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Ieri sera si è tenuta presso la sala Sant’Anna a Perugia, la tavola rotonda Il Contado di Perugia e le esperienze di Turismo Sostenibile nell’ambito del Festival del Tursimo sostenibile.

All’evento hanno partecipato Antonella Tiranti – Dirigente del Servizio Turismo, Commercio, Sport e Film Commission della Regione Umbria, Edi Cicchi – Assessore ai Servizi sociali del Comune di Perugia, Paola de Salvo – Università degli Studi di Perugia, Luca Panichi – Referente Progetto ADAM, Accessibilità fruibile, Ugo Mancusi – Direttore Marketing AboutUmbria. Ha coordinato i lavori Maria Teresa Severini – Assessore alla Cultura, Turismo e Università del Comune di Perugia.

 

 

È stata proprio l’assessore Severini a introdurre il tema dell’incontro, sottolineando, alla vigilia della Giornata mondiale del Turismo, l’ambivalenza che può rappresentare questa importante risorsa che se da un lato è senza dubbio un contributo fondamentale per lo sviluppo socio-economico di un territorio, dall’altro – se non gestito con oculatezza e lungimiranza – può comportare nel lungo periodo una perdita progressiva dell’identità locale e contribuire al degrado ambientale.
Partendo da questo presupposto, è evidente come il concetto di sostenibilità sia di importanza fondamentale da tenere in massimo conto nei programmi di sviluppo delle Istituzioni ed è proprio Antonella Tiranti a sottolineare come la sostenibilità sia il cuore dello sviluppo turistico della nostra regione e come le politiche regionali si stiano muovendo proprio in questa direzione.

 

La Regione Umbria sta mettendo a punto prodotti orientati ai Cammini tematizzati e al Bike turismo inteso come cicloturismo e mountain bike, prodotti che promuovono una tipologia di turismo strettamente integrato con l’ambiente in cui sostenibilità è la parola chiave. I Cammini proposti dalla regione Umbria sono stati accettati integralmente e inseriti nel Primo Atlante dei Cammini, nato nell’ambito del Piano Strategico del Turismo elaborato per la prima volta in Italia nel 2016 dal Comitato Permanente di Promozione del Turismo, con il coordinamento della Direzione Generale Turismo del MiBACT. La prossima sfida, sottolinea la Tiranti, è rendere questi percorsi accessibili, altro punto focale del concetto di sostenibilità.

 

La parola passa a Luca Panichi, referente del progetto Le strade di Adam (acronimo di Associations Disability Accessibility), nato come luogo di interscambio sui temi legati al mondo della disabilità, inclusione e accessibilità. Panichi ha sottolineato come l’accessibilità, contrariamente a quanto si è soliti pensare, non è solo geometrica, ma anche culturale, e occorre vederla e approcciarla con sensibilità e attenzione differenti. Ha portato l’esempio dell’esperimento effettuato presso gli scavi di Ostia, dove sono state individuate soluzioni geniali nella loro semplicità, attraverso le quali disabili e normodotati hanno potuto condividere un’esperienza di visita in luoghi normalmente non accessibili.

 

L’assessore Cicchi ha sottolineato come i disabili, ma anche gli over 65 e soprattutto le famiglie, possono rappresentare un’opportunità anche economica se il territorio con la sua offerta turistica, è in grado di offrire soluzioni differenziate, targettizzate, che tengano conto delle diverse esigenze.

 

Paola de Salvo ha messo invece in evidenza la differenza fra sostenibilità, che deve essere un aspetto a carico delle Istituzioni, e responsabilità, che è a carico del cittadino e del turista. Turista che oggi è un soggetto consapevole, sceglie luoghi e servizi di qualità, vuole abitare seppur temporaneamente il territorio che visita. E spesso è la società civile che si organizza per offrire al turista questo tipo di esperienza, attraverso aggregazioni orientate alla governance partecipata.

 

Perfettamente si è agganciato l’ultimo intervento a cura di Ugo Mancusi, che ha sottolineato come AboutUmbria sia proprio un esperimento associativo nato per promuovere il territorio, puntando sulla divulgazione della conoscenza del territorio stesso. L’esperienza punta sull’esaltazione dell’eccellenza attraverso un sistema di comunicazione integrato: rivista online, rivista cartacea di alto livello, free press con diffusione su larga scala che ha come protagonista il borgo – massima espressione dell’immagine Umbria – gli store e punti divulgativi disseminati sul territorio.

 

Conclude il professor Ciani, organizzatore dell’evento, che sottolinea come questa prima edizione sia un primo importante tassello da consolidare e ripetere, perché Perugia diventi un punto di riferimento importante nell’ambito del turismo sostenibile, non solo dal punto di vista teorico ma come modello concreto.

AboutUmbria continua il percorso intrapreso per la valorizzazione delle eccellenze umbre e lo fa aggiungendo un nuovo tassello all’articolato puzzle che abbiamo iniziato a comporre due anni fa, con l’apertura dello spazio promozionale all’interno dell’Aeroporto di Perugia.

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Da allora, il progetto è cresciuto e ha visto nella giornata dell’11 aprile scorso il raggiungimento di un secondo importante obiettivo, l’uscita di AboutUmbria Magazine, la rivista online che racconta l’Umbria e le sue Eccellenze.
Avevamo in mente però un altro traguardo per dare completezza e concretezza a un progetto ambizioso ma che riteniamo, oggi più che mai, fondamentale per il rilancio della nostra regione, che ha bisogno di essere conosciuta al di fuori dei nostri confini, che necessita di strumenti che siano in grado di raccontarla non solo esaltandone le peculiarità già note e che rappresentano i punti cardine su cui si basa il registro comunicativo comunemente adottato per parlare di Umbria, ma anche sdoganando i luoghi comuni, andando oltre al già detto e al già sentito, presentando realtà e potenzialità molto più vaste e molti altri scenari possibili. Siamo partiti da qui e abbiamo fissato alcuni punti. L’Umbria è verde. Questo è innegabile. Come non esaltarne la bellezza dell’ambiente, la dolcezza delle sue colline, il verde che rimane dentro, che a volte sembra capace di riconciliarci con l’universo? Però è molto di più e molto altro, e forse proprio attraverso il colore, anzi attraverso i colori, potremmo essere in grado di raccontarlo ricorrendo ad associazioni cromatiche inconsuete o, perché no, audaci. Abbiamo quindi pensato di raccontare l’Umbria tramite un colore, analizzarla, studiarla e quindi presentarla attraverso una lente ogni volta di una tinta diversa, perché nessun aspetto resti indietro, perché nessuna anima rimanga inespressa.
Ma come parlare d’Umbria? Su questo non abbiamo avuto dubbi, lasciando che fosse lei a parlare. Quindi grande spazio alle immagini, perché è inutile parlare se non riusciamo a far vedere.
E poi nessun annuncio roboante, niente spot o slogan da merce in vetrina. Solo grande cura nella ricerca, amore per la veridicità delle informazioni, attenzione ai dettagli. Abbiamo cercato di presentare l’anima della regione che è stupenda nella sua concretezza, magnifica nella sua essenzialità. Pensando all’Umbria a noi viene in mente una donna bellissima che non ama però rossetto e fard. Una bellezza senza mistificazioni, la bellezza del tufo e del travertino, della pietra Assisi e dell’arenaria, una bellezza autentica, segnata dal tempo, eppure senza tempo. Per questo non abbiamo aggiunto nessuna patina, ma abbiamo cercato di arrivare all’essenza; con questo intento abbiamo scelto gli argomenti, selezionato le fotografie, pensato al formato della rivista e anche alla carta da usare. Insomma abbiamo cercato di andare dritti al cuore, quel cuore verde che saprà tingersi di molte altre tinte. Di BLUE per esempio.

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