fbpx
Home / Posts Tagged "san matteo degli armeni"

Il 2 e il 9 luglio la biblioteca perugina ospiterà eventi e incontri per festeggiare il suo primo decennio di attività.

«L’augurio che faccio a San Matteo degli Armeni, per i suoi primi 10 anni di attività, è quello di amplificare e mantenere sempre più la sua vocazione di biblioteca votata a temi ambientali, alla pace e all’accoglienza. In pratica, quello che già si è verificato in questi anni». Con queste parole Leonardo Varasano, assessore alla Cultura del Comune di Perugia, celebra il decennio della biblioteca perugina. Gli fa eco Gabriele De Veris, responsabile della biblioteca: «Non avevamo traguardi per questi 10 ani, solo la speranza di poter far crescere la biblioteca a misura di comunità. I nostri punti di forza sono proprio le relazioni (con le associazioni del quartiere, ma anche con altre reti, compresa Seattle, città gemellata con Perugia), la creatività (abbiamo da poco sperimentato una dimostrazione del gioco del golf nel giardino) e ovviamente gli spazi (la biblioteca e il giardino). Organizziamo molte attività e circa un centinaio di presentazioni di libri ogni anno, dal 2012 al 2019 siamo arrivati a 15.000 presenze. Ora stiamo ricuperando il calo dovuto alla pandemia». Due, le giornate dedicate ai festeggiamenti: il 2 e il 9 luglio (programma).

 

San Matteo degli Armeni

 

Era, infatti, il 2 luglio del 2012 quando, dopo un lungo restauro, la biblioteca comunale – che si trova all’interno del complesso monumentale di San Matteo degli Armeni risalente al 1273 – apriva le sue porte, diventando un centro di documentazione e ricerca e una biblioteca con un patrimonio librario specializzato sui temi della pace, della nonviolenza, dei diritti umani, del dialogo interculturale e interreligioso e del commercio equo e solidale. Al suo interno sono custoditi il patrimonio librario del filosofo perugino Aldo Capitini e la bandiera della pace che portò alla prima Marcia Perugia–Assisi, oltre al Centro di documentazione Elisabetta Campus della Circoscrizione Umbria di Amnesty International e alla biblioteca ARPA Umbria di documentazione ambientale.
A tutto questo si aggiunge il Giardino dei Giusti del Mondo, inaugurato nel 2016 su proposta dell’associazione GARIWO (Gardens of the Righteous Worldwide) per celebrare la Giornata dei Giusti (il 6 marzo). «In quell’occasione vengono piantati uno o più alberi o istallata una targa a una persona, anche vivente, che ha salvato vite umane o difeso la dignità umana durante i totalitarismi. Ogni anno un comitato di associazioni insieme alla biblioteca propone e sceglie le persone; a oggi abbiamo 27 targhe e alberi. Da non dimenticare Il Roseto della Compresenza è nato spontaneamente nel 2017, grazie alle persone che curano gli orti urbani: ogni rosa è dedicata alla memoria di una persona che in qualche modo è stata legata alla biblioteca. La prima rosa è dedicata ad Aldo Capitini, che ideò anche il termine e il significato di compresenza» prosegue De Veris.

 

Giardino dei Giusti

 

Oggi le biblioteche non sono più luoghi vetusti e polverosi, ma dei veri e propri punti di ritrovo e spazi polifunzionali dove organizzare eventi, incontri e attività varie: cultura e al tempo stesso anche socialità. «In questi ultimi tre anni abbiamo utilizzato le biblioteche per moltissime mostre e conferenze, quindi è sì un luogo dove si acquisisce sapere, dove si consultano e si prendono i volumi, ma è anche un luogo sempre più votato alla socialità. Deve essere un posto sicuro e un punto di riferimento in cui, per esempio, un ragazzo di 15-16 anni può trascorrere del tempo in sicurezza, non solo per usufruire dei libri, ma anche per condividere momenti di socialità e incontrare coetanei» spiega con chiarezza l’assessore alla Cultura.
Una piccola curiosità. Dal 2015 la biblioteca è una delle sale comunali dove è possibile sposarsi: nella sala a piano terra oppure in uno degli spazi del giardino, in media vengono celebrati 6-7 matrimoni all’anno.

 

La consultazione virtuale

San Matteo diventa virtuale

Consultare di suoi volumi anche quando fisicamente non si può. È la novità e un’altra evoluzione di San Matteo degli Armeni, che diventa la prima biblioteca virtuale di Perugia, e più in generale dell’Umbria. Il progetto, ideato dallo studio di comunicazione CoMoDo (Comunicare Moltiplica Doveri), serve a valorizzare ancora di più il patrimonio storico, culturale e didattico del Complesso Monumentale e non sostituisce la visita in presenza ma la arricchisce, allargando il fronte dei possibili fruitori. Un vero e proprio viaggio virtuale per permettere non solo la consultazione dei volumi, ma una vera esperienza di visita, studio e approfondimento anche in quei periodi in cui non fosse possibile raggiungere fisicamente la biblioteca.
«Il ricco patrimonio di cultura del Complesso diventa ancora più accessibile grazie a una nuova forma di fruizione a distanza. Alla visita e alla consultazione in presenza, insostituibile, si affianca una preziosa e comoda alternativa. Nel solco di un processo che coinvolge il sistema bibliotecario comunale da tempo, anche San Matteo si dota di uno strumento di consultazione all’avanguardia che ne rafforza e incrementa la missione culturale» conclude l’assessore Varasano.

 


VISITA ONLINE LA BIBLIOTECA SAN MATTEO DEGLI ARMENI

Il primo appuntamento della rassegna culturale “Storie di Bici”, ideata dalla sezione perugina della FIAB (Federazione Nazionale Ambiente e Bicicletta), un’organizzazione ambientalista che promuove l’uso quotidiano della bicicletta e il cicloturismo, è dedicato ad Alfonsina Morini Strada, la prima donna ad aver partecipato al Giro d’Italia nel 1924 e l’unica di sempre ad averlo fatto insieme agli uomini.

Alfonsina Morini Strada, foto di Gazzetta dello Sport

Il primo di aprile, alle ore 18.00 presso la Biblioteca di San Matteo degli Armeni, verrà presentato il libro Alfonsina e la strada scritto da Simona Baldelli e pubblicato nel 2021 da Sellerio. Ne parlerà, con l’autrice, il giornalista Leonardo Malà, grande conoscitore dello sport umbro, e del ciclismo in particolare, e autore di Stelle in corsa. Personaggi, storie e immagini dello sport umbro.

È interessante la vita di Alfonsina, che nasce da una famiglia di contadini emiliani e si appassiona presto alla bicicletta in sella, con la quale partecipa a competizioni locali acquistando da subito il soprannome di diavolo in gonnella. Per la sua passione è fortemente osteggiata dalla famiglia, ma nel 1915 sposa Luigi Strada, che la capisce e la incoraggia a tal punto da regalarle, il giorno delle nozze, una bicicletta da corsa nuova.
Ma assurge agli onori delle cronache per la sua partecipazione al Giro d’Italia del 1924. Siamo in un’epoca in cui una donna fa scalpore e suscita curiosità e critiche e certo oggi non si accetterebbe la descrizione che ne fece il Guerin Sportivo: «Quando, in una corsa del genere di quella che si sta svolgendo attualmente lungo le strade nazionali, si fa luce un corridore che ha un paio di gambette perfette, un corpo flessuoso e nervoso, i capelli tagliati alla bebè, una dentatura bianca e luccicante, un viso grazioso, e questo corridore (ohè, intendiamoci bene…) questo corridore è una donna, va da sé che si arrivi a desiderare che le 12 tappe diventino 24. Di questo parere sono parecchi inviati speciali, molti soigneurs, parecchi dirigenti, e tutti i corridori […]. Sta il fatto che troppe automobili stanno sulla scia dell’ultimo gruppo; troppi consigli – disinteressati, oh, disinteressati – piovono sopra l’Alfonsina; troppi sorrisi, troppe occhiate di pesce bollito filano dritte sulla piacente silhouette curva sul manubrio».
Né si potrebbero accettare rivolte a una donna le strofe blasfeme della canzone La girina a lei dedicata.

Ma Alfonsina durante quel giro – che passò anche a Perugia – si fece apprezzare per l’impegno e la forza fisica e morale, spegnendo ogni ironia ed entrando nel cuore di numerosi tifosi. Terminò il Giro, e al Velodromo Sempione, Alfonsina fece il giro d’onore fra gli applausi convinti del pubblico.
Nel corso del 2021, in occasione dell’arrivo del Giro in città, l’Amministrazione comunale di Perugia ha intitolato ad Alfonsina Morini Strada una via, in località Ripa.

Il 6 marzo nel Giardino dei Giusti, all’interno del bellissimo parco di San Matteo degli Armeni a Perugia, si è celebrata la Giornata europea dei Giusti.

I tre ulivi

 

In questa data simbolica in cui si ricorda la scomparsa di Moshe Bejski, magistrato israeliano sopravvissuto all’Olocausto, presidente della Commissione dei Giusti tra le nazioni, nel Giardino sono stati piantati tre ulivi, pianta simbolo della pace, a ricordo di altrettante persone che si sono impegnate per il bene comune e che costituiscono un luminoso esempio da seguire. I nomi sono stati scelti da Amnesty International Gruppo 045, Associazione Libera Coordinamento regionale Renata Fonte, Associazione Vivi il Borgo, Emergency Perugia, Fondazione Centro Studi Aldo Capitini e Biblioteca comunale San Matteo degli Armeni. Alla presenza di Leonardo Varasano, assessore alla cultura del Comune di Perugia, sono state scoperte le targhe intitolate a Rachel Carson (1907-1964), biologa e zoologa statunitense che, con il suo libro Primavera silenziosa, può essere considerata una figura chiave della lotta ecologista, Andrej Dmitrievic Sacharov (1921-1989), fisico russo, premio Nobel per la Pace nel 1975 e infaticabile sostenitore dei diritti umani in Unione Sovietica , Gino Strada (1948-2021) e Teresa Sarti Strada (1946-2009), fondatori di Emergency, persone che hanno dedicato la vita alle vittime della guerra e alla promozione di una cultura di pace. Le tre personalità sono state illustrate, con competenza e sensibilità, rispettivamente da Gabriele De Veris, bibliotecario di San Matteo degli Armeni, da Pierangelo Cenci di Amnesty International e da Brunetta Bellucci di Emergency.
Il «Giardino dei Giusti nel mondo» è sorto a Perugia il 6 marzo 2016, nel parco della Biblioteca San Matteo degli Armeni – luogo simbolo per i temi della pace, della non-violenza, dei diritti umani, del dialogo interculturale e interreligioso – aderendo al progetto Ga.Ri.Wo. Garden of The Righteous Worldwide e al Comitato 6 marzo per le celebrazioni della Giornata europea dei Giusti, istituita dal Parlamento Europeo. Le altre 23 piante del giardino sono state dedicate a partire dal 2016 ad altrettante persone che hanno dato la loro voce e prestato la loro attività per i diritti umani, per la pace, per la tutela dell’ambiente e per la libertà.

 

 

Nel Giardino dei Giusti di San Matteo degli Armeni nel corso degli anni sono già stati piantumati:

anno 2016, 6 alberi:
_ Armin Theophil Wegner (1886-1978), militare e scrittore tedesco, testimone del genocidio armeno, oppositore del nazismo
_ Tahir Elci (1966-2015), avvocato curdo e attivista dei diritti umani, ucciso a Diyarbakir il 28 novembre 2015
_ Alex Langer (1946-1995), politico, scrittore, leader del movimento ambientalista e pacifista, impegnato per la difesa dei diritti umani
_ Anna Stepanovna Politkovskaja (1958-2006), giornalista russa, impegnata per denunciare le violazioni dei diritti umani in Cecenia, uccisa a Mosca il 7 ottobre 2006
_ Marisol Macìas Castañeda (1972-2011), giornalista messicana uccisa per le sue denunce contro i narcotrafficanti il 24 settembre 2011
_ Wangari Muta Maathai (1940-2011), prima donna africana ad aver ricevuto il premio Nobel per la Pace, ambientalista, biologa, attivista, promotrice dello sviluppo sostenibile, ideatrice della Green Belt Movement per la riforestazione del Kenya

anno 2017, 3 alberi:
_ Danilo Dolci (1924-1997), poeta, educatore, testimone persuaso della nonviolenza e della legalità, amico di Aldo Capitini
_ Irena Sendler (1910-2008), infermiera e assistente sociale polacca, salvò migliaia di bambini del ghetto di Varsavia dai campi di sterminio nazisti
_ Angelo Vassallo (1953-2010), sindaco di Pollica (SA), assassinato il 5 settembre 2010 per il suo impegno verso la legalità e l’ambiente

anno 2018, 3 alberi:
_ Renata Fonte (1951-1984), insegnante, assessore al Comune di Nardò, vittima di interessi speculatori per il suo impegno in difesa del territorio
_ Anna Frank (1929-1945), giovanissima vittima del nazismo, testimone della Shoah raccontata attraverso il suo diario, simbolo dei razzismi e dei genocidi passati, presenti e futuri
_ Emma Thomas (1872-1960), vegetariana, quacchera, idealista pratica, amica di Edmondo Marcucci, fedele collaboratrice di Aldo Capitini, con cui condivise la nascita dei Centri di Orientamento Religioso

anno 2019, 3 alberi:
_ Màxima Acuña (1970- ), attivista peruviana per i diritti umani e per la tutela dell’ambiente nel distretto di Sorochuco
_ Marcello Torre (1932-1980), avvocato e sindaco di Pagani, vittima innocente della camorra
_ Malala Yousafzai (1997- ), premio Nobel per la pace 2014, impegnata per i diritti civili e il diritto all’istruzione delle ragazze nei Paesi musulmani

anno 2020, 3 alberi:
_ Lina Berellini (1920-1963), giovanissima, a rischio della vita, ebbe cura di Fiorella e Sergio Calef, proteggendoli dalla persecuzione antiebraica e dalla guerra
_ Chiara Silvia Lubich (1920-2008), fondatrice del Movimento dei Focolari, costruttrice di ponti di pace tra persone e popoli per la fraternità universale
_ Piero Terracina (1928-2019), sopravvissuto all’inferno di Auschwitz, con i giovani sempre nel cuore, ha dedicato la vita alla testimonianza, alla memoria e alla lotta contro l’antisemitismo

anno 2021, 5 alberi:
_ Joan Baez (1941- ), cantautrice e artista, attivista per i diritti civili, voce delle manifestazioni per la pace e i diritti umani
_ don Peppe Diana (1958-1994), sacerdote, insegnante e capo scout, assassinato nella chiesa di San Nicola di Bari a Casal di Principe dalla camorra per il suo impegno per la giustizia
_ Maria Montessori (1870-1952), educatrice, medico e scienziata, promotrice della pace, ideatrice di un metodo educativo adottato in tutto il mondo
_ Luis Sepulveda (1949-2020), scrittore e poeta, perseguitato ed esule, attivo per i diritti umani e la libertà
_ Carlo Urbani (1956-2003), medico e microbiologo, vittima della Sars che aveva contribuito ad individuare in Thailandia

Diverse le iniziative nella nostra regione per ricordare, a 100 anni dalla sua nascita, il grande intellettuale italiano.

PERUGIA
In occasione del 100° anniversario della nascita di Pier Paolo Pasolini, la Biblioteca Augusta e San Matteo degli Armeni ospitano la mostra Prospettiva Pasolini.

L’esposizione è visitabile
_ in Augusta da sabato 5 marzo, ore 11.00 inugurazione
_ a San Matteo degli Armeni da venerdì 11 marzo, ore 17.00 inaugurazione fino a venerdì 13 maggioIn Augusta è allestita la sezione espositiva dedicata alla figura di Pasolini editorialista scomodo.

Si può leggere le dichiarazioni rilasciate quando fu intervistato da intellettuali come Ferdinando Camon o giornalisti come Furio Colombo, al quale rilasciò l’ultima intervista, poco prima di essere ucciso.

Una aggiunta significativa riguarda i contatti che legarono lo scrittore all’Umbria: l’amicizia con il poeta perugino Sandro Penna, la partecipazione a un’importante edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto nella quale conosce Ezra Pound e lo storico rapporto con la Pro Civitate Christiana di Assisi.A San Matteo degli Armeni l’esposizione è dedicata all’impegno di Pasolini a difesa dell’ambiente: ricordiamo che San Matteo ospita la biblioteca ARPA Umbria di documentazione ambientale.Il percorso espositivo è a cura di Simone Casini, Carlo Pulsoni e Francesca Tuscano, Università degli Studi di Perugia.In collaborazione con Comune di Perugia, Università degli Studi di Perugia e Pro Civitate Cristiana.Illustrazione di Maria Lisa BrozzettiIngresso gratuito.

È consigliata la prenotazione.

 

FOLIGNO
Stasera il pianista umbro Giovanni Guidi inaugurerà il suo nuovo progetto 100 Comizi d’amore dedicato a Pier Paolo Pasolini. Guidi ha deciso di iniziare proprio da Foligno, la sua città, in occasione dei 100 anni dalla nascita del grande poeta, scrittore, intellettuale, regista del ‘900. Sarà un concerto con solo pianoforte: “cento preghiere a cento anni dalla sua nascita perché tutte e tutti vorremmo che non fosse mai morto”.

Appuntamento allo Spazio Zut (ore 21.15) in occasione di Umbria Factory Off, rassegna multiforme di vari linguaggi artistici che prende il via questa sera con lo spettacolo “Cantico dei Cantici” del Premio Ubu Roberto Latini.