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Presentato il nuovo brand turistico di Città della Pieve, Corciano, Magione, Paciano, Panicale e Piegaro.

Trenta musei, sei Comuni, un unico biglietto. Città della Pieve, Corciano, Magione, Paciano, Panicale e Piegaro fanno rete nel nome del grande Maestro a all’insegna di un turismo “rispettoso dei luoghi e delle comunità”.

E’ stato presentato il nuovo brand Terre del Perugino, attraverso il quale i sei comuni umbri intendono implementare i propri servizi turistici e aumentare la capacità competitiva del territorio. L’operazione, che amplia un’idea progettuale risalente al 2015 dei Comuni di Paciano, Panicale, Piegaro e Città della Pieve, nasce dalla stretta collaborazione tra le sei Amministrazioni Comunali e l’attuale gestore dei servizi turistici e museali (l’RTI composto dalle società Sistema Museo e Vivi Umbria società consortile).

Con Terre del Perugino entrano un’unica rete integrata i Musei e gli Uffici turistici dei territori aderenti, così da proporsi al pubblico come un’area omogenea accomunata da aspetti ambientali, culturali, artistici e gastronomici affini. Fili conduttori di questa nuova offerta sono: i paesaggi di queste terre, con il lago Trasimeno, e Pietro Vannucci, detto il Perugino, il più celebre figlio di Città della Pieve che con la sua arte ha dato lustro e fama a questo lembo d’Umbria, e che insieme appunto compongono il nome del brand.

Gli strumenti messi a disposizione sono il rinnovato portale Terre del Perugino e il biglietto unico integrato che, al prezzo di 12 euro (valido per 90 giorni), consente di visitare le strutture museali e gli spazi espositivi presenti nell’area. In particolar modo a Città della Pieve si potrà accedere all’Oratorio Santa Maria dei Bianchi, al Museo Civico Diocesano e a Palazzo Corgna; a Corciano all’Antiquarium comunale, al Centro espositivo permanente sulla cultura medievale e rinascimentale, al Torrione di Porta Santa Maria e al Museo della Pievania; a Magione al Museo della Pesca e Torre dei Lambardi, a Paciano a TrasiMemo, la Banca della Memoria del Trasimeno; a Panicale alla Chiesa di San Sebastiano, Teatro Cesare Caporali, Museo del Tulle, Museo della Sbarra; a Piegaro al Museo del Vetro.

La valorizzazione di queste strutture, secondo quanto spiegato passerà anche attraverso attività didattiche e laboratoriali, eventi e manifestazioni, attività di incoming turistico, promozione e commercializzazione.

Da Orvieto è iniziata l’animazione territoriale per la nuova fase di programmazione 2023/2027 con la quale il Gal Trasimeno-Orvietano costruirà il percorso per definire programmi, progetti e strategie a sostegno dello sviluppo locale del prossimo quinquennio.

 

Infatti l’Ente lavorerà secondo il metodo di programmazione dal basso ovvero cosiddetto bottom up per intercettare i fabbisogni del territorio e implementare un Piano di Azione Locale che possa essere di vero sostegno all’economia rurale. È necessario tener conto che lo scenario è oggi profondamente diverso da quello delle precedenti programmazioni, a seguito delle forti crisi che hanno condizionato i processi economici e sociali in questi ultimi anni segnati da una pandemia, da una guerra alle porte dell’Europa e da una crisi energetica senza precedenti. Già negli ultimi due anni il Gruppo di Azione Locale ha voluto cambiare il passo precedente, sostenendo principalmente gli investimenti delle piccole-medie imprese e gli eventi, proprio per i motivi appena citati, spostando l’attenzione sulla parte privata dell’economia piuttosto che su quella pubblica, proprio perché in questo momento è quella che soffre di più. Saranno poi i dati, l’analisi swot, l’individuazione di punti di forza e di debolezza a condurre le scelte di base, ma sarà soprattutto la capillare animazione che coinvolgerà la popolazione locale, le parti sociali, gli Enti locali, il mondo legato all’impresa che segnalerà criticità e necessità di cui si dovrà necessariamente tener conto.  Lunedì prossimo 23 ottobre alle ore 17 in sala comunale a Orvieto ci sarà la prima iniziativa a cui ne seguirà un’altra il 25 gennaio a Città della Pieve presso la sede del Gal e, a seguire, una serie di altre assemblee in giro per entrambe le due aree  del Trasimeno e dell’Orvietano nelle quali si illustreranno gli elementi base del bando regionale, ma soprattutto si proporrà un concorso di idee per la nuova programmazione coinvolgendo gli stakeholder a indicare strategie e a presentare idee programmatiche. Siamo infatti convinti del fatto che il successo di ogni programmazione e soprattutto il raggiungimento degli obiettivi che ci assegna l’Unione Europea, passa proprio per questo tipo di approccio, tipico dell’iniziativa Leader e della Misura 19 del nuovo CSR (Complemento di Programmazione Reginale) che è proprio dedicata ai Gruppi di azione Locali.


Tutti i programmi e le attività saranno consultabili nel sito del Gal: www.galto.info.

Una nuova formula per diffondere la cultura dell’opera lirica al grande pubblico e, soprattutto per coinvolgere i giovani, nell’ascoltarla e nel praticarla.

Il nuovissimo Talent per Cantanti Lirici, ideato e condotto dal Tenore Gianluca Terranova in onda su SKY 176 Explorer Hd, che è approdato in Umbria con due spettacoli e una intera giornata dedicata alle audizioni per la seconda serie, è stata un vero successo sia per l’apprezzamento che ha avuto il pubblico che per i nuovi followes su Instagram. Infatti anche questa modernissima formula della diretta sul social più in seguito in questo momento è un modo per fare uscire l’Opera dai Teatri e farla capire ed apprezzare a un pubblico essenzialmente giovanile. Moltissimi gli iscritti alle audizioni del 4 gennaio scorso al Mancinelli di Orvieto, così tanti e da ogni parte del mondo, che l’iniziativa ha richiesto addirittura la necessità di una preselezione i giorni che hanno preceduto l’appuntamento. Altrettanto seguite sia dal pubblico in sala che dai social i due spettacoli, un vero successo al punto tale che Instagram ha quasi raddoppiato la sua performance e i cantanti in gara sono stati super votati.

 

 

Altri artisti di fama si sono esibiti, o hanno fatto parte della Giuria. Infatti la gara di cantanti lirici, ha visto l’accompagnamento al pianoforte con la magistrale interpretazione dal M° Mirca Rosciani (20 anni al Rossini Opera Festival) e la Giuria di queste selezioni umbre ha visto il coinvolgimento di importanti personalità quali:

– il baritono M° Alberto Gazale a cui è stata assegnata la direzione artistica di un importante teatro lirico italiano, quale quello di Sassari;

– l’Agente Lirico M° Angelo Gabrielli della Stage door Agency uno dei più noti agenti della musica classica e l’ultimo agente di Luciano Pavarotti;

– il direttore artistico del programma: il Tenore Gianluca Terranova;

– il M° Mirca Rosciani;

 

La Giuria presente durante le gare IOT LIVE come osservatori di giovani talenti ma non hanno votato, dando al pubblico pieno potere decisionale, infatti nelle due selezioni un giovane è stato scelto con la gara Instagram e uno con l’applausometro con il pubblico in presenza. I vincitori accederanno di diritto alle fasi eliminatorie di IOT Seconda Ed____izione 2023-24. Le due serate umbre sono state registrate e messe in onda successivamente, dando visibilità alle bellezze della Regione e delle sue meravigliose opere d’arte, come le Opere del Signorelli e del Perugino, nel 500mo anniversario dalla morte, che hanno fatto da Scenografia all’intera Gara in Teatro. È con piena soddisfazione che il Gal Trasimeno-Orvietano ha sostenuto questa iniziativa e ringrazia il Maestro Gianluca Terranova, che è stato menzionato dal M° Alberto Gazale come il Tenore più bravo al mondo, per aver deciso di portare questa proposta in Umbria.

 

 

«Un’opportunità per far conoscere la Regione, e in particolare il territorio del Gal al mondo e ai milioni di followers virtuali e reali che questa formula, come pure l’opera lirica tradizionale ha soprattutto fuori dal nostro Paese. Sappiamo però che la cultura legata all’opera è un prodotto tutto italiano e il fatto che sia apprezzato e conosciuto nel mondo e una importante promozione per l’Italia e, nel caso specifico per queste due cittadine che hanno ospitato il Talent, e che di Bellezza possono vantarsi ed avvantaggiarsi a supporto dell’economia turistica» spiegano dal Gal. Altri appuntamenti seguiranno a breve e in primavera con il Maestro Gianluca Terranova altrettanto importanti e altrettanto utili alla promozione del territorio.

IOT LIVE… tieni acceso lo smartphone in teatro!

Il nuovissimo Talent per cantanti lirici, ideato e condotto dal tenore Gianluca Terranova in onda su SKY 176 Explorer Hd, con successo di pubblico e stampa, approda in teatro con il format IOT LIVE; prime due date in Umbria a Città della Pieve e Orvieto il 3 e 5 gennaio 2023, date organizzate in collaborazione con il Gal Trasimeno-Orvietano.

Il format consiste in una gara di cantanti lirici, accompagnati al pianoforte dal M° Sergio La Stella (41 anni al Teatro dell’Opera di Roma) che saranno votati in tempo reale dal pubblico in sala e da coloro che seguiranno la diretta Instagram.

Basterà seguire @iot_italiaoperatalent su Instagram e alla fine della gara si potrà porre il like sul cantante preferito; chi riceverà più like sarà il vincitore e accederà di diritto alle fasi eliminatorie di IOT Seconda Edizione 2023-24.

Le due serate umbre verranno registrate e messe in onda successivamente, dando visibilità alle bellezze della regione e mettendo in risalto le sue meravigliose opere d’arte – come le opere del Signorelli e del Perugino nel 500mo anniversario dalla loro morte – che faranno da scenografia all’intera gara in teatro.

Il 4 e 5 gennaio inoltre, al Teatro Mancinelli di Orvieto, saranno aperte al pubblico le audizioni per i cantanti lirici provenienti da tutto il mondo che vorranno partecipare alla seconda edizione di IOT.

La Giuria di queste selezioni umbre sarà formata da:

– il nuovo direttore artistico del Teatro di Tradizione di Sassari: il baritono M° Alberto Gazale;

– l’agente lirico M° Angelo Gabrielli della Stage door Agency;

– il direttore artistico del programma: il Tenore Gianluca Terranova;

– il M° Sergio La Stella;

I giurati saranno presenti durante le gare IOT LIVE in qualità di osservatori dei giovani talenti ma non voteranno, dando al pubblico pieno potere decisionale.

Per info scrivere a italiaoperatalent@gmail.com www.operatalent.it


Il Gal Trasimeno-Orvietano e le Amministrazioni Comunali di Orvieto e Città della Pieve ringraziano il Maestro Gianluca Terranova, una voce e un tenore famoso in ogni parte del mondo, che ha deciso di portare questa proposta in Umbria e, soprattutto, che mette a disposizione il suo impegno per diffondere l’Opera Lirica tra i giovani incoraggiando e selezionando nuovi talenti provenienti da ogni Paese del mondo. Un format piacevole, leggero, ma di altissimo livello che coinvolge altri grandi professionisti oltre il Maestro Terranova, in una strada che vuole diffondere e valorizzare un settore della cultura che è tutto italiano e che viene apprezzato in ogni parte del Globo. Una opportunità anche per far conoscere l’Umbria, una promozione per queste due cittadine che ospiteranno il Talent, e che di Bellezza possono vantarsi ed avvantaggiarsi a supporto dell’economia turistica.

 


 

Si è svolta il 20 ottobre scorso a Città della Pieve, presso la sede del Gal Trasimeno-Orvietano, una riunione operativa tra i firmatari del Protocollo d’intesa – oltre al Gal, i Comuni di Cortona, Città della Pieve, Orvieto e Todi – con l’obiettivo di individuare i programmi e il progetto per le celebrazioni del 500mo anniversario dalla morte di Perugino e Signorelli.

Il Gal ha annunciato che sta prendendo forma un accordo di cooperazione interregionale tra diversi Gal Umbri e Toscani che potrebbe coinvolgere 6 Gal, 4 umbri e 2 Toscani, nel cui territorio ci sono opere di questi due grandi artisti del Rinascimento Italiano, che ha avuto già il consenso del Gal Alta Umbria, nel cui territorio il Perugino ha lasciato diversi grandi opere, e per il quale si è in attesa di altri imminenti riscontri. Nella riunione che si è riaggiornata per il giorno 18 novembre ad Orvieto, si coinvolgeranno, nel progetto, tutti gli altri Comuni che hanno nel proprio territorio tracce dell’opera di Signorelli, Perugino e relative scuole. Si è poi già acquisita la disponibilità ad entrare nel progetto di alcuni privati ed in particolare Opera del Duomo di Orvieto per la Cattedrale e la Cappella di San Brizio e Proloco di Fontignano per la Tomba del Perugino ed aperta ad ogni tipo di collaborazione per la promozione degli eventi anche La Galleria Nazionale dell’Umbria. Il Gal Trasimeno-Orvietano intende innanzitutto sostenere, anche con risorse proprie, la promozione e la comunicazione di tutti gli eventi e le iniziative che, in maniera del tutto autonoma i vari Comuni dell’accordo di programma, quelli che faranno parte del progetto e gli altri soggetti che ne hanno titolo, proporranno. Oltre a ciò si vuole far conoscere per sostenere il turismo che potrà attrarre questo importante evento, il patrimonio culturale rinascimentale e i luoghi delle opere, i paesaggi e anche l’offerta turistico-ricettiva, i punti delle eccellenze enogastronomiche, gli itinerari e i pacchetti turistici tematici del doppio anniversario. La comunicazione si avvarrà delle più moderne tecnologie quali la realizzazione di una App, un applicativo per dispositivi mobili (smartphone, Ifone e Android), una mappa con relativa localizzazione dei luoghi del Perugino e Signorelli e indicazione del percorso per raggiungerli, un portale ed un sito dedicato, ma anche di attività più tradizionali quali la presentazione a Fiere del Turismo a livello nazionale ed internazionale, creando momenti ed eventi di promozione specifici nelle città più importanti d’Italia ed in particolare a Roma e Milano. A questo proposito si intende sostenere la Guida di Repubblica dedicata a Perugino e Signorelli il Master in Turismo Sostenibile e Managment delle imprese creative e culturali proposto da Luiss Business School e Accademia Intrecci, un accordo con FIAVET e Confindustria per la predisposizione di pacchetti turisti specifici da vendere in tutte le agenzie di viaggi a livello nazionale ed un accordo con ENIT per promuovere l’evento in tutte le loro sedi nel mondo. Gli altri interlocutori presenti hanno annunciato mostre, ed in particolare i comuni di Cortona sul Signorelli e di Città della Pieve su Perugino, Conferenze e convegni quali l’Opera del Duomo di Orvieto ed altre iniziative ancora da definire. Il Comune di Todi, dove troviamo opere dello Spagna allievo dei due maestri, ha presentato una idea progettuale che precede tre momenti, un itinerario esterno attraverso il quale è possibile ammirare tutti gli artisti rinascimentali che si trovano in città, una mostra rinascimentale presso il Museo Civico dove attorno alla bellissima Pala dello Spagna verrà ricostruito un ambiente con contenuti multimediali e un ciclo di conferenze. Per il resto al prossimo appuntamento, che sarà allargato ad altri Comuni e soggetti che volessero lavorare in questo ambito progetto, saranno presentate altre iniziative e, il Gal Trasimeno-Orvietano si è preso l’impegno di proporre alcune ipotesi di logo attraverso cui veicolare tutta la promozione.

«Tutti i dialetti sono metafore e tutte le metafore sono poesia». (Gilbert Keith Chesterton)

Città della Pieve è una città di confine. Per questo il suo dialetto risente delle influenze delle terre vicine: dalla Toscana orientale al nord del Lazio, fino a contaminazioni ternane e perugine. Insomma, un mix di linguaggi che si fondono per dare vita alla parlata pievese. Con l’ultima tappa (forse!) di Dialettiamoci andiamo alla scoperta della lingua di Città della Pieve e a guidarci è Ario Acquarelli, pievese doc e curioso appassionato dell’argomento.

Ario Acquarelli

«Oramai il dialetto si sta perdendo, è legato prevalentemente a una cultura contadina e a una popolazione anziana o che non c’è più. I giovani lo parlano poco, molti termini sono scomparsi e spesso loro nemmeno li conoscono» spiega il signor Acquarelli.
Se girando per la cittadina umbra vi diranno: «Che te pijàsse ‘n colpo… quanto tempo che ‘n te vedo» o «Che te pijàsse ‘na paralisi!», tranquilli l’insulto è a scopo amichevole, perché qui si salutano – come in altre zone dell’Umbria – mandandosi non proprio degli auguri. Te pijasse sonno invece è una frase bonaria di rimprovero.
I rimproveri appunto e le male parole sono tradizionali nel vernacolo e quindi se sei un perditempo ti diranno: ‘nte sudà oppure aspetta maggio che giugno vene o se’ lungo come la messa cantata.
I babbani per i pievesi sono gli abitanti della vicina Toscana, mentre un cacanizzolo è una persona piccola di statura e fastidiosa, invece quando è solo fastidiosa è gnòrgna. Se cerchi di barare ma non ci riesci sei uno che: sapélla giusta ma ‘n sapélla raccontà.
A Città della Pieve sono curiosi come le cecche (gazza ladra) e gli impiccioni formano una chiucchiurlàia (gruppo di persone che sparla) che spesso tra trippole e trappole (tra una cosa e un’altra) te rimagnàno co’ panni addosso (ti rimproverano), soprattutto se fe nisdèa (fai un disastro), ma occhio a non aver il can guasto (sei arrabbiato), anche se c’è un baldresco (gruppo di persone che fa confusione). Inoltre mi raccomando stà ‘al balzello (stare a controllare, aspettare al varco).

 

Palazzo Bandini

 

Purtroppo, come ci spiega Ario Acquarelli, i frègni (ragazzi: frègno – ragazzo, frègna – ragazza. Il fregnòne invece è un burlone) non conoscono molti termini che si usavano anticamente: «Non diranno mai abbiricchià (attorcigliare. Come facevano le donne quando attorcigliavano i panni per strizzarli), addòpio (sonnolenza – doppo ave’ magnato me pija sempre l’addòpio) oppure m’ha preso il pujàno (preso sonno) così come m’ha preso ‘na starna o m’ha preso ‘na stoppa (mi sono ubriacato). Meno ancora lippe lappe (quando c’è qualcosa che fa gola, che piace)».
Se corri forte a Città della Pieve fai le lute (le scintille del camino), quando balugina vuol dire che sta per arrivare un temporale, mentre acciuetà si traduce con acchiappare; puoi essere arronchettato (piegato) o appindolone (appeso), ma attenti a non sguillà (scivolare).
E poi… quando le cose vanno veramente male: Piovessero gli incudini co le falce fienaie a vento.

 


Le puntate precedenti

Perugino
Eugubino
Castellano
Folignate
Spoletino
Ternano
Orvietano

«Nei nostri territori c’è stato un profondo cambiamento generazionale, sociale e anche politico. Sono cambiati i protagonisti della vita pubblica ed è mutato l’orizzonte culturale; tuttavia è rimasto intatto il cuore verde e spirituale di questa regione».

Cardinale Gualtiero Bassetti

Il cardinale Gualtiero Bassetti è andato in pensione la scorsa primavera, ma è rimasto arcivescovo emerito della sede metropolitana di Perugia – Città della Pieve, che ha guidato dal 2009 al 2022. Nato in Toscana ma umbro d’adozione, dal 2017 al 2022 è stato anche presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI). Abbiamo avuto la possibilità di fargli alcune domande su Perugia e sull’Umbria, ma anche sulla situazione mondiale e su aspetti della sua vita privata come il recente pensionamento: «Farò il sacerdote a tempo pieno, con la stessa passione di prima ma con minori impegni. Se ce ne sarà l’opportunità, darò il mio contributo per valorizzare il patrimonio culturale e religioso del territorio».

 

Eminenza, come sono cambiate Perugia e l’Umbria in questi tredici anni in cui è stato vescovo dell’arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve?

In tredici anni sono cambiate molte cose sia a Perugia sia in Umbria. Del resto è profondamente mutata la società nella sua interezza. Il passaggio d’epoca a cui ha fatto spesso riferimento Papa Francesco è una questione reale, concreta e visibile. Nei nostri territori c’è stato un profondo cambiamento generazionale, sociale e anche politico. Sono cambiati i protagonisti della vita pubblica ed è mutato l’orizzonte culturale, tuttavia è rimasto intatto il cuore verde e spirituale di questa regione: i paesaggi e i borghi sono rimasti gli stessi, non hanno perso le loro peculiarità storiche e sono indubbiamente tra i più belli d’Italia; i luoghi sacri più famosi, ma anche quelli meno noti, continuano inoltre a essere frequentati, non solo dal turismo religioso, ma da molti fedeli che si abbeverano alla sorgente della fede che qui in Umbria sgorga ormai incessantemente da secoli.

Il mese scorso è diventato cittadino onorario di Perugia: si sente ora un po’ perugino? Le ha fatto piacere questo riconoscimento?

Mi ha fatto molto piacere questo riconoscimento perché significa che forse ho lasciato non solo qualcosa di buono, ma anche qualcosa di mio in questa città. Le parole delle autorità civili, a partire da quelle del sindaco, mi hanno veramente commosso e fatto sentire parte di una storia cittadina antica e prestigiosa. È proprio vero, come diceva La Pira, che le città hanno un’anima. E adesso anch’io mi sento compartecipe di quest’anima.

C’è qualcosa che vorrebbe dire ai perugini che ancora non ha detto loro o che non “poteva” dire per il ruolo che ricopriva?

Non ho nascosto assolutamente nulla al mio popolo. Piuttosto, ai perugini vorrei aggiungere: siate sempre voi stessi coltivando con premura e amore la nostra città. Siate accoglienti perché ogni giorno che passa crescono nelle persone le lacrime da asciugare e le piaghe da fasciare. I primi difensori della città sono infatti gli stessi abitanti che la vivono quotidianamente investendo energie, risorse e idee. In questi anni ho visto alcuni borghi della città risorgere in modo eccezionale. Questa mi sembra la strada per il presente e per il futuro.

Stiamo vivendo anni molto difficili: pandemia, guerra e ora l’ombra della carestia. Il ruolo della Chiesa e i numerosi appelli del Papa quanto sono importanti? Si potrebbe fare qualcosa di più? 

Il Papa e tutta la Chiesa si stanno impegnando alacremente per far cessare il terribile conflitto in Ucraina, cercando di dar vita a un negoziato, portando aiuti materiali dove è necessario e assistendo migliaia di rifugiati. Parlo della guerra in Ucraina perché è quella più vicina a noi, ma la Chiesa cattolica è presente, non da ora, in tutte le zone di crisi del mondo. Lo stesso impegno è stato profuso inoltre durante la pandemia, cercando di aiutare in ogni circostanza gli ammalati, le persone sole, le famiglie e gli anziani. Tutti i canali a nostra disposizione – diplomatici, sociali e spirituali – sono sempre aperti per prendersi cura dell’uomo ferito. Tuttavia, da sempre, lo sforzo più importante della Chiesa non è propriamente visibile ma è sicuramente quotidiano, costante e incessante: ed è la preghiera. D’altronde come diceva La Pira, la preghiera è la forza motrice della storia.

Ha vissuto la pericolosità del Covid in prima persona: un po’ questa esperienza l’ha cambiato?

È stata un’esperienza, al tempo stesso, durissima e preziosissima. Sono stato a un passo dalla morte e ho sentito la vita che mi stava abbandonando. In quei momenti ho sperimentato l’abbandono nelle braccia di Dio. Un abbandono totale e pieno di speranza. Sul letto della terapia intensiva inoltre ho sperimentato la sofferenza della malattia ma anche l’amore dei medici e degli infermieri che si sono presi cura di me. Sono stati per me una sorta di angeli in camice bianco che vivevano il loro lavoro come una missione. Li porterò sempre nel mio cuore. E condividere le sofferenze del Covid nell’Ospedale della Misericordia, accanto alla mia gente, è stata per me una grazia di Dio.

 

Il Cardinale con i bambini di una scuola perugina

Nella sua nuova residenza nel palazzo vescovile di Città della Pieve porterà la sua grande biblioteca: c’è un volume al quale è più affezionato?

Ci sono molti volumi a cui sono legato, a partire da quelli della mia formazione. Penso per esempio ai libri di Maritain e Mounier, molti dei quali in lingua francese, che hanno caratterizzato la mia gioventù. Ai tantissimi libri di e su Giorgio La Pira, da cui ho spesso tratto ispirazione e che ho citato molte volte nei miei interventi pubblici. Oppure a quelli di don Mazzolari e di don Milani. Inoltre sono anni che sul mio tavolo ci sono diverse edizioni della Divina Commedia, mi esercito nell’imparare a memoria le terzine più significative. Ci sono però anche alcuni volumi più personali che contengono una dedica e che mi ricordano una parte importante della mia vita. Penso per esempio al libro di Giuliano Agresti, Vita nuova di San Francesco del 1978. Un libro bellissimo di una persona che, non solo è stata Rettore del Seminario di Firenze e poi vescovo di Spoleto, Norcia e Lucca, ma anche segnato la mia vita come uomo e come sacerdote.

In molti se lo chiederanno: cosa fa un cardinale in pensione?

Farò il sacerdote a tempo pieno, con la stessa passione di prima ma con minor impegni. Laddove ci sarà bisogno del mio aiuto, compatibilmente con la mia salute, io ci sarò. E magari, se ce ne sarà l’opportunità, darò il mio contributo per valorizzare il patrimonio culturale e religioso del territorio.

A Città della Pieve è di casa anche il premier Mario Draghi, magari vi incontrerete per la città…

E sarà l’occasione per confrontarci su tanti problemi vitali…

Un importante gesto di generosità da parte del Rotary Club di Città della Pieve, che ha donato un defibrillatore semiautomatico a favore della comunità pievese.

Il Rotary Club di Città della Pieve, nelle persone del presidente Giuseppe Piscitelli, della moglie Fiorenza e del prefetto rotariano Gennaro Albolino, hanno consegnato nella sala consiliare comunale al sindaco Fausto Risini, all’assessore Luca Marchegiani e a tutta la Giunta, un defibrillatore semiautomatico a servizio della cittadinanza e dei turisti.

 

Rotary Club Città della Pieve

 

Il defibrillatore è di grande utilità nella vita quotidiana dei soccorritori, riuscendo a salvare le vite delle persone che potrebbero accusare un malore di natura cardiaca. Infatti, si tratta di un piccolo strumento a dimensioni ridotte, dotato di due piastre da applicare a una persona priva di conoscenza per un presunto arresto cardiaco e l’apparecchio eroga la scarica elettrica necessaria per ripristinare la funzionalità del cuore. Il sindaco Fausto Risini, ha dichiarato: «Possiamo essere solo grati al Rotary Club di Città della Pieve e al suo presidente Giuseppe Piscitelli, per un gesto di così grande generosità che potrà salvare delle vite umane. Ringrazio a nome della nostra cittadina, tutti i rotariani pievesi, per la profonda sensibilità dimostrata e di aver messo a disposizione un prezioso defibrillatore».
Il presidente del Rotary Club pievese, Giuseppe Piscitelli, ha detto: «Siamo consapevoli dell’importanza di questo dispositivo, a servizio sia per i residenti sia per i tanti turisti che vengono a visitare il nostro bellissimo Borgo. Il nostro club ha pensato che il defibrillatore è un apparecchio fondamentale per salvare vite. Generalmente ci sono appena sette minuti per intervenire: è il brevissimo tempo che intercorre tra la vita e la morte. Per questo un defibrillatore può salvare una vita umana e noi, come rotariani, abbiamo creduto fortemente in questa iniziativa a favore della cittadinanza di Città della Pieve».

Grande successo di pubblico giunto da tutta Italia, per la kermesse dedicata alla poesia in tutte le sue forme, che si è svolta presso la Rocca Medievale Perugina di Città della Pieve. Oltre 100 autori, che nei tre giorni del festival culturale, hanno dato voce a parole, versi e immagini nei vari e innovativi linguaggi poetici.

A Città della Pieve ha avuto luogo la prima edizione di Poesia Trasimeno, il festival poetico nazionale dedicato alla poesia in tutte le sue forme. La manifestazione, organizzata da Jean Luc Bertoni e Marco Pareti, si è svolta con il patrocinio del Comune di Città della Pieve, del GAL Trasimeno-Orvietano, dell’URAT (Unione Ristoratori e Albergatori del Trasimeno) e di Europa Comunica Cultura. L’evento ha accolto la mostra di poesia visiva di Giorgio Moio, quella fotografica di Angelo Angelucci, quella artistica di Mara Pianosi e quella di Origami di Kim Hee Jin.

 

 

Il programma è stato denso e vario in tutte le forme tradizionali e innovative del linguaggio poetico, in linea con il concorso previsto in seno alla manifestazione che ha contato otto sezioni per le quali sono stati decretati i relativi vincitori: per la Poesia: Diletta Cappannini, Piera Andreani, Rita Bonetti e Graziella Mallamaci; per la Poesia Dialettale: Elvio Grilli, Igor Issorf e Vittoria Simone; per l’Haiku: Francesca Pecorella, Piera Andreani e Sara Orsetti; per la Fotografia, Carlo Coronella, Angelo Angelucci e Roberta Costanzi; per la Poesia Visiva: Stefania Paci; per i Racconti: Anna Maria Massari, Sandra Frenguelli e Danilo Di Prinzio; per i Romanzi: Daniela Iodice, Cristiano Parafioriti e Michele Caiati; per la Video Poesia, Marika Campeti, Lolita Rinforzi e Olena Romanko. La Giuria è stata presieduta da Bruno Mohorovich e composta da Barbara Colapietro, Pietro Sorcinelli e Sergio Tardetti. Premi speciali per la Cultura a Bruno Mohorovich, per il Teatro a Floriana La Rocca, per il Sociale a Elisabetta Chiabolotti e per la Letteratura a Marcello Soro.

Reading poetici, presentazioni di libri e di collane editoriali, proiezioni e filmati, concorsi e club letterari, presentazioni animate per bambini, con molti autori a vivacizzare la manifestazione, tra cui ricordiamo Donato Antonio Loscalzo, Maria Grazia Amati, Anthony Caruana, Angelo Lippo, Daniele Mastrobaldo Baldoni, Floriana La Rocca e molti altri. Tra gli ospiti il noto regista Enrico Bellami, il poliedrico artista Alfiero Toppetti e il presidente del Rotary Club di Città della Pieve, Giuseppe Piscitelli con la signora Fiorenza.

Partner dell’evento: I Mestieri del Cinema Umbri, il Consorzio dello Zafferano di Città della Pieve, le associazioni FulgineaMente, Accademia Pietro Vannucci di C.d.Pieve, Caffè Corretto e la Panchina dei Poeti di Isola Maggiore nel Trasimeno. Inoltre RTN Radio, AboutUmbria, Radici & Talenti, TEF e MEP Radio, sono stati i media partner.

 

 

Fausto Risini, sindaco del borgo pievese, ha detto: «Siamo orgogliosi di aver ospitato la prima edizione di Poesia Trasimeno, dove la poesia sensibilizza e onora gli animi. Siamo altresì contenti che eventi culturali come questo, facciano conoscere a chi non c’è mai stato, il nostro territorio e favoriscano un turismo sostenibile e attento alle nostre bellezze paesaggistiche e storiche e alle eccellenze enogastronomiche. Un arrivederci alla prossima edizione». La direttrice del GAL Trasimeno-Orvietano, Francesca Caproni, invece ha dichiarato: «Il nostro GAL è sempre vicino a eventi come Poesia Trasimeno, il festival della poesia che ci mancava. È una bellissima manifestazione culturale che contribuisce alla promozione del nostro comprensorio e ha fatto raggiungere i nostri luoghi da tantissimi turisti provenienti da varie località italiane e di conseguenza ha portato interessi economici alle attività locali. Siamo orgogliosi di aver contribuito alla perfetta riuscita di Poesia Trasimeno e non vediamo l’ora che giunga la seconda edizione».

Città della Pieve, 31 maggio ‘22 – La poesia e la fotografia, nei loro linguaggi d’arte, saranno protagoniste presso la Rocca di Città della Pieve, dove dal 3 al 5 giugno verranno declinate in varie e molteplici modalità..

L’inaugurazione della rassegna Poesia Trasimeno è prevista alle ore 11,00 di venerdì 3 giugno, presso i locali della Rocca Medievale Pievese, dove saranno presenti le autorità istituzionali per i saluti e l’ingresso sarà libero e gratuito per gli appassionati e i curiosi del genere.

Il programma, messo a punto dagli organizzatori, Jean Luc Bertoni e Marco Pareti, è vasto e si rivolge a tutte le fasce di età.

«La rassegna culturale – spiegano – è un insieme di eventi con vari linguaggi d’arte, sia espressivi sia visivi: una mostra fotografica, la poesia visiva, i reading poetici, la presentazioni di libri e di collane editoriali, la partecipazione di club letterari, un concorso letterario e fotografico con le premiazioni nelle sue varie sezioni: narrativa, racconti, video poesia, poesia, poesia dialettale, haiku e fotografia. Inoltre performance e interpretazioni poetiche, proiezioni di video/filmati, manifesti distribuiti per la città contenenti immagini e versi degli artisti aderenti all’evento, un catalogo illustrato, presentazioni animate per bambini, declamazioni di poeti partecipanti a concorsi di associazioni culturali partner, come FulgineaMente, Caffè Corretto, l’Accademia Pietro Vannucci di Città della Pieve e la Panchina dei Poeti, completano e arricchiscono il cartellone»

Sostengono la manifestazione, la Regione Umbria, il Comune di Città della Pieve, il GAL Trasimeno-Orvietano, l’URAT (Unione Ristoratori e Albergatori del Trasimeno), Europa Comunica Cultura, l’Associazione dei Mestieri del Cinema Umbri e come media partner, TEF, Umbria+TV, TeleRoma, Radici& Talenti, RTN Radio, AboutUmbria e MEP Radio.

 

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