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L’Umbria, oltre a essere una meta turistica, si rivela come un luogo cosmico e intriso di elementi fantastici.

Drago Rendering. Foto by Onirico

L’Umbria è un avventuroso godimento di esperienze. Tra miti e leggende che si dipanano nelle città e nelle cittadelle medioevali –  arroccate ai bordi delle conche e altri centri noti delle due province – la regione è una continua scoperta in tal senso. Di connessione tra i luoghi, non solo turistica ma cosmica e anche un po’ fantasy. Estratto di Drago non è un’antica pozione di stregoneria ma in Umbria, tra Grifoni e Draghi degli stemmi di Perugia, Narni e Terni, pare di assistere a un medioevo fantastico, e al filosofare.

Quello mitologico, emblema di Terni, assume una nuova forma in acciaio con l’innovativo Thyrus di Marco Diamanti. La notizia fa correre letteralmente in città per saperne di più. Richiama non solo l’iconografia medievale del drago sconfitto, ma si collega a una vasta tradizione di creature leggendarie che suscitano un crescente interesse culturale. Lucrezia Ercoli, editorialista e direttrice artistica di Popsophia, in Amati mostri spiega il legame tra fantasy e meraviglia, sottolineando come questa connessione abbia radici antiche, da Platone ad Aristotele. «Oggi, come in origine» racconta «gli uomini hanno iniziato a filosofare dal meravigliarsi. E da Omero, che nel mettere Ulisse al cospetto di Polifemo narra un’esperienza duplice di spavento e attrazione, di fronte alla quale accade di guardare con occhi diversi momenti cruciali della vita». Una reazione di inclusione ad ammettere e accettare l’altro, come altro.

 

Calamita Cosmica. Foto by Daniela Zannetti

L’Umbria così appare un luogo di meraviglie da svelare

Una regione che prima della storia di Roma e della Grande Umbria deve la sua natura alla fusione tra civiltà etrusca e cultura di Terni, trova riscontro nell’arte contemporanea che fornisce una interessante chiave di lettura. Nella Umbria mistica può risuonare nel silenzio D’Io, installazione sonora a corredo della colossale Calamita cosmica custodita a Foligno (ex Chiesa della SS. Trinità), realizzata dall’enigmatico artista anconetano Gino De Dominicis. «Un capolavoro che agisce come attrattore di energie dal cosmo, suscitando descrizioni di alta intensità» come scrive Italo Tomassoni. Può echeggiare T’Odi, parafrasando la mostra antologica del tuderte artista Bruno Ceccobelli del 2018, nella storica città di frontiera del Tevere. Le Opere in Nero di Pietro Vannucci il perugino, dialogano con l’arte contemporanea di Alberto Burri nativo di Città di Castello, ed esaltano la luce umana, sovraumana e della materia. Mentre più a sud la luce si fa Lancia, con l’opera in acciaio di Arnaldo Pomodoro a Terni, e le opere di Giulio Turcato, Le libertà, creano suggestioni di metallo e colore sulle sponde del lago di Piediluco. Fantasy, dunque, perché legata al senso del meraviglioso, a ciò che va oltre l’ordinario, ciò che è fuori dal comune. Infine legata alla storia e all’immaginazione creativa.

 

Opere di Giulio Turcato

Il drago per Terni pare dire dove un’altra vita sogna

Il Drago di Terni non è solo un’opera d’arte ma rappresenta un impegno per la creatività locale. Un primo patto di collaborazione tra il Comune e l’Associazione culturale Thyrus ha reso possibile l’avvio al progetto della monumentale opera di oltre 4 metri di altezza. Sarà un dono al museo diffuso d’arte contemporanea della città, grazie al contributo di numerosi attori pubblici e privati. Racconta il professor Marco Diamanti di «tenere in particolar modo a far crescere artisti e giovani artisti». Col suo spirito di educatore d’arte con i giovani studenti, e anche allenatore sportivo, la missione d’arte si riveste del sapore di squadra, del carattere associativo, e di cultura del territorio.

Per Jacopo Cardinali, designer e progettista 3D della scultura è «utile riconoscersi in un’identità determinata, attiva e propositiva». Co-founder di Materie Unite, è un esempio di nuova imprenditoria impegnata nel riciclo tecnologico di Carta e cartone e leconomia circolare. Caso non trascurabile con l’Italia al primo posto in Europa nel riciclo, e leader nella circolarità a venticinque anni ormai, dall’entrata in vigore del Decreto Ronchi. Per un principio di sostenibilità dell’arte, quello fornito per l’opera da Ast Arvedi è di acciaio riciclato, e le oltre 10 tonnellate di acciaio 441 Lis rappresentano, per le statistiche europee, la metà dell’acciaio riciclato equivalente a due Thyrus al secondo. I coils d’acciaio saranno lavorati con tecnica sliced, tagliati al laser, con una ottimizzazione controllata del disegno dal marchio Onirico di Luca Finistauri. Altro comparto creativo ternano che ha già collaborato con noti artisti come Beverly Pepper e Bruno Ceccobelli.

Drago Rendering. Foto by Onirico

Amato Drago, dallo scitale al Thyrus. Un nuovo capitolo sulla contemporaneità

«Nello stemma comunale di Terni, il Tiro non è più quell’anfibio rettile tozzo con coda lunga a doppio giro, lo scitale dei Bestiari medievali, come raffigurato in pietra nella scultura collocata a Palazzo Spada». Il suo aspetto è cambiato nel corso dei secoli. Il Thyrus o Tiro ha assunto le sembianze di un drago alato. Lo spiega la storica d’arte Eleonora Belli, già ricercatrice al Bardini di Firenze. «Agli ultimi capitoli del mondo medievale del drago all’Italiana si sovrappongono il drago decorato di ali, dai draghi di Paolo Uccello a quelli del Codice Atlantico di Leonardo, cui si innestano le tradizioni del tardo Rinascimento del Nord Europa. Il drago è un sauro che sviluppa gli arti superiori, come e fino al romantico e fantasy drago dell’Ottocento, sempre più umanoide. La poetica dell’arte figurativa e iperrealista nella scultura di Diamanti, rende tutta la tensione della muscolatura della fera nell’atto di caricare la gettata del fuoco del drago. Dal Tiro in pietra all’odierno Thyrus, l’iconografia è evoluta e attuale».

 

Thyrus scultura. Foto by Daniela Zannetti

Drakon, Derkomai, Drakos, Kyklops

Segno e marchio del mostro mitico che rivela l’attuale vitalità degli antichi simboli, del Drago è interessante notare un contenuto sapienziale. La radice della parola Drakon, grande serpente, è associata a derkomai, osservare, e a Drakos, affilato e pungente: teoricamente il vedere come capacità di percepire qualcosa in modo speciale. Kyklops, occhio circolare, per richiamare le suggestioni omeriche legate a Polifemo. Metaforicamente attrattore di energie, ripensando l’opera immobile di De Dominicis, la gigantesca creatura ossea a Foligno. In qualche modo guardiano di energie o luoghi sacri.

Una riscoperta dell’immaginario, della fantasia, del fantasy. Di fatto, il vero habitat dei draghi nelle leggende e nelle mitologie di gran parte del mondo antico è l’acqua, non solo del mondo orientale. Per Terni città delle acque costantemente attraversata dallo spirito indomito del Nera, quello che Diamanti in principio «immaginava di creare e installare nella rotonda Filipponi come il Toro di Wall Street, è un simbolo in cui tutti si riconoscono e incarna uno spirito di collaborazione». «Il Drago per Terni – commenta ancora l’artista – è un importante racconto visivo sull’identità nel quale rispecchiarsi». Apre un nuovo capitolo sulla contemporaneità. Di una città con i segni di una storia nata molti secoli prima dell’acciaio e con un forte desiderio di rinascita. «Colma l’assenza, all’interno della città, di sculture che raffigurino il simbolo di Terni, in modo innovativo, originale e contemporaneo».

Tra arte e rivoluzione da Spello all’Europa. Un nostos attraverso i Comuni di Bastia Umbra, Foligno e Magione.

Le iniziative legate a Benvenuto Crispoldi. Tra arte e rivoluzione da Spello all’Europa. Un nostos attraverso i Comuni di Bastia Umbra, Foligno e Magione, progetto volto alla scoperta della poliedrica figura del pittore, scultore, erudito, politico e sindaco del Comune di Spello a cento anni dalla sua morte, prenderanno avvio a Spello il prossimo 16 dicembre, nella Sala dell’Editto del Palazzo Comunale (Piazza della Repubblica 1, primo piano).

 

Si parte infatti con il convegno di apertura delle 9.30 moderato dall’assessore alla Cultura del Comune di Spello Irene Falcinelli, durante il quale – dopo i saluti dei rappresentanti dei Comuni coinvolti nel progetto – interverranno:

  • Stelvio Catena – Benvenuto Crispoldi: uomo del suo tempo
  • Massimo Duranti – Crispoldi e i futuristi umbri
  • Antonio Luna – Genius loci, Spello e Benvenuto Crispoldi
  • Antonella Pesola – Modernità e tradizione in Benvenuto Crispoldi
  • Andrea Baffoni – Crispoldi simbolista
  • Domenico Cialfi – Modernità e avanguardia nella Perugia della “Bella Epoca”

A seguire verrà inaugurata la mostra antologica Crispoldi e gli amici futuristi (Sale Espositive, II Piano) curata da Stelvio Catena, Massimo Duranti, Antonella Pesola e Andrea Baffoni, con un’ottantina di opere fra dipinti, disegni, progetti e un’ampia documentazione d’archivio e fotografica sulla vita e le opere dell’artista. Si documentano anche le altre numerose attività che ne hanno contraddistinto l’azione in ambito sociale: l’impeto rivoluzionario, l’impegno amministrativo quale primo cittadino di Spello, gli studi e gli scavi di carattere archeologico compiuti sempre nella sua terra di origine. Accanto ai suoi lavori, una stanza della mostra è dedicata a coloro che gli sono stati più vicini negli anni della produzione artistica – anch’essi pittori o scultori – e che ne hanno condiviso il percorso creativo. Verrà anche presentato il catalogo Benvenuto Crispoldi tra Arte e Rivoluzione. Da Spello all’Europa. Un nostos attraverso i Comuni di Bastia Umbra, Foligno e Magione.

 

Nel corso della mattinata verranno inaugurate anche le mostre, nella Sala dell’Editto (I piano):

  • La Spello di Benvenuto Crispoldi. Fotografie tra Otto e Novecento, in collaborazione GAL Valle Umbra e Sibillini, a cura del Circolo Cine Foto Amatori Hispellum
  • Benvenuto … dal pensiero alla via dell’espressione dell’anima e Le immagini nascoste – un gioco di osservazione, con proiezione del video Se volete fare colpo studiate la mia storia, a cura dell’I.C. Ferraris.

Dopo un momento conviviale previsto per le 13.30 e realizzato -al pari del Convegno – grazie al contributo concesso dalla Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali, dalle 15.30 alle 17.00 sarà possibile visitare le case private aperte appositamente per l’occasione – Casa Antonio Rossi (casa Salmareggi) e Casa Peter Heilbron (casa Bocci) – in gruppi di 10/15 persone ogni 30 minuti previa prenotazione allo 0742 301009. La visita ai luoghi di Crispoldi proseguirà presso il Monumento ai Caduti, l’Atrio Palazzo Comunale, la Chiesa di San Lorenzo e la Chiesa di Sant’Andrea.

Le mostre di Spello saranno visitabili: DICEMBRE 2023: giorni di apertura: 16, 17, 23, 26  – orario: 10:00 -17:00 | GENNAIO 2024: giorni di apertura: 6, 7, 13, 14, 20, 21, 27, 28 – orario: 10:00 -17:00 | Febbraio 2024: giorni di apertura: 3, 4, 10, 11, 17, 18, 24, 25 – orario: 10:00 -17:00.

 

Un’opera dell’artista

MAGIONE

Il secondo appuntamento da segnare in agenda è a Magione domenica 17 dicembre alle ore 16.30, con l’inaugurazione – presso il Museo della Pesca del Lago Trasimeno di San Feliciano – della mostra dedicata agli studi del Monumento ai Caduti della Grande Guerra, con alcuni reperti fotografici dell’inaugurazione di questo tributo che il Comune di Magione offrì alla memoria dei trecento suoi figli caduti nel conflitto.

All’interno del percorso espositivo si possono ammirare anche una serie di disegni di altre proposte sul medesimo argomento e alcuni lavori di Gerardo Dottori riguardanti il Lago Trasimeno e uno dei cittadini magionesi più noti, quel Giovanni del Pian del Carmine che è stato tra i primi occidentali a spingersi fino alle steppe della Mongolia nel lontano 1245.

BASTIA UMBRA

A Bastia Umbra, invece, mercoledì 20 dicembre alle ore 10.30, verrà inaugurata, presso la Sala Consiliare del Comune, la mostra che raccoglie la documentazione relativa all’intervento pittorico lì realizzato da Crispoldi nel 1921. Commissionato per i seicento anni dalla scomparsa di Dante Alighieri, il ciclo pittorico occupò l’artista e i suoi assistenti per ben undici mesi. L’esposizione mostra l’evolversi dei rapporti tra committente e esecutore, i significati attribuiti da quest’ultimo alla sua produzione, quelli legati al vissuto economico e sociale della cittadina umbra, e la commemorazione della vittoria dell’Italia nel primo conflitto mondiale conclusosi poco tempo prima. La Sala della Consulta e la mostra saranno visitabili dal lunedì al venerdì dalle ore 08.00 alle 17.00 e per due fine settimana al mese per tutta la durata dell’evento. Tra i luoghi di Crispoldi a Bastia Umbra vi è anche la cappella Angelini, visitabile tutti giorni tranne il lunedì dalle 8.00 alle 17.00 presso il Cimitero Comunale di Bastia Umbra.

FOLIGNO

Ultimo appuntamento dell’anno con Foligno, che vedrà l’inaugurazione della mostra presso Palazzo Trinci (Sala degli Artisti e Santa Messalina) giovedì 28 dicembre alle ore 11.00.

Il percorso espositivo si concentra in alcune sale di Palazzo Trinci per poi snodarsi attraverso le stanze dell’edificio sede della Municipalità, ristrutturato negli anni 1916-1919, che ha visto l’artista spellano coinvolto nell’opera di ornamento delle sale d’accesso agli uffici comunali e, soprattutto, nella decorazione della Sala Rossa o dei Matrimoni. Tale impegnativo lavoro, che rappresenta uno dei punti più alti e più ammirati della produzione artistica crispoldiana, è andato purtroppo perduto a causa dei bombardamenti alleati durante la Seconda Guerra Mondiale, che hanno gravemente danneggiato la città di Foligno a partire dal giugno del 1944.

L’esposizione documenta sia la nascita e lo sviluppo del progetto di risistemazione dell’edificio civico – comprese le parti decorative – sia i significati allegorici concordati con i committenti dall’artista degli affreschi andati perduti, riprodotti, per i visitatori, in efficaci fotografie dell’epoca.

 


Le iniziative proseguiranno anche nel 2024 con convegni, giornate studio, presentazione di libri e visite guidate.

Presentato il progetto “Benvenuto Crispoldi. Tra arte e rivoluzione da Spello all’Europa. Un nostos attraverso i Comuni di Bastia Umbra, Foligno e Magione”.

Si è tenuta, presso la Sala Fiume di Palazzo Donini a Perugia, la conferenza stampa di presentazione di Benvenuto Crispoldi. Tra arte e rivoluzione da Spello all’Europa. Un nostos attraverso i Comuni di Bastia Umbra, Foligno e Magione, il progetto che celebra i 100 anni della morte del pittore, scultore, erudito, politico e Sindaco del Comune di Spello.

 

I protagonisti dell’evento

A introdurre la conferenza – coordinata da Simone Aramini del Servizio cultura e tutela beni culturali di Spello – è stata Antonella Pinna del Servizio valorizzazione risorse culturali, musei, archivi e biblioteche della Regione Umbria, seguita dal sindaco di Spello Moreno Landrini, da quello di Bastia Umbra Paola Lungarotti, dall’assessore alla Cultura di Magione Vanni Ruggeri, dal consigliere del Comune di Foligno Marco De Felicis e dall’assessore alla cultura e al turismo del Comune di Spello Irene Falcinelli.

 

 

Tutti gli interventi hanno sottolineato in primis la straordinarietà della figura di Benvenuto Crispoldi, per molto tempo dimenticata sebbene di prim’ordine nel panorama nazionale e internazionale tra Ottocento e Novecento. Una personalità, la sua, senza dubbio poliedrica che è da scoprire più che da riscoprire, specie nel suo dialogo con le Avanguardie artistiche, nel suo rapporto con l’amico Dottori, nel suo spirito rivoluzionario, nel suo impegno come sindaco, nelle sue rimostranze come socialista e nei suoi studi come archeologo. Il tutto in un quadro omogeneo capace di rappresentare le pulsioni, i sentimenti, le speranze, i valori che hanno impregnato un’intera epoca della storia d’Italia.

Un altro tratto su cui hanno concordato gli intervenuti è stato l’aspetto di intercomunalità che ha permesso la sinergia e la collaborazione di quattro Comuni – Spello, Bastia Umbra, Foligno e Magione – non solo nel portare alla luce le testimonianze lasciate da Crispoldi nei loro territori offrendone letture diverse e inedite, ma anche nella creazione di un itinerario da intendersi come infrastruttura permanente dedicata all’artista, all’archeologo, al sindaco e al rivoluzionario spellano.

 

Hanno poi preso la parola Stelvio Catena, presidente del Comitato scientifico e ideatore del progetto, e Massimo Duranti, coordinatore del Comitato scientifico, che hanno evidenziato l’uno la damnatio memoriae a cui è stato appunto soggetto questo affascinante personaggio e l’altro il particolare rapporto artistico con Dottori, a cui la mostra di Spello, tra le altre cose, rende omaggio.

Nel progetto sono infatti ricomprese una serie di iniziative culturali che prenderanno avvio il prossimo 16 dicembre a Spello. Aperta fino al 21 aprile 2024 la mostra Benvenuto Crispoldi tra Arte e Rivoluzione. Da Spello all’Europa – curata da Stelvio Catena, Massimo Duranti, Antonella Pesola e Andrea Baffoni – verrà inaugurata a seguito di un seminario sulla figura dell’artista, previsto per le ore 10.00 nella Sala dell’Editto (Piazza della Repubblica, 1).

 

Nel palazzo Comunale di Spello verranno esposte un’ottantina di opere fra dipinti, disegni, progetti in gran parte di proprietà comunale e un’ampia documentazione d’archivio e fotografica sulla vita e le opere dell’artista, nonché un gruppo significativo di opere di Gerardo Dottori, Renato Profeta e Enrico Cagianelli datate entro il primo ventennio del Novecento per omaggiare questo rapporto di Crispoldi con i primi futuristi umbri. Nella giornata inaugurale è prevista anche la visita guidata a numerosi luoghi, soprattutto privati, dove si potranno ammirare gli interventi pittorici dell’artista; visita che sarà ripetuta nel corso del periodo di apertura della mostra. Verrà anche presentato il catalogo Benvenuto Crispoldi tra Arte e Rivoluzione. Da Spello all’Europa. Un nostos attraverso i Comuni Di Bastia Umbra, Foligno e Magione.

Il programma delle iniziative:

SPELLO

  1. SABATO 13 GENNAIO 2024 Ore 17:00 – Spello Piazza della Repubblica 1 – Sala Petrucci:

Presentazione del volume Benvenuto Crispoldi. Scritti. Arte Politica Cultura.

  1. VENERDI’ 2 FEBBRAIO 2024 Ore 17:00 – Spello Piazza della Repubblica 1 – Sala Petrucci:

Giornata di Studio Crispoldi Archeologo.

  1. SABATO 6 APRILE 2024 Ore 17:00 – Spello Piazza della Repubblica 1 – Sala Petrucci:

Giornata di Studio Crispoldi Sindaco.

  1. SABATO 20 APRILE 2024 Ore 17:00 – Spello Piazza della Repubblica 1 – Sala Petrucci:

Evento di chiusura.

 

BASTIA UMBRA

  1. MERCOLEDI’ 20 DICEMBRE 2023 ORE 10.30 – PALAZZO COMUNALE SALA DELLA CONSULTA

Inaugurazione Mostra e presentazione del Catalogo Benvenuto Crispoldi tra Arte e Rivoluzione. Da Spello all’Europa. Un nostos attraverso i Comuni Di Bastia Umbra, Foligno e Magione.

  1. GIOVEDI’ 22 FEBBRAIO 2024 – PALAZZO COMUNALE

Presentazione del Volume Benvenuto Crispoldi. Scritti. Arte Politica Cultura

  1. GIOVEDI’ 25 MARZO ORE 10:00 SALA DELLA CONSULTA DEL MUNICIPIO

In occasione del Dante Dì, Giornata di Studio su Benvenuto Crispoldi.

  1. DOMENICA 31 MARZO 2024 – PALAZZO COMUNALE

Evento di chiusura Mostra.

 

FOLIGNO

  1. GIOVEDI 28 DICEMBRE 2023 ORE 11:00 – Palazzo Trinci

Inaugurazione mostra palazzo Trinci (sala degli Artisti e S. Messalina)

  1. VENERDI’ 9 FEBBRAIO 2024 dalle ore 9,30 alle 13,00 – Palazzo Trinci

giornata di studio su Crispoldi, artista del suo tempo.

  1. VENERDI’ 15 MARZO 2024 dalle ore 9,30 alle ore 13,00 – Palazzo Trinci

Presentazione del Volume Benvenuto Crispoldi. Scritti. Arte Politica Cultura e del Catalogo Benvenuto Crispoldi tra Arte e Rivoluzione. Da Spello all’Europa. Un nostos attraverso i Comuni Di Bastia Umbra, Foligno e Magione.

  1. DOMENICA 7 APRILE

Evento di chiusura mostra.

 

MAGIONE

  1. DOMENICA 17 DICEMBRE 2024 – Museo della Pesca di San Feliciano

Inaugurazione Mostra.

  1. SABATO 24 FEBBRAIO 2024

Giornata di Studi.

  1. DOMENICA 25 FEBBRAIO 2024

Presentazione del Volume Benvenuto Crispoldi. Scritti. Arte Politica Cultura e del Catalogo Benvenuto Crispoldi tra Arte e Rivoluzione. Da Spello all’Europa. Un nostos attraverso i Comuni Di Bastia Umbra, Foligno e Magione.

  1. DOMENICA 14 APRILE 2024

Evento di chiusura mostra.

Il progetto – che celebra il pittore, scultore, intellettuale e politico spellano nell’anno del centenario della sua morte – vede coinvolti i Comuni di Spello, Bastia Umbra, Foligno e Magione e gode del patrocinio della Regione Umbria.

Una conferenza stampa presenterà il progetto Benvenuto Crispoldi. Tra arte e rivoluzione da Spello all’Europa. Un nostos attraverso i Comuni di Bastia Umbra, Foligno e Magione, il 6 dicembre 2023 alle ore 11.00 alla Sala Fiume di Palazzo Donini a Perugia.

 

 

Nel corso della mattinata interverranno:

  • Paola Agabiti, assessore Regione Umbria
  • Moreno Landrini, Sindaco di Spello
  • Paola Lungarotti, Sindaco di Bastia Umbra
  • Stefano Zuccarini, Sindaco di Foligno
  • Giacomo Chiodini, Sindaco di Magione
  • Irene Falcinelli, Assessore alla cultura del Comune di Spello
  • Stelvio Catena, Curatore della mostra di Spello
  • Massimo Duranti, Coordinatore del Comitato scientifico
  • Coordina Simone Aramini

«Fin da ragazzo ho capito che la pallavolo poteva rappresentare qualcosa d’importante, anche se non mi aspettavo questi risultati. Guardavo la “Generazione dei fenomeni” e volevo essere come loro.»

Quando intervisti l’allenatore italiano più vincente della pallavolo, fresco di Supercoppa con la Imoco Volley di Conegliano e del titolo europeo con la nazionale femminile turca, tutto ti aspetti meno che finire a parlare di calcio. Con Daniele Santarelli, nato a Foligno 42 anni fa e cresciuto sportivamente in diverse parti d’Italia, è andata così. Ma prima del Milan (la squadra che entrambi tifiamo) abbiamo chiacchierato anche di molto altro: delle sue vittorie (tante), dell’Umbria (che porta sempre con sé), delle donne che allena e persino di Carlo Ancelotti. «È il mio idolo, ho letto tre libri su di lui. Magari fossi come Ancelotti, mi manca però qualche Champions.» Daniele è ancora giovane e il tempo per vincerle ce l’ha.
Santarelli, con la sua bacheca ricchissima di trofei, è l’allenatore più vincente della pallavolo italiana: un Mondiale con la nazionale femminile della Serbia, cinque scudetti, quattro Coppe Italia, due Mondiali per club, una Champions League e sei Supercoppe italiane, l’ultima conquistata pochi giorni fa. Nello stesso anno (2022) ha vinto due medaglie d’oro: la prima sulla panchina della Serbia, la seconda pochi mesi dopo guidando la Imoco Volley. Con la Turchia nel 2023 ha portato a casa una medaglia d’oro alla Volleyball Nations League e un Campionato Europeo.

 

Daniele Santarelli con la coppa del Campionato Europeo 2023

 

Daniele, qual è il suo rapporto con l’Umbria?

L’Umbria è casa mia. Ogni volta che torno respiro un’aria familiare. È il luogo in cui sono nato e cresciuto, dove abitano i miei parenti e i miei amici. Mi manca sempre.

 

Da quanto tempo vive fuori regione?

Da 15 anni.

 

Che ricordi ha dei suoi inizi a Foligno?

Ho dei ricordi meravigliosi. La pallavolo da professionista era solo un sogno; giocavamo alle Commerciali, eravamo quattro gatti. Il volley non era uno sport molto diffuso all’epoca, né a Foligno né in Umbria. Da subito però ho capito che poteva rappresentare qualcosa d’importante, anche se non mi aspettavo questi risultati. All’inizio era solo un gioco, una passione, un sogno: guardavo la famosa Generazione di fenomeni – l’Italia di Julio Velasco che in quegli anni vinceva tutto – e volevo essere come loro. Tutto ciò che aveva a che fare con questo sport era qualcosa di magico.

 

È proprio di queste ore la nomina di Velasco come nuovo ct della nazionale femminile di volley. Chissà se saprà ricreare una squadra all’altezza di quella maschile degli anni ‘90?    

Me lo auguro, ma non è nemmeno confrontabile.

 

Torniamo a lei. La sua strada sportiva com’è proseguita?

Ho girato molto. Sono stato a giocare a Vicenza per due anni, per poi trasferirmi a Terracina. Da allenatore ho iniziato a Pesaro, poi sono andato a Urbino e a Casalmaggiore. Da 9 anni sono a Conegliano (Treviso).

 

Ha dichiarato: “Conegliano è casa mia, e ormai lo è da tanto tempo”: tornerà, magari a fine carriera, a vivere in Umbria?

Non ci voglio pensare alla fine della mia carriera, mi mette tristezza. (ride)

 

 

È fresco della vittoria del Campionato Europeo con la Turchia: se lo aspettava questo risultato?

C’era qualcosa che mi portava verso la Turchia. Sapevo di fare un cambiamento strano, quasi pazzo, perché lasciavo la Serbia, una squadra che aveva vinto gli ultimi due Mondiali, un bronzo olimpico e un argento europeo, però qualcosa mi diceva che questa nuova scommessa era per me una sfida da accettare. Ero convinto che avremmo fatto bene, nessuno però si aspettava un’estate come quella trascorsa: la vittoria della Volleyball Nations League, il Campionato Europeo e la qualificazione alla World Cup. Tutto questo mi inorgoglisce tantissimo e sono molto felice, anche se ora sono salite le aspettative.

 

Questo la spaventa?

No. Le pressioni fanno parte del mio lavoro, sin da quando ho iniziato. Sono io stesso, a volte, a mettermele addosso ma non mi preoccupo, perché in realtà ho ben chiaro quello che voglio.

 

Parliamo della partita giocata all’Europeo contro l’Italia: il suo cuore era diviso a metà?

L’Italia è il mio Paese, è ovvio che cantare l’inno e conoscere tutti dall’altra parte della rete fa un certo effetto, però è il mio lavoro e, a prescindere dalla nazionale o dal club che alleno, io voglio vincere. Ho sempre pensato questo, anche quando giocavo a bassi livelli: se gioco a carte con mia mamma faccio di tutto per vincere e sto malissimo se perdo! (scherza). Quando giocavo al campetto coi miei amici non accettavo la sconfitta: la competizione sportiva fa parte di me.

 

È considerato l’allenatore più vincente nella storia della pallavolo italiana. Vista la sua risposta precedente: quanto ne è orgoglioso?

Molto, però non ci penso. Non voglio guardare quello che è stato, ma quello che sarà. Finora ho fatto un bel cammino, ma il mio viaggio è ancora lungo e me lo voglio godere appieno. Forse lo farò – come diceva lei prima – quando tornerò in Umbria e sarò in pensione, ora non è il momento di fermarmi a pensare.

 

Il suo prossimo obiettivo?

Le Olimpiadi del 2024.

 

Santarelli con alcuni dei tanti trofei vinti

 

Leggendo il suo palmarès mi è venuto in mente Carlo Ancelotti, l’allenatore di calcio italiano tra i più vincenti. Si arrabbia se faccio questo parallelismo?

No, assolutamente. È il mio idolo, ho letto tre libri su di lui. Magari fossi come Ancelotti, mi manca però qualche Champions (ride). Mi piace tanto per la personalità, per il carisma, la simpatia, la pacatezza e il modo di fare. È davvero un personaggio, forse il migliore. Antonio Conte e José Mourinho per me sono degli esempi e mi affascinano, però mi avvicino molto più ad Ancelotti, anche per il rapporto che ha con i giocatori, con la stampa e per il suo modo di festeggiare.

 

Ha fumato anche lei il sigaro per festeggiare?

Qualche volta sì. (ride)

 

Qual è il segreto per creare un gruppo vincente?

Senza il talento delle giocatrici non si va da nessuna parte. È ovvio però che ci vuole qualcosa in più: lo spirito, le motivazioni, l’ambiente, l’atmosfera e anche una buona dose di fortuna. Tutto si deve incastrare. Quando ho scelto di allenare la Turchia sapevo che era una nazionale con del potenziale; ho fatto subito capire alle giocatrici quali fossero le mie idee e le mie motivazioni e ho cercato di farle stare bene. Non è facile creare una squadra vincente: ci vuole tempo e si deve lavorare giorno dopo giorno, non è un interruttore che si accende e si spegne. Ma soprattutto si deve essere sinceri con chi si allena.

 

Ha qualche rito prima di una gara?

Non sono scaramantico per niente. Intorno ho persone scaramantiche che cercano di contagiarmi, ma non ci riescono.

 

Ha allenato sempre squadre femminili?

No. Ho iniziato allenando gli uomini partendo dalle categorie più basse poi si è aperta la possibilità di lavorare con le donne, per le squadre femminili c’è maggiore richiesta.

 

C’è molta differenza?

Assolutamente sì. La pallavolo femminile è molto più adatta a me. Sono predisposto a gestire la loro complessità e la loro mente: le donne hanno bisogno di attenzioni, di essere ascoltate, capite e danno molto più degli uomini. Hanno degli apici incredibili, sia in positivo sia in negativo: quando l’apice è positivo arrivano ad altissimi livelli.

 

Una curiosità su Daniele che in pochi conoscono…

Ora su due piedi non mi viene in mente. Posso dire che sono fissato con l’alimentazione e cerco di mantenermi in forma, non sgarro mai. Sono anche molto quadrato e precisino, a volte divento fastidioso. Non sopporto il disordine, la confusione e la disorganizzazione. Questo si manifesta sia nella vita lavorativa sia in quella privata.

 

 

Santarelli sulla panchina della Serbia

 

Segue altri sport?

Sono molto appassionato di calcio.

 

Per quale squadra tifa? L’avverto che la sua risposta decreterà l’esito dall’intervista (scherzo).

Sono un milanista sfegatato. Lo seguo sempre e leggo tutto.

 

Ottima risposta…

Ah, è andata bene!

 

È sposato con Monica De Gennaro, che gioca nella Imoco Volley e che lei allena: il pallone resta fuori o anche in casa si parla di volley?

Spesso resta fuori anche se, essendo il nostro lavoro, è normale che a volte se ne parli.

 

Per concludere, la prima cosa che le viene in mente pensando all’Umbria?

Sicuramente il palazzo grigio a Sportella Marini, il quartiere di Foligno dove sono cresciuto. Lì vive ancora mia mamma e lì ho passato la mia infanzia: ho dei ricordi sia belli sia brutti. I giochi, il terremoto del ’97, tutto è riconducibile a quel palazzo, per me è un qualcosa di incredibile.

 

Come descriverebbe l’Umbria in tre parole?

È una terra magica, naturale e molto semplice: me ne sono accorto quando sono andato via, è solo a quel punto che ho capito dov’ero cresciuto. È anche un luogo fuori dal mondo – sia in positivo sia in negativo. Quando la criticano la difendo a spada tratta come se fosse la mia famiglia. L’Italia è bella, ma l’Umbria ha qualcosa di unico.

Diviso in quattro atti che ricalcano le fasi della vita umana – nascita, realizzazione, relazione e decadenza – Storie Ombra è l’opera prima di Elisa Manenti, autrice umbra che esordisce con una storia allegorica e visionaria per interpretare e raccontare nientemeno che la vita.

Elisa nasce nella periferia di Foligno sul volgere degli anni Ottanta e nei personaggi di Storie Ombra inocula le controverse emozioni – le tensioni, le insicurezze, le paure, le scelte, le gioie – con cui non solo la sua generazione, ma anche l’uomo contemporaneo si trova a fare i conti, personificandole. In questo modo, ha potuto finalmente creare un dialogo con quei sentimenti che, pur facendo parte della condizione umana, spesso rimangono incomprensibili.

 

 

A ben vedere, è il titolo stesso dell’opera a sintetizzare l’operazione. «Per spiegare Storie Ombra bisogna partire proprio dal titolo, anche perché è collegato a un aneddoto curioso.» spiega Elisa «Quando ero una ragazzina, a Sant’Eraclio, frazione di Foligno in cui sono nata e cresciuta, viveva un personaggio un po’ bizzarro. Uno di quelli che tutti i paesi hanno, in un modo o nell’altro. Lui camminava trascinandosi dietro un carretto pieno di ferraglia e parlava con la sua ombra (con il maltempo parlava con le strisce pedonali, ma questa è un’altra storia!). Ovviamente noi lo prendevamo in giro – la lapidaria crudeltà dei bambini nei confronti della diversità è nota a tutti – ma mi è rimasta in testa quest’immagine: il confronto con la proiezione di sé, proiezione che assume forme sempre diverse. Un po’ come i personaggi dei miei racconti, tutti differenti, alcuni più umani di altri nelle sembianze, ma tutti frutto di una luce creatrice, che ho identificato nel “sentire”, ovvero il percepire inteso come approccio conoscitivo al mondo. Una modalità sconosciuta all’Intelligenza Artificiale.»

È proprio all’IA che, negli intenti, è provocatoriamente destinato Storie Ombra. Un piccolo manuale attraverso il quale l’Intelligenza Artificiale potrebbe riuscire a interpretarci come esseri umani, carpendo la nostra essenza più pura e scavalcando le sovrastrutture che noi stessi creiamo attraverso i milioni di domande che le poniamo. Proprio per questo, il libro si conclude con una conversione parziale del racconto in codice binario: un vero e proprio atto di cortesia nei confronti dell’IA, fatto utilizzando un linguaggio più conforme alle sue caratteristiche, per avvicinarci umanamente al nostro interlocutore.

Purtroppo però è la modalità a restare, per l’IA, inintelligibile: «Visto che all’IA non interessa “conoscerci”, perlomeno non in questi termini, Storie Ombra è in realtà destinato a tutti noi, che talvolta siamo reduci dalla nostra umanità.» chiarisce Elisa. E aggiunge: «Io, come tante altre persone, trascorro in media un paio di ore al giorno a cercare nel web cosa voglio acquistare, cosa voglio cucinare, cosa voglio conoscere, e così via; quotidianamente faccio ricerche che mi danno un risultato immediato, e non sento mai il bisogno di dire “grazie”. Questo processo, a lungo andare, potrebbe mutare il nostro modo di interagire, anche tra noi umani. Viviamo in un tempo veloce nel quale tutto diventa immediato, schematico, privo di convenevoli o abbellimenti lessicali, quali una battuta o una divagazione sul tempo che fa». A rendere la nostra condizione unica è dunque l’empatia, che sembra essere cominciata a svanire già da prima dell’avvento dell’IA. Dunque, nonostante al momento le potenzialità dell’IA e i suoi usi siano molto dibattuti, prima di pensare a scenari apocalittici dobbiamo prendere coscienza di quale sia davvero la causa di questi tempi sempre più disumanizzati.

«Non sono un’esperta nel campo dell’IA e molto umilmente penso che quello che potremmo fare in qualità di umani, è non sentire l’esigenza di metterci in competizione con essa. L’IA è un agente che, in un ambiente regolare, tramite un sistema di filtraggio di informazioni, può prevedere alcune cose.» aggiunge Elisa. «Da persona comune che fa quotidianamente ricerche nel web, al massimo posso cercare di capire questi meccanismi e avere delle accortezze – come per esempio il controllo delle fonti d’informazione utilizzate dall’IA per elaborare la sua previsione o raccomandazione – ma, piuttosto che avere la presunzione di voler arginare questo avanzamento tecnologico, quello che mi sta a cuore è che noi esseri umani, dotati di una spiccata capacità di ricerca di ciò che reputiamo “vero” basata sulla conoscenza esperienziale ed emotiva della realtà, rimaniamo tali

Viene da chiedersi se la contingenza – il fatto di non essere una nativa digitale, di essere figlia degli anni d’oro, di essere cresciuta in una regione come l’Umbria che ancora oggi conserva dei tratti piuttosto lontani dell’immagine quasi futuristica evocata dall’IA – abbia in qualche modo influenzato il modo in cui l’autrice di Storie Ombra abbia interpretato questa trasformazione senza precedenti della società e delle relazioni umane.

«Sicuramente la mia percezione della realtà è diversa da quella dei nativi digitali.» ammette Elisa. «Ad oggi non saprei dire se è un bene o un male, ma posso assicurare che mi reputo molto fortunata di aver vissuto la maggior parte della mia vita a contatto con delle tradizioni che facevano da collante tra le persone senza il bisogno della fibra. Non sono una nostalgica – ci si evolve ed è giusto così – e i giovani di oggi avranno una percezione diversa dalla mia ma, altrettanto valevole. Quello che conta è, a mio avviso, che la gentilezza sia il vero trait d’union tra le relazioni, indipendentemente dall’età che si ha e dalle modalità con cui i rapporti si creano. Magari ho una visione un po’ troppo romantica, capisco che in una società di massa come la nostra, il successo sembri essere l’unico modo per far vedere al mondo che si esiste, ma poi è il perseverare nella gentilezza ciò che rende le relazioni realmente umane e libere. E per gentilezza non intendo il galateo o porgere l’altra guancia, intendo basare un rapporto sul riconoscersi e il riconoscere.»

 


Storie Ombra, preordinabile su Bookabook, sarà consegnato ai lettori nel corso di giugno 2024.

Torna, per il secondo anno consecutivo, l’evento gratuito dedicato alle persone con disabilità intellettiva, ai loro familiari e caregiver. Appuntamento a Scopoli (Foligno) il 14 ottobre 2023

 

 

Il 14 ottobre 2023, presso gli impianti sportivi di Scopoli (Foligno), si svolgerà la seconda edizione di Montagne super-Abili, l’appuntamento che unisce inclusione sociale, attività all’aria aperta e amore per la natura.

L’evento, che già lo scorso hanno ha visto la partecipazione di numerose associazioni, centri diurni, cooperative ed enti del Centro Italia impegnati nel campo dell’inclusione sociale, è organizzato dall’ASD Trekkify in collaborazione con Valle Umbra Trekking. Gode inoltre del sostegno dell‘ Unione Europea, è inserito nel programma degli Erasmus Days ed è patrocinato dalla Regione Umbria.

La giornata avrà avvio alle 9.45 con la registrazione dei partecipanti e con una breve presentazione sia degli scopi della giornata sia dei risultati del progetto europeo ProActive. Portato avanti dall’ASD Trekkify, il progetto intende proprio potenziare il coinvolgimento delle persone con DI, dei loro caregiver e familiari nelle attività sportive all’aperto. Seguiranno gli interventi di Vi.Va. Onlus e della Cooperativa sociale GEA sui temi della disabilità legata alle attività outdoor e alle buone pratiche per l’inclusione sociale.

La giornata proseguirà con delle semplici escursioni – a cura di Valle Umbra Trekking per scoprire il territorio della Valle del Menotre e con dei laboratori artistico-ambientali per avvicinarsi alla natura in maniera originale.

Le attività saranno intervallate da un momento conviviale offerto dall’organizzazione e si concluderanno con un breve concerto.

In un’ottica di totale inclusione sociale, tutte le attività (presentazioni, escursioni, laboratori) sono gratuite e rivolte sia a persone con disabilità sia alle loro famiglie, educatori o altre persone interessate ai temi dell’evento.

Si rende necessaria solo l’iscrizione, da effettuarsi entro e non oltre il 7 ottobre 2023 a questo link.

I Primi d’Italia è il primo e unico Festival Nazionale dei Primi Piatti. Pasta, riso, zuppe, gnocchi, polenta, ma anche i prodotti agroalimentari indispensabili per la creazione di un gustoso primo, sono i protagonisti della maratona culinaria più appetitosa d’Italia.

Una manifestazione che veste a festa l’intero centro storico di Foligno, promuovendo a tutto tondo la cultura del primo piatto in tavola. Quest’anno andrà in scena dal 28 settembre al 1 ottobre 2023. Quattro giorni all’insegna di degustazioni continuative, lezioni di cucina, dimostrazioni di grandi chef, produzioni alimentari di qualità, ma anche momenti di spettacolo e di intrattenimento. Un universo di degustazioni continuative e di cultura alimentare, dove tutte le vie portano al gusto.

 

 

Le tante ricette di primi piatti saranno servite, con orario no-stop, nelle suggestive taverne barocche trasformate per l’occasione in Villaggi del Gusto. Non mancheranno chef stellati che proporranno in degustazione un menu di primi piatti in abbinamento a vini prestigiosi, per un percorso gastronomico d’eccezione per il piacere degli occhi e soprattutto del palato. L’esperienza, l’estro, la genialità, la sapienza e la capacità delle Stelle dell’alta cucina a portata di tutti.

Uno spazio formato baby dove i più piccoli potranno partecipare ad attività ludiche e di animazione per apprendere – tra gioco e didattica – informazioni utili a sviluppare sane abitudini alimentari. Da non perdere anche la mostra mercato con l’esposizione e vendita delle migliori paste artigianali di qualità e dei prodotti nazionali più caratteristici, così come la cultura dei cibi poveri di strada, che raccontano le tipicità delle regioni italiane.

Tra gli appuntamenti più curiosi c’è La pasta della Nonna, un evento perfetto per i principianti dell’impasto che, sotto la sapiente guida degli chef APCI, realizzeranno i diversi formati di pasta all’uovo.

A tutto questo si aggiungono i percorsi di cucina e gli eventi speciali come i convegni Menti in pasta: incontro con esperti dell’Università di Perugia per conoscere più a fondo uno degli alimenti principali della dieta mediterranea e Sicurezza alimentare e qualità; e il concerto Futuro Possibili in collaborazione con Amici della Musica di Foligno & I Primi d’Italia, che sarà seguito da un apericena. Verrà infine assegnato anche l’importante premio del Festival ai personaggi italiani che si sono distinti nel loro settore.

 


Per tutte le informazioni 

Continua il nostro viaggio alla scoperta delle opere di Pietro Vannucci, in occasione dei 500 anni dalla sua morte. In questa puntata siamo a Foligno a scoprire Il Battesimo di Cristo.

La città di Foligno ci porta verso le opere del Divin Pittore; qui si possono trovare tracce di san Francesco, Federico II di Svevia, Mozart quattordicenne in viaggio con il padre e gli arbori della stampa, in particolare, della Divina Commedia.
Percorrendo le vie della città dei Trinci si arriva dinanzi a una chiesetta umbra, denominata Nunziatella, appellativo che rimanda al mistero dell’Annunciazione ma, posto in grado vezzeggiativo, ricorda le sue piccole dimensioni.

 

Perugino, Battesimo di Cristo, 1508-1513, Foligno, Oratorio della Nunziatella

Il Santuario della Nunziatella, caso unico nel suo genere, forse per l’esiguità degli spazi disponibili, adotta una pianta quadrata arricchita da sei nicchie in cui vengono collocati quattro altari. La perdita dei registri contabili della Nunziatella ci priva purtroppo di alcune informazioni importanti circa le maestranze che vi hanno operato, tra cui l’architetto responsabile del progetto; sebbene gli studiosi suggeriscano il nome di Francesco di Bartolomeo da Pietrasanta, presente in quegli anni a Foligno. All’interno di questo piccolo e minuto scrigno è conservato l’affresco del Divin Pittore, raffigurante

Il Battesimo di Cristo

L’affresco è parte della decorazione voluta dal rettore della società dell’Annunziata Giovanni Battista Merganti, all’inizio del Cinquecento, per la cappella di san Giovanni Battista. Il tema del Battesimo aveva riscosso un grande successo tra i clienti del Perugino, grazie al modello da lui eseguito nella Cappella Sistina: è fortemente probabile che l’artista aveva avuto modo di ammirare opere con lo stesso soggetto nella bottega fiorentina di Andrea del Verrocchio.
Al centro della scena, nel fiume Giordano, san Giovanni sta per versare l’acqua del battesimo sul capo di Cristo in atto di pregare, vestito solo di un leggero panno annodato sotto i fianchi. Sulle sponde del corso d’acqua, si trovano quattro angeli eleganti, mentre altri due, circondati da cherubini, affiancano una colomba bianca, simbolo dello Spirito Santo che discende tramite l’atto.
Nella lunetta superiore, il Padre Eterno sulle nuvole con in mano il Globo benedice la scena, con accanto due angeli che reggono i gigli, simbolo di purezza. L’intero dipinto nel corso dei secoli ha subito danni dovuti all’umidità ed è stato soggetto ad alcuni restauri tra Otto e Novecento, con reintegro delle lacune per una migliore lettura complessiva della scena.

In occasione della settima edizione del Loco&Rail show, che si terrà il 17 e 18 giugno a Foligno, la storica Officina Manutenzione Ciclica Locomotive (OMCL), stabilimento industriale di Trenitalia (società capofila del Polo Passeggeri del Gruppo Fs Italiane), apre le sue porte agli appassionati. Un’occasione unica per guardare da vicino locomotive e convogli elettrici.

Le “Porte Aperte” all’OMCL di Foligno sono un appuntamento particolarmente atteso dagli appassionati di un settore che continua ad emozionare adulti e bambini. Prenotazioni da tutta Italia e dalla Svizzera per ammirare le eccellenze dell’ingegneria ferroviaria nazionale. Tecnici ed esperti illustreranno sabato 17 giugno dalle 8 alle 13 le diverse fasi delle lavorazioni a cui sono sottoposte le locomotive e accompagneranno i gruppi di visitatori tra carrelli, motori e componenti elettronici.

Il Loco&Rail Show, la kermesse ferroviaria organizzata dal Dopo Lavoro Ferroviario (DLF) di Foligno e dall’associazione Umbra Treni Storici “Turno C”, torna dopo 5 anni con un programma ricco di appuntamenti:

Sabato 17 giugno dalle 9.30, presso il salone del Dopolavoro Ferroviario di Foligno (via Piave 2/A), si potranno ammirare plastici ferroviari di grandi dimensioni e decine di modelli partecipanti al Concorso Nazionale di modellismo ferroviario. Nel pomeriggio verranno presentate tutte le novità del settore.

Contemporaneamente sarà possibile visitare il deposito rotabili storici della Fondazione FS italiane (Via Santa Maria in Campis) dove sono presenti automotrici e locomotive a vapore, tra cui quella utilizzata per il film premio oscar nel 1999, “La Vita è bella”.

Domenica 18 giugno alle 10, si terrà la Gara Nazionale “Criterium Composizioni” che premierà la riproduzione più fedele di un convoglio ferroviario che coinvolge oltre 20 partecipanti da tutta Italia premiati nel pomeriggio dal responsabile dell‘evento Lorenzo Giacchi.

Per le visite guidate all’OMCL di Foligno è obbligatoria la prenotazione via mail a info.locoerailshow@libero.it (fino ad esaurimento posti), maggiori informazioni www.turnoc.it

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