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Il docufilm “Perugino. Rinascimento immortale” nella cinquina dei Nastri d’Argento

di Agnese Priorelli

«Sono onorato e molto soddisfatto per questo risultato. È una candidatura che corona il percorso di successo del documentario, un successo sia di critica che di pubblico».

Il documentario Perugino. Rinascimento immortale, diretto da Giovanni Piscaglia e narrato dall’attore Marco Bocci, è entrato nella cinquina della categoria Documentari sull’Arte dei Nastri d’Argento 2024. Il premio viene assegnato alle opere più meritevoli dal Sindacato Nazionale dei Giornalisti Cinematografici: delle cinque selezionate, tre andranno alla super finale da cui uscirà il vincitore che riceverà il premio.

 

Marco Bocci e Giovanni Piscaglia

 

Il docufilm di Piscaglia (qui trovate la nostra intervista) racconta la vita e le opere del Perugino, partendo dal suo legame con l’Umbria e dai paesaggi luminosi che spesso l’artista ha immortalato sullo sfondo dei suoi dipinti. Ma vuole soprattutto riscattare la figura di Pietro Vannucci, dandogli il giusto posto nella storia dell’arte e mettendone in luce le novità, i meriti e il carattere.

«Sono onorato e molto soddisfatto per questo risultato. È una candidatura che corona il percorso di successo del documentario, un successo sia di critica che di pubblico, e consolida il mio rapporto con la Galleria Nazionale dell’Umbria – tra i più positivi della mia carriera – e soprattutto con l’ex direttore Marco Pierini, che ha dato il via al progetto. Sono anche felice per l’Umbria, alla quale viene riconosciuto il valore di una realtà storico-artistica e paesaggistica di notevole importanza» ci spiega Giovanni Piscaglia.

 

Il dietro le quinte del ducufilm

 

Il regista non è nuovo ai Nastri d’Argento: «Nel 2019 sono arrivato in finale con Van Gogh. Tra il grano e il cielo (nei primi tre che è secondo step di scrematura dopo l’annuncio della cinquina) e ho ricevuto una targa, anche se non ho vinto. Poi, nel 2020, Ermitage (il docu d’arte sul museo di San Pietroburgo), del quale ho scritto la sceneggiatura, si è portato a casa il Nastro d’Argento come Miglior documentario d’arte. Certo, vincere il premio per la regia di un prodotto tutto mio che ho iniziato da solo, sarebbe bellissimo. È un percorso che ha coinvolto piano piano tante realtà, partendo da Arpa Umbria per proseguire con la produzione di Mario Paloschi per Ballandi, fino alla distribuzione con Nexo Digital. Senza dimenticare Marco Bocci, presente a tutte le presentazioni e con il quale ho stretto una bella amicizia. Mi raccomando… tifate, tifate tifate» conclude il regista. Ora non ci resta che incrociare le dita e aspettare il verdetto nelle prossime settimane.

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Agnese Priorelli

Laureata in Scienze della Comunicazione, è giornalista pubblicista dal 2008. Ha lavorato come collaboratrice e redattrice in quotidiani e settimanali. Ora collabora con un giornale online e con un free press. È appassionata di cinema e sport.