fbpx
Home / Posts Tagged "rievocazioni storiche"

Città della Pieve torna indietro nel tempo, dall’8 al 20 agosto, all’epoca del suo cittadino più illustre, Pietro Vannucci e quest’anno in occasione del cinquecentenario della sua morte ancora più grandi saranno i festeggiamenti.

Palio e Perugino intersecano i propri destini nell’estate pievese. Un’edizione che, pur rimanendo nel solco della tradizione, tributerà un omaggio speciale al Divin Pittore, nell’anno del cinquecentenario della morte. Del resto, come precisato dal presidente dell’Ente Palio, Marco Mario Marroni, l’artista, le sue opere e il settantennio del suo vissuto sono da sempre punto di riferimento e orientamento per il palio pievese.
L’immagine che ricorre nelle pubblicità di questo anno rappresenta la bottega del Perugino ed è tratta dal sipario storico del Teatro Comunale degli Avvaloranti dipinto dall’artista Mariano Piervittori. Mentre su proposta dello stesso Ente Palio, per l’allestimento dei tre carri saranno scelti temi tratti dalle allegorie realizzate dal Perugino nelle sale del Collegio del Cambio a Perugia.
«Quello che da sempre caratterizza il palio pievese e lo distingue dalle numerose rievocazioni storiche dell’Umbria è l’attenzione ai particolari che ogni pievese pone per essere d’aiuto alla città. Le ambientazioni delle taverne, luoghi pulsanti della manifestazione, con i loro menu, richiamo alla tradizione e all’antico, la rigorosità nella ricerca delle materie prime fanno sì che si possano degustare pietanze caratteristiche: le Lumache al pizzico del Casalino, lo Stinco dell’arciere del Borgo Dentro e gli Gnocchi del Priore del Castello e molti altri ancora, in una cornice che regalerà agli ospiti un tuffo nel passato».

 

 

Ogni sera il pubblico sarà intrattenuto con spettacoli, rappresentazioni teatrali, botteghe artigiane, fiere e giocolerie in pieno stile rinascimentale.
Domenica 20 agosto il maestoso corteo storico sfilerà nelle vie della città, introdotto da una voce narrante che descrive costumi, figure e gruppi storici. Anche questa edizione vedrà l’assegnazione del prestigioso premio Masgalano. Una significativa novità è rappresentata dalla istituzione del premio Valerio Bittarello messo in palio dalla Amministrazione comunale e da assegnare al terziere che realizzerà il miglior carro allegorico. Una giuria prestigiosa di esperti, sulla base dei regolamenti dei due concorsi, esprimerà il giudizio insindacabile e l’assegnazione dei premi. I vincitori dei due concorsi saranno svelati il 21 ottobre 2023 in occasione della cerimonia di chiusura dell’anno del palio. Raggiunto il campo dei giochi i terzieri si schiereranno in campo i musici in parata suoneranno l’inno del palio. Subito dopo prenderà avvio la vera sfida tra i terzieri capitanati dai presidenti Nicolò Cappannini (Borgo Dentro), Filippo Galli (Casalino), Gianni Fanfano (Castello). Poi la Caccia del Toro dove tre arcieri per ogni terziere, i cui nomi rimarranno sconosciuti fino al giorno della caccia, cercheranno di aggiudicarsi il Palio storico. La disputa del Palio sarà preceduta come ogni anno il 15 agosto dal lancio della sfida. Gli araldi dei terzieri si sfideranno al cospetto delle autorità comunali riaccendendo una contesa antica. Il Castello, vincitore dell’edizione 2022, consegnerà il Palio storico nelle mani del podestà, che ne diverrà custode fino alla proclamazione del vincitore della Caccia del Toro, la gara di tiro con l’arco del 20.

 

Terziere Borgo Dentro

EVENTI TERZIERE BORGO DENTRO

10 agosto, la “Compagnia dell’Orca” del Terziere Borgo Dentro mette in scena la propria commedia originale “Il rubbio della discordia”. Appuntamento alle 21,30 con la più classica delle forme del teatro da strada. Saliranno sul palco personaggi tra realtà storica e fantasia dell’autore, per divertire pievesi e turisti.

10, 11 e 12 agosto, il Terziere Borgo Dentro propone il suo “De Burgi Gaudio” mercato rinascimentale insieme a giochi e spettacoli in onore del Divin Pittore. Tre giorni nei quali dalle 10.00 del mattino fino a notte fonda, grazie agli acrobati del Borgo, ai falconieri del Re e alla Compagnia lupi del Malatesta, vie e piazze del Terziere Giallo e Nero, si riempiranno dei colori, dei rumori e delle voci di mercanti, giocolieri e tanti spettacoli per grandi e piccini. Sarà facile lasciarsi coinvolgere nell’atmosfera della fiera, tra cibi e bevande, giochi e scherzi, musica e balli, che celebrano la voglia di fare festa.

12 agosto, il Terziere Borgo Dentro propone lo spettacolo degli “Sgherri di Balia” dal titolo “VENEFICAM, IMMUNDORUM SPIRITUUM ET DIABOLI INVOCATRICEM”. La compagnia degli sgherri racconta alle 22.00 in piazza Plebiscito l’addestramento militare e la caccia alle streghe. Esercizi di abilità con armi bianche, duelli singoli, e mischie disordinate, tra il rullo dei tamburini e le urla dei contendenti ci conducono tra fatti e misfatti del rinascimento Italiano.

 

Terziere Casalino

EVENTI TERZIERE CASALINO

8 agosto, il Terziere Casalino apre i festeggiamenti del Palio dei Terzieri con la commedia inedita a cura della “Bottega dell’Arte”. Alle 21.30 presso gli orti del vescovo, contradaioli di tutte le età metteranno in scena “IL Vedovo del Paese”. La rappresentazione è oramai un cavallo di battaglia, e negli anni ha portato firme di pievesi celebri ai testi che approdano sul palco.

9 agosto, “la Notte del Barbacane”, organizzata dal Terziere Casalino che è contraddistinto dai colori Rosso e Blu. Una rievocazione storica, che si snoda tra vie, vicoli e gli angoli tra i più suggestivi del suo terzo di città. Tra luci ed ombre riprendono vita personaggi dalle caratteristiche peculiari del popolo “maremmano”, armati, artigiani, monne, messeri e gli immancabili chiassosi popolani.

17 agosto il Terziere Casalino porta in piazza la “Festa in Armi”, è il racconto dell’armeria militare rinascimentale. La forza militare è la caratteristica che distingue da sempre il Terziere, con i suoi diversi gruppi di armati, capitani, uomini d’armi, picchieri, alabardieri e tanti altri. Negli anni l’arsenale Rosso e Blu si è arricchito di imponenti macchine da guerra ingegnosamente e minuziosamente ricostruite.

 

Terziere Castello

EVENTI TERZIERE CASTELLO

13 agosto il Terziere Castello aprirà la prima serata della “Fiera di San Rocco” in onore del suo santo protettore. Uscita del Banditore che proclamerà l’inizio dei festeggiamenti. La Fiera prosegue anche la sera del 14 agosto, due giorni sospesi nel tempo attraverso le vie del Terziere Verde e Nero, a raccontare le botteghe di fabbri, armaioli, cocciari e tanti altri artigiani, non mancheranno le bancarelle dei mercanti, il cambio delle monete con i fiorini, e poi scene di vita fra i nobili e popolani. Tutte e due le serate dalle 21.00 piazze e strade si riempiranno di personaggi in vesti rinascimentali.

Il 16 agosto al Terziere Castello si festeggia San Rocco, come vuole la tradizione con la sontuosa “Festa a Palazzo”. I contradaioli in Verde e Nero alle 22.00 approderanno nella piazza principale della città per onorare il proprio Santo Patrono, al nobile Priore del Castello e a tutti i suoi ospiti sarà offerto uno spettacolo indimenticabile, con artisti, saltimbanchi e acrobati. La narrazione suggestiva ed emozionante sarà illuminata dai giochi di fuoco della antica “Compagnia degli Sputafuoco”.

 


Per saperne di più

Si è chiusa domenica la terza edizione di Perugia 1416 che ha visto vincitore il magnifico rione di Porta Sole.

 

by Cristina Martino

 

È stata un’esperienza molto positiva caratterizzata da una notevole partecipazione di pubblico, oltre che da un vivo coinvolgimento della cittadinanza che ha animato in maniera impeccabile le varie fasi della manifestazione.

Quest’anno si è registrato sicuramente un grande salto in avanti, «basta guardare ai cortei, tutti molto belli e significativi» come dichiara l’assessore Teresa Severini, presidente dell’Associazione Perugia 1416.

L’assessore plaude al ruolo ricoperto con dedizione dai «tanti volontari, compresi quelli della protezione civile che hanno garantito la sicurezza ormai d’obbligo in ogni manifestazione».

 

Una cinquantina di appuntamenti in programma, cinque mostre, sei eventi per i piccoli, undici ristoranti con menu medievali e personale in costume. Uno sforzo notevole, che ha dato i suoi frutti se pensiamo al considerevole incremento di persone che hanno popolato le strade della città, ma anche all’aumento dei visitatori virtuali, quelli che hanno seguito lo svolgersi dell’evento attraverso il sito web e i social network.

 

by Cristina Martino

 

«Il vero segno tangibile dell’importanza del progetto» prosegue Teresa Severini «è stata la risposta alle taverne, alcune di queste, tipo quella di Porta Sant’Angelo, sono la sintesi del progetto di recupero di luoghi storici, di collaborazione virale nel lavoro di tanti volontari, anche per riportare i locali abbandonati a nuova vita, e di sinergia con i ristoranti della zona. Ma tutti a diverso titolo hanno trovato la forza di vivere insieme ogni momento. Passione, nervosismi, tensioni, entusiasmo, i sentimenti che si succedono in giorni così concitati e che fanno sì che già da domani riprenda il lavoro verso la quarta edizione».

 

Perugia 1416 è una manifestazione in crescita che mira a essere una festa per tutti, in grado di aggregare cittadini e realtà associative dentro e fuori le mura. I rioni diventano un punto di riferimento e di ritrovo anche per i giovani, luoghi che assumono con il passare del tempo un crescente valore non solo culturale, ma anche sociale.

 

by Tommaso Piscitelli

 

Insomma, al di là delle diverse opinioni in merito all’evento, una festa in grado di accogliere e aggregare facendo di lavoro, collaborazione e coesione veri punti cardine, va sicuramente guardata con positività e speranza per il futuro

 

Le strade di Perugia si animano con la terza edizione di Perugia 1416, i cinque Rioni della città tornano a sfidarsi all’interno della grande festa che coinvolge attivamente la popolazione cittadina e comprensoriale del capoluogo.

Tornano le dame e i cavalieri, i giochi e i cortei, in un susseguirsi di emozioni che culminano domenica 10 giugno nel corteo storico, rievocazione dell’ingresso di Braccio Fortebracci da Montone a Perugia, avvenimento che, seicento anni fa, ha simbolicamente segnato il passaggio dal Medioevo al Rinascimento e l’avvio dell’era di Braccio.

Vi proponiamo le scene salienti, i volti e i luoghi di questa edizione 2018, nella gallery fotografica che raccoglie una carrellata di immagini firmate Officine Creative Italiane.

La gallery è in continuo aggiornamento, tornate a trovarci!

 

Bevagna appartiene al Club de
I Borghi Più Belli d’Italia

 


Gioco, competizione e rigore storico. Questa la ricetta vincente del Mercato delle Gaite di Bevagna.

bevagna

Mercato delle Gaite, foto di Francesco Mancini per gentile concessione del Mercato delle Gaite

 

Nato nel 1989 per vivacizzare la vita del borgo medievale, ispirandosi allo Statuto cittadino che regolava la vita del comune dividendolo in quattro quartieri o gaite, il Mercato delle Gaite comunemente noto come le Gaite è diventato in pochissimi anni un appuntamento irrinunciabile sia per gli abitanti sia per chiunque desideri gustare al meglio questa splendida cittadina medievale – uno dei Borghi più Belli d’Italia.

La rigorosa ricetta

La formula è stata assolutamente intelligente e con un grandissimo riscontro di pubblico. Le Gaite vanno oltre la buona organizzazione di una competizione avvincente, infatti, per tutta la durata dell’evento, Bevagna si trasforma completamente e regala al visitatore l’illusione di un viaggio indietro nel tempo, fino al comune medievale che la cittadina è stata negli anni 1250-1350 nel periodo festoso della pace di fiera. Grazie all’articolazione in una gara (il tiro con l’arco) e in tre specifiche sfide scenografiche (la ricostruzione sceneggiata di due antichi mestieri per rione, la creazione di un ambiente conviviale nel quale viene servito il cibo dell’epoca e una giornata di mercato) Bevagna ricostruisce, rione per rione, in toto, un mondo ormai perduto e incredibilmente affascinante. Consulenze di alto profilo di anno in anno hanno fatto sì che ogni singolo aspetto, ogni singolo dettaglio della manifestazione migliorasse: dagli abiti, alle scenografie, alle tecniche, in modo che vi fosse maggior aderenza possibile alla realtà storica. La magia si ripete ogni estate, quando nell’ultima decade di giugno per le strade e nelle botteghe illuminate dalla luce fioca delle candele si sentono le voci di mercanti e di popolani, si vedono artigiani intenti al lavoro secondo tecniche ormai desuete e perlopiù dimenticate, nelle piazze si assiste a discussioni politiche e a scene tipiche della vita quotidiana… di molti secoli addietro! Referente scientifico del Mercato delle Gaite è Franco Franceschi, docente di storia medievale all’Università di Siena. Una giuria composta da accademici di prestigio che insegnano o hanno pubblicato su materie attinenti al Medioevo assegna punteggi sugli aspetti storici e tecnici delle rappresentazioni che, fino alla proclamazione finale i punteggi delle singole gare, sono tenuti segreti, chiusi all’interno di buste gelosamente custodite dai carabinieri, cosicché la tensione e le attese restino vive per tutto il periodo.

 

Le antiche botteghe, foto di Giacinto Bona per gentile concessione del Mercato delle Gaite

Le specializzazioni

Ma perché la manifestazione si chiama il Mercato delle Gaite? Il termine gaita che deriva dal longobardo watha ovvero guardia, si trova nello Statuto medievale – come accennato – giunto fino a noi in una redazione del XVI secolo, che suddivide appunto in guaite o gaite, ovvero in rioni, il comune medievale. Le quattro gaite che si sfidano ogni anno per vincere il palio sono: San Giorgio, San Pietro, Santa Maria e San Giovanni. Ciascuna di esse si è caratterizzata negli anni per dei punti di forza e di eccellenza: la gaita San Giorgio vanta al suo interno i Novus Ignis – un gruppo di giovani che hanno riportato alla luce le musiche dei secoli XIII e XIV – un coro e un gruppo di danzatrici medievali e propone tra i mestieri la lavorazione del ferro, la zecca e la liuteria; la gaita San Giovanni, quella che più volte ha vinto il palio, ha tra i mestieri che l’hanno resa celebre la lavorazione della carta partendo dagli stracci e la produzione del vetro partendo dalla sabbia e dai ciottoli di fiume; nella gaita San Pietro si può vedere la bottega del fornaio e quella dello speziale, così come assistere alla realizzazione delle candele di cera, scoprire i segreti dell’ars tinctoria e rimanere incantati dai monaci intenti a miniare all’interno di uno scriptorium; infine la gaita Santa Maria è specializzata in tutte le lavorazioni della lana e della canapa dalla filanda alla tessitura a telaio.
Nato dalla volontà di vivacizzare un borgo, il Mercato delle Gaite ha avuto però anche l’indiscusso pregio di creare la ricetta vincente per riuscire a ritrovare e ricreare lavorazioni artigiane scomparse e di trasmetterle con l’entusiasmo di una gara e di un gioco alle nuove generazioni, preservandone la memoria.

 

Le vie di Bevegna

Le vie di Bevegna, foto per gentile concessione del Mercato delle Gaite

 


 

Bibliografia e siti consultati:

Caldarelli, Il mercato delle Gaite. Grandi storie di piccola gente o, forse, piccole storie di gente grande, Marsciano, Editrice La Rocca, 2011

http://www.ilmercatodellegaite.it

http://gaitasangiovanni.it

http://www.gaitasanpietro.com/

http://www.gaitasantamaria.com/

https://www.facebook.com/gaitasangiorgio/

 

 

Per saperne di più su Bevagna