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Il Summer night open-air forum di Assisi è stato organizzato da U.M.B.R.E. e Universo Assisi per favorire il dialogo e confrontarsi sulle possibilità collaborative e sui pensabili progetti futuri in comune circa il turismo, l’enogastronomia e l’innovazione digitale sotto il tema dell’internazionalizzazione.

Johann Wolfgang von Goethe, durante il suo Viaggio in Italia nel 1786, rimase incantato dal Tempio di Minerva di Assisi così come tutti quelli che hanno assistito, nell’ambito del 50° anniversario del gemellaggio tra Assisi e San Francisco, alla tavola rotonda che si è tenuta durante il Summer night open-air forum, organizzato da Universo Assisi e U.M.B.R.E.
La manifestazione ha avuto come scenario la bellissima piazza del Comune e come sfondo l’imponenza delle sei colonne con capitelli Corinzi dell’antico Tempio romano.

 

 

Le donne U.M.B.R.E.

U.M.B.R.E. (United Marketing for Business and Regional Experience) è un network umbro al femminile dedicato al settore turistico anche internazionale, guidato da cinque imprenditrici di successo di seconda generazione e provenienti da vari settori industriali: Ilaria Baccarelli, Federica Angelantoni, Cristina Colaiacovo, Ilaria Caporali e Michela Sciurpa. Oltre a queste cinque donne affermate, hanno partecipato al forum importanti personalità del mondo dell’impresa, del settore turistico, dell’informazione e della tecnologia.
Da Assisi, Stefania Berardi, Stefano Tulli, Matteo Montanari e l’italoamericana Angela Alioto, avvocato e politico e convinta fautrice delle relazioni Umbre-Californiane mentre, collegati in streaming dalla lontana San Francisco, Simone Brunozzi e la giornalista Serena Perfetto e dal Salento, la chef Viola Buitoni. Nell’occasione si è voluto favorire un dibattito e un confronto per cui l’Umbria e la California potrebbero dare l’abbrivio a nuove e future sinergie progettuali nell’ambito turistico, enogastronomico e dell’innovazione digitale.

Puntare sulle eccellenze

Impresa, formazione e turismo sono stati tra gli argomenti approfonditi durante la tavola rotonda e messe in risalto le eccellenze dell’Umbria come testimonianza, veicolo promozionale e valorizzazione del territorio, nonché le differenze e le affinità tra l’Umbria e la California. L’enologia, l’olivicoltura, la gastronomia, il paesaggio, la natura, l’arte e la cultura in genere sono tra le eccellenze sui cui l’Umbria può puntare per attrarre maggiore mercato, ma questo potrebbe non bastare.
I valori della tradizione e del passato debbono necessariamente essere riconosciuti, esaltati, affiancati a moderne tecnologie, ad avanzate strategie di business e sostenuti dalle istituzioni a partire da quelle locali, come viene fatto in alcuni casi virtuosi. Assisi ne è un esempio concreto.
Comunicare, incuriosire e soddisfare le aspettative degli ospiti sono stati gli altri argomenti con i quali i relatori hanno intrattenuto i presenti, mettendo a fuoco l’importanza di nuovi sistemi tecnici e delle innovative modalità comunicative, per tendere a una maggiore efficacia promozionale e imprenditoriale.
Durante la serata si è ribadito che il turismo è un settore di comune interesse tra l’Umbria e la California, dove si possono incrementare nuove o rinnovate collaborazioni, simbiotiche e complementari. Nella circostanza, le parole chiave sono state impresa, turismo, innovazione digitale e internazionalizzazione.

 

Tempio di Minerva di Assisi

 

L’iniziativa è stata sostenuta e ben recepita dal Consolato Italiano di San Francisco, come testimoniato dal console Lorenzo Ortona in un video-messaggio trasmesso durante la serata. Michela Sciurpa, presidente di U.M.B.R.E., ha detto che nelle loro strutture ricettive è prevista una formazione sperimentale costante riguardante alcune eccellenze tipiche quali l’enogastronomia e la moda e temi chiave come la gestione e l’innovazione.
È stato rimarcato il concetto sull’apprezzamento delle preminenze regionali che dovrebbe avvenire tramite visite culturali ed enogastronomiche, in azienda o attraverso incontri, seminari e convegni. Nell’occasione si è auspicato che l’esperienza vissuta dai turisti che vengono in Umbria, dovrebbe calarsi maggiormente in un territorio ammantato da natura e storia e in sintonia con il suggestivo paesaggio che la regione offre, entrando così in contatto con le arti e i mestieri locali e i suoi artigiani. Cristina Colaiacovo, ha aggiunto che la valorizzazione dell’Umbria, deve passare anche per un turismo sostenibile ed evoluto, alimentato da nuove tecnologie e sospinto da efficaci e mirate modalità comunicative, immerse all’interno della vastità di internet, che rappresenta costanti e dinamiche potenzialità di business.
Ha chiuso la serata il Sindaco, l’attivissima Stefania Proietti, ricordando con orgoglio il 50° anniversario del gemellaggio tra Assisi e San Francisco e la sintonia nel preparare insieme alle U.M.B.R.E. e a Universo Assisi, l’evento della serata.
Anche le parole di Goethe, rispetto all’evento assisano, non sarebbero mai state più centrate: «Non mi sarei mai saziato d’osservare la facciata e la geniale coerenza dell’artista ch’essa dimostra (…)».

È proprio vero! Infatti, ancora oggi, molte strade si dirigono verso la nostra Capitale seguendo i vecchi tracciati delle antiche consolari romane.

Alberto Stade, foto by viaromeagermanica

 

Ci sono anche strade e soprattutto percorsi che hanno preso vita da precise motivazioni delle persone che avevano la necessità di spostarsi da un luogo a un altro in modo più comodo, veloce e sicuro possibile.
È il caso dell’Abate Alberto che nel 1236 partì dalla cittadina tedesca di Stade, ubicata nel Nord della Germania vicino alla foce del fiume Elba, in direzione Roma per incontrare Papa Gregorio IX. All’andata fece la Via Francigena mentre al ritorno la Romea-Germanica. Al rientro dal viaggio, durato circa sei mesi e dopo aver percorso circa 3.500 chilometri, deluso per una serie di motivi personali e di contrasti con i suoi confratelli, si dimise da Abate ed entrò in convento.
Qui si dedicò alla stesura di alcune opere tra cui gli Annales, una cronaca in latino degli avvenimenti più importanti del tempo. All’interno degli Annales è contenuto un dialogo tra due monaci immaginari che conversano sulle migliori strade da intraprendere per un pellegrinaggio verso Roma.
Nel dialogo, Alberto di Stade, racconta minuziosamente il suo viaggio, descrivendo i luoghi, le distanze, le soste e altre notizie utili ma soprattutto indica la Romea-Germanica come la Melior Via per raggiungere Roma.

 

Via Romea-Germanica, foto by Facebook

Un'autentica e precisa guida di viaggio per il Pellegrino!

Da quel momento, tutti identificarono il percorso fatto da Alberto di Stade, attraverso la via Romea-Germanica o Via Romea Perigrinorum, come la strada più comoda e preferibile per raggiungere Roma dalla Germania.
La Romea-Germanica aveva molti incroci e diramazioni e collegava il Nord-Est europeo a Roma con una vera e propria rete stradale, di analoga importanza alla Via Francigena e al Cammino di Santiago di Compostela (all’epoca erano le tre strade europee più importanti e trafficate).
Alberto descrive, nel dialogo tra i due monaci, che partendo da Stade si attraversava una serie di città tedesche e austriache, dopodiché si valicava il Passo del Brennero e, a seguire, si transitava per Trento, Padova, Venezia, Ravenna, Forlì, Alpe di Serra, Arezzo, Val di Chiana, Orvieto, Acquapendente (dove la Melior Via si univa alla Francigena), Viterbo e si arrivava a Roma.
La via Romea-Germanica attraversava varie località del territorio del Trasimeno e della Chiana, e giungendo da Nord troveremo la Melior Via che dopo Arezzo toccherà nello specifico e in successione: Castiglion Fiorentino, Cortona, Montalla, Ossaia, Petrignano del Lago, Giorgi, Pozzuolo Umbro, Casamaggiore, Gioiella, Vaiano, Villastrada, Cimbano, Vocabolo Tre Case, Caselle, Paciano, San Donato, Popoltaio Schiacciato, Casaltondo, Città della Pieve, Fabro, Ficulle, Allerona, Orvieto, Acquapendente (qui si unisce alla Francigena), Viterbo e infine Roma.
In località Ossaia esisteva una sua derivazione che transitava sulla costa Nord del Lago Trasimeno nei territori di Tuoro, Passignano e Magione, proseguendo poi in direzione Corciano, Perugia, Assisi, Spoleto, Rieti e quindi Roma.

 

Via Romea-Germanica, foto by Facebook

Una Via ancora da scoprire

La Romea-Germanica o Melior Via era chiamata anche dell’Alpe di Serra o via dei Pellegrini o Major o degli Eserciti; infatti è stata attraversata oltre che da pellegrini e viandanti anche da Re, Imperatori Sassoni, Sovrani Svevi, Papi, Santi ed Eserciti e nel periodo dal 1000 in poi è stata, per molti secoli, la via più transitata per giungere a Roma e da qui, con altre strade, si poteva proseguire per la Terra Santa.
La Melior Via ha rappresentato nel passato e per molte località, scambio di persone, influenza culturale e artistica e sviluppo economico; dal secolo scorso, con l’avvento di nuovi percorsi di comunicazione più rapidi e veloci, alcuni tratti sono stati abbandonati o relegati in strade di secondaria o marginale importanza.
Recentemente si è dato nuovo interesse al ritrovato percorso della Romea-Germanica, il quale tocca località suggestive e interessanti da molti punti di vista e con una grossa portata storica.
Nel tratto del comprensorio del Trasimeno e non solo, l’antica Strada potrebbe rappresentare per un turismo sostenibile e responsabile, un’attrattiva artistica, culturale e naturista da valorizzare in favore della bellezza dei Borghi e dei luoghi visitabili attraverso essa; durante il suo tracciato si potrebbero incontrare numerose testimonianze culturali e ammirare un paesaggio mozzafiato che con i suoi colori delicati e pastello, mette tutto in armonia.
Gli operatori del settore, tramite l’organizzazione costante e calendarizzata di iniziative attraverso percorsi culturali indirizzati o passeggiate rilassanti o trekking o visite dedicate o altro, potrebbero trarre dalla Melior Via un vantaggio economico integrativo per la loro attività imprenditoriale.

Un luogo dell’anima, questa è l’Umbria. Un’anima che si dispiega negli affanni del viaggio e della preghiera, nei silenzi scanditi da straordinarie storie di vita che orientano i passi di sceglie la Valnerina, terra dei santi e dell’esperienza anacoretica.

Luoghi dell’anima e nell’anima che custodiscono il segreto della contemplazione e della preghiera: rendere eterno ciò che è effimero conservando il cammino e le orme di anime elette, invocate sulla strada della vita terrena per illuminare quelle ombre sinistre che inghiottono l’uomo e i suoi passi. Tracciata da chiunque percorra i sentieri dell’Umbria Sacra prima delle chiese, delle abbazie e delle cattedrali è la preghiera che unisce e divide, disattendendo confini geografici e distanze. Per questo ogni preghiera che nasce non contempla la fine. E per ogni giovane pellegrino che indugia sul sentiero che conduce allo Scoglio di Roccaporena, i bastoni degli anziani ancora inseguono quei passi non percorsi, quelle esperienze contemplative che segnano il cammino su questa terra. E in Umbria, le vie dello Spirito ricalcano i passi di esperienze ordinarie diventate straordinarie mescolandosi ai colori di un Appennino che a Roccaporena sembra aver perso la sua ferocia.

 

Lo Scoglio di Roccaporena, o Sacro Scoglio

Il Sacro Scoglio di Santa Rita

Lo Scoglio di Roccaporena, o Sacro Scoglio, s’innalza a 120 metri sul paese ed è alto 827 metri sul livello del mare. Sulla cima della rupe, un tempo, secondo la tradizione, sorgeva una rocca detta Rocca del Barone, forse una torre di guardia tardo-romana distrutta durante le invasioni barbariche del sesto secolo. Sta di fatto che quando San Montano stabilì il proprio eremo su quella cima, la funzione strategica della medesima era già cessata. Nicola Simonetti, storico di Santa Rita, riguardo lo Scoglio Sacro, riporta una tradizione ancora viva ai suoi tempi (1627): «Come tradizione antica sino ai nostri giorni, che questo gran sacco di Rocca Porena si staccasse dalla parte del Monte suo comparte, ai tempi del nostro Signore Giesù Cristo, allora che, come racconta l’Evangelo, petrae scissa sunt, perche appariscono e si vedono, hoggi giorno, li segni e concavità dalla parte dalla quale si staccò, tutti uniforni et indicanti che prima fosse attaccati al Monte. L’istesso si osserva di due altri gran sassi pocho lontani da Rocca Porena in vicinanza del Ponte, per il quale si passa il fiume, che pure si vedono così uniforni, e disposti ne’ loro siti, che accennano essere stati un sol sasso e, parimenti staccato nel tempo della morte del nostro comune Redentore».

Ai piedi dello Scoglio, arpa sonora che traduce nelle vibrazioni dell’Eterno gli echi cinerei dello Spirito, l’animo si eleva sul selvaggio scenario della roccia, oltre i rovi che sbocciano tra i giardini della vita terrena. I monti, che sembrano sfiorare le frontiere ancestrale dell’inconoscibile, custodiscono nel ventre arido della terra questo silente altare di roccia, grido eterno di poesia a cui i popoli della terra consacrano la fatica dell’ascesa. L’antico sentiero, scolpito sul trono della nuda pietra, è sorretto dalle fronde silenti di alberi che si aggrappano al precipizio. L’edera s’afferra ai tronchi e tesse, tra arcobaleni di rami, cornici che dipingono, tra gli squarci del verde, i silenzi laconici di Roccaporena.

 

Santa Rita

 

Nel canto del vento, lo Scoglio appare deserto, trionfante tra i colori della primavera, mentre dalle viscere del sacro bosco sgorga il canto del merlo e del passero che sembrano piovere sulle rupi sospese per ascendere alla volta del cielo come il canto di una sirena che rapisce l’animo. Eretta sulla sommità della rupe, dove il volo degli uccelli si confonde a quello degli angeli, l’edicola sacra che consegna all’eredità eterna del Cielo, il luogo in cui Rita incontrava il Signore e che oggi conserva, nella roccia, le impronte delle ginocchia e dei gomiti che l’Avvocata degli Impossibili tormentò nel silenzio della preghiera, consacrando all’eternità dello Spirito storie ordinarie divenute straordinarie.

L’Umbria è una delle regioni più verdi del paese. Promette bellissime scoperte per gli amanti dell’escursionismo, come le spettacolari grotte del Parco del Monte Cucco. In quanto produttrice di vini rinomati come il Torgiano, l’Umbria possiede molte altre attrattive, alcune delle quali sono illustrate in modo più dettagliato in questo articolo.


Perugia

Perugia, capoluogo della regione

Questa città è uno dei maggiori centri dell’architettura e dell’arte italiana. Da scoprire è la cattedrale di San Lorenzo, che si affaccia su Piazza IV Novembre. Sull’altro lato di questa piazza, decorato con la bella Fontana Maggiore, si trova il Palazzo dei Priori, che ospita il municipio. All’interno di questo palazzo, la sala chiamata Collegio del Cambio espone gli affreschi di uno dei più talentuosi pittori del Rinascimento italiano, il Perugino. Todi, città etrusca

Todi, città etrusca

Nel V secolo a.C., questa città fu un importante centro di potere del regno etrusco. Tra i resti lasciati si trova parte della cinta muraria della città. Todi ha conservato anche resti del periodo gotico e rinascimentale, tra cui la maestosa cattedrale dell’XI secolo e molti palazzi del XIII secolo. Per scoprire altre città italiane altrettanto ricche, visita il blog di viaggio viaggieva.it.

Bettona, borgo medievale

Situato sulla cima di una verde collina, questo borgo ha un centro storico circondato da una cinta muraria medievale costruita nel XIII secolo su antiche mura etrusche. Il centro del paese è attraversato anche da un antico sentiero romano chiamato Via di Mezzo. Una visita a Bettona dovrebbe includere un tour della pinacoteca, in cui sono esposti capolavori dei più grandi pittori del Rinascimento italiano.

Bevagna, foto by Enrico Mezzasoma

Bevagna

Soprannominato dagli Etruschi Mevania, questo paese della Valle Umbra ha meritato il titolo de I Borghi più Belli d’Italia. Ogni anno a giugno si svolge per dieci giorni il Mercato delle Gaite, creato per mettere in risalto la storia del paese.

Spello

Questo borgo, uno dei più antichi della regione, è punteggiato da pittoresche strade fiancheggiate da autentiche case in pietra. Durante Le Infiorate di Spello, evento religioso che si svolge la domenica dopo il weekend di Pasqua, Spello è vestita con sontuosi tappeti floreali realizzati dagli abitanti.

Trevi

Costruito sulle pendici di una piccola collina, questo borgo si è guadagnato il titolo di Città dell’Olio grazie alla eccezionale qualità del suo olio d’oliva. Immerso nel cuore di una vegetazione rigogliosa, offre l’opportunità di scoprire edifici dall’architettura originale, come la chiesa di San Salvatore, una chiesa paleocristiana decorata con dipinti del VII secolo.

Trevi, foto by Enrico Mezzasoma

Il Pozzo della Cava

Il sito è costituito da una rete di nove grotte che ospitano resti di epoca etrusca, medievale e rinascimentale. Con più di 2500 anni, si trova nei pressi della città di Orvieto, in provincia di Terni. Partecipando a una visita guidata del sito sarà possibile scoprire gli strumenti utilizzati in questi periodi, tra cui un frantoio oleario per produrre olio d’oliva e i forni per la cottura dei vasi in ardesia.

Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Situato nella parte orientale della regione, questo parco nazionale è un’area ideale per l’osservazione di aquile reali, gufi, gatti selvatici di montagna e camosci. Per consentire ai visitatori di fare il giro del parco, è stato predisposto un sentiero escursionistico che parte dalla città di Norcia. Il sentiero passa attraverso il lago di Pilato, che raggiunge i 1.940 metri di altitudine.

Ieri sera si è tenuta presso la sala Sant’Anna a Perugia, la tavola rotonda Il Contado di Perugia e le esperienze di Turismo Sostenibile nell’ambito del Festival del Tursimo sostenibile.

All’evento hanno partecipato Antonella Tiranti – Dirigente del Servizio Turismo, Commercio, Sport e Film Commission della Regione Umbria, Edi Cicchi – Assessore ai Servizi sociali del Comune di Perugia, Paola de Salvo – Università degli Studi di Perugia, Luca Panichi – Referente Progetto ADAM, Accessibilità fruibile, Ugo Mancusi – Direttore Marketing AboutUmbria. Ha coordinato i lavori Maria Teresa Severini – Assessore alla Cultura, Turismo e Università del Comune di Perugia.

 

 

È stata proprio l’assessore Severini a introdurre il tema dell’incontro, sottolineando, alla vigilia della Giornata mondiale del Turismo, l’ambivalenza che può rappresentare questa importante risorsa che se da un lato è senza dubbio un contributo fondamentale per lo sviluppo socio-economico di un territorio, dall’altro – se non gestito con oculatezza e lungimiranza – può comportare nel lungo periodo una perdita progressiva dell’identità locale e contribuire al degrado ambientale.
Partendo da questo presupposto, è evidente come il concetto di sostenibilità sia di importanza fondamentale da tenere in massimo conto nei programmi di sviluppo delle Istituzioni ed è proprio Antonella Tiranti a sottolineare come la sostenibilità sia il cuore dello sviluppo turistico della nostra regione e come le politiche regionali si stiano muovendo proprio in questa direzione.

 

La Regione Umbria sta mettendo a punto prodotti orientati ai Cammini tematizzati e al Bike turismo inteso come cicloturismo e mountain bike, prodotti che promuovono una tipologia di turismo strettamente integrato con l’ambiente in cui sostenibilità è la parola chiave. I Cammini proposti dalla regione Umbria sono stati accettati integralmente e inseriti nel Primo Atlante dei Cammini, nato nell’ambito del Piano Strategico del Turismo elaborato per la prima volta in Italia nel 2016 dal Comitato Permanente di Promozione del Turismo, con il coordinamento della Direzione Generale Turismo del MiBACT. La prossima sfida, sottolinea la Tiranti, è rendere questi percorsi accessibili, altro punto focale del concetto di sostenibilità.

 

La parola passa a Luca Panichi, referente del progetto Le strade di Adam (acronimo di Associations Disability Accessibility), nato come luogo di interscambio sui temi legati al mondo della disabilità, inclusione e accessibilità. Panichi ha sottolineato come l’accessibilità, contrariamente a quanto si è soliti pensare, non è solo geometrica, ma anche culturale, e occorre vederla e approcciarla con sensibilità e attenzione differenti. Ha portato l’esempio dell’esperimento effettuato presso gli scavi di Ostia, dove sono state individuate soluzioni geniali nella loro semplicità, attraverso le quali disabili e normodotati hanno potuto condividere un’esperienza di visita in luoghi normalmente non accessibili.

 

L’assessore Cicchi ha sottolineato come i disabili, ma anche gli over 65 e soprattutto le famiglie, possono rappresentare un’opportunità anche economica se il territorio con la sua offerta turistica, è in grado di offrire soluzioni differenziate, targettizzate, che tengano conto delle diverse esigenze.

 

Paola de Salvo ha messo invece in evidenza la differenza fra sostenibilità, che deve essere un aspetto a carico delle Istituzioni, e responsabilità, che è a carico del cittadino e del turista. Turista che oggi è un soggetto consapevole, sceglie luoghi e servizi di qualità, vuole abitare seppur temporaneamente il territorio che visita. E spesso è la società civile che si organizza per offrire al turista questo tipo di esperienza, attraverso aggregazioni orientate alla governance partecipata.

 

Perfettamente si è agganciato l’ultimo intervento a cura di Ugo Mancusi, che ha sottolineato come AboutUmbria sia proprio un esperimento associativo nato per promuovere il territorio, puntando sulla divulgazione della conoscenza del territorio stesso. L’esperienza punta sull’esaltazione dell’eccellenza attraverso un sistema di comunicazione integrato: rivista online, rivista cartacea di alto livello, free press con diffusione su larga scala che ha come protagonista il borgo – massima espressione dell’immagine Umbria – gli store e punti divulgativi disseminati sul territorio.

 

Conclude il professor Ciani, organizzatore dell’evento, che sottolinea come questa prima edizione sia un primo importante tassello da consolidare e ripetere, perché Perugia diventi un punto di riferimento importante nell’ambito del turismo sostenibile, non solo dal punto di vista teorico ma come modello concreto.

AboutUmbria continua il percorso intrapreso per la valorizzazione delle eccellenze umbre e lo fa aggiungendo un nuovo tassello all’articolato puzzle che abbiamo iniziato a comporre due anni fa, con l’apertura dello spazio promozionale all’interno dell’Aeroporto di Perugia.

 

Da allora, il progetto è cresciuto e ha visto nella giornata dell’11 aprile scorso il raggiungimento di un secondo importante obiettivo, l’uscita di AboutUmbria Magazine, la rivista online che racconta l’Umbria e le sue Eccellenze.
Avevamo in mente però un altro traguardo per dare completezza e concretezza a un progetto ambizioso ma che riteniamo, oggi più che mai, fondamentale per il rilancio della nostra regione, che ha bisogno di essere conosciuta al di fuori dei nostri confini, che necessita di strumenti che siano in grado di raccontarla non solo esaltandone le peculiarità già note e che rappresentano i punti cardine su cui si basa il registro comunicativo comunemente adottato per parlare di Umbria, ma anche sdoganando i luoghi comuni, andando oltre al già detto e al già sentito, presentando realtà e potenzialità molto più vaste e molti altri scenari possibili. Siamo partiti da qui e abbiamo fissato alcuni punti. L’Umbria è verde. Questo è innegabile. Come non esaltarne la bellezza dell’ambiente, la dolcezza delle sue colline, il verde che rimane dentro, che a volte sembra capace di riconciliarci con l’universo? Però è molto di più e molto altro, e forse proprio attraverso il colore, anzi attraverso i colori, potremmo essere in grado di raccontarlo ricorrendo ad associazioni cromatiche inconsuete o, perché no, audaci. Abbiamo quindi pensato di raccontare l’Umbria tramite un colore, analizzarla, studiarla e quindi presentarla attraverso una lente ogni volta di una tinta diversa, perché nessun aspetto resti indietro, perché nessuna anima rimanga inespressa.
Ma come parlare d’Umbria? Su questo non abbiamo avuto dubbi, lasciando che fosse lei a parlare. Quindi grande spazio alle immagini, perché è inutile parlare se non riusciamo a far vedere.
E poi nessun annuncio roboante, niente spot o slogan da merce in vetrina. Solo grande cura nella ricerca, amore per la veridicità delle informazioni, attenzione ai dettagli. Abbiamo cercato di presentare l’anima della regione che è stupenda nella sua concretezza, magnifica nella sua essenzialità. Pensando all’Umbria a noi viene in mente una donna bellissima che non ama però rossetto e fard. Una bellezza senza mistificazioni, la bellezza del tufo e del travertino, della pietra Assisi e dell’arenaria, una bellezza autentica, segnata dal tempo, eppure senza tempo. Per questo non abbiamo aggiunto nessuna patina, ma abbiamo cercato di arrivare all’essenza; con questo intento abbiamo scelto gli argomenti, selezionato le fotografie, pensato al formato della rivista e anche alla carta da usare. Insomma abbiamo cercato di andare dritti al cuore, quel cuore verde che saprà tingersi di molte altre tinte. Di BLUE per esempio.

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