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Intervista con il giornalista esperto di olio e di enogastronomia e autore del libro “L’olio e gli altri ingredienti della nostra vita”.

Maurizio Pescari, giornalista e scrittore, nativo di Città di Castello, ha un’esperienza trentennale nel settore dell’olio, dell’enogastronomia e dell’enoturismo ed è una firma autorevole dell’informazione dedicata all’olivicoltura. Ma è soprattutto autore di L’olio e gli altri ingredienti della nostra vita (edito da Rubettino), un libro dedicato all’olio, ma che non parla di olio. Pescari segue un filo conduttore ideale lungo il quale costruisce una storia completa e complessa, quasi romanzata, toccando gli argomenti più svariati: dal valore del tempo alla mezzadria, dalle tradizioni alle consuetudini, dalla spesa alla tavola quotidiana, dalla valutazione del passato alla costruzione del futuro. Il racconto è intervallato da storie di persone e di territori, che finiscono con una prima colazione, con l’olio protagonista e conseguente ricetta.
Durante la nostra chiacchierata è emersa tutta la passione nel parlare di questo prodotto, in particolar modo degli olivi: «Non bisogna parlare di olio, ma di olivi. Stiamo perdendo gli olivi e senza di loro l’olio non si fa».

 

Maurizio Pescari

Maurizio la prima domanda è di rito: qual è il suo rapporto con l’Umbria?

Sono nato a Città di Castello, a sinistra del Tevere. Con l’Umbria ho un rapporto che mi porta a rispettare le diversità, non solo dialettali, ma anche di carattere. Gli umbri dal punto di vista caratteriale hanno tanto da imparare, la loro chiusura è una forma di autodifesa. Siamo stati sempre sottomessi e questo ci ha portato spesso a farci gli affari nostri. Da 50 anni vivo a Perugia e la cosa che mi manca di più è l’improvvisata: a Perugia se si fanno le improvvisate si rischiano faide familiari e sparatorie (ride). A Perugia l’improvvisata va anticipata di una settimana… poi forse, si può fare! Mentre a Città di Castello è molto più comune, è una forma culturale diversa. Detto questo, ritengo che non esista un posto più bello dove vivere.

 

È considerato uno dei maggiori esperti di olivicoltura: come e quando è nata questa sua passione?

La mia passione è nata circa 27 anni fa quando con Marco Caprai abbiamo iniziato a organizzare eventi di valorizzazione e promozione dei prodotti umbri in giro per il mondo. Marco Caprai inventò (c’ero anche io con lui) Frantoi Aperti e siamo stati i primi a portare Cantine Aperte in Umbria nel 1995. Il mio interesse per questo mondo è legato anche all’incontro con una persona: Alfredo Mancianti (aveva un frantoio a San Feliciano sul Trasimeno, ma viveva sul lago Maggiore), con i suoi racconti che giravano intorno all’olio, ma che non parlavano mai di olio, mi ha appassionato alla cultura dell’olivo più che a quella dell’olio stesso. Poi il caso ha voluto che iniziassi a collaborare con il Corriere della Sera, dove curavo una rubrica su questo prodotto. Da qui tutto è iniziato.

 

Quanto è importante l’economia dell’olio, in particolare in Umbria? Come può migliorarsi?   

Il giro d’affari nel modo dell’olio non lo fa la natura, ma la testa della gente. Occorre utilizzare il territorio e caratterizzarlo; serve fare comunicazione e creare un profilo identitario per rendere il prodotto unico. L’olio è olio per tutti. Non bisogna limitarsi a vendere la bottiglia, ma si deve coinvolge l’acquirente raccontando la storia, è favorevole essere simpatici e ben disposti, e creare un brand: in questo modo il prodotto diventa unico e si può stabilire il prezzo. Poi è compito del produttore andare a cercare chi è disposto a pagare quel prezzo, non si può stare sulla porta del frantoio e aspettare che qualcuno passi. Gli olivicoltori devono capire che non possono essere solo agricoltori, devono diventare imprenditori, come è accaduto con il vino. I viticoltori si sono evoluti. Se non in rarissimi casi, nel mondo dell’olio parliamo soltanto di agricoltori: loro vogliono vendere il prodotto il prima possibile, mentre l’imprenditore lo incarta, lo cura, lo abbellisce e crea un’identità. Tutti compriamo un vino perché vogliamo quel vino (il Sagrantino di Caprai o il Sangiovese di Lungarotti) con l’olio questo spesso non avviene.

 

“L’olio e gli altri ingredienti della nostra vita” (edito da Rubettino) è il titolo del suo libro uscito nel 2021: quali sono gli ingredienti della sua vita?

La famiglia, il cane, il gatto e ovviamente l’olio.

 

È un libro dedicato all’olio dove non si parla mai di olio: ci spieghi meglio.

È un libro dedicato all’olio, ma non c’è scritto una varietà o un sistema di estrazione, non nomino un nome, né un profumo. Non bisogna parlare di olio, ma di olivi. Stiamo perdendo gli olivi e senza di loro l’olio non si fa. In Umbria il 50% di questi alberi è abbandonato perché i proprietari non sanno dare redditività alla loro produzione, non sanno fare gli imprenditori e quindi, visto che la gestione costa cara, preferiscono comprare olio da altre parti per poi imbottigliarlo. In questo modo le piante muoiono e con loro muore anche il nostro paesaggio. L’Umbria è ricoperta da olivi, sono una bellezza che va oltre il prodotto alimentare e per questo è fondamentale preservarli e valorizzarli. Lo ripeto: quello che manca è il rispetto per l’olivo.

 

Questo perché accade?

Perché costa caro mantenere queste piante e spesso chi le possiede non è capace di fare l’imprenditore. Prima cosa dobbiamo dire che l’olivo non fa olio, perché se lo facesse, l’albicocco farebbe la marmellata. L’olivo ci mette a disposizione dei frutti, che se finiscono in mani capaci, danno un buon prodotto.

 

Pensa ancora che manchi una cultura dell’olio?

In Italia manca l’insegnamento dell’olivicoltura e dell’elaiotecnica; anche nelle scuole superiori specializzate e nelle Università di Agraria questi corsi sono molto rari o del tutto assenti. Non c’è una cultura dell’olio nonostante questo sia un prodotto molto presente: in Umbria basta aprire una finestra per vedere un albero di olivo. Scommetto che anche lei ne vede uno da casa sua! Inoltre, l’olio, che viene prodotto a livello domestico, è spesso realizzato secondo le consuetudini della mezzadria, presente in Italia fino a 60 anni fa. I nostri padri e i nostri nonni raccoglievano le olive a novembre o dicembre perché puntavano ad alte rese, la priorità era il profitto, questo purtroppo è rimasto ancora oggi. All’epoca aveva senso, oggi no. Questo va a discapito della qualità.

 

È per questo che secondo lei l’olio buono occupa oggi solo il 3% del mercato in Italia?

Non è del tutto vero. In casa tutti abbiamo una bottiglia di olio, ma il 90% di noi compra quello che costa meno, solo il 10% va alla ricerca delle caratteristiche di fondo. L’olio non è tutto uguale, ogni prezzo corrisponde a una qualità. Il prodotto che si acquista al supermercato è meno caro, ma non vuol dire che sia cattivo: sfido chiunque a fare un olio migliore e farlo pagare a quel prezzo.

 

Che voto dà alla produzione umbra?

Quella buona è buona.

 

 

Dia dei suggerimenti a noi comuni mortali per riconoscere un buon olio.

L’odore. Un buon olio ha un buon odore. Va specificato però che ogni olio è diverso: in Italia ci sono 538 varietà di olive e ognuna dà vita a un prodotto differente. Non dico che si deve saper riconoscere qual è il più buono o il meno buono, ma si deve capire che sono diversi tra loro. Poi entra in gioco il gusto personale che ci orienta verso quello più adatto al nostro palato. Dico sempre: quando si va in giro per il mondo, invece di riportare a casa una calamita da attaccare al frigorifero, riportate una bottiglia d’olio.

 

Dopotutto è un compagno molto presente nella vita degli italiani…

Assolutamente. Non esiste una casa dove non c’è una bottiglia d’olio. Mi arrabbio quando sento dire in televisione: «Usate poco olio». Usate poco olio scadente… quello buono mettetelo.

 

Per concludere la nostra chiacchierata: qual è la prima cosa che le viene in mente pensando all’Umbria? Non mi dica l’olivo…

Piazza di Sopra a Città di Castello, ma anche Assisi: tutti pensano che sia bella ammirata da sotto – ed è vero – ma avete mai guardato l’Umbria da Assisi? È bellissima!

Al centro dell’Umbria, su una propaggine del monte Serano, si erge Trevi, antico borgo dall’etimo incerto, già noto a Plinio il Vecchio: è proprio nei suoi scritti che compare come Trebiae, nome che potrebbe riferirsi alla dea Diana conosciuta come Trivia o più semplicemente derivare da treb-, radice umbra di parole come casa o costruzione.

Nata in età romana dall’unione tra la fortificazione in collina e la civitas in pianura, Trevi dal III secolo a.C. acquista rilevanza grazie al processo di romanizzazione e alla costruzione della Via Flaminia che, implicando la bonifica della valle, permette lo sviluppo delle ville di campagna lungo Clitunno. Ma nel VI secolo la valle torna a impaludarsi, il sistema fluviale Clitunno-Tevere diviene innavigabile e il dominio romano decade; la civitas viene abbandonata, la collina si ripopola e diventa prima gastaldo dei Longobardi, poi comune, conquistato e saccheggiato da Spoleto e in seguito funestato dal vicariato dei Trinci di Foligno. Rifiorisce nel XIV secolo grazie al suo pregiato olio d’oliva, divenendo l’importante centro commerciale chiamato Il porto secco; acquisito il titolo di città grazie a Papa Pio VI, seguirà le sorti del Papato fino all’Unità d’Italia.

 

Piazza Mazzini. Foto di Enrico Mezzasoma

 

Trevi si sviluppa in cerchi concentrici all’interno di una forma conica che asseconda la conformazione delle colline, incantando lo sguardo di viandanti e scrittori come Leopardi. Cuore del centro storico è Piazza Mazzini, che fa angolo col Palazzo comunale, e la sua torre civica del XIII secolo. Proseguendo a fianco di Palazzo Valenti, si arriva all’ex convento di San Francesco, un complesso museale che ospita la Pinacoteca, il Museo Civico, il Museo della Civiltà dell’Ulivo e la Raccolta d’Arte. La chiesa di San Francesco del 1288 ospita invece un crocifisso su tavola d’ispirazione giottesca del XIV secolo, realizzato da un artista sconosciuto chiamato Maestro del Crocifisso di Trevi; custodisce anche la stele sepolcrale dell’eremita Beato Ventura, morto nel 1310. Proseguendo in via Fantosati, oltrepassando Porta del Cieco, si giunge in cima al colle dove la cattedrale di Sant’Emiliano, rifatta nel XIX secolo, ospita l’altare del Sacramento, decorato da Rocco di Tommaso. Prima di Porta del Cieco, invece, da Piazza Garibaldi si raggiunge la passeggiata di viale Ciuffelli, ombreggiata da alberi secolari, ponte tra il centro e il convento francescano di San Martino, dove si trova la cappella affrescata dallo Spagna.

Scendendo verso via Flaminia, si incontra il rinascimentale santuario della Madonna delle Lagrime – così chiamato per lacrimazione di un dipinto raffigurante la Madonna – che conserva i monumenti sepolcrali della famiglia Valenti e L’Adorazione dei Re Magi con i Santi Pietro e Paolo (1521), l’ultima opera del Perugino. Oltre l’Arco di Mastaccio, vi sono case d’impianto medioevale e palazzi rinascimentali come villa Boemi, senza contare il teatro Clitunno, impreziosito da un sipario dipinto da Domenico Bruschi.

La natura di Trevi offre molte opportunità: passeggiate alla scoperta delle erbe selvatiche, biking, birdwatching, equitazione e visite alle Fonti del Clitunno, alimentate da sorgenti sotterranee, un vero gioiello naturalistico.

Comune delle Terre dell’Olio e del Sagrantino e sede di scuole di alta cucina improntate sull’uso dell’olio, a Trevi è d’obbligo una visita esplorativa ai frantoi. Tra gli eventi più attesi vi è la Processione di Santa Illuminata, Trevi in piazza e Palio dei Terzieri, ma anche la Mostra mercato del Sedano Nero di Trevi e la Festa dell’Olio Nuovo, appuntamenti imperdibili per scoprire i gustosi prodotti che sono i fiori all’occhiello del borgo: il tenero sedano nero, ottimo ripieno o in pinzimonio e l’eccellente olio d’oliva dalle caratteristiche organolettiche uniche al mondo. A coronamento delle specialità gastronomiche, non può mancare il Trebbiano, vino di produzione limitata e dall’aroma inconfondibile.

Per conoscere e imparare ad apprezzarne tutte le varietà non basterebbe una vita perché, per quanto riguarda l’olio extravergine d’oliva, l’Italia vanta primati di qualità difficilmente eguagliabili.

Sempre imitato, spesso contraffatto, qualche volta danneggiato persino dai suoi connazionali – che lo rendono protagonista di scandali e dibattiti imbarazzanti – il nostro olio regala punte di eccellenza che vale la pena conoscere e valorizzare. Solo conoscendo l’alta qualità, infatti, siamo in grado di riconoscere ed evitare le sue goffe falsificazioni: a questa eccellenza ho deciso di dedicare un intero articolo. L’olio extravergine Dop del Cilento, quello pugliese, l’olio dei Monti Iblei e quello delle colline teatine sono alcuni che, insieme a quello umbro, hanno un sapore particolare e un’intensità acida.

 

 

Non esistono aree particolarmente vocate alla produzione di olio di qualità, quanto buone pratiche agronomiche e tecnologiche da seguire durante la filiera e tecniche virtuose di gestione dell’oliveto: la raccolta, la trasformazione e la conservazione permettono di ottenere un olio superiore. Se queste best practice sono state attuate, il prodotto non presenterà alcun difetto all’assaggio; sarà riconoscibile il sapore fruttato, indice di un’oliva sana. Poi, in base al tipo di oliva utilizzata e alla sua origine, presenterà diverse caratteristiche positive: dalla mandorla fresca alla mela, dal carciofo alla foglia di pomodoro fino ad altre sensazioni vegetali. Nonostante molti consumatori siano convinti che l’amaro e il piccante siano attributi negativi, nell’olio extravergine di oliva sono invece fattori positivi. Un altro fattore che costituisce spesso un pregiudizio nello stabilire la qualità dell’olio è il colore. Ma conta davvero?

L’assaggio

L’assaggio ufficiale viene eseguito in un bicchiere in vetro scuro: questo significa che il colore non deve condizionare il sapore; non si fornisce alcuna indicazione sulla qualità, tantomeno su caratteristiche legate alla leggerezza, intensità, amarezza o piccantezza. Tuttavia, il colore cambia a seconda di diversi fattori: tipo di oliva, grado di maturazione del frutto, presenza di elementi chimici come le clorofille e i caroteni. Gialli dorati o verdi intensi, gli oli possono essere comunque di altissima qualità. Chiaramente se il consumatore si trovasse di fronte un olio tendente al rossastro, significherebbe che è vecchio ed che è stato esposto alla luce, all’aria o al calore e di conseguenza presenterà un sapore rancido.

Nella mia cucina l’olio è la massima espressione della semplicità del nostro territorio, storia dei posti dove siamo e futuro della nostra gastronomia. Quest’anno sono lieto di presentarvi l’olio extra vergine della Pieve di Caminino che trovate nel mio sito: abpersonalchef.com

In arrivo il quarto fine settimana della XXVI edizione di Frantoi Aperti in Umbria.

A celebrare l’arrivo dell’olio nuovo da venerdì 17 fino a domenica 19 novembre i borghi e le città di: Amelia (Tr) con Amerinolio; Arrone (Tr) con “Amor d’Olio”; Assisi (Pg) con le passeggiate di UNTO nei castelli e nel territorio; Campello sul Clitunno con la “Festa dei Frantoi e dei Castelli” che animerà la Piazza della Bianca domenica 19 novembre; e Spello (Pg) con “L’Oro di Spello – Festa dell’olivo e Sagra della Bruschetta”.

In ogni borgo e in ogni città d’arte che fa parte del circuito di Frantoi Aperti in Umbria, si terranno degustazioni guidate di olio extravergine d’oliva curate da esperti assaggiatori, momenti musicali tra gli ulivi e nei centri storici ed un servizio navetta di collegamento tra il centro storico del comune aderente e i frantoi del comune stesso.

 

 

Queste le iniziative da segnalare per il quarto weekend di Frantoi Aperti in Umbria:

Già da venerdì sera (17 novembre) sarà possibile partecipare alle cene oleocentriche dagli “Umbrian #EVOOAmbassador – Testimoni di oli unici” che proporranno menù di terra e di lago in abbinamento con gli oli e.v.o. di qualità dei produttori aderenti a Frantoi Aperti 2023. Venerdì 17 novembre sono due le cene oleocentriche in programma: a Torgiano (Pg) presso il Ristorante Quattro Sensi – Borgo Brufa e ad Orvieto (Tr) presso il Ristorante Vis a Vis che proporrà un menù completamente vegetale in cui ad essere protagonisti saranno gli oli monocultivar e i blend del Frantoio Cecci di Castel Viscardo (Tr). Una collaborazione quella tra il Frantoio Cecci e lo chef Emanuele Rengo del Ristorante Vis a Vis che si ripeterà anche domenica 19 novembre quando si terrà al Frantoio Cecci il “Pranzo Oleocentrico in Frantoio” accompagnato dalla musica dal vivo di Andrea Gioia e dalla visita del frantoio con degustazione degli oli.

Due saranno gli appuntamenti di trekking tra gli ulivi con esperienze musicali e di arte contemporanea entrambe in programma domenica 19 novembre ad Arrone e a Campello sul Clitunno.

Ad Arrone la partenza del trekking è alle ore 9.30 da piazza Garibaldi per salire, attraverso un antico sentiero, al monte di Arrone e arrivare al balcone naturale che si affaccia sulla fascia olivata della Valnerina. Ridiscendendo tra i boschi e gli oliveti del versante orientale si farà sosta al Frantoio Bartolini, dove si assaggerà l’olio nuovo. Durante il trekking si visiterà la Chiesa di San Giovanni Battista dove in occasione di #Chiaveumbra2023 | In Natura | Sperimentazioni artistiche nel paesaggio olivato, sarà possibile vedere l’installazione artistica di Chiara Fantaccione una “cleptomane dell’arte” che usa i materiali più diversi, prelevati da ambiti del tutto inattesi, riassemblandoli in conformazioni singolari. Le sue opere sono spesso opere-ambienti con una forte connotazione site-specific in cui non di rado mette in dialogo organico e artificiale

Sempre nella giornata di domenica 19 novembre, a Campello sul Clitunno è invece in programma un doppio appuntamento outdoor con la Pedalata tra i castelli della Fascia olivata, a cura di Fiab e YouMobility; ed il trekking ad anello alla scoperta di olivi secolari lungo la Fascia Olivata Assisi-Spoleto riconosciuta dalla FAO quale “Patrimonio agricolo di importanza mondiale”. Lungo il cammino l’artista Jessica Moroni in occasione di #Chiaveumbra2023, narrerà il suo lavoro visibile in alcuni saggi presso gli olivi secolari che si incontrano lungo il percorso. La passeggiata sarà inoltre l’occasione per una sosta d’ascolto del concerto della rassegna musicale “Suoni dagli Olivi Secolari” con l’esibizione di “Musica Muta” con Michele Rosati e Rachele Fogu, un duo di virtuosissimi chitarristi classici che spazia dal Jazz alla musica popolare latina ed internazionale. Al termine del percorso poi la possibilità di degustare l’olio appena franto.

 

 

 

Tre sono poi gli appuntamenti con gli “Assaggi di Storie. Degustazioni di Oli e di prodotti unici”. Il primo, sabato 18 novembre, a Spello presso la Taverna Costantino Imperatore alle ore 17.00, dove la degustazione sarà guidata da Claudio Baccarelli. A seguire domenica 19 novembre ad Arrone alle ore 11.00 la degustazione di olii della Valnerina sarà guidata da Giulio Scatolini, mentre a Campello sul Clitunno la degustazione guidata da Emanuela De Stefanis, componente del Panel della Dop Umbria, si terrà alle ore 16.00, presso Villa Negri Arnoldi e l’Olio e.v.o. di qualità dei produttori del territorio sarà abbinato al pregiatissimo tartufo locale.

Prosegue poi, domenica 19 novembre, l’appuntamento con il nuovo spin-off di Frantoi Aperti in Umbria, dedicato a bambini e famiglie, dal titolo “Trekking e Fiabe tra gli ulivi”. La CamminAttrice Loretta Bonamente accompagnerà i bambini (dai 5 ai 12 anni) e i loro genitori in una passeggiata lungo il sentiero dell’acquedotto Romano, coinvolgendoli nel racconto di storie sugli alberi, gli olivi e l’olio. La partenza è alle ore 9.30 ed al termine della passeggiata è prevista una merenda degustazione di Olio e.v.o. appena franto.

Frantoi Aperti in Umbria è un evento promosso dall’Associazione Strada dell’olio e.v.o. Dop Umbria, che si avvale di Add Comunicazione ed Eventi, agenzia specializzata nella comunicazione e promozione dell’Olio e dell’oleoturismo, in collaborazione con la Regione Umbria e con tutti gli attori del comparto olivicolo umbro. Si avvale inoltre del sostegno di alcune aziende aventi le radici nel territorio, fra queste, Vuscom, società del Gruppo Valle Umbra Servizi, Guido srl, Diva International S.r.l.Tartufi Fortunati Stocchi srl, del partner tecnico Official Green Carrier Trenitalia. Da evidenziare anche il sostegno di Crédit Agricole Italia, primario istituto di riferimento per il settore agricolo.

 


Per maggiori informazioni su Frantoi Aperti:
info@stradaoliodopumbria.itwww.frantoiaperti.net

Una cena nella residenza dell’ambasciatore italiano e uno show cooking: protagonista sarà l’olio extravergine di oliva.

Sarà lo chef Lorenzo Cantoni a rappresentare l’Italia gourmet alla Settimana della Cucina italiana nel Mondo in Norvegia, ad Oslo. Sarà protagonista, con i suoi piatti, all’ottava edizione della rassegna annuale dedicata alla promozione dei prodotti agroalimentari e alla cucina di qualità, incentrata quest’anno sul tema A tavola con la cucina italiana: il benessere con gusto. 

 

Lorenzo Cantoni, foto Andrea Fongo

 

L’appuntamento voluto dall’Ambasciata d’Italia in Norvegia e Islanda e realizzata in sinergia con l’Istituto italiano di Cultura a Oslo, l’Agenzia Ice e l’associazione Ambasciatori del Gusto, si è concretizzato attraverso l’agenzia creativa transdisciplinare Brand Culturale, che si è fatta promotrice della valorizzazione della tradizione gastronomico-culturale dell’Umbria nella capitale norvegese, dal 14 al 16 novembre prossimi. Per l’occasione, l’Ambasciata italiana ha scommesso tutto sull’oro verde dell’Umbria: l’olio extravergine di oliva. Da qui la scelta dello chef umbro Lorenzo Cantoni, ambasciatore dell’Olio e Migliore Chef dell’Olio per Airo 2021.

L’evento prevede momenti dedicati alle degustazioni, alle lezioni di cucina, agli show culinari che si alterneranno a momenti un po’ più teorici come conferenze e mostre fotografiche riguardanti i prodotti enogastronomici della regione Umbria, per promuoverne le eccellenze. 

Dalla cena di gala allo show cooking. Allo chef Cantoni del ristorante Il Frantoio di Assisi, di Elena Angeletti, è stata affidata la preparazione della cena di gala nella residenza dell’ambasciatore italiano, Stefano Nicoletti, dove realizzerà piatti della tradizione umbra in chiave rivisitata, che avranno come ingrediente principale l’olio extra vergine d’oliva. Il menu prevede: lumache, tartufo e patate di Pietralunga; tortello 36 tuorli, fagiolina del lago, rapi del Trasimeno, tinca affumicata; filetto di cervo, porcini, frutti rossi marinati alla rapa; “minestrone” & namelaka vaniglia e olio extravergine di oliva. Nella preparazione dei piatti, anche durante lo show cooking, sarà supportato dallo chef Piergiorgio Cianci.

Chef portavoce dell’Umbria gourmet. Lorenzo Cantoni, sulla cresta dell’onda della ristorazione umbra fine dining, ne ha fatta di strada: finito l’alberghiero inizia la sua carriera nei ristoranti della riviera adriatica e dopo interessanti esperienze in Italia, in Francia, Belgio e Olanda torna in Altotevere, dove inizia un percorso che lo porta a costruire una cucina improntata a valorizzare i produttori d’eccellenza umbri. L’imprenditrice Elena Angeletti scommette sul suo food concept: creare un “lab del gusto”. Gli affida il ristorante Il Frantoio di Assisi per dare vita ad una “cucina emozionale”. Nasce così la filosofia di Cantoni dove l’olio extravergine di oliva diventa un ingrediente, non più un condimento. Uno dietro l’altro arrivano subito i primi riconoscimenti: viene eletto Miglior Chef Airo 2021, l’associazione che successivamente lo proclama ambasciatore dell’olio; il Frantoio entra in Guida Michelin e diventa Miglior ristorante 2022 e 2023 per l’Associazione Città dell’olio.

A Trevi (Pg) tornano ad accendersi i riflettori sull’olio e.v.o. con gli eventi di Villa Fabri, trasformata per l’occasione in un “padiglione dell’Olio”. Spettacoli di cucina con chef dell’olio, Masterclass sull’Olio e.v.o. e la Mostra Mercato con l’esposizione dei produttori di Trevi e della fascia olivata.

Al via la XVII edizione di Festivol – Trevi tra olio, arte, musica e papille, l’ormai tradizionale rassegna che nel fine settimana di sabato 4 e domenica 5 novembre 2023 animerà vie e piazze di Trevi (Pg), per festeggiare l’olio extravergine di oliva nuovo e la prima spremitura.

 

 

Tra le novità di questa edizione di Festivol – Trevi tra olio, arte, musica e papille, la seicentesca Villa Fabri, nel cuore di Trevi, diventerà un grande padiglione dell’olio e.v.o. organizzato su due livelli: al piano affrescato sarà possibile visitare la Mostra Mercato dell’Olio e.v.o. di qualità dove oltre ai produttori trevani sarà possibile incontrare i produttori ed assaggiare gli oli degli altri comuni che insistono lungo la Fascia Olivata Assisi – Spoleto; partecipare alla Masterclass sull’olio tenuta da Angela Canale (capo panel) con Assaggi di Storie. Degustazioni di Oli e prodotti unici e Gianfranco Ciarletti (docente e assaggiatore Assosommelier) con una degustazione di Olio e.v.o. delle colline di Trevi; al piano inferiore invece si terranno gli Spettacoli di Cucina con l’Olio Evo con degustazione dei piatti proposti da Lorenzo Cantoni chef dell’Olio del ristorante Il Frantoio e Nicoletta Franceschini chef del Ristorante Silene. La masterclass e i percorsi di degustazione, in programma sia il sabato che la domenica, verranno presentati da Simona Cognoli, giornalista, esperta assaggiatrice e fondatrice del progetto Oleonauta ed Evoluzione. Tra le degustazioni e le masterclass è in programma un calendario artistico di concerti in Villa e nella piazza Mazzini.

L’edizione 2023 di Festivol per la prima volta coinvolgerà anche Manciano, la frazione montana di Trevi, circondata da rigogliosi boschi con presenza preponderante del castagno e, nella parte più bassa, da oliveti, dove opera il frantoio Ciarletti. In questo scenario naturalistico, sabato 4 novembre, è prevista una piccola “Festa dell’olio” che è raggiungibile sia attraverso un trekking in e-bike, sia in auto: un programma che coinvolgerà la visita al Frantoio, alla distilleria di montagna Green Heart Distillery e la visita della piccola chiesa romanica di San Martino, immersa tra gli ulivi e il bosco con una merenda a base di olio nuovo e vino novello.

 

 

Il programma della manifestazione prevede inoltre le degustazioni di pane e olio in piazza, la Mostra Mercato dei Presidi Slow Food, che comprenderà sia i presidi dell’Umbria con in testa il Sedano Nero di Trevi, sia i presidi di Regioni ospiti tra cui, novità di quest’anno il Prosciutto Bazzone della Garfagnana Presidio Slow Food Toscano; le visite guidate al Museo della Civiltà dell’Olivo ed al Teatro Clitunno, la passeggiata a piedi con partenza da Villa Fabri fino al frantoio Gaudenzi, facendo tappa presso il maestoso e millenario olivo di Sant’Emiliano e attraversando il sentiero dell’acquedotto medievale, mirabile opera ingegneristica risalente alla metà del Duecento, la passeggiata in e-bike a cura di Experior Qualia con il partner tecnico YouMobility – Il portale della mobilità, con partenza e rientro dal centro storico di Trevi e sosta presso il Frantoio Olio Trevi, la caccia al tartufo nella Tenuta San Pietro a Pettine con degustazione, laboratori per bambini a cura di Slow Food Umbria. Nell’ambito dei due giorni dell’evento un calendario culturale, a cura del Complesso Museale di San Francesco, con visite guidate al Museo della Civiltà dell’Olivo, la passeggiata de “Il Perugino. Tra Pitture e distese di ulivi” e laboratori di xilografia per bambini.

Villa Fabri e piazza Mazzini saranno animate da diversi concerti musicali sia sabato che domenica, inoltre nella giornata di domenica 5 novembre sarà attivo un servizio navetta gratuito, che dal centro storico porterà a visitare i Frantoi Aperti del territorio: Frantoio Gaudenzi e Olio Trevi il Frantoio.

Palazzo Lucarini, Museo di Arte Contemporanea di Trevi si inserisce nell’evento proponendo #CHIAVEUMBRA | IN NATURA – Sperimentazioni artistiche nel Paesaggio Olivato”, iniziativa in cui paesaggio e natura troveranno il loro ideale connubio grazie alla performance dell’artista Francesco Alberico, la mostra personale di Fabrizio Segaricci “Tra le pieghe dei padri” e “Retablos” di Sándor Vály, progetto in anteprima internazionale presso la cappella gentilizia di Palazzo Lucarini.


Per maggiori informazioni
www.festivol.it

La Collezione Mondiale degli Olivi OLEA MUNDI di Lugnano in Teverina, sarà protagonista di due giornate che si svolgeranno tra il 26 novembre e il 3 dicembre 2022.

Dalla sua messa a dimora avvenuta nel 2014, finalmente quest’anno si potrà realizzare la prima raccolta delle olive di tutto il mondo. Il Comune di Lugnano in Teverina insieme a tutti partner del progetto (CNR PERUGIA, PARCO TECNOLOGICO AGROALIMENTARE DELL’UMBRIA 3-A E COOPERATIVA LUNIANO, OLEA MUNDI ASSISI) intende condividere tale importante evento insieme: ai cittadini e associazioni di Lugnano in Teverina, agli appassionati di questo progetto internazionale sulla salvaguardia della Biodiversità, alle scuole dell’Istituto Comprensoriale Attigliano- Guardea e dell’istituto Omnicomprensivo di Amelia con l’Istituto Tecnico Tecnologico di Amelia e l’Istituto Tecnico Economico, giornalisti e ai tanti personaggi che hanno adottato o hanno ricevuto l’adozione onoraria di questi olivi. Dopo la raccolta le olive verranno portate in un frantoio del territorio per ottenere l’olio OLEA MUNDI. L’olio OLEA MUNDI sarà presentato all’interno della manifestazione OLEA MUNDI DAY che si terrà a Lugnano in Teverina il prossimo 3 dicembre 2022. In questi due eventi interverrà come ospite d’eccezione la Magnifica Rettrice della Università La Sapienza di Roma prof.ssa Antonella Polimeni che ha sposato questo interessante progetto di valorizzazione territoriale.

Programma 26 Novembre 2022

Ore 9:00 – Presso la Collezione Olea Mundi, Loc. Felceti – Lugnano in Teverina (TR): La prima raccolta delle olive da tutto il mondo olivicolo.

Esperti del Consiglio Nazionale delle Ricerche, del Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria 3-A e di Slow food Umbria accolgono gli studenti e le famiglie delle scuole del territorio di ogni ordine e grado e i rappresentanti delle amministrazioni comunali del Comprensorio Amerino e non solo, ritrovandosi nel museo a cielo aperto OLEA MUNDI, che racchiude oltre 300 varietà di olivo provenienti da più di 20 Paesi internazionali per raccogliere i primi frutti di questa grande risorsa vivente.

Sono previsti momenti didattici con breve descrizione del patrimonio inestimabile presente nell’oliveto, con illustrazione delle diverse varietà di olivo presenti, la storia, i frutti e la loro potenzialità legata ai cambiamenti climatici e ad avversità biotiche come funghi, batteri e virus.

Sotto la guida dei ricercatori, come gesto di grande valore simbolico, sarà possibile raccogliere le olive che poi successivamente verranno mandate in macinazione.

Ore 11:00 – AMERINOLIO

Presso il Chiostro Boccarini sala congressi, AMELIA (TR): Diversità, qualità e salute, saperi e sapori dell’olio extravergine di oliva.

Conferenza su diversi temi, come la diversità olivicola mondiale, la qualità dell’olio con particolare riferimento alla cultivar locale Rajo, l’olio per la salute e il benessere. Apertura dei lavori da parte della Magnifica Rettrice dell’Università de La Sapienza di Roma, Professoressa Antonella Polimeni, interverranno esperti del CNR, studenti dell’Istituto Omnicomprensivo di Amelia, produttori locali dell’olio monovarietale di Rajo. In questo prossimo weekend del 26 e 27 novembre si svolgeranno tanti appuntamenti per la promozione e la valorizzazione del nostro oro verde in tutto il comprensorio con visite e degustazioni ai frantoi ed altre attività di svago. In particolare il 27 novembre ci sarà un grande evento competitivo sportivo per gli appassionati del trail. Con ritrovo a Ponte Alvario ad Amelia si svolgerà la 4.a edizione di AMERIA TRAIL un Trail di Km 25 (D+1000), Km 11 (D+350m) e camminata ecologica. Un percorso che si snoderà tra i sentieri amerini e le terre dei Borghi Verdi e giungerà a Lugnano in Teverina passando per i nostri monti e gli atleti passeranno anche per le vie del centro storico.

Torna, a partire da sabato 7 maggio 2022 e nei fine settimana, fino alla fine di giugno 2022, il format di esperienze di oleoturismo in Umbria lungo la Strada dell’olio e.v.o. Dop Umbria: “Passeggiate & buon gusto. Borghi, ulivi e fattorie”.

Il primo appuntamento di sabato 7 maggio si terrà a Bettona (Pg), uno dei Borghi più Belli d’Italia in Umbria, con la visita al Frantoio Decimi per una serie di assaggi sensoriali di oli extravergine di oliva.

 

 

Il progetto “Passeggiate & buon gusto. Borghi, ulivi e fattorie” prevede infatti un calendario di passeggiate, da percorrere a piedi o in bicicletta, accompagnati da guide ambientalistiche ed escursionistiche, delle associazioni “L’Olivo e la Ginestra”, “I Tuoi cammini” e FIAB Perugia Pedala – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta; che porteranno i visitatori alla scoperta dei borghi umbri ad alta vocazione olivicola, tra gli ulivi e nelle aziende agricole e frantoi associati alla Strada dell’olio e.v.o. Dop Umbria, luoghi in cui poter fare degustazioni di olio e.v.o. in abbinamento agli altri prodotti di eccellenza locali ed esperienze dirette nei luoghi di produzione.

La Strada dell’olio e.v.o. Dop Umbria, ha dato vita a questo format lo scorso anno, al fine di ampliare l’offerta oleoturistica dell’Umbria e mettere a sistema le esperienze di attività all’aria aperta, con il supporto tecnico di tre associazioni che già operano nel mondo del viaggiare lento e all’aria aperta, dando vita anche per questa primavera, ad una proposta stabile di turismo di qualità ed esperienziale che faccia conoscere le bellezze dell’Umbria minore, le sue peculiarità paesaggistiche e produttive.

 

 

Il primo appuntamento, sabato 7 maggio, condurrà a conoscere il territorio di Bettona (Pg), borgo dalle origini etrusche e di impianto tipicamente medievale. Bettona, non distante da Perugia, ammalia oltre che per le emergenze culturali di cui è costellato, per la ricchezza da cui è circondato. Una rigogliosa e splendida vegetazione infatti fa da cornice al borgo, fatta di uliveti, vigneti e boschi.

La passeggiata a piedi porterà a conoscere il paesaggio circostante Bettona, un vero “Tempio” per gli appassionati dell’outdoor, oltre ad essere la terra dell’Olio del Frantoio Decimi, da sempre considerato uno dei migliori frantoi italiani, pluripremiato oltre che per l’elevata qualità del prodotto, anche per l’impegno nel promuovere la cultura dell’olio extravergine di oliva. Al termine della passeggiata i camminatori potranno visitare l’azienda Decimi dove partecipare ad una serie di assaggi sensoriali degli oli aziendali (riservati ad un massimo di 25 partecipanti), in un percorso multidisciplinare dove saranno spiegate curiosità, tradizioni e metodi di produzione dell’olio, fino all’arte dell’assaggio sensoriale, un’esperienza unica alla riscoperta di olfatto e gusto, per imparare a riconoscere ed apprezzare l’olio di altissima qualità. Per maggiori informazioni e prenotazioni: Tel. 347 1153245 – info@stradaoliodopumbria.it ).

 


Questi gli altri appuntamenti di maggio 2022:

Sabato 14 maggio 2022 escursione a Panicale (Pg) con visita alla tenuta dell’azienda il Rastrello, con degustazione e merenda al Bistrò il Rastrello in collaborazione de “I Tuoi Cammini”

Domenica 15 maggio 2022 escursione a Trevi (Pg) Trekking lungo la Fascia Olivata Assisi-Spoleto, degustazione presso l’agriturismo i Mandorli e Pic&Nic tra gli ulivi Trevi (escursione in collaborazione con l’evento Pic&nic a Trevi www.picnicatrevi.it ) con la collaborazione de “I Tuoi Cammini”

Sabato 21 maggio 2022 escursione a Lugnano in Teverina (Tr) visita alla collezione Olea Mundi con merenda all’Agriturismo San Valentino / Frantoio Suatoni con la collaborazione con “L’Olivo e la Ginestra”

Sabato 28 maggio 2022 escursione a Marsciano (Pg) – Trekking con degustazione e merenda nel Frantoio Cum Gratia con la collaborazione de “I Tuoi Cammini”

Per gli appuntamenti di giugno 2022 e informazioni sul programma: https://www.stradaoliodopumbria.it/passeggiate-e-buon-gusto/

La Festa toreggiana ha messo in risalto un’eccellenza umbra tra le tante, quella dell’olio di oliva, per cui l’Umbria e il Trasimeno sono conosciuti in tutto il mondo.

Questa prelibatezza era apprezzata fin dal tempo degli Etruschi, che utilizzavano soprattutto le olive, mentre l’olio era impiegato sia per le lampade sia come prodotto alimentare. Ma soprattutto veniva usato come unguento e cosmetico.
In Umbria e in particolare nella zona del Trasimeno l’andamento produttivo dell’olio di oliva, per la raccolta del 2021, è stato influenzato dagli eventi meteorologici: sia le forti gelate primaverili sia le alte temperature estive con la mancanza di pioggia hanno fatto sì che sia stato un altro anno difficile per l’olivicoltura in termini di quantità. Ma non nella qualità, che risulta avere caratteristiche elevate.
Negli ultimi anni gli eventi atmosferici hanno condizionato i flussi produttivi e qualche produttore avveduto si è ingegnato a rendere il proprio oliveto irriguo con sistemi innovativi, superando il problema della siccità. Per le parassitosi olearie e la specifica mosca, bisogna sempre tenere la guardia alta e avveduta.

 

 

Questo erano le prevalenti riflessioni di alcuni olivicoltori che hanno partecipato alla Festa dell’Olio che si è tenuta a Tuoro sul Trasimeno il 30 e 31 ottobre. La manifestazione ha avuto inizio presso la Casina del Sodo, con una conferenza tenuta dal maestro potatore, Luc Feliziani.
A seguire c’è stata la consegna del premio Ramoscello d’Olivo, destinato a chi si è distinto per meriti sportivi o culturali portando il nome di Tuoro nel mondo. I vincitori del premio sono stati i toreggiani Enzo e Paolo Coloni, che hanno partecipato e si sono distinti in F1, particolarmente negli anni ’80 con la loro scuderia automobilistica. Tuttora sono in corsa.
Il mercatino ha adornato il centro del paese e, dopo l’apertura serale degli stand gastronomici dove si sono potute assaggiare delle grandi prelibatezze preparate dal team dell’energica ProLoco locale, guidata da Fabrizio Magara, la serata si è chiusa con lo spettacolo dedicato allo swing con le note della Trasimeno Big Band, diretta in modo impeccabile dal maestro Emanuele Ragni. La piazza si è trasformata in una pista da ballo densa di ballerini più o meno provetti che si sono cimentati in evoluzioni danzanti a tempo di rock roll o swing.

La domenica si è aperta, nel corso della mattinata, con una panoramica camminata tra gli oliveti nella zona di Vernazzano. Al termine della piacevole passeggiata naturistica, si è potuto godere di una bruschetta con l’olio nuovo per tutti i camminatori.
La ProLoco toreggiana ha anche organizzato un originale pranzo tra gli olivi presso il piccolo ma celebre borgo di Sanguineto, da cui prende nome il torrente che, si racconta, diventò color sangue durante la celebre battaglia tra Romani e Cartaginesi. Al pranzo hanno partecipato numerosi turisti e locali, divertiti nella tipica location, ascoltando la musica popolare suonata dalla fisarmonica di Giacomo Tosti e cantata da Chiara Pettirossi, ovviamente apprezzando l’ottimo cibo preparato per l’occasione.

Nel pomeriggio la Festa dell’Olio è continuata in paese, nella piazza del Municipio, con Olioween, momento dedicato ai più piccoli. Prendendo spunto dalla celebre festa, i bambini si sono divertiti nel nome di bruschetto o scherzetto.
La sera ci si è potuti deliziare il palato ancora presso le taverne e i ristoranti toreggiani, accompagnati dalla musica in piazza eseguita dai bravi componenti della band Freddy and The B Lovers. La manifestazione, presso la Casina del Sodo, ha accolto una mostra fotografica collettiva dal titolo Un lago dentro di me, a cura dei fotografi Paolo Cirmia, Paolo Barboni e Antonella Piselli.
Il Presidente della Proloco di Tuoro, Fabrizio Magara, ha dichiarato: «La manifestazione ha riscosso un grande successo di pubblico locale e forestiero, aiutata da una buona forma promozionale. Nel ponte di Ognissanti, durante il quale le persone hanno approfittato per venire a visitare il nostro borgo lacustre, ad attrarre è stato il variegato programma che abbiamo realizzato. La manifestazione è stata organizzata con impegno da parte di tutta la nostra ProLoco e, vedendo i risultati, ci siamo sentiti appagati dal sacrificio fatto. Dopo varie edizioni di questa festa, il prossimo anno ci vedrà impegnati a organizzare una Festa dell’Olio con maggior slancio». L’evento dedicato all’olio di oliva è stato organizzato dalla ProLoco toreggiana in collaborazione con l’Amministrazione comunale.

INGREDIENTI:
  • 300 g di pane raffermo
  • 1 pizzico di sale
  • 100 g di zucchero
  • 2 uova
  • Farina q.b.
  • Olio extravergine d’oliva per friggere
  • Zucchero per spolverizzare le frittelle

 

PREPARAZIONE:

Lavorate il pancotto con lo zucchero e le uova; unite la farina in quantità sufficiente a ottenere un composto né troppo molle né troppo duro. Versate in una padella per fritti abbondante olio d’oliva e, quando sarà ben caldo, gettatevi alcune cucchiaiate del composto. Lasciate rapprendere e dorare le frittelle; estrale e scolarle passandole poi su una carta che ne assorba l’olio in eccesso. Spolverizzarle con lo zucchero.

 

Queste frittelle erano tipiche delle colline di Panicale nel periodo della raccolta delle olive. Venivano sempre e solamente fritte nell’olio estratto dalle olive appena raccolte e avevano un significato che, se non proprio propiziatorio, era senz’altro di festa. È l’unico dolce umbro per la cui frittura si usava olio d’oliva anche nella ricetta originale.

 

 


Per gentile concessione di Calzetti&Mariucci editore.

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