sensibilizzazione e di informazione sul territorio attraverso seminari, convegni, interventi nelle scuole e sensibilizzazione delle famiglie attraverso i pediatri.

«In questo modo andiamo ad abbracciare anche i primi anni di vita del bambino, quando l’autismo si manifesta. L’individuazione del disturbo pregiudica infatti la presa in carico e poi lo sviluppo del bambino stesso: è diverso iniziare un percorso a 18-20 mesi o oltre i due anni di età. Nel primo caso, infatti, si prende in carico il bambino nella fase dello sviluppo, quando cominciano a manifestarsi tutti quegli aspetti che, nel caso dell’autismo, risultano compromessi: la socialità, la comunicazione, il comportamento. Nei bambini autistici, la quasi impossibilità a comunicare sfocia in manifestazioni comportamentali che possono essere autolesive, eterolesive o non adatte al contesto» spiega E.S. «Bisogna comprendere che ancora sappiamo davvero poco dell’autismo, specie sulle cause scatenanti. Non si sa se sia un problema genetico. In ogni caso, quando la famiglia riceve la diagnosi, spesso si ritrova in un’impasse emotiva. È qui che entra in gioco la rete di supporto ANGSA, strutturata in centri di servizio che, al momento, si occupano di circa 80 famiglie e non solo umbre.» continua.

 

L’interno della struttura

I progetti dedicati agli adulti: le due anime de La Semente

Una volta però termina la scuola dell’obbligo, insorgono nuove difficoltà, una delle quali è legata alla gestione della quotidianità. Proprio per aiutare i ragazzi a trovare il proprio posto nel mondo, favorendo l’integrazione e la socializzazione, nonché per garantirne l’occupazione, nel 2011 è nata La Semente, che consta di due anime. La prima è il centro diurno, una struttura socio-sanitaria accreditata al SSN che, al momento, ospita 17 ragazzi. In questo vecchio essiccatoio a Limiti di Spello (PG), ristrutturato con fedeltà storica e autosufficiente dal punto di vista energetico, i ragazzi vengono preparati al mondo del lavoro attraverso un ventaglio di attività che vanno dalla creazione della carta alla ginnastica, dalla musica alla ceramica. Vengono loro assegnati dei compiti più o meno semplici, attraverso un’agenda coloratissima e, in alcuni casi, persino illustrata. Vengono abituati a muoversi in ambienti che simulano un ufficio o una stanza privata, in cui dedicarsi alla lettura in solitudine: si tratta di ambienti creati e arredati con materiali insonorizzanti, in modo che i ragazzi non possano sentirsi infastiditi da echi o rumori indesiderati. Certo che la campagna spellana in cui si trova il complesso, alle pendici di quel Monte Subasio che regala panorami indimenticabili, sicuramente contribuisce a creare un locus amoenus in cui coltivare progetti e… intenti, così come dichiara lo slogan de La Semente.
La seconda anima è proprio quella commerciale, legata alla cooperativa agricola votata al turismo sociale, alla produzione e alla vendita. Il progetto abbraccia infatti l’ospitalità – con la struttura ricettiva affacciata sul Monte Subasio – la produzione di conserve biologiche, la creazione di regalie aziendali e l’attività di catering per gli eventi mensili.
«La cooperativa è proprio figlia di ANGSA e ciò è evidente nella sua gestione, nel suo statuto e nel suo CDA. Finora abbiamo avuto 4 inserimenti lavorativi, sia come utenti sia come soci lavoratori della cooperativa» dichiara E.S.

 

Tra i progetti, anche il Centro Up!

Tra i progetti di ANGSA Umbria si annovera anche il Centro UP di Assisi, un centro socio-educativo per minori attivo dal lunedì al sabato, che si occupa del supporto scolastico e di attività socio-educative dedicate a minori con autismo. L’intervento, all’interno del Centro, prevede l’impiego di tecniche cognitivo-comportamentali che si rifanno ai principi dell’ABA e del metodo Denver. Gli educatori del Centro svolgono le loro sessioni principalmente all’interno del centro, ma la presa in carico del minore è globale. Sono pertanto previsti anche interventi scolastici e assistenza domiciliare. In particolare, vengono offerti:

  • intervento precoce mediato dai genitori e dagli insegnanti;
  • intervento cognitivo comportamentale presso il Centro Up;
  • intervento di supporto in ambito scolastico;
  • intervento mediato dai pari in scuole medie inferiori e superiori;
  • lavoro di gruppo per implementazione di abilità sociali;
  • parent training.

A sostegno delle attività

Si può sostenere ANGSA Umbria attraverso donazioni come il 5×1000, l’erogazione liberale classica (con bonifico) o partecipando alle iniziative che vengono organizzate periodicamente. Si possono anche sostenere le attività de la Cooperativa La Semente attraverso l’acquisto dei prodotti della cooperativa o alloggiando presso la struttura ricettiva.

 


www.angsaumbria.org

www.lasemente.it

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