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Dopo un lungo percorso durato quasi tre anni, il 28 ottobre è stata finalmente installata presso i Giardini Pubblici la scultura dedicata ai 50 anni di Avis Magione.

L’opera, pensata per la prima volta nel 2019, è stata progettata dal Maestro Giorgio Lupattelli, scegliendo tra numerose idee che avevano tutte lo stesso scopo di esortare alla rinascita dopo la pandemia. E sia il nome Teardrop, che la forma (a richiamare sia una goccia di sangue che una lacrima) sono pensati proprio in questo senso. Il tono simil-acciaio del rivestimento vuole rendere omaggio a capolavori contemporanei come il Cloud Gate di Kapoor e le opere di Koons; i colori della spaccatura del cono (giallo, rosso e blu) oltre che essere i colori primari, rimandano rispettivamente a quelli di plasma, sangue e al logo Avis. A livello geometrico, la scultura rappresenta la scomposizione tra una mezza sfera e un cono, il tutto aperto per evidenziare che a sua volta la sfera è originata dalla rotazione di un cerchio e il cono da quella di un triangolo rettangolo. In attesa di organizzare l’inaugurazione ufficiale, un ringraziamento particolare va all’Amministrazione Comunale che ha provveduto alla realizzazione del basamento, un doppio piedistallo a forma quadrata in pietra travertino, offrendo inoltre un indispensabile supporto organizzativo, burocratico e logistico. Il ritardo su realizzazione e installazione (inizialmente prevista nel 2021, in coincidenza del 50mo dalla fondazione della sezione) è stato inevitabile a causa dei rallentamenti legati a selezione del progetto, scelta di fornitore, collocazione ed aspetti autorizzativi. Un percorso lungo, ma che ha finalmente permesso di raggiungere un importante traguardo, riuscendo a regalare alla comunità un nuovo simbolo, inedito e prestigioso, per lo spazio culturale di tutto il paese.

Amore, amicizia, riscatto e blues: tutto questo racconta il film “La Ballata del Trasimeno”

La Ballata del Trasimeno, il film realizzato da VisualCam APS con la compartecipazione di Novifilm e di Philms, il sostegno della Regione Umbria, del GAL Trasimeno Orvietano, dell’Unione dei Comuni del Trasimeno e dei Comuni di Magione e Castiglione del Lago, nonché di Umbria in Vespa, Frantoio Berti e Farma Centro, verrà presentato domani alle ore 10.30, presso la Sala Partecipazioni di Palazzo Cesaroni, a Perugia.

Il mediometraggio nasce dall’esperienza e dall’intuizione di due membri del direttivo di VisualCam APS, Mauro Magrini e Arianna Fiandrini che non solo hanno collaborato come studio videofotografico al Trasimeno Blues, ma sono due persone profondamente radicate nel territorio: perché non raccontare l’Umbria, con le sue tradizioni e contaminazioni attraverso una storia dai tratti blues?

Alla conferenza interverranno il regista Mauro Magrini, Arianna Fiandrini, autrice, sceneggiatrice e attrice, Mirko Revoyera, attore coprotagonista e addetto ai dialoghi, l’attore protagonista Massimiliano Varrese e Gianluca Di Maggio, direttore artistico e ideatore di Trasimeno Blues. Sarà presente tutto il cast e lo staff tecnico; modera Marco Pareti. Verranno anche suonati, in acustico, alcuni brani della colonna sonora del mediometraggio. Seguirà un buffet offerto dalla produzione e dal Frantoio Berti.

 

Massimiliano Varrese e Arianna Fiandrini

Il soggetto

Protagonista de La Ballata del Trasimeno è un poliziotto, interpretato da Massimiliano Varrese, che in una missione come infiltrato, viene scoperto dalla malavita. Viene così messo in atto il programma di protezione, organizzato dal vicequestore (Antonio Ballarano), il quale gli cambia il nome in Roberto Giansoni (richiamo a Robert Johnson bluesman dei primi del Novecento) e lo nasconde in Umbria da un contatto fidato. Il contatto è Renzo (Mirko Revoyera), un pescatore del lago Trasimeno, che lo accoglie sotto la sua ala protettiva e lo istruisce alla pesca. Roberto inizialmente è scontroso, anche perché proviene da un ambiente cittadino e ha frequentato i bassifondi, ma poi grazie al suo nuovo mentore, alla magnificenza della natura e dell’ambiente rurale si apre e si rasserena. Jart (Fabrizio Martin), un chitarrista bluesman, gli fa conoscere il Trasimeno Blues e lì Roberto incontra Giulia (Arianna Fiandrini), fotografa del festival. Queste due nuove amicizie lo aprono a una socialità semplice e naturale, portandolo a riscoprire sé stesso. Per lui sarà un vero e proprio cambiamento, che lo porterà a riscoprire la semplicità delle tradizioni, la forza di Madre Natura e il suono spirituale del blues. Roberto ritornerà al suo vecchio lavoro?

 

 

VisualCam APS

Visualcam APS è un’Associazione culturale di Promozione Sociale con sede a Corciano che opera nel settore cineaudiovisivo e nelle arti in generale. Il direttivo è composto da professionisti specializzati sia in produzioni di format tv – dall’idea alla realizzazione – sia di documentari, cortometraggi e produzioni musicali.

Passione, territorio, cultura e cibo: questi i principali ingredienti del grande successo di pubblico per la quarta edizione della Congiura al Castello, andata in scena dal 19 al 23 luglio e dal 26 al 30 luglio e organizzata dal Cral Domenico Cancelloni.

Allo spettacolo teatrale – itinerante e coinvolgente – portato in scena dalla Compagnia teatrale magionese diretta da Giampiero Frondini, si è aggiunta una vera e propria food experience firmata Paolo Trippini, segnalato dalla Guida Michelin e Ambasciatore del Gusto Italiano. Lo chef, con il contributo del presidente dell’Accademia Italiana Piante Spontanee Luciano Loschi, ha creato un menu a base di selvaggina e di erbe spontanee del territorio umbro, giocando con la storia agricola passata della regione ma con un occhio ben fermo al prossimo futuro, in un’ottica di sostenibilità e riscoperta.

Gli ospiti hanno potuto godere delle creazioni dello chef circondati dalle opere in pittura digitale di Giorgio Lupattelli che, partendo dagli scatti dei protagonisti della rievocazione storica, ha realizzato 16 travolgenti tavole in pittura digitale, dove la composizione rinascimentale si mescola a citazioni dalla storia dell’arte moderna e contemporanea e dove l’incastro tra diversi piani spazio-temporali richiama il gioco messo in scena dallo spettacolo teatrale, di cui l’artista è anche sceneggiatore.

Tanti i protagonisti impegnati per dare vita a un evento originale, poliedrico ed estremamente coinvolgente che ha visto Magione, con il suo imponente Castello, scenario unico e suggestivo.

 

sito web: www.congiura.it

facebook: @congiuraalcastello

Tutto pronto per La Congiura al Castello, lo spettacolo multisensoriale che, da stasera 19 luglio fino al 23 e poi, ancora, dal 26 al 30 luglio, porterà lo spettatore a rivivere gli eventi passati alla storia come la Congiura di Magione, ordita dal Cardinale Orsini ai danni di Cesare Borgia. L’evento, organizzato dal CRAL Domenico Cancelloni, è ospitato nel Castello di Magione (PG), location d’eccellenza capace di restituire sensazioni e atmosfere inedite.

Nelle stesse sale in cui l’ordito dei congiurati prese forma, lo spettatore potrà rivivere, gustare e ammirare un’esperienza a tutto tondo: rivivere il complotto del 1502 attraverso lo spettacolo itinerante della Compagnia Teatrale Magionese diretta da Giampiero Frondini; gustare i piatti elaborati dallo chef Paolo Trippini, ispirati all’arte della caccia e alle erbe spontanee del territorio umbro; ammirare la mostra d’arte di Giorgio Lupattelli, L’altra congiura, in cui i personaggi della vicenda offrono lo spunto per raccontare le loro origini e il loro territorio.

LA VICENDA

«Avvedutisi li Orsini, tardi, che la grandezza del Duca e della Chiesa era la loro ruina, feciono una dieta alla Magione, nel Perugino». Così narra Niccolò Machiavelli nella sua celebre opera, Il Principe: tra il gennaio del 1500 e l’estate del 1502 Cesare Borgia si era infatti impossessato dell’intera Romagna e di parte delle Marche. Lui e suo padre, Alessandro VI, avevano dunque conquistato l’egemonia sui territori ecclesiastici. La famiglia Orsini tentò di opporsi a quello che sembrava un destino ineluttabile, tramando con alcuni dei signori dell’Italia centrale che furono convocati proprio nel castello di Magione.

RIVIVI

Giampiero Frondini, con i suoi sessant’anni di esperienza e il grande merito di aver fondato la compagnia teatrale professionista più antica della regione, restituirà al pubblico un avvincente connubio tra storia e fiction. Gli attori ricreeranno, nelle suggestive sale del Castello, quei momenti drammatici sospesi fra realtà e finzione, coinvolgendo gli spettatori in un immersivo percorso multisensoriale.è

 

GUSTA

Paolo Trippini, segnalato dalla Guida Michelin e Ambasciatore del Gusto Italiano, si è immerso nell’atmosfera del tempo per rielaborare alcuni ingredienti tipici, capaci di esprimere l’essenza autentica dell’Umbria. In un menu ispirato all’arte della caccia, la selvaggina regna sovrana, sposandosi con le erbe spontanee del territorio selezionate da Luciano Loschi, presidente dell’Accademia Italiana Piante Spontanee. Il risultato è un connubio inedito capace di richiamare l’atmosfera e le suggestioni del passato.

AMMIRA

Partendo dagli scatti dei vari personaggi protagonisti della rievocazione storica, Giorgio Lupattelli, ne L’altra congiura, ha realizzato 16 tavole in pittura digitale, capaci di rappresentare l’incastro tra i vari piani spazio-temporali su cui è articolato lo spettacolo e di creare un mondo onirico e surreale, in cui tutti i personaggi sono inscenati in luoghi-non luoghi arricchiti da elementi prelevati dalla storia dell’arte contemporanea e dall’iconografia propria dell’artista.

IL MENU

I tesori dello scrigno: Fagottini di breasola di cervo e miniburger di selvaggina

Come un nido nel bosco: Il Nido del Colombaccio (nido di erbe cotte – spinacini selvatici, amaranto e altre erbe spontanee della stagione estiva – con pâté di colombaccio e di daino, crostini di grano saraceno, uova di quaglia e tartufo)

Capriolo coronato: Farrotto alle erbe di bosco (portulaca e aglio orsino) e ragù bianco di capriolo
Fette di limone caramellato

Il boccone del Cardinale: Medaglione di Cinghiale con «piselli fricti in carne salata» e cipolle rosse in agrodolce

Nobiltà a banchetto: Frolla di segale con mousse ai frutti di bosco e crema allo zafferano

 

Tutto pronto per l’edizione 2022 de La Congiura al Castello, lo spettacolo multisensoriale che, dal 19 luglio fino al 23 e poi, ancora, dal 26 al 30, porterà lo spettatore a rivivere gli eventi passati alla storia come la Congiura di Magione, ordita dal Cardinale Orsini ai danni di Cesare Borgia. L’evento, organizzato dal CRAL Domenico Cancelloni, è ospitato nel Castello di Magione (PG), location d’eccellenza capace di restituire sensazioni e atmosfere inedite.

Nelle stesse sale in cui l’ordito dei congiurati prese forma, lo spettatore potrà rivivere, gustare e ammirare un’esperienza a tutto tondo: rivivere il complotto del 1502 attraverso lo spettacolo itinerante della Compagnia Teatrale Magionese diretta da Giampiero Frondini; gustare i piatti elaborati dallo chef Paolo Trippini, ispirati all’arte della caccia e alle erbe spontanee del territorio umbro; ammirare la mostra d’arte di Giorgio Lupattelli, L’altra congiura, in cui i personaggi della vicenda offrono lo spunto per raccontare le loro origini e il loro territorio.


Per info e biglietti: www.congiura.it

 

È stata presentata l’edizione 2022 de La Congiura al Castello, lo spettacolo multisensoriale che, nel Castello di Magione, è pronto a coinvolgere lo spettatore in una rappresentazione teatrale itinerante, una cena d’epoca e una mostra d’arte.

Alla conferenza sono intervenuti Simona Cancelloni, presidente del CRAL Domenico Cancelloni, organizzatore dell’evento insieme alla Compagnia Teatrale Magionese e al Castello di Magione, Fabio Cancelloni, presidente di Cancelloni Food Service S.p.A., main sponsor dell’evento insieme a Netlog, Paolo Trippini, chef segnalato dalla Guida Michelin e Ambasciatore del Gusto Italiano che si è occupato dello studio e della creazione del menu e Luciano Loschi, presidente dell’Accademia Piante Spontanee, che ha coadiuvato lo chef nella selezione delle erbe spontanee umbre di stagione. Le istituzioni sono state rappresentate dal consigliere regionale Eugenio Rondini e da Vanni Ruggeri, assessore alla Cultura del Comune di Magione. Durante l’incontro, moderato da Marco Pareti, gli intervenuti hanno tutti ricordato come, dopo lo stop dovuto all’emergenza pandemica, ci sia bisogno di eventi di qualità, che possano riqualificare non solo la struttura storica del Castello di Magione, ma anche un intero territorio, inventando – o meglio, scoprendo – una tradizione che possa parlare al presente con il linguaggio del passato.

Così anche in questa edizione, sulle scene dal 19 al 23 luglio e dal 26 al 30 luglio, i partecipanti potranno rivivere, gustare e ammirare gli eventi che sono passati alla storia come la Congiura di Magione, ordita dal Cardinale Orsini ai danni di Cesare Borgia, ormai inarrestabile nella sua conquista del Centro Italia. L’evento, organizzato dal CRAL Domenico Cancelloni, è ospitato tra le stesse mura in cui prese forma il disegno dei congiurati, regalando una location d’eccellenza capace di restituire sensazioni e atmosfere inedite.

 

RIVIVI

Il complotto del 1502 sarà inscenato anche quest’anno dalla Compagnia teatrale magionese guidata da Giampiero Frondini che, con i suoi sessant’anni di esperienza e il grande merito di aver fondato la compagnia teatrale professionista più antica della regione, restituirà al pubblico un avvincente connubio tra storia e fiction. Gli attori ricreeranno, nelle suggestive sale del Castello, quei momenti drammatici sospesi fra realtà e finzione, coinvolgendo gli spettatori in un immersivo percorso multisensoriale.

GUSTA

A soddisfare l’olfatto e il palato interverranno le pietanze rielaborate da Paolo Trippini, segnalato dalla Guida Michelin e Ambasciatore del Gusto Italiano, che si è immerso nell’atmosfera del tempo per rielaborare alcuni ingredienti tipici, capaci di esprimere l’essenza autentica dell’Umbria. Nel menu, ispirato all’arte della caccia, trovano spazio il grano saraceno, coltivato nei secoli passati ma riscoperto in Valnerina e diventato Presidio Slow Food; la segale, per la cui produzione l’Umbria si distingue tra le altre regioni d’Italia; lo zafferano e le erbe spontanee del territorio, selezionate in sinergia con Luciano Loschi, presidente dell’Accademia Italiana Piante Spontanee: amaranto, aglio orsino, spinacino selvatico e portulaca richiamano un passato di autosussistenza, ma anche un futuro di sostenibilità e riscoperta.

 

AMMIRA

Partecipare a questo originale evento offre anche la possibilità di ammirare la mostra L’altra Congiura di Giorgio Lupattelli. Partendo dagli scatti dei vari personaggi protagonisti della rievocazione storica, l’artista ha realizzato 16 tavole in pittura digitale, capaci di rappresentare l’incastro tra i vari piani spazio-temporali su cui è articolato lo spettacolo e di creare un mondo onirico e surreale, in cui tutti i personaggi sono inscenati in luoghi-non luoghi arricchiti da elementi prelevati dalla storia dell’arte contemporanea e dall’iconografia propria dell’artista.

 


sito web: www.congiura.it

facebook: @congiuraalcastello

La Congiura al Castello, in scena dal 19 al 30 luglio presso il Castello di Magione, sarà presentata nel corso di una conferenza stampa che si terrà nella Sala Fiume di Palazzo Donini a Perugia, martedì 5 luglio alle ore 11.00.

 

 

Saranno presenti Fabio Cancelloni, presidente di Cancelloni Food Service S.p.A., Paolo Trippini, Chef segnalato dalla Guida Michelin e Ambasciatore del Gusto Italiano e, fra le Istituzioni, Eugenio Rondini, consigliere regionale, Erika Borghesi, consigliere della Provincia di Perugia, Vanni Ruggeri, Assessore alla Cultura del Comune di Magione e Gionni Moscetti, Presidente del Gal Trasimeno Orvietano.

La piccola Lucia, la bimba di Magione di quasi dieci anni, sta rispondendo positivamente alle cure sperimentali presso l’Ospedale Pediatrico “Istituto Giannina Gaslini” di Genova.

Venerdì 27 maggio alle ore 18:00 – presso la Sala Consiliare del Comune di Magione – si terrà una conferenza stampa dove le autorità aggiorneranno gli intervenuti sugli sviluppi del caso. Ricordiamo che Lucia è affetta da acondroplasia, cioè una malattia genetica rara che determina bassa statura, deformità ossee e altre complicanze a breve e lungo termine. Colpisce tutto il corpo e rallenta di molto la crescita delle ossa lunghe. A causa della sua condizione, Lucia ha una ridotta capacità toracica e polmonare, per cui avendo pochissimo spazio, gli organi interni, che sviluppano normalmente, crescono costretti e compressi.

Grazie alla generosità di molti, concretizzatasi in una raccolta fondi sostenuta anche dalla Misericordia, si sono potute affrontare delle cure – ancora non riconosciute dal Servizio Sanitario Nazionale e quindi a carico della famiglia – molto costose che stanno dando i frutti sperati. Maggiori informazioni, testi e foto saranno disponibili e scaricabili anche dal sito internet della Fraternità di Misericordia di Magione all’indirizzo: www.misericordiamagione.it

Da Magione al Giappone per una grafica che racconta: fasi lunari, cucina, festività, numeri utili, eventi legati all’attività della confraternita con QRcode

Grazie a un team di esperti nei diversi settori della grafica e dell’informazione, il tradizionale calendario della Misericordia di Magione si è trasformato in una fonte di notizie utili e di curiosità.

Il nuovo prodotto editoriale, che verrà inviato a tutte le famiglie di Magione, è stato presentato dal governatore della Misericordia, Fabrizio Alunni, e dai suoi collaboratori, nella sala del consiglio comunale di Magione alla presenza del sindaco Giacomo Chiodini.

“Come ogni anno – ha dichiarato il Governatore – i nostri auguri di Natale ai magionesi sono accompagnati da un calendario da parete che quest’anno si è arricchito di tante informazioni utili come, per fare un esempio relativo al nostro servizio, il sorgere e il calare del sole che consente ai volontari di organizzarsi negli interventi a seconda delle ore di illuminazione a disposizione. Si può quindi sapere esattamente quando nasce e tramonta il sole in base al punto di osservazione collocato sopra alla Torre dei Lambardi.” Il Governatore ha poi sottolineato il grande lavoro che i volontari hanno fatto e stanno facendo e che sono numericamente aumentati in questo periodo. “perché – spiega – siamo tornati a fare tutti i servizi che si facevano prima dell’emergenza Covid da cui non siamo usciti, per cui abbiamo ancora tanti volontari impegnati in questo settore particolarmente complesso per le misure di sicurezza che richiede.”

A spiegare nel dettaglio il nuovo calendario la volontaria Cristina Panico che ha coordinato tutto il gruppo di lavoro con figure professionali che hanno lavorato non solo da Magione ma anche da altre parti dell’Umbria fino al Giappone. Tra i collaboratori l’artista Giorgio Lupattelli a cui si deve la rielaborazione in forma digitale delle immagini che illustrano un breve filmato sulle attività operative dei volontari della Misericordia, scaricabili tramite QR-Code.
A questo si aggiungono le informazioni astronomiche che riguardono i segni zodiacali e le fasi lunari.

A dare un contributo alle tante notizie che vengono riportate, per il cui utilizzo e comprensione è stata creata un’apposita sezione con “istruzioni per l’uso”; anche “lo chef che promuove il territorio” grazie alle sue personali convinzioni gastronomiche, Paolo Trippini. Classe 1979, muove i primi passi da professionista nella cucina del padre Adolfo. Dopo esperienze di successo a livello europeo oggi gestisce a Magione, Il cantico della Natura”. Per il calendario ha proposto 12 piatti da realizzare con prodotti del periodo.

Oltre ai complimenti per il complesso e utile lavoro fatto, il sindaco Giacomo Chiodini ha ricordato la fondamentale attività di supporto che la Confraternita ha svolto e sta svolgendo nel territorio non solo di Magione ma, in tutta l’Umbria.
Un’ampia attività che vede anche la presenza di un’unità cinofila nel settore della protezione civile, responsabile Filippo Rigucci. Sabato 4 novembre, grazie ai volontari della Misericordia che gestiranno i due spazi, verranno inaugurati l’area sgambamento cani nella zona del palazzetto dello sport di Magione e un’area addestramento cani per unità cinofile a San Savino.

 

Un breve spaccato di vita sulle sponde del Trasimeno, quello riservato a tre donne. Drammaticamente sentimentale, drammaticamente reale e dove tutto si risolve drammaticamente con la ruota del destino che gira tra la vita e la morte e dove, a volte, l’esistenza si relaziona impietosa con le persone.

La storia di tre donne: Saura, nonna e madre, Elisa, mamma e figlia e Ginevra, nipote e figlia. Ebbe tutto inizio quando Elisa seppe di essere incinta e, felice di esserlo, condivise il suo stato con mamma Saura e papà Marco, anch’essi super contenti di sapere che da lì a poco sarebbero divenuti nonni. Non stavano nella pelle per la gioia della notizia che gli aveva dato la loro adorata figlia Elisa, anch’essa felicissima di diventare mamma… quanta gioia, quanto splendore, quanta bellezza, quanta armonia nell’essere nonni e mamma e nel sapere di portare dentro di sé quella meravigliosa creatura che stava crescendo e che presto avrebbe fatto la gioia di chi stava aspettando trepidante che venisse al mondo.
Quanta gaiezza nell’attesa, quanta letizia, ma… ma… ma… in quel giorno maledetto, al termine di un controllo sanitario, chi stava portando in grembo quell’esserino portatore di sana felicità, doveva fare i conti con le parole di quel medico che aveva detto a Elisa, che dentro di sé stava subdolamente dimorando anche una terribile patologia in veloce evoluzione.
Elisa, in quel tragico tormento diviso tra la gioia di essere incinta e la drammaticità di quella malefica malattia, ha vissuto la felicità di aver portato alla luce una bellissima bambina, Ginevra. Una splendida creatura, che dalla profondità dei suoi occhioni guardava attraverso i vetri di un’incubatrice e quando veniva portata tra le braccia della sua mamma ricoverata per quell’infame patologia, Ginevra era divenuta inconsapevole dispensatrice di gioia e forza di vivere.
Mamma/nonna Saura e papà/nonno Marco hanno sperato fino all’ultimo momento, prima che Elisa volasse in cielo. La sua Ginevra, ad appena un anno di vita, rimase agganciata agli animi dei suoi due splendidi nonni, Saura e Marco, per continuare a dare gioia e luce a quelli che erano divenuti animi spenti e affievoliti, a causa della scomparsa della loro amata figlia. Per fortuna che c’era lei, Ginevra, fantastica bambina, dal sorriso calamitante.
A un anno di distanza dalla scomparsa di Elisa, le sue 4 amiche del cuore, Federica, Paola, Sara e Laura hanno organizzato un momento dedicato al ricordo della compagna, chiamando a raccolta le persone vicine ad Elisa e ovviamente Saura, Marco e la deliziosa Ginevra.
Insieme con il datore di lavoro di Elisa, il parrucchiere Marco di Castiglione del Lago, hanno promosso un’iniziativa, il cui ricavato è stato utilizzato per acquistare un macchinario sanitario poi donato all’Ospedale Maggiore di Parma, dove il personale aveva amorevolmente accudito la neonata Ginevra e l’ammalata neomamma Elisa. Un gesto di riconoscenza nel ricordo dell’affetto corrisposto, alle due donne, dall’organico del nosocomio parmense.

 

 

Le due giornate dedicate alla memoria, si sono concluse il 2 marzo 2020 con una passeggiata lacustre – come amava fare Elisa – e con il lancio di una lanterna commemorativa che simbolicamente saliva in cielo. Da lassù, quella splendida donna, andata via dai trascorsi terreni troppo presto, ammirava quelle altre donne che dalle rive del lago Trasimeno, unite nel nome, nel ricordo e nell’amore di chi fisicamente non c’era più ma che viveva ancora con loro e tra di loro. In quei momenti aleggiava uno spirito di comunanza e reazione ai fatti della vita che talvolta mutano e cambiano, anche per le donne che sono nonne, madri e figlie…
A volte la ciclicità naturale dell’esistenza insegna la cruda realtà e purtroppo, nella sua imprevedibilità, ci riserva degli inattesi e tragici eventi che fanno male agli animi e ai cuori… che, in questo caso, la piccola Ginevra ha provveduto a curare, dispensando dolci sorrisi affettivi e innocenti sguardi disarmanti, per un corroborante ristoro emotivo…
Storie di vita odierna, storie di risolute e sensibili donne contemporanee, quelle di Magione, l’antica Pian del Carpine, storie che valgono e trasmettono sensibilità a ogni latitudine del mondo.
Il vostro inviato lacustre si è imbattuto casualmente in questa storia, capendo fin da subito la drammaticità ma anche quanta bellezza c’è in questa vicenda dove la cucciola Ginevra è il perno centrale della narrazione e nell’accogliere con favore l’appassionato e amorevole racconto di mamma/nonna Saura. Si ricorda da queste pagine che a un anno circa di distanza dalla commemorazione definita #Eliperte, le protagoniste di quell’evento hanno pensato di farlo rivivere con un breve video, il cui montaggio è stato curato da Alessandro Mastrini e che la redazione di AboutUmbria si è resa fin da subito disponibile e ben lieta di farlo conoscere ai suoi lettori. Si è previsto e ipotizzato che ci saranno delle prossime iniziative benefiche legate a #Eliperte.

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