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La piccola Lucia, la bimba di Magione di quasi dieci anni, sta rispondendo positivamente alle cure sperimentali presso l’Ospedale Pediatrico “Istituto Giannina Gaslini” di Genova.

Venerdì 27 maggio alle ore 18:00 – presso la Sala Consiliare del Comune di Magione – si terrà una conferenza stampa dove le autorità aggiorneranno gli intervenuti sugli sviluppi del caso. Ricordiamo che Lucia è affetta da acondroplasia, cioè una malattia genetica rara che determina bassa statura, deformità ossee e altre complicanze a breve e lungo termine. Colpisce tutto il corpo e rallenta di molto la crescita delle ossa lunghe. A causa della sua condizione, Lucia ha una ridotta capacità toracica e polmonare, per cui avendo pochissimo spazio, gli organi interni, che sviluppano normalmente, crescono costretti e compressi.

Grazie alla generosità di molti, concretizzatasi in una raccolta fondi sostenuta anche dalla Misericordia, si sono potute affrontare delle cure – ancora non riconosciute dal Servizio Sanitario Nazionale e quindi a carico della famiglia – molto costose che stanno dando i frutti sperati. Maggiori informazioni, testi e foto saranno disponibili e scaricabili anche dal sito internet della Fraternità di Misericordia di Magione all’indirizzo: www.misericordiamagione.it

«L’obiettivo è fornire informazioni chiare alla popolazione che ha bisogno di cure o di avere una medicina a disposizione anche sotto casa, ma anche far conoscere tutte le potenzialità sanitarie dell’Umbria».

Un magazine che parla di sanità e salute direttamente ai cittadini, con un linguaggio chiaro ed esaustivo, dove alle interviste a medici ed esperti si alternano rubriche e consigli utili. Una sanità alla portata di tutti. Questo, e molto altro, è Medicina & Cure – edito da Sviluppo Srl – che da circa 6 mesi si sta facendo strada nel mondo giornalistico umbro (stampa e web), grazie all’editore e ideatore Paolo Ceccarelli. L’obiettivo è arrivare in 3-5 anni a una copertura nazionale.

Paolo Ceccarelli, editore di Medicina & Cure

«Il magazine periodico nasce da un’idea e da un buco di mercato da colmare. Esiste qualcosa del genere nel Triveneto, ma solo come strumento cartaceo. Il mio progetto editoriale è pensato per coprire un settore come quello della sanità, che ha un ruolo decisamente importante nel bilancio di una regione, ma che non ha strumenti di comunicazione rivolti esclusivamente alla popolazione. L’obiettivo è fornire un’informazione diretta alle famiglie che hanno bisogno di cure o di avere una medicina a disposizione anche sotto casa, ma anche far conoscere tutte le potenzialità sanitarie dell’Umbria per evitare che i pazienti si rechino in ospedali fuori regione: parlando con i primari dei vari reparti, la loro esigenza è proprio quella di divulgare questo tipo d’informazioni. A ciò si aggiunge il settore privato che sta emergendo e prendendo piede, anche a lui serve un canale di comunicazione adeguato» spiega Ceccarelli.

Medicina & Cure può arrivare lontano: da poco ha stretto un accordo con una televisione locale, che va ad aggiungersi ai già presenti canali comunicativi social, web e carta stampata, per un informazione a 360 gradi: «Questa pluralità di media serve a raggiungere più persone possibili: i giovani vengono informati con i social e il web, mentre le persone più adulte e anziane attraverso la carta stampata e la TV. Quest’ultima fascia della popolazione è molto importante, sono loro che devono essere maggiormente informati sulla sanità locale. L’Umbria è una regione in cui questo prodotto può diventare capillare perché è piccola e circoscritta e dove non si arriva con il cartaceo si arriva con la parte web. L’intento è espandersi entro un anno nelle città limitrofe come Arezzo, Siena, Rieti, Ancona o Macerata; sono convinto che questo è un magazine che può funzionare nella provincia o in regioni piccole: la Toscana, ad esempio, è troppo grande, nessuno da Livorno o da Pisa va a farsi togliere un dente ad Arezzo. Il nostro business plan ha l’obiettivo di arrivare a una copertura nazionale entro 3-5 anni: è una prova, una bella scommessa, e ce la stiamo mettendo tutta per far sì che si verifichino le condizioni migliori» conclude l’editore.

 

 


Per scoprire Medicina & Cure

La rivista Medicina e Cure, l’anello tra la medicina e la famiglia umbra, verrà presentata domenica 31 ottobre ore 11.30 presso bct — Biblioteca Comunale di Terni in occasione di Umbrialibri.

 

Interverranno: Paolo Ceccarelli, Editore; Sonia Bagnetti, Direttore Tecnico di Redazione (Corebook Multimedia & Editoria); Manuel Monti, Dirigente Medico Area critica e Medicina Interna presso Usl Umbria 1; Simone Gioffredi, Audioprotesista, Imprenditore, Titolare InMedica Srl.

Intelligenza artificiale e radiologia sono gli ingredienti. Ricerca scientifica e spin-off della ricerca sono gli attori. Aiutare la società al tempo del Coronavirus, l’obiettivo.

C’è anche un pezzetto di eccellenza umbra nel metodo innovativo che diagnostica la polmonite da Covid-19. Annalisa Polidori, fisica perugina, è co-fondatrice di DeepTrace Technologies, società spin-off della Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia che ha messo a punto un metodo per riconoscere la presenza della polmonite interstiziale causata dal Coronavirus sulla base di una normale radiografia digitale. Con lei, nel team, Matteo Interlenghi, il CEO Christian Salvatore, premio Forbes Under-30 nel 2017 per la categoria Science&HealthCare e la Professoressa Isabella Castiglioni, tra le 100 esperte europee in area STEM (www.100esperte.it).

Dottoressa Annalisa Polidori

Ciò è stato possibile attraverso la collaborazione con un gruppo di ricercatori dell’Università di Milano Bicocca, dell’Università Statale di Milano, del CNR, dell’IRCCS Policlinico San Donato e dell’Ospedale San Gerardo di Monza. «L’evolvere della pandemia ha accelerato le sinergie, i medici di due ospedali lombardi ci hanno chiesto di provare ad applicare le nostre tecnologie d’intelligenza artificiale sulle tante immagini che stavano raccogliendo dei pazienti con Coronavirus, per rendere più efficienti e accurate le loro valutazioni; così abbiamo provato a fare dei test. Quando abbiamo visto che c’erano risultati promettenti, ci siamo adoperati per creare qualcosa di utile in tempi brevi. C’è stato uno sforzo enorme da parte dei medici che hanno collaborato in questo progetto: prima di ogni algoritmo e tecnicismo, è stata determinante la caratura umana e professionale del personale ospedaliero» spiega Annalisa Polidori.

 

Vantaggi e precisione

Il software d’intelligenza artificiale – addestrato utilizzando 500 radiografie di pazienti della Lombardia – permette di migliorare la diagnosi del Coronavirus a partire da una semplice radiografia al torace. «Migliorare la diagnosi, in questo caso, significa fornire una diagnosi che sia in grado di differenziare tra pazienti con polmonite interstiziale causata da Covid-19 e pazienti con sintomi clinici da Coronavirus ma non affetti da polmonite interstiziale. Questo inquadramento risulta molto utile in una fase di emergenza come quella che abbiamo vissuto o quando è fondamentale valutare preventivamente se un paziente deve essere inquadrato come Covid o meno. Il sistema di intelligenza artificiale ha imparato a distinguere in maniera automatica pazienti affetti da polmonite Covid e pazienti senza polmonite, con una sensibilità e specificità elevata» prosegue Annalisa.

 

RX con presenza di Covid utilizzate per l’addestramento dell’algoritmo

 

I vantaggi di questo metodo – che verrà testato maggiormente in diverse strutture ospedaliere lombarde – sono la rapidità di risposta, il basso costo e la possibilità di essere effettuato al letto del paziente, anche al domicilio. Va però detto che ciò non sostituisce i test diagnostici biologici, perché permette d’individuare solo pazienti affetti da polmonite interstiziale, non tutti i pazienti affetti da Covid-19. «Vorrei sottolineare anche due altri aspetti. Innanzitutto, per individuare meglio la polmonite da Coronavirus stiamo mettendo a punto un metodo per la diagnosi di altri tipi di polmonite; l’altro aspetto interessante è che questo strumento potrebbe essere utilizzato anche in Paesi dove manca una certa expertise medica e dove gli ospedali sono meno presenti, soprattutto per la popolazione in aree rurali», puntualizza la dottoressa Polidori.

Non solo Covid-19

Ma non è tutto. Non solo Coronavirus per DeepTrace Technologies, che ha sviluppato molti altri progetti, tra i quali TRACE4AD per la diagnosi precoce della malattia di Alzheimer: «Si tratta di una piattaforma in continua evoluzione, gli use-case provengono dalle collaborazioni ospedaliere che vengono attivate su richiesta degli ospedali e per le quali c’è una casistica numericamente interessante per poter addestrare un algoritmo» conclude la co-fondatrice.

 


Per saperne di più: DeepTrace Technologies