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Andare a Schifanoia non è un sinonimo del volgare finire a schifio inteso come terminare malamente, andare a finir male, ma è semplicemente andare a visitare una località in provincia di Terni dal nome un po’ singolare. Schifanoia, appunto.

Località dal nome inconsueto e bizzarro si trovano in tutta Italia, si va da Paperino a Belsedere in Toscana, da Donnadolce a Purgatorio in Sicilia, da Altolà in provincia di Modena a Golasecca nel Varesotto. In Umbria abbiamo Bastardo, Casa del Diavolo, Strozzacapponi (che dovrebbe gemellarsi con l’abruzzese Strozzacavallo nella sede del Castello di Strozzavolpe nei pressi di Poggibonsi), ma a rendere ambigui i nomi di borghi e villaggi nel cuore verde d’Italia è l’accento di alcuni luoghi. Prestiamo dunque molto attenzione a pronunciare correttamente Pisciano (Gubbio), Chiavano (Cascia), Ramazzano–Le Pulci (Perugia), Budino (Foligno). In provincia di Terni c’è Schifanoia, frazione del comune di Narni, ed è lì che sono stato a visitare qualcosa d’interessante.

 

Le vie di Schifanoia

Sonetti e biografie

Ho scoperto Schifanoia leggendo alcuni sonetti del poeta Giuseppe Gioacchino Belli (1791-1863). Nel sonetto Er Tempo de Francesi così scrive, in modo un po’ irriverente: «Un po’ ppiù cche ddurava Napujjone Cò quell’antri monzù scummunicati, Roma veniva a ddiventà Frascati, Schifanoia, o Ccastel Formicolone. E ssedute, e ddemanio e ccoscrizzione […]».

Schifanoia viene citata anche ne Le biografie dei capitani venturieri dell’Umbria dello storico, politico e patriota perugino Ariodante Fabretti (1816- 1894). «Et adì dicto fu mandato Camillo Vitelli, el signor Pavolo Orsino e li figlioli de Guido e de Ridolfo dei Baglioni con cavalli e fanti a Schifanoia de Berardino dei Ranieri, quali gionti che fuoro la sechegiaro, scarcaro et arserla […], e poi ce impicarono Batistaccio de Sancta Agata ad un torione de Schifanoia».

Chiesa S. Giovanni Battista

Schifanoia

Schifanoia si trova a circa 8 km da Terni a un’altezza di 261 m.s.l.m. È un piccolo paese ed è poco popoloso, i suoi abitanti si chiamano Schifannoiani. Un borgo legato, almeno fino alla metà dell’Ottocento, alla pastorizia e all’agricoltura e proprio per la transumanza delle greggi provenienti dal Lazio che trova origine il suo nome, dove schiffa è la vedetta e noja è il pascolo. Inoltre, il termine schifato, nell’Italia centrale, indicava una moneta che era il prezzo di una fida o affidatura, cioè un corrispettivo sul pascolo. In sostanza Schifanoia era luogo di esazione per il transito della pastorizia. I monumenti e luoghi d’interesse sono: Chiesa di S. Giovanni Battista (XIII secolo), Chiesa di S. Michele Arcangelo (XI secolo). Nella zona strettamente circostante è possibile trovare tracce di un antichissimo passato come molluschi fossili che emergono dalle sabbie gialle.

La chiesa di S. Giovanni Battista situata nel centro storico, ha una facciata semplice dove è possibile notare una piccola nicchia con la statua della Madonna. All’interno ci sono affreschi che vanno dal 1300 al 1500. Nei pressi del paese, lungo il Cammino dei Protomartiri, si erge invece la chiesa di San Michele Arcangelo, uno degli edifici romanici più interessanti del territorio. È uno luogo simbolo del cristianesimo e dell’eremitaggio da tantissimi secoli. Costruita sulle rovine di un’altra chiesa dell’VIII secolo, presenta una pianta piuttosto irregolare con due fabbricati che s’incontrano formando un angolo ottuso. La porta esterna d’ingresso è sovrastata dal classico rosone tondo, finestrone decorativo di forma circolare. L’interno è costituito dall’aula abbaziale, luogo di ritrovo della comunità monastica, da un corridoio di collegamento e dalla chiesa vera e propria. Gli ambienti interni sono dipinti con affreschi.

 

Chiesa S. Michele Arcangelo

Il Pliocene

Il termine Pliocene deriva dal greco (pleion e kainos) e sta a indicare una fauna più nuova tra i molluschi marini. Il Pliocene nella scala dei tempi geologici ebbe inizio circa 5.300 milioni di anni fa e terminò circa 2.600 milioni di anni fa. Ebbene a Schifanoia e dintorni è tuttora possibile trovare tracce di questo antichissimo passato, vissuto anche dal nostro antenato Australopithecus.

Nella Rivista Scientifico-Industriale delle principali scoperte e invenzioni del 1880 è presente un breve capitolo dedicato ai fossili pliocenici delle sabbie gialle trovati nelle vicinanze di Schifanoia. I numerosi fossili che si ritrovano in questa zona mostrano senza alcun dubbio quanto quel periodo fosse favorevole alla vita.

Si racconta che a Schifanoia fu trovato, fra la marna turchina (roccia sedimentaria), da un contadino di nome Cecinella un dente di pesce placoide, usato probabilmente in epoca preistorica come arma. Descrive poi così l’autore Giuseppe Terrenzi: «Nel territorio narnese il Pliocene si osserva nelle vicinanze delle Vigne, di Schifanoia, Borgheria, Qualdo Quadamello, Poggio, San Vito, Montoro, Camartana, Marinata, Capitone […] le sabbie gialle si mostrano abbondantemente, formando in tal guisa la parte più interessante delle deposizioni plioceniche. […..] Nel versante occidentale per la prima volta le sabbie gialle si manifestano presso il casino del Signor Roy in prossimità del ponte Sanguinario, ad un chilometro e mezzo dalle Vigne. Quivi sebbene le detta sabbia si mostri potente pure i ritrovamenti di fossili non sono così frequenti come negli altri luoghi. Ma a tre chilometri dalle Vigne, sotto Schifanoja, in prossimità si Sant’ Egidio le sabbie gialle appariscono in tutta la loro potenza, ed ovunque si mostrano ricchissime di fossili. È forse questo il punto più importante del Pliocene superiore narnese, essendo grandissima la quantità dei fossili, che vi si rinvengono».

Probabilmente molti conoscono più il Palazzo Schifanoia a Ferrara, dove i signori si ritrovavano per divertirsi e schivare la noia, che non la località umbra che, al di là del cartello che accoglie il visitatore, offre interessanti spunti storici, architettonici e geologici.

Gara intensa e coinvolgente fino all’ultimo giro di pista a Narni, ma a vincere la 56esima edizione della Corsa all’Anello di Narni è il Terziere Fraporta. Si aggiudica il titolo di miglior cavaliere 2024 Jacopo Rossi.

In un Campo de li Giochi gremito, tra cori e colori, a vincere la 56esima edizione della Corsa all’Anello di Narni, domenica 12 maggio, è il Terziere di Fraporta con 235 punti, secondo posto per il Terziere di Santa Maria con 225 punti e terzo per il Mezule con 130 punti.

 

I vincitori

 

Nella prima tornata Ernesto Johan “Wilmi” Santirosi di Mezule su Deserto Proibito ha totalizzato 45 punti, Luca Paterni di Fraporta su Oro y Plata 75 punti, Marco Diafaldi di Santa Maria su Blue Madison 75 punti.

Nella seconda tornata Leonardo Piciucchi di Fraporta su Sou Encantada ha totalizzato punti75 punti, Tommaso Suadoni di Santa Maria su Schilla 75 punti, Tommaso Finestra di Mezule su Scoiattolina 55 punti.

Nella terza tornata Marco Bisonni di Santa Maria su Sky Bridge ha totalizzato 75 punti. Una caduta del cavaliere Mattia Zannori su Demurone ha portato punti zero al primo giro di campo e al suo posto è entrato Luca Chitarrini su Lupa della Sila che ha totalizzato 30 punti, Jacopo Rossi di Fraporta su Don Medellin 85 punti.

A conquistare il titolo del miglior cavaliere di questo 2024 è Jacopo Rossi.

Scalpitano i cavalli dei tre terzieri: Mezule, Fraporta e Santa Maria sono pronti ad alzare i vessilli in vista della 56esima edizione della Corsa all’Anello che prenderà il via a Narni dal 24 aprile al 12 maggio riportando l’immaginario collettivo alla vita quotidiana del 1371, anno degli Statuta Illustrissimae Civitatis Narniae in onore del patrono San Giovenale.

 

Corsa dell’Anello. Foto di Alessandro Marsili

 

Diciannove giorni durante i quali sarà possibile assistere, sotto il fil rouge della terra, a una serie di eventi tra rievocazioni storiche, celebrazioni religiose e tradizionali, benedizioni dei cavalieri, battesimi dei terzieri, mercati, appuntamenti che vedranno protagonista l’arte, conferenze, talk, mostre, reading, letteratura, spettacoli teatrali, musica ed enogastronomia dai profumi e i sapori trecenteschi, fino ad arrivare all’ultimo fine settimana con il Grande Corteo Storico in notturna e l’attesa gara equestre al Campo de li giochi.

Un lungo periodo che abbraccia due lunghi ponti – quello che va da mercoledì 24 a domenica 28 aprile e il seguente da sabato 27 aprile a mercoledì primo maggio – invitanti non solo per i cittadini umbri ma anche per i turisti che sempre più numerosi approfittano della Corsa all’Anello per immergersi in suggestive atmosfere medievali e, al contempo, visitare il contesto accogliente e ricco di storia e cultura del cuore verde d’Italia.

 

Corsa dell’Anello. Foto di Alessandro Marsili

Gli eventi dei ponti primaverili

Il banditore a cavallo aprirà l’evento e al tempo stesso sarà il primo appuntamento del lungo ponte di primavera. Immancabili le Giornate Medievali curate nei minimi particolari dai tre terzieri che, anima e cuore, lavorano durante tutto l’arco dell’anno per questa restituzione pubblica di alto spessore. Salti spazio-temporali che non si limitano a un singolo giorno ma che vedono un proseguimento nelle ambientazioni permanenti durante tutto il periodo della Festa e consentono di riscoprire scorci e angoli nascosti nel cuore della città.

Ad aprire le danze sarà la Giornata Medievale del terziere Mezule con “Le età della vita” sabato 27 aprile alle 21 al parcheggio della chiesa di Santa Margherita.
Il destino di una donna vissuta a Narni oltre sei secoli fa. Un racconto che si dipana tra passato e presente, rievocando l’amore, la gioia, il dolore e il disinganno. Il tempo fugge, creando legami inaspettati e indissolubili conflitti familiari.

Domenica 28 aprile alle 21.30 in piazza San Bernardo spazio alla Giornata Medievale del terziere Santa Maria con “Tre cose solamente m’enno in grado: la donna, la taverna e ‘l dado”. Una sera qualunque, in una taverna narnese del Trecento, sullo sfondo di un’atmosfera ebbra di vino e infiammata dal ritmo incalzante di diverse figure: chi gioca, chi beve e chi donne riceve. Storie di malaffari, vizi e peccati, che lasciano spazio anche all’amore.

Infine, mercoledì Primo maggio alle 15.30 a Largo San Francesco e dintorni sarà la volta del terziere Fraporta con “Una manciata di terra”.
Nel 1363 la morte del componente di una nobile famiglia narnese crea sentimenti contrastanti: dolore per la perdita, avidità e invidia verso gli eredi. Tra i pettegolezzi e le chiacchiere del popolo emergerà la voce di una donna che farà capire l’importanza di una manciata di terra.

 

Corsa dell’Anello. Foto di Alessandro Marsili

 

Ma non solo, durante i due lunghi fine settimana numerosi gli eventi che animeranno Narni. Tra gli altri, si potrà assistere all’inaugurazione delle numerose mostre d’arte, esibizioni dei gruppi musici della città, dei rinomati sbandieratori, nonché degli abili arcieri, spettacoli teatrali con la rivisitazione di testi classici, ma anche di piazza di ampio genere tra fuoco, giocoleria, danza storica e alcuni momenti suggestivi dedicati al santo patrono Giovenale. Il tutto accompagnato da giullari e figure dell’epoca che allieteranno il passaggio lungo le vie illuminate dal chiarore delle fiaccole.

Ospite di spicco dal mondo del food contemporaneo

Dopo il successo del 2023 la Corsa all’Anello vede il gradito ritorno di Max Mariola, tra i personaggi più affabili e apprezzati nel mondo dei social network, con il suo originale cooking show Amatriciana dell’anello che si terrà nella centralissima piazza dei Priori giovedì 25 aprile alle 17.30. E non solo, lo chef romano si diletterà con un tour nelle osterie dei terzieri per salutare tutti i presenti.

 


L’app – Scaricabile sia da Apple store che da Play store Android l’app Corsa all’Anello, utile per rimanere aggiornati in tempo reale sul programma (anche in caso di variazioni). 

Biglietti per la Corsa all’Anello del 12 maggio in prevendita su circuito VivaTicket.

Sito ufficiale www.corsallanello.it

Torna il consueto appuntamento con “Ephebia Contest” con le serate di musica live e inedita sul territorio ternano.

Numerose sono state le iscrizioni che l’Associazione Ephebia ha ricevuto, sia a livello territoriale che da fuori regione, per Ephebia contest 2024. I vincitori del contest si esibiranno sul palco di Ephebia Festival 2024 in apertura agli headliner proposti dalla direzione artistica dall’associazione. La prima data è l’11 aprile 2024 a partire dalle ore 21.30 allo Smac (Sala Misciano Art Club) di Narni, questo anche per ricordare il legame fondamentale tra l’Associazione e il Comune di Narni che ospita, sin dal 2018, Ephebia Festival.

 

 

Durante la serata di giovedì band/solisti, che proporranno solo brani originali, si alterneranno sul palco davanti a una giuria composta dalla direzione artistica di Ephebia, da sound designers e musicisti esperti che valuteranno i gruppi in base alle capacità tecniche di esecuzione, alla presenza scenica e a molto altro. Per questa prima data gli artisti che si esibiranno sul palco saranno Ugolatalp + Nicola Pitassio e la band Sølkatt, con la presenza in qualità di giudice esterno, di Marco Testa, compositore, sound designer e produttore ternano.

«Il ritorno alla musica dal vivo si fa, ogni anno, sentire di più. L’esigenza di tornare a raccontarsi musicalmente dal vivo sta diventando una consuetudine in alcuni ambienti considerati circuiti indipendenti come il nostro e questo vuole dire riappropriarsi di spazi, di momenti e di eventi dopo gli anni terribili della pandemia» spiega il direttivo dell’Associazione sotto la guida di Akira Kikuchi, musicista e nuovo presidente.

 


Tutte le informazioni relative ai prossimi appuntamenti potrete trovarle sui canali social.

https://www.instagram.com/ephebiafestival/?hl=it

https://www.facebook.com/ephebia/?locale=it_IT

Narni è il grazioso borgo che ha dato i natali al condottiero Gattamelata, che all’età di quarant’anni e nel bel mezzo della sua professione nei campi di battaglia, desiderò tanto prendere moglie e metter su famiglia.

L’Umbria è stata una regione ricca di condottieri, basti ricordare Braccio da Montone, Ascanio della Corgna, Baldo degli Ubaldi, Boldrino da Panicale, Bartolino da Terni, Bartolomeo d’Alviano.

I condottieri erano delle vere e proprie guide carismatiche, capi illuminati e talvolta feroci. Spesso guidati da sete di potere o dall’amor di patria erano tutti dotati di una prepotente forza suggestiva abbracciata a innegabili capacità tattiche, strategiche e logistiche. I loro valori erano, inoltre, l’onestà, il coraggio, la forza e la fedeltà presso il proprio signore. Se chiudo gli occhi e provo a immaginare l’azione di un condottiero, altro non vedo che un campo di battaglia su cui spicca un uomo solo al comando padrone delle vite ai suoi ordini.

Erasmo Stefano da Narni, detto il Gattamelata

Erasmo da Narni detto il Gattamelata

Senza dubbio, uno dei condottieri e capitani di ventura umbri più famosi e più abili, fu Erasmo Stefano da Narni, detto il Gattamelata. Nato a Narni nel 1370 gli fu attribuito il nomignolo Gattamelata per «la dolcezza dei suoi modi insieme a grande astuzia e furberia», come ricorda il biografo narnese Giovanni Eroli, «e pel suo parlare accorto e mite dolce e soave». Si formò alla scuola di Braccio da Montone e durante la sua intensa carriera di uomo d’armi partecipò a numerose e importanti azioni che lo videro protagonista soprattutto in Lombardia e in Veneto. Rimasto infermo nel 1440, si ritirò a Padova dove morì il 16 gennaio 1443. Trentatré anni prima si era sposato con Giacoma da Leonessa.

Sentimenti contrastanti

Leggendo Erasmo Gattamelata da Narni – Suoi monumenti e sua famiglia del biografo Giovanni Eroli, possiamo immergerci nei sentimenti e nell’atmosfera che spinsero il nostro condottiero a prendere moglie. Interessante la descrizione della sua fidanzata, i costumi per le nozze e tutto quanto ruotò intorno al matrimonio.
Nel capitolo II del suddetto libro, Giovanni Eroli descrive la vita del guerriero: «…sempre agitata, tempestosa, piena di fatica, di disagi, di amarezze e dolori». Queste caratteristiche, associate alle vittorie e al guadagno economico, rallegrano e lusingano il condottiero, ma contemporaneamente hanno un risvolto negativo che così viene descritto: «…il continuo nutrirsi di odio e di sangue avvelena facilmente la contentezza dell’animo suo».
Così inizia a germogliare, nelle mente e nel cuore del Gattamelata, il bisogno di amare e di essere amato, la necessità di avere un rapporto autentico e profondo. In lui si fa strada sempre più forte il bisogno di ricevere attenzione, cura e gentilezza, più in generale amore.
Ha desiderio di sperimentare l’opposto della battaglia, del sangue, della morte, ha voglia di coinvolgersi nei sentimenti di pace, serenità e quiete. Scrive Eroli: «A niuno meglio che a lui conviensi una donna di cuor gentile, dilicato, sensibile, buono».

 

Monumento equestre a Padova in bronzo raffigurante il condottiero

Il matrimonio

Questo bisogno si concretizzò nel 1410, anno in cui il Gattamelata sposò Giacoma da Leonessa. Suggestiva la descrizione di quella comunanza di sentimenti che possiamo intendere come empatia, come capacità di comprendere i processi psichici dell’altro: «Aveva adescato una giovane avvenente ingegnosa, di gentile stirpe, fornita d’ogni bel costume, nomata Giacoma di messer Antonio Bocarini Brunori da Leonessa. […] ella aveva qué medesimi sentimenti di religione e di virtù, che governavano l’animo dell’amante, perciò piacque a costui quale compagna, la desiderò, la chiese e la ottenne facilmente. Stante la bellezza reciproca, l’indole e virtù conforme, tutti presagiron felice questo nodo; e lo fu in realtà, perché un amore intimo animò sempre e fiorì loro vita».
Il matrimonio fu celebrato in modo solenne, gli invitati, tutti di alto grado sociale, gareggiarono in magnificenze e lusso. Gli addobbi furono sfarzosi e i banchetti opulenti con tanto di paggi e menestrelli vari a far da cornice alla cerimonia. Giovanni Eroli descrive così anche la partecipazione, discreta e di lato, del popolo: «Alle nozze dei Signori prendea volentieri parte anche il popolo, il quale dà suoi festosi plausi ed auguri traeva qualche guadagno o in doni di confetture o denaro, e talvolta divertivasi in pubblici spettacoli, come sarebbero giostre, corse, tornei, balli, commedie e che so io».
Giacoma era meravigliosa ed emozionata nel ricevere da parenti e amici complimenti, auguri, dolci parole, fiori, doni, canti e suoni. Tutti gli invitati «brillavano per fulgide gioie, per aurei vezzi, per abiti di broccato di tocca d’oro o di argento, o veramente di raso e velluto di colore vario garbatamente recamati a studio in oro argento e seta».

Un altro aspetto importante del matrimonio e in particolare per la sposa e per la casa dove entrava erano rappresentati dal corredo e dalla dote. Il Gattamelata ebbe ricco il primo ma misera la seconda quantificata in 500 ducati in oro. Questa era un po’ la regola del tempo, dove conveniva mantenere una dote povera per non impoverire la famiglia. «Da due belli robusti virtuosi giovani, caldissimi d’amore», narra il biografo «non potean nascere che figli belli vigorosi e buoni. In fatti al Gattamelata ne vennero da Giocoma sei, l’uno più bello e virtuoso dell’altro, cioè un maschio e cinque femmine». Verrebbe da dire che tutti vissero felici e contenti; e così fu!
Due artisti del calibro dello scultore Donatello e del pittore Giorgione ci hanno lasciato due opere di immenso valore raffiguranti Il Gattamelata. In piazza del Santo a Padova è posto un monumento equestre in bronzo raffigurante il condottiero, mentre presso il museo degli Uffizi a Firenze è presente Ritratto di guerrierio con scuderio.

 

Veduta di Narni

Narni: brevi cenni storici

Intorno al 300 a.C., l’antica Nequinum degli Umbri fu conquistata dai Romani che ne fecero, col tempo, un importante Municipio con il nome di Narnia. In latino nequeo significava non posso e per i Romani ciò era di cattivo auspicio, e così fu cambiato il nome anche per la presenza del fiume Nera, Nar (in latino), Nahar (in antico umbro).

Dopo un periodo turbolento dell’Alto Medioevo, la città, nell’XI secolo, visse un periodo di potenza e ricchezza fino a quando non fu sottomessa nel 1174 da Federico Barbarossa. Nei secoli successivi Narni è protagonista di turbolente vicende che videro protagonisti anche il Ducato di Spoleto, il cardinale Albornoz, il re di Sicilia Ladislao e Carlo V. L’instabilità durerà fino al XVII secolo quando entrò a far parte dello Stato Pontificio sotto il cui dominio, salvo la parentesi napoleonica, rimase fino al 2 ottobre del 1860, giorno dell’annessione al Regno di Vittorio Emanuele II.

 

Narni sotterranea

Perché visitare Narni

Narni conserva un ricchissimo patrimonio accumulato in secoli e secoli di storia. La sua posizione, strategica nei secoli passati per la buona navigabilità del fiume Nera, la rende oggi un po’ fuori mano, ma nonostante ciò è un borgo umbro tutto da scoprire. Dell’epoca romana rimangono il grandioso ponte di Augusto, il ponte Cardona e l’acquedotto della Formina.
Del periodo medievale abbiamo la cattedrale di San Giovenale, le chiese di San Domenico e di Santa Maria Impensole. Interessanti anche le chiese di Sant’Agostino e di San Francesco. Una delle piazze più belle dell’Umbria la troviamo proprio a Narni ed è la piazza dei Priori: situata nella parte più alta della città, è incantevole con il suo palazzo dei Priori, la torre civica con la loggia del banditore e il Palazzo del Podestà. Oltre che in superficie la città riserva sorprese emozionanti anche nel sottosuolo con il percorso della Narni sotterranea, un insieme di ipogei, scoperti soltanto recentemente, come acquedotti, cisterne, cunicoli e anche una sala delle torture risalente al periodo dell’Inquisizione. Da non dimenticare, per le buone forchette, che Narni si trova nel cuore della zona del tartufo nero.

Sabato 23 e domenica 24 marzo tornano le Giornate FAI di Primavera, il più importante evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese: 750 luoghi in 400 città saranno visitabili a contributo libero, grazie ai volontari di 350 delegazioni e Gruppi FAI attivi in tutte le regioni (elenco dei luoghi e modalità di partecipazione, consultabili su www.giornatefai.it).

Le Giornate FAI di Primavera si confermano nella loro trentaduesima edizione uno degli eventi più importanti e significativi per conoscere il patrimonio culturale e paesaggistico italiano. Un’esclusiva opportunità di scoprire un’Italia meno nota, di luoghi solitamente inaccessibili, dalle grandi città ai borghi, da veri e propri monumenti a luoghi curiosi e inediti, che tuttavia ugualmente raccontano la cultura millenaria, ricchissima e multiforme del nostro Paese. Un modo per contribuire alla tutela e alla valorizzazione di questo patrimonio, che va innanzitutto conosciuto, frequentato, e prima ancora, raccontato. È questa la missione del FAI: curare il patrimonio raccontandolo, a cominciare dai suoi 72 Beni aperti al pubblico durante l’anno, ma ampliando e arricchendo questo racconto proprio in occasione delle Giornate FAI di Primavera, quando 750 luoghi saranno aperti in tutta Italia grazie a migliaia di delegati e volontari del FAI e agli Apprendisti Ciceroni, giovani studenti appositamente formati per raccontare le meraviglie del loro territorio. Le Giornate del FAI offrono un racconto unico e originale dei beni culturali italiani, che risiede nella loro Storia intrecciata con la Natura, nei monumenti e nei paesaggi, nel patrimonio materiale e immateriale, e nelle tante storie che questi possono raccontare, che insegnano, ispirano e talvolta anche commuovono. Un racconto corale e concreto che si fonda sulla partecipazione di centinaia di istituzioni, associazioni, enti pubblici e privati che in numero sempre maggiore vi collaborano grazie a una vasta e capillare rete territoriale con un unico obiettivo: conoscere e riconoscere il valore del patrimonio italiano per tutelarlo con il contributo di tutti, perché appartiene a tutti.

 

Tuoro sul Trasimeno (PG), Castello di Montegualandro

 

Le parole del Presidente del Fondo per l’Ambiente Italiano Marco Magnifico in occasione della XXXII edizione delle Giornate FAI di Primavera: “Raccontare il patrimonio culturale per educare la collettività a proteggerlo e a prendersene cura: da questa necessità nacquero nel 1992 le Giornate FAI di Primavera dando vita, e poi corpo, e poi forza a una impressionante struttura di volontariato – le Delegazioni del FAI -, che con entusiasmo e pervicacia eccezionali in questi trentadue anni hanno aperto al pubblico 15.540 luoghi dimenticati o difficilmente visitabili raccontandoli, appunto, con semplicità e passione a ben 12 milioni e 515.000 di cittadini. Ai benefici di questo raccontare se ne è ora aggiunto un altro: quello della fisicità e del ruolo che essa ha per un vero apprendimento”.

 

Perugia, Palazzo Graziani

Ecco alcune delle aperture più interessanti in Umbria:

PERUGIA

Salone Brugnoli di Palazzo Graziani

Attuale sede della Fondazione Perugia, Palazzo Graziani sorge in corso Vannucci, la via principale del centro storico di Perugia. Costruito in età medievale, fu sottoposto a interventi nel corso dei secoli che ne hanno modificato e ampliato la struttura. Il palazzo è citato ne Il conte di Montecristo di A. Dumas, dove si descrive il soggiorno di Edmond Dantès all’Hotel Posta che in quel periodo qui aveva la sua sede. Nel 1895 Annibale Brugnoli vi realizzò quattro grandi quadri a olio sulle pareti e quattro grandi dipinti murali sulla volta di quello che successivamente venne chiamato Salone del Brugnoli, ancora oggi la sala di maggior pregio dell’intero complesso. Abitualmente non accessibile al pubblico, la Fondazione Perugia ne ha gentilmente concesso l’apertura in occasione delle Giornate FAI di Primavera 2024.

 

TUORO SUL TRASIMENO (PG)

Castello di Montegualandro

A circa 450 metri slm, il forte sorge all’estremo confine del territorio perugino dominante sulla strada che collegava Perugia ad Arezzo e Firenze e su tutta la piana aretina. L’origine della sua struttura, come testimonierebbe la famosa Stele del luogo (tuttora conservata al Museo Archeologico dell’Umbria a Perugia), viene fatta risalire agli Etruschi. Il primo vero signore del Castello fu però Andrea di Giacomo Montemelino, Potestà di Perugia, la cui omonima famiglia ne mantenne il dominio fino al 1678. In seguito, Papa Innocenzo XI mise in vendita la Contea di Monte Gualandro assieme al titolo che finì nelle mani di Ruggiero Ranieri e dei suoi eredi che lo possedettero sino a pochi anni fa. Pur avendo subìto diverse rivisitazioni nel tempo, il castello conserva ancora la classica struttura circolare con mura alte e possenti di circa 8 metri, merlature, feritoie, un fossato che costituisce ancora la principale difesa da incursioni esterne, una splendida chiesa a una sola navata in arenaria e cotto, torrioni di avvistamento con strutture militari litiche e muri a scarpa, una prigione. Le modifiche apportate alla struttura – l’apertura di ampie finestre e la sostituzione del ponte levatoio con un grande portone in ferro – ne hanno sancito la trasformazione da fortezza militare nella lussuosa residenza nobiliare che è oggi. Tutto il complesso è oggi di proprietà privata, perciò di norma non visitabile all’interno, e grazie alle Giornate FAI si potrà eccezionalmente godere della splendida vista sul lago e sulla pianura toscana nonché di alcuni degli edifici interni che lo compongono.

 

Narni (TR), Villa Valli

 

NARNI (TR)
Concerto della Fanfara dell’Accademia Navale nella Chiesa di San Domenicosabato POMERIGGIO
L’auditorium comunale Mauro Bortolotti è stato ricavato all’interno della ex chiesa domenicana di Santa Maria Maggiore, nel centro storico di Narni. La fase più antica della chiesa risale al VI-VII secolo ed è testimoniata dai resti di un mosaico bizantino ritrovato, mentre l’antica abside romanica in fondo alla navata centrale risale al 1200. La struttura attuale è frutto di un ampliamento iniziato intorno al 1300 che ne ha modificato notevolmente le dimensioni. Relegata per secoli a svariate destinazioni d’uso, solo alla fine degli anni Sessanta importanti interventi strutturali ne riconsentirono l’utilizzo, prima come sede del museo della città, poi come biblioteca comunale e infine dagli anni 2014-2015 come sede dell’auditorium. Nel corso del tempo gran parte degli arredi e delle decorazioni sono andati perduti; rimangono importanti testimonianze in loco e nel museo della città come l’Annunciazione di Benozzo Gozzoli e alcuni affreschi, come una Madonna in trono col bambino, una crocifissione e la cosiddetta Capella della Genesi. In occasione delle Giornate FAI, l’auditorium ospiterà il concerto della Fanfara dell’Accademia Navale che si svolgerà alle ore 15.30 disabato 23 marzo, al termine del quale sarà possibile visitare l’ex Chiesa di San Domenico. L’Accademia Navale, dalla sua inaugurazione nel 1881 ha istituito una piccola fanfara di ottoni, allo scopo di garantire l’addestramento alla marcia degli Allievi e rendere gli onori militari nelle visite ufficiali. Nel corso del secondo conflitto mondiale venne sciolta per poi ricostituirsi nel 1965 per iniziativa del Contrammiraglio Luigi Vivaldi. Attualmente la Fanfara è costituita da personale proveniente dai vari Conservatori e Licei Musicali italiani, consta di 20 elementi, ed è diretta dal 1° Luogotenente Franco Impala’.

Villa Valli         
Edificata nel 1889 dalla famiglia Valli come residenza estiva, la villa è circondata da una magnifica lecceta. Si compone di una struttura principale di ispirazione neo cinquecentesca arricchita da un edificio di servizio con annessa cappella e da un elegante giardino con cedri del libano e palme. Durante il Novecento la numerosa famiglia Valli – che conta imprenditori, militari ed esploratori – è protagonista della storia del territorio di Narni e della storia contemporanea internazionale. Occupata dai tedeschi nel 1943, fu salvata in extremis dall’ordine di minarla e farla esplodere. È comunemente detta “Il Montiello”, poiché sorge su uno sprone pianeggiante a mezza costa sul declivio settentrionale del Montiello. Il complesso si compone di un edificio padronale e di uno di servizio nonché di una torre colombaia nascosta in parte dalla vegetazione. Imponente edificio in stile eclettico, la villa padronale è ispirata alle architetture neo cinquecentesche. Le facciate presentano un ricco apparato decorativo in finto travertino su fondo rosato, mentre all’interno si possono ammirare alcune sale decorate con dipinti e stucchi colorati e un’imponente scala. Il giardino ha un gusto formale caratterizzato dal disegno della vasca centrale e del parterre erboso arricchito da cedri del Libano, palme, tassi e lecci. Il parco, invece, presenta un carattere decisamente più naturalistico e sfuma senza soluzione di continuità verso i boschi circonstanti. In occasione delle Giornate FAI sarà possibile visitare questo luogo solitamente chiuso al pubblico.

 

ASSISI (PG)
Monastero di San Pietro           

Situata ai margini del centro storico di Assisi, si erge trionfante l’Abbazia San Pietro: luogo meno conosciuto rispetto alle Basiliche di San Francesco e Santa Chiara, gode di una piazza che si affaccia sulla valle umbra in direzione di Perugia e ospita l’opera di Beverly Pepper Ascensione realizzata nel 2008 appositamente per la chiesa benedettina. Fondata tra la fine del X e l’inizio dell’XI sec. sopra un’antica necropoli romana, nel corso del XVII secolo le fabbriche monastiche furono interamente rinnovate, eliminando la quasi totalità delle costruzioni più antiche e plasmando l’aspetto che conosciamo. Il monastero, soppresso prima dai Francesi nel 1799 e poi nel 1810, fu trasformato in ospedale civico per alcuni anni. La chiesa è stata restaurata nel 1954; nel 2000 l’abbazia è stata iscritta nella lista dei Patrimoni Unesco dell’Umanità. L’interno è diviso in tre navate: quella centrale è molto alta, con travature lignee e senza finestre proprie, ed è illuminata dal rosone centrale. Le pareti sono state mese a nudo durante il restauro del 1954, che ha comportato anche l’abbattimento degli altari barocchi. A sinistra dell’abside sono presenti alcuni affreschi frammentari della metà del secolo XIII. Sulla testata del transetto sinistro nella cappella del Santissimo Sacramento si può ammirare un’Annunciazione, a destra una Madonna in Trono e sulla parete destra San Vittorino. L’apertura nelle Giornate FAI prevede la scoperta di alcuni ambienti interni ed esterni come la Cappella del Rosario, chiostro del XVII secolo con colonnato tuscanico, e la Cripta, che si estende al di sotto del monastero per tutta la sua ampiezza.

 

Assisi (PG), Monastero di San Pietro

 

ORVIETO (TR)
Oratorio di San Giovanni decollato detto della Misericordia
L’oratorio di San Giovanni decollato è parte integrante del complesso della Misericordia, costituito dalla chiesa di San Giovanni Battista e dalla chiesa di S. Agnese, mentre l’intero isolato era parte dell’antico palazzo della famiglia Caetani poi trasformato in monastero delle monache terziarie di S. Agnese. La riconversione in Oratorio avvenne nel 1495 con il Vescovo Della Rovere e nel 1556 venne istituita la Confraternita della Misericordia, di origine fiorentina. Suo fine principale era quello di offrire conforto ai carcerati e ai condannati a morte, trasportare gli infermi, raccogliere le elemosine, seppellire gli indigenti e conferire la dote alle fanciulle povere. L’esterno del complesso consta di un semplice portale in basaltina del XVI secolo con al centro la testa del Battista su un piatto e l’iscrizione Confraternitae Misericordiae. Esempio di architettura barocca, presenta un’aula rettangolare con volta a vela su pennacchi e lunette per le aperture, con affreschi del 1666 che raccontano le storie di San Giovanni, opera dell’artista aretino Salvi Castellucci, allievo di Piero da Cortona. Perimetralmente erano disposti i seggi in legno con uno schienale ligneo riccamente decorato datati 1554. Le sedute sono complete di inginocchiatoi, le decorazioni sono a grottesche di finissima fattura sormontate da una trabeazione con scritte che fanno riferimento alla condotta richiesta ai confratelli. L’altare è composto da una mensa con al centro una pala raffigurante la Pietà con San Francesco e Maria Maddalena. Chiuso al pubblico per un lungo periodo, ora, grazie all’interessamento dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi Todi Orvieto e dell’attuale parroco della Parrocchia di S. Andrea, sono possibili visite in occasioni speciali.

 

SPOLETO (PG)
Basilica di San Gregorio Maggiore e leggenda del Ponte Sanguinario
La Basilica venne eretta tra la fine dell’XI e il XII sec. sul luogo di una primitiva chiesa con annessa area cimiteriale, di cui rimane traccia in alcuni elementi come i capitelli della cripta. L’edificio originario sarebbe sorto in onore dell’omonimo martire spoletino ad opera della pia vedova Abbondanza, che ne avrebbe raccolto il corpo. Sebbene sia stato più volte rimaneggiato nel corso del XVI e XVIII sec., presenta un aspetto assai simile a quello di altre chiese cittadine. La facciata è preceduta da un portico cinquecentesco ed è ornata da un bel portale del 1597. Sono di pieno Trecento, invece, i tre archi rincassati della parte superiore. Nel lato sinistro del portico si apre la Cappella degli Innocenti, decorata con scene che ricordano la storia della chiesa e di Santa Abbondanza, e il Martirio dei Santi gettati dal ponte Sanguinario. Sul fondo di una delle scene è rappresentata una bella immagine della città di Spoleto con tutti i suoi monumenti principali. Ciò che resta del Ponte Sanguinario, di probabile epoca longobarda – è citato da Paolo Diacono che ne ricorda l’utilizzo da parte di Liutprando -, risulta completamente interrato e si raggiunge attraverso una scala. La tradizione attribuisce diversi significati all’appellativo “sanguinario”, che potrebbe riferirsi al sangue dei martiri cristiani, le cui esecuzioni avvenivano in quel luogo, come era accaduto per il patrono di Spoleto, San Ponziano.

 

NOCERA UMBRA (PG)
L’antico borgo di Bagnara di Nocera Umbra e la sua sorgente
Il piccolo borgo di Bagnara è immerso in un ambiente naturale ai piedi del monte Pennino, nei pressi delle sorgenti del fiume Topino che sgorga dal monte Pennino e trasporta la sua acqua fino a Perugia e che Dante cantò nel noto passo del Paradiso (XI) glorificando la vita di S. Francesco. Alle pendici di queste sorgenti sostò infatti San Francesco che, già malato, venne trasportato da Bagnara ad Assisi da una delegazione di cavalieri passando per Satriano; il viaggio viene oggi ricordato come “cavalcata di Satriano” e si celebra ogni anno ai primi di settembre. Nel territorio di Bagnara troviamo l’importante Chiesa di S. Egidio risalente al XIII secolo, inserita nell’elenco degli edifici monumentali. La chiesa è citata per la prima volta in un documento del 1333, e conserva al suo interno un fonte battesimale del 1574 donato dall’Università degli uomini di Bagnara, alcuni resti di affreschi votivi del XV e XVI secolo, tre altari appartenenti alle confraternite allora esistenti e un bellissimo organo del 1800. La sua origine trecentesca è dimostrata dallo stile ogivale francescano, con tetto nudo sostenuto da quattro archi a sesto acuto. Si visiterà inoltre la sede della Comunanza agraria, con al suo interno un’aula didattica per lo studio di antichi documenti, una mostra permanente di mappe storiche e vecchie fotografie della comunità e dei suoi abitanti, nonché antichi registri parrocchiali e dell’Università degli uomini di Bagnara.

L’aggiornamento dell’archivio multimediale e la presentazione, in anteprima, del progetto legato alla realizzazione del nuovo museo dei Plenaristi presso l’ex villa Morandi al Belvedere superiore della Cascata delle Marmore.

Saranno questi i momenti salienti dell’evento del 30 settembre quando, a cura dell’Asp Beata Lucia, si svolgerà a Narni, presso il complesso monumentale di piazza Galeotto Marzio, la Giornata dei Plenaristi – Paesaggi e Viaggi d’Arte. Un’occasione unica non solo per fare il punto sullo stato dell’arte del progetto iniziato nove anni fa grazie alla passione e alla costanza di Franco Passalacqua, ma anche per guardare con gli occhi degli artisti del passato il territorio di Narni e non solo.

 

 

L’Archivio e il Nuovo Museo La Villa Sulla Cascata, trekking e pittura

La giornata inizierà alle 10: partenza dal Beata Lucia per un Trekking sui luoghi del Grand Tour del territorio di Narni a cura di 165m_Servizi Turistici (prenotazione al numero 345 6983825); contestualmente, a partire dalle 10,30, la Terrazza dei Plenaristi ospiterà un’attività di pittura en plein air in conclusione delle attività estive promosse da Asp Beata Lucia, Comune di Narni e coop Edit.

A partire dalle 15 si svolgerà la conferenza che vedrà la presentazione dell’aggiornamento dell’archivio-database dei dipinti, disegni e acquerelli realizzati dai pittori del plein air nella valle ternana fra ‘700 e ‘800. L’archivio, consultabile sul sito www.plenaristi.it, classifica ben 410 opere di 105 autori noti e 12 autori anonimi, dipinti che si trovano in collezioni private e in 90 musei del mondo dal Giappone agli Stati Uniti. Dopo i saluti istituzionali, interverranno il dott. Franco Passalacqua, ideatore e curatore del progetto I Plenaristi nella valle del Nera e la dott.ssa Marcella Culatti dell’Università di Bologna e della Fondazione Zeri.

Seguirà la presentazione in anteprima del nuovo Museo dei Plenaristi, in corso di realizzazione alla Villa sulla Cascata, un luogo unico che si trova a ridosso della caduta della Cascata delle Marmore e circondata da un parco che offre visuali inedite sul primo salto e sulla Valnerina.

La villa, di proprietà della famiglia Noceta Dillon, è in corso di ristrutturazione ed ospiterà una magnifica collezione di dipinti realizzati da artisti provenienti da tutta Europa tra ‘700 e ‘800. Periodo che ha visto la nascita in Italia della pittura dal vero. Per l’occasione verranno mostrate in anteprima, nella sala espositiva del Beata Lucia, sei opere della collezione che saranno commentate dalla storica dell’arte Marcella Culatti.

Il progetto I Plenaristi nella valle del Nera

Era il 2014 quando, presso il Caos di Terni, si è svolta la presentazione del progetto I Plenaristi nella valle del Nera a cura del dottor Franco Passalacqua. Di fatto tutti gli obiettivi proposti nell’ambito del progetto sono stati realizzati e tuttora fruibili: il sito web www.plenaristi.it; i documentari “La valle incantata” e “Corot nella valle incantata”; l’Archivio/database digitale Il Museo Diffuso dei Plenaristi; Il Percorso Corot Papigno; la Terrazza dei Plenaristi e la sala immersiva multimediale al Beata Lucia di Narni; l’Allestimento multimediale alla biglietteria della Cascata delle Marmore e i numerosi corsi di pittura dal vero per bambini e adulti.

La realizzazione di questo progetto è stata possibile grazie all’impegno economico della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni (CARIT) e alla partecipazione dei Comuni di Terni e Narni e all’opera di volontariato.

Filo conduttore di questo 2023 “Storie dall’acqua e dalla terra”. Narni torna indietro nel tempo con quattro giornate tra eventi ludico-culturali, mercato di arti e mestieri, seminari, ambientazioni animate, spettacoli e momenti musicali. Per l’occasione saranno riaperte le taverne e i forni dei tre Terzieri di Mezule, Fraporta e Santa Maria.

Al via dal 31 agosto al 3 settembre a Narni l’edizione 2023 del Festival delle Arti del Medioevo che arriverà ad animare il centro storico sotto il filo conduttore Storie dall’acqua e dalla terra con un programma ricco tra conferenze, mercato di arti e mestieri, spettacoli, musica, workshop di sartoria storica, teatro medievale, danza medievale e cornamusa (iscrizioni a partire dal fine settimana sul sito della Corsa all’Anello), scene trecentesche per rivivere spaccati di vita animati dell’epoca. Queste solo alcune delle proposte in calendario. Prevista anche la riapertura delle tipiche osterie dei Terzieri per deliziare i palati, banchetti medievali e degustazioni a tema.

I workshop, che prenderanno il via durante la quattro giorni, sono frutto del percorso intrapreso dall’Università del Medioevo Ricostruito nel 2022 e saranno diretti da Sara Piccolo Paci (lab di sartoria medievale), Andrea Mengaroni (lab di teatro medievale), Matteo Nardella (lab di cornamusa) e Maria Cristina Esposito (lab di danza medievale).

IL PROGRAMMA

Giovedì 31 agosto

alle 17.30 in piazza dei Priori Chiamata alla Festa, spettacolo itinerante nei Terzieri fra teatro dell’arte e teatro di strada, di e con Stefano de Majo. Un mirabolante menestrello, accompagnato dall’Ensemble Histriones Carbij, condurrà il pubblico lungo le vie della città narrando amori, poesie e gesta cavalleresche senza tempo

alle 18 nella sala ex Refettorio di palazzo dei Priori “Tra uomini e acque: la wetland archaeology tra i laghi reatini e la conca ternana. Fattori ambientali e ragioni storiche sulle dinamiche del popolamento protostorico velino e nerino”, conferenza con Carlo Virili, archeologo del dipartimento di Scienze dell’antichità di Sapienza Università di Roma, che dialogherà con Eleonora Mancini, archeologa e specialista Beni demoetnoantropologici

alle 21.30 alla Loggia di piazza dei Priori Fabio Ronci presenta Sanktus Gambrinus e il dono della birra, degustazione guidata di birra a cura del produttore Federico Varazi e Giovanni Ridolfi. Progetto Grani Antichi, Molino Spilaceto dal 1927

 

Venerdì 1 settembre

Eventi in occasione della Giornata mondiale per la cura del Creato (che segna l’inizio del Tempo del Creato e si conclude il 4 ottobre con la festa liturgica di San Francesco)

alle 17 alla Loggia dei Priori Io, Francesco e Giotto, spettacolo per bambine e bambini di Andrea Mengaroni , con Giullare Silvestro

alle 17.15 e alle 18.15 visite guidate alla chiesa di San Francesco a cura dell’associazione Paideia

alle 17.30 alla sala ex Refettorio di palazzo dei Priori Nel seno della mia candida Nera… il ruolo identitario del fiume nella cultura letteraria. Maria Lusi dell’Università di Bologna – Campus di Ravenna dialoga con Eleonora Mancini, archeologa e specialista Beni demoetnoantropologici

alle 18 all’auditorium Bortolotti del complesso di San Domenico Inaugurazione di Misteri del cosmo, mostra di opere sull’universo di Tonino Scacciafratte, “Eclissi”, installazione d’arte di Stefano Sevegnani e “Grande immensa vita”, installazione d’arte di Carmine Leta. Evento nell’ambito della terza edizione del Festival dell’ecologia integrale e dell’astronomia

alle 18.30 alla chiesa di San Francesco Laudato si’, mi Signore per sora nostra madre terra…, conferenza con la dottoressa Delfina Ducci, ricercatrice e autrice di saggi di carattere storico, letterario, artistico e con Padre Pietro Messa della Pontificia Università Antonianum, che dialogheranno con Don Sergio Rossini, parroco di Narni

alle 19.30 alla chiesa di San Francesco monologo di Delfina Ducci Io Francesco Giullare di Dio con Andrea Mengaroni. A seguire, proiezione del video sul Cantico delle Creature di Giorgio Sebastiani, a cura di associazione Paideia

alle 20 all’Orto di poca considerazione di palazzo dei Priori degustazione di vini dell’azienda Castello Patrizi di Montoro

alle 21.30 in piazza Galeotto Marzio Cantica Nova, concerto dell’Ensemble Musicanti Potestatis: Benedetta Bocchini (mezzosoprano), Federica Bocchini (mezzosoprano), Danilo Tamburo (tenore, oud, symphonia, trombone), Lorenzo Lolli (baritono, salterio, percussioni), Mario Lolli (liuto, oud), Ilaria Lolli (mezzosoprano), Matteo Nardella (cennamella, flauto doppio, flauto con il tamburino), Giacomo Silvestri (cennamella, gaita)

 

Sabato 2 settembre

A partire dalle 10 al parcheggio del Suffragio, al Chiostro di Sant’Agostino, in via Cairoli, via San Giuseppe, Orto di Poca Considerazione, Loggia dei Priori e piazza dei Priori Viaggio nel Tempo… passeggiando nel Medioevo, ricostruzione di un accampamento e di un ambiente medievale a cura della Compagnia de la Fiera del Terziere Santa Maria. Allestimento di banchi, artigiani, artisti, workshop, guerriglie, danze, giochi medievali, viandanti di ogni tipo tra i quali giullari, attori, menestrelli, poeti, giocolieri e pittori.

dalle 10.30 alle 13 all’Ala diruta del chiostro di Sant’Agostino … Quae vulgo dicitur Barbara, laboratorio di cornamusa aperto al pubblico a cura di Matteo Nardella

dalle 10 alle 18 a palazzo dei Priori Dalla terra al cielo – cuffie, cappucci, veli e cappelli: copricapo tardo trecenteschi da uomo e da donna, laboratorio di sartoria storica a cura di Sara Piccolo Paci. Programma: dalle 10 alle 13 alla sala Ex-Refettorio introduzione all’argomento; dalle 13 alle 14 pausa; dalle 14 alle 18 nella sede dell’Associazione Corsa all’Anello workshop sartoriale

dalle 10.30 alle 23 alla Loggia dei Priori e in piazza dei Priori La Fucina delle Arti e dei Mestieri, seminari di Arti Meccaniche, didattica sulle arti medievali e antichi mestieri e mercato medievale

dalle 11 alle 20 all’Orto di poca considerazione di palazzo dei Priori Ad Ludum Descendo, giochi per bambine e bambini dall’Età di Mezzo ad oggi, a cura di IoGiocoOvunque Ludobus

dalle 11 alle 23 in piazza dei Priori C’erano una volta due giostrine di legno… a cura di Mastri nel tempo

alle 11.30 lungo le vie e le piazze dei Terzieri spettacolo itinerante Sonambulos con Claudia & Pablo (tre le repliche durante la giornata)

dalle 16 alle 19 al chiostro di Sant’Agostino e alla Loggia dei Priori (biglietteria) Ambienti medievali animati nei tre Terzieri: Mezule Ospedale e Lanaiolo, Fraporta Ceraiolo e Falegname, Santa Maria Armaiolo e Speziale. Ingresso libero fino ai 12 anni, contributo minimo euro 6 per le successive fasce d’età. Il contributo raccolto verrà interamente devoluto alla manutenzione e conservazione degli ambienti dei terzieri

alle 16.30 al chiostro di Sant’Agostino spettacolo itinerante di danza a cura della Compagnia Medievale di Todi

alle 17.00 lungo le vie e le piazze della città spettacolo musicale itinerante dell’ensemble Histriones Carbij

alle 17.30 al chiostro di Sant’Agostino L’arte della guerra, spettacolo della Compagnia de la Fiera del Terziere di Santa Maria: dai racconti del mestiere delle armi con duelli messi in atto con spade, scudi, coltelli, picche, lance, vestizione dei cavalieri, spade infuocate e vessilli fino a raccontare miti e leggende medievali animando le piazze con particolari e mai viste coreografie che evocano le antiche moresche con bandieroni e lance

alle 18.30 alla sala ex Refettorio di palazzo dei Priori Ippocrasso: storia di una bevanda speziata, conferenza a cura della dottoressa Sandra Ianni, storica della gastronomia e saggista, e del dottor Marco Sarandrea, erborista, fitopreparatore e socio fondatore e docente dell’Accademia delle Arti Erboristiche: origini e curiosità sulla bevanda, preparazione e degustazione dell’Hypoclas con pasticceria medievale secca

alle 21.30 in piazza Galeotto Marzio Alchimia, spettacolo a cura della Compagnia Materiaviva Performance, ispirato al mistero delle ricerche alchemiche medioevali

 

 

Domenica 3 settembre

A partire dalle 10 al parcheggio del Suffragio, al Chiostro di Sant’Agostino, in via Cairoli, via San Giuseppe, Orto di Poca Considerazione, Loggia dei Priori e piazza dei Priori Viaggio nel Tempo… passeggiando nel Medioevo, ricostruzione di un accampamento e di un ambiente medievale a cura della Compagnia de la Fiera del Terziere Santa Maria. Allestimento di banchi, artigiani, artisti, workshop, guerriglie, danze, giochi medievali, viandanti di ogni tipo tra i quali giullari, attori, menestrelli, poeti, giocolieri e pittori

dalle 10.30 alle 23 alla Loggia dei Priori La Fucina delle Arti e dei Mestieri, seminari di Arti Meccaniche, didattica sulle arti medievali e antichi mestieri e mercato medievale

dalle 11 alle 13 in centro storico Ambienti medievali animati nei tre Terzieri: Mezule Ospedale e Lanaiolo, Fraporta Ceraiolo e Falegname, Santa Maria Armaiolo e Speziale. Ingresso libero fino ai 12 anni, contributo minimo euro 6 per le successive fasce d’età. Il contributo raccolto verrà interamente devoluto alla manutenzione e conservazione degli ambienti dei terzieri

dalle 11 alle 20 all’Orto di poca considerazione di palazzo dei Priori Ad Ludum Descendo, giochi per bambine e bambini dall’Età di Mezzo ad oggi, a cura di IoGiocoOvunque Ludobus

alle 11.15 lungo le vie e le piazze della città spettacolo musicale itinerante dell’ensemble Histriones Carbij

alle 11.15 alla sala ex Refettorio di palazzo dei Priori Proprietà, circolazione e sfruttamento della terra nella Narni tardomedievale, conferenza a cura di Paolo Pellegrini, vicepresidente Centro Studi Storici di Narni, introduce Eleonora Mancini, archeologa e specialista Beni demoetnoantropologici

alle 11.30 lungo le vie e le piazze dei Terzieri spettacolo itinerante Sonambulos con Claudia & Pablo (tre le repliche durante la giornata)

dalle 11.30 alle 16.30 in piazza San Francesco e al chiostro di Sant’Agostino (Ala diruta) Con festevole & onesto danzare, laboratorio di danza antica a cura di Maria Cristina Esposito. Programma: dalle 11.30 alle 13.30 Danze antiche in piazza San Francesco; dalle 13.30 alle 14.30 pausa; dalle 14.30 alle 16.30 – Danze antiche in costume al chiostro di Sant’Agostino (Ala diruta)

dalle 16 alle 19 Sora nostra Matre Terra, laboratorio aperto di teatro medievale a cura di Andrea Mengaroni. Programma: dalle 16 alle 17 nell’atrio di palazzo Comunale e dalle 17.15 alle 19 all’Ala diruta del chiostro di Sant’Agostino

alle 16 spettacolo itinerante di danza a cura della Compagnia Medievale di Todi

alle 17 in piazza Galeotto Marzio Musicorum spectaculum, spettacolo dei musici dei Terzieri della Corsa all’Anello di Narni e di alcuni dei più importanti gruppi musici delle rievocazioni storiche dell’Umbria

alle 21.30 al chiostro Sant’Agostino Spettacolo di lame infuocate e danze medievali combattimenti scenici a cura della Compagnia de la Fiera del Terziere di Santa Maria e danze della Compagnia Medievale di Todi

alle 23 in contemporanea tra piazza dei Priori, chiostro di Sant’Agostino e le piazze dei tre Terzieri Rito di chiusura. Volo delle lanterne alle quali saranno affidati i ricordi, la meraviglia e le suggestioni di questa edizione, nonché l’auspicio di realizzarne una altrettanto emozionante nel 2024

 

I WORKSHOP

Laboratorio di Sartoria Storica a cura di Sara Piccolo Paci (max 60 partecipanti) – Il Trecento è il grande secolo del cappuccio: declinato in mille varianti è indossato però con sfumature e significati molto diversi, di cui non sempre siamo oggi consapevoli. Il Trecento vede anche moltissimi altri modi di ornare la testa, sia per gli uomini come per le donne, che includono cappelli, berrette e velami di vario genere. Il copricapo, nelle sue diverse accezioni di cappello e acconciatura, costituisce uno dei più caratteristici e distintivi elementi dell’abbigliamento umano, in ogni epoca e luogo. Forse per questo risulta difficile tracciarne con precisione varianti, limiti e significati. Inoltre, esso risponde a regole tanto globali e generali quanto specifiche e particolari. Tra 13esimo e 16esimo secolo, il copricapo diventa un’espressione molto specifica dello status sociale di ciascuno. Nel workshop si cercherà di capire chi indossasse cosa e si proverà a realizzare uno o più copricapi, facendo attenzione alle forme, ai materiali, ai significati di ciascuno.

Laboratorio di teatro medievale a cura di Andrea Mengaroni (massimo 20 partecipanti) – Il lab sarà diviso in due parti. Una parte teorica, durante cui si affronterà la figura dell’attore, soffermandosi sul verso, la metrica, il corpo come “foglio bianco”, la voce (l’importanza della maschera e la respirazione diaframmatica), la fantasia (il “gioco del far Finta”) per arrivare all’atto della recitazione. Una parte pratica legata al testo “de Aqua loquendo”, che porterà poi alla realizzazione di uno spettacolo finale.

Laboratorio di cornamusa a cura di Matteo Nardella (massimo 8 partecipanti) – Il corso di cornamusa sarà basato sullo studio della tecnica dello strumento, in base alle necessità e al livello degli studenti. Le danze monodiche del repertorio medievale europeo, dai saltarelli ai balli di Domenico da Piacenza, i conductus ed i brani processionali di musica spagnola, verranno affrontati durante le lezioni, che saranno articolate tra momenti di pratica individuale per perfezionare il controllo dello strumento e di musica di insieme, cercando di sperimentare in gruppo tra eterofonia e forme di polifonia “rustica”.

Laboratorio di danza medievale a cura di Maria Cristina Esposito (massimo 60 partecipanti) – Coreografie originali e in stile con riferimento al tema dell’acqua bene comune, come definito nelle Metamorfosi di Ovidio “Usus communis aquarum est” (Metam. VI, 349), in attinenza al tema generale del progetto teatrale 2022/2023. Pratica delle tecniche e degli stili di danza di epoca tardo medievale, con particolare riguardo alle danze di repertorio italiano e francese, ricostruite sulla base delle fonti dell’epoca e riproposte in funzione teatrale in collaborazione con i laboratori di teatro, costumi e musica.

 

TAVERNE E FORNI

Mezule: Osteria del pozzo (piazza Pozzo della Comunità) sia all’esterno che all’interno con i piatti tipici della tradizione arnese. Apertura dal 31 agosto al 3 settembre a partire dalle 18, sabato e domenica anche a pranzo. Info e prenotazioni: Simone 329 068 0889 – Giulio 348 335 3190.
Forno (vicolo Aspromonte) aperto dal 31 agosto al 3 settembre dal pomeriggio in poi con la vendita della tradizionale focaccia e del pane. Nei vicoli delle Stranezze sarà possibile mangiare la focaccia farcita. Info e prenotazioni: Vittoria 328 714 8859

Fraporta: Il Banchetto di Medeluccia (chiostro di San Francesco) sabato 2 settembre a partire dalle 20.30 fedele riproposizione di un banchetto medievale con pietanze dai ricettari originali e animazione a tema. Prenotazione obbligatoria entro il 29 agosto al numero: 348.3418989. Costo banchetto euro 40, disponibilità massima 40 posti. Per informazioni: info@fraporta.it

Santa Maria: Taberna degli anelli (piazza XIII Giugno) immersa nel cuore del terziere offre piatti dal gusto ricercato, specialità locali e ottimi vini. Ampio spazio all’aperto, orari di apertura: venerdì primo settembre a cena, sabato 2 settembre pranzo e cena, domenica 3 pranzo. Info e prenotazioni: 334.9487756
Forno e arrosticini (via Mazzini) con tradizionale pizza bianca e variamente farcita, arrosticini e bevande. Apertura dal 31 agosto al 3 settembre a partire dalle 18, sabato e domenica anche a pranzo.

 


Sito ufficiale www.corsallanello.it

Il 9 e 10 settembre al Parco Bruno Donatelli (Parco dei Pini) di Narni Scalo, ci sarà il consueto appuntamento con Ephebia Festival, festival organizzato dall’Associazione Ephebia, giunto alla sua venticinquesima edizione, la quarta a Narni.

L’associazione punta anche quest’anno sulla totale fruibilità dell’evento e sull’importanza della musica come strumento di condivisione e come valore collettivo. Non a caso Ephebia rimane ad ingresso gratuito. La direzione artistica sotto l’attenta guida di Thomas el Honsali porta, anche per questo 2022, nomi di caratura nazionale.

Programma musicale:

Venerdì 9 settembre – ore 21.00

  • ELOISE D’EGIDIO
  • NOVA GORICA
  • VINYASA AND THE MOTHERFUNKERS
  • ASSALTI FRONTALI
  • DJ SET

 

Sabato 10 settembre – ore 21.00

  • TOURISTI (band vincitrice di Ephebia Contest 2021/2022)
  • DINOSAURO
  • LE LARVE
  • STATUTO
  • DJ SET a seguire

 

 

«Tantissime le attività proposte quest’anno per Ephebia festival ma, al primo posto rimane sempre la musica, perché non vi è mezzo migliore per combattere qualsiasi forma di discriminazione. La musica unisce e crea condivisione ed è proprio questo il valore che intendiamo perseguire: una ricchezza collettiva in una location di grande fascino, una manifestazione per tutti e di tutti, uno spazio aperto di arte, di creatività e di collaborazione, perché è solo grazie alla collaborazione e al supporto reciproco che si costruiscono legami» spiega la presidente Eleonora Castellani.
Da non perdere anche Incursioni Musicali a cura di Lunatika, format tutto al femminile che vanta una schiera di talentuose cantautrici e, Lezioni aperte di strumento e musica d’insieme a cura del Panpot. Inoltre, come negli ultimi anni, la cittadella della Musica e dell’integrazione in collaborazione con i progetti Sai ordinari, Sai MSNA e Sai Dm del Comune di Narni, tratterà il macrotema della lotta al pregiudizio sotto ogni sua forma. Un format che si è definito negli anni e che si è dimostrato vincente: una cittadella che focalizza l’attenzione sulla reale necessità di fare rete tra associazioni e tra singoli per abbattere le barriere e le distanze sociali. Per questo saranno moltissime le attività proposte:

  • Ephebia Bimbi, format ormai strutturato a cura di Arciragazzi Narni ed Ens onlus con attività dedicate a bambini utenti e non utenti, venerdi e sabato a partire dalle 18.
  • Vasta area associazioni con attività artistiche e musicali, laboratori aperti a tutti, ping pong, fumetto, passeggiate (programma dettagliato online)
  • un’area food aperta dalle 19.
  • un’area dedicata all’artigianato locale.

 

 

«Il ringraziamento più grande va a tutti i volontari della nostra associazione che dedicano tempo e passione a questa romantica missione, che sacrificano weekend per lavorare a un progetto, che si impegnano per perseguire questo piccolo grande sogno chiamato Ephebia, perché è questo che è Ephebia per noi: un amore da condividere con tutti quelli che parteciperanno al festival. Siamo tutti volontari, ci mettiamo il cuore, non saremo perfetti ma sappiamo di certo che ce la metteremo sempre tutta. Come ogni anno rimane fondamentale la partecipazione del Comune di Narni al quale va il nostro ringraziamento per la costante attenzione dimostrata rispetto alla necessità di cultura e di momenti di aggregazione, perciò grazie al sindaco Lorenzo Lucarelli, agli assessori e a tutti i funzionari che ci aiutano in questa impresa anno dopo anno» conclude la presidente.

 


Per maggiori informazioni

LIA – Laboratorio Internazionale delle Arti riprende nel 2022 con un intenso programma di incontri, mostre e laboratori. La pratica del fare legati al mondo dell’arte e dell’alto artigianato prendono forma attraverso percorsi formativi nel bellissimo territorio di Narni.

 

 

Dal 26 maggio fino all’11 settembre:

  • Corso di acciottolato – a cura di Tiziana Mondini
  • Corso di tornitura artistica – a cura di Giacomo Malaspina
  • Corso di mosaico contemporaneo – a cura di Tiziana Mondini
  • Corso di decorazione del costume storico – a cura di Roberto Michelini e Cristina Tucci
  • Corso di linoleografia con interventi narrativi – a cura di Valeria Gasparrini e Antonio Andronico
  • Corso di acquaforte con interventi narrativi – a cura di Valeria Gasparrini e Antonio Andronico
  • Corso di scultura in ferro – a cura di Antonio Buonfiglio
  • Corso di coccio pesto – a cura di Danilo Dianti
  • Corso di foggiatura tornio ceramica – a cura di Luca Leandri
  • Mostra fotografica: E di sostanza sferzante Laura Priami e Simone Vannelli – a cura di Isabella Cruciani e Franco Profili

Per info e prenotazioni referente Tiziana Mondini 3471225550 anche whatsapp.
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