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Si apre al pubblico sabato 29 luglio 2023 alle ore 21:00, negli storici ambienti di Villa Fidelia a Spello (PG), la mostra Internazionale d’Arte Contemporanea “Stati d’Arte”.

Giunta alla settima edizione, è organizzata dall’Associazione La Casa degli Artisti guidata da Carla Medici e Francesco Minelli e curata dal critico d’arte Andrea Baffoni, con il patrocinio di Ministero della Cultura, Regione Umbria Assemblea Legislativa, Provincia di Perugia, Comune di Spello e Camera di Commercio dell’Umbria. Durerà fino al 27 agosto e sarà aperta tutti i giorni dalle 15:30 alle 19:00 ad ingresso libero. L’inaugurazione è presenziata dalle autorità tra cui il Sindaco di Spello Moreno Landrini, Erika Borghesi consigliere provinciale e gli organizzatori della manifestazione.

L’edizione 2023 pone particolare attenzione ai temi delle mutazioni sociali, soprattutto nell’ambito delle nuove tecnologie. Molto spazio è lasciato alle ibridazioni uomo-macchina, attraverso installazioni dal sapore post-umano in cui il visitatore può immergersi fino a interagire direttamente con l’opera. Come sempre, comunque, gli artisti hanno avuto libera scelta sul tema potendo mantenere il proprio linguaggio e personalità. Le opere esposte, pittoriche, scultoree installazioni sono presenti sia all’interno che all’esterno della villa e nel parco. 70 in totale gli artisti, di cui 20 stranieri in rappresentanza di altrettanti paesi. L’itinerario espositivo si sviluppa sui tre piani della mostra partendo dalla sezione piano terra dove l’attenzione è riservata ai temi della Terra, attraverso una lettura che dalle origini primordiali del pianeta porta fino all’immaginario cosmico che troviamo al piano superiore. Accanto a ciò l’indagine sul corpo attraverso opere pittoriche e installazioni sonore e luminose.

I temi si spostano quindi sull’attualità andando ad indagare le dinamiche della vita contemporanea nei suoi aspetti più tragici, ma contemplando in essi anche dei risvolti ludici in grado di raccontare al meglio le tante sfaccettature della quotidianità. Si arriva quindi ad opere più orientate verso temi filosofici, dove la riflessione sul tempo spinge gli artisti alla realizzazione di lavori dal profondo risvolto etico con un’attenzione specifica alla geometria e alla dimensione mentale dell’arte.

Parallelamente, all’interno della Limonaia, è presente una sezione dedicata alle celebrazioni per il cinquecentenario di Perugino dal titolo: Perugino amico mio. Un pittore nei colori del nostro tempo, parte di un progetto più ampio portato avanti dalla Casa degli Artisti di Perugia nell’anno in corso. Durante dell’intero mese espositivo la manifestazione prevede l’organizzazione di eventi collaterali artistici, musicali e teatrali, il tutto consultabile attraverso il sito della Casa degli Artisti di Perugia.

 


Info e contatti www.lacasadegliartistiperugia.it

Sullo sfondo della pittoresca cittadina umbra di Spello, un progetto artistico speculativo sta dando vita a un’esperienza unica che fonde passato e presente.

Umbria Ecologia Artificiale, un’iniziativa che ricrea l’atmosfera dei borghi umbri in chiave contemporanea, ci invita a riflettere su come i grandi maestri del passato avrebbero immaginato i magnifici borghi umbri. In questa affascinante combinazione, lo stile di Vincent van Gogh si trasforma in un’intrigante melodia visiva durante l’Infiorata, l’evento annuale che celebra il Corpus Domini.

 

Spello secondo Van Gogh

 

L’infiorata di Spello, un’opera d’arte effimera che trasforma la città, diventa così il perfetto scenario per l’espressione artistica che Van Gogh avrebbe adottato. Immaginatevi alzare lo sguardo e perdervi in un caleidoscopio di stelle, proprio come gli antichi spettatori di Hispellum facevano nei loro momenti di contemplazione. Le immagini generate artificialmente catturano l’essenza della notte stellata che tanto ha affascinato Van Gogh. Le maestose mura romane che circondano la città, fedeli custodi della sua storia millenaria, diventano sfondo per l’espressione artistica di Umbria Ecologia Artificiale. La fusione di questi due elementi crea un contrasto suggestivo, che mescola l’imponenza del passato con la vitalità del presente. Ma è durante la Notte dei Fiori, quando Spello si illumina di luci soffuse e i girasoli brillano sotto la luna, che Umbria Ecologia Artificiale rivela tutto il suo splendore. Vediamo trasformare la cittadina in un vero e proprio regno di colori in gradienti, dove architettura e natura si incontrano in una danza senza tempo e catturano l’essenza di questa notte magica.

 

 

Nella sua creazione, l’intelligenza artificiale ha sapientemente abbracciato i caratteri unici della morfologia di Spello. Si respira un’atmosfera onirica senza stravolgimenti. Le prospettive a tre punti, tanto care a Van Gogh, le strade tortuose di Spello che si estendono verso l’orizzonte, i tetti delle case che sembrano inclinarsi leggermente, conferiscono un senso di vitalità alle strade silenziose. Queste prospettive insolite, che sfidano la tradizionale rappresentazione visiva, ci avvolgono in un mondo che spesso ci sfugge, una realtà che Van Gogh stesso avrebbe ammirato. Sembra aver catturato una realtà senza filtri, una visione autentica che ne svela l’essenza profonda. Gli edifici storici, le strade acciottolate e le piazze si fondono con il paesaggio in un modo che sembra trascendere i confini fisici, come se le pareti degli edifici respirassero e i tetti danzassero al ritmo di una melodia segreta.

 

Le via di Spello nello stile di Van Gogh

 

Queste immagini generano una connessione emozionale con l’osservatore, che si ritrova a contemplare una realtà che va oltre il semplice sguardo superficiale. Sfumature e proporzioni, la delicatezza dei dettagli come quella vecchia automobile rossa parcheggiata di fronte ad un portone blu (forse un teatro?) e l’intensità dei colori ci risucchia in un mondo che sembra tangibile eppure etereo. È proprio questa capacità dell’intelligenza artificiale di rivelare una realtà nascosta, ma intrinsecamente presente, che rende l’esperienza così affascinante. Ci permette di guardare oltre il visibile e di abbracciare un’interpretazione unica e personale del mondo che ci circonda. 

 

 

Questo connubio tra intelligenza artificiale e arte, tra Spello e la visione di Van Gogh, ci invita a riflettere sulla bellezza che può emergere quando l’innovazione tecnologica si unisce alla sensibilità artistica. Questa esperienza artificiale è un invito a visitare Spello e a immergersi nella bellezza che i paesaggi umbri hanno da offrire. È un richiamo per gli abitanti della regione e per i turisti da tutto il mondo che desiderano vivere un’esperienza unica.

L’iniziativa si terrà dal 21 al 24 giugno 2023. Sono in programma seminari, una mostra e il trekking urbano.

Quattro giornate di lavori e di iniziative per celebrare il centenario della fondazione degli Ordini italiani in concomitanza con le giornate di “Open – Studi Aperti”. E’ quanto organizzato dall’Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Perugia con un’iniziativa culturale a tappe “Architetti in movimento”, in programma dal 21 al 24 giugno prossimi presso la sala Editto del Comune di Spello, che ha patrocinato l’evento.

Si comincerà mercoledì 21 alle ore 14,30 con “Spazio Sacro: dal recupero alla contemporaneità”, seminario di approfondimento sui temi del restauro e della ricostruzione con particolare riguardo alle Chiese danneggiate dalla crisi sismica del 2016. La seconda parte dell’incontro sarà dedicata invece allo “spazio sacro” relativo a progetti realizzati negli ultimi 20 anni nel bacino del mediterraneo ripercorrendo i casi illustrati durante la rassegna Seed di cui è stato creato un catalogo e una mostra che esposta negli stessi spazi del seminario. Il seminario sarà anticipato dai saluti istituzionali di Moreno Landrini, sindaco di Spello, Marco Petrini Elce, presidente Ordine Architetti PPC della Provincia di Perugia, Guido Castelli, commissario Sisma. Tra i relatori gli architetti Carlo Blasi, progettista dei lavori della Basilica di Norcia e della Cattedrale di Notre Dame, Bruno Gori, consigliere dell’Ordine perugino ed esperto in materia di restauro, e l’ingegnere Paolo Iannelli, soprintendente spciale per le aree colpite dal sisma. Il presidente della FUA (Fondazione Umbra Architettura) Bruno Mario Broccolo, infine, porterà in rassegna i principali episodi di “Architettura del sacro” selezionate da FUA prima di inaugurare (alle ore 18) la mostra “Spazio Sacro”, situata presso la sala dell’Editto, composta da ottanta tavole e che sarà visibile per tutti il periodo delle iniziative.

 

 

Giovedì 22 giugno (dalle ore 14,30 alle 18.30) sarà la volta di La nuova norma in materia sull’equo compenso – Legge 21 aprile 2023 n 49“, seminario volto all’illustrazione dei nuovi obblighi per Imprese/Enti, professionisti e Ordini Professionali con la disamina delle relazioni della nuova norma nazionale con le disposizioni regionali. A completamento della lettura delle disposizioni cogenti si terrà una relazione sul calcolo degli onorari a seconda del tariffario applicabile.

Venerdì 23 giugno (dalle ore 14,30 alle 18.30) si parlerà di Azioni e interventi per la città storica di Spello: città accessibile, attrattiva e accogliente“. L’evento vuole narrare l’esperienza della città di Spello nelle attività messe in campo nella città storica per renderla accessibile, attrattiva e accogliente. Saranno illustrati i progetti del PIR (Programma Integrato di Recupero) che ha visto la riqualificazione e l’innovazione del centro storico di Spello nel post sisma 1997. Successivamente sarà presentato il progetto di musealizzazione della “Villa dei Mosaici” nonché quello per la realizzazione di un impianto di risalita meccanizzato e percorsi pedonali presso il centro storico. Sarà presentato, infine, il progetto del percorso escursionistico ad Anello dell’Acquedotto Romano che parte dalla città di Spello e vi ritorna passando per il Castello di Collepino.

 

 

Sabato 24 giugno (dalle ore 9 alle 13) sarà in programma Architetti in movimento, trekking urbani e visite guidate“. Si comincerà alle ore 9 con il trekking urbano “l’Anello dell’Acquedotto Romano” con l’architetto Stefano Antinucci, a cui seguirà (alle 11) un altro dal tema “Breve circuito tra gli spazi in corso di riqualificazione” con l’architetto Massimo Berzetta. La mattinata si chiuderà con la visita alla Villa dei Mosaici (ore 12) con l’architetto Alfio Barabani.

Per le attività seminariali l’Ordine degli Architetti riconoscerà i crediti formativi per coloro che parteciperanno in presenza alla manifestazione, previa registrazione ai singoli eventi presenti sulla piattaforma https://portaleservizi.cnappc.it/ricordando che, per il riconoscimento, è necessario seguire l’intero evento e firmare i registri che saranno presenti all’entrata sia in ingresso che in uscita. Per la partecipazione alle visite guidate occorre prenotarsi, entro il giorno 22 giugno, via mail all’indirizzo architetti@perugia.archiworld.it indicando come oggetto “Architetti in movimento Spello” e nel testo l’iniziativa/e scelta/e.

Dopo una lunga sosta causata dalla pandemia, finalmente torniamo a sfruttare le bellezze paesaggistiche e rurali delle nostre aree campestri,site in Località Limiti di Spello, per ri-programmare per l’anno 2023, la storica corsa campestre che permetterà di godere di aria pura, paesaggi bucolici e natura incontaminata: la RURALISSIMA.

La Ruralissima nasce con l’obiettivo di raccogliere fondi a favore de LA SEMENTE – Centro Diurno/Fattoria Sociale/Distretto Rurale, che dal 2011 realizza servizi occupazionali a vantaggio di ragazzi adulti autistici; attraverso una pratica sportiva molto in voga, anche negli ambienti scolastici, quest’anno si torna a correre, per una nobile causa quale l’autismo.

Quindi lo slogan della Ruralissima sarà: Cross country for Autism.

L’evento podistico, per quest’anno, si colloca nella giornata di SABATO 24 GIUGNO 2023 e vede l’organizzazione tecnica di ASPA Bastia e il patrocinio di Coni Italia, di ENDAS, della Federazione Italiana di atletica leggera. La corsa di 6.5 km si svilupperà all’interno della fattoria sociale La Semente, toccando le aree agricole circostanti, regalando ai tanti podisti che parteciperanno una esperienza fuori dal comune. L’evento avrà inizio alle ore 16.00 con il ritrovo e la registrazione dei partecipanti presso La Semente in Località Limiti di Spello. I giovani e giovanissimi gareggeranno alle 17.00 e gli adulti  gareggeranno alle 19.00. Si concluderà con la premiazione e a seguire con un momento conviviale aperto a chi vorrà condividere con noi la giornata all’insegna di solidarietà, sport, salute e condivisione. (Per info cena: 338 6344821)

E’ possibile inviare le proprie iscrizioni per partecipare alla gara podistica a: aspabastia@gmail.cominfo@lasemente.it o contattando il numero 393/8386622.

A colloquio con il presidente dei Borghi più Belli d’Italia in Umbria, tra futuro e soluzione per evitare lo spopolamento di questi territori.

In questi ultimi anni, i borghi e le piccole realtà stanno vivendo una nuova giovinezza. Sono tornati – soprattutto a livello turistico – molto di moda. La riscoperta del loro territorio, dell’enogastronomia e della vita slow attraggono turisti,ma anche persone che decidono di abbandonare la città e trasferirsi in questi luoghi di pace e tranquillità. Tanti i vip – italiani e stranieri – che hanno scelto l’Umbria come rifugio dal caos cittadino. Ralph Fiennes, Daniele Bossari e la moglie Filippa Lagerback, Colin Firth, Ed Sheeran, Paolo Genovese, Susanna Tamaro, Mario Draghi, Luca Argentero… e tanti altri. Di queste realtà abbiamo parlato con Alessandro Dimiziani, vicesindaco di Lugnano in Teverina e, dal 2020, presidente del Borghi più belli d’Italia in Umbria. L’associazione – nata nel 2001- ha come obiettivo quello di proteggere, promuovere e sviluppare i comuni riconosciuti con tale denominazione; l’Umbria è la regione italiana che ne ha di più, ben 30, e rappresentano un vanto e un’attrattiva turistica anche dall’estero. Un patrimonio da salvare e promuovere.

 

Alessandro Dimiziani

Presidente come prima cosa: quali sono i requisiti per entrare nell’associazione dei Borghi più belli d’Italia?

La popolazione nel centro storico o nella frazione non deve superare i 2.000 abitanti, mentre nell’intero comune non si può andare oltre i 15.000 abitanti. Il borgo inoltre deve avere una presenza di almeno il 70% di edifici storici anteriore al 1939 e offrire qualità urbanistica, architettonica e promozione del territorio. Va detto che sono gli stessi borghi che fanno la richiesta e poi un comitato scientifico valuta gli oltre 90 parametri e delibera l’entrata del paese nell’associazione.

Con Stroncone – entrato da poco – nella regione si contano 30 borghi. Un record italiano che fa superare le Marche, ferme a 29…

Proprio alcuni giorni fa c’è stata l’ufficializzazione di Stroncone con la consegna della bandiera dell’associazione. Se consideriamo la grandezza del nostro territorio e il numero dei comuni inferiore rispetto alle Marche, la percentuale di borghi più belli è molto alta. Oltre a Stroncone gli ultimi entrati sono Monteleone d’Orvieto nel 2019 e Nocera Umbra nel 2020.

La rivista americana “The Travel” ha pubblicato da poco la classifica dei dieci borghi italiani preferiti dai turisti internazionali: al 9° posto c’è Monteleone d’Orvieto (unico umbro). Serve più marketing internazionale per l’Umbria?

Sicuramente, anche se non siamo messi male. I nostri social sono tra i primi in Europa per visualizzazione. Da poco abbiamo anche realizzato un video promozionale che presenteremo il 7 dicembre a Citerna, in cui sono riuniti e illustrati tutti i borghi: questo verrà utilizzato durante le presentazioni fuori regione.

 

Monteleone d’Orvieto. Foto by Enrico Mezzasoma

Quanto è importante il turismo di ritorno?                   

È importantissimo e da poco abbiamo creato un tavolo di lavoro per capire tutte le tappe da seguire e i vari passaggi da mettere in pratica.

Concretamente, come si svolge?

Abbiamo iniziato a lavorare sui registri comunali, chiedendo a ogni Comune di inviare i nomi dei concittadini residenti all’estero: si è visto che la maggior parte si trovano negli Stati Uniti, in Brasile, in Belgio e in Lussemburgo, sono circa 2000 persone. Con un protocollo, l’intervento del Ministero del Turismo e dell’associazione Italiani nel Mondo cercheremo di contattarli. A gennaio poi verrà organizzato un evento ad hoc a New York in cui sarà presente la nostra associazione e quella degli Italiani nel Mondo. È il primo passo per iniziare a capire come muoversi.

Il turismo nei borghi, in questi anni, è tanto di moda: come se lo spiega?

È inutile negarlo, la pandemia ha dato una grossa mano. Nel 2020 c’è stata un’invasione, ovviamente positiva, che ha premiato il lavoro di valorizzazione fatto negli anni precedenti. Oltre all’Italia turistica e famosa che tutti conoscono, c’è un’Italia da scoprire e da vivere, tra sentieri, prodotti tipici e cucina. Questo attira molto il turista, anche straniero; tra l’altro l’Umbria è l’unica destinazione italiana entrata nella lista Best in travel 2023 stilata dalla Lonely Planet. Per il nostro Paese il turismo è una risorsa importantissima sulla quale si deve puntare al massimo.

Se avesse a disposizione un tesoretto, quali sono le prime cose che farebbe?

I primi interventi sarebbero rivolti al miglioramento dei servizi: sociali, sanitari, alle infrastrutture, ma anche alla connessione internet per lo smart working. Un borgo non può essere escluso da questo; il turista, ma soprattutto chi decide di restare, chiede navette o bus di collegamento con la stazione più vicina. Molto di questo ancora manca. A Lungano in Teverina, ad esempio, molti americani e danesi si sono innamorati del luogo, dei paesaggi e, grazie a uno statuto comunale, hanno avuto in dotazione degli uliveti e quest’anno per la prima volta hanno raccolto l’oliva. Tutto questo è sicuramente un incentivo per restare nel territorio, ma i servizi devono essere presenti.

Ciò serve ad arginare lo spopolamento…

Combattere lo spopolamento – che è una vera piaga – è tra gli obiettivi dell’associazione. Per noi è come una lenta morte, dovuta al decremento demografico e alla mancanza di lavoro che porta i giovani a lasciare il borgo per trasferirsi in città o all’estero. È per questo che cerchiamo di bilanciare con il turismo di ritorno o con i nuovi residenti. Riallacciandomi alla domanda precedente, gli investimenti sarebbero fondamentali anche per la creazione di lavoro, in modo da incentivare i giovani a restare.

Potremmo raccontare l’Umbria attraverso i borghi: ce n’è uno che la rappresenta di più?

Tutti i borghi rappresentano l’Umbria, poi ci sono quelli che attirano più come Trevi e Spello, ma ultimamente anche quelli meno conosciuti si stanno facendo notare. L’Italia, ripeto, deve puntare su queste piccole realtà che sono un patrimonio fondamentale per il turismo, da nord a sud. In questo modo può primeggiare nel mondo.

 

Spello. Foto Enrico Mezzasoma

Ci sono in cantiere dei nuovi progetti?

Nel 2023 uscirà la nuova brochure con tutte le informazioni sui borghi – edita da Corebook – anche in lingua cinese. Stiamo lavorando anche con le comunità energetiche per installare le colonnine di ricarica per auto e biciclette. Si punta a promuovere e portare avanti interventi a 360° con attività, eventi e festival, cercando di coinvolgere tutti.

Facciamo un gioco: per ogni borgo mi dica un aggettivo e una caratteristica che lo contraddistingue.

Acquasparta (Rinascimento umbro), Allerona (la porta del sole), Arrone (Valnerina), Bettona (etrusco-romana), Bevagna (le Gaite), Castiglion del Lago (il Trasimeno), Citerna (Borgo dei Borghi. Nel 2023 parteciperà al programma di Rai3), Corciano (la costola di Perugia), Deruta (ceramica), Lugnano in Teverina (archeologia e biodiversità), Massa Martana (riscatto architettonico), Monte Castello di Vibio (il teatro più piccolo del mondo), Montecchio (olio e archeologia), Montefalco (Sagrantino), Monteleone d’Orvieto (balcone su tre regioni: Umbria, Toscana e Lazio), Monteleone di Spoleto (altezza e bellezza), Montone (storia e architettura), Nocera Umbra (la rinascita della bellezza), Norcia (norcineria e tartufo), Paciano (vista sul lago Trasimeno), Panicale (arte e bellezza), Passignano sul Trasimeno (oasi di bellezza), Preci (scuola chirurgica), Sangemini (il bello sopra l’industria), Sellano (le acque della Valnerina), Spello (colori), Stroncone (olio e architettura), Torgiano (vino), Trevi (fascia olivata), Vallo di Nera (enogastronomia ad alta quota).

 


Per saperne di più

Nell’ambito della manifestazione Sensualità di Gatto, che si terrà a Spello dal 14 al 18 aprile, verrà presentato il libro Mano nella Mano di Sipontina Maria De Bellis, edito da Corebook. L’evento, presentato da Marco Pareti, sarà sabato 16 aprile alle 18, presso le sale espositive del Municipio di Spello. Il libro racconta 10 fiabe per piccoli lettori con temi moderni e attuali.

 

Nel Parco del Monte Subasio, a metà strada tra Armenzano e Collepino, esiste un borgo incantevole, sconosciuto a molti: San Giovanni di Collepino, “il paradiso di pietra rosa”.

Si tratta di un castello le cui mura, che cingevano il centro abitato, oggi non esistono più. Pare che qui San Francesco abbia compiuto uno dei suoi miracoli donando la vista a Beatrice, la sorella del custode del castello, la quale, in seguito, si fece suora presso il Monastero di Vallegloria.

 

San Giovanni di Collepino. Foto di Marta Alunni

 

San Giovanni è un luogo di pace e silenzio, il rifugio perfetto per staccare la spina dal traffico e dal caos delle grandi città. Non ha nulla di turistico: non ci sono negozi, generi alimentari, bar, ristoranti, nessun servizio. Ma si respira l’aria buona e si fanno quattro chiacchiere con le poche anime che ci vivono. In realtà gli abitanti di San Giovanni trascorrono qui solo una parte dell’anno, trattandosi per lo più di seconde case. Una signora che gestisce un b&b mi ha raccontato che molte persone anche dall’estero scelgono di passare qualche giorno nel borgo, proprio per rigenerarsi, consapevoli del fatto che è impossibile trovare una rete wi-fi a cui connettersi. Anzi, chi viene qui, cerca proprio questo: un po’ di tempo per disintossicarsi da tutto. Mi ha poi raccontato che sotto Natale, per festeggiare San Giovanni il 27 dicembre, il castello è avvolto da un’atmosfera ancor più affascinante, perché ogni sua viuzza è illuminata da candele e luci di ogni sorta. Tuttavia, la festa vera e propria si svolge a fine giugno, in occasione di San Giovanni Battista.
L’aspetto del borgo, come lo vediamo oggi, è dovuto ai lavori di restauro avvenuti dopo il terremoto del 1997. Le case in pietra, la piccola chiesa, i gatti che si riposano all’ombra delle siepi, i fiori sui davanzali, il cinguettio degli uccelli fanno di San Giovanni un gioiello di cui prendersi cura, che mi auguro rimanga così, autentico e solitario.

Come raggiungere San Giovanni di Collepino…

Da Assisi, si esce da Porta Perlici, percorrendo la SS. 444 e poi si svolta a destra in direzione Costa di Trex. A piedi è possibile percorrere invece uno dei numerosi sentieri del Monte Subasio, il numero 353 chiamato anche sentiero dei fossi che, dagli Stazzi, passa per Costa di Trex, Armenzano e infine giunge a San Giovanni.

Sensualità di Gatto – Mostra di Arte moderna e contemporanea di pittura-scultura-fotografia, organizzata da Giuliana Baldoni, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Spello – Assessorato alla Cultura giunge alla sua settima edizione e si reinventa per poter essere presente tra le iniziative in programma in questo momento di crisi pandemica.

L’evento dedicato al felino domestico, anche in questa edizione, prende avvio dalla Giornata Internazionale che lo celebra, il 17 febbraio. La manifestazione, seppur iniziata nel 2015 quasi per gioco e per divertimento, si è consolidata negli anni divenendo un appuntamento molto atteso tra coloro che si dedicano per diletto alla pittura e alle altre arti iconiche, ed è ormai diventata una tappa fondamentale tra le iniziative culturali spellane.

 

 

«Lo spirito che ci ha portato a pensare con attenzione a questa edizione è stato quello di guardare al periodo di clausura e di limitazioni, che vede molti soli e chiusi in casa, focalizzando lo sguardo su coloro che si trovano a vivere momenti dolorosi e di disagio e hanno, purtroppo, il gatto come unica compagnia o unico soggetto di cui prendersi cura: a tutti loro abbiamo guardato con sincero affetto. Con Giuliana abbiamo, così, pensato di mantenere il legame costruito negli anni sia con gli artisti che con il pubblico, quest’ultimo oggi è ancora più ampio grazie ai social, e consolidare il clima di amicizia che ha sempre contraddistinto questa iniziativa. Creare uno spazio di incontro, anche se virtuale, ci ha permesso di accogliere metaforicamente a Spello tanti artisti e di raggiungere tutti coloro che amano il gatto e riconoscono alla forma espressiva dell’arte amatoriale un valore comunicativo di valori e sentimenti autentici» spiega Irene Falcinelli, assessora alla Cultura – Comune di Spello.

Due gli appuntamenti realizzati

Il primo, il 17 febbraio, ha ripercorso quella che è stata la storia delle sei precedenti edizioni (per questo ringraziamo Alessandro Mastrini che ha raccolto per noi un estratto di tutti gli appuntamenti), e in questa occasione sono state ospitate le amiche che negli anni hanno sostenuto e collaborato con Giuliana e tutto lo staff.

La seconda, il 28 febbraio, si è rivolta invece a coloro che si erano preparati al consueto appuntamento realizzando una nuova opera che non potendo essere ospitata nelle Sale Espositive del Palazzo Comunale di Spello, è stata accolta in una galleria virtuale, in un catalogo sfogliabile e godibile online per la cui realizzazione ringraziamo ancora una volta Alessandro Mastrini. Due le ospiti d’onore del pomeriggio: la critica d’arte Mattea Micello, che ha mostrato come il felino sia stato presente sin da sempre nell’arte con il suo significato simbolico e la psicologa e psicoterapeuta Maria Pia Minotti, già presente nell’edizione 2020, che ha narrato una breve fiaba umbra dedicata al felino. Il momento letterario è stato chiuso dalla poesia Il giornale dei gatti di Gianni Rodari letta da Silvia Federica Rossi.

«Ancora una volta abbiamo celebrato il gatto accogliendo nella nostra stanza virtuale donne e uomini, appassionati di arte che attraverso la pittura, la scultura e la fotografia, hanno lasciato una loro opera come segno tangibile dell’importanza di esprimere se stessi, anche di fronte alle dure prove individuali e collettive della vita. Inoltre, il format virtuale ha permesso di avvicinare un pubblico più ampio riservando a ciascuno un piccolo spazio di leggerezza, fondamentale per rigenerarsi nel periodo di grande sacrificio e di privazione della socialità che stiamo vivendo. Per la realizzazione di questo progetto vanno ringraziati tutti coloro che hanno dato il loro contribuito: il Sindaco del Comune di Spello Moreno Landrini, Giuliana Baldoni, Massimo Fusconi, Silvia Federica Rossi, Donatella Marraoni, Stefania Borucchia, Alessandro Mastrini e Aurora Taccucci, Gianni Donati e Fabrizio De Santis (Pro Loco Spello). Ma anche Donatella Porzi che ha sostenuto l’idea iniziale di Giuliana Baldoni, e le due ospiti speciali, Mattea Micello e Maria Pia Minotti. Tutti gli artisti fedeli nel tempo e i nuovi. Tutti coloro che ci stanno ancora seguendo sulla pagina FB di Spello Turismo e che ci danno ragione dell’impegno che abbiamo messo perché l’evento si potesse svolgere in situazioni così avverse. L’elenco è lungo ma doveroso perché ha visto la generosità di ciascuno nel dare il proprio contributo gratuito. Non ci resta che darvi appuntamento alla prossima edizione della mostra Sensualità di Gatto» conclude l’assessore.

 

Almanacco: «Simbolo di quel genere letterario che ha contribuito a diffondere sapere tecnico e scientifico e a costruire l’identità culturale di interi popoli e nazioni fino all’avvento dei più moderni mass media» (UNESCO)

Barbanera: figura mitica di uomo vicino alle stelle, astrologo o forse astronomo.
Almanacco barbanera: pubblicato ogni anno a partire dal 1762.
Fondazione barbanera: luogo di raccolta e studio degli almanacchi e di fogli popolari attraverso i secoli.

Nel 2015 l’UNESCO ha inserito gli Almanacchi Barbanera nel Registro della Memoria del Mondo in quanto Patrimonio dell’Umanità: l’almanacco è stato per secoli, probabilmente fin dal Medioevo, l’anello di unione tra la cultura alta e quella bassa. L’Almanacco è stato fonte di ogni genere di informazioni utili a chi non aveva mezzi per accedere all’istruzione e al sapere. Cinquanta o sessanta anni fa era facile sentir dire: «Io non ho potuto studiare. Ho iniziato a lavorare a 10 o 11 anni». Una frase ben triste, ma era il tono della voce a renderla ancora più malinconica. Aver mancato qualcosa di sconosciuto ma importante era la consapevolezza di milioni di persone.

 

 

Gli Almanacchi Barbanera si inseriscono in questa voglia di sapere, nella necessità di migliorare la propria conoscenza e, perché no, anche nella speranza in un futuro forse migliore.
Immaginate una sera d’inverno in un casolare, senza luce elettrica e talvolta senza nemmeno il pavimento in mattoni – per questi privilegi bisognerà attendere ancora del tempo. Un paio di famiglie contadine sono sedute davanti al fuoco del camino: le donne lavorano a maglia o rammendano camicie e calzini, gli uomini fumano la pipa e bevono un vino di bassa qualità, fanno cesti di vimini o intagliano il legno; uno di loro, forse l’unico che sa leggere, legge l’almanacco e tutti gli altri ascoltano.
Ogni almanacco iniziava, ed è così anche oggi, con il dialogo tra Barbanera e il suo allievo Silvano. Si tratta di osservazioni sulla vita e sull’universo: è pur sempre un astronomo che parla.
A seguire sono le importanti effemeridi che informano sulle fasi lunari e sul sorgere e tramontare del sole. Le fasi lunari sono importanti per i contadini che devono seminare, ma pure per le donne che legano gravidanze e parti alla Casta Diva.

Poi, sfogliando l’almanacco, iniziano le pagine dedicate ai mesi, con informazioni e consigli. In ogni mese si parla di salute, di campagna, di come curare l’orto e proteggere dal gelo o dal caldo i prodotti della terra. Non può inoltre mancare un po’ di divertimento con proverbi e brevi storie, più o meno agiografiche. Qualche ricetta si inserisce timidamente: cose semplici, come era semplice l’alimentazione del mondo rurale, e naturalmente ci sono i consigli per l’igiene della persona e della casa.
Tutto con quel tono paternalistico oramai sparito. Ci sono almanacchi che tra i consigli utili riportano le date delle fiere, fondamentali per fare acquisti di ogni genere quando i negozi difettavano. Gli almanacchi erano e ancora oggi sono una micro enciclopedia di consigli pratici e utili. Infatti vengono ancora stampati milioni di calendari e almanacchi che vanno in giro per il mondo.
In realtà gli almanacchi hanno sempre viaggiato molto. Sono stati stampati anche all’estero per i nostri emigranti; ne è un esempio quello stampato all’inizio del Novecento negli Stati Uniti che dava informazioni su come ottenere la cittadinanza, come e cosa rispondere alle domande del centro immigrazione, come inviare i soldi a casa. Hanno anticipato le informazioni che i migranti oggi trovano su internet e i centri Money Transfer.

L’editore Campi non ha pubblicato solo almanacchi, ma il suo lavoro è stato un ponte gettato tra il mondo rurale e popolare e la cultura di base. Le notizie cruente, omicidi, disastri naturali come alluvioni o incendi hanno sempre attirato la curiosità del pubblico e Campi ha soddisfatto questa inesauribile curiosità stampando dei fogli volanti, di una sola pagina, con notizie di cronaca nera, di delitti efferati di disastri e di guerre. Più la notizia è tragica e più si accende la curiosità del pubblico, allora come adesso. I francesi li hanno chiamati feuilleton, e su quei fogli volanti si sono esibite anche penne famose.

 

 

Poi, accanto alle notizie di nera, sono apparsi i fogli con i testi delle canzoni, e non è un caso che la famosa rivista Sorrisi e Canzoni sia nata da un’idea di Campi. Chi canta, forse, vorrebbe anche suonare, allora Campi ha editato dei libretti d’istruzione per imparare a suonare da soli la chitarra e altri strumenti.
Ultima curiosità. Forse qualcuno ricorda l’organetto di Barberia con un uomo, una scimmia e un pappagallino che giravano per l’Italia. L’organetto era una pianola meccanica che strimpellava canzoni famose, la scimmia faceva la buffona e il pappagallo prendeva da una cassetta il biglietto della fortuna e lo consegnava, in cambio di pochi soldi.
Anche quei fogliettini che hanno fatto sognare tanta gente erano stampati dall’editore degli Almanacchi. Per concludere gli Almanacchi possono essere annoverati tra i long selling, ovvero un prodotto editoriale pubblicato ininterrottamente dal 1762. Nemmeno le guerre ne impedirono la pubblicazione.
Visitare la Fondazione Barbanera vuol dire tornare a casa con la testa piena di meraviglie: si comincia dal magnifico giardino e dal frutteto coltivati con principi biologici a vantaggio reciproco delle piante e dei fiori, per terminare con una collezione che riserva tante sorprese assolutamente inedite.

 


La Fondazione, vistabile dietro appuntamento, si trova a Spello.

Basta contattare la FONDAZIONE BARBANERA – Via San Giuseppe 1 – Spello – www.barbanera.it

telefonando: 0742 670845 o scrivendo a: fondazione@barbanera.it

Un itinerario turistico fuori dagli schemi, tra suggestivi borghi medievali: si parte dal territorio perugino e si attraversa un lungo tratto della Valle Umbra per arrivare in terra marchigiana.

Ho scritto questo lungo articolo non nascondendo il mio amore per l’Umbria. Ho percorso questo itinerario in estate e ne ho tratto un giro turistico-leggendario che forse potrà piacere anche ad altri. Il resoconto, con notizie anche note – ma non sempre e non a tutti – mette insieme  un vero e proprio viaggio di oltre 130 chilometri da Casa del Diavolo (PG) ad Acquasanta Terme (AP). Il testo è molto lungo e così potete decidere di leggerlo a pezzi, scegliendo le località che più vi interessano, o per intero, compiendo intanto questo viaggio virtuale per poi, perché no, programmarne uno reale, che difficilmente vi deluderà. E quindi chi lo ha detto che non si può unire il Diavolo con l’Acquasanta?

In viaggio

Per chi vuol fare un giro turistico attraverso borghi e località conosciute e non e piene d’incanto, per chi ha un budget ristretto e poco tempo a disposizione propongo questo itinerario che certamente vi sorprenderà dal punto di vista paesaggistico, storico ma soprattutto leggendario.

Casa del Diavolo

Si parte da Casa del Diavolo, che è una frazione del comune di Perugia a 237 metri sul livello del mare. Il suo nome è intriso di mistero e di segreto tale da farne il luogo più inquietante di tutta la regione e tale da stuzzicare la curiosità del viaggiatore e del turista. È proprio il caso di dire: «Perché diavolo si chiama così questo posto?». Le origini del nome non sono certe e per questo si sono moltiplicate le leggende. Secondo alcuni storici l’origine è legata al passaggio di Annibale (216 a.C.) che causò così tanta distruzione e tanta morte che portò il luogo a essere considerato come la dimora del male e quindi del Diavolo.
Un’altra tesi, basata anche su reperti archeologici, fa risalire questo nome all’età medievale, quando molti bambini nascevano morti o morivano prematuramente. Non essendo stati battezzati in tempo, i bambini non potevano così accedere al Paradiso e il loro destino era l’Inferno. Secondo un’altra leggenda, d’ispirazione medievale, questo luogo era sede di una locanda dove solitamente vi soggiornavano banditi, assassini e briganti delle zone vicine. Queste frequentazioni attirarono l’attenzione del Diavolo stesso, che non esitò ad intrattenersi e a stringere patti con questi loschi figuri, per poi aprire una profondissima buca e tornare all’Inferno.
Uscendo da Casa del Diavolo si percorre la E45 e poi la strada provinciale 174 e dopo circa 19 km si arriva a Perugia.

 

cosa vedere a perugia umbria

Perugia

Perugia

Nota per le mura difensive, il Palazzo dei Priori e la Fontana Maggiore, Perugia è il capoluogo di Regione. La leggenda che caratterizza maggiormente questa città è quella che vede coinvolta anche Narni. Si narra infatti che, in epoca medievale, un Grifo, creatura dal corpo di leone e testa di aquila, tormentava gli abitanti e faceva razzia di animali dei due centri cittadini e delle campagne circostanti. Perugini e narnesi allora unirono le forze, mettendo da parte la loro rivalità, per eliminare questa bestia che alla fine, dopo dure battaglie, fu catturata. Come trofeo Perugia prese la pelle e Narni il corpo scuoiato. Da qui l’origine degli stemmi: Perugia, Grifo bianco (la pelle) in campo rosso e, Narni, Grifo rosso (il corpo scuoiato) in campo bianco.
La tappa successiva, dopo circa 20 minuti di auto, è Assisi.

Assisi

È qui che, nel 1180, nacque Francesco divenuto Santo e fondatore dell’Ordine dei Francescani. Intorno a San Francesco si mescola storia e leggenda, così agli oltre 40 miracoli riconosciuti dalla Chiesa, si aggiungono altrettante leggende che lo vedono protagonista. Vediamone una tra le più rappresentative: quella del pesce.
Si narra che un pescatore, vedendo passare Francesco, lo avesse fermato e gli avesse regalato una tinca appena pescata. Francesco accettò il regalo, ma rigettò la tinca in acqua ed iniziò a cantare le lodi di Dio. La leggenda racconta che il pesce rimase vicino al Santo a giocare e ad ascoltare le lodi e che, appena gli fu dato il permesso, tornò libero tra gli altri pesci. Ad Assisi non ho resistito a comprare i Baci, morbidi pasticcini con pasta di mandorle e granella di pistacchio e il Bocconcello, focaccia biscottata arricchita da formaggio. Continuando sempre in direzione sud, dopo circa 15 minuti arriviamo a Spello.

 

Spello

Spello

Spello è un borgo ricchissimo di storia e di arte, carico di tradizioni ma anche di leggende. La più famosa è quella legata alla figura del paladino Orlando, il celebre compagno dell’Imperatore Carlo Magno. La leggenda vuole che Orlando passasse per Spello e, nonostante la sua fama fosse grandissima, non fosse riconosciuto dagli abitanti del luogo e così rinchiuso dalle guardie in una specie di prigione. Una volta accortisi chi veramente era, gli spellani lo liberarono e lo nominarono protettore della città.
Un segno del leggendario passaggio di Orlando a Spello lo troviamo nelle mura, dove c’è un’epigrafe che allude all’eroe. A Spello ho fatto acquisti in una salumeria; palle del nonno e ciauscolo. Le avrei provate in serata, terminato il viaggio, anche se dall’aspetto mi era venuta voglia di provarle subito.
Neanche 10 minuti di auto e giungiamo a Foligno.

Foligno

Terra mistica l’Umbria, dove molti racconti, tramandati anche per via orale, hanno origini che si perdono nella memoria. Foligno per la sua posizione è considerata, fin dai tempi antichi, lu centru de lu munnu e i suoi abitanti, oltre a chiamarsi folignati si chiamano pure Cuccugnau, cioè civetta. Ci sono tre leggende che spiegano questo appellativo. La prima fa riferimento alle monete d’oro fabbricate nella zecca di Foligno e chiamate occhi di civetta. La seconda narra di una colomba di cartapesta fatta calare dal campanile della cattedrale durante la festa di Pentecoste, ma più che una colomba assomigliava a una civetta. La terza leggenda ci parla invece di come i folignati fossero degli esperti nella caccia alla civetta.
Dopo appena 12 km arriviamo a Trevi.

Trevi

Continua così il nostro viaggio attraverso le meraviglie e le leggende dell’Umbria. Nel Comune di Trevi, ma non semplicissima da trovare e tra l’altro completamente immersa nella vegetazione, si trova un luogo di culto affascinante ma anche dimenticato: l’Abbazia di Santo Stefano in Manciano. Quasi totalmente divelta, di essa oggi rimangono parte delle mura, una parte della cripta e dell’abside. Attorno a questa chiesa aleggia una leggenda che la vorrebbe come sede di un tesoro nascosto. Si narra che i monaci ivi residenti fossero talmente ricchi e pieni d’argento da poter ferrare con questo metallo i propri cavalli. La leggenda continua a narrare che i lupi, mentre attaccavano i cavalli, spaventati per la luminosità dell’argento, scapparono via senza colpo ferire. Si dice che questo tesoro è ancora sepolto sotto l’Abbazia.
Passeggiando tra gli oliveti è obbligo visitare anche il Santuario della Madonna delle Lacrime e, a proposito di oliveti, non può mancare l’acquisto di una bottiglia d’olio extravergine, il più rinomato dei prodotti tipici trevani. Con una bottiglia di Trebbiano e con del sedano nero ho terminato i miei acquisti enogastronomici.
Dieci minuti di macchina e siamo a Campello sul Clitunno.

 

Trevi

Campello sul Clitunno

Principale caratteristica del luogo sono le Fonti del Clitunno, parco naturale con un laghetto di acque limpide e calme, polle sorgive e salici piangenti. Si racconta che le acque del Clitunno fossero una fonte di purificazione dell’anima: chiunque s’immergeva nel fiume ne usciva migliorato. La leggenda sul Clitunno ci dice che i buoi che si fermavano ad abbeverarsi al fiume ne uscivano con un manto più pulito. Siamo in orario sulla tabella di marcia e lo stomaco comincia a dare segni inequivocabili; abbiamo fame. È ora di trovare un’osteria o locanda e assaggiare i piatti tipici di questa zona. Da queste parti non riesco a rinunciare alla strapazzata con il tartufo, agli strangozzi e alle lumache. Per finire un’ottima porzione di rocciata, dolce che assomiglia un po’ allo strudel. Da bere? Un calice di Sagrantino e uno di Montefalco.

Spoleto

Soddisfatti del pranzo arriviamo a Spoleto, famosa soprattutto per il Festival dei Due Mondi. La leggenda di Spoleto è legata al Ponte Sanguinario. Il Ponte Sanguinario è situato nel sottosuolo, a pochi metri dalla Basilica di San Gregorio Maggiore, l’ingresso è possibile grazie ad una breve scala che si interra sotto il piano stradale.
La leggenda narra che, intorno al II secolo d.C., viveva a Spoleto un giovane nobile di nome Ponziano che iniziò a predicare la religione dei cristiani. Le politiche anticristiane dell’epoca erano implacabili e anche Ponziano non fu risparmiato dalle persecuzioni. Condotto sul ponte che al tempo conduceva allla via Flaminia oltre il fiume Tessini, venne decapitato. La testa mozzata raggiunse il luogo dove poi è sorta la chiesa e prese a zampillare una fonte di acqua purissima.
Percorrendo la strada statale 685 in 50 minuti arriviamo a Norcia.

 

Norcia

Norcia

Norcia è posta a 600 metri s.l.m. ed è inserita nel comprensorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Sappiamo quanto è stata colpita dal terremoto del 2016 ma il carattere tenace dei suoi abitanti la riporterà a nuovi splendori. Norcia è soprattutto famosa per le sue norcinerie piene di prosciutti, salsicce e ogni ben di Dio. Famosa altrettanto per il tartufo, le lenticchie, la pasta alla norcina, la birra dei monaci benedettini e i coglioni di mulo, il salume irriverente. La birra me la sono comprata direttamente dai monaci presso il Monastero. La Guida alle birre d’Italia l’ha definita imperdibile!
La leggenda che avvolge il Parco Naturale è la leggenda della Sibilla. Secondo la comune credenza, lungo le pareti dei monti si troverebbe la grotta, luogo ora incantato ora stregato in cui una fata o una megera riceveva la visita dei più coraggiosi che volevano conoscere il proprio futuro. Dopo secoli di favole tramandate della grotta non resta che un cumulo di macerie e un’infinità di teorie si sono sviluppate intorno a questa favola magica. Da notare che la leggenda si è diffusa in tutta Europa grazie al romanzo cavalleresco Il Guerin Meschino.
Uscendo da Norcia s’imbocca la strada provinciale 477 e dopo 18 km si arriva a Forca Canapine.

Forca Canapine

Innanzitutto c’è da specificare bene che Forca Canapine non ha niente da condividere con la Foce di Canapino. I nomi sono simili ma i luoghi sono distanti. La Foce di Canapino non è altro che un impegnativo fuoripista dell’appennino tosco-emiliano, sconosciuto a molti. Forca Canapine invece è un valico stradale dell’appennino umbro-marchigiano situato sui monti Sibillini, ad un’altezza di 1541 metri s.l.m.; siamo quindi sul confine tra Umbria e Marche. Il toponimo deriva da due termini: Forca che vuol dire valico, mentre Canapine fa riferimento alla coltivazione e alla raccolta della canapa. Interessante notare che la località fa parte dell’itinerario del Sentiero E1 che congiunge Capo Nord a Capo Passero, in provincia di Siracusa.
Con un passo siamo nelle Marche.

 

Forca Canapine

Arquata del Tronto

Percorrendo la strada provinciale 64, poi la strada statale 685 e ancora le strade provinciali 230 e 129, in circa 25 minuti arriviamo ad Arquata del Tronto, provincia di Ascoli Piceno.
È un piccolo Comune di poco più di mille abitanti ed anche questo è stato gravemente danneggiato dal terremoto del 2016. Anche Arquata ha la sua leggenda. Si narra infatti che il locale castello sia infestata da fantasmi, o meglio, da un fantasma femminile. La leggenda racconta che il re Giacome di Borbone rinchiuse la moglie e regina Giovanna II d’Angiò nella torre più alta del maniero dopo averla dichiarata pazza perché più volte macchiatasi del peccato di lussuria. Si dice che, in base alla qualità della prestazione, la regina aveva il potere di dare in pasto ai lupi i pastori che non raggiungevano la sufficienza sotto le lenzuola. Povero Giacomo di Borbone! Giovanna II D’Angiò abiterebbe ancora dentro quelle mura sotto forma di fantasma; qualcuno dice ancora di sentire dei rumori sinistri riecheggiare dalla rocca.
Dopo circa 12 km, percorrendo la provinciale 129 e la statale 4, arriviamo alla nostra ultima tappa: Acquasanta Terme.

 

Acquasanta Terme

Acquasanta Terme

Acquasanta Terme è un comune di 2600 abitanti in provincia di Ascoli Piceno e si trova nel comprensorio del Parco Nazionale del Gran Sasso. Già il nome della località è un programma: dal sottosuolo infatti sgorga un’acqua termale sulfurea alla temperatura di 38 gradi. Il territorio poi è ricco di tesori artistici e di principale interesse sono il Castel di Luco e il monastero di San Benedetto in Valledacqua. La piccola leggenda di questo paese vuole che le sue terme abbiano dato sollievo, nel 712, a un console romano, tanto che da quel momento vennero segnate sulla mappa per curare i feriti dopo le battaglie.

Con questo itinerario, che consiglio veramente a tutti ma specialmente ai forestieri, sono riuscito a unire il Diavolo (Casa del Diavolo) con l’Acquasanta (Acquasanta Terme). Buon Viaggio!

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