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“Storie Ombra” di Elisa Manenti: praticare la gentilezza per conservare la nostra umanità

di Eleonora Cesaretti

Diviso in quattro atti che ricalcano le fasi della vita umana – nascita, realizzazione, relazione e decadenza – Storie Ombra è l’opera prima di Elisa Manenti, autrice umbra che esordisce con una storia allegorica e visionaria per interpretare e raccontare nientemeno che la vita.

Elisa nasce nella periferia di Foligno sul volgere degli anni Ottanta e nei personaggi di Storie Ombra inocula le controverse emozioni – le tensioni, le insicurezze, le paure, le scelte, le gioie – con cui non solo la sua generazione, ma anche l’uomo contemporaneo si trova a fare i conti, personificandole. In questo modo, ha potuto finalmente creare un dialogo con quei sentimenti che, pur facendo parte della condizione umana, spesso rimangono incomprensibili.

 

 

A ben vedere, è il titolo stesso dell’opera a sintetizzare l’operazione. «Per spiegare Storie Ombra bisogna partire proprio dal titolo, anche perché è collegato a un aneddoto curioso.» spiega Elisa «Quando ero una ragazzina, a Sant’Eraclio, frazione di Foligno in cui sono nata e cresciuta, viveva un personaggio un po’ bizzarro. Uno di quelli che tutti i paesi hanno, in un modo o nell’altro. Lui camminava trascinandosi dietro un carretto pieno di ferraglia e parlava con la sua ombra (con il maltempo parlava con le strisce pedonali, ma questa è un’altra storia!). Ovviamente noi lo prendevamo in giro – la lapidaria crudeltà dei bambini nei confronti della diversità è nota a tutti – ma mi è rimasta in testa quest’immagine: il confronto con la proiezione di sé, proiezione che assume forme sempre diverse. Un po’ come i personaggi dei miei racconti, tutti differenti, alcuni più umani di altri nelle sembianze, ma tutti frutto di una luce creatrice, che ho identificato nel “sentire”, ovvero il percepire inteso come approccio conoscitivo al mondo. Una modalità sconosciuta all’Intelligenza Artificiale.»

È proprio all’IA che, negli intenti, è provocatoriamente destinato Storie Ombra. Un piccolo manuale attraverso il quale l’Intelligenza Artificiale potrebbe riuscire a interpretarci come esseri umani, carpendo la nostra essenza più pura e scavalcando le sovrastrutture che noi stessi creiamo attraverso i milioni di domande che le poniamo. Proprio per questo, il libro si conclude con una conversione parziale del racconto in codice binario: un vero e proprio atto di cortesia nei confronti dell’IA, fatto utilizzando un linguaggio più conforme alle sue caratteristiche, per avvicinarci umanamente al nostro interlocutore.

Purtroppo però è la modalità a restare, per l’IA, inintelligibile: «Visto che all’IA non interessa “conoscerci”, perlomeno non in questi termini, Storie Ombra è in realtà destinato a tutti noi, che talvolta siamo reduci dalla nostra umanità.» chiarisce Elisa. E aggiunge: «Io, come tante altre persone, trascorro in media un paio di ore al giorno a cercare nel web cosa voglio acquistare, cosa voglio cucinare, cosa voglio conoscere, e così via; quotidianamente faccio ricerche che mi danno un risultato immediato, e non sento mai il bisogno di dire “grazie”. Questo processo, a lungo andare, potrebbe mutare il nostro modo di interagire, anche tra noi umani. Viviamo in un tempo veloce nel quale tutto diventa immediato, schematico, privo di convenevoli o abbellimenti lessicali, quali una battuta o una divagazione sul tempo che fa». A rendere la nostra condizione unica è dunque l’empatia, che sembra essere cominciata a svanire già da prima dell’avvento dell’IA. Dunque, nonostante al momento le potenzialità dell’IA e i suoi usi siano molto dibattuti, prima di pensare a scenari apocalittici dobbiamo prendere coscienza di quale sia davvero la causa di questi tempi sempre più disumanizzati.

«Non sono un’esperta nel campo dell’IA e molto umilmente penso che quello che potremmo fare in qualità di umani, è non sentire l’esigenza di metterci in competizione con essa. L’IA è un agente che, in un ambiente regolare, tramite un sistema di filtraggio di informazioni, può prevedere alcune cose.» aggiunge Elisa. «Da persona comune che fa quotidianamente ricerche nel web, al massimo posso cercare di capire questi meccanismi e avere delle accortezze – come per esempio il controllo delle fonti d’informazione utilizzate dall’IA per elaborare la sua previsione o raccomandazione – ma, piuttosto che avere la presunzione di voler arginare questo avanzamento tecnologico, quello che mi sta a cuore è che noi esseri umani, dotati di una spiccata capacità di ricerca di ciò che reputiamo “vero” basata sulla conoscenza esperienziale ed emotiva della realtà, rimaniamo tali

Viene da chiedersi se la contingenza – il fatto di non essere una nativa digitale, di essere figlia degli anni d’oro, di essere cresciuta in una regione come l’Umbria che ancora oggi conserva dei tratti piuttosto lontani dell’immagine quasi futuristica evocata dall’IA – abbia in qualche modo influenzato il modo in cui l’autrice di Storie Ombra abbia interpretato questa trasformazione senza precedenti della società e delle relazioni umane.

«Sicuramente la mia percezione della realtà è diversa da quella dei nativi digitali.» ammette Elisa. «Ad oggi non saprei dire se è un bene o un male, ma posso assicurare che mi reputo molto fortunata di aver vissuto la maggior parte della mia vita a contatto con delle tradizioni che facevano da collante tra le persone senza il bisogno della fibra. Non sono una nostalgica – ci si evolve ed è giusto così – e i giovani di oggi avranno una percezione diversa dalla mia ma, altrettanto valevole. Quello che conta è, a mio avviso, che la gentilezza sia il vero trait d’union tra le relazioni, indipendentemente dall’età che si ha e dalle modalità con cui i rapporti si creano. Magari ho una visione un po’ troppo romantica, capisco che in una società di massa come la nostra, il successo sembri essere l’unico modo per far vedere al mondo che si esiste, ma poi è il perseverare nella gentilezza ciò che rende le relazioni realmente umane e libere. E per gentilezza non intendo il galateo o porgere l’altra guancia, intendo basare un rapporto sul riconoscersi e il riconoscere.»

 


Storie Ombra, preordinabile su Bookabook, sarà consegnato ai lettori nel corso di giugno 2024.