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Stamattina 8 novembre presso la Sala dei Notari a Perugia, è stato presentato il giornale online ambientato ai tempi del Divin Pittore e gestito da intraprendenti “giornalisti” in erba.

Il progetto, che gode del sostegno della Fondazione Perugia, è stato ideato dall’Associazione Aboutumbria in partnership con la Direzione Didattica di Magione e prevede la realizzazione di un sito-web/rivista – www.lagazzettadelperugino.it – alimentato dagli alunni e ambientato nel periodo di passaggio dal XV al XVI secolo. Un giornale culturale in cui gli argomenti sono quelli dell’epoca di riferimento trattati come se chi scrive vivesse in quel periodo storico. Il tutto inserito in un supporto come quello del giornale on line, in un tempo in cui le notizie si diffondevano ancora per via orale. L’argomento principale a cui si ispirano notizie, articoli e interviste è il Perugino, la sua vita e le sue opere. Parallelamente vengono toccati argomenti correlati legati alla storia dei comuni in quel periodo, notizie legate al lago Trasimeno e all’ambiente circostante, focus su mestieri tradizionali già presenti nel tessuto socio-lavorativo dell’epoca.

 

 

La Sala dei Notari per l’occasione è stata popolata da oltre 100 ragazzi rappresentanti dei vari plessi della Direzione Didattica di Magione, accompagnati da insegnanti e genitori. La mattinata si è aperta con la presentazione dell’Associazione AboutUmbria da parte di Ugo Mancusi, direttore marketing di AboutUmbria, da anni impegnata in progetti di marketing culturale e territoriale e che quest’anno è stata molto attiva nella celebrazione del cinquecentenario dalla morte di Perugino e Signorelli.

Subito dopo, i saluti del vicesindaco del Comune di Perugia Gianluca Tuteri che, ponendo l’accento sulla bellezza della Sala dei Notari che ha ospitato l’evento, ha sottolineato come questa stessa Sala sia stata vista anche dal Perugino, vissuto nel periodo rinascimentale, epoca di grandi cambiamenti e innovazioni e di divulgazione della conoscenza, proprio come è nello spirito di questa nuova “rivista” in cui i ragazzi hanno modo di condividere quanto appreso con i compagni e con la comunità.

Di seguito i saluti di Fabrizio Stazi, direttore generale della Fondazione Perugia che ha sottolineato come l’intento della Fondazione fosse quello di rendere la partecipazione culturale accessibile a tutti, di avvicinare i giovani a questo cinquecentenario ricco di importanti eventi e iniziative, che rischiano però di rimanere distanti dalle nuove generazioni. Con La Gazzetta del Perugino si è centrato appieno l’obiettivo di avvicinare i ragazzi alla conoscenza di questo grande personaggio, coniugando tradizione e innovazione e dando vita a un prodotto destinato a rimanere a disposizione di tutti.

 

 

Poi è stata la volta di Vanni Ruggeri, assessore alla cultura del Comune di Magione, che ha sottolineato la validità di un progetto che dà modo ai ragazzi di approfondire un argomento culturale e il suo radicamento nella comunità tramite la comunicazione, attraverso la guida degli insegnanti, un format come quello del giornale e la creazione di una rete fra le migliori competenze della comunità educante.

La parola è poi passata alla scuola con i saluti di Silvio Improta, dirigente del circolo didattico di Magione che ha sottolineato quanto sia importante e produttivo – a fini didattici – che i ragazzi si sentano protagonisti, perché in questo modo diventano maggiormente partecipi. L’intervento è stato seguito dalla lettura dei saluti inviati dalla professoressa Monica Paparelli, preside della scuola impossibilitata a partecipare, che dopo i ringraziamenti a chi ha reso possibile la realizzazione del progetto, ha inviato un suggestivo augurio ai ragazzi: «Siate capaci sempre di cambiare il vostro punto di vista; divertitevi nell’imparare e date vita a nuove situazioni e nuovi mondi; immaginate di potervi muovere nel tempo e nello spazio come stiamo facendo in questo meraviglioso progetto».

 

 

Dopo l’introduzione delle insegnanti Isabella Ferri – che ha sottolineato come la scuola abbia il compito di trasmettere e insegnare la valorizzazione e salvaguardia del patrimonio culturale e di come La Gazzetta sia un mezzo che agevola questo tipo di approccio – e Donatella Cofani, che ha descritto il giornale on line come un progetto ambizioso che aiuta a costruire la propria identità digitale, fondamentale per i bambini già molto esposti da questo punto di vista, si è passati alla presentazione della rivista on line da parte di Eleonora Cesaretti, giornalista caporedattrice di AboutUmbria. Cesaretti, illustrando l’organizzazione del giornale, ha spiegato come nelle settimane scorse AboutUmbria abbia tenuto delle sessioni formative presso i vari plessi dell’istituto scolastico, per fornire ai ragazzi delle conoscenze basiche utili a scrivere in maniera corretta i contenuti.

 

 

È stata finalmente la volta dei ragazzi che si sono cimentati in divertenti sketch, interviste, rappresentazioni di arti e mestieri dell’epoca con tanto di costumi e ricostruzioni ambientali davvero coinvolgenti. In chiusura Ugo Mancusi ha salutato la platea con un augurio «L’idea della rivista on line è quello di far crescere la cultura e di far diventare questi ragazzi dei veri ambasciatori dell’Umbria, dei divulgatori della cultura e se un giorno qualcuno vincerà un premio Pulizer il merito sarà anche un po’ il nostro».

Mercoledì 8 novembre alle ore 10:00 presso la Sala dei Notari di Perugia, verrà presentato alla stampa il progetto La Gazzetta del Perugino, ideato e realizzato dall’Associazione AboutUmbria in partnership con la Direzione Didattica di Magione.

Il progetto, realizzato con il sostegno della Fondazione Perugia, prevede la realizzazione di un sito-web/rivista alimentato dagli alunni e ambientato nel periodo di passaggio dal XV al XVI secolo. Un giornale culturale in cui gli argomenti sono quelli dell’epoca di riferimento trattati come se chi scrive vivesse in quel periodo storico. Il tutto inserito in un supporto come quello del giornale on line in un tempo in cui le notizie si diffondevano ancora per via orale. L’argomento principale a cui si ispirano notizie, articoli e interviste è il Perugino, la sua vita e le sue opere. Parallelamente vengono toccati argomenti correlati legati alla storia dei comuni in quel periodo, notizie legate al lago Trasimeno e all’ambiente circostante, focus su mestieri tradizionali già presenti nel tessuto socio-lavorativo dell’epoca.

 

 

L’evento, che si terrà alla presenza di circa 100 ragazzi dell’istituto scolastico e delle loro famiglie e al quale interverranno rappresentanti delle Istituzioni fra cui Vanni Ruggeri, assessore alla cultura del Comune di Magione, e Leonardo Varasano, assessore alla cultura del Comune di Perugia, sarà così strutturato:

 

  • Presentazione generale del progetto da parte di AboutUmbria
  • Presentazione del lavoro della scuola da parte delle insegnanti della Direzione Didattica di Magione
  • Interventi degli alunni che spiegheranno la loro esperienza e insceneranno arti e mestieri dell’epoca
  • Presentazione del sito/rivista
  • Proiezione de trailer del progetto

Già annunciata la seconda stagione, che sarà girata sempre a Panicale. Da questa sera, su Canale 5 andrà in onda la seconda puntata.

Perugia, Panicale, Magione e il Lago Trasimeno: sono queste le location umbre dove è stata girata la serie televisiva Signora Volpe, in programma in questi giorni su Canale 5. La seconda puntata andrà in onda mercoledì 26 luglio (ore 21,30), mentre la prima ha registrato 1.392.000 spettatori (share 10,5%), posizionandosi al secondo posto fra i programmi di prima serata. Un successo che ha indotto i produttori a pianificare la seconda stagione che sarà girata tra settembre ed ottobre prossimi sempre nella zona di Panicale e dintorni.

 

Foto su concessione di Route 24 – Acorn- Cattleya. Credits Foto di Moris Puccio

 

Signora Volpe è stata creata da Rachel Cuperman e Sally Griffiths. La coppia è produttrice esecutiva insieme a Fox, Marc Samuelson e Josie Law per Route 24, Catherine Mackin e Bea Tammer per Acorn Media Enterprises, Simon Cox per Banijay Rights, che distribuisce a livello internazionale. Il service di produzione in Italia è a cura di Cristina Giubbetti per Cattleya. Produttrice è Candida Julian-Jones, mentre la regia è affidata a Bindu de Stoppani e Declan Recks. Come la prima stagione, Signora Volpe andrà in onda su Acorn TV di AMC Networks, servizio di streaming video britannico-americano in abbonamento che offre programmi televisivi in vari territori: Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda, altri paesi del Commonwealth, Spagna e Messico. Una vetrina di tutto rispetto per l’Umbria. La prima stagione della serie, che prevede tre puntate della durata di 90 minuti, è stata girata nei mesi di maggio e agosto 2021 tra Umbria e Lazio.

TRAMA PRIMA STAGIONE – La storia vede protagonista Emilia Fox nei panni di una ex spia britannica in Italia, Sylvia Fox. Delusa dal lavoro, viene invitata dalla nipote Alice al suo matrimonio italiano. L’occasione perfetta per prendersi una pausa. Arrivata a Panicale, piccolo borgo della provincia di Perugia, trova una realtà diversa rispetto a quella da cui proviene. Una realtà pacifica, in cui sembra che nulla possa succedere. Tuttavia, qualcosa succede. Ed è decisamente inaspettato. Il futuro sposo scompare all’improvviso e, poco dopo, il cadavere di una donna riemerge dal lago. Impossibile per Sylvia non indagare. Ben presto la donna si trova però coinvolta in altri casi, tra furti di maiali, persone scomparse e complotti. Le sue indagini danno i risultati sperati, portando Sylvia faccia a faccia con l’assassino. Ma neppure la conclusione del caso la convincerà a tornare a Londra: Panicale è troppo bella per non restare a viverci.

 

Foto su concessione di Route 24 – Acorn- Cattleya. Credits Foto di Moris Puccio

 

TRAMA SECONDA STAGIONE – La seconda stagione (che sarà composta sempre da tre puntate da 90 minuti ciascuna) vede l’ex spia britannica Sylvia Fox ancora più profondamente innamorata dell’Italia e della vita nella pittoresca cittadina medievale di Panicale. Contrariamente alle aspettative della sorella Isabel, Sylvia sembra aver perso i suoi istinti nomadi e, dopo un anno di vita a Panicale, sta rapidamente entrando a far parte della comunità locale. Sylvia passa il suo tempo a riconnettersi con sua sorella e a restaurare una splendida ma fatiscente vecchia casa in collina. Ma le vecchie abitudini sono dure a morire, e anche se Sylvia potrebbe essersi lasciata alle spalle il suo lavoro all’MI6, le sue abilità uniche e il suo appetito per la soluzione dei misteri rimangono immutati. Man mano che la relazione di Sylvia con il bel capitano dei carabinieri Giovanni Riva (Giovanni Cirfiera) si sviluppa, Riva è a sua volta frustrato e grato per la partecipazione stravagante di Sylvia a una serie di indagini locali. La stagione vedrà la Fox indagare su un omicidio e un ricatto che coinvolge pilastri della comunità di Panicale; andare sotto copertura a una micidiale festa in casa sulle rive del Lago Trasimeno; e incontrare un vecchio nemico in cerca di vendetta su Sylvia, con il risultato che la sua famiglia e il Capitano Riva si impegnano in una corsa contro il tempo per salvarle la vita.

Venerdì 7 parte finalmente la prima edizione del Festival dei Tramonti

Fino al 16 luglio tra Monte del Lago, Montecolognola, San Feliciano e Passignano si celebrerà un vero e proprio omaggio al Lago Trasimeno organizzato dall’APS Trasimeno Cultura Futuro e Sostenibilità.

Una 10 giorni densa di attività, suddivise in tre principali aree di interesse – Gusta, Ammira, Vivi – con protagonisti artisti di strada, attori, musicisti, ballerini, sportivi e chef. A cominciare dalle due cene esclusive con vista sul lago e con intrattenimenti artistici e dagli assaggi in versione street food per degustare prodotti tipici passeggiando in riva al lago al tramonto.

Non mancheranno iniziative dedicate ai bambini, tra alimentazione mirata, momenti ludici e narrazioni oltre a convegni, mostre, ricerca e degustazione di erbe spontanee.

Attività per il cosiddetto turismo dinamico, con crociere sul lago Trasimeno (con soste nelle isole), pilates, trekking a piedi e a cavallo, avventure in mountain bike, canoa, sup e kayak.

Spazio all’arte con campus, concerti, performance di danza, cinematografia, mostre di fotografia e percorsi entusiasmanti, con i luoghi del Festival dei Tramonti che saranno animati da artisti di strada, maghi, mentalisti, giocolieri, serate di osservazione astronomica, esperienze di numerologia.

 

Di seguito un elenco dettagliato degli ambiti dei vari eventi in programma:

 

AMMIRA – ARTE, CINEMA, DANZA, CULTURA

  • Gruppi street art, performance artistiche, buskers
  • Video art & dance performance
  • Proiezione di film, cortometraggi, documentari, video experimental, cinema d’impresa, videoclip, cineturismo, cinema adv
  • Spettacolo di para pole dance
  • Musica e canto operistico
  • Concerti emozionali
  • Serate di osservazione astronomica guidata
  • Numerologia all’orizzonte: esplorando i misteri al tramonto
  • Convegno con mostra presentazione della biodiversità spontanea del Lago Trasimeno
  • Mostre di fotografia, arte e artigianato
  • Campus di cinema, danza e fotografia

VIVI – TURISMO DINAMICO

  • Crociere intorno al Lago
  • Incontri di pilates al tramonto
  • Story trekking
  • Trekking a cavallo
  • Avventure in mountain bike alla scoperta del Trasimeno
  • Lago in libertà: esperienze in canoa, avventura ed esplorazione

GUSTA – FOOD EXPERIENCE

  • Esclusive cene evento: un viaggio di ricerca e di sapore, la celebrazione del nostro territorio
  • Degustazioni in stile street food
  • Aperisup: il cocktail al tramonto arriva direttamente in sup
  • Slurp kids: ti raccontiamo la storia, prepariamo la ricetta?

 

Scarica qui la brochure e il programma completo.

 

Per maggiori informazioni: www.festivaldeitramonti.it

«Un mio sogno è quello di partecipare alle Olimpiadi con la pole dance. Ancora non è uno sport olimpico, ma ci stiamo piano piano avvicinando».

Francesca Cesarini ha 16 anni, vive a Magione (Perugia) ed è una stella dello sport paralimpico. Ha conquistato – volteggiando con la pole dance, una performance art che di danza e ginnastica con una pertica – il primo premio al World Pole and Aerial Championship 2022 ed è anche salita sul podio più alto della federazione Posa Pole Sports & Arts World Federation.
Francy, come la chiama la mamma Valeria, è nata senza gli avambracci e una gamba e ha scelto questa disciplina un po’ per caso – forse a causa di un sogno – nemmeno lei lo sa con certezza. Quello che sa invece, è che è un animale da palcoscenico. «Me lo dicono tutti!».
Lo ha dimostrato anche durante le riprese del docufilm Come una piuma (in uscita prossimamente), per la regia di Daniele Suraci e promosso dall’associazione perugina MenteGlocale, che racconta la sua storia sportiva e personale. E in qualche modo anche durante la nostra chiacchierata dove, senza nessun tipo di timidezza adolescenziale, ha risposto alle mie domande con molta schiettezza. Oltreché in palestra si allena con il palo piantato in salotto e questo la fa sentire libera. «Quando volteggio posso essere chi voglio!».

 

L’atleta Francesca Cesarini

Francesca, come mai a 11 anni hai scelto questa disciplina?

Non mi ricordo di preciso. Ricordo solamente che un giorno sono andata dalla mamma e le ho detto: «Mamma, voglio fare la pole dance». Forse l’ho visto sui social, forse me lo sono sognato, però sta di fatto che da quel giorno – dopo aver trovato una palestra – ho iniziato questa disciplina.

Quante ore ti alleni?

Tre volte alla settimana per circa un’ora e mezza.

Facci capire cosa di prova a volteggiare in aria…

Un po’ d’ansia c’è per il rischio di cadere, ma quando sono in alto sul palco posso fare ciò che voglio. Mi fa sentire libera. È una sensazione che provo ancora, anche dopo tanto tempo. È sempre bello!

Cosa consiglieresti a una giovane che vuole iniziare la pole dance?

Prima cosa le consiglierei di fare una prova e di continuare a provarci anche se da subito non la coinvolge, perché comunque è un sport molto bello.

Segui una dieta particolare?

No. Io mangio tutto. Non faccio nessuna dieta (ride).

Hai mai pensato di dire “basta, smetto”?

È successo a luglio 2022. Ho dovuto cambiare allenatrice, per questo ho rischiato di non poter partecipare al Mondiale. Per due settimane ho detto: «Basta, non continuo!». Poi mia mamma si è messa alla ricerca di altre scuole di pole: abbiamo conosciuto Giulia Lupattelli, insegnante di pole alla Mov’it di Perugia e alla scuola Altrove danza di Magione, la quale mi ha messo in contatto con l’attuale allenatrice di Firenze, Iliana Ciccarello. Quindi mi divido con gli allenamenti tra Magione (con Giulia) e Firenze (con Iliana).

Chi è Francesca quando è fuori dalla palestra?

Mi piace tanto stare con i miei amici, uscire con loro il sabato sera e andare a ballare. Spesso ci organizziamo e si va in centro, al cinema o in qualche centro commerciale. D’estate invece il posto che più frequentiamo è il lago Trasimeno. Amo molto anche ascoltare la musica.

Che musica ascolti?

Musica americana di qualsiasi genere. Adoro anche guardare film e serie tv. Ne vedo tantissime.

Quali sono le ultime serie che hai visto?

Con mia mamma sto guardando Grey’s Anatomy, poi guarderemo Stazione 19. Da poco ho terminato Mercoledì e The Vampire Diaries.

Ho letto che sei appassionata di Harry Potter: si sta parlando della realizzazione di una serie tv, che ne pensi?

Sarà bellissimo avere una serie su Harry Potter, però gli attori non saranno quelli dei film, quindi non so se sarà bella lo stesso!

 

Durante le riprese di “Come una piuma”

Quali sono i tuoi prossimi impegni sportivi?

 Le prossime gare saranno alla fine dell’anno. Per ora mi alleno soltanto.

Già sai cosa vorrai fare da grande? Qual è il tuo sogno?

Vorrei continuare a esibirmi con la pole dance. Mi piacerebbe anche lavorare in ambito medico: sto studiando Biotecnologie sanitarie all’ITAS Giordano Bruno e il mondo della medicina mi affascina molto. Fare il medico sarebbe bellissimo… ancora però non ho pensato la specializzazione. Ho tempo! Un altro sogno è quello di partecipare alle Olimpiadi con la pole dance. Ancora non è uno sport olimpico, ma ci stiamo piano piano avvicinando; si spera di farlo rientrare già nelle prossime Olimpiadi. Sarebbe fichissimo!

Oramai la pole dance è diventata anche molto di moda…

Sì. Negli ultimi anni è cresciuta tantissimo, questo si vede anche durante le gare dove partecipano molti più atleti.

In autunno uscirà il docufilm “Come una piuma” con la regia di Daniele Suraci e promosso dall’associazione perugina MenteGlocale, che si occupa dal 2001 di progetti di comunicazione sociale. Come sono andate le riprese?

Mi sono divertita tantissimo, anche a girare con i miei amici che sono presenti in alcune scene. Stare davanti alla telecamera mi piace, mi hanno detto che sono un animale da palcoscenico. Non provo mai ansia. Anche alle gare sono un po’ agitata qualche minuto prima di salire sul palco, poi quando sono lì divento tranquilla e faccio la mia esibizione.

Hai qualche piccolo rito scaramantico?

Faccio un saltello e un passo quando chiamano il mio nome prima dell’esibizione. Tutto qui.

 


 

 

Presentato il nuovo brand turistico di Città della Pieve, Corciano, Magione, Paciano, Panicale e Piegaro.

Trenta musei, sei Comuni, un unico biglietto. Città della Pieve, Corciano, Magione, Paciano, Panicale e Piegaro fanno rete nel nome del grande Maestro a all’insegna di un turismo “rispettoso dei luoghi e delle comunità”.

E’ stato presentato il nuovo brand Terre del Perugino, attraverso il quale i sei comuni umbri intendono implementare i propri servizi turistici e aumentare la capacità competitiva del territorio. L’operazione, che amplia un’idea progettuale risalente al 2015 dei Comuni di Paciano, Panicale, Piegaro e Città della Pieve, nasce dalla stretta collaborazione tra le sei Amministrazioni Comunali e l’attuale gestore dei servizi turistici e museali (l’RTI composto dalle società Sistema Museo e Vivi Umbria società consortile).

Con Terre del Perugino entrano un’unica rete integrata i Musei e gli Uffici turistici dei territori aderenti, così da proporsi al pubblico come un’area omogenea accomunata da aspetti ambientali, culturali, artistici e gastronomici affini. Fili conduttori di questa nuova offerta sono: i paesaggi di queste terre, con il lago Trasimeno, e Pietro Vannucci, detto il Perugino, il più celebre figlio di Città della Pieve che con la sua arte ha dato lustro e fama a questo lembo d’Umbria, e che insieme appunto compongono il nome del brand.

Gli strumenti messi a disposizione sono il rinnovato portale Terre del Perugino e il biglietto unico integrato che, al prezzo di 12 euro (valido per 90 giorni), consente di visitare le strutture museali e gli spazi espositivi presenti nell’area. In particolar modo a Città della Pieve si potrà accedere all’Oratorio Santa Maria dei Bianchi, al Museo Civico Diocesano e a Palazzo Corgna; a Corciano all’Antiquarium comunale, al Centro espositivo permanente sulla cultura medievale e rinascimentale, al Torrione di Porta Santa Maria e al Museo della Pievania; a Magione al Museo della Pesca e Torre dei Lambardi, a Paciano a TrasiMemo, la Banca della Memoria del Trasimeno; a Panicale alla Chiesa di San Sebastiano, Teatro Cesare Caporali, Museo del Tulle, Museo della Sbarra; a Piegaro al Museo del Vetro.

La valorizzazione di queste strutture, secondo quanto spiegato passerà anche attraverso attività didattiche e laboratoriali, eventi e manifestazioni, attività di incoming turistico, promozione e commercializzazione.

Dopo un lungo percorso durato quasi tre anni, il 28 ottobre è stata finalmente installata presso i Giardini Pubblici la scultura dedicata ai 50 anni di Avis Magione.

L’opera, pensata per la prima volta nel 2019, è stata progettata dal Maestro Giorgio Lupattelli, scegliendo tra numerose idee che avevano tutte lo stesso scopo di esortare alla rinascita dopo la pandemia. E sia il nome Teardrop, che la forma (a richiamare sia una goccia di sangue che una lacrima) sono pensati proprio in questo senso. Il tono simil-acciaio del rivestimento vuole rendere omaggio a capolavori contemporanei come il Cloud Gate di Kapoor e le opere di Koons; i colori della spaccatura del cono (giallo, rosso e blu) oltre che essere i colori primari, rimandano rispettivamente a quelli di plasma, sangue e al logo Avis. A livello geometrico, la scultura rappresenta la scomposizione tra una mezza sfera e un cono, il tutto aperto per evidenziare che a sua volta la sfera è originata dalla rotazione di un cerchio e il cono da quella di un triangolo rettangolo. In attesa di organizzare l’inaugurazione ufficiale, un ringraziamento particolare va all’Amministrazione Comunale che ha provveduto alla realizzazione del basamento, un doppio piedistallo a forma quadrata in pietra travertino, offrendo inoltre un indispensabile supporto organizzativo, burocratico e logistico. Il ritardo su realizzazione e installazione (inizialmente prevista nel 2021, in coincidenza del 50mo dalla fondazione della sezione) è stato inevitabile a causa dei rallentamenti legati a selezione del progetto, scelta di fornitore, collocazione ed aspetti autorizzativi. Un percorso lungo, ma che ha finalmente permesso di raggiungere un importante traguardo, riuscendo a regalare alla comunità un nuovo simbolo, inedito e prestigioso, per lo spazio culturale di tutto il paese.

Amore, amicizia, riscatto e blues: tutto questo racconta il film “La Ballata del Trasimeno”

La Ballata del Trasimeno, il film realizzato da VisualCam APS con la compartecipazione di Novifilm e di Philms, il sostegno della Regione Umbria, del GAL Trasimeno Orvietano, dell’Unione dei Comuni del Trasimeno e dei Comuni di Magione e Castiglione del Lago, nonché di Umbria in Vespa, Frantoio Berti e Farma Centro, verrà presentato domani alle ore 10.30, presso la Sala Partecipazioni di Palazzo Cesaroni, a Perugia.

Il mediometraggio nasce dall’esperienza e dall’intuizione di due membri del direttivo di VisualCam APS, Mauro Magrini e Arianna Fiandrini che non solo hanno collaborato come studio videofotografico al Trasimeno Blues, ma sono due persone profondamente radicate nel territorio: perché non raccontare l’Umbria, con le sue tradizioni e contaminazioni attraverso una storia dai tratti blues?

Alla conferenza interverranno il regista Mauro Magrini, Arianna Fiandrini, autrice, sceneggiatrice e attrice, Mirko Revoyera, attore coprotagonista e addetto ai dialoghi, l’attore protagonista Massimiliano Varrese e Gianluca Di Maggio, direttore artistico e ideatore di Trasimeno Blues. Sarà presente tutto il cast e lo staff tecnico; modera Marco Pareti. Verranno anche suonati, in acustico, alcuni brani della colonna sonora del mediometraggio. Seguirà un buffet offerto dalla produzione e dal Frantoio Berti.

 

Massimiliano Varrese e Arianna Fiandrini

Il soggetto

Protagonista de La Ballata del Trasimeno è un poliziotto, interpretato da Massimiliano Varrese, che in una missione come infiltrato, viene scoperto dalla malavita. Viene così messo in atto il programma di protezione, organizzato dal vicequestore (Antonio Ballarano), il quale gli cambia il nome in Roberto Giansoni (richiamo a Robert Johnson bluesman dei primi del Novecento) e lo nasconde in Umbria da un contatto fidato. Il contatto è Renzo (Mirko Revoyera), un pescatore del lago Trasimeno, che lo accoglie sotto la sua ala protettiva e lo istruisce alla pesca. Roberto inizialmente è scontroso, anche perché proviene da un ambiente cittadino e ha frequentato i bassifondi, ma poi grazie al suo nuovo mentore, alla magnificenza della natura e dell’ambiente rurale si apre e si rasserena. Jart (Fabrizio Martin), un chitarrista bluesman, gli fa conoscere il Trasimeno Blues e lì Roberto incontra Giulia (Arianna Fiandrini), fotografa del festival. Queste due nuove amicizie lo aprono a una socialità semplice e naturale, portandolo a riscoprire sé stesso. Per lui sarà un vero e proprio cambiamento, che lo porterà a riscoprire la semplicità delle tradizioni, la forza di Madre Natura e il suono spirituale del blues. Roberto ritornerà al suo vecchio lavoro?

 

 

VisualCam APS

Visualcam APS è un’Associazione culturale di Promozione Sociale con sede a Corciano che opera nel settore cineaudiovisivo e nelle arti in generale. Il direttivo è composto da professionisti specializzati sia in produzioni di format tv – dall’idea alla realizzazione – sia di documentari, cortometraggi e produzioni musicali.

Passione, territorio, cultura e cibo: questi i principali ingredienti del grande successo di pubblico per la quarta edizione della Congiura al Castello, andata in scena dal 19 al 23 luglio e dal 26 al 30 luglio e organizzata dal Cral Domenico Cancelloni.

Allo spettacolo teatrale – itinerante e coinvolgente – portato in scena dalla Compagnia teatrale magionese diretta da Giampiero Frondini, si è aggiunta una vera e propria food experience firmata Paolo Trippini, segnalato dalla Guida Michelin e Ambasciatore del Gusto Italiano. Lo chef, con il contributo del presidente dell’Accademia Italiana Piante Spontanee Luciano Loschi, ha creato un menu a base di selvaggina e di erbe spontanee del territorio umbro, giocando con la storia agricola passata della regione ma con un occhio ben fermo al prossimo futuro, in un’ottica di sostenibilità e riscoperta.

Gli ospiti hanno potuto godere delle creazioni dello chef circondati dalle opere in pittura digitale di Giorgio Lupattelli che, partendo dagli scatti dei protagonisti della rievocazione storica, ha realizzato 16 travolgenti tavole in pittura digitale, dove la composizione rinascimentale si mescola a citazioni dalla storia dell’arte moderna e contemporanea e dove l’incastro tra diversi piani spazio-temporali richiama il gioco messo in scena dallo spettacolo teatrale, di cui l’artista è anche sceneggiatore.

Tanti i protagonisti impegnati per dare vita a un evento originale, poliedrico ed estremamente coinvolgente che ha visto Magione, con il suo imponente Castello, scenario unico e suggestivo.

 

sito web: www.congiura.it

facebook: @congiuraalcastello

Tutto pronto per La Congiura al Castello, lo spettacolo multisensoriale che, da stasera 19 luglio fino al 23 e poi, ancora, dal 26 al 30 luglio, porterà lo spettatore a rivivere gli eventi passati alla storia come la Congiura di Magione, ordita dal Cardinale Orsini ai danni di Cesare Borgia. L’evento, organizzato dal CRAL Domenico Cancelloni, è ospitato nel Castello di Magione (PG), location d’eccellenza capace di restituire sensazioni e atmosfere inedite.

Nelle stesse sale in cui l’ordito dei congiurati prese forma, lo spettatore potrà rivivere, gustare e ammirare un’esperienza a tutto tondo: rivivere il complotto del 1502 attraverso lo spettacolo itinerante della Compagnia Teatrale Magionese diretta da Giampiero Frondini; gustare i piatti elaborati dallo chef Paolo Trippini, ispirati all’arte della caccia e alle erbe spontanee del territorio umbro; ammirare la mostra d’arte di Giorgio Lupattelli, L’altra congiura, in cui i personaggi della vicenda offrono lo spunto per raccontare le loro origini e il loro territorio.

LA VICENDA

«Avvedutisi li Orsini, tardi, che la grandezza del Duca e della Chiesa era la loro ruina, feciono una dieta alla Magione, nel Perugino». Così narra Niccolò Machiavelli nella sua celebre opera, Il Principe: tra il gennaio del 1500 e l’estate del 1502 Cesare Borgia si era infatti impossessato dell’intera Romagna e di parte delle Marche. Lui e suo padre, Alessandro VI, avevano dunque conquistato l’egemonia sui territori ecclesiastici. La famiglia Orsini tentò di opporsi a quello che sembrava un destino ineluttabile, tramando con alcuni dei signori dell’Italia centrale che furono convocati proprio nel castello di Magione.

RIVIVI

Giampiero Frondini, con i suoi sessant’anni di esperienza e il grande merito di aver fondato la compagnia teatrale professionista più antica della regione, restituirà al pubblico un avvincente connubio tra storia e fiction. Gli attori ricreeranno, nelle suggestive sale del Castello, quei momenti drammatici sospesi fra realtà e finzione, coinvolgendo gli spettatori in un immersivo percorso multisensoriale.è

 

GUSTA

Paolo Trippini, segnalato dalla Guida Michelin e Ambasciatore del Gusto Italiano, si è immerso nell’atmosfera del tempo per rielaborare alcuni ingredienti tipici, capaci di esprimere l’essenza autentica dell’Umbria. In un menu ispirato all’arte della caccia, la selvaggina regna sovrana, sposandosi con le erbe spontanee del territorio selezionate da Luciano Loschi, presidente dell’Accademia Italiana Piante Spontanee. Il risultato è un connubio inedito capace di richiamare l’atmosfera e le suggestioni del passato.

AMMIRA

Partendo dagli scatti dei vari personaggi protagonisti della rievocazione storica, Giorgio Lupattelli, ne L’altra congiura, ha realizzato 16 tavole in pittura digitale, capaci di rappresentare l’incastro tra i vari piani spazio-temporali su cui è articolato lo spettacolo e di creare un mondo onirico e surreale, in cui tutti i personaggi sono inscenati in luoghi-non luoghi arricchiti da elementi prelevati dalla storia dell’arte contemporanea e dall’iconografia propria dell’artista.

IL MENU

I tesori dello scrigno: Fagottini di breasola di cervo e miniburger di selvaggina

Come un nido nel bosco: Il Nido del Colombaccio (nido di erbe cotte – spinacini selvatici, amaranto e altre erbe spontanee della stagione estiva – con pâté di colombaccio e di daino, crostini di grano saraceno, uova di quaglia e tartufo)

Capriolo coronato: Farrotto alle erbe di bosco (portulaca e aglio orsino) e ragù bianco di capriolo
Fette di limone caramellato

Il boccone del Cardinale: Medaglione di Cinghiale con «piselli fricti in carne salata» e cipolle rosse in agrodolce

Nobiltà a banchetto: Frolla di segale con mousse ai frutti di bosco e crema allo zafferano

 

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