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Torna, per il secondo anno consecutivo, l’evento gratuito dedicato alle persone con disabilità intellettiva, ai loro familiari e caregiver. Appuntamento a Scopoli (Foligno) il 14 ottobre 2023

 

 

Il 14 ottobre 2023, presso gli impianti sportivi di Scopoli (Foligno), si svolgerà la seconda edizione di Montagne super-Abili, l’appuntamento che unisce inclusione sociale, attività all’aria aperta e amore per la natura.

L’evento, che già lo scorso hanno ha visto la partecipazione di numerose associazioni, centri diurni, cooperative ed enti del Centro Italia impegnati nel campo dell’inclusione sociale, è organizzato dall’ASD Trekkify in collaborazione con Valle Umbra Trekking. Gode inoltre del sostegno dell‘ Unione Europea, è inserito nel programma degli Erasmus Days ed è patrocinato dalla Regione Umbria.

La giornata avrà avvio alle 9.45 con la registrazione dei partecipanti e con una breve presentazione sia degli scopi della giornata sia dei risultati del progetto europeo ProActive. Portato avanti dall’ASD Trekkify, il progetto intende proprio potenziare il coinvolgimento delle persone con DI, dei loro caregiver e familiari nelle attività sportive all’aperto. Seguiranno gli interventi di Vi.Va. Onlus e della Cooperativa sociale GEA sui temi della disabilità legata alle attività outdoor e alle buone pratiche per l’inclusione sociale.

La giornata proseguirà con delle semplici escursioni – a cura di Valle Umbra Trekking per scoprire il territorio della Valle del Menotre e con dei laboratori artistico-ambientali per avvicinarsi alla natura in maniera originale.

Le attività saranno intervallate da un momento conviviale offerto dall’organizzazione e si concluderanno con un breve concerto.

In un’ottica di totale inclusione sociale, tutte le attività (presentazioni, escursioni, laboratori) sono gratuite e rivolte sia a persone con disabilità sia alle loro famiglie, educatori o altre persone interessate ai temi dell’evento.

Si rende necessaria solo l’iscrizione, da effettuarsi entro e non oltre il 7 ottobre 2023 a questo link.

Il Lions Club Perugia Host, sotto la guida della Presidente Letizia Mezzasoma, ha iniziato l’Annata Lionistica 2023/24 sostenendo con convinzione ed entusiasmo il Campo Estivo organizzato dal Real Eyes Sport presso il Sacro Cuore di Perugia dal 27 al 31 agosto 2023.

Il Camp è stato il prologo della nuova stagione sportiva di Spazio al Gesto, un progetto di Daniele Cassioli che vuole consentire a bambini ipo e non vedenti di avviarsi alla attività sportiva, ludica e laboratoriale. Il L.C. Perugia Host ha fornito con gioia un importante sostegno economico e organizzativo con la collaborazione dei giovani del Leo Club di Perugia che, guidati dal neo Presidente Edoardo Renzi, sono stati sul campo per aiutare, sostenere e consentire a 15 famiglie di ripetere l’esperienza che si era interrotta solo causa Covid e che era iniziata nel 2020.

La Presidente Letizia Mezzasoma

In quella data, alcuni genitori avevano voluto replicare a Perugia la prima edizione svoltasi a Tirrenia e che, già dallo scorso anno, ha visto fra i protagonisti il L.C. Perugia Host grazie alla convinta adesione dell’allora presidente Pino Famà, al quale si deve l’avvio di questa collaborazione. Tre anni dopo quell’estate, i giovanissimi primattori di Spazio al gesto Estate, con formula residenziale o giornaliera, sono diventati ambasciatori dello sport per non vedenti e ipo vedenti avvicinandosi all’atletica, al baseball, al nordic walking e all’attività in acqua, ma soprattutto condividendo intere giornate con coetanei, specifici operatori, studenti dell’Università di Perugia guidati da Moira Sannipoli e, naturalmente, i preziosissimi volontari, fra i quali i nostri giovani Leo.

Una esperienza di vita arricchente come poche che ha potuto contare sui patrocini del Dipartimento di Filosofia e di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Perugia, la collaborazione con l’ASD Viva di Perugia e il Centro di Consulenza Tiflodidattica di Assisi, oltre che sull’importante contributo del Lions Club Perugia Host. Quella di Perugia è stata una quattro giorni dedicata alla memoria di Caterina Procopio, vulcanica insegnante della scuola primaria e dell’infanzia, anche lei affascinata dall’entusiasmo ma soprattutto dalle concrete opportunità seminate da Daniele Cassioli, e che, prima che un male incurabile la portasse via, ha voluto trapiantare nella sua Perugia, con al fianco da subito Francesca Piccardi e Serena Bruno, il credo di Real Eyes Sport.

 

L’atleta paralimpico Daniele Cassioli

 

Il L.C. Perugia Host, per la sua particolare sensibilità e attenzione all’area vista, nel contribuire a questa preziosa attività, ha voluto condividere la solidarietà verso giovani svantaggiati, il desiderio di rendere un servizio importante, il piacere di regalare il sorriso a giovanissimi piccoli atleti insieme al Presidente di Spazio al Gesto Daniele Cassioli (componente della Giunta del Comitato Italiano Paralimpico). Daniele Cassioli, non vedente dalla nascita, in virtù dei 25 titoli mondiali, 27 titoli europei e 41 titoli italiani conquistati è considerato il più grande sciatore nautico paralimpico di tutti i tempi e che con i suoi libri Il vento contro, Milano, DeAgostini, 2018 Insegna al cuore a vedere, Milano, DeAgostini, 2022 vuole far arrivare il suo messaggio a chi non sente senza essere sordo e non vede senza essere cieco e far comprendere che con l’amore, l’entusiasmo, la determinazione, il coraggio si possono abbattere tutte le barriere e realizzare anche i sogni che sembravano impossibili.

ANGSA è l’Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici che, dal 1985, difende i diritti delle persone con autismo e delle loro famiglie.

Costituita inizialmente da genitori, familiari, tutori e persone nello spettro autistico è un’Associazione di Promozione Sociale e un’Organizzazione non lucrativa di utilità sociale. ANGSA ha anche una sede in Umbria, in Piazza Mazzini a Bastia Umbria. Ce ne parla la dottoressa Eleonora Spalloni, responsabile regionale per la raccolta fondi, che mi spiega anche l’evoluzione ventennale di quella che prima era un’associazione di genitori e ora conta più di trenta dipendenti.
«In realtà dagli anni Ottanta le cose sono un po’ cambiate: per fare un esempio, anche il termine soggetti è stato superato in favore della parola persone, che è più rispettoso» ci tiene subito a sottolineare.

 

Dottoressa Paola Carnevali Valentini

 

L’associazione nazionale si suddivide in settori regionali o provinciali. In Umbria, ANGSA esiste da circa vent’anni ed è da allora che la dottoressa Paola Carnevali Valentini la guida, portando avanti attività di formazione, di sensibilizzazione e di informazione sul territorio attraverso seminari, convegni, interventi nelle scuole e sensibilizzazione delle famiglie attraverso i pediatri.

«In questo modo andiamo ad abbracciare anche i primi anni di vita del bambino, quando l’autismo si manifesta. L’individuazione del disturbo pregiudica infatti la presa in carico e poi lo sviluppo del bambino stesso: è diverso iniziare un percorso a 18-20 mesi o oltre i due anni di età. Nel primo caso, infatti, si prende in carico il bambino nella fase dello sviluppo, quando cominciano a manifestarsi tutti quegli aspetti che, nel caso dell’autismo, risultano compromessi: la socialità, la comunicazione, il comportamento. Nei bambini autistici, la quasi impossibilità a comunicare sfocia in manifestazioni comportamentali che possono essere autolesive, eterolesive o non adatte al contesto» spiega E.S. «Bisogna comprendere che ancora sappiamo davvero poco dell’autismo, specie sulle cause scatenanti. Non si sa se sia un problema genetico. In ogni caso, quando la famiglia riceve la diagnosi, spesso si ritrova in un’impasse emotiva. È qui che entra in gioco la rete di supporto ANGSA, strutturata in centri di servizio che, al momento, si occupano di circa 80 famiglie e non solo umbre.» continua.

 

L’interno della struttura

I progetti dedicati agli adulti: le due anime de La Semente

Una volta però termina la scuola dell’obbligo, insorgono nuove difficoltà, una delle quali è legata alla gestione della quotidianità. Proprio per aiutare i ragazzi a trovare il proprio posto nel mondo, favorendo l’integrazione e la socializzazione, nonché per garantirne l’occupazione, nel 2011 è nata La Semente, che consta di due anime. La prima è il centro diurno, una struttura socio-sanitaria accreditata al SSN che, al momento, ospita 17 ragazzi. In questo vecchio essiccatoio a Limiti di Spello (PG), ristrutturato con fedeltà storica e autosufficiente dal punto di vista energetico, i ragazzi vengono preparati al mondo del lavoro attraverso un ventaglio di attività che vanno dalla creazione della carta alla ginnastica, dalla musica alla ceramica. Vengono loro assegnati dei compiti più o meno semplici, attraverso un’agenda coloratissima e, in alcuni casi, persino illustrata. Vengono abituati a muoversi in ambienti che simulano un ufficio o una stanza privata, in cui dedicarsi alla lettura in solitudine: si tratta di ambienti creati e arredati con materiali insonorizzanti, in modo che i ragazzi non possano sentirsi infastiditi da echi o rumori indesiderati. Certo che la campagna spellana in cui si trova il complesso, alle pendici di quel Monte Subasio che regala panorami indimenticabili, sicuramente contribuisce a creare un locus amoenus in cui coltivare progetti e… intenti, così come dichiara lo slogan de La Semente.
La seconda anima è proprio quella commerciale, legata alla cooperativa agricola votata al turismo sociale, alla produzione e alla vendita. Il progetto abbraccia infatti l’ospitalità – con la struttura ricettiva affacciata sul Monte Subasio – la produzione di conserve biologiche, la creazione di regalie aziendali e l’attività di catering per gli eventi mensili.
«La cooperativa è proprio figlia di ANGSA e ciò è evidente nella sua gestione, nel suo statuto e nel suo CDA. Finora abbiamo avuto 4 inserimenti lavorativi, sia come utenti sia come soci lavoratori della cooperativa» dichiara E.S.

 

Tra i progetti, anche il Centro Up!

Tra i progetti di ANGSA Umbria si annovera anche il Centro UP di Assisi, un centro socio-educativo per minori attivo dal lunedì al sabato, che si occupa del supporto scolastico e di attività socio-educative dedicate a minori con autismo. L’intervento, all’interno del Centro, prevede l’impiego di tecniche cognitivo-comportamentali che si rifanno ai principi dell’ABA e del metodo Denver. Gli educatori del Centro svolgono le loro sessioni principalmente all’interno del centro, ma la presa in carico del minore è globale. Sono pertanto previsti anche interventi scolastici e assistenza domiciliare. In particolare, vengono offerti:

  • intervento precoce mediato dai genitori e dagli insegnanti;
  • intervento cognitivo comportamentale presso il Centro Up;
  • intervento di supporto in ambito scolastico;
  • intervento mediato dai pari in scuole medie inferiori e superiori;
  • lavoro di gruppo per implementazione di abilità sociali;
  • parent training.

A sostegno delle attività

Si può sostenere ANGSA Umbria attraverso donazioni come il 5×1000, l’erogazione liberale classica (con bonifico) o partecipando alle iniziative che vengono organizzate periodicamente. Si possono anche sostenere le attività de la Cooperativa La Semente attraverso l’acquisto dei prodotti della cooperativa o alloggiando presso la struttura ricettiva.

 


www.angsaumbria.org

www.lasemente.it

«Un mio sogno è quello di partecipare alle Olimpiadi con la pole dance. Ancora non è uno sport olimpico, ma ci stiamo piano piano avvicinando».

Francesca Cesarini ha 16 anni, vive a Magione (Perugia) ed è una stella dello sport paralimpico. Ha conquistato – volteggiando con la pole dance, una performance art che di danza e ginnastica con una pertica – il primo premio al World Pole and Aerial Championship 2022 ed è anche salita sul podio più alto della federazione Posa Pole Sports & Arts World Federation.
Francy, come la chiama la mamma Valeria, è nata senza gli avambracci e una gamba e ha scelto questa disciplina un po’ per caso – forse a causa di un sogno – nemmeno lei lo sa con certezza. Quello che sa invece, è che è un animale da palcoscenico. «Me lo dicono tutti!».
Lo ha dimostrato anche durante le riprese del docufilm Come una piuma (in uscita prossimamente), per la regia di Daniele Suraci e promosso dall’associazione perugina MenteGlocale, che racconta la sua storia sportiva e personale. E in qualche modo anche durante la nostra chiacchierata dove, senza nessun tipo di timidezza adolescenziale, ha risposto alle mie domande con molta schiettezza. Oltreché in palestra si allena con il palo piantato in salotto e questo la fa sentire libera. «Quando volteggio posso essere chi voglio!».

 

L’atleta Francesca Cesarini

Francesca, come mai a 11 anni hai scelto questa disciplina?

Non mi ricordo di preciso. Ricordo solamente che un giorno sono andata dalla mamma e le ho detto: «Mamma, voglio fare la pole dance». Forse l’ho visto sui social, forse me lo sono sognato, però sta di fatto che da quel giorno – dopo aver trovato una palestra – ho iniziato questa disciplina.

Quante ore ti alleni?

Tre volte alla settimana per circa un’ora e mezza.

Facci capire cosa di prova a volteggiare in aria…

Un po’ d’ansia c’è per il rischio di cadere, ma quando sono in alto sul palco posso fare ciò che voglio. Mi fa sentire libera. È una sensazione che provo ancora, anche dopo tanto tempo. È sempre bello!

Cosa consiglieresti a una giovane che vuole iniziare la pole dance?

Prima cosa le consiglierei di fare una prova e di continuare a provarci anche se da subito non la coinvolge, perché comunque è un sport molto bello.

Segui una dieta particolare?

No. Io mangio tutto. Non faccio nessuna dieta (ride).

Hai mai pensato di dire “basta, smetto”?

È successo a luglio 2022. Ho dovuto cambiare allenatrice, per questo ho rischiato di non poter partecipare al Mondiale. Per due settimane ho detto: «Basta, non continuo!». Poi mia mamma si è messa alla ricerca di altre scuole di pole: abbiamo conosciuto Giulia Lupattelli, insegnante di pole alla Mov’it di Perugia e alla scuola Altrove danza di Magione, la quale mi ha messo in contatto con l’attuale allenatrice di Firenze, Iliana Ciccarello. Quindi mi divido con gli allenamenti tra Magione (con Giulia) e Firenze (con Iliana).

Chi è Francesca quando è fuori dalla palestra?

Mi piace tanto stare con i miei amici, uscire con loro il sabato sera e andare a ballare. Spesso ci organizziamo e si va in centro, al cinema o in qualche centro commerciale. D’estate invece il posto che più frequentiamo è il lago Trasimeno. Amo molto anche ascoltare la musica.

Che musica ascolti?

Musica americana di qualsiasi genere. Adoro anche guardare film e serie tv. Ne vedo tantissime.

Quali sono le ultime serie che hai visto?

Con mia mamma sto guardando Grey’s Anatomy, poi guarderemo Stazione 19. Da poco ho terminato Mercoledì e The Vampire Diaries.

Ho letto che sei appassionata di Harry Potter: si sta parlando della realizzazione di una serie tv, che ne pensi?

Sarà bellissimo avere una serie su Harry Potter, però gli attori non saranno quelli dei film, quindi non so se sarà bella lo stesso!

 

Durante le riprese di “Come una piuma”

Quali sono i tuoi prossimi impegni sportivi?

 Le prossime gare saranno alla fine dell’anno. Per ora mi alleno soltanto.

Già sai cosa vorrai fare da grande? Qual è il tuo sogno?

Vorrei continuare a esibirmi con la pole dance. Mi piacerebbe anche lavorare in ambito medico: sto studiando Biotecnologie sanitarie all’ITAS Giordano Bruno e il mondo della medicina mi affascina molto. Fare il medico sarebbe bellissimo… ancora però non ho pensato la specializzazione. Ho tempo! Un altro sogno è quello di partecipare alle Olimpiadi con la pole dance. Ancora non è uno sport olimpico, ma ci stiamo piano piano avvicinando; si spera di farlo rientrare già nelle prossime Olimpiadi. Sarebbe fichissimo!

Oramai la pole dance è diventata anche molto di moda…

Sì. Negli ultimi anni è cresciuta tantissimo, questo si vede anche durante le gare dove partecipano molti più atleti.

In autunno uscirà il docufilm “Come una piuma” con la regia di Daniele Suraci e promosso dall’associazione perugina MenteGlocale, che si occupa dal 2001 di progetti di comunicazione sociale. Come sono andate le riprese?

Mi sono divertita tantissimo, anche a girare con i miei amici che sono presenti in alcune scene. Stare davanti alla telecamera mi piace, mi hanno detto che sono un animale da palcoscenico. Non provo mai ansia. Anche alle gare sono un po’ agitata qualche minuto prima di salire sul palco, poi quando sono lì divento tranquilla e faccio la mia esibizione.

Hai qualche piccolo rito scaramantico?

Faccio un saltello e un passo quando chiamano il mio nome prima dell’esibizione. Tutto qui.

 


 

 

Abbiamo incontrato in Redazione due donne, entrambe con il medesimo nome (un caso? Chissà). Le chiamiamo Valentina & Valentina; mamme con in testa un sogno ambizioso destinato, piano piano, a prendere forma.

Valentina Iacucci Ostini, presidente dell’associazione e Valentina Cimbali, vice presidente, mamme di ragazzi con disturbi dello spettro autistico, hanno dato vita a un’associazione di promozione sociale per aiutare i loro figli e chi ha analoghe caratteristiche. «Siamo La brigata indipendente, un’associazione nata dalla volontà di metterci in gioco e di cercare di aiutare l’emancipazione di questi ragazzi. Ne abbiamo notato le difficoltà per trovare un lavoro e diventare indipendenti: hanno tanta volontà di riuscire, di avere un proprio appartamento, un impiego, però il mondo del lavoro richiede una velocità troppo grande che loro non hanno».

 

Valentina Iacucci Ostini e Valentina Cimbali

 

Già, una velocità troppo grande a cui la società ci ha abituati, senza tenere conto di chi resta indietro, di chi non riesce a seguire ritmi inadatti alle peculiarità individuali. «Sono bravi, riescono a imparare quello che devono e lo fanno in modo preciso, però la loro velocità non è quella giusta per essere produttivi. Tuttavia questi ragazzi, in gruppo, diventano una forza: dove uno o più sono in difficoltà, gli altri sostengono, aiutano, insegnano. Insieme si sentono forti: per affrontare il mondo, per uscire di casa, per prendere l’autobus, per andare in pizzeria e affrontare anche viaggi più lunghi». «Sì, si aiutano tantissimo anche in viaggio» conferma l’altra Valentina. «Sono situazioni che noi reputiamo semplici, ma che per loro rappresentano sfide importanti».

Le due donne parlano – con la luce negli occhi – dei loro ragazzi, figli, ma anche di chi, col tempo, sentono altrettanto vicini. I racconti si alternano e restituiscono immagini emozionati. Come la volta in cui hanno preso il treno per accompagnare il gruppo a Milano, a PizzAut, pizzeria che lotta per l’inclusione, dove «giovani ragazzi autistici o nello spettro dell’autismo lavorano e lavorano per davvero!». Sì perché, la vera sfida di questi detentori di caratteristiche particolari è conquistare quel mondo del lavoro apparentemente precluso. La Regione Umbria ha istituito i SAL, i Servizi di accompagnamento al lavoro, ma al termine dell’esperienza di qualche mese, le aziende non confermano i contratti e i ragazzi si trovano di nuovo in casa. Valentina & Valentina evidenziano quanto l’idea di lavorare sia appagante e motivante per loro, ma di come intervengano delusione e senso di sconfitta al volgere di tali percorsi che, sistematicamente, si rivelano a termine. «Siamo voluti andare fino a Milano per vedere quello che succedeva dentro quella pizzeria, ma soprattutto per far vedere ai nostri ragazzi che esiste un luogo dove ci sono altre persone come loro che lavorano e se la cavano benissimo anche in momenti di piccole difficoltà. È stato emozionante e sicuramente ha dato loro speranza. Nel video dell’Associazione i ragazzi esprimono la volontà di lavorare e di vivere da soli, di poter fare una vita da noi reputata normale, ma che per loro è difficile arrivare a ottenere. Quindi vedere altri che l’hanno fatto è stato molto stimolante».

 

La brigata indipendente, pertanto, ha un sogno: «creare un ostello dove un gruppo di questi amici possa vivere e ospitare tutti, da famiglie con persone con disabilità a ragazzi soli. E anche quanti desiderano staccare dalla frenesia di tutti i giorni per respirare la loro aria, fatta di tranquillità e serenità. Perché chi si avvicina ne acquisisce il ritmo e si arricchisce, riuscendo a recuperare quanto la frenesia del quotidiano sottrae». Un progetto che prospetta a tante famiglie una speranza nel dopo di noi, mostrando un futuro possibile per i propri figli, fatto di accoglienza, supporto reciproco, realizzazione. «Sì, al momento a me dà molta tranquillità» afferma una delle due Valentine «So che ci sarà un percorso per arrivare a questo traguardo grandissimo, ma so anche che stiamo costruendo qualcosa. Non lo faccio solo per mia figlia, perché ovviamente ce ne sono tanti di questi ragazzi, e so che in questo luogo saranno sereni e autonomi… potranno avere una vita».
«E soprattutto saranno insieme» aggiunge l’altra «perché quello che abbiamo capito osservandoli è che veramente la forza viene dal fatto di essere in gruppo. Il nostro pensiero va a quando noi non ci saremo più, però loro ci saranno per sé stessi».

 

 

Grazie all’assessore Cicchi, l’Associazione ha potuto incontrare il sindaco di Perugia Andrea Romizi, che ha offerto tutto l’appoggio del Comune a questo progetto. Il sostegno delle Istituzioni sarà fondamentale per poter raggiungere quest’ambizioso obiettivo. In questo momento, ci raccontano, ci sono due ragazze che stanno già facendo l’esperienza del cohousing e si spera che a breve si possa attivarla anche per i ragazzi. Grazie all’appoggio del Comune si stanno avviando all’indipendenza, quindi in un certo senso il percorso è iniziato.
Nel frattempo La brigata indipendente, forte del contributo di tanta gente messasi a disposizione e che Valentina & Valentina tengono a ringraziare, porta avanti il suo messaggio pure attraverso l’organizzazione di eventi destinati ai ragazzi, ma capaci di fare da cassa di risonanza per quanti vogliono avvicinarsi e comprenderli. Questo lo spirito di Halloween inclusivo svoltosi a Colombella, la prima festa pubblica de La Brigata. Una serata nata in sordina, per dare la possibilità ai ragazzi di ritrovarsi e di festeggiare, diventata invece una festa con 300 persone, molte delle quali cosiddette normali. Tutti si sono divertiti tantissimo a testimonianza che l’inclusione non solo è possibile, ma è divertente.
«I nostri ragazzi volevano vivere una festa di Halloween, ma questo tipo di feste inizia in orari troppo tardi per loro, che sono abituati a non fare notte. E allora abbiamo deciso di organizzarla: una festa di Halloween inclusiva, che tenesse conto dei ritmi dei nostri ragazzi. Pensavamo a pochissime persone, 50- 60; siamo arrivati a 300 ed è stato fantastico. Grazie alla Pro Loco di Colombella che ci ha accolto come una famiglia, i ragazzi sono stati felicissimi».

 

La festa di Halloween

 

E il prossimo evento? «Ve lo anticipiamo! Faremo il Capodanno inclusivo!» svelano Valentina & Valentina. Un’idea meravigliosa che – siamo certi – sarà un altro grande successo. I progetti dell’associazione posso essere seguiti sul sito www.labrigataindipendente.it (da cui è possibile effettuare donazioni) e tramite le pagine social (Facebook e Instagram). Concludiamo con il messaggio che queste meravigliose donne – permetteteci di definirle così per la forza e l’entusiasmo con cui stanno portando avanti il loro sogno – hanno lasciato: «A noi piacerebbe arrivare il più possibile nelle case delle famiglie che hanno ragazzi con caratteristiche simili ai nostri, per dar loro una speranza di futuro. Perché molti genitori non vedono nulla per i loro figli. Noi vorremo farli conoscere e formare altri gruppi di amici, permettendo loro di scegliersi per affinità di interessi e passioni. Sono puri di cuore, non hanno pregiudizi, amano la vita per quello che è… e va bene così. Sono felici. Sì, fortunatamente sono felici».