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Cartoline dal Trasimeno Mercoledì 28 luglio, conferenza stampa di presentazione della prima edizione. La manifestazione si svolgerà alla Rocca – Museo di Passignano sul Trasimeno.

È prevista alle ore 11,00 di mercoledì 28 luglio, presso la Sala Pagliacci del Palazzo della Provincia a Perugia, la conferenza stampa di presentazione della prima edizione di Cartoline dal Trasimeno, che avrà luogo dal 30 Luglio al 14 agosto, presso la Rocca di Passignano sul Trasimeno.
L’evento prevede un programma nutrito e vario, che coinvolgerà molte forme del linguaggio dell’Arte, con la presenza di pittori, ospiti, poeti e tanto altro.
Alla conferenza stampa prenderanno parte gli organizzatori, Giuliana Baldoni e Marco Pareti, il vicepresidente della Provincia nonché Sindaco di Passignano s/T, Sandro Pasquali, la direttrice del GAL Trasimeno-Orvietano, Francesca Caproni, il critico d’arte Andrea Baffoni e Luca Cirimbilli di Dharma Eventi.
Cartoline dal Trasimeno è organizzato in collaborazione con il Comune di Passignano s/T, il Gal Trasimeno-Orvietano e la ProLoco locale.

«Tuoro sul Trasimeno riparte dall’arte, con pittura, musica e letteratura. E proprio alla letteratura noir è dedicato il festival Giallo Trasimeno».

Tuoro sul Trasimeno e l’Isola Maggiore di tingono di giallo. Dal 23 al 25 luglio andrà in scena Giallo Trasimeno, il Festival Letterario Nazionale dedicato ai libri noir e al crime in genere. L’evento da brividi è organizzato da Bertoni Editore e Marco Pareti, con la fondamentale collaborazione del Comune di Tuoro sul Trasimeno, del GAL Trasimeno-Orvietano, delle ProLoco di Tuoro e di Isola Maggiore.
«Quando ci hanno proposto la realizzazione di questo festival abbiamo subito sposato l’idea, perché è qualcosa di originale, infatti non esisteva ancora in Italia un evento dedicato esclusivamente ai libri gialli. Fondamentale è ripartire dalla cultura e ci aspettiamo un grande successo anche se – essendo la prima edizione – un po’ di preoccupazione c’è, ma era importante provarci! Inoltre, è un onore e un piacere ospitare autori del calibro di Piergiorgio Pulixi, Livia Sambrotta, Mirko Zilahy, Enrico Luceri e Stefano de Majo. A loro, e non solo, possiamo far conoscere il nostro territorio e le nostre bellezze paesaggistiche» spiega la sindaca di Tuoro, Maria Elena Minciaroni.

 

Piazza del Municipio di Tuoro, foto di Proloco di Tuoro sul Trasimeno

 

Proprio le location – Isola Maggiore e Tuoro – sono un vero punto di forza coi panorami meravigliosi, che faranno da cornice alle presentazioni e agli eventi, regalando un fascino unico. Tre giorni dedicati al giallo, nei suoi generi poliziesco, fantascienza, storico, spionaggio, noir o thriller e ce ne saranno per tutti i gusti e tutte le età, per adulti e per ragazzi.
Gli appassionati potranno godere di un programma fitto e variegato e della presenza di illustri ospiti che, con la loro partecipazione, impreziosiranno la kermesse lacustre. «Tutti gli eventi sono imperdibili, io però aspetto con particolare attenzione la presentazione del libro Non Salvarmi di Livia Sambrotta» ci confessa la Sindaca.

 

Non solo libri

Oltre alle circa 60 presentazioni autoriali, disseminate tra Isola e Tuoro, non mancheranno spettacoli teatrali, estemporanee di pittura, animazioni per bambini, performance di body painting e proiezioni cinematografiche. Scopriremo, infine, i vincitori del concorso letterario, che verranno premiati durante i tre giorni di Festival.

È stato svelato il nome di un altro scrittore di primissimo piano che parteciperà a Giallo Trasimeno, il Festival Letterario Nazionale dedicato ai libri gialli che si terrà dal 23 al 25 luglio 2021 a Tuoro sul Trasimeno (PG) e sulla sua Isola Maggiore.

L’avvicinarsi dell’inizio evento sta destando molto interesse e curiosità, infatti già dalle prime informazioni rilasciate dagli organizzatori e dopo aver annunciato la partecipazione di Piergiorgio Pulixi e Livia Sambrotta, la manifestazione si arricchisce ulteriormente di un’altra presenza autorale di primissimo piano: Mirko Zilahy.

L’evento è organizzato da Bertoni Editore e Marco Pareti, con il supporto del Comune di Tuoro s/T, del GAL Trasimeno-Orvietano e delle ProLoco di Tuoro e Isola Maggiore. La dott.ssa Francesca Caproni, direttrice del GAL Trasimeno-Orvietano, ha commentato: «Eventi di caratura nazionale come Giallo Trasimeno, dove i contenuti letterari e culturali in genere, fanno da attrattori per un turismo sostenibile ci vedono convinti sostenitori, in quanto la ricaduta economica e la promozione territoriale è indubbia».

Mirko Zilahy, ha insegnato lingua e letteratura italiana a Dublino, è stato editor per Minimum Tax e il traduttore del Cardellino di Donna Tartt. È un giornalista pubblicista e cultore di letteratura inglese all’Università di Perugia. Vive a Roma e tra le sue passioni c’è il calcio e la birra scura. Zilahy è uno scrittore dotato di gran talento e tecnica che si è espresso, riscuotendo grandi successi, con opere che sono molto apprezzate dagli amanti del genere.

Tra le sue pubblicazioni, ricordiamo: È così che si uccide, La forma del buio, Così crudele è la fine. Durante la manifestazione, Mirko Zilahy presenterà la sua ultima opera, L’uomo del bosco, edita da Longanesi.

Giallo Trasimeno porta con sé un concorso letterario curato da Bertoni Editore, che è stato di gran richiamo e dedicato ai racconti gialli ambientati al Trasimeno, agli inediti e agli editi, di cui le premiazioni avverranno durante l’evento. Inoltre, la kermesse toreggiana dedicata al crime, ospiterà lo spettacolo teatrale dal titolo Accadde al tramonto di e con Stefano de Majo, accompagnato dalla chitarra e dalla voce di Marialuna Cipolla, e tratto liberamente dall’omonimo libro giallo di Marco Pareti, edito da CoreBook.

 


Le informazioni sulla manifestazione, si possono trovare sulla pagina Facebook di Giallo Trasimeno.

Una terrazza sul lago Trasimeno è diventata, in una canzone di gran successo, “Una Rotonda sul Mare”. La celebre canzone, portata alla notorietà dalla voce di Fred Bongusto, è stata scritta da Franco Migliacci con la musica di Pietro Faleni.

Franco Migliacci

Per molti anni, tante persone sono rimaste convinte che il celebre brano sia stato ispirato dalle rotonde marine di Senigallia o Termoli o Rimini o Ostia. Niente di più falso. Il paroliere Franco Migliacci ha preso spunto, per scrivere la celebre canzone Una Rotonda sul Mare, da una serata danzante che si è svolta sulla Terrazza Lidò di Passignano sul Trasimeno, ormai un bel po’ di anni fa. La canzone super conosciuta ha fatto epoca ed è, ancora oggi, molto ascoltata.

Andiamo con ordine…

L’autore Franco Migliacci, mantovano di nascita ma con i genitori originari della toscana Cortona, come spesso accadeva in tante famiglie emigrate, era rimasto molto legato alla terra dei propri avi e sovente tornava al paese d’origine. Cortona è molto vicina a Passignano sul Trasimeno e la Terrazza Lidò era un luogo alla moda dove si ballava e rappresentava un punto d’incontro per molti ragazzi da dove si guardava romanticamente il lago.
Come ogni giovane che vive l’esperienza di un distacco per una storia d’amore, anche Migliacci ha vissuto la sua. E una sera di molti anni fa, gli amici del Franco paroliere, vedendolo triste e malinconico, lo portarono sulla festaiola Terrazza Lidò di Passignano… ma il suo umore non mutò. Quella sera, il suo stato d’animo, la musica, la luna, il lago, le luci sull’acqua, hanno indotto la creatività del maestro alla composizione del testo. L’ispirazione, infatti, gli fece scrivere «Una rotonda sul mare, il nostro disco che suona, vedo gli amici ballare, ma tu non sei qui con me…».
La canzone rese famoso nel 1964 il cantante Fred Bongusto e per interessi economici, discografici, campanilismo e pubblicità furono accreditate altre rotonde sul mare come ispiratrici della celeberrima canzone.
Nell’agire con equità e giustizia e nel riconoscere a ciascuno i propri meriti, rimettiamo le cose al loro posto: la Terrazza Lidò di Passignano sul Trasimeno ha favorito l’ispirazione del maestro Franco Migliacci a scrivere la canzone ed è questa la rotonda (oggi una piattaforma quadrata) a cui fa riferimento il brano. Mentre il mare evocato non è altro che il suggestivo e romantico lago Trasimeno. Semplicemente licenze e trasposizioni artistiche per cui diamo riconoscimento all’effettive sorgenti ispiratrici.
Come ha detto Migliacci, a proposito della rotonda passignanese: «Qui c’è un genius loci che mi contatta. E tornarci è come rivedere un vecchio amico»

 

Questa la rotonda della canzone, oggi una piattaforma quadrata

Autore di canzoni di successo

Franco (all’anagrafe Francesco) Migliacci, è il paroliere di canzoni famosissime, come Nel blu dipinto di blu, Tintarella di luna, Che sarà dedicata alla città di Cortona, C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones e di tanti altri successi internazionali.
Il maestro ha scritto per Domenico Modugno, Mina, Gianni Meccia, Gianni Morandi, Rita Pavone, Claudio Villa, Fred Bongusto, Jimmy Fontana, Gino Paoli, Patty Pravo, Nada e molti altri grandi interpreti.
Franco Migliacci, affascinato dalla magia del Trasimeno e dall’incantevole Cortona, è cittadino onorario di Passignano sul Trasimeno e Una Terrazza sul Lago (leggasi Una Rotonda sul Mare) rimarrà per sempre una pietra miliare della canzone italiana e internazionale, ispirata dal suggestivo, romantico e nell’occasione, anche tristemente innamorato, lago Trasimeno.

I perugini che videro nascere nel 1478 Giovan Battista Danti non immaginavano di certo che qualche anno più tardi quel ragazzo universitario pieno di talento li avrebbe fatti stare con il naso all’insù per ammirare le sue evoluzioni aeree, per la prima volta in assoluto effettuate con un mezzo ad ala fissa (simile all’attuale deltaplano).

Questo Dedalo umbro– chiamato anche il perugino volante – dopo approfonditi studi e ricerche da precoce e illuminato ventenne, realizzò una struttura alare con un telaio di legno e superfici in pelle. Siamo negli anni dove l’altro scienziato, il ben noto e stimato Leonardo da Vinci, era convinto che l’uomo potesse volare con macchine che imitassero il volo degli uccelli, per lo sbattere delle ali, oppure con una macchina a volo elicoidale, tipo l’elicottero odierno. Danti, dal canto suo era, invece convinto che l’uomo potesse volare grazie a una macchina ad ala fissa, sfruttando il vento e le correnti ascensionali.

Giovan Battista Danti

I due si incontrarono nel 1502 a Castiglione del Lago, dove Leonardo stava ipotizzando opere di ingegneria idraulica per realizzare una rete di comunicazione tra la Chiana, il Trasimeno, l’Arno e il Tevere. Grazie a Giampaolo Baglioni, il signore di Perugia, si confrontarono sui loro studi, teorie e imprese riguardo il volo. Al termine dell’incontro ognuno rimase della propria idea, ma Leonardo, qualche anno più tardi, si ricredette sul volo ad ala fissa proposto da Danti.
Il perugino volante, al momento dell’incontro con Leonardo, aveva già volato con la sua macchina e quindi non solo teorizzato quello che riteneva il miglior metodo di volo umano. Infatti Danti si sperimentò per la prima volta nel 1498, lanciandosi dalla sommità di Isola Maggiore con la sua macchina di legno, tessuto e pelli e, dopo un breve volo, planò sulle acque del Trasimeno. Provò più volte nel tempo, perfezionando il suo sistema, e ogni volta veniva recuperato, dalle acque del lago, da un suo fedele assistente.

Il volo su Perugia

L’occasione ufficiale per presentare la sua macchina volante fu nel 1498 (per alcuni il 1503), durante la celebrazione delle nozze tra Pantasilea Baglioni e Bartolomeo d’Alviano, capitano di ventura.
Durante la festa, quando la Piazza Grande perugina (oggi Piazza IV Novembre) era gremita di festante gente, Danti iniziò a volare, lanciandosi da un tetto e volteggiando sulle teste della folla incredula e stupita, tra applausi, silenzi apprensivi e grida di stupore. A un tratto, un supporto del telaio ebbe un cedimento e il Dedalo perugino cadde violentemente su un tetto, rompendosi malamente una gamba e rimanendo offeso per sempre da una zoppia. Da allora non riuscì più a volare, ma l’onore e la gloria lo accompagnarono a seguito dell’impresa. In seguito andò a lavorare come ingegnere a Venezia, dove morì a soli 39 anni, nel 1517.
Il Dedalo umbro, colui che effettuò per la prima volta il volo umano con una macchina ad ala fissa sulle acque del Trasimeno, fu come precursore di altri fatti aereonautici che accaddero qualche secolo più tardi sempre sul vecchio Tarminass: l’istituzione della prima Scuola di Guerra per Piloti di Idrovolanti d’Italia a San Feliciano, inaugurata nel 1914 dal tenente Anselmo Cesaroni, l’inaugurazione del campo per aerei terrestri nel 1918, poi aeroporto, a Castiglione del Lago e l’avvento nel 1931 della Scuola Caccia e l’istituzione dell’azienda aeronautica SAI Ambrosini a Passignano sul Trasimeno nel 1934. Quella di Giovan Battista Danti è un primato di orgogliosa eccellenza per il Trasimeno, per Perugia e per l’Umbria. Se il perugino volante avesse potuto osservare le conseguenze di ciò a cui aveva dato inizio…

Nella straordinaria scenografia naturale del vecchio molo alla Darsena di Passignano sul Trasimeno domenica 13 settembre Coralium, il Coro Lirico dell’Umbria, ha realizzato open air un evento mai proposto neppure dai grandi teatri: ha allestito e portato in scena al calar del sole di una giornata di grecale nientemeno che Il Tabarro, una delle tre opere del Trittico Pucciniano del 1918.

Tra il respiro impetuoso del vento che agitava la superficie delle acque e lo sfilare silenzioso dei battelli illuminati che rientravano in darsena, è andata in scena una delle opere più passionali del grande Maestro.

Grazie alla sensibilità del Comune di Passignano e al solido sostegno del Club Velico locale, il Trasimeno è stato sacro testimone e proscenio di una grande suggestione. La più completa delle arti, l’Opera Lirica, con la musica e il canto ha compiuto ancora una volta il prodigio di rendere vera per un pubblico attento e partecipe una vicenda d’amore di sangue e di poesia.

 

 

Michele, impersonato dal famoso baritono Andrea Sari, Giorgetta dalla preziosa voce del soprano Paola Stafficci, Luigi dalla voce drammatica e potente del tenore Claudio Rocchi, la Frugola con la forte caratterizzazione di Rosalba Petranizzi: sono stati protagonisti di una vicenda complessa e lacerante piena di sentimenti forti e situazioni psicologicamente intriganti. Un’ambientazione sociale ricca di spunti di modernità, che riguarda personaggi riconoscibili tra le file della gente comune, già in qualche modo definibile come sottoproletariato urbano, in un’atmosfera tra il noir e l’intrigo.

Grandi le emozioni assicurate dalla regia di Stefano Rinaldi Miliani, che giocava sulla liason dell’elemento acqua tra il Trasimeno e la Senna, dove si svolge la vicenda, qui riportata ai nostri anni ’50, dove le midinettes, le allegre sartine della Parigi inizio ‘900, diventano le merlettaie del lago, appassionate di intrecci e di canzoni d’amore.

Il Coro Lirico era diretto dal deciso gesto di Sergio Briziarelli e l’intensità musicale della partitura era affidata al raffinato tocco del pianista Ettore Chiurulla.  Il Coro Lirico dell’Umbria con questo nuovo appuntamento dà seguito e senso al Progetto Opera Trasimeno iniziato già dal 2016, che vorrebbe eleggere il Trasimeno a lago pucciniano: legittimamente, dal momento che il grande compositore amava assai frequentare le sue sponde in compagnia del suo ospite Riccardo Schnabl.

Un progetto ambizioso e avvincente che tutti gli artisti del coro contribuiscono a far crescere anche con le rispettive competenze, come quella di sarta teatrale del soprano Noemi Marroni creatrice del paradigmatico Tabarro, il grande mantello a ruota di Michele da cui l’opera prende il nome. Il successo decretato dalla presenza di un folto pubblico – sia pur disciplinato e distanziato – entusiasta della novità dell’evento ma soprattutto felice di assistere in un simile luogo a questa opera poco rappresentata, ha rafforzato i propositi del sindaco Sandro Pasquali, dell’assessore Christian Gatti e di tutta l’amministrazione comunale, di continuare insieme a Coralium con il Progetto Opera Trasimeno per dare appuntamento a cittadini e turisti nella bella stagione a un’altra opera nei meravigliosi scenari del nostro lago.

«Sogno di far crescere il mio brand e diventare uno tra i designer più influenti nel sistema moda».

Marco Rossi è un giovane – classe 1995 – e promettente designer di Passignano sul Trasimeno, nato sotto il segno del leone: «Sono un leoncino a tutti gli effetti» specifica. Oggi vive tra Roma e l’Umbria e da poco ha partecipato alla Vancouver Fashion Week, dove ha portato in passerella la sua collezione ispirata al Trasimeno.
«Una tela perfetta di verdi colline e vallate, antiche fortezze e il pittoresco lago Trasimeno. Scene di pesca giocavano sullo schermo mentre i modelli indossavano cappelli da pescatore e camicie oversize. Arancione, bianco e tonalità scure si mescolano per formare un bagliore che ricorda i cieli estivi in Italia», così Fashion Studio Magazine di Vancouver ha descritto la sua sfilata. Per Marco non era però la prima volta: era già stato selezionato per diverse competizioni nazionali e internazionali quali Alta Roma e Un Talento per la Scarpa.

 

Marco Rossi durante la sfilata in Canada

Marco, qual è il suo legame con l’Umbria?

Sono nato in Umbria a Passignano sul Trasimeno, anche se la mia famiglia non è originaria di questa regione. Amo l’Umbria profondamente perché è sinonimo di natura ed è una delle poche realtà italiane in cui il verde resiste al cemento. Il legame maggiore ce l’ho però con il lago Trasimeno, perché ci sono nato e perché l’acqua è un elemento in cui mi ritrovo molto.

A Vancouver ha portato una collezione del suo brand AnotherDavid ispirata proprio dall’armonia del lago Trasimeno: ci spieghi meglio.

Sì, mi sono fatto ispirare dal Trasimeno, così da far conoscere al mondo l’Umbria e in particolar modo il lago: ho raccontato, attraverso la mia collezione, i suoi tramonti, con i colori che variano dall’arancione al viola. I cappelli e gli abiti larghi ricordavano l’abbigliamento dei pescatori, così come la stoffa a righe verticali e le pashmine in cotone intrecciate come le reti da pesca. Anche nella scelta dei tessuti ho voluto richiamare l’Umbria: il denim è misto a canapa, la nostra regione è pioniera nella produzione di questo materiale. Ho riservato una attenzione particolare ai materiali, naturali e inediti, così da utilizzare la minor quantità possibile di elementi inquinanti. Devo dire che è stata una collezione progettata e realizzata in circa due mesi: Istituto Italiano Design mi ha scelto e sono partito per il Canada, il tutto molto velocemente.

È stata comunque un successo…

Non mi sento soddisfatto al centro per cento – si può sempre migliorare – però c’è stato un buon riscontro, soprattutto da parte della stampa: giornali specializzati di moda hanno parlato di me e scritto della mia collezione. Queste sono piccole soddisfazioni che mi hanno ripagato dei tanti sacrifici fatti.

Troveremo l’Umbria anche in altre collezioni?

Penso di sì, anche perché all’estero – come dicevo – è stata molto apprezzata.

Disegna sia per uomo che per donna?

Per ora realizzo solo abiti da uomo, ma il mio progetto è quello di disegnare una collezione anche da donna.

 

Collezione del brand AnotherDavid, Marco Rossi.

Quando ha deciso di diventare designer di moda?

La moda mi è sempre piaciuta fin da piccolo, da ragazzino leggevo Vogue sotto le coperte (ride). C’è un aneddoto che spiega la mia passione fin dalla tenera età: quando si è sposato mio fratello più grande tutti dovevamo vestirci allo stesso modo, ma io – nonostante fossi molto piccolo – puntai i piedi perché volevo indossare il gilet oro e il papillon rosso. Alla fine la spuntai e mia madre mi accontentò! Questo è stato il mio primo approccio concreto con la moda e la mia prima ribellione al sistema (ride). Poi ho iniziato a studiare, frequentando prima il liceo artistico e poi l’Istituto Italiano Design a Perugia.

Ora, a cosa sta lavorando?

Sto cercando di portare avanti il mio progetto e promuovere il mio marchio AnotherDavid, ma non è facile.

Ci dia qualche consiglio per la stagione appena iniziata: quest’inverno cosa non deve mancare nell’armadio di un uomo?

Il cappotto spinato over, rigorosamente con la cintura e il cappellino ispirato alla kippah.

Ha qualche grande stilista a cui si ispira?

Ce n’è più di uno: Maison Martin Margiela per come destruttura l’abito, un altro molto vicino alle mie corde è Valentino per come rielabora i contest delle sfilate, il terzo è Alexander McQueen, che per me ha fatto davvero la storia della moda. Infine, Vivienne Westwood per il personaggio che è. Tutti loro comunque li apprezzo come persone e per come hanno saputo comunicare il loro essere attraverso la moda.

Per il suo futuro cosa si augura?

Voglio far crescere il mio brand e diventare uno tra i designer influenti nel sistema moda. Per ora è un sogno, ma spero diventi realtà.

Come descriverebbe l’Umbria in tre parole?

Equilibrata, spirituale, naturale.

La prima cosa che le viene in mente pensando a questa regione…

Il lago Trasimeno.

A Tuoro sul Trasimeno e all’Isola Maggiore si è tenuta la VII edizione di Fiabando nell’isola che c’è, una manifestazione molto attesa e apprezzata dal pubblico di tutte le età.

C’era un tempo in cui le nonne e le mamme accompagnavano il sonno dei loro bambini con una bella fiaba, che li conduceva dolcemente tra le braccia di Morfeo. Racconti fantastici di origine popolare, elementi magici, antiche credenze, esseri benefici o malefici, orchi, diavoli, nani, streghe, maghi, fate, miti, eroi, principi e principesse, antagonisti, poteri soprannaturali e straordinari, personaggi caratteristici, il lieto fine sono alcuni passaggi caratterizzanti le fiabe che in due giorni, tra l’accogliente Teatro Comunale di Tuoro e la bellezza dell’Isola Maggiore hanno intrattenuto tutti gli intervenuti, sia grandi sia piccini.

 

 

Maria Pia Minotti, docente e psicoterapeuta, è stata la regista dell’evento e catalizzatrice delle energie positive dei tanti amici che si sono adoperati e prestati per il successo di questa attrattiva manifestazione sulla fiaba. Così ci ha spiegato l’evento: «Quest’anno abbiamo creato un programma intenso e variegato; debbo ringraziare gli amici e tutti quelli che hanno spinto e aiutato con fare positivo per la riuscita di questa edizione di Fiabando, in particolare il Comune di Tuoro con in testa il Sindaco Maria Elena Minciaroni e il suo vice Thomas Fabilli, la Pro Loco di Tuoro e di Isola Maggiore con i rispettivi presidenti Fabrizio Magara e Silvia Silvi, Francesca Caproni del GAL Trasimeno-Orvietano, tutti i relatori e gli artisti intervenuti che hanno reso questa edizione speciale».

A patrocinare la manifestazione, il GAL Trasimeno-Orvietano, la Provincia di Perugia, il Comune di Tuoro sul Trasimeno e di Magione, le Pro Loco di Tuoro e di Isola Maggiore, le Associazioni Nati per Leggere, Ars Cultura e La Casa degli Artisti di Perugia, Trasimeno in Dialogo, la Biblioteca dei Piccoli-AVIS di Passignano sul Trasimno, il Circolo dei Rematori di San Feliciano: si è conversato intorno alla fiaba, vivendo delle atmosfere magiche in uno speciale rapporto tra spazio e tempo.

Il vicepresidente della Provincia di Perugia e Sindaco di Passignano, Sandro Pasquali, ha detto: «Se il Trasimeno divide, le isole sono la chiave che unisce i Comuni lacustri. Complimenti a tutti quelli che hanno dato vita e supporto a questa bellissima manifestazione».
Francesca Caproni del GAL Trasimeno-Orvietano ha invece sottolineato come vivere due giorni immersi nella suggestione del mondo delle fiabe sia anche un modo per allontanarsi dalle preoccupazioni quotidiane.

 

 

Il programma di Fiabando ha riservato argomenti, spettacoli e laboratori molto interessanti e applauditi che hanno catturato facilmente l’attenzione degli intervenuti. Infatti, le due giornate, la prima titolata Conversazioni intorno alla fiaba a Tuoro e la seconda Vivere la fiaba a Isola Maggiore, sono state caratterizzate dalle letture, a opera dell’artista Diego Comodo, delle fiabe La donna delle erbe e il pescatore di F. Hausmann e S. Rauch, Il gabbiano cielo di Patrizia Marcaccioli e La perla magica di Letizia Gradassi, alle quali si sono aggiunte un racconto della nascita del progetto e la raccolta Fiabe a pelo d’acqua da parte di Serena Duchini Zullo, Silvia Rossi e Valentina Canocchi. Non sono mancate l’attrice Lucia Donati, che ha letto la sua fiaba Il re di vetro, le lettrici di Nati per Leggere di Tuoro e Sara Tintori e Marianna Di Mauro della Biblioteca dei piccoli-AVIS per la Scuola di Passignano, né il musicista Federico Valeri, Teresa Bruno del Teatro C’Art di Castelfiorentino, le illustrazioni fatte da Stella Lupo di A Mano Libera di Perugia e quelle di Uri Noy-meir e Ilaria Olimpico di Imagin Action. Non da meno le pittrici Marina Sereda, Maria Cristina Bigerna, Carla Medici e Teresa Chiaraluce dell’associazione culturale la Casa degli Artisti di Perugia e di Ars Cultura, cui si sono aggiunte Erika Maderna con Quando il mito abita la Fiaba e Paola Biato con Fiabe di Potere che hanno incantato tutti con i loro dipinti ispirati dalle fiabe. Silvia Balossi Restelli ha incantato tutti con la sua Kora, l’arpa africana, e ha narrato e interpretato l’epica fiaba La donna bufala.

 

Silvia Balossi Restelli con la sua Kora

 

Un apprezzato buffet organizzato dalla fantastica e collaborativa Pro Loco toreggiana, guidata dal suo Presidente Fabrizio Magara, ha permesso di trascorre dei piacevoli momenti di conversazione tra i partecipanti alla prima giornata.
Nella seconda giornata, causa maltempo, non si sono potute tenere alcune attività esterne, infatti non ha avuto luogo l’arrivo, a bordo del Barchetto del Trasimeno, dei personaggi epici di Trasimeno e Agilla, interpretati dagli attori della Compagnia Laboratorio teatrale del Martedì di Magione, così come non ha avuto luogo lo spettacolo L’uccello d’oro di Daniele Galanti, Cecilia Cosci e Mariano Mozzi della Compagnia GLAM.

 

Il clown Teresa Bruno

Nonostante l’inclemenza del tempo, durante seconda giornata sono comunque intervenuti molti curiosi e affezionati che hanno partecipato con entusiasmo alle varie attività. Sulla via principale dell’isola è avvenuta la costruzione della propria fiaba personale: i visitatori sono stati guidati, in ogni loro singola creazione, da Gianna Moretti, Diego Comodo, Valentina Canocchi, Daniele Marianello, Diana Fontanelli e ovviamente dall’onnipresente Maria Pia Minotti.
Teresa Bruno il clown, gli spettacoli Juliett di Stefano Marzuoli e Boris di Samuele Mariotti hanno tracciato dei caratterizzanti e divertenti momenti isolani. Erika Maderna che il giorno prima, a Tuoro, ha dimostrato di essere una brillante relatrice, il giorno dopo sull’Isola si è prestata con timida ma efficace tenacia a diffondere tra i visitatori il libro di Fiabando e alcuni ninnoli a ricordo della giornata.
Intanto lì vicino, continuava la lettura delle fiabe a opera delle lettrici di Nati per Leggere e della Biblioteca dei Piccoli-AVIS per la Scuola; ancora più in là si sentiva l’accattivante e melodiosa musica della Kora, l’arpa africana, suonata da Silvia Balossi Restelli.

Il festival scientifico, sottotitolato Dove la scienza fa spettacolo, è stato organizzato da Psiquadro all’insegna del divertimento intelligente. La manifestazione si è tenuta dal 30 agosto al 1 settembre ed è stata accolta tra la natura sull’isola del Trasimeno, dove un ricco programma denso di attività ha attirato numerose famiglie trascinate dalla curiosità dei bambini. Divulgatori, scienziati e artisti hanno raccontato la scienza con il linguaggio dello spettacolo.

 

Certamente Cesare Agabitini, detto Cesarino, il guardiacaccia della Polvese che dal 1966 l’abita con la moglie Filodelma Mattaioli e i loro figli Genni, Elisa, Chiara, Omar e Sonia e di cui fu anche il custode fino al 1997, non si sarebbe mai immaginato di vedere sulla sua isola tanta gente tutta insieme e che la moltitudine di persone giunte fin lì andasse come un’instancabile sciame d’api da un fiore del sapere a un altro.

L’evento

Moltissime persone, soprattutto giovani famiglie con i loro bambini, si sono imbarcate sui traghetti da San Feliciano o da Castiglione del Lago per raggiungere la Polvese e partecipare alla bellissima manifestazione L’Isola di Einstein, la Scienza fa Spettacolo, che per tre giorni ha tenuto banco sul Lago Trasimeno, attirando persone da tutta la regione e numerosi visitatori provenienti da ben oltre i confini Umbri. Formatori, divulgatori, insegnanti, esperti, istruttori, genitori, nonni, fisici, geologi, ingegneri, biologi, naturisti, turisti, curiosi, ricercatori, scienziati, e soprattutto loro, i giovani cuccioli umani, hanno vissuto e partecipato a esperimenti, laboratori, racconti, presentazioni, narrazioni e spiegazioni sotto l’egida del rispetto per la natura, l’ecologia, la tutela e lo studio della madre terra, attraverso una sana curiosità per la conoscenza scientifica. Il tutto è stato ammantato da un ambiente unico e magico come quello isolano. Proprio così, l’isola Polvese è stata da sempre un’attrattrice di anime e di sguardi per la sua accoglienza e fertilità del territorio; gli Etruschi e gli antichi Romani lo avevano capito e l’hanno abitata, come alcune testimonianze archeologiche qui ritrovate ci ricordano.

L’antica locuzione avverbiale polvento, cioè protetto dal vento, darebbe il nome all’isola. Ricca di olivi e lecci, è stata prolifica per contadini e pescatori, che l’hanno rispettosamente albergata per lungo tempo. La presenza della Rocca, dell’Abbazia di San Secondo e della sua adiacente chiesa, della Chiese di San Giuliano e di Santa Maria della Cerqua, testimonia il vissuto storico certo e ritmato di questi luoghi, così come la villa, la piscina con il giardino acquatico realizzata dal Porcinai, l’ostello, il bar e due ristoranti e altre costruzioni del secolo scorso, depongono a favore e arricchiscono l’isola, dichiarata dall’attuale proprietaria, la Provincia di Perugia, dapprima un’Oasi di Protezione Faunistica, poi un Parco Scientifico Didattico e quindi inserita nel Parco naturale regionale del lago Trasimeno.

Le caratteristiche ambientali e strutturali della Polvese si prestano in modo ideale ad accogliere l’evento L’Isola di Einstein, la scienza fa spettacolo, dove oltre cento appuntamenti, tra il 30 agosto e il 1 settembre, hanno intrattenuto e divertito il numeroso pubblico di ogni età. Gli intervenuti hanno impreziosito la manifestazione con la loro presenza: Ian Russell, Science Made Simple, Michael Bradke, Hisa Eksperimentov, Copernicus Science Centre, Big Van Ciencia, l’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), l’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) e l’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche). Ci sono stati spettacoli dedicati alla fisica, alla chimica, al suono, alla biologia, alla meccanica quantistica e ai cambiamenti climatici, che hanno dettato conoscenze e suggerito riflessioni sul delicato ecosistema terrestre.
Scienza all’improvviso, un Museo a Cielo Aperto, l’Isola dei Disegnatori, Einstein Light Painting, la storia dell’Apollo 11, l’Universo in una scatola, un Tetto di Stelle, le due facce di Einstein, sono alcuni titoli di accattivanti eventi accaduti durante il festival.
Un esteso e vasto successo di pubblico elevato all’ennesima potenza!

 

I ragazzi dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia)

L’ex monastero di San Secondo

Si è notato che molti operatori e addetti dell’organizzazione si sono mostrati gentili e disponibili a dare spiegazioni e informazioni senza lesinare sorrisi di benvenuto. Tra questi l’attivissimo ed energico Michele Sbaragli, che ha edotto i presenti sulla novità della crociera astronomica lacustre (in collaborazione con INAF) e sugli incontri circa l’ambiente, organizzati da ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) o come i gentili e precisi Leonardo Alfonsi e Irene Luzi di Psiquadro che hanno dispensato cortesi ed efficaci indicazioni scientifiche a tutti quelli che l’hanno richiesto; Erika Di Silvestre, Rosalba Padula e Luca Nicoletti, capaci operatori presenti presso l’ex Monastero di San Secondo si sono adoperati e messi a disposizione per la buona riuscita dell’evento.

Erika Di Silvestre

Recentemente l’ex Monastero è stato oggetto di un recupero architettonico curato dalla Provincia e oggi rappresenta la sede del Centro ARPA dell’Umbria per il Cambiamento climatico e biodiversità in ambienti lacustri e aree umide. L’edificio è ubicato in un contesto paesaggistico straordinario con annessi laboratori, sala convegni e pertinenze e una bellissima sala esposizioni ha ospitato una mostra sugli antichi mestieri e arti del Trasimeno nella fotografia al collodio umido – illustrata dal fotografo Stefano Fasi – e uno spazio dedicato all’INGV, rappresentato da Luca Pizzimenti, Carlo Alberto Brunori, Federica Murgia e Aladino Govoni che, con i loro racconti e spiegazioni coadiuvati da sistemi informatici dedicati, hanno condotto bambini e genitori alla scoperta della crosta terrestre, vulcani e terremoti.

Spettacoli in ogni angolo

Lì accanto, tra i resti dalla diruta ma suggestiva Chiesa di San Secondo, è stata presentata la favola lacustre Avventure a Borgo Gioioso, contenente messaggi ecologici, naturistici e ambientalisti con gli interventi della casa editrice Morlacchi nella persona di Gianluca Galli, dello storico lacustre Ermanno Gambini e dell’attore Mirko Revoyera. Mirko poco prima aveva tenuto il suo spettacolo, Il Regno delle Foglie, in un’area vicino al pontile, dove era stato applaudito da un folto pubblico di bambini, che abilmente affabulava con storie appassionanti e divertenti.

 

Mirho Revoyera, Ermanno Gambini, Gianluca Galli e Michele Sbaragli

 

Lì, una bella coppia assisteva allo spettacolo con la splendida figlia Greta; al termine, la dolce madre Renilda nonché brava fotografa con entusiasmo ha raccontato che la manifestazione offriva talmente tante opportunità che la loro bambina li conduceva energicamente da un luogo all’altro, sedi degli spettacoli, dove grandi e piccini potevano partecipare attivamente ed essere coinvolti negli esperimenti. I due genitori erano esausti ma felici, così come parevano tutti quelli delle altre famiglie partecipanti alla manifestazione. Poco più in là si trovava l’Einstein Village, luogo dedicato allo sport in relazione alla componente scientifica e salutare e nella stessa area non poteva mancare Avanti Tutta Onlus, l’associazione fondata dal compianto Leonardo Cenci per la lotta contro il cancro.
Altresì si sono notati 20 bravissimi disegnatori che, sparsi per l’isola, hanno documentato graficamente lo svolgersi degli eventi. Questi fantastici illustratori fanno parte del collettivo Becoming X art and sound collective, che hanno realizzato l’accattivante e vasto reportage disegnato di tutti gli eventi.
Nell’occasione lo spazio enogastronomico, oltre i confermati e consueti ristoranti locali, è stato distribuito tra i vari luoghi dell’isola. L’offerta è stata all’altezza della situazione e, in un punto ristoro vicino a San Secondo, si sono potuti apprezzare alcuni sfizi culinari composti da ottimo pesce di lago fornito dalla Cooperativa Pescatori del Trasimeno accompagnato dai profumati vini di una rinomata cantina di Castiglione del Lago.

 

Michele Sbaragli

 

Sfilando accanto alla struttura del Poggio e proseguendo verso il pontile dei traghetti per il rientro, si passa vicino all’ex casa del custode; qui si può immaginare di vedere Cesarino e Filodelma, che abitavano questi meravigliosi declivi con i loro figli, che per tutto l’anno li avevano a disposizione per giocare, sperimentare e conoscere. Un’intera isola godibile da un pugno di ragazzi fortunati, un sogno per tutti quelli delle loro età. I cinque ragazzi, insieme ai cugini Matteo e Tiziano, tutti e sette isolani, hanno in qualche modo precorso e presagito la naturale e immensa sala giochi scientifica che l’Isola di Einstein ha poi sublimato.
Il traghetto serale ha fatto rientrare a San Feliciano molti degli ultimi scienziati irriducibili; il comandante dell’imbarcazione, Giordano Sportellini, era felice di trasportare tanta gente stancamente soddisfatta che, attraverso l’evento organizzato da Psiquadro, era divenuta partecipe ambasciatrice e promotrice del magnifico e, vista l’ora, dell’ormai sonnecchiante Lago Trasimeno.

La VII edizione ha avuto inizio il 14 agosto e terminerà il 29 settembre e si svolgerà prevalentemente a Passignano sul Trasimeno con degli appuntamenti anche sull’Isola Maggiore, a Castel Rigone e a Perugia. L’avvenimento letterario ha un nutrito numero di volti noti: tra gli altri, l’egittologo Zahi Hawass, il conduttore televisivo Roberto Giacobbo e il maestro Beppe Vessicchio. Durante la recente presentazione dell’evento, il suo ideatore Italo Marri, il direttore artistico Anton Carlo Ponti e il Vicesindaco di Passignano Paola Cipolloni, hanno illustrato il calendario degli appuntamenti, che si svolgerà attraverso 17 caffè letterari, due mostre e uno spazio dedicato alla Festa del Libro.

Dalla Torre della Rocca di Passignano si gode di un panorama mozzafiato; infatti la Rocca è una delle più belle e suggestive testimonianze storiche e culturali del Lago Trasimeno e dall’alto della sua posizione osserva il lago e il paese fin dal VI secolo, come fortificazione longobarda.
In questi giorni l’incantevole fortilizio osserva, dalla sua ubicazione dominante, cosa succede poco più sotto, nel susseguirsi di persone e incontri attorno al mondo letterario messo in moto con successo dagli organizzatori dell’Isola del Libro Trasimeno 2019.

In apertura della manifestazione


La bella manifestazione fa diventare Passignano e il lago sedi di una kermesse importante nel mondo dei libri e, per queste latitudini, una passerella di tutto rispetto per autori, editori e personaggi noti e meno noti.
Il via è stato dato dalla presentazione del libro scritto dal giornalista Giovanni Fasanella, dal titolo Enrico Berlinguer, Aldo Moro due vite con destini paralleli con l’introduzione di Anton Carlo Ponti, giornalista e scrittore.
Il giorno di ferragosto e il successivo sono stati dedicati al Trasimeno con la presentazione di tre opere inerenti il lago, anche se per genere differenti tra loro, che hanno goduto di una numerosa e attenta partecipazione di pubblico.
Il primo libro dei tre presentato è intitolato Minima storia recente di Passignano. Passignano cittadina del mondo dove Claudio Bellaveglia racconta le vicende che ha vissuto prima come cittadino e poi come sindaco della bellissima cittadina lacustre, a partire dalla locale e storica società aeronautica e poi navale S.A.I. Ambrosini, oggi purtroppo dismessa. Inoltre, ha parlato delle celebri e super tecnologiche barche a vela Azzurra e Moro di Venezia, che hanno partecipato qualche anno fa alla Coppa America come rappresentanti italiane: dove i loro scafi sono stati costruiti dall’azienda passignanese. Il libro è ricco di aneddoti e storie che rendono interessante la lettura per gli amanti del genere.

Castel Rigone, foto di Enrico Mezzasoma

A seguire è stato presentato La ragazza del canneto, dai tipi di Armando Editore. Il libro è un romanzo giallo ispirato da un fatto vero successo pochi anni fa sulle sponde del Trasimeno, e racconta, con una storia verosimile e ambientata tra i vari borghi lacustri, le drammatiche conseguenze per le adolescenti rapite a seguito di adescamenti compiuti da falsi profili informatici tramite social. L’opera è bilingue in italiano e inglese – e presenta un carattere definito ad alta leggibilità, adatto anche per i dislessici. Ha presentato il manager Franco Papetti.
Per finire, è stato presentato il libro dal titolo Gli uomini e il Lago. Catalogo Museo della Pesca e del Lago Trasimeno, edito da Morlacchi Editore. L’autore è Ermanno Gambini, direttore del Museo della Pesca di San Feliciano, segretario dell’A.L.L.I. (Atlante Linguistico dei Laghi Italiani) nonché stimato storico del lago Trasimeno. La sua opera non è un semplice catalogo, ma una vera e propria enciclopedia di fatti, problematiche, storie circa l’intero mondo lacustre e dei suoi pescatori, come ha anche testimoniato Valter Sembolini, amministratore delegato della Cooperativa Pescatori del Trasimeno durante il suo intervento. Con la sua introduzione, l’esimio prof. Fabrizio Bracco, docente universitario e storico, ha impreziosito l’occasione. Ha presentato Italo Marri.

Appuntamenti da non perdere


La settimana è stata chiusa con il libro di Paolo Rossetti, edito da Bertoni Editore, La valle delle comete, ispirato alla vita dell’esploratore perugino Orazio Antinori, le cui vicissitudini sono ben raccontate nel libro. Peraltro la storia di Antinori è poco nota e rimane ancora sconosciuta alla maggior parte dei suoi concittadini. Ha coordinato lo storico Vanni Ruggeri e la lettura dei brani è stata di Carla Cicioni.
Nei giorni successivi si sono susseguiti altri incontri e tanti ancora ci allieteranno prima della chiusura, prevista per il 29 settembre. Il programma è consultabile sul sito dell’Isola del Libro: www.isoladelibrotrasimeno.it

L’intento? Avvicinare le persone alla lettura


Abbiamo incontrato Italo Marri, il Presidente dell’associazione culturale Isola del Libro e ideatore della manifestazione, che orgoglioso ci dice: «Sono molti i libri che verranno presentati e nello stesso modo i temi toccati attraverso una lunga carrellata di personaggi che supererà le 70 unità. Al di là del numero importante, a noi interessa soprattutto la qualità, e con orgoglio posso dire che ne abbiamo. Comunque si potrà fare meglio e per il prossimo anno ci sono già delle idee, tipo portare qui degli autori istriani».
Viene alla mente che durante la presentazione dell’evento, il direttore artistico Ponti ha messo in evidenza che non è presente un libro nella maggioranza delle famiglie italiane, dove si legge sempre meno e per questo ha manifestato il personale impegno, attraverso anche questa iniziativa, di promuovere il libro e la lettura in genere.
Dal canto suo, Paola Cipolloni, Vicesindaco dell’Amministrazione passignanese nonché Assessore alla cultura, ci riferisce: «Abbiamo voluto sostenere con determinazione questa iniziativa in quanto crediamo fortemente all’avvicinamento delle persone alla lettura e alla promozione del nostro territorio attraverso questi tipi di evento».
La piacevole idea, realizzata all’interno della Festa del Libro, è stata un’occasione educativa importante e un primo avvio all’abitudine alla lettura: infatti, camminando per le strade di Passignano, gli organizzatori hanno messo a disposizione dei passeggianti fino al 17 agosto, un cospicuo numero di libri in regalo lasciati in bella mostra sopra un apposito tavolino lungolago.
Vedere il meraviglioso panorama dalla sommità della Torre di Passignano può donare fantastiche emozioni, ma anche una lettura empatica di un buon libro può scatenare inaspettate sensazioni e sopiti sentimenti.
Buona lettura a tutti!

 


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