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Presso la sede ICE di New York, si è svolto l’incontro organizzato dalla delegazione CIM (Confederazione Italiani nel Mondo) occasione in cui si è parlato di temi legati al mondo degli italiani che risiedono negli Stati Uniti e anche dei Borghi italiani in via di spopolamento.

Eleonora Pieroni

Fiorello Primi presidente dell’associazione Borghi più belli d’Italia, ha presentato la guida dei borghi in lingua inglese che lo scorso 17 gennaio è stata presentata alla Camera dei Deputati a Roma. Eleonora Pieroni delegata per la CIM per il Turismo delle radici a New York, già Ambasciatrice del Made in Italy e della cultura italiana è stata nominata Ambasciatrice dei borghi più belli d’Italia nel mondo.

La CIM presieduta da A. Solazzo, ha sede a Roma ha delegazioni nei principali Paesi e si occupa da trent’anni degli italiani all’estero. Rappresenta una grande costellazione di 80 milioni di italiani nel mondo compresi quelli di seconda e terza generazione.

Molti borghi in via di spopolamento sono oggetto di attenzioni da parte di sindaci e del Governo al fine di provare a invertire la tendenza e a favorire un ripopolamento. Il governo ha stanziato fondi a favore delle aree interne, molti sindaci propongono case ad un euro, piuttosto che fitti agevolati. Con l’iniziativa di New York si prova ad aprire un nuovo fronte: quello degli investitori internazionali al fine di sostenere questo grande progetto sociale. Nei prossimi mesi infatti, sono previsti eventi di promozione dei Borghi d’Italia nella nostra nazione ma anche in Europa, a New York e in altre principali città del mondo.

I Borghi d’Italia e il Turismo delle radici, al quale la Farnesina sta dedicando risorse, meritano grandi attenzioni e saranno il fiore all’occhiello del turismo Made in Italy negli anni avvenire.

«Il 2023 sarà tutto dedicato al Perugino con esposizioni e tante iniziative. Negli ultimi 20 anni del ‘400 è stato il numero uno in tutta Italia».

Nel cuore di Perugia c’è uno scrigno che raccoglie opere d’arte, storia della città e collezioni che portano il visitatore a fare un viaggio dal XIII al XIX secolo. Un luogo che però guarda al futuro, che dialoga con l’utente e mette al centro la conservazione dei suoi tesori. La Galleria Nazionale dell’Umbria ha cambiato pelle, grazie al restyling durato un anno e portato a termine nel luglio 2022.
Un allestimento rinnovato e moderno, tante novità e un sistema di conservazione unico al mondo. Il direttore Marco Pierini ci racconta tutto questo, ma soprattutto ci parla delle celebrazioni dei 500 anni dalla morte del figlio di Perugia: Perugino.

Marco Pierini, direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria. Credits Marco Giugliarelli

 

Dopo il rinnovamento dello scorso anno, la Galleria Nazionale dell’Umbria è diventata un luogo moderno e all’avanguardia…

Speriamo, noi ci crediamo! Nuovi allestimenti e moltissime novità nel percorso, tra cui nuove opere, sale monografiche e un efficace sistema d’illuminazione con luci fredde – abbiamo messo anche delle pellicole alle finestre così da filtrare i raggi ultravioletti e infrarossi. Ma, cosa più importante, un nuovo metodo di conservazione all’avanguardia, perché il nostro primissimo compito è quello di proteggere le opere. Per questo abbiamo realizzato delle basi inedite – non ce l’hanno in nessun museo al mondo – che consentono di distanziare di un metro l’opera della parete con un sistema di cartografi e di ruote, in questo modo il restauratore può girarci attorno per ispezionarla e intervenire se necessario. È un’operazione che si fa in 5 minuti, da soli: prima occorrevano diverse ore per smontarla, 3-4 persone e la chiusura della sala; adesso basta estrarla dal muro con queste basi semoventi per poter intervenire. Come dicevo, la conservazione è fondamentale: le opere le raccontiamo, le esponiamo ma in primis le conserviamo.

In un’intervista parlava di voler realizzare un museo non solo accessibile, ma anche accogliente: è riuscito nel suo intento?

Lo spero, me lo dovete dire voi (ride). L’intento è di dare la possibilità a tutti di godere della nostra esposizione con molta serenità; con opere che siano ben distanziate e non troppo fitte; spiegate in modo chiaro e con un linguaggio semplice; ben illuminate e con delle sedute molto comode e diffuse lungo il percorso. Inoltre, dare la possibilità di ricaricare il cellulare, di avere informazioni supplementari, insomma, abbiamo provato a rendere il museo – che è un museo storico – un luogo contemporaneo. Questo si unisce a tutta una serie di attività proposte questi anni: concerti, presentazioni e spettacoli. L’obiettivo è diventare un centro di produzione di arti contemporanee, invece di un semplice luogo che espone il suo patrimonio e alle 19 chiude il portone.

 

Sala 1, L’arte del Duecento in Umbria. Credits Marco Giugliarelli

I visitatori hanno apprezzato il nuovo allestimento?

È molto apprezzato dal pubblico che ce lo dice e lo scrive nei commenti, ma anche dalla critica: ne hanno parlato tutti in maniera molto lusinghiera. Per tre riviste importanti come ArtsLife, Artribune e Il Giornale dell’Arte siamo stati dichiarati Museo dell’anno 2022, mentre Apollo Magazine di Londra ci ha inserito nella short list dei 5 musei del 2022. È una bella soddisfazione.

E in termini di numeri come sta andando?

L’anno migliore che abbiamo avuto negli ultimi 15 anni è stato il 2019, anche perché avevamo in esposizione la Madonna Benois di Leonardo. Oggi, confrontandoci con quell’anno, abbiamo un aumento del 7%-8%, quindi vuol dire che rispetto alla media siamo oltre il 25%. Devo dire che sta andando molto bene!

Qual è l’opera di maggior attrazione, anche se non è la più famosa?

Sicuramente Piero della Francesca e la grande croce di 5 metri dipinta del Maestro di San Francesco che accoglie i visitatori nella Sala 1, che ha un forte impatto. Ma anche il giovane Perugino è molto apprezzato.

 

Sala 13, Polittico di Sant’Antonio di Piero della Francesca. Credits Marco Giugliarelli

Non possiamo non parlare del Perugino: quest’anno ricorrono i 500 anni dalla sua morte e in Galleria sono presenti oltre 20 opere. Si tratta sicuramente il luogo più adatto per celebrarlo.

Esatto. Abbiamo la collezione più vasta al mondo delle sue opere, oltre al fatto che è nato a Città della Pieve e che ha lavorato per più di vent’anni nella sua bottega a Perugia. Si faceva chiamare lui stesso Perugino, quindi non poteva che essere qui la mostra celebrativa.

Da marzo infatti è prevista un’esposizione curata da lei e da Veruska Picchiarelli dal titolo: Il meglio maestro d’Italia. Perugino nel suo tempo in occasione della quale torna a Perugia lo Sposalizio della Vergine. Ci racconti questo evento.

Dal 4 marzo all’11 giugno 2023 la Galleria celebra, con una grande mostra, Pietro Vannucci, il più importante pittore attivo negli ultimi due decenni del Quattrocento. Il progetto espositivo, composto da oltre settantacinque opere, ha scelto d’individuare solo dipinti del Vannucci antecedenti al 1504, anno nel quale lavorava a tre commissioni che segnano il punto più alto della sua carriera: la Crocifissione della Cappella Chigi in Sant’Agostino a Siena, la Lotta fra Amore e Castità già a Mantova, ora al Louvre di Parigi, e soprattutto lo Sposalizio della Vergine per la cappella del Santo Anello del Duomo di Perugia, oggi nel Musée des Beaux-Arts di Caen (Francia). L’opera è stata requisita dai francesi nel 1797 e non è più tornata a Perugia; è stata esposta in Italia solo una volta alla Pinacoteca di Brera nel 2015. Torna nella città d’origine dopo due secoli. Saranno presenti anche altri artisti suoi contemporanei come Raffaello, Botticelli e Ghirlandaio. Ma l’obiettivo dell’esposizione è quello di far vedere il Perugino migliore: nei suoi cinquant’anni di carriera, gli ultimi 20 non sono di livello, quindi ci soffermiamo sui primi anni. Ci piaceva l’idea di rivalutare l’artista, non perché è stato un ottimo allievo di Verrocchio o il maestro di Raffaello, ma per quello che lui stesso ha realizzato. Negli ultimi 20 anni del ‘400 era molto richiesto: ha affrescato la Cappella Sistina, ha lavorato in Piemonte, in Lombardia, a Venezia, in Romagna, a Napoli, a Roma, a Siena, a Firenze e a Perugia, creando un vero linguaggio nazionale. L’esposizione rifletterà sul ruolo che ha effettivamente svolto nel panorama artistico contemporaneo e sul rapporto che lo ha legato ai protagonisti di quell’epoca, seguendo geograficamente gli spostamenti del pittore o delle sue opere attraverso l’Italia.

Mi piace molto il titolo: Il meglio maestro d’Italia. Perché questa scelta?

Il meglio maestro è una frase che il banchiere Agostino Chigi scrive il 7 novembre 1500 a suo padre Mariano quando viene a sapere che vuole commissionare un’opera al Perugino. Nella lettera indirizzata al padre dice: «Quando vuol far di sua mano è il meglio maestro d’Italia». Da un lato è un gran complimento, dall’altro lo accusa di far lavorare molto la bottega e di fare poco lui. Noi abbiamo eliminato la prima parte e lasciato il meglio maestro d’Italia perché – come le dicevo – per un certo periodo, dal Piemonte alla Calabria, tutti dipingevano come il Perugino. Negli ultimi vent’anni del ‘400 e non ce n’era per nessuno. Era il numero uno.

 

Pietro di Cristofori Vannucci detto il Perugino, Adorazione dei Magi, 1475. Credits Haltadefinizione®

Ci saranno altre iniziative organizzate della Galleria sempre per celebrare Vannucci?

È previsto un docufilm, che uscirà nelle sale cinematografiche ad aprile, prodotto dalla Ballandi e diretto da Giovanni Piscaglia, con Marco Bocci come protagonista, che anche noi abbiamo contribuito a produrre. Poi facciamo un podcast con Chora Media, uno speciale su Il Giornale dell’Arte e tante altre iniziative per promuovere quest’anno speciale. A settembre sono previste altre due esposizioni più piccole. Diciamo che il 2023 sarà un anno tutto dedicato a Pietro Vannucci!

Se pensi al Perugino pensi a Perugia e all’Umbria, ma nei suoi quadri si riscontrano realmente questi luoghi?

Di norma si dice che i suoi paesaggi sono paesaggi del Trasimeno, ma è vero fino a un certo punto. Sono soprattutto d’invenzione, con degli specchi d’acqua che possono richiamare anche il lago. Anche le architetture sono molto di fantasia, però chiaramente un po’ di Umbria c’è senz’altro. Soprattutto c’è la cultura del suo tempo e del suo territorio e i costumi dell’epoca.

 

Sala 20, Ductus. Roberto Paci Dalò. Credits Marco Giugliarelli

Il museo ha altri progetti in programma?

Faremo, insieme a Umbria Jazz, la mostra per il cinquantenario della manifestazione e i soliti due concerti al giorno con loro; poi c’è la stagione con l’Umbria che spacca e ovviamente la nostra programmazione musicale ad agosto. Quest’anno però vogliamo concentrarci in particolare sulle attività espositive visto il grande lavoro di restyling che abbiamo realizzato.

 


Galleria Nazionale dell’Umbria

Una nuova formula per diffondere la cultura dell’opera lirica al grande pubblico e, soprattutto per coinvolgere i giovani, nell’ascoltarla e nel praticarla.

Il nuovissimo Talent per Cantanti Lirici, ideato e condotto dal Tenore Gianluca Terranova in onda su SKY 176 Explorer Hd, che è approdato in Umbria con due spettacoli e una intera giornata dedicata alle audizioni per la seconda serie, è stata un vero successo sia per l’apprezzamento che ha avuto il pubblico che per i nuovi followes su Instagram. Infatti anche questa modernissima formula della diretta sul social più in seguito in questo momento è un modo per fare uscire l’Opera dai Teatri e farla capire ed apprezzare a un pubblico essenzialmente giovanile. Moltissimi gli iscritti alle audizioni del 4 gennaio scorso al Mancinelli di Orvieto, così tanti e da ogni parte del mondo, che l’iniziativa ha richiesto addirittura la necessità di una preselezione i giorni che hanno preceduto l’appuntamento. Altrettanto seguite sia dal pubblico in sala che dai social i due spettacoli, un vero successo al punto tale che Instagram ha quasi raddoppiato la sua performance e i cantanti in gara sono stati super votati.

 

 

Altri artisti di fama si sono esibiti, o hanno fatto parte della Giuria. Infatti la gara di cantanti lirici, ha visto l’accompagnamento al pianoforte con la magistrale interpretazione dal M° Mirca Rosciani (20 anni al Rossini Opera Festival) e la Giuria di queste selezioni umbre ha visto il coinvolgimento di importanti personalità quali:

– il baritono M° Alberto Gazale a cui è stata assegnata la direzione artistica di un importante teatro lirico italiano, quale quello di Sassari;

– l’Agente Lirico M° Angelo Gabrielli della Stage door Agency uno dei più noti agenti della musica classica e l’ultimo agente di Luciano Pavarotti;

– il direttore artistico del programma: il Tenore Gianluca Terranova;

– il M° Mirca Rosciani;

 

La Giuria presente durante le gare IOT LIVE come osservatori di giovani talenti ma non hanno votato, dando al pubblico pieno potere decisionale, infatti nelle due selezioni un giovane è stato scelto con la gara Instagram e uno con l’applausometro con il pubblico in presenza. I vincitori accederanno di diritto alle fasi eliminatorie di IOT Seconda Ed____izione 2023-24. Le due serate umbre sono state registrate e messe in onda successivamente, dando visibilità alle bellezze della Regione e delle sue meravigliose opere d’arte, come le Opere del Signorelli e del Perugino, nel 500mo anniversario dalla morte, che hanno fatto da Scenografia all’intera Gara in Teatro. È con piena soddisfazione che il Gal Trasimeno-Orvietano ha sostenuto questa iniziativa e ringrazia il Maestro Gianluca Terranova, che è stato menzionato dal M° Alberto Gazale come il Tenore più bravo al mondo, per aver deciso di portare questa proposta in Umbria.

 

 

«Un’opportunità per far conoscere la Regione, e in particolare il territorio del Gal al mondo e ai milioni di followers virtuali e reali che questa formula, come pure l’opera lirica tradizionale ha soprattutto fuori dal nostro Paese. Sappiamo però che la cultura legata all’opera è un prodotto tutto italiano e il fatto che sia apprezzato e conosciuto nel mondo e una importante promozione per l’Italia e, nel caso specifico per queste due cittadine che hanno ospitato il Talent, e che di Bellezza possono vantarsi ed avvantaggiarsi a supporto dell’economia turistica» spiegano dal Gal. Altri appuntamenti seguiranno a breve e in primavera con il Maestro Gianluca Terranova altrettanto importanti e altrettanto utili alla promozione del territorio.

IOT LIVE… tieni acceso lo smartphone in teatro!

Il nuovissimo Talent per cantanti lirici, ideato e condotto dal tenore Gianluca Terranova in onda su SKY 176 Explorer Hd, con successo di pubblico e stampa, approda in teatro con il format IOT LIVE; prime due date in Umbria a Città della Pieve e Orvieto il 3 e 5 gennaio 2023, date organizzate in collaborazione con il Gal Trasimeno-Orvietano.

Il format consiste in una gara di cantanti lirici, accompagnati al pianoforte dal M° Sergio La Stella (41 anni al Teatro dell’Opera di Roma) che saranno votati in tempo reale dal pubblico in sala e da coloro che seguiranno la diretta Instagram.

Basterà seguire @iot_italiaoperatalent su Instagram e alla fine della gara si potrà porre il like sul cantante preferito; chi riceverà più like sarà il vincitore e accederà di diritto alle fasi eliminatorie di IOT Seconda Edizione 2023-24.

Le due serate umbre verranno registrate e messe in onda successivamente, dando visibilità alle bellezze della regione e mettendo in risalto le sue meravigliose opere d’arte – come le opere del Signorelli e del Perugino nel 500mo anniversario dalla loro morte – che faranno da scenografia all’intera gara in teatro.

Il 4 e 5 gennaio inoltre, al Teatro Mancinelli di Orvieto, saranno aperte al pubblico le audizioni per i cantanti lirici provenienti da tutto il mondo che vorranno partecipare alla seconda edizione di IOT.

La Giuria di queste selezioni umbre sarà formata da:

– il nuovo direttore artistico del Teatro di Tradizione di Sassari: il baritono M° Alberto Gazale;

– l’agente lirico M° Angelo Gabrielli della Stage door Agency;

– il direttore artistico del programma: il Tenore Gianluca Terranova;

– il M° Sergio La Stella;

I giurati saranno presenti durante le gare IOT LIVE in qualità di osservatori dei giovani talenti ma non voteranno, dando al pubblico pieno potere decisionale.

Per info scrivere a italiaoperatalent@gmail.com www.operatalent.it


Il Gal Trasimeno-Orvietano e le Amministrazioni Comunali di Orvieto e Città della Pieve ringraziano il Maestro Gianluca Terranova, una voce e un tenore famoso in ogni parte del mondo, che ha deciso di portare questa proposta in Umbria e, soprattutto, che mette a disposizione il suo impegno per diffondere l’Opera Lirica tra i giovani incoraggiando e selezionando nuovi talenti provenienti da ogni Paese del mondo. Un format piacevole, leggero, ma di altissimo livello che coinvolge altri grandi professionisti oltre il Maestro Terranova, in una strada che vuole diffondere e valorizzare un settore della cultura che è tutto italiano e che viene apprezzato in ogni parte del Globo. Una opportunità anche per far conoscere l’Umbria, una promozione per queste due cittadine che ospiteranno il Talent, e che di Bellezza possono vantarsi ed avvantaggiarsi a supporto dell’economia turistica.

 


 

Lettura, attività culturali, baby pit stop, giochi per bambini. Oltre mille i metri quadri a disposizione per i cittadini di ogni età.

È stata inaugurata a Perugia la nuova biblioteca degli Arconi dopo il complesso intervento di riqualificazione e valorizzazione che ha riguardato l’area del cosiddetto Sopramuro. Si tratta di una biblioteca di pubblica lettura a scaffale aperto, con gli spazi che seguono la struttura architettonica originaria, organizzata in tre arconi con soppalchi, insieme alla sala Gotica, collegata agli arconi da un nuovo percorso ed ubicata all’interno del palazzo del Capitano del Popolo (sede degli uffici giudiziari), spazio pensato per la lettura silenziosa e area convegnistica con 40 posti ed esposizioni. È presente un’area che accoglie attività per bambini, ragazzi e adolescenti e un’area per l’ascolto di musica, audiolibri e la visione video.

 

Foto by Comune di Perugia

Cosa offre la biblioteca

Posti lettura, consultazione, prestito locale e interbibliotecario, informazioni bibliografiche, riproduzioni, attività culturali, wifi, MediaLibraryOnLine, due postazioni gaming ed un punto Baby Pit Stop con due postazioni per la cura del bambino donato da UNICEF Comitato Regionale Umbria e Soroptimist International Club Perugia. Nelle prossime settimane, inoltre, sarà installato un box esterno per la restituzione no-stop. La biblioteca è accessibile ai disabili motori.

Funzioni

La Biblioteca svolgerà molteplici funzioni. Tra le tante si segnalano:

  • funzioni di pubblica lettura, con libri e riviste moderne, quotidiani cartacei ed emeroteca digitale (MLOL);
  • funzioni di orientamento ai servizi bibliotecari;
  • vetrina dell’editoria umbra con uno spazio destinato a ospitare i prodotti degli editori umbri, e punto di presentazione di pubblicazioni e autori umbri;
  • punto di accesso alla formazione e alla partecipazione dei cittadini;
  • spazio dedicato alle famiglie con bambini e ragazzi; area ragazzi/adolescenti con postazioni gaming;
  • funzioni di ricerca e di studio.

 

Foto by Comune di Perugia

 

Numerose le personalità politiche e cittadine, tra cui l’assessore regionale allo sviluppo economico Michele Fioroni che ha parlato di una vera e propria vittoria per la città che ha bisogno di straordinarie ricchezze come questa biblioteca. «Un luogo – ha detto – ibrido dedicato alle famiglie ed ai bambini con eventi e cultura. Insomma un luogo per aggregare che rende Perugia più ricca». L’assessore alla cultura del Comune di Perugia Leonardo Varasano ha parlato, invece, di «giorno lieto» perché, dopo un lungo e proficuo percorso di riqualificazione, si porta a compimento un progetto virtuoso. Nel ringraziare tutti coloro che hanno lavorato duramente per rendere possibile l’apertura della nuova biblioteca, l’assessore ha spiegato che, pur venendo da lontano, il progetto rientra in un recente percorso amministrativo specifico composto da vari tasselli. L’idea alla base, in sostanza, è quella di valorizzare i luoghi della cultura e dell’incontro e, dunque, il sistema bibliotecario cittadino. «Vogliamo dare alla città sempre più luoghi sicuri ed edificanti con al centro i libri, la lettura e tanto altro. Quello che inauguriamo oggi è un progetto nei cui contenuti c’è tanta convinzione ed un’idea di città ben precisa, ossia una città in cui deve germogliare il seme della socialità». Dopo i saluti del direttore Stazi, del procuratore Sottani, della dott.ssa Matteini e della dirigente regionale Pinna, è stato il sindaco Andrea Romizi a concludere i saluti istituzionali sottolineando che «questo luogo rinnovato lo dedichiamo ai bambini ed alle bambine, visto che finora si sentiva nel nostro centro storico la mancanza di un posto ideale per accogliere i più giovani. Abbiamo quindi colmato questa lacuna, aprendo questo spazio a loro». Il sindaco ha tenuto a precisare che la biblioteca degli Arconi è in grado di emozionare e colpire i visitatori per la sua bellezza e per le caratteristiche funzionali innovative che accoglie. Romizi ha poi voluto rivolgere un sentito ringraziamento a tutti coloro, enti e persone, che hanno reso possibile il progetto confermando che tutti insieme possiamo ottenere grandi risultati a beneficio della città. «Vi invito – cosa non secondaria – a ripensare in quali condizioni si trovava questo luogo alcuni anni fa: oggi credo che l’area stata ottimamente riqualificata e valorizzata garantendo tante diverse funzioni (trasportistiche, culturali, aggregative, mercatali) rivolte a tutte le generazioni di cittadini». A spiegare il progetto culturale e funzionale della biblioteca degli Arconi è stata la dirigente dell’Area servizi alla persona Roberta Migliarini.

La biblioteca degli Arconi e il restauro della Sala Gotica sono interventi cofinanziati dal Programma Operativo Regionale (POR) Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) 2014/2020 per 480mila euro circa, piano di Sviluppo e Coesione (FSC) Umbria per 3 milioni di euro, e da un contributo della Fondazione Perugia per 700mila euro. Il costo complessivo dell’intervento ammonta a 3,2 milioni, mentre le somme a disposizione sono circa 880mila euro di cui 280mila per arredi ed attrezzature informatiche.

Un secondo fine settimana di eventi e concerti!

 

Il secondo fine settimana si aprirà venerdì 16 dicembre con un doppio set (ore 19 / ore 21 al Birrificio f.lli Perugini) del duo Lorenzo Bisogno (sassofono) e Francesco Poeti (basso). L’inedito duo si confronta con i grandi standard della musica Jazz alternandoli con brani originali e in una location inedita.

Sabato 17 dicembre (Zut, ore 21.30) sarà la volta della formazione Aka. Young Jazz presenta in anteprima esclusiva il nuovo lavoro frutto di una ricerca sul dialogo tra silenzio, gesto e ripetizione. Concerto in collaborazione con Zut e con il sostegno di CURA Centro Umbro Residenze Artistiche. Il gruppo è tornato al lavoro ricominciando dal silenzio in una ricerca sul concetto di limite dal punto di vista del gesto fisico, della dinamica e della ripetizione e lavorando all’interno di territori ben circoscritti da un punto di vista compositivo, improvvisativo ed espressivo. Sul piano strumentale il quartetto si avvale della collaborazione di un trio d’archi: il legno rinsalda la musica ad un piano puramente materico, la possibilità di suono senza articolazione riporta ad una dimensione sospesa, senza contorni. Il materiale, presentato in esclusiva per la prima volta all’interno della rassegna di Young Jazz e sviluppato durante una residenza di tre giorni presso ZUT, si focalizza, da un punto di vista musicale, su texture ritmico-timbriche, sulla sovrapposizione di diversi livelli di segni e su soluzioni armoniche che riecheggiano le opere di compositori quali Feldman, Scelsi e Ligeti, pur mantenendo lo spirito e l’approccio di un certo jazz contemporaneo. L’elettronica e la post-produzione diventano fonte di ispirazione per l’approccio all’improvvisazione ed al suono – puramente acustico – dell’ensemble. Sul palco: Luca Sguera (pianoforte preparato), Francesco Panconesi (sassofono tenore), Alessandro Mazzieri (basso), Carmine Casciello (batteria), Ambra Chiara Michelangeli (viola), Enrico Milani (violoncello), Michele Bondesan (contrabbasso).

Domenica 18 dicembre gran finale con una produzione originale targata Young Jazz: Enrico Zanisi & Impro Circo Contemporaneo (Zut, ore 21). Imprevisto: non previsto, che giunge quindi inaspettato o di sorpresa. L’imprevisto valica tutto ciò che si trova di pianificato, arriva da un inciampo che cambia le direzioni. L’imprevisto ci dimostra che non possiamo controllare l’andamento delle cose. È da qui che la quotidianità si muove realmente: nell’inatteso. Su questo concetto si basa l’esibizione del pianista Enrico Zanisi che suonerà seguendo i movimenti dei performers di circo contemporaneo che, a loro volta, seguiranno il suono del piano. In questo ricercarsi, rincorrersi e inciampare del movimento e della musica ci troveremo di fronte all’imprevisto che si incontra nel fluire quotidiano.

Eleonora Pieroni Madrina del Turismo delle radici e dei Borghi più belli dell’Umbria.

L’Umbria cuore verde d’Italia vince Best in travel 2023 a New York il cuore pulsante del mondo. L’Umbria vince il riconoscimento assegnato dalla Lonely Planet la casa editrice leader a livello internazionale per il settore turistico, come migliore destinazione italiana da visitare il prossimo anno. Una grande soddisfazione per chi in questi anni si è impegnato nella promozione della regione, merito di un lavoro attento e significativo capitanato dalla Presidente Donatella Tesei, dall’Assessore Paola Agabiti e i tanti collaboratori della regione.

 

 

Alla premiazione avvenuta nella grande location Terminal 5 di New York hanno partecipato: Antonella Tiranti, Dirigente per le risorse, programmazione e turismo della Regione Umbria, i collaboratori della regione e Umbria Sviluppo, F. Brazzini, Dir. marketing della ENIT ed Eleonora Pieroni, attrice e conduttrice nativa dell’Umbria che da anni vive a New York.

La Pieroni personaggio molto conosciuto nel jet set americano, è stata nominata lo scorso 1 ottobre a Nocera Umbra in presenza della Presidente della regione D. Tesei, come Madrina dei Borghi più belli dell’Umbria e dell’Italia. La Pieroni è inoltre la delegata per il Turismo delle radici e del ritorno a New York dalla CIM Confederazione degli Italiani nel Mondo e il 27 gennaio 2023 a New York verrà nominata Ambasciatrice del Made in Italy, della cultura italiana e del Turismo di ritorno a New York.

Tanti infatti sono gli eventi che la Pieroni ha curato ed organizzato a NY promuovendo il Made in Italy, il turismo, l’arte e la cultura italiana. Tra questi, nel 2017 ha ideato e organizzato la trasferta della Giostra della Quintana di Foligno a New York in occasione del Columbus Day, la maestosa rievocazione storica del 1600 dunque come testimonial della regione Umbria. Cento personaggi in costumi barocchi tra dame e cavalieri hanno calcato la parata sulla celeberrima Fifth Avenue, e poi presso il palazzo The Domenico Vacca un’esposizione fotografica, una mostra dei costumi seicenteschi, la proiezione video dell’Umbria e una degustazione enogastronomia di legumi, vini, olii e tartufi umbri hanno commemorato la bellezza della regione Umbria.

La Quintana a NY nel 2017 e poi l’evento dedicato alla regione Puglia nel 2018 sempre curato dalla Pieroni, possono essere considerati a tutti gli effetti gli eventi precursori del Turismo delle radici a New York. La Pieroni già nominata dal sindaco di New York Eric Leroy Adams come Ambasciatrice del Made in Italy a New York ha preso parte lo scorso ottobre alla parata del Columbus Day con la Columbus Fondation e la Governatrice di New York Kathy Hochul. La Pieroni sta svolgendo un lavoro di promozione del Turismo delle radici e dei borghi d’Italia, coinvolgendo anche le scuole italiane in America, la Columbus Fondation, gli Istituti di cultura, il Consolato, il Museo dell’emigrazione e altre associazioni di italiani in America. Il Turismo delle radici ha l’obiettivo di promuovere il turismo dei piccoli centri e dei borghi italiani spopolati, invitando gli oriundi degli italiani emigrati nel corso degli secoli a far ritorno in Italia in forma di turisti, come nuovi cittadini o come imprenditori nel turismo. Tutte le regioni d’Italia e i loro Borghi saranno protagoniste del Turismo delle radici; a gennaio 2023 è in programma la grande fiera del turismo a New York e il 2024 sarà proprio l’anno dedicato al Turismo delle radici.

Al Ristorante Dèco di Ponte San Giovanni a Perugia – un luogo dove l’arte è di casa poiché ha sempre ospitato eventi artistici e vanta una interessante collezione d’arte contemporanea – fino a gennaio 2024 Teresa Chiaraluce espone i suoi dipinti negli ambienti interni e Daniele Covarino ha portato le sue sculture in terracotta nel giardino che circonda i locali. L’esposizione è curata da Antonella Pesola, storica e critica dell’arte.

L’artista Chiaraluce vive e lavora a Corciano (PG). Dopo aver conseguito la maturità artistica all’Istituto d’Arte Bernardino di Betto, nella sezione Disegnatori di Architettura e Arredamento, ha frequentato il corso di nudo del Maestro Franco Venanti, all’Accademia di Belle Arti, e il corso di Arte della Stampa all’Istituto d’Arte. Dal 2007 ha esposto i suoi lavori in innumerevoli mostre collettive in Umbria e all’estero.

 

Opere di Teresa Chiaraluce

 

La pittura di Teresa Chiaraluce si ispira alla quotidianità e alla natura, in una visione fantastica e trasfiguratrice. Le opere dell’artista parlano un linguaggio comune, ma in accostamenti di scene dell’assurdo: non c’è fuga dalla realtà ma rappresentazioni di una concretezza più profonda indagata dalla categoria del contrasto. Daniele Covarino, artista nato a Roma, vive e lavora a Perugia. Diplomatosi all’Istituto d’Arte di Deruta nel 1996, sezione ceramica, successivamente si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Perugia, sezione scultura, dove si diploma nel 2004. Lo scultore ha iniziato un percorso di ricerca legato allo studio delle forme primarie in relazione all’utilizzo dell‘argilla, specializzandosi nella scultura in ceramica. Le sue prime esposizioni si svolgono fra Perugia e Deruta, e in seguito, su invito e selezione, partecipa a numerose collettive. Le sculture dell’artista sono lavorate con l’argilla e ambientate in un luogo che le riconduce al loro elemento naturale, come la terra. Dalle caratteristiche forme organiche e biomorfe, esse evocano processi formativi biologici come fossili primitivi, forgiati dalle mani dell’artista con l’antica sapienza del ceramista.

 

Opere di Daniele Covarino

Intervista ad Antonella Pesola, curatrice della mostra

Una mostra è a tutti gli effetti un progetto e un sistema di rappresentazione in cui lo spazio espositivo diventa il luogo in cui convergono e dialogano tra loro opere d’arte e lavori, che vengono ricollocati e riconfigurati. Ci può raccontare come è nata l’idea della mostra di Teresa Chiaraluce e Daniele Covarino?

Apparentemente non esiste un filo conduttore che unisce le esperienze dei due artisti. Il mio intento era di proporre un linguaggio espressivo diversificato, dopo la mostra inaugurale della stagione svoltasi in estate dedicata a Danilo Fiorucci, che ha esposto bellissime opere astratte sia in pittura che in scultura. L’immediatezza dei dipinti di Teresa Chiaraluce mi è sembrata adatta per offrire un altro punto di vista. L’idea inoltre era sempre quella di affiancare opere di scultura accanto alla pittura e ho pensato alle opere di Covarino, che si possono apprezzare al meglio nell’immediato spazio esterno del ristorante.

Quali sono state le principali difficoltà, se ci sono state, nella realizzazione ed esposizione della mostra?

Trovare un giusto equilibrio nell’esposizione dei dipinti: gli ambienti interni offrono spazi vissuti con molti elementi di arredo che possono renderne difficile l’apprezzamento, tenendo conto che ci sono due inamovibili e impegnative opere di Domenico Bruschi di fine XIX secolo.

Com’è articolata la mostra essendo esposta presso il Ristorante Déco?

Teresa Chiaraluce espone dipinti della sua ultima produzione che sono raggruppati in temi, riguardanti la natura, gli animali e la musica. La natura è l’elemento preponderante di opere come Giardino interiore, che invade stanze e case abbandonate, in un gioco di rimandi di geometrie visionarie alla Escher, un procedimento adottato anche per opere che trattano di animali e musica, o meglio strumenti musicali. In un divertito contrasto, gli strumenti musicali sono raffigurati in un paradosso, diventando abitazioni o stanze dove rifugiarsi, spesso dalle dimensioni giganti fanno da sfondo a paesaggi immaginari. L’animale più raffigurato è il gatto, presenza costante nei suoi dipinti, dalla vivida coscienza di essere parte di rappresentazioni. Ecco la caratteristica più spiccata della pittrice, la teatralità, per raccontare infatti rappresenta in un chiaro intento scenografico. Covarino invece allestisce sculture in simbiosi con la natura, perfette nell’ambiente naturale dove sono messe, quasi ad indicare la strada al visitatone nell’avvicinarsi all’ingresso. La semplicità delle forme evoca archetipi di immagini biomorfe, sono animali o rifugi, o bozzoli o larve o vasi veri propri, che armoniosamente si collocano naturalmente, associazioni offerte anche dalla tecnica del colombino adottata dall’artista e l’illuminazione notturna non fa che esaltarne le forme.

Una mostra si presenta agli occhi del visitatore come una visione d’insieme, in cui collaborano più artisti, in questo caso Teresa Chiaraluce e Daniele Covarino. Il percorso fisico che lo spettatore compie è un percorso narrativo che il curatore pensa. Come si lavora a questo?

Sin dall’esterno con le sculture di Covarino, lo spettatore scopre man mano un percorso che lo introduce gradualmente verso gli ambienti interni, quasi possa essere un bosco o giardino animato da strane, ma familiari presenze che nella loro semplicità ci riportano a immagini primordiali dell’inconscio comune, infatti riuniscono esperienze della specie umana e della vita animale che la precedette, costituendo elementi simbolici delle favole, delle leggende e dei sogni. Gli spazi interni dell’ingresso, le due sale principali e la parete di fondo della scalinata ospitano i dipinti di Chiaraluce che allestisce vere e proprie rappresentazioni che esprimono stati d’animo, impressioni, o riflessioni in vere e proprie scene teatrali, sempre improntate ad una pittura di verità. Accomuna questi artisti così diversi, il desiderio di alludere alla soglia, all’attraversamento, infatti c’è sempre un pertugio, una ferita, uno spiraglio, una porta, una finestra che non fa che simboleggiare che c’è un oltre che può essere in ognuno superamento della realtà.

Nel 2023, ormai alle porte, il doppio anniversario dei 500 anni dalla morte di Pietro Vannucci detto “Il Perugino” e Luca Signorelli, rappresenta una occasione unica, in particolare per le Regioni del centro Italia, quale sostegno all’Economia turistica del territorio.

Infatti dopo il primo protocollo d’intesa siglato nel settembre 2021 tra i Comuni di Cortona, Città della Pieve, Todi, Orvieto e il Gal Trasimeno-Orvietano che ha assunto il ruolo di capofila, arriva l’accordo tra i Gal Umbri per un progetto di cooperazione regionale, che verrà presentato oggi a Milano ad Artigiano in Fiera presso lo stand della Regione Umbria. Un’opportunità, per mostrare anche l’importante patrimonio storico che questi due grandi artisti del Rinascimento Italiano hanno lasciato a cavallo tra Toscana e Umbria nel passaggio tra le importanti commesse di lavoro di Firenze e Roma, le due città che detengono le testimonianze più importanti della loro opera artistica. L’obiettivo della cooperazione tra i Gal umbri prevede la realizzazione di un importante progetto di comunicazione di tutte le attività, tra mostre, itinerari, convegni ed eventi di qualsiasi natura, vengano organizzati nel territorio. Strumenti di comunicazione che saranno a disposizione di tutte le amministrazioni pubbliche e anche del mondo delle associazioni private che vogliano rendere omaggio a questa occasione di promozione del territorio tramite l’organizzazione di eventi. Quindi l’obiettivo principale dell’accordo portato avanti da Assogal Umbria di cui il Gal Trasimeno-Orvietano sarà il capofila, in nome del fatto che coordina anche il protocollo siglato con i Comuni, è quello di incrementare le attività turistiche, non solo per questa occasione, ma anche in modo più strutturale per il futuro, presentando un’Umbria che è arte ma anche bellezza in tutti i sensi, per esempio sotto l’aspetto paesaggistico e naturalistico ed è anche bontà attraverso le eccellenze enogastronomiche. Sarà infatti compito di Assogal Umbria, anche portare avanti accordi con Enit, Fiavet e Associazione Industriali, per promuovere, nel mondo, pacchetti turistici dedicati all’opera di Perugino e Signorelli proposti dalle varie agenzie di viaggio. “Credo che il ruolo dei Gal a sostegno dell’economia delle zone rurali passi principalmente per il settore turistico – Afferma il Presidente di Assogal Gionni Moscetti – e la scoperta delle bellezze artistiche anche nei piccoli Borghi non è certo di secondaria importanza – continua – abbiamo infatti pensato che, pur in collaborazione anche con i Grandi Eventi organizzati dalla Galleria Nazionale dell’Umbria piuttosto che dalle città più importanti, le zone di confine dovessero avere pari dignità”. “La promozione di un evento così importante per il nostro territorio – aggiunge il Direttore del Gal Trasimeno Orvietano Francesca Caproni – deve avere una immagine coordinata e riconoscibile ed assolutamente rivolta principalmente alle più moderne tecnologie che sono oggi il core business di ogni campagna di promozione. È questa l’impronta che si intende garantire al progetto nel suo complesso che riteniamo sia una occasione unica al fine di qualificare l’offerta turistica in Umbria, obiettivo che oltreché incrementare le presenze rende necessario anche poter allungare la presenza media, per avere un turismo non più mordi e fuggi, ma ben più strutturato”.

 

 

Artigiano in Fiera, la più grande fiera italiana dedicata all’artigianato tipico e di qualità, che si terrà dal 3 all’11 dicembre alla fiera di Milano – Rho, rappresenta un’occasione unica per far conoscere il progetto endoregionale, tanto al grande pubblico, quanto alla stampa di settore. In questa importante vetrina  saranno protagonisti i territori coinvolti nel progetto e le splendide opere d’arte del Perugino e del Signorelli. Per l’occasione saranno presentati e offerti in degustazione i due vini celebrativi del Perugino, un bianco e un rosso, realizzati in edizione limitata e numerata dalla Pro Loco di Cerqueto in collaborazione con la cantina di Monte Vibiano Vecchio.

Incontrare i fantasmi del passato: è questo l’intento con cui i primi due personaggi in cui ci imbattiamo aprendo il romanzo di Renata Covi, L’anello in Canal Grande (Bertoni Editore, 2022), iniziano l’opera di ricostruzione della storia della loro famiglia.

Scartabellano così diari, documenti e lettere custoditi in soffitta: non si tratta soltanto di svelare i segreti e chiarire i misteri irrisolti, ma anche di fare i conti con una serie di sentimenti che accompagnano il passaggio tra generazioni e la fine di un’epoca. O meglio, di diverse epoche: quei refoli di nostalgia, venati da una punta di rammarico, accomunano i personaggi – che si muovono nel presente, nella splendida cornice delle Dolomiti, e nel passato, in una Venezia animata dalla Mostra internazionale d’arte cinematografica – nel momento in cui si appropinquano a una svolta, a un punto di non ritorno, sia esso dovuto all’irrimediabile declino della vecchiaia o all’imporsi di una situazione socio-economica che ne scopre via via la precarietà. L’annoso incontro-scontro tra generazioni, in questo romanzo dal carattere corale, è dunque riproposto, ma con sfumature diverse e più ampie: si individua un prima e un dopo, sia esso la Crisi del ’29, il Fascismo, la decadenza della nobiltà o un irrecuperabile mutamento in un paesaggio altrimenti familiare.

 

 

La vicenda, ambientata alla fine degli anni Trenta, permette inoltre la restituzione dell’immagine della società dell’epoca, con le sue aspirazioni e pregiudizi, così come lo skyline della Laguna veneziana durante l’evento che più la caratterizza, ovvero la Mostra internazionale d’arte cinematografica. L’anello in Canal Grande è, dunque, anche un romanzo di costume, dando conto anche dell’emersione di nuove professioni, mode e velleità. Al tempo stesso offre un punto di vista ravvicinato sulle vicende politiche ed economiche che cominciavano a preparare il terreno per i fatti che, da lì a poco, sarebbero passati alla Storia.

Pur portando con sé delle riflessioni sul passare del tempo – consapevolezza e accettazione, certo, ma anche l’emblematico messaggio che, pur lontani nel tempo e nello spazio, i figli di ogni generazione sono afflitti dallo stesso genere di preoccupazione e pensieri – il romanzo di Renata Covi non si abbandona certo alla celebrazione dei tempi che furono e alla decadenza: lo stile dell’autrice, delicato e conciso, ne rende gioiosa e piacevole la lettura. Provare per credere.

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