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Si è appena concluso il primo evento del progetto di promozione del territorio Trasimeno-Orvietano aspettando il 2023 anno in cui ricorre il 500esimo anniversario della morte del Perugino e di Luca Signorelli, Orvieto Città del Gusto e dell’Arte, e, i bilanci sono veramente positivi, forse al di sopra di ogni migliore aspettativa.

È stato un grande lavoro di squadra, tra la parte pubblica e quella privata che ha dimostrato come, la collaborazione e i comuni obiettivi portano sempre ottimi risultati; infatti la settimana è stata un pienone di turisti, le iniziative tutte sold out, dalle cene stellate alle passeggiate con il gusto e con l’arte del fine settimana, e molto soddisfatti anche gli operatori economici del territorio, da quelli del mercatino di campagna amica di Coldiretti agli espositori dei due territori, Trasimeno e Orvietano in piazza della Repubblica, alle attività tradizionali della città che hanno anch’esse registrato il sold out nell’intera settimana. Il Comune di Orvieto, la Regione dell’Umbria, il Gal Trasimeno-Orvietano, gli enti locali, il consorzio Way of Life, il Consorzio del vino di Orvieto, Coldiretti, Dominga, Marta, Enrica e la famiglia Cotarella sono stati i protagonisti e organizzatori di questa prima positiva esperienza che ci ha dimostrato che lavorare insieme funziona e che è questo il momento e il metodo giusto per rilanciare l’economia post pandemia.

 

 

“Gli ottimi risultati e la soddisfazione di questo primo evento ci danno la spinta giusta per andare avanti con il nostro progetto – commenta il presidente del Gal, Gionni Moscetti – nella formula di integrazione con il pubblico e il privato che vedrà innanzitutto una serie di cene stellate nei ristoranti di Orvieto fino alla fine di giugno 2022, per poi continuare con il progetto Il Trasimeno con il gusto e con l’arte, Orvieto e l’Orvietano Città del Gusto e dell’arte seconda edizione nell’ottobre 2022 –continua – fino ad arrivare a concludere il progetto nel 2023 con l’omaggio al rinascimento italiano ed in particolare ai due artisti Pietro Vannucci detto Il Perugino e Luca Signorelli”. Un progetto ambizioso quindi, che nasce però sotto i migliori auspici, favorendo una rinascita che vuole esaltare la bellezza dell’arte e la piacevolezza del gusto, in un territorio tutto da scoprire.

 

 

“L’evento è stata anche l’occasione per dare corpo, durante la scorsa settimana, a un laboratorio di idee per il territorio. – comunica il direttore del Gal Francesca Caproni – Infatti nello stand istituzionale del Gal abbiamo incontrato ed animato molti imprenditori e altrettanti Enti Locali per informarli delle possibilità che offrono i bandi del Gal, sia quello rivolto ai privati della misura 6.4.3. che quelli degli Enti Pubblici delle misure 7.4.1. e 7.6.1. Soprattutto – continua – in questi giorni abbiamo raccolto progetti ed interesse notevole per i progetti dei distretti del cibo del Trasimeno e dell’Orvietano che sono in fase di avanzata progettazione.” Una cosa è quindi certa, il progetto annunciato nelle due conferenze stampa che hanno visto la presenza di Bruno Vespa a Città della Pieve e di Andrea Pancani ad Orvieto, continuerà con la spinta di questo primo eccellente risultato.

Domenica 10 ottobre alle 15:30 presso la Galleria Tesori d’Arte nel Complesso Monumentale Di San Pietro – Perugia sarà presentata la nuova rivista Medicina & Cure – Il ponte fra sanità e famiglia. Un magazine che parla alle famiglie e alla gente, in cui trovare interviste e consigli di esperti.

 

 

Introduce l’editore Paolo Ceccarelli, intervengono Sonia Bagnetti – direttrice tecnica di Corebook Multimedia & Editoria, dott.ssa Rosella De Leonibus, psicologa-psicoterapeuta e il dott. Marco Prestipino, direttore del reparto di Chirurgia Pediatrica dell’Ospedale di Perugia.

La giornalista domenica sarà a Umbrialibri: «Sono contenta di tornare in Umbria, sono quattro o cinque anni che non vengo».

Abbiamo scambiato alcune battute con la giornalista e scrittrice Daria Bignardi che, domenica 10 ottobre, sarà a Perugia (ore 12 presso l’Aula Magna del Complesso Monumentale di San Pietro a Perugia) in occasione di Umbrialibri per presentare il suo ultimo romanzo Oggi faccio azzurro. Una storia irresistibile – a tratti comica e a tratti struggente – che mescola leggerezza e profondità, grazia e tenerezza, esplorando il dolore e il rapporto con noi stessi.
«Oggi faccio azzurro è un modo di dire tedesco che significa Oggi non vado a lavorare. Viene dal Medioevo quando gli artigiani vedevano il cielo azzurro solo un giorno alla settimana, quando appunto non andavano a lavorare» spiega l’autrice.

Daria Bignardi, foto di Claudio Sforza

Il libro (edito da Mondadori) ci fa conoscere il dolore e l’umanità, attraverso gli occhi di Gabriele, «come l’arcangelo», che però «in Germania è un nome da donna», e di Galla. Lei, da quando è stata lasciata dal marito, senza una ragione, passa le giornate a fissare dal suo divano la grande magnolia nel cortile, fantasticando di porre fine a quel dolore insopportabile del quale si dà la colpa. Se esce di casa è solo per incontrare la psicanalista Anna Del Fante o per andare in carcere, dove canta con altre dieci volontarie in un coro di detenuti tossicodipendenti. Durante un viaggio a Monaco di Baviera entra per caso in un museo dove è allestita la mostra della pittrice tedesca Gabriele Münter, amante del pittore Vasilij Kandinskij. Galla si sente ipnotizzata dalle sue opere e da quel momento la voce di Gabriele entra nella sua vita, tormentandola, prendendola in giro, raccontandole la sua lunga storia d’amore con Kandinskij, così simile a quella di Galla con l’ex marito Doug. Galla incrocia sulla sua strada altri due pazienti della psicanalista: Bianca, un’adolescente che non riesce più ad andare a scuola, e Nicola, un seduttore compulsivo, vittima di attacchi di panico, in un incontro a sorpresa che potrebbe stravolgere le esistenze di tutti e tre.

Le storie d’amore di Galla e Gabriele sono molto simili anche se vissute in due epoche lontane: la sofferenza d’amore non ha tempo. Cento anni fa si soffriva come oggi…

È vero! Infatti la pittrice Gabriele Münter, il fantasma che parla con Galla e che nell’iperuranio è diventata una femminista radicale, è indignata e le dice: «Non posso credere che cento anni dopo stiamo ancora messe così!».

La pittrice è un alter ego di Galla?

Secondo me Gabriele Münter è una delle voci interiori di Galla: quella che fa più fatica a esprimere.

Gabriele “mangia” pure i Baci Perugina… 

Mi sono divertita a far parlare quest’artista nata alla fine dell’Ottocento in modo spiccio e diretto, come se fosse la sorella un po’ brusca ma divertente che Galla non ha mai avuto.

Tutti i personaggi sono a loro modo imprigionati da qualcosa: amore, carcere, paure, ansia, droga. Qual è la prigione più grande della società di oggi?

Eh, ce ne sono parecchie di prigioni e ognuno ha la sua: la cosa più difficile, oggi come un tempo, è proprio essere liberi.

Ha qualche ricordo legato all’Umbria?

A Perugia era venuta ad abitare una delle mie migliori amiche del liceo, Maria Rita Albertini, e ho passato con lei e la sua meravigliosa famiglia diverse Pasque. Poi ci sono stata parecchie volte al Festival del Giornalismo. Una volta ne ho approfittato per fare un sopralluogo a Cascia perché stavo scrivendo un mio libro intitolato Santa degli impossibili, che in qualche modo è stato ispirato dalla figura di Santa Rita. Sono contenta di tornare in Umbria, sono quattro o cinque anni che non vengo: vi aspetto domenica a mezzogiorno, tra l’altro mi presenterà uno scrittore che stimo moltissimo, Giancarlo De Cataldo, che è con me anche nella giuria del Premio Severino Cesari, carissimo amico umbro.

La bellissima città Orvieto, fino a domenica 3 ottobre, è animata dall’evento “Orvieto Città del Gusto e dell’Arte”, manifestazione pensata in omaggio al Rinascimento Umbro, dove l’arte incontra l’enogastronomia.

L’Umbria infatti è stata terra di ispirazione e formazione per molti artisti come Bernardino Pinturicchio, Pietro Perugino, Luca Signorelli, Raffaello Sanzio (urbinate di nascita ma umbro di formazione).

Palazzo del Capitano del Popolo, foto di Eleonora Cesaretti

In particolare al Perugino e al Signorelli Orvieto dedica questa manifestazione per festeggiare i 500 anni dalla loro morte e rendere omaggio al genio artistico di questi due giganti dell’arte rinascimantale, vanto indiscusso per la nostra regione.
I principali obiettivi di Orvieto Città del Gusto e dell’Arte sono:

  • contaminare la cucina orvietana con la cucina stellata italiana;
  • comunicare e rafforzare sul mercato il vino del territorio;
  • valorizzare le piccole imprese locali e i prodotti del territorio;
  • far scoprire le meraviglie artistiche di Orvieto.

La formula scelta è quella del pranzo itinerante, che coinvolgerà 24 ristoranti e attraverserà le principali vie e piazze, con tappa al palazzo del Capitano del Popolo, il complesso del San Giovanni dove ha sede l’enoteca provinciale e ancora quello di San Francesco e Santa Chiara, la chiesa di Sant’Andrea con i suoi sotterranei fino al Duomo.
In questo modo, oltre a gustare prelibatezze gastronomiche, i partecipanti saranno deliziati dal patrimonio artistico della città, famosa in tutto il mondo per il suo Duomo – impreziosito dagli affreschi di Luca Signorelli – ma anche per altre perle uniche quali il Pozzo di San Patrizio e la Orvieto sotterranea.
Alla conferenza stampa tenutasi il 18 ottobre scorso erano presenti istituzioni e partner dell’evento: tutti hanno convenuto sull’importanza e la necessità di raccontare la città e le sue tante bellezze artistiche ed enogastronomiche.
In quest’occasione la sindaca di Orvieto Roberta Tardani ha sottolineato come «Orvieto Città del Gusto e dell’Arte riprende e rinnova lo spirito e il brand di Orvieto con Gusto, la manifestazione ideata dal Comune di Orvieto che alla fine degli anni Novanta, grazie anche alla collaborazione con Slow Food, aveva dato una vetrina internazionale alle eccellenze enogastronomiche del nostro territorio». Quella manifestazione, nelle ultime edizioni – sottolinea la sindaca – «aveva perso via via smalto e la carica innovativa delle origini. Oggi, grazie all’interessamento attivo degli imprenditori del settore e alla rinnovata collaborazione da parte di questa amministrazione comunale, questo evento cambia pelle puntando sulla qualità. È infatti di assoluta rilevanza che accanto alla tradizionale passeggiata, che ora sottolinea ancora di più l’abbinamento tra il cibo e le splendide location di Orvieto, si affianchi la novità introdotta dalle cene con gli chef stellati chiamati a esaltare i nostri prodotti tipici e soprattutto il nostro vino, tratto distintivo e di identità della nostra città.»

 

Duomo di Orvieto, foto di Eleonora Cesaretti

 

Peculiarità della manifestazione e grande motivo di attrazione è proprio la presenza di chef stellati che, a partire da lunedì 27 Settembre, offrirà esperienze culinarie da non perdere:

  • lunedi 27 settembre saranno protagonisti gli chef Riccardo Monco e Alessandro Della Tommasina di Enoteca Pinchiorri (3 stelle Michelin – Firenze)
  • martedì 28 Settembre sarà la volta di Anthony Genovese del Ristorante Il Pagliaccio (2 stelle Michelin – Roma),
  • giovedì 30 Settembre il protagonista sarà Franco Pepe, uno tra i migliori pizzaioli al mondo con la sua pizzeria Pepe in Grani (Caiazzo).

Appuntamento importante sarà anche la passeggiata eno-gastronomica che si terrà  il primo weekend di ottobre e che darà visibilità alle piccole imprese locali e ai loro prodotti, legandoli alle bellezze paesaggistiche e artistiche di Orvieto.
La manifestazione vede in prima linea la Famiglia Cotarella, storica azienda vitivinicola della zona, fortemente impegnata anche sul fronte sociale, insieme a numerose realtà locali e istituzioni, tra cui Consorzio Orvieto Way of Life, Gal Trasimeno Orvietano, Comune di Orvieto, Regione Umbria, Fondazione Campagna Amica, Unione regionale cuochi umbri, Università dei Sapori, Confcommercio.
Dominga Cotarella ha spiegato come «questo progetto nasce da un incontro tra quattro amici, quattro imprenditori lungimiranti del Consorzio Way of Life con un traguardo lontano, che va oltre il 2023 e parte da Orvieto ma vuole toccare anche altri comuni, compresi quelli del Trasimeno e in questo il Gal ha avuto un ruolo fondamentale, di collante: è un progetto inclusivo, che vuole legare, raccontando la bellezza e dando voce alla ristorazione, che anch’essa è una forma di arte e ha tanto bisogno di essere tutelata».
Il presidente del Consorzio Way of Life, Giuseppe Santi, ha spiegato che, per superare le difficoltà ed emergere sui mercati, occorre valorizzare quello che abbiamo e sicuramente la nostra enogastronomia unita al grande patrimonio artistico è un valore da “sfruttare” al meglio facendo squadra, come ha sottolineatoanche  Vincenzo Cecci, presidente del Consorzio di tutela vini di Orvieto.

 

Vie di Orvieto, foto di Eleonora Cesaretti

Insomma, puntare sulla gastronomia e sul territorio – che si legano ai distretti del cibo con molte aziende locali e non – risulta ancora una volta la chiave vincente e questa manifestazione si conferma su questa scia come sottolineato da Gionni Moscetti, presidente del Gal Trasimeno Orvietano, fra i sostenitori dell’iniziativa.
Francesca Caproni, direttrice del Gal, ha sottolineato che «questa idea di mettere insieme arte e gusto è vincente, ma c’è ancora molto da lavorare: è importante valorizzare la cultura accanto all’economia».
Alla presentazione sono intervenuti anche Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, il quale ha ricordato che «l’Italia è un paese dalle potenzialità straordinarie, ma troppo spesso non valorizzate in termini di ricadute economiche» e il senatore Luca Briziarelli, che ha chiarito come «con questa iniziativa si è scoperto qualcosa che già c’era. Noi abbiamo unito due personaggi del rinascimento (periodo storico della ripartenza dopo secoli bui, ndr) e stiamo riscoprendo la consapevolezza della nostra cultura dell’Italia di mezzo, che diventa un modello per poter guardare al futuro per interpretare e vivere qualcosa di nuovo».

 


Qui trovate il programma completo

 

La manifestazione, che si svolgerà domenica 26 settembre, ha come novità il Concorso Letterario, oltre a spettacoli, magia e laboratori.

Chi vuole sognare e immergersi per un giorno nel mondo magico delle favole, con clown, teatranti di strada, giocolieri, prestigiatori del mistero, saltimbanchi e maghi, non può perdersi Fiabando nell’isola che c’è, che il 26 settembre animerà le vie dell’Isola Maggiore sul Trasimeno.
L’evento favoloso, giunto alla IX edizione, è nato dall’idea originale della psicoterapeuta ed ex insegnante Maria Pia Minotti – oggi presidente onorario – che ne cura ogni dettaglio ed è organizzato dall’Associazione Fiabando APS con il supporto del Comune di Tuoro, delle Proloco di Tuoro e di Isola, del Gal Trasimeno-Orvietano, degli esercizi commerciali e dei ristoratori dell’Isola. A questi si affiancano numerosi i media partner tra cui: AboutUmbria, Corebook, Tef, RNT Radio, Nati per leggere e tanti altri.

 

Passate edizioni, foto by Facebook Fiabando

 

«Quest’anno è previsto un programma molto ricco, con tanti spettacoli, eventi e personaggi curiosi che si incontreranno per le vie del borgo. Un programma – adatto a grandi e piccini – che inizierà alle ore 10.00 con la Banda musicale di Tuoro sul Trasimeno e che si concluderà dopo le 18.15 con la premiazione del Concorso Letterario Fiabando 2021 e l’intrattenimento musicale di Annalisa Baldi» illustra Marco Pareti, presidente dell’Associazione. Proprio il Concorso letterario è la vera novità di questa edizione, che dà la possibilità ai novelli scrittori di mettersi in gioco. È organizzato dalla casa editrice Bertoni Editore e dallo stesso presidente Marco Pareti: ogni partecipante ha proposto una fiaba di sua invenzione che verrà giudicata da una giuria di esperti e premiata alla fine della giornata.
Immancabile è l’oramai consueto Percorso di scrittura della fiaba (dalle 10.45 alle 12.00) in cui i partecipanti vengono invitati a seguire le tappe strutturali della favola in cui sono guidati dalla stessa Maria Pia Minotti e da attori e clown sulla via della Fiaba, il Lungo Lago fino a piazza San Francesco, dove consegnano il loro elaborato.

 

 

«Inoltre ci saranno spettacoli itineranti, maghi e bolle di sapone giganti, laboratori di scrittura e pittura estemporanea, ma anche l’esibizione degli Sbandieratori di Città della Pieve e quella del gruppo folkloristico Umbria Folk di Castiglione del Lago; lo spettacolo teatrale L’Ottava Nota, di e con Stefano De Majo e con gli operatori e gli ospiti della Casa del Giovane di Piediluco e i centurioni romani. Da non dimenticare le presentazioni dei libri come la collana Favole a zonzo di Mirko Revoyera, gli inbook della Bertoni Editore, Orfeo e Zeno di Marilena Buracchi e La leggenda di Agilla e Trasimeno di Chiara Vestri. Insomma, chi vuol vivere un giorno da favola deve venire a Fiabando, un evento adatto a tutte le età» conclude Pareti.

 


Qui trovate il programma completo

 

Il Festival di Fotografia Contemporanea che sta per iniziare al Palazzo del Vignola di Todi, vuole aprire una finestra su di noi e sul mondo attraverso diverse forme di comunicazione.

Oggi siamo sempre più sommersi di immagini, si fotografa di tutto: dal panino che si sta mangiando all’avvenimento drammatico, con scatti discutibili e che sovente trasmettono ben poche emozioni. Questo Festival pone invece in evidenza lo sguardo sensibile degli artisti.
Mentre solitamente i festival raccolgono solo spettatori e critici, questo Festival di Fotografia ci trascina dentro il mondo della fotografia partendo dall’antica camera oscura sino alla post produzione digitale, coinvolgendo direttamente i partecipanti grazie al progetto The dark room project, curato da Luciano Corvaglia.

Antonio Manta

Sono accettate anche immagini realizzate dal pubblico che verranno visionate collettivamente nella sezione Lettura Portfolio, organizzata in collaborazione con FIAF Umbria. Ci saranno a disposizione professionisti che esamineranno le immagini per poi dare consigli, magari scoprire nuovi talenti e, l’ultimo giorno, premiare lo scatto più bello.

Nella mostra collettiva La fotografia è donna, curata da Antonio Manta, dieci fotografe espongono i loro scatti. Le loro immagini ci offriranno una visione sia del mondo passato, in varie fasi di cambiamento, sia del mondo che sarà, interpretato dal sensibile sguardo femminile e immaginando anche una futura vita su Marte, quando un giorno potremo andare in massa su altri pianeti. Inoltre progetti editoriali si intrecceranno con film, proiettati nel Nido dell’Aquila, un luogo molto particolare che ospiterà pure presentazioni di libri e dibattiti. Un Festival dunque che abbraccia il passato remoto, il passato recente visto in divenire e il futuro ipotizzabile.

C’è sempre stato un futuro che avanza come lo ha immaginato anche Giandomenico Tiepolo mentre affrescava la sua villa di Ziano, ritraendo la folla ammassata che osserva la lanterna magica. Adesso che siamo ben oltre la lanterna magica, resta la magia dell’emozione trasmessa da certe immagini. Alberto Giuliani ha immaginato la vita sul pianeta rosso: Marte; Carlo Riccardi ha ritrovato le immagini della Roma che cambiava negli anni Sessanta, gli anni del boom. Ma non si potevano trascurare immagini di quel passato recentissimo, marzo 2020, i giorni del lockdown. Rivedere quei giorni ci riporterà a un’esperienza collettiva che non avremmo mai immaginato di dover vivere; è trascorso solo un anno ma sembra già molto lontano.

 

Chi desiderasse vedere la terra fotografata dallo spazio può andare al Nido dell’Aquila per incontrare l’astronauta Paolo Nespoli che, in occasione della presentazione del suo libro, farà scorrere immagini scattate dallo spazio. Ci si potrà divertire con il set fotografico allestito da Fuji dove sarà possibile farsi dipingere il viso dal pittore Francesco Amato e immortalare dal fotografo Antonio Manta. Si potranno pure testare le nuove macchine fotografiche Fuji.

 

 

Insomma, sarà una settimana molto densa di avvenimenti che attraverseranno e animeranno la bella città di Todi. Un Festival così articolato, che vedrà il suo inizio con la proiezione del docufilm Let’s go, non potrà che concludersi con un concerto eseguito dal quintetto Tebaldi, allieve dell’Accademia del Teatro alla Scala. Il concerto avrà luogo nella chiesa della Consolazione domenica 3 ottobre alle ore 19.30.

 


L’ingresso alle mostre, alle performance e alle conferenze è gratuito e nel rispetto delle vigenti norme anti Covid-19. negli spazi del festival è obbligatorio l’uso della mascherina.

ORARIO DELLE MOSTRE: 10:00 – 13:00 / 15:00 – 19:00

Il programma è scaricabile dal sito: sito: todimmagina.it

Sull’Isola Maggiore del lago Trasimeno è andata in scena la IV edizione della manifestazione musicale Accademia Isola Classica & Festival, organizzata dalla direttrice e musicista Natalie Dentini con la direzione artistica di suo marito, il maestro violinista Vlad Stanculeasa. Durante le magiche atmosfere isolane possono succedere delle cose straordinarie, come ascoltare gli stupefacenti virtuosismi musicali del più acclamato violoncellista al mondo, Steven Isserlis.

Vi è mai capitato di essere convinti di averne viste e sentite tante? Credo che a qualcuno sia capitato. Personalmente non avevo fatto i conti con le ninfe lacustri che a un certo punto della vita e come per magia, fanno succedere una serie di coincidenze e fanno sì che la serata che ti aspetta sia piacevolmente adorna di splendida musica suonata da un bravissimo musicista, peraltro senza mai aver avuto prima la possibilità di ascoltarlo dal vivo.

Steven Isserlis, foto by Eduard Luzhetskiy

Quando arriva l’invito per il concerto, incontri degli amici, vai a cena con loro e poi vi incamminate verso il luogo dell’evento, ma per un forte vento l’esibizione viene spostata presso la Chiesa di San Salvatore. Si prendono le scale che s’inerpicano fino al piazzaletto antistante la Chiesa/auditorium. Un posto in prima fila, proprio di fronte alla sedia del musicista e, poco di lato, un pianoforte. Un leggero brusio tra gli spettatori, come avviene sempre prima di ogni concerto e, dopo pochi secondi, entrano i protagonisti… salutano e raccolgono gli applausi di rito. Silenzio assoluto. Ci sono attimi in cui hai delle sensazioni fortissime, che ti dicono che sta per succedere qualcosa di unico, eccezionale e tremendamente favoloso.
Quando quell’uomo, dai tanti capelli lunghi e ricci e un colore pepato in criniera, ha piegato la testa verso la cassa del pianoforte, da quel momento si sono aperte nuove strade e nuove conoscenze della musica.
Si sentono le prime note uscire da quello straordinario strumento a corde: un violoncello e che violoncello… uno Stradivari, e già solo per questo è valsa la pena esserci.
Note così suonate mai le avevo sentite, l’armonia sintonica tra pianoforte e violoncello da brividi, tutti a bocca aperta. Già dalle prime righe del pentagramma era chiaro lo spessore di quello a cui si stava assistendo. Era l’inizio di una straordinaria serata indimenticabile. Quelle note erano guidate da una grande padronanza tecnica di uno straordinario artista e maestro, che della musicalità è fatta persona. Quella musica ti rapiva, assecondava i pensieri e in modo deferente assistevi ai brani suonati con una maestria unica ed esemplare, che con una delicata forza attrattiva ti portava l’animo nei suoi meandri passionali.
Quando sentivi i sospiri del maestro, vedevi le inclinazioni della sua testa folta e riccia, notavi la postura sapientemente arricchita da una lunga esperienza da palcoscenico, capivi che ti stava guidando nella sua area di confort, cesellata da decisi e ritmati movimenti del corpo, con i quali il maestro trasferiva visivamente al pubblico, le sensazioni e le emozioni che lui stesso provava nel suonare, come un tenero e deciso amante innamorato, il suo amato violoncello.
Non di meno chi accompagnava al pianoforte, James Maddox, sottolineava la rarissima bravura personificata in musica che nella delizia dell’ascolto e le note sapientemente prodotte, distribuiva carezze ai cuori e agli animi degli ascoltatori.

 

Steven Isserlis e James Maddox, foto by Eduard Luzhetskiy

 

Se la temperatura della serata fosse stata calda o fredda non era importante, quel concerto e quell’uomo riccioluto che fin dalla prima nota aveva fatto capire che aveva fermato il tempo, divorato spartiti, consumato quotidianamente corde e archetti, mangiato pane e musica, che nella sua famiglia si parlava il musichese da generazioni e il talento straordinario era così innato e poi maturato nella vita di quell’essere auditivo incredibile. Quella sera ci stava raccontando la sua storia, la sua vita e il suo straordinario modo di interpretare la musica. Eccezionale! Grazie maestro Steven Isserlis. Grazie per averci donato tutto ciò!
Ma tutta la manifestazione Accademia Isola Classica & Festival è stata un successo, infatti durante i suoi otto giorni ha richiamato artisti e appassionati da tutto il mondo. A favorire il tripudio è stato anche il progetto IsolaAperta, dove le attività locali hanno tenuto aperto anche di sera, contribuendo a un turismo culturale ecosostenibile.
Protagonisti assoluti dell’Accademia sono stati i tredici giovani di talento provenienti dai migliori conservatori mondiali, seguiti nel corso dai maestri violinisti Mi-kyung Lee e Vlad Stanculeasa, dal violista Ettore Causa e dal violoncellista Antonio Lysy.
Il direttore artistico Vlad Stanculeasa ha dichiarato: «Siamo orgogliosi di essere riusciti a portare a termine questa quarta edizione con un successo di pubblico senza precedenti. Nonostante il Covid e le difficoltà siamo riusciti a ospitare più di seicento spettatori in totale sicurezza. I concerti che abbiamo regalato al pubblico di Isola sono il frutto del lavoro intenso dei giovani artisti con i docenti di Accademia. Poi il Maestro Steven Isserlis che oltre ai due meravigliosi concerti del 2 settembre ha dedicato tempo e insegnamenti preziosi ai nostri giovani, per delle masterclass fuori programma e a sorpresa. Un dono dal valore immenso che ha arricchito in modo indelebile il percorso di formazione verso il professionismo dei nostri giovani talenti. Siamo già al lavoro per l’edizione 2022, perché non c’è niente di più prezioso che sostenere le future generazioni di musicisti e lo sviluppo del nostro territorio».
I giovani talenti e la musica classica è il binomio dove punta Accademia Isola Classica e inoltre come eccellenza internazionale nel panorama della produzione e formazione artistica a sostegno delle nuove generazioni di violinisti, violoncellisti e violisti.
Tutta questa meraviglia musicale e artistica, succede grazie a un’idea e alla determinata volontà di Natalie Dentini, che a Isola Maggiore sul lago Trasimeno, ha messo su casa con la sua famiglia, recentemente cresciuta di numero per una meravigliosa creatura venuta al mondo. In questi luoghi magici, dove natura e arte s’incontrano nelle atmosfere incantate e suggestive di questa isola, succede anche quello che non accadeva da molti anni: il miracolo di una nuova vita.

Il comitato organizzativo “Parco della Mamma” in collaborazione con la Pro Loco di Tordibetto, la Comunità del Sacro Convento, il Comune di Assisi e con le competenze medico-scientifiche dell’Accademia Perugina e Umbra (Università di Perugia, Dipartimento di Medicina e Chirurgia, Scuola di Specializzazione in Ginecologia e Ostetricia, Centro di Medicina Perinatale e della Riproduzione) promuove la Festa delle mamme e dei nati prematuri.

La manifestazione si svolgerà nel weekend del 11/12 settembre, in concomitanza con la tradizionale Festa della Madonna. Un weekend pieno di attività e proposte che spaziano dall’intrattenimento per tutta la famiglia, sino a momenti di approfondimento più strettamente scientifici. La location scelta come luogo fortemente simbolico ed evocativo è il Parco della Mamma di Tordibetto. Intorno alla statua lì apposta e realizzata dallo scultore Enrico Manfrini, si sviluppa l’intera idea dell’evento.

In omaggio a Don Otello Migliosi, storico fondatore della prima Festa della Mamma in Italia e parroco di Tordibetto, questa intensa due giorni nasce per approfondire le tematiche della maternità, ma anche la problematica molto diffusa delle nascite premature. L’obiettivo è quello di sensibilizzare sull’importanza della prevenzione. Per sviluppare al meglio questi aspetti, è previsto un convegno-cerimonia nella mattinata di domenica 12 settembre, nella Sala Stampa del Sacro Convento di San Francesco di Assisi.

Oltre a rappresentanti del Comune di Assisi, vi prenderanno parte: Marcello Giannico, Direttore Azienda Ospedaliera di Perugia, Ezio Greggio, Presidente Associazione Ezio Greggio, Gian Carlo Di Renzo, Direttore Centro di Medicina Perinatale e della RiproduzioneUniversità di Perugia, Stefania Troiani, Direttore Neonatologia e UTIN – Az. Osp. di Perugia, Fra’ Mario Filippone, Parroco di Tordibetto e Palazzo di Assisi Fabio Mosca, Presidente Società Italiana di Neonatologia e Fondazione AISTMAR – Milano Antonio Chiantera, Presidente Società italiana di Ginecologia e Ostetricia – Roma Luca Ramenghi, Presidente Società Italiana di Medicina Perinatale e Fondazione EUBRAIN, Istituto Gaslini – Genova.

Saranno inoltre presenti i presidenti delle associazioni che affrontano quotidianamente i temi della nascita pretermine (Gabriella Canova, Cuore di Maglia, Piccino Picciò, Nati Prima; Cicogna Frettolosa, Alessandro Palazzetti, La Carica dei Prematuri, Nati per Vivere, Vivere Onlus, Paolo Rastelli, Ge.Bi.Sa., Michela Mian, Cucciolo). Il convegno sarà introdotto da Fra’ Marco Moroni, Custode del sacro Convento, e Monsignor Domenico Sorrentino, Vescovo di Assisi.

Ma la Festa delle mamme e dei nati prematuri prevede anche altri momenti nella giornata di sabato 11 settembre: gioco e intrattenimento per i bambini e per le famiglie all’interno del Parco della Mamma di Tordibetto. A questi grandi appuntamenti verranno affiancati momenti di preghiera e raccoglimento nei luoghi santi di Assisi.

Città della Pieve: successo e apprezzamenti per la presentazione del protocollo d’intesa tra istituzioni civili e religiose per i 500 anni dalla morte di Perugino e Signorelli, anche direttamente dal conduttore Bruno Vespa.

Si è svolta a Città della Pieve la conferenza stampa per la presentazione del protocollo d’intesa tra il Gal Trasimeno-Orvietano, i Comuni di Città della Pieve, Cortona, Orvieto e Todi e le relative Diocesi che sancisce la collaborazione di questi Enti per le celebrazioni, nel 2023, della ricorrenza dalla morte di Pietro di Cristoforo Vannucci detto il Perugino e di Luca Signorelli. L’appuntamento aperto dal Presidente del Gal Trasimeno- Orvietano Gionni Moscetti, che ha ringraziato i firmatari per aver individuato il Gal come Ente Capofila del Protocollo e salutato i presenti.

 

 

L’iniziativa, con il prestigioso coordinamento del noto conduttore televisivo Bruno Vespa ha visto la presenza della Presidente della Regione dell’Umbria Donatella Tesei, del Senatore Luca Briziarelli, della Prof. Laura Teza Università degli Studi di Perugia, dei Sindaci delle quattro città Firmatarie Fausto Risini, Luciano Meoni, Roberta Tardani e Antonino Ruggiano, di Riccardo Cotarella, Dominga Enrica e Marta Cotarella, Ruggero Parrotto della Fondazione, e del Presidente e del Direttore del Gal Trasimeno-Orvietano Gionni Moscetti e Francesca Caproni.

Apprezzamenti per l’iniziativa sono arrivati direttamente da Bruno Vespa che ha sottolineato come un evento di questo tipo è riuscito a mettere insieme una serie di istituzioni civili, religiose e due Regioni, nei tempi giusti, con due anni di anticipo, per costruire un progetto serio e credibile che valorizzi il territorio in modo integrato tra Arte, Enogastronomia e tante altre autenticità che hanno queste bellissime Regioni del Centro Italia.

La conferenza è iniziata con una domanda del noto saggista, al Senatore Luca Briziarelli, colui che ha ideato questo progetto ed e messo insieme i soggetti pubblici e privati coinvolti. Alla domanda come le è venuta questa idea, il Senatore ha risposto che è stato innanzitutto ispirato dalla necessità di passare dal concetto di territorio marginale a quello di area di confine tra Umbria e Toscana,  lavorando in sinergia a sostegno dell’offerta turistico-culturale, mettendo insieme il doppio evento di due personaggi che hanno lasciato un importante segno della loro opera artistica nei nostri territori, così da rappresentare una opportunità sul piano economico per riscoprire quell’Italia di mezzo, troppo spesso schiacciata dal dibattito Nord/Sud, che non si può certo perdere.

 

 

Anche la Presidente Donatella Tesei, ha plaudito all’iniziativa e garantito il sostegno della Regione dell’Umbria a questo Protocollo, che parte nei tempi giusti e che si coordinerà anche con altri eventi ed iniziative che si realizzeranno nell’intero territorio Umbro. Ha assunto inoltre l’impegno a mantenere e far crescere i rapporti istituzionali con tutte le regioni del centri Italia.

Condivisione e sostegno da tutti i Sindaci coinvolti e disponibilità da parte dell’Università degli Studi di Perugia, portate dalla Prof. Laura Tezi, a collaborare per la definizione del progetto che seguirà al protocollo di Intesa.

Riccardo e Dominga Cotarella hanno portato il contributo della partnership privata, sottolineando come la collaborazione tra istituzioni pubbliche e private attraverso l’impegno comune può creare valore aggiunto ad ogni progetto. Dominga ha ricordato il programma dell’evento Orvieto Città del Gusto e dell’Arte che si svolgerà ad Orvieto dal 27 settembre al 3 ottobre prossimi e, rappresenterà la prima occasione per presentare anche approfondimenti sul Protocollo d’intesa e sui progetti che ne seguiranno. I rappresentanti del Gal hanno inoltre assicurato impegno non solo nel coordinare l’accordo, ma anche per coinvolgere gli altri Gal in modo da farne un progetto di cooperazione interregionale che potrebbe supportare una importante azione di marketing territoriale.

La serata si è conclusa invitando gli intervenuti all’evento di Orvieto, ma anche annunciando a una prossima data per presentare il progetto a Roma, e comunicarlo a livello nazionale.

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