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Il volume sarà presentato mercoledì 8 febbraio (ore 17.30) presso la Sala della Vaccara a Perugia

Quaranta illustri personaggi: il volume firmato da Giulia Ciacci e Laura Zazzerini per Intermedia Edizioni ripercorre le vite di coloro che hanno arricchito il prestigio del capoluogo umbro. I profili sono presentati sotto forma di «medaglioni brevi e incisivi», come li definisce Leonardo Varasano nella prefazione al libro, e sono impreziositi dai ritratti illustrati da Giulia Ciacci.

«Impresa ardua», scrivono le autrici, «scegliere i grandi di Perugia»: il I volume della collana presenta una selezione che non segue un ordine cronologico o tematico, ma propone vividi exempla di quanti hanno aggiunto «uno scintillio in più al lustro della città». I quaranta ritratti sono come carte da gioco che si lasciano mescolare dal lettore: vite avvincenti e aneddoti inaspettati rivelati, alla fine di ogni biografia, con accattivanti curiosità sul personaggio. Dai nomi più noti, come Luisa Spagnoli o Gerardo Dottori, ai protagonisti della storia del calcio perugino, passando per letterati, patrioti e filosofi del calibro di Giuseppe Prezzolini, Aldo Capitini, Sandro Penna, senza tralasciare il passato più remoto e le sue glorie.

Alla presentazione, che avrà luogo mercoledì 8 febbraio alle 17.30 presso la Sala della Vaccara, oltre alle autrici interverranno l’assessore alla cultura del Comune Leonardo Varasano, il coordinatore editoriale Marco Nicoletti e il critico d’arte Andrea Baffoni, in un incontro tutto perugino: una città che celebra la propria storia.

Il volume Isola San Lorenzo, a cura di Marta Boldrini e Alessandro Polidori, è la guida al nuovo itinerario alla scoperta del “colle sacro” perugino, edita da Electa editore: un viaggio nel tempo dagli etruschi ai giorni nostri. Dopo due decenni di studi, ricerche, opere, lavori migliorativi, lo splendido e originale complesso monumentale della cattedrale perugina, situato sul colle della città, acquista una nuova vitalità con il progetto Isola di San Lorenzo, un’isola di storia, arte e cultura nel cuore del centro storico.

 

 

Un complesso monumentale conosciuto in Italia e nel mondo come sito storico-artistico e archeologico, oggi identificabile con l’insieme costituito dalla Cattedrale di San Lorenzo e dagli edifici a essa contigui: una presenza visivamente stratificata per ben 15 metri sotto il piano stradale con circa un chilometro di percorso visitabile, tra vie, cunicoli e anfratti affascinanti, che collega tra loro quattro epoche storiche caratterizzanti la città etrusca, romana, medioevale e rinascimentale. La guida presenta i nuovi itinerari di visita alla Cattedrale, al Museo e ai sotterranei, con una selezione di fotografie realizzate a seguito dei recenti lavori di rinnovamento e riapertura al pubblico dei luoghi. I testi sono di Elena Aloia, Chiara Basta, Egle Bracco, Maria Eletta Benedetti.

Incontrare i fantasmi del passato: è questo l’intento con cui i primi due personaggi in cui ci imbattiamo aprendo il romanzo di Renata Covi, L’anello in Canal Grande (Bertoni Editore, 2022), iniziano l’opera di ricostruzione della storia della loro famiglia.

Scartabellano così diari, documenti e lettere custoditi in soffitta: non si tratta soltanto di svelare i segreti e chiarire i misteri irrisolti, ma anche di fare i conti con una serie di sentimenti che accompagnano il passaggio tra generazioni e la fine di un’epoca. O meglio, di diverse epoche: quei refoli di nostalgia, venati da una punta di rammarico, accomunano i personaggi – che si muovono nel presente, nella splendida cornice delle Dolomiti, e nel passato, in una Venezia animata dalla Mostra internazionale d’arte cinematografica – nel momento in cui si appropinquano a una svolta, a un punto di non ritorno, sia esso dovuto all’irrimediabile declino della vecchiaia o all’imporsi di una situazione socio-economica che ne scopre via via la precarietà. L’annoso incontro-scontro tra generazioni, in questo romanzo dal carattere corale, è dunque riproposto, ma con sfumature diverse e più ampie: si individua un prima e un dopo, sia esso la Crisi del ’29, il Fascismo, la decadenza della nobiltà o un irrecuperabile mutamento in un paesaggio altrimenti familiare.

 

 

La vicenda, ambientata alla fine degli anni Trenta, permette inoltre la restituzione dell’immagine della società dell’epoca, con le sue aspirazioni e pregiudizi, così come lo skyline della Laguna veneziana durante l’evento che più la caratterizza, ovvero la Mostra internazionale d’arte cinematografica. L’anello in Canal Grande è, dunque, anche un romanzo di costume, dando conto anche dell’emersione di nuove professioni, mode e velleità. Al tempo stesso offre un punto di vista ravvicinato sulle vicende politiche ed economiche che cominciavano a preparare il terreno per i fatti che, da lì a poco, sarebbero passati alla Storia.

Pur portando con sé delle riflessioni sul passare del tempo – consapevolezza e accettazione, certo, ma anche l’emblematico messaggio che, pur lontani nel tempo e nello spazio, i figli di ogni generazione sono afflitti dallo stesso genere di preoccupazione e pensieri – il romanzo di Renata Covi non si abbandona certo alla celebrazione dei tempi che furono e alla decadenza: lo stile dell’autrice, delicato e conciso, ne rende gioiosa e piacevole la lettura. Provare per credere.

Presentazione del libro Donne di confine e oltre, di Patrizia Patrizi, Rita Boini ed Elena Volterrani, Bertoni editore, venerdì 28 ottobre alle 18 al museo del Tulle in piazza regina Margherita.

Dopo i saluti dell’amministrazione comunale interverranno Maura Lepri antropologa, le autrici Patrizia Patrizi e Rita Boini, Marco Mannarelli dell’associazione Le Trame di Anita, che organizza l’incontro. Seguiranno letture di Bruna Manzoni, coordina Francesca Caproni, direttore del Gal Trasimeno Orvietano. In occasione della presentazione si terranno una piccola esposizione de L’arte dei ricami con la presenza di Anna Aurelia Buono e altre ricamatrici; in mostra foto di Elena Volterrani. Donne di confine e oltre è un libro e anche un progetto nato da un’idea di Patrizia Patrizi, quello di raccontare donne legate alla propria terra, a piccoli paesi dove la vita è meno semplice, a volte migliore a volte più difficile che in grandi aree urbane.

 

 

Il libro raccoglie storie di donne tra Umbria e Toscana dalla loro viva voce, tra vicende, sentimenti, delusioni, gioia, forza di contrastare le avversità. Le storie sono affiancate da foto di Elena Volterrani, un racconto parallelo per immagini, capaci di catturare l’animo delle protagoniste. Tra queste a Panicale la storia di Anna Aurelia Buono, che inizia a ricamare a undici anni per un’azienda di Perugia e ora, artista indiscussa dei ricami su tulle di Panicale, ricorda con gratitudine un’altra donna, Anita Grifoni, che trasformò la tradizione dei ricami su tulle del paese in lavoro e di cui Anna Aurelia dice: «Salvò dalla miseria le donne di Panicale, che grazie a lei impararono un mestiere e poterono lavorare». Un libro, Donne di confine e oltre, tutto al femminile: la firma della copertina si deve a Roberta Neri; a Bruna Manzoni, che ha curato anche l’editing, si devono le letture che accompagnano le presentazioni.

Lord Byron, durante suo Gran Tour e dopo aver visitato alcune città del nord Italia, da Venezia giunse in Umbria, dove rimase ammaliato dalla bellezza della natura e del paesaggio della nostra regione. Anche la scrittrice Aurora Soranzo è venuta in Umbria, come il protagonista della sua opera, a ritirare il riconoscimento letterario nell’ambito del Deruta Book Fest.

Aurora Soranzo

George Gordon Byron. conosciuto ai più come Lord Byron, il grande poeta inglese, che scelse nel 1816 di venire in Italia per sottrarsi ai duri giudizi dei suoi connazionali sulla sua reputazione, trasformò il suo soggiorno in un duraturo amore italico attratto dalle bellezze della nostra penisola e, nel viaggio verso Roma, dopo aver conosciuto Venezia, Firenze e Genova, visitò l’Umbria nella primavera del 1817. Il cuore verde dell’Italia, e in particolare tre luoghi umbri caratterizzati dall’acqua, hanno rapito la sua sensibilità poetica: la Cascata delle Marmore, le fonti del Clitunno e lo specchio argenteo del Lago Trasimeno. La bellezza della natura e del paesaggio dell’Umbria hanno folgorato nell’animo Lord Byron, che considerava l’ambiente e l’acqua, come pura bellezza da venerare.

Recentemente, in occasione della manifestazione letteraria umbra Deruta Book Festival, Lord Byron è ritornato in Umbria, grazie all’autrice padovana Aurora Soranzo, con il libro dal titolo I luoghi di George Byron nel Veneto. Il Lord che parlava veneziano, edito da Mazzanti Libri.

Il poeta, considerato uno dei massimi esponenti della poesia britannica, quando lasciò il suo Paese e giunse a Venezia, fu attratto immediatamente dalla bellezza della città lagunare ed entrò immediatamente nella sua vita sociale e culturale. Aurora Soranzo descrive minuziosamente e con precisione i luoghi veneti che Lord Byron visse e frequentò, e porta il lettore a spasso insieme con il celebre verseggiatore britannico. Riferito all’opera della scrittrice padovana, anche l’ormai scomparsa Regina Elisabetta aveva ringraziato Aurora per averle inviato una lettera con una copia del suo libro I luoghi di George Byron nel Veneto. Il Lord che parlava veneziano.

 

 

Aurora Soranzo, è una persona poliedrica con molte sfaccettature creative e culturali, che si occupa di grafologia e nel 2021, presso il Conservatorio Verdi di Milano e nell’ambito del Premio Universum del Patrimonio Femminile, le è stato accreditato il riconoscimento Lode del Genio femminile come scrittrice storica. Nel 2022, in occasione del Deruta Book Fest, la scrittrice di Padova, attribuita come finalista al concorso letterario organizzato da Bertoni Editore, si è classificata con il suo libro su Byron, al sesto posto così come riconosciuto dalla giuria presieduta dal poeta e curatore editoriale, Bruno Mohorovich.

Nell’ambito della manifestazione Sensualità di Gatto, che si terrà a Spello dal 14 al 18 aprile, verrà presentato il libro Mano nella Mano di Sipontina Maria De Bellis, edito da Corebook. L’evento, presentato da Marco Pareti, sarà sabato 16 aprile alle 18, presso le sale espositive del Municipio di Spello. Il libro racconta 10 fiabe per piccoli lettori con temi moderni e attuali.

 

Il libro, inserito nella collana Quaderni della Fondazione Ranieri di Sorbello, è dedicato ad alcuni significativi passaggi delle complesse vicende collezionistiche che, nell’arco di tempo fra XVII e XIX secolo, di pari passo con il vivace clima culturale di respiro europeo in cui trovò compiutamente ispirazione, caratterizzarono il divenire del celebre Museum Oddi Baglioni di Perugia, fino alla stagione del suo epilogo nella più fastosa delle dimore del casato, la residenza extraurbana di Villa del Colle del Cardinale.
Proprio nella cornice di questa piccola reggia corgnesca ai piedi del Tezio, acquisita poi dagli Oddi, si contestualizzano alcune suggestioni per una proposta interpretativa degli esiti finali della collezione, improntata al complesso dialogo delle antichità con il tema del giardino, fra spazio reale e dimensione simbolica.

 

L’autrice

Sabrina Batino è Dottore di Ricerca in Archeologia Greca e Romana e ha conseguito il Diploma di Specializzazione nella stessa materia. La collaborazione con Università e istituti di ricerca come Scuola Archeologica Italiana di Atene, Deutsches Archaeologischen Institut di Roma e CNR ha consentito alla studiosa di intraprendere numerose ricerche, sia in Italia che all’estero, seguendo un variegato percorso di indagine nell’ambito dell’archeologia e della storia antica del Mediterraneo, abbracciando un arco di tempo che spazia dal periodo arcaico all’ellenismo. Gli studi sono editi in monografie scientifiche e articoli su riviste specialistiche. I lavori più recenti si orientano al discorso collezionistico, con particolare attenzione al contesto perugino-chiusino.

“Lo scontro generazionale: la ricchezza delle imprese familiari” il primo libro di Andrea Zotti

La piccola e media impresa è il vero motore italiano, su di essa si basa una grande fetta dell’economia nazionale e per questo è un patrimonio da salvare, in particolar modo quando avviene il passaggio di testimone tra le diverse generazioni di imprenditori. È un processo che va studiato e pianificato con cura, senza lasciare nulla al caso perché, se alcune aziende approfittano di questo momento per rafforzarsi ed evolversi, altre si indeboliscono ed entrano in crisi.

Andrea Zotti

Perché avviene? Quanto incide la componente affettiva legata alla famiglia nelle dinamiche che si creano in azienda? Quando si avvia la fatidica fase del passaggio? Questi e altri sono i quesiti a cui Andrea Zotti risponde nel suo libro Lo scontro generazionale: la ricchezza delle imprese familiari (196 pagine) edito dalla casa editrice Cleup.
Il testo di Zotti – laureato in Economia e Management presso l’Università degli Studi di Bari, socio dell’azienda di famiglia e autore presso Osservatorio Globalizzazione – si basa su una sua ricerca accademica e si focalizza sull’organizzazione aziendale nelle PMI a conduzione familiare e approfondisce il tema del passaggio generazionale, una fase che ha vissuto in prima persona. Il suo obiettivo è quello di offrire una nuova concezione di tale passaggio che conduca a una maggiore consapevolezza dello stesso; il lettore inoltre trova una serie di analisi fatte da diversi punti di vista e finalizzate a delineare un approccio più edotto sul tema. Infine, attraverso una serie di interviste che rappresentano un piccolo campione di best practice, l’autore fornisce un duplice punto di osservazione: quello dell’imprenditore uscente e quello del successore designato, per spiegare al meglio anche le dinamiche sociali, psicologiche e relazionali di questo fenomeno; il tutto scritto con un linguaggio chiaro e lineare, di facile approccio per tutti.


«Ho deciso di scrivere un libro che trattasse l’incontro e lo scontro generazionale per esaminare e discutere come junior e senior si muovano all’interno del conflitto intergenerazionale nelle aziende, scientificamente è abbastanza provato che il passaggio generazionale presenti minacce e opportunità; ho ritenuto necessario focalizzarmi nell’individuare aree di miglioramento nel processo di ricambio, provando così a offrire una soluzione, anzi una sorta di visione personale, dando valore ai diversi momenti di tensione generati più dai tempi, ritmi e stili di vita che da dinamiche strettamente aziendali. Lo stile di vita dei figli, spesso, non corrisponde a quello dei padri: il senior, attivo e dinamico, trova naturale dedicare l’intera giornata al lavoro, il figlio, per quanto possa essere ambizioso e tenace, a fatica riesce ad adeguarsi ai ritmi serratissimi senza sentire la propria vita decurtata o frustrata negli interessi personali. Ho cercato di aprire un orizzonte in più su un tema molto dibattuto nella letteratura aziendalistica, ma anche tra gli studi sui processi organizzativi più complessi, con lo scopo finale di capire come si possa favorire la lettura della transizione generazionale nell’impresa a gestione familiare» spiega l’autore.

 


Editrice Cleup

«C’è chi vuole preservare le pietre, chi le tradizioni, chi le ricette. Io vorrei conservare le persone e le loro vite, soprattutto se le persone in questione sono esempi incredibili di vite da romanzo, di esistenze uniche, indimenticabili: delle piccole opere d’arte».

Simone Zaccagni con Gigino Menichetti

Quaranta biografie romanzate. Quaranta eugubini normalmente eccezionali. Quaranta personaggi le cui gesta sono passate alla storia e i loro aneddoti raccontati a distanza di anni. Una vera squadra di top player raccolti nel libro Eugubini Fantastici scritto da Simone Zaccagni (edito da Alter Erebus press & label) che verrà presentato a Gubbio nel chiostro di San Pietro nelle serate di sabato 26 giugno (18.30) e domenica 27 giugno (21.00).
Abbiamo incontrato Simone in anteprima per farci svelare i segreti di quest’opera, che non vuol essere solo goliardica ma anche – a suo modo – storica: «Ho voluto rendere immortali persone che, con la sola tradizione orale, rischiavano di scomparire. Gubbio ha un Pantheon di questi personaggi, ha una pletora di campioni, un po’ come la serie A degli anni Ottanta e io, come Roberto Mancini, ho selezionato i migliori. Stiamo parlando di personaggi degli anni Cinquanta, Sessanta, Settanta; ancora vivi ce ne sono soltanto 5-6. Proprio per questo ho voluto omaggiarli e conservarli per evitare che si perdessero tra i ricordi: c’è l’imprenditore di successo e il disoccupato, l’artigiano e l’avvocato, il maestro e la casalinga, quelli che hanno letto un milione di libri e quelli che non sanno nemmeno parlare. Personalità semplici e personalità più complesse, tutti diversi ma uguali nell’essere ricordati da una città intera» spiega Zaccagni.

 

Gli immortali

Se Alì Babà aveva i 40 ladroni, Zaccagni ha i suoi 40 personaggi che hanno fatto, a loro modo, la storia di Gubbio e che tenta di preservare come dei veri monumenti storici. «Alcuni di loro è d’obbligo menzionarli perché, come gli artisti del Rinascimento, occorre solo il nome o il soprannome per indentificarli. A Gubbio tutti li conoscono. Penso a Luigi Allegrucci (Guerciolo) e Antonio Farneti (Cioceri) – entrambi hanno fatto anche incursioni nei programmi tivù nazionali – al commendator Pietro Barbetti, a cui hanno intitolato lo stadio, a Giorgio Gini (L’avvocato) che è stato il primo umbro a scalare il Monte Bianco e il primo eugubino a donare il sangue – a Gubbio ancora non si poteva e quindi si recò a Perugia. Tra le donne non potevo non ricordare La Penella (Penelope Banano) che negli anni dopo la Guerra inventò una sala da ballo dentro il salotto di casa sua. Tutti i sabati sera e le domeniche pomeriggio la vallata andava a ballare lì; poi – visto che l’idea funzionava – spostò la sala sopra la stalla, da vera innovatrice della green economy, così da farla scaldare dal calore del bestiame che passava attraverso le assi del pavimento, certo non passava solo il calore! Sono tutte persone che nella loro semplicità sono state innovative per l’epoca che hanno vissuto. All’interno del libro spesso s’incontrano e interagiscono fra di loro, entrando l’uno nella storia dell’altro: una specie di crossing-over letterario» prosegue l’autore.

I 40 personaggi

Una ricerca lunga 20 anni

Per scrivere Eugubini Fantastici – un chiaro omaggio al film Animali fantastici e dove trovarli – l’autore ha fatto un lungo e meticoloso lavoro di ricerca, parlando con parenti, amici o semplici conoscenti di questi personaggi, ma l’idea ha iniziato a prendere corpo una ventina di anni fa, quando con il fratello Francesco, in un sito, ha scritto e riunito le storie di 20 eugubini. «Era stata fatta anche una raccolta uscita in allegato con il giornale Gubbio Oggi: a questi ne ho aggiunti altri 20 ed ecco il libro: un volume prettamente dedicato agli umbri, ma non è detto! Al suo interno ci sono anche delle illustrazioni di Eugenio Rotondi realizzate a carboncino. Posso dire che si aggiunge al Dizionario Eugubino – Italiano che ho scritto nel 2016. Lì cercavo di salvare il dialetto, qui salvo i personaggi che hanno fatto una vita normale, ma che per vari motivi è diventata eccezionale e piena di aneddoti da raccontare e conservare» conclude Simone Zaccagni.

 


Ecco l’elenco completo dei 40 personaggi:

  1. Luigi Allegrucci (Guerciolo)
  2. Lanfranco Amedei (Panìco)
  3. Armando Baldelli (Anghiga)
  4. Michelangelo Bellini (Baleani)
  5. Penelope Banano (La Penella)
  6. Pietro Barbetti (Il Commendatore)
  7. Ermete Bedini (Il Dottore)
  8. Giancarlo Bellucci (Carlinga)
  9. Mario Bianconi (Balenella)
  10. Franco Brandelli (Mago Sanguinetti)
  11. Filippo Braccini (Sciùpete)
  12. Bruno Capannelli (Baratieri)
  13. Alessandro Casagrande (Sandro Del Forno)
  14. Aurelio Casagrande (Checco)
  15. Franco Casagrande Fioretti (Paquito)
  16. Adalgisa Cerbella (La Gisa)
  17. Giuseppe Cerri (Peppe ‘L Capelaro)
  18. Corrado Codignoni
  19. Antonio Farneti (Ciòceri)
  20. Pietrangelo Farneti (Pacio)
  21. Umbro Filippetti
  22. Enzo Gambini
  23. Mario Gillosi (Marietto Dei Vecchi)
  24. Giorgio Gini (L’avvocato)
  25. Mario Marcheggiani (Marullo)
  26. Giambattista Mazzacrelli (Tito)
  27. Mauro Mengoni (Mauro De Baldone)
  28. Luigi Menichetti (Gigino)
  29. Cecilia Morotti (La Cìa)
  30. Enrico Nicchi (Pittino)
  31. Aurelio Passeri (Elio)
  32. Natale Stefano Pauselli (Baffino)
  33. Walter Piccotti (Strizze)
  34. Claudio Pierini (Classe)
  35. Iole Poggi (La Iole)
  36. Luca Signoretti
  37. Astorre Spogli (Bacelone)
  38. Onelio Tosti (Lolly)
  39. Filippo Uccellani
  40. Piero Vispi (Pierino ‘L Ciclista)
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