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Presentazione del libro Donne di confine e oltre, di Patrizia Patrizi, Rita Boini ed Elena Volterrani, Bertoni editore, venerdì 28 ottobre alle 18 al museo del Tulle in piazza regina Margherita.

Dopo i saluti dell’amministrazione comunale interverranno Maura Lepri antropologa, le autrici Patrizia Patrizi e Rita Boini, Marco Mannarelli dell’associazione Le Trame di Anita, che organizza l’incontro. Seguiranno letture di Bruna Manzoni, coordina Francesca Caproni, direttore del Gal Trasimeno Orvietano. In occasione della presentazione si terranno una piccola esposizione de L’arte dei ricami con la presenza di Anna Aurelia Buono e altre ricamatrici; in mostra foto di Elena Volterrani. Donne di confine e oltre è un libro e anche un progetto nato da un’idea di Patrizia Patrizi, quello di raccontare donne legate alla propria terra, a piccoli paesi dove la vita è meno semplice, a volte migliore a volte più difficile che in grandi aree urbane.

 

 

Il libro raccoglie storie di donne tra Umbria e Toscana dalla loro viva voce, tra vicende, sentimenti, delusioni, gioia, forza di contrastare le avversità. Le storie sono affiancate da foto di Elena Volterrani, un racconto parallelo per immagini, capaci di catturare l’animo delle protagoniste. Tra queste a Panicale la storia di Anna Aurelia Buono, che inizia a ricamare a undici anni per un’azienda di Perugia e ora, artista indiscussa dei ricami su tulle di Panicale, ricorda con gratitudine un’altra donna, Anita Grifoni, che trasformò la tradizione dei ricami su tulle del paese in lavoro e di cui Anna Aurelia dice: «Salvò dalla miseria le donne di Panicale, che grazie a lei impararono un mestiere e poterono lavorare». Un libro, Donne di confine e oltre, tutto al femminile: la firma della copertina si deve a Roberta Neri; a Bruna Manzoni, che ha curato anche l’editing, si devono le letture che accompagnano le presentazioni.

Il grande tenore Gianluca Terranova e l’amore per l’Umbria: le Operacorto presentate a Orvieto e Panicale arrivano su Sky.

Un altro personaggio molto famoso perché porta il canto lirico e l’opera in ogni parte del mondo con grande professionalità e bravura ha scelto l’Umbria per passare qualche giorno di riposo tra un successo e l’altro, che colleziona in molti e importanti palcoscenici internazionali. Molto conosciuto e apprezzato all’estero, in Italia la sua fortuna è dovuta anche al fatto di aver interpretato Caruso nella fortunata fiction di Rai 1. Stiamo parlando del Tenore Gianluca Terranova che questa estate in collaborazione con il Gal Orvietano e Trasimeno, ha portato nelle piazze umbre il suo spettacolo Lezioni di Canto Show con grande successo, è in questi giorni in onda su Sky con il suo Italia Opera Talent. «Ho voluto presentare in anteprima al pubblico di Orvieto e Panicale la formula nuovissima di divulgazione dell’opera lirica: la Operacorto». Raccontare un’opera intera in venti minuti, significa arrivare a un pubblico smart – così lo definisce Terranova – che non ha modo o tempo per poter apprezzare questo meraviglioso genere di intrattenimento che è osannato in tutto il mondo. «Mi piacerebbe portare queste operacorto anche a teatro, per coinvolgere più gente possibile».

 

 

Il programma Italia Opera Talent in onda su Sky Explorer Channel 176, è una prima serie di un programma che coinvolge i territori italiani, l’arte e la cultura, la gastronomia, trascinati dall’opera lirica; 12 giovani talenti si sfidano a suon di do di petto per far vincere un operacorto che verrà prodotta come short movie e presentata nei festival dei Corti internazionali. Dal lunedì al sabato, alle 7-15-23, gli allenamenti poi la puntata della Gara la domenica alle 13 e alle 21, con una giuria prestigiosa e tanti ospiti di livello mondiale, da Raina Kabaivanska celebre soprano bulgaro a Lyndon Terracini il direttore artistico di Opera Australia a Giuseppe Cuccia Consulente artistico per le opere occidentali a Pechino e Tomer Zvulun direttore artistico di The Atlanta Opera. Il programma ideato e condotto da Gianluca Terranova si può seguire, anche se non si ha l’abbonamento Sky, su www.explorertv.it negli stessi orari in streaming. «…la mia amata Umbria ha visto l’anteprima di questo format che farà il giro del mondo, sarà tradotta in piu lingue e prodotta in vari paesi, ma il mio sogno è quello di girare le operacorto nei borghi meravigliosi di questa regione splendida».

Dal 16 al 18 settembre il borgo lacustre in festa con la X edizione della Mostra internazionale del merletto e del ricamo

Decine di stand espositivi in un tripudio di ricami e merletti, ben otto mostre in tre giorni, la magia di un’opera lirica appositamente abbinata all’evento, numerose iniziative che si tramandano nel tempo. E poi il pubblico, atteso quello delle grandi occasioni, per celebrare un’arte – quella appunto del merletto e del ricamo – che prova a resistere nonostante la modernità dei tempi. E’ stato presentato così, stamani nella sede della Giunta regionale a Perugia, l’appuntamento 2022 con Fili in Trama, che da venerdì 16 a domenica 18 accenderà Panicale, il borgo con vista mozzafiato per eccellenza sul Lago Trasimeno.

Una manifestazione agghindata di tutto punto anche per il fatto di tagliare il traguardo del decennale di vita: il Gal Trasimeno-Orvietano, che l’organizza da sempre, per la decima edizione di un appuntamento che non si è mai fermato nemmeno sotto la scure del Covid 19 ha deciso di apportare le giuste migliorie per renderlo ancor più attraente.

 

 

Così ecco che la Mostra Mercato Internazionale del Merletto e del Ricamo farà salire a ben 52 il numero degli stand dislocati tra i vicoli e le piazze panicalesi (gli orari di apertura: venerdì 16 dalle 16 alle 20.30; sabato 17 dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 21; domenica 18 dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19): sarà possibile ammirare filati, stoffe ricamate, oggettistica rifinita con pizzi e merletti, abbigliamento d’altri tempi però senza età, produzioni prodigiose di scuole di tutta Italia e singole ricamatrici dalle mani d’oro. Su tutte quelle legate alla locale Ars Panicalensis che con l’associazione La Trama di Anita prova a tenere vivi passione e mestiere coinvolgendo tante donne del posto e non solo. “Si tratta di tramandare tecniche antiche anche di oltre cent’anni e il modo migliore per presentarle il pubblico non poteva che essere quello di portare ancora a “Fili in Trama” chi con le mani realizza autentiche meraviglie”, ha detto Francesca Caproni, Direttore del Gal Trasimeno-Orvietano. Che poi ha aggiunto: “La particolarità è che quando si parla degli espositori presenti, ci si deve riferire solo a scuole di ricamo e merletto e non a commercianti. Una formula vincente che quest’anno comincerà a riaprire piano piano le porte alle ricamatrici estere: saranno tra noi due artiste ucraine che vivono in Umbria ma ben esprimono il concetto di internazionalizzazione che portiamo avanti d tempo, esaltando nello specifico anche il concetto di accoglienza”.

Tra i tanti eventi collaterali in programma, particolarmente attesi la Tavola rotonda Da Perugino a Raffaello, le influenze sull’artigianato artistico, all’interno della quale sarà presentato il volume “Raffaellesco ricamo Deruta policromo” a cura di Anna Lisa Piccioni (ore 10.30, Sala Comunale) e il concerto del coro maschile Monte Gonare/Priamo Gallisay “Sardegna” che proporrà Canti di tradizione sarda del coro guidato dal maestro Sandro Pisanu, a cura dell’associazione “Musicittà” di Perugia, “L’Arca di Pan” e “Fili in Trama” (ore 12, piazza Umberto I). Il concetto, invece, di “ampliare l’offerta per coinvolgere maggiormente il territorio” è stato espresso dal Presidente del Gal Trasimeno-Orvietano Gionni Moscetti, che ha voluto “ringraziare le tantissime collaborazioni ricevute sia a livello di appassionati che di associazioni”.

Tra queste è consolidato il rapporto con il Pan Opera Festival, che propone una nuova produzione di TèathronMusikè: la farsa in un atto intitolata Il campanello di notte con musiche e libretto di Gaetano Donizetti, per la regia di Marco Bellussi. A dirigere la Pan Opera Festival Orchestra e un cast eccellente di cantanti sarà il direttore Patrick David Murray, mentre i costumi sono di Carlos Tieppo, costumista del Gran teatro “La Fenice” di Venezia. Lo spettacolo andrà in scena venerdì 16 e sabato 17 alle 21 e domenica 18 alle 17.30. Collegati allo stesso Festival anche la Messa in musica degli artisti e degli artigiani (sabato 17 settembre alle 16, presso la chiesa Collegiata di San Michele Arcangelo), con animazione liturgica a cura degli artisti del “Pan Opera”; il Concerto di Mezzogiorno L’organo in canto fra Roma e Napoli (domenica 18, alle ore 12, stessa location) con il controtenore Stefano Guadagnini ed Eric Eade Foster Organ; e l’azione scenica per un solo spettatore intitolata Fragili fogli, omaggio a Edina Altara, presso la chiesa di Sant’Agostino/Museo del tulle (sempre domenica dalle 15 alle 17.30).

 

 

Da non perdere anche l’evento Groviglio di emozioni (sabato 17, alle ore 19) presso i Giardini della Residenza protetta “Olindo Brancaleoni” con proiezione di un filmato e concerto con il Duo Thibris (arpa e violino) e a conclusione della kermesse (domenica 18, alle ore 18) il momento conclusivo con l’estrazione di una lotteria con in palio una lampada in tulle e ben sette lavori in Ars Panicalensis. Di quest’ultima hanno parlato le rappresentanti dell’associazione “La Trama di Anita”, Simona Gentili e Domenicangela Fadda, pronte a ribadire anche “la passione e l’amore verso un lavoro speciale, quello delle ricamatrici, che viene esaltato proprio da “Fili in Trama” e dalla partecipazione costante di un pubblico sempre più competente e numeroso”.

Tornando alla kermesse, molto ampia anche la sezione mostre: la decima edizione ne conta addirittura otto. Si comincia venerdì 16 (ore 17.30) con l’inaugurazione de Il Filo è il mio Pennello di Mauro Ottaviani in Piazza Umberto I (ex Circolo); un’ora più tardi (presso l’Hotel “Il Rastrello) è la volta di Dipinti e trasposizione su Tulle di alcuni disegni di Angelo Speziale. Sabato 17, alle ore 18, tocca al vernissage di Donna nel sociale a cura di Roberta Costanzi, Graziella Mallamaci e Marco Pareti e di “Un amore dal grigio al colore” a cura dell’Associazione Vivo a Colori. Inoltre, quelle permanenti; Je suis “bleu de toi (Il blu di Denise) con opere dell’artista Denise De Visscher nella Galleria De Visscher in via Boldrino Panieri, 3; “Tracce d’arte” itinerante con angeli, arcieri e putti “strappati” agli affreschi della Chiesa di San Sebastiano che guideranno il pubblico per le vie del borgo di Panicale alla scoperta di ricami, tessuti, trame e fili colorati; la personale di pittura di Barbara Gallo in piazza Umberto I; e la mostra Ars Panicalensis in casa Nicchiarelli in cui per la seconda volta verranno esposti vecchi pizzi e disegni in Ars Panicalensis in esclusiva per Fili in Trama (via Virgilio Ceppari, 35). Alla conferenza stampa di presentazione sono intervenuti anche il Consigliere regionale Eugenio Rondini e il consigliere provinciale Erika Borghesi, che non hanno mancato di sottolineare rispettivamente “la grande forza attrattiva di eventi di questo tipo, capaci di contribuire al raggiungimento nell’estate 2022 di un milione di presenze nel comprensorio del Trasimeno a livello di attività turistica”; e “l’importanza del ruolo della donna nel mondo del sociale e in quello del lavoro, che emerge dalla realizzazione di autentiche opere d’arte attraverso l’uso di ago, tombolo e filo, sempre più da valorizzare”.


Mostra internazionale del merletto e del ricamo: a Panicale, dal 17 al 19 settembre, con stand, mostre e spettacoli.

Il borgo di Panicale, dal 17 al 19 settembre, si mette il suo vestito migliore fatto di pizzi, tulle e merletti per ospitare la nona edizione di Fili in Trama, che aspetta il suo pubblico per riscoprire le antiche tradizioni del ricamo, che rappresentano anche una vera risorsa economica per il territorio.

 

 

La Mostra internazionale del merletto e del ricamo, che quest’anno ospiterà 35 espositori provenienti dall’Umbria e da altre regioni italiane – a causa del Covid dall’estero non arriverà nessuno – è organizzata dal Gal Trasimeno-Orvietano per racchiudere nel borgo perugino le eccellenze delle scuole e delle tecniche di ricamo di tutto il mondo, forte della tradizione dell’Ars Panicalensis della scuola di Anita Belleschi Grifoni. Imponente anche la rete di associazioni del comprensorio che forniranno un contributo concreto, al pari delle istituzioni locali, per la riuscita dell’evento: da La Trama di Anita a TèathronMusikè, che si abbina, come di consuetudine, al Pan Opera Festival; dalla Casa degli Artisti di Perugia alla Fondazione Denis Cichi; dall’Arca di Pan a Polis Cooperativa Sociale; non ultime la Pro Loco, la Parrocchia, Il Centro sociale anziani e le Confraternite di Panicale.

«Per far sì che la manifestazione di svolga in totale sicurezza prenderemo tutte le dovute precauzioni per regolare il flusso di accesso e controlleremo il green pass all’entrata dei diversi locali. L’inaugurazione sarà domani alle ore 16» spiegano Marco Mannarelli, presidente dell’associazione La Trama di Anita, e Francesca Caproni, direttrice del Gal Trasimeno-Orvietano che ci hanno illustrato l’evento.
La piazza principale e i vicoli di Panicale – che saranno addobbati per celebrare i 700 anni dalla morte di Dante – ospiteranno stand, mostre fotografiche e di pittura e spettacoli (dal teatro all’opera, dai concerti alle rappresentazioni itineranti) e il ritorno della prestigiosa sfilata di moda dal titolo Vivi a colori, sabato sera nella cornice di piazza Umberto I, dove capi di abbigliamento interamente realizzati con pizzi, ricami e merletti saranno i veri protagonisti. Per la prima volta verranno esposti, in esclusiva, vecchi pizzi dell’Ars Panicalensis.
«Al Sommo Poeta renderemo omaggio anche con uno spettacolo e focalizzeremo l’attenzione sulle donne afghane, con una mostra fotografica a loro dedicata. Una vera chicca è il percorso per le vie del borgo in cui si potranno ammirare quadri – dal XIV al XX secolo – che ritraggono donne intente a ricamare. Da non perdere nemmeno le mostre di pittura (I doni di Denise dell’artista Denise De Visscher Cichi, Il filo è il mio pennello di Mauro Ottaviani e la mostra personale di Barbara Gallo), le mostre fotografiche (Donna vede Uomo e il contest fotografico Suggestioni in trama) e gli spettacoli teatrali, tra questi Accadde al Tramonto, domenica ore 20.30» illustra Mannarelli.

Qui il programma completo


 

A Panicale, l’ottava edizione di Fili in Trama 2020, ha avuto un gran riscontro di visitatori virtuali e, in modo ordinato e nel rispetto delle norme anti-Covid, un buon numero di presenti alla manifestazione.

Quest’anno gli espositori sono stati 15 e hanno ben rappresentato le suggestioni del ricamo e del merletto. Hanno altresì sfoggiato le bellezze incastonate tra i filati elaborati da sapienti mani artigiane. La kermesse è stata importante anche per la promozione di Panicale, in una nuova formula orientata alla comunicazione social e al rispetto delle distanze.

Foto di Roberta Costanzi

La bellezza paesaggistica, artistica e storica di Panicale ha impreziosito di contenuti il tempo del visitatore di Fili in Trama, con antiche e comprovate suggestioni culturali, che sono state sostenute, di certo, anche dalle prelibatezze enogastronomiche, per chi ha voluto apprezzarne il gusto e i sapori. Chi ha passeggiato tra i vicoli del borgo in compagnia di ricami e merletti ha potuto immaginare i personaggi illustri che hanno contribuito a rendere Panicale un prezioso scrigno, da cui fuoriescono continue meraviglie.

Foto di Roberta Costanzi

Passeggiare, durante Fili in Trama, tra i luoghi storici e artistici che hanno accolto Boldrino Paneri, Cesare Caporali, Masolino da Panicale e Pietro Vannucci detto il Perugino, vuol dire provare la suggestione di vivere un trasognante momento romantico con incursioni tra Medioevo, Rinascimento e Belle Époque.
La bellezza ti massaggia il cuore e ti carezza l’animo. Così come hanno fatto le fotografie e i versi della mostra Donna vede Donna, allestita in una sorta di galleria a cielo aperto, con gli elaborati esposti nelle vetrine dei negozi dell’antico borgo.

 

 

Anche quest’anno Francesca Caproni, direttrice del GAL Trasimeno-Orvietano, ha fatto centro e le vanno, ancora una volta, attribuiti i consueti meriti e plausi. Elogi certi e ripetuti anche per l’associazione La Trama di Anita.
Nelle difficoltà del delicato momento sanitario la manifestazione ha mantenuto la propria caratura internazionale, con la partecipazione a distanza di Polonia, Russia e Portogallo tramite un maxischermo presente sulla piazza principale della cittadina, a cui hanno potuto partecipare, da remoto, anche le scuole.
Ci sono state molte iniziative culturali che hanno reso ancor più interessante la manifestazione: dal pianista Maurizio Mastrini agli artisti del Pan Opera Festival. Il film su Chiara Vigo e sull’arte del bisso, con la partecipazione della regista Rossana Cingolani e della protagonista Chiara, anche se quest’ultima collegata da remoto dalla sua Sardegna. La presentazione del libro sui disegni dell’Ars Panicalensis ha avuto una relatrice eccezionale, densa di verve e di saggia energia, Anna Buono, l’ultima disegnatrice dei ricami dell’Ars Panicalensis, apprezzata come artista ma anche come persona.

Foto di Roberta Costanzi

Non si può non ricordare, con deferente rispetto, la storica ricamatrice Maria Papalini, recentemente scomparsa, che ha dato tanto per l’Ars Panicalensis, per Fili in Trama e per Panicale. Fili in Trama ha grandi progetti per l’edizione 2021, prevista per il terzo fine settimana di settembre e il GAL Trasimeno-Orvietano proseguirà, come di consueto, nel sostenere la valorizzazione della tradizione delle antiche tecniche del merletto e del ricamo in sintonia con la tradizione, la cultura, l’ambiente e sostenendo l’economia rurale dei suggestivi e affascinanti luoghi del suo comprensorio.

INGREDIENTI:
  • 300 g di pane raffermo
  • 1 pizzico di sale
  • 100 g di zucchero
  • 2 uova
  • Farina q.b.
  • Olio extravergine d’oliva per friggere
  • Zucchero per spolverizzare le frittelle

 

PREPARAZIONE:

Lavorate il pancotto con lo zucchero e le uova; unite la farina in quantità sufficiente a ottenere un composto né troppo molle né troppo duro. Versate in una padella per fritti abbondante olio d’oliva e, quando sarà ben caldo, gettatevi alcune cucchiaiate del composto. Lasciate rapprendere e dorare le frittelle; estrale e scolarle passandole poi su una carta che ne assorba l’olio in eccesso. Spolverizzarle con lo zucchero.

 

Queste frittelle erano tipiche delle colline di Panicale nel periodo della raccolta delle olive. Venivano sempre e solamente fritte nell’olio estratto dalle olive appena raccolte e avevano un significato che, se non proprio propiziatorio, era senz’altro di festa. È l’unico dolce umbro per la cui frittura si usava olio d’oliva anche nella ricetta originale.

 

 


Per gentile concessione di Calzetti&Mariucci editore.

Dal 13 al 15 settembre la cittadina medievale di Panicale ospiterà nei suoi spazi urbani i molti visitatori previsti, provenienti sia dall’Umbria sia da fuori regione, senza contare i numerosi arrivi anche dall’estero. La VII edizione di Fili in Trama, su iniziativa del GAL Trasimeno-Orvietano, sarà per tre giorni l’evento convogliatore di scuole specializzate del settore e di artigiani che metteranno in mostra le meravigliose e antiche arti del ricamo e del merletto al pari delle loro creazioni. La manifestazione sarà accompagnata dal caloroso abbraccio panicalense mentre il lago Trasimeno sarà il suo romantico cavaliere.

Panicale, uno dei Borghi più Belli d’Italia, è adagiato sulle pendici del Monte Petrarvella e guarda dall’alto il panorama spezzato dalle dolci sinuosità della Val di Chiana Romana e dal chiarore del Trasimeno. Sull’etimologia del suo nome ci sono varie ipotesi, ma ci piace pensare che Pan Kalòn sia la più accreditata. Pan Kalòn in greco vuol dire dove tutto è bello e Panicale, che con la sua struttura urbana medievale a cerchi concentrici, era legata a Perugia sia come rifornitrice di derrate alimentari sia come uno dei suoi baluardi di prima difesa, ha conosciuto dapprima l’estro pittorico di Masolino a cui è stato attribuito un bellissimo affresco raffigurante L’Annunciazione della Vergine, e poi del genio Pietro Vannucci detto il Perugino che, con il Martirio di San Sebastiano esalta la perfezione della bellezza artistica. Panicale sarà la cornice decorativa di Fili in Trama 2019, la Mostra Mercato Internazionale del Merletto e del Ricamo che prevede un ricco programma di appuntamenti di settore e culturali.

 

 

L’attiva e dinamica Francesca Caproni, direttore del G.A.L. Trasimeno-Orvietano, ci ha dichiarato: «Saranno 75 gli espositori provenienti da tutte le regioni d’Italia, comprese le più ambite scuole di ricamo, e ben sette le delegazioni straniere. Quest’anno infatti Panicale potrà garantire la presenza, in qualità di espositori, di scuole provenienti da Grecia, Germania, Portogallo, Inghilterra e Russia, mentre saranno presenti in delegazione ufficiale anche Lettonia e Polonia con i relativi Gruppi di Azione Locali, nell’ambito della Via Europea del Merletto e del Ricamo, un progetto di cooperazione transnazionale che sta prendendo forma e per il quale il nostro GAL sarà capofila a livello europeo».

Il filo di Chiara

L’ospite d’onore sarà Chiara Vigo, l’ultimo maestro di bisso marino che vive nell’isola di Sant’Antioco, a sud della Sardegna. Chiara Vigo custodisce l’arte della propria famiglia tramandata da 28 generazioni di donne ed è in grado, con un lavoro certosino, di ottenere un filo che al sole sembra dorato e con il quale si può ricamare o produrre preziosi tessuti. La particolarità e unicità è che Chiara riesce, come da tradizione, a ricavare il suo prezioso e minuscolo cordoncino da un filamento che un mollusco gigante in via di estinzione, la Pinna Nobilis, produce in piccole quantità. Dalla lunga lavorazione del filamento barboso si ottiene il bisso, in una quantità infinitesimale rispetto al lungo tempo di lavorazione. Da trenta grammi di bisso si ottengono 12 metri di seta di mare. Chiara Vigo riesce a riprodurre il bisso tinto oro, porpora o viola, così come viene citato nella Bibbia, e afferma con convinzione: «Il bisso non si vende e non si compra. Le opere in seta del mare possono essere solo donate o ricevute. Un maestro di bisso vive di offerte». Una vera rarità. Mi riferisco a Chiara Vigo, ovviamente.

Luca Scarpa, consigliere GAL, ha detto: «La mostra vedrà presenti negli stand esclusivamente artigiani o scuole del settore. Un aspetto questo che ha consentito, oltre al resto, di far registrare il tutto esaurito in termini di prenotazioni delle strutture turistiche nei comuni di Panicale e Piegaro e ottimi riscontri negli altri limitrofi del Trasimeno. Ci riempie d’orgoglio sapere che dieci appassionati arriveranno appositamente dalla Corea del Sud e questo testimonia come sia stata imboccata la strada giusta, anche tramite Fili in Trama, per valorizzare il nostro territorio dal punto di vista turistico e culturale e per contribuire, anche se in piccola parte, a realizzare qualche nuovo posto di lavoro nel settore specifico».

I valori dell’evento sono evidentemente legati alla tradizione, che viene rappresentata in questo periodo di internet, di cambiamenti sociali e occupazionali, come promozione turistica e territoriale dell’area lacustre. La riscoperta di certe arti, abbinate al settore dell’accoglienza turistica, alberghiera e della ristorazione, potrebbe rappresentare un volano che favorisca una ricaduta economica sul territorio e nuove opportunità per i giovani. Per riuscire, è importante porre l’attenzione a quello che fanno anche gli altri fuori dei confini locali, dove il GAL è un fervente sostenitore dell’innovazione.

Marco Mannarelli dell’Associazione La Trama di Anita, ci confida: «Ci saranno proposte che vengono da lontano. È il caso di un defilé di moda a cura della Scuola creativa russa di Vera Tarasenkova e un defilé di costumi tradizionali nazionali del popolo russo; la scuola, al suono di musica tradizionale, presenterà la nuova collezione Altay della scuola Etnoclub Paraskeva. Altre sfilate vedranno protagonista il macramè: Il Macramè veste l’abito, con 60 abiti impreziositi con particolari in macramè, animerà Piazza Umberto e darà a cura de Il Macramè di ARIANNA di Castelgomberto VI».

Eventi per tutti i gusti

Poi, spazio a concerti, convegni e rappresentazioni direttamente dal Pan Opera Festival organizzato dall’Associazione TèathronMusikè: verrà infatti messa in scena l’opera Livietta e Tracollo ovvero La Contadina Astuta, con intermezzi comici de L’Adriano in Siria di Giovan Battista Pergolesi. Ancora, ci saranno mostre di costumi d’epoca e modellini di costumi di manifestazioni storiche, spettacoli di lettura e vetrine di negozi allestite a tema, passeggiate tra i colli che sovrastano il Trasimeno e le fotografie di Stefano Fasi per il pubblico, realizzate con la tecnica ottocentesca del collodio umido. Infine, presso il Museo del Tulle di Panicale, ci sarà la premiazione del VI concorso Castello di Panicale – Premio Anita Belleschi Grifoni. Veramente un palinsesto ricco e interessante. Il consigliere provinciale Erika Borghesi, il vice sindaco di Panicale Anna Buso, l’Assessore al Turismo di Panicale Giselda Bruni e quello alla Cultura di Magione Vanni Ruggeri, durante la conferenza stampa hanno avuto parole di apprezzamento per l’evento, ormai senza confini e sottolineato la sua importanza per l’intero comprensorio del Trasimeno e umbro.

 

 

Fili in Trama è una manifestazione voluta dal GALTrasimeno-Orvietano con il supporto delle istituzioni comunali, provinciali e regionali e di una fittissima rete di associazioni del territorio, che saranno protagoniste con continuità nell’ambito del più vasto progetto I Fili, le Trame e Le Reti del Trasimeno-Orvietano, che prevede eventi specifici e dedicati, nei comuni di Panicale, Passignano sul Trasimeno, Tuoro sul Trasimeno con Isola Maggiore, Magione con San Feliciano e Orvieto.
Durante l’evento, oltre per i ricami e i merletti, la sottolineatura più importante sarà quella per le antiche tradizioni e per quelle rinnovate, per le bellezze naturistiche, paesaggistiche e culturali e per le eccellenze in genere, che si possono ammirare nel meraviglioso e generoso comprensorio del Trasimeno-Orvietano.

 


Il programma completo dell’evento si può trovare su: www.filiintrama.it

Prendi il pittoresco borgo di Panicale, aggiungi visite guidate, laboratori, escursioni tra le colline del lago Trasimeno e spettacoli itineranti; condisci tutto con abbondante olio e gusta con dell’ottimo pane. Tutto questo è Pan’Olio, il festival dell’olio che torna, il 27 e il 28 ottobre, con la sua IV edizione.

L’olio nuovo, il vino, i prodotti tipici, ma anche la musica e tanti eventi saranno i protagonisti indiscussi delle vie del centro storico, per un weekend all’insegna del divertimento e del buon cibo.

Taverne aperte con degustazione

Muniti di una mappa – come in una classica caccia al tesoro – si potrà girare per le vie del borgo di Panicale alla scoperta delle dodici taverne e degustare i migliori prodotti del territorio. Inoltre sarà possibile incontrare i produttori e conoscere tutti i loro segreti.
Una visita guidata vi accompagnerà nella chiesa di San Sebastiano, al Teatro Caporali e al Museo del Tulle alla scoperta del connubio tra il colore dell’olio e le trasparenze del tulle, la luce del Perugino e l’eleganza del teatro.
Con Passa… all’olio invece, ci si potrà immergere in un percorso a tappe che si snoderà attraverso le immagini, per scoprire le origini, gli usi e i benefici dell’olio: un vero e proprio unguento d’oro.

Laboratori, musica e spettacoli

Imparare a conoscere verdure e spezie, prendere coscienza della nostra piramide alimentare e creare cesti intrecciando rami d’ulivo: su questo verteranno i laboratori dedicati ai più piccoli.
Con VICOLInMUSICA le vie di Panicale saranno invase, subito dopo il tramonto, da diversi gruppi folkloristici. Infine, non mancheranno giocolieri di strada, esibizioni di magia e lo spettacolo teatrale In vino veritas!

QUI il programma dettagliato.

 

Per saperne di più su Panicale

Panicale appartiene al Club de
I Borghi Più Belli d’Italia

 


La Festa dell’uva in onore del dio Bacco è uno degli appuntamenti tradizionali di fine estate del lago Trasimeno. Panicale si prepara a ospitare la 42esima edizione, che andrà in scena dal 7 al 10 settembre. 

La storia

La festa dedicata a Bacco e al suo nettare ha origini lontane. Nel 1926, infatti, si racconta di un piccolo centro agricolo dove vigeva il latifondo e di un tempo in cui il vino, più che un nettare raffinato, era un vero e proprio alimento che dava la forza per compiere il duro lavoro dei campi. La manifestazione allora si svolgeva in contemporanea con il mercato del bestiame. Dopo una pausa forzata dovuta alla Seconda Guerra Mondiale, la Festa dell’uva ricomparve a Panicale a partire dagli anni Cinquanta, grazie alla volontà della Proloco, che ne cura tutt’oggi l’organizzazione.  
In quel contesto sociale la festa rappresentava una delle rare occasioni in cui i giovani delle diverse tenute potevano incontrarsi e conoscersi. Questo evento, a quel tempo cominciava con la Santa Messa in mattinata mentre, dopo un pranzo conviviale, il pomeriggio era dedicato al divertimento. Poi, dal 1976 la festa è diventata un appuntamento fisso per il borgo umbro e porta con sé i segni del mutare dei tempi. 

 

festa d'uva

 

Il percorso enogastronomico

Il vino si sposa con il cibo. Per questo con un calice e il classico porta bicchiere di stoffa da appendere al collo, si potrà iniziare il percorso tra le varie cantine sparse per il centro storico del borgo. Un tour enogastronomico a tutti gli effetti, che porterà i più golosi a scoprire le varie qualità di vino che saranno offerte dagli espositori. 
Il visitatore potrà anche degustare assaggi di prodotti tipici locali, come l’olio di oliva delle colline di Panicale, che viene proposto come condimento delle bruschette preparate al momento dai “cantinieri”, la fagiolina del lago, il miele, le marmellate, e la grande varietà di vini prodotti dei viticoltori locali.

 

Panicale

I giochi dei rioni

La storia dei rioni

Due saranno i rioni che si contenderanno il Palio di Bacco: il Rione Grifo e il Rione Torre. Una linea immaginaria dividerà il borgo da Nord a Sud, passando per la casa del condottiero Giacomo Paneri, detto Boldrino; il Grifo con lo sguardo a Est, la Torre a ovest. Nello stemma del Comune di Panicale c’è la storia di questi due rioni: il grifo concesso da Perugia in segno di gratitudine per le molte battaglie vinte al suo fianco, tra cui la memorabile vittoriosa difesa di Perugia, assalita dai Bretoni nel 1378, ad opera del condottiero panicalese Boldrino. La torre invece simboleggia il potere del castello che sorge sul colle, al cui fianco crescono le spighe di Panìco I due rioni si sfideranno nei giochi della tradizione popolare, ma anche in nuove e avvincenti competizioni.

 

 

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