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Il Lions Club Perugia Host, sotto la guida della Presidente Letizia Mezzasoma, ha iniziato l’Annata Lionistica 2023/24 sostenendo con convinzione ed entusiasmo il Campo Estivo organizzato dal Real Eyes Sport presso il Sacro Cuore di Perugia dal 27 al 31 agosto 2023.

Il Camp è stato il prologo della nuova stagione sportiva di Spazio al Gesto, un progetto di Daniele Cassioli che vuole consentire a bambini ipo e non vedenti di avviarsi alla attività sportiva, ludica e laboratoriale. Il L.C. Perugia Host ha fornito con gioia un importante sostegno economico e organizzativo con la collaborazione dei giovani del Leo Club di Perugia che, guidati dal neo Presidente Edoardo Renzi, sono stati sul campo per aiutare, sostenere e consentire a 15 famiglie di ripetere l’esperienza che si era interrotta solo causa Covid e che era iniziata nel 2020.

La Presidente Letizia Mezzasoma

In quella data, alcuni genitori avevano voluto replicare a Perugia la prima edizione svoltasi a Tirrenia e che, già dallo scorso anno, ha visto fra i protagonisti il L.C. Perugia Host grazie alla convinta adesione dell’allora presidente Pino Famà, al quale si deve l’avvio di questa collaborazione. Tre anni dopo quell’estate, i giovanissimi primattori di Spazio al gesto Estate, con formula residenziale o giornaliera, sono diventati ambasciatori dello sport per non vedenti e ipo vedenti avvicinandosi all’atletica, al baseball, al nordic walking e all’attività in acqua, ma soprattutto condividendo intere giornate con coetanei, specifici operatori, studenti dell’Università di Perugia guidati da Moira Sannipoli e, naturalmente, i preziosissimi volontari, fra i quali i nostri giovani Leo.

Una esperienza di vita arricchente come poche che ha potuto contare sui patrocini del Dipartimento di Filosofia e di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Perugia, la collaborazione con l’ASD Viva di Perugia e il Centro di Consulenza Tiflodidattica di Assisi, oltre che sull’importante contributo del Lions Club Perugia Host. Quella di Perugia è stata una quattro giorni dedicata alla memoria di Caterina Procopio, vulcanica insegnante della scuola primaria e dell’infanzia, anche lei affascinata dall’entusiasmo ma soprattutto dalle concrete opportunità seminate da Daniele Cassioli, e che, prima che un male incurabile la portasse via, ha voluto trapiantare nella sua Perugia, con al fianco da subito Francesca Piccardi e Serena Bruno, il credo di Real Eyes Sport.

 

L’atleta paralimpico Daniele Cassioli

 

Il L.C. Perugia Host, per la sua particolare sensibilità e attenzione all’area vista, nel contribuire a questa preziosa attività, ha voluto condividere la solidarietà verso giovani svantaggiati, il desiderio di rendere un servizio importante, il piacere di regalare il sorriso a giovanissimi piccoli atleti insieme al Presidente di Spazio al Gesto Daniele Cassioli (componente della Giunta del Comitato Italiano Paralimpico). Daniele Cassioli, non vedente dalla nascita, in virtù dei 25 titoli mondiali, 27 titoli europei e 41 titoli italiani conquistati è considerato il più grande sciatore nautico paralimpico di tutti i tempi e che con i suoi libri Il vento contro, Milano, DeAgostini, 2018 Insegna al cuore a vedere, Milano, DeAgostini, 2022 vuole far arrivare il suo messaggio a chi non sente senza essere sordo e non vede senza essere cieco e far comprendere che con l’amore, l’entusiasmo, la determinazione, il coraggio si possono abbattere tutte le barriere e realizzare anche i sogni che sembravano impossibili.

ANGSA è l’Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici che, dal 1985, difende i diritti delle persone con autismo e delle loro famiglie.

Costituita inizialmente da genitori, familiari, tutori e persone nello spettro autistico è un’Associazione di Promozione Sociale e un’Organizzazione non lucrativa di utilità sociale. ANGSA ha anche una sede in Umbria, in Piazza Mazzini a Bastia Umbria. Ce ne parla la dottoressa Eleonora Spalloni, responsabile regionale per la raccolta fondi, che mi spiega anche l’evoluzione ventennale di quella che prima era un’associazione di genitori e ora conta più di trenta dipendenti.
«In realtà dagli anni Ottanta le cose sono un po’ cambiate: per fare un esempio, anche il termine soggetti è stato superato in favore della parola persone, che è più rispettoso» ci tiene subito a sottolineare.

 

Dottoressa Paola Carnevali Valentini

 

L’associazione nazionale si suddivide in settori regionali o provinciali. In Umbria, ANGSA esiste da circa vent’anni ed è da allora che la dottoressa Paola Carnevali Valentini la guida, portando avanti attività di formazione, di sensibilizzazione e di informazione sul territorio attraverso seminari, convegni, interventi nelle scuole e sensibilizzazione delle famiglie attraverso i pediatri.

«In questo modo andiamo ad abbracciare anche i primi anni di vita del bambino, quando l’autismo si manifesta. L’individuazione del disturbo pregiudica infatti la presa in carico e poi lo sviluppo del bambino stesso: è diverso iniziare un percorso a 18-20 mesi o oltre i due anni di età. Nel primo caso, infatti, si prende in carico il bambino nella fase dello sviluppo, quando cominciano a manifestarsi tutti quegli aspetti che, nel caso dell’autismo, risultano compromessi: la socialità, la comunicazione, il comportamento. Nei bambini autistici, la quasi impossibilità a comunicare sfocia in manifestazioni comportamentali che possono essere autolesive, eterolesive o non adatte al contesto» spiega E.S. «Bisogna comprendere che ancora sappiamo davvero poco dell’autismo, specie sulle cause scatenanti. Non si sa se sia un problema genetico. In ogni caso, quando la famiglia riceve la diagnosi, spesso si ritrova in un’impasse emotiva. È qui che entra in gioco la rete di supporto ANGSA, strutturata in centri di servizio che, al momento, si occupano di circa 80 famiglie e non solo umbre.» continua.

 

L’interno della struttura

I progetti dedicati agli adulti: le due anime de La Semente

Una volta però termina la scuola dell’obbligo, insorgono nuove difficoltà, una delle quali è legata alla gestione della quotidianità. Proprio per aiutare i ragazzi a trovare il proprio posto nel mondo, favorendo l’integrazione e la socializzazione, nonché per garantirne l’occupazione, nel 2011 è nata La Semente, che consta di due anime. La prima è il centro diurno, una struttura socio-sanitaria accreditata al SSN che, al momento, ospita 17 ragazzi. In questo vecchio essiccatoio a Limiti di Spello (PG), ristrutturato con fedeltà storica e autosufficiente dal punto di vista energetico, i ragazzi vengono preparati al mondo del lavoro attraverso un ventaglio di attività che vanno dalla creazione della carta alla ginnastica, dalla musica alla ceramica. Vengono loro assegnati dei compiti più o meno semplici, attraverso un’agenda coloratissima e, in alcuni casi, persino illustrata. Vengono abituati a muoversi in ambienti che simulano un ufficio o una stanza privata, in cui dedicarsi alla lettura in solitudine: si tratta di ambienti creati e arredati con materiali insonorizzanti, in modo che i ragazzi non possano sentirsi infastiditi da echi o rumori indesiderati. Certo che la campagna spellana in cui si trova il complesso, alle pendici di quel Monte Subasio che regala panorami indimenticabili, sicuramente contribuisce a creare un locus amoenus in cui coltivare progetti e… intenti, così come dichiara lo slogan de La Semente.
La seconda anima è proprio quella commerciale, legata alla cooperativa agricola votata al turismo sociale, alla produzione e alla vendita. Il progetto abbraccia infatti l’ospitalità – con la struttura ricettiva affacciata sul Monte Subasio – la produzione di conserve biologiche, la creazione di regalie aziendali e l’attività di catering per gli eventi mensili.
«La cooperativa è proprio figlia di ANGSA e ciò è evidente nella sua gestione, nel suo statuto e nel suo CDA. Finora abbiamo avuto 4 inserimenti lavorativi, sia come utenti sia come soci lavoratori della cooperativa» dichiara E.S.

 

Tra i progetti, anche il Centro Up!

Tra i progetti di ANGSA Umbria si annovera anche il Centro UP di Assisi, un centro socio-educativo per minori attivo dal lunedì al sabato, che si occupa del supporto scolastico e di attività socio-educative dedicate a minori con autismo. L’intervento, all’interno del Centro, prevede l’impiego di tecniche cognitivo-comportamentali che si rifanno ai principi dell’ABA e del metodo Denver. Gli educatori del Centro svolgono le loro sessioni principalmente all’interno del centro, ma la presa in carico del minore è globale. Sono pertanto previsti anche interventi scolastici e assistenza domiciliare. In particolare, vengono offerti:

  • intervento precoce mediato dai genitori e dagli insegnanti;
  • intervento cognitivo comportamentale presso il Centro Up;
  • intervento di supporto in ambito scolastico;
  • intervento mediato dai pari in scuole medie inferiori e superiori;
  • lavoro di gruppo per implementazione di abilità sociali;
  • parent training.

A sostegno delle attività

Si può sostenere ANGSA Umbria attraverso donazioni come il 5×1000, l’erogazione liberale classica (con bonifico) o partecipando alle iniziative che vengono organizzate periodicamente. Si possono anche sostenere le attività de la Cooperativa La Semente attraverso l’acquisto dei prodotti della cooperativa o alloggiando presso la struttura ricettiva.

 


www.angsaumbria.org

www.lasemente.it

«La pellicola ci presenta un territorio – quello dell’Alta Umbria – in un prossimo futuro dalle vesti post-apocalittiche, quindi gli scenari che vedremo saranno stravolti dalla realtà e condurranno lo spettatore alla scoperta di location conosciute, ma viste sotto una luce diversa, creando una distopia interessante».

“Alla ricerca di Rose” backstage

Potremmo già considerarlo un Guinness World Record il film Alla ricerca di Rose scritto e diretto dai due registi umbri Lorenzo Lombardi e Nicola Santi Amantini e prodotto dalla Whiterose Pictures nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso da MiC e Ministero dell’Istruzione.
I protagonisti sono oltre 60 bambini under 10 e solo un adulto: l’attrice Valentina Lodovini. Il film – interamente girato in Umbria e che ha coinvolto le scuole del territorio, precisamente quelle del Comune di San Giustino (PG) sotto la Direzione Didattica Statale F.T. Bufalini – gioca su un mondo senza adulti composto da soli bambini e sul rispetto verso l’ambiente e la natura.
Alla ricerca di Rose narra di un ipotetico futuro prossimo (il 2029), dove un gruppo di bambini, dopo un evento misterioso, si ritrova a fare i conti con un mondo senza adulti, elettricità e tecnologia, e parte alla ricerca di colei che sembra essere l’unica donna rimasta in vita: Rose. I protagonisti della storia intraprenderanno un viaggio alla scoperta di loro stessi, di una natura incontaminata e alla ricerca di una figura materna. Il regista Lorenzo Lombardi ci svela il dietro le quinte e soprattutto com’è andata l’esperienza di dirigere un cast composto da piccoli attori emergenti.

Dirigere dei bambini è più o meno difficile rispetto agli adulti?

È una situazione completamente diversa. Veniamo da numerosi cortometraggi realizzati con bambini, ma questa è la prima volta che ci cimentiamo in un film vero e proprio con un cast completamente composto da bambini di 9 anni. È sicuramente molto più difficile, anche considerando il fatto che non sono dei veri attori e hanno un’esperienza della vita piuttosto breve. D’altro canto devo riconoscere che la loro spensieratezza, il loro mettersi in gioco completamente e l’impegno che hanno apportato durante le riprese sono stati impareggiabili. Si sono fidati delle nostre indicazioni, affidandosi completamente. Molti di loro si sono ritrovati in situazioni estranianti, come l’essere a capo di una spedizione o addirittura di una comunità. Hanno sperimentato esperienze nuove, che magari non avrebbero avuto modo di fare e in alcuni casi, la forza di volontà gli ha fatto superare anche alcune paure. Ad esempio, le vertigini quando hanno attraversato un vecchio ponte ferroviario a picco sul fiume, o imparato ad andare in bicicletta (per alcuni era la prima volta) durante le scene di raccordo fra una location e l’altra.

 

Backstage del film

Sono più disciplinati?

Sono stati molto ubbidienti, anche quando hanno dovuto recitare per numerose ore al giorno, magari in condizioni climatiche fredde, sempre cercando di rimanere sul pezzo per non perdere la concentrazione a ritmi di vere star.

Il film è anche un manifesto per l’Umbria?

Il film vuole essere anche questo: far conoscere i nostri paesaggi naturalisti, anche quelli meno battuti. Scenari che secondo noi sono affascinanti e perfetti per un film. Abbiamo girato anche un’intera sequenza di scene all’interno di Castello Bufalini di San Giustino e lo abbiamo scenografato in una chiave più unica che rara, perché nel film è il quartier generale di una banda di bambini detti Gli Orfani.

In che modo la racconta?

La pellicola ci presenta un territorio – in particolar modo quello dell’Alta Umbria – in un prossimo futuro dalle vesti post-apocalittiche, quindi gli scenari che vedremo saranno stravolti dalla realtà e condurranno lo spettatore alla scoperta di location conosciute, ma viste sotto una luce diversa creando una distopia interessante.

I bambini hanno partecipato anche alla stesura della sceneggiatura?

Con i bambini abbiamo realizzato lezioni teoriche e pratiche in classe, perché il progetto era volto anche all’insegnamento e alla conoscenza del cinema. Grazie a questo hanno scoperto cosa c’è dietro la realizzazione di un film, attraverso analisi di lungometraggi, backstage, lo studio della grammatica delle inquadrature e dei movimenti di camera, per poi arrivare anche ai casting. Tutto ciò li ha resi attori consapevoli sul set. Per quanto riguarda la sceneggiatura era impensabile realizzarla totalmente con loro, ma tramite laboratori creativi hanno dato gli incipit per il concept del film: un mondo senza adulti e perché? Sono quindi gli autori dell’idea che poi è stata, da me e N. Santi Amantini, elaborata in una vera e propria sceneggiatura, la cui stesura ha richiesto più di 2 mesi.

“Alla ricerca di Rose” richiama un po’ “Alla ricerca di Nemo”: c’è qualche legame o è solo coincidenza?

Il titolo del film prende senz’altro spunto da titoli blasonati come appunto Alla ricerca di Nemo o La ricerca della felicità o Alla fine arriva Polly, ma solo ed esclusivamente come sonorità e gioco di parole. La storia narrata in Alla ricerca di Rose è totalmente diversa da questi film, sia per contenuti sia per genere.

 

Il regista Lorenzo Lombardi con Valentina Lodovini

La presenza di Valentina Lodovini è sicuramente la ciliegina sulla torta…

La presenza di Valentina Lodovini è la torta! A parte gli scherzi… È stata una sorpresa inaspettata. Perché proprio il primo giorno di riprese ho avuto modo di parlare con lei e spiegarle il nostro progetto. Per noi sarebbe stato un sogno poterle regalare il ruolo di Rose. Sarà stata l’enfasi dell’inizio riprese o il fatto che alle volte i sogni si avverano, ma la storia le è piaciuta molto, e i temi toccati dal film li ha sentiti sin da subito molto vicini. Ha quindi accettato di partecipare e la torta è diventata così di sicuro molto più bella e buona!

C’è già una data d’uscita?

In questo momento siamo ancora in fase di post-produzione e non abbiamo una data confermata per l’anteprima del film. Stiamo lavorando sodo, ma non avverrà prima di ottobre/novembre 2023.

Dal 25 al 29 maggio: 5 spettacoli, 1 progetto speciale, 5 laboratori e le matinée. In cinque giorni di eventi riusciremo a coinvolgere una platea di 700 giovani spettatori e spettatrici.

Andrà in scena la prima edizione dell’Umbria Danza Festival Kids, la kermesse, in programma dal 25 al 29 maggio 2023, che rappresenta una novità assoluta a livello regionale e un unicum a livello nazionale: un festival nel festival, essendo una nuova e innovativa sezione del più ampio Umbria Danza Festival.

Cinque giorni di eventi, performance, spettacoli, laboratori e incontri dedicati ai giovani e alle infanzie: un’occasione di educazione, fruizione e crescita culturale, indirizzato alle varie fasce di età, dall’infanzia all’adolescenza. Ogni spettacolo ha la sua “età di partenza”, ma sicuramente non una massima, perché la qualità artistica e i temi trattati sono fonte di riflessione per tutte le età. Diretto da Valentina Romito e realizzato da Dance Gallery si rivolge a bimbe, bimbi, giovani, famiglie e scuole e ha l’ambizione di offrire una visione trasversale dei generi che permeano i confini della danza contemporanea e far dialogare lo spettacolo dal vivo con la didattica.

 

“Cheering Carpet” © Pierre Borasci

 

Cinque giorni intensi di spettacoli e formazione in diversi luoghi della città, dagli spazi del complesso Sant’Anna, al Parco Santa Margherita e nella sala Cutu del quartiere Borgo Bello. Spettacolo dal vivo, didattica e un ricco programma di laboratori con gli artisti presenti al festival per sensibilizzare i giovani alle arti sceniche.

Come spiega Valentina Romito, direttrice artistica del Festival: “Sarà un’esperienza per-formativa importante per le famiglie e i giovani. Un’occasione da non perdere per aprirsi alla bellezza, ad una riflessione sul mondo attraverso il linguaggio della danza. Un linguaggio che i giovani e giovanissimi colgono in maniera naturale e senza filtri una volta che lo praticano e lo conoscono, superando tutti gli stereotipi che la parola danza porta ancora con sé. Una cosa importante a cui teniamo è che siamo riusciti a coprire tutto il ciclo scolastico, dall’infanzia alle medie. Dai piccolissimi delle materne agli adolescenti. In cinque giorni di eventi riusciremo a coinvolgere una platea di 700 giovani spettatori e spettatrici. Un risultato che nel tempo lascerà i suoi frutti”.

Il programma

Venendo agli spettacoli proposti alla sala Cutu. Si comincia il 25 maggio con due matinée per le scuole e il 26 pomeriggio alle 18.30, (aperto al pubblico), con lo spettacolo dal titolo Luna e il suo Mostrogiramondo di e con Valentina Dal Mas. La storia dell’incontro tra una bambina di nome Luna e un mostro di nome Mostrogiramondo. Attraverso la parola, la danza e le illustrazioni i piccoli spettatori si immergeranno e si lasceranno portare pienamente dalle variegate correnti emotive che soffiano all’interno della narrazione. Il 26 maggio, matinée per le Scuole, con Swollen Bodies – progetto in residenza di Matteo Marchesi in collaborazione con Federica Tardito. Restituzione pubblica del laboratorio con gli studenti della scuola San Paolo. Progetto performativo che vuole esplorare e andare a fondo dell’esperienza della libertà e del potere attraverso il corpo: che cos’è il potere? da cosa lo percepiamo? Che cosa serve per creare un luogo dove si possa manifestare questa qualità che riempie i corpi senza danneggiare chi ci è accanto? L’obiettivo artistico, di cui i ragazzi e le ragazze sono co-autori, è la raccolta di un immaginario sul corpo potenziale, veicolo di un cambio di prospettiva in atto, e di qualità di sguardi e di pelle, come una risorsa condivisa di senso e azione. Sabato 27 maggio, alle 17 e alle 18.30 (aperto al pubblico), Il Giardino Giapponese della compagnia TPO. Lo spettacolo è un racconto per immagini e danza dedicato alla bellezza del giardino giapponese. Il giardino è ricostruito attraverso immagini proiettate a terra su di un grande tappeto da danza, un tappeto “magico”, sensibile al tatto. Grazie alla presenza di sensori a pressione nascosti, le immagini e i suoni si animano ed i bambini sono invitati ad entrare in scena ed esplorare i diversi ambienti naturali. I ragazzi individualmente o a piccoli gruppi, giocano nel giardino e si immergono nelle sensazioni visive e sonore vissute da Shiro, il protagonista, nel suo viaggio.

 

 

Il 28 e 29 maggio in scena Il Colore Rosa, ideazione, coreografia, regia Aline Nari. Spettacolo di danza-teatro, in cui attraverso la metafora del colore si affrontano i temi della crescita, della costruzione della propria identità e soprattutto della necessità di preservare uno spazio intimo in cui accettarsi semplicemente per quello che si è, al di là degli stereotipi. Attraverso una scrittura coreografica globale (danza, gesto, voce) lo spettacolo Il colore rosa, nato anche grazie a percorsi laboratoriali sulla questione di genere, parla in modo ironico, evocativo e affettuoso del cammino difficile per riconoscersi nella propria diversità, nella possibilità di cambiare e trasformarsi.

Lunedì 29 maggio, al parco Santa Margherita, Playground (aperto al pubblico) di Marta Bichisao e Vincenzo Schino/Pin Doc, Opera Bianco. Spettacolo programmato in partenariato con il Teatro Stabile dell’Umbria. Playground è un dispositivo coreografico che fa parte del progetto Madrelingua, ricerca sonora e performativa site-specific che attiva processi di coinvolgimento delle comunità in una prospettiva di permeabilità con l’ecosistema.

Molti i laboratori gratuiti, come detto. Il 27 maggio, presso Studio Dance Gallery, Piccolo Uovo- laboratorio creativo a cura delle Famiglie Arcobaleno A.P.S.per la fascia 3-6 anni. Il 28 maggio, sempre presso Studio Dance Gallery, W il rosa! /lab di movimento per 7-11 anni a cura di Aline Nari. Il rosa è un colore ricco di sfumature (rosa fucsia, rosa pesca, rosa shocking,…) e ognuno può essere rosa a modo suo. Durante il laboratorio, attraverso esercizi di movimento e proposte teatrali, giocheremo il rosa e i suoi significati: un colore non per maschi o per femmine, ma un colore per l’anima.

Il 6 e 7 maggio, a Villa Pieve, due giorni con ospiti, laboratori e una mostra mercato per scoprire tutti i segreti della terra e dei suoi prodotti.

La Spesa nell’Orto parte con la sua seconda edizione, completamente rinnovata e ricca di contenuti: il 6 e il 7 maggio 2023 a Villa Pieve, un’elegante residenza d’epoca ai piedi di Corciano immersa in un rigoglioso parco ottocentesco di tre ettari e mezzo, si racconteranno la biodiversità e la rigenerazione del suolo attraverso meeting con ospiti che parleranno di orto, ambiente, frutti antichi, permacultura, alberi e molto altro, e con vivaci laboratori pratici per adulti e bambini.

«Rispetto alla prima edizione siamo cresciuti, abbiamo l’obiettivo di diventare un appuntamento fisso annuale. Per questo motivo abbiamo diversificato l’offerta dei servizi: ci sarà un’area informativa e congressuale, ma allo stesso tempo vogliamo sporcarci le mani con i laboratori per tutte le età. Sarà presente anche un’area Kids con giochi, letture e sport. A tutto questo si aggiunge la mostra mercato con la presenza di piccole aziende e produttori – quattro arrivano anche da fuori Umbria. Sarà un’occasione per conoscere le novità e acquistare i loro prodotti» spiega Filippo Fagioli, ideatore dell’evento e volto del canale YouTube La Spesa nell’Orto, da cui trae ispirazione l’omonimo evento.

La punta di diamante della due giorni è il laboratorio che prevede la costruzione del Keyhole Garden, un orto a letto rialzato costruito con materiali di recupero, spesso utilizzato in permacultura. Il laboratorio sarà tenuto da Alessandro Valente di Permaculture Training, uno dei maggiori esperti italiani. «Si tratta di una tipologia di orto che serve a contrastare la siccità e favorire il risparmio idrico. Un argomento molto attuale in questo periodo». E ancora, si imparerà a intrecciare un cestino di vimini, a creare un compost domestico, a riconoscere le erbe spontanee mangerecce e a coltivare l’orto in un cassone. Uno spazio è stato riservato anche ai più piccoli, con laboratori e giochi per imparare a rispettare la biodiversità e ad avvicinarsi alla natura in maniera sostenibile.

 

 

Infine, tanti gli ospiti che si alterneranno nel corso dei diversi convegni (uno ogni 30 minuti): Biodea, produttore attento alla sostenibilità ambientale e al benessere delle persone; Vanni Ficola, agrologo; Isabella Dalla Ragione, presidente della Fondazione Archeologia Arborea; Cristiano Spilinga, naturalista; Fabio Fumi, fondatore di GermoglioSì; David Grohmann del San Pietro Green Team; Antonio Brunori, segretario generale di PEFC Italia; Valentina Dugo, imprenditrice agricola e coordinatrice di Umbria BioDiversity; Livia Polegri, agronoma esperta in biodiversità agraria; Luca Crotti, agronomo; Matteo Cereda di Orto da Coltivare; e Matteo Giglietti, docente in Scienze Agrarie.

A concludere il ricco programma ci sarà anche un’area ristoro, con food truck e chioschi per pranzare o per fare uno spuntino veloce. Lo svolgimento delle attività è garantito anche in caso di maltempo, in quanto la villa può contare su ampi spazi interni. L’evento è realizzato in collaborazione con Philms, Visualcam APS e Corebook e con il patrocinio del Comune di Perugia, del Comune di Corciano e di Slow Food Italia.

 


Tag ufficiale dell’evento: #laspesanellorto

YouTube: https://www.youtube.com/@LaSpesanellorto

FB: https://www.facebook.com/laspesanellorto

Instagram: https://www.instagram.com/la_spesa_nell_orto/

Le donne hanno trovato sempre, nonostante le tribolazioni, le sofferenze e le lacrime, la forza di reagire alle devastazioni della guerra, in un passato che per analogia si ripropone nell’odierno.

Un gruppo di undici bambini ucraini con cinque mamme sono stati accolti dalle comunità civili e religiose di Collestrada, Lidarno e Sant’Egidio in provincia di Perugia, e messi al riparo dalle devastazioni belliche in atto. La stessa comunità ha raccolto sette tonnellate di derrate alimentari destinate in Ucraina. Tanti giovani ragazzi, soldati acerbi in armi, sono partiti per il fronte bellico. Molti, hanno affermato, che nemmeno lo sapevano se non al momento che ci si sono ritrovati. Improvvisamente la morte, la violenza e la disperazione, sono state le nuove compagne, forzatamente abbinate alla quotidianità dei giovani militari da chi, senza indugio e remore e senza condivisione e accettazione, ha deciso lo stato di belligeranza. Storie di uomini…

Ogni anno, l’otto marzo, si celebra la Giornata Internazionale della Donna, per ricordare le conquiste sociali e politiche del mondo femminile e soprattutto quanto ci sarebbe ancora molto altro da fare. L’otto marzo serve anche per far riflettere e per confrontarsi su come contrastare le discriminazioni e le violenze di genere e in genere. Storie di donne…

 

 

Forse non tutti sanno che la data dell’otto marzo è stata scelta a Mosca durante la conferenza internazionale delle Donne comuniste che si ispirarono a tale scelta, ricordando che cosa fecero, poco tempo prima, le Donne di San Pietroburgo. Era il 23 febbraio 1917, in piena prima guerra mondiale dove l’allora Impero russo zarista, era totalmente coinvolto nelle sanguinose battaglie. Lo Zar aveva chiamato a raccolta e inviato sui campi di battaglia tutti gli uomini in grado di combattere e le donne, mandavano avanti, come sempre è successo, sia il focolare domestico sia il lavoro che avevano lasciato gli uomini per andare in guerra. La fame, gli stenti, la fatica e le continue notizie di lutti familiari, esasperarono soprattutto la popolazione femminile, che reagì. Era il 23 febbraio 1917, che per l’allora vigente calendario giuliano corrispondeva all’8 marzo 1917 di quello gregoriano; in quel giorno, le Donne di San Pietroburgo scesero in piazza a protestare e a chiedere ai governanti la fine delle ostilità belliche, dando inizio alla rivoluzione russa di febbraio. Storie di donne in altri tempi…

Da questo episodio nasce la data per la celebrazione della Giornata Internazionale della Donna. Per far cessare la partecipazione del popolo russo alla Grande Guerra ci sono volute le donne con il loro cipiglio, determinazione, forza di volontà e amore verso i propri mariti, fidanzati e figli, che comunque riuscirono a far tornare a casa. Eccome se ci riuscirono! Poi da quell’avvenimento seguirono anche altri fatti storici e politici ma questi sono altri trascorsi… Nel 1917, il ritorno a casa dei soldati russi dai vari fronti, per merito delle loro donne, fece ricongiungere amori, famiglie e persone. Infatti le mamme, le mogli, le fidanzate, le nonne, le sorelle, le cugine, le zie, le amanti, vinsero la loro personale battaglia. Storie di donne e di uomini e di altri tempi…

Nella notte tra il 23 e 24 febbraio 2022, le mamme, mogli e fidanzate di entrambe le Nazioni contrapposte, hanno iniziato a preoccuparsi, a soffrire e poi a piangere e a disperarsi. L’attesa e il dolore delle donne, sole sotto le bombe, le corse nei rifugi sotterranei con i propri cuccioli in braccio, gli uomini lontano da loro, a combattere. Così come ci sono le donne che aspettano mariti, fidanzati e figli che sono stati mandati impietosamente a guerreggiare lontano da casa. Sono immagini del tempo bellico passato, quelle di oltre cento anni fa, che si ripropongono anche nei giorni nostri. Storie di donne e di uomini, di altri tempi e purtroppo anche di questi. Vedere i morti, vedere le bare, vedere le crudeltà e la violenza significa che gli uomini non hanno ancora imparato a vivere senza ammazzare… come ha scritto e cantato un noto cantautore… come può un uomo uccidere un suo fratello…

Una tragedia vissuta nel quotidiano, come quella della Grande Guerra, che si ripropone nell’attualità, in tutta la sua crudezza e violenza. Storie di donne e di uomini…
Una terribile realtà lontana che si ripresenta in quest’epoca, dove le donne la vivono angosciate e affrante mentre sono circondate da spari e granate in un contesto drammatico che viene reso più cupo e tragico dal sospiro della morte e della disperazione. Come ci sono madri, mogli e figlie che con animo tormentato, aspettano notizie dei propri uomini e il loro agognato ritorno. Nell’immane tragedia che si sta sviluppando, ogni giorno sempre più profonda e deleteria, le donne come madri, mogli e figlie, rifuggono dalla guerra e nei loro gesti, nei loro occhi e sguardi, nei loro silenzi, tra le lacrime, dicono sbigottite e speranzose: Non vogliamo la Guerra!

Storie contemporanee di donne e di uomini…

Voi o Donne che donate la vita, fate in modo di riportare a casa i vostri uomini… tutti! Nessuno escluso. Fate cessare lo scempio della contesa, che viene sostenuta da recriminazioni puntellate da ideali sorretti da una inaudita violenza.
Gli occhi di quei undici bambini ucraini, svelano la contentezza di essere arrivati nel perugino e quando il dono di un semplice cioccolatino li ha fatti piangere per la gioia e fatti sorridere anche se per un solo istante, insieme alle loro mamme e a chi gli ha donato con un semplice gesto, il proprio animo… significa che gli atti di solidarietà e altruismo, sormontano e valicano, ogni egoistica parvenza politica e di potere, dove il valore umano e del bene si misura in fatti concreti e non nell’esporre intenzioni che si limitano a rimanere tali. Un bravissimo a chi ha saputo donare! Siamo certi che, in questo periodo di belligeranza, dove gli uomini sono contro altri uomini per decisione di pochi, le donne che hanno fatto la storia degli uomini, continueranno a farla.

Dal 14 settembre al 31 dicembre 2020 si sono tenute a Perugia le celebrazioni dei 70 anni di Maria Montessor. La manifestazione ha preso spunto dal fatto che nel 1950 Maria Montessori fu invitata a dirigere il Centro Studi Pedagogici presso l’Università per Stranieri di Perugia, inaugurando una serie di corsi di formazione per insegnanti anche a livello internazionale. Un evento di carattere mondiale che vede la Vetusta Perusia, con vari appuntamenti culturali e scientifici, catalizzatrice del mondo formativo e pedagogico nel nome universalmente riconosciuto della celeberrima ideatrice del metodo montessoriano. La giornata inaugurale ha testimoniato una grandissima partecipazione affettiva di pubblico composto da nonni, genitori e soprattutto da loro, i bambini.

«Dobbiamo essere educati se vogliamo educare». Questa è una delle frasi che Maria Montessori, istitutrice e pedagoga nata a Chiaravalle di Ancona, ha lasciato in eredità alle generazioni future. Nella sua attività formativa e pedagogica perugina ebbe a disposizione, come luoghi d’elezione, l’Università per Stranieri e la Scuola Santa Croce.
La Scuola Santa Croce ha iniziato la sua attività il 14 settembre 1861 con il nome di Asili infantili di Perugia e aveva sede nei locali dell’ex Convento del Carmine, edificato nel 1300. Nel 1950 Montessori venne a Perugia con la sua allieva prediletta, Maria Antonietta Paolini, a cui poi affidò la direzione dell’Istituto Santa Croce – Casa dei Bambini M. Montessori. Paolini proseguì l’opera della sua Maestra organizzando corsi per educatori montessoriani, facendo sì che il Santa Croce divenisse riferimento per i formatori pedagogici provenienti da tutto il mondo.

 

L’evento all’interno della Sala dei Notari

 

Alla conferenza stampa di presentazione dell’evento 70 anni di Maria Montessori a Perugia sono intervenuti il vicesindaco, Gianluca Tuteri, il presidente della Scuola Santa Croce Casa dei Bambini M. Montessori Sabina Orzella, la coordinatrice del comitato organizzatore delle celebrazioni Eva Rossi, il presidente della Fondazione eLand Matteo Ferroni, il rettore dell’Università per Stranieri di Perugia Giuliana Gergo Bolli, il dirigente dell’Istituto scolastico comprensivo 2 Luca Arcese, il presidente dell’Opera Nazionale Montessori Benedetto Scoppola, il direttore esecutivo dell’American Montessori Society Timothy Purnell e il direttore esecutivo dell’Association Montessori internazionale Lynne Lawrence.
In occasione delle celebrazioni è stato costituito un Comitato Promotore coordinato da Eva Rossi, che vede la partecipazione dell’Università di Perugia, dell’Ufficio scolastico regionale per l’Umbria, dell’Accademia di Belle Arti di Perugia, del Conservatorio di Musica di Perugia, dell’Opera Nazionale Montessori e di quella internazionale, l’A.M.I., dell’ANCI Umbria, della Fondazione Aldo Capitini e dell’Associazione Il Filo Rosso di Maria Montessori.

Una giornata di eventi

La giornata iniziale delle celebrazioni è stata intitolata Tutti in piazza IV Novembre. E così è stato. Start alle 10,00 in punto quando, sulle scale della Sala dei Notari, un nutrito gruppo di bambini montessoriani, dietro la direzione e l’accompagnamento del maestro Enrico Bindocci, ha dispensato a una piazza gremita e festante canti e melodie con disciplinate voci fanciullesche. In supporto al giovane coro, una rappresentanza di quello dell’Università per Stranieri di Perugia e il contributo di Umbria Jazz. Un vero successo!

 

 

Al termine dei cori, mentre i bambini sfilavano attorno alla Fontana Maggiore e si dirigevano verso corso Vannucci, entrava in piazza l’originale Bandiera della Paceideata da Aldo Capitini nel 1961, in occasione della Marcia della Pace Perugia -Assisi, seguita dalle numerose delegazioni straniere del mondo Montessori che si sono poi dirette verso la Sala dei Notari insieme alle autorità civili, militari e religiose per i saluti alla cittadinanza e la continuazione delle celebrazioni (che termineranno a dicembre 2020). Questi sedici mesi di durata saranno costellati da eventi culturali e scientifici inerenti ai principi istruttivi di Maria Montessori.
Dopo il saluto degli ospiti, alla Sala dei Notari è stato proiettato un docu-film prodotto dalla sede Rai regionale e introdotto dal direttore Rai Umbria, Andrea Jengo. Il documentario è stato girato poco tempo fa nella Vetusta e traccia gli aspetti salienti del periodo perugino di Maria Montessori.
La responsabile del Comitato organizzativo per le celebrazioni, nonché direttrice amministrativa della Scuola Santa Croce Eva Rossi, ci ha detto: «Il documentario vuole rappresentare in maniera chiara le motivazioni per cui Maria Montessori scelse la nostra città: Perugia terra di pensatori di pace come San Francesco e Aldo Capitini, e sede della cosmopolita università italiana per stranieri. I luoghi interessati dalle riprese saranno l’Università per Stranieri di Perugia, luogo scelto da Maria Montessori per tenere il suo corso nel 1950 – luogo che la stessa Montessori definiva guardato con simpatia da tanti anni – e la Scuola Santa Croce, che la stessa scelse per tenere la parte di tirocinio del corso e luogo che custodisce ancora oggi l’aula da lei stessa pensata e progettata».

 

 

Al termine dei lavori svolti presso la Sala dei Notari, ci si è spostati presso la Scuola Santa Croce, dove i convenuti hanno potuto assaggiare alcune eccellenze tipiche umbre: dal Trasimeno, il gustoso paté di tinca affumicata presentato dalla Cooperativa Pescatori di San Feliciano e la delicata fagiolina del lago proposta dall’Azienda Agricola Orsini di Passignano; da Solfagnano, i profumati e soavi vini della Cantina G.B. Bennicelli, da Civitella d’Arna l’aromatico zafferano lavorato dall’Azienda Terre d’Arna, da Montaglioni di Preci i saporiti prodotti del Prosciuttificio Valle Oblita e la sempre apprezzata porchetta dell’azienda COAL.

 

 

Vere leccornie, che hanno pervaso ogni sensibilità olfattiva e gustativa nonché la vista, che è stata sapientemente appagata dalle cromie delle preparazioni frutto della professionalità artigiana di eccellenti conservatori della tradizione umbra, capace di valicare anche i confini nazionali. Stiamo parlando di eccellenze umbre, ambasciatrici universali della cultura enogastronomica. La degustazione è terminata con i dolci preparati dall’operatrice multifunzione della scuola stessa, Doriana Chianelli, supportata dalle sue colleghe Anna Verde e Filomena Ruggeri. Il curato giardino che ha ospitato il convivio e i locali affrescati della scuola hanno fatto da suprema cornice al piacevole e gradito incontro degustativo.

 

 

La giornata iniziale delle celebrazioni è stata organizzata in modo perfetto e siamo sicuri che il prosieguo delle celebrazioni riserverà, con costanza e certezza, interessanti appuntamenti montessoriani.
La manifestazione è stata anche l’occasione per fare il punto sull’attività futura e programmatica, in termini sociali e culturali, del Perugia Montessori District, formato dalla Scuola Santa Croce, dall’Università per Stranieri di Perugia, dalla Regione Umbria e dal Comune di Perugia, dalle associazioni e dagli istituti a indirizzo montessoriano del comune perugino. In previsione della mostra dedicata che si terrà nel maggio 2020, il Perugia Montessori District ha richiesto d’inviare una foto dello studente che ha frequentato le montessoriane scuole perugine agli indirizzi email previsti (www.montessorisantacroce.it  e associazioneilfilorosso@gmail.com) oppure segnalare il possedimento di giornali dell’epoca, materiale e documenti utili da esporre.

 

 

L’epitaffio sul sepolcro di Maria Montessori, recita: «Io prego i cari bambini, che possono tutto, di unirsi a me per la costruzione della pace negli uomini e nel mondo».
Queste parole sono testimonianza di quanto la traccia lasciata da Maria Montessori sia feconda, sempre attuale e orientata al bene umanitario e quanto il solco formativo e pedagogico che l’illuminata educatrice ha indicato sia pervasivo, profondo e riconosciuto universalmente.

Nel 1999 nasce ad Assisi Nati per Leggere, il programma italiano di promozione della lettura in età precoce. A 20 anni di distanza si celebra l’anniversario con una serie di eventi nazionali e locali.

In occasione del ventennale dalla fondazione di Nati per Leggere, siamo andati nella sezione di Tuoro sul Trasimeno, che si trova all’interno della Biblioteca Comunale. Qui abbiamo conosciuto alcune volontarie dell’evento, di cui nove hanno seguito recentemente un corso abilitativo e ogni martedì pomeriggio accolgono con un sorriso genitori e bambini, per dedicarsi tutti insieme alla lettura.

 

 

Una volontaria ci racconta: «Leggere a un bambino vuol dire stimolare la sua fantasia, sviluppare precocemente la sua capacità concettuale, la proprietà di linguaggio e favorire il suo apprendimento. Qui non solo i bambini hanno trovato un nido ma anche le mamme, che hanno uno spazio di confronto e dove fanno rete insieme ai propri figli».

Per i vent’anni di Nati per leggere si è voluto modificare l’area della biblioteca destinata ai più piccoli, creando due spazi distinti per fascia di età; ai bambini sotto ai due anni è stato dedicato un angolo nido. Nell’area ci sono dei tappeti previsti per le comuni sedute di grandi e piccini e una poltrona speciale, dedicata alle mamme in attesa o che allattano. L’invito alla raccolta differenziata e a non entrare con le scarpe per l’igiene, completano il messaggio ambientale. Le immagini dell’artista Leo Lionni, arricchiscono gli interni per la sensibilizzazione all’arte.

 

 

L’assessore alla Cultura, Thomas Fabilli, ci ha spiegato: «L’entusiasmo che condivido con le volontarie è grande e siamo certi che la lettura per i piccoli può portare ottimi frutti. Abbiamo deciso insieme alle volontarie di spedire a ogni bambino nato negli ultimi 3 anni, una lettera di invito per l’incontro del martedì pomeriggio, ottenendo un ottimo riscontro. Ringrazio con infinito affetto e stima tutte le protagoniste di NpL, in particolare la pediatra Elena Cappellani, le volontarie Claudia Banella, Orietta Mazzoni e Annalisa Maestrucci che hanno sempre dimostrato un amore materno e un grande impegno per questo progetto».

A Tuoro sul Trasimeno e all’Isola Maggiore si è tenuta la VII edizione di Fiabando nell’isola che c’è, una manifestazione molto attesa e apprezzata dal pubblico di tutte le età.

C’era un tempo in cui le nonne e le mamme accompagnavano il sonno dei loro bambini con una bella fiaba, che li conduceva dolcemente tra le braccia di Morfeo. Racconti fantastici di origine popolare, elementi magici, antiche credenze, esseri benefici o malefici, orchi, diavoli, nani, streghe, maghi, fate, miti, eroi, principi e principesse, antagonisti, poteri soprannaturali e straordinari, personaggi caratteristici, il lieto fine sono alcuni passaggi caratterizzanti le fiabe che in due giorni, tra l’accogliente Teatro Comunale di Tuoro e la bellezza dell’Isola Maggiore hanno intrattenuto tutti gli intervenuti, sia grandi sia piccini.

 

 

Maria Pia Minotti, docente e psicoterapeuta, è stata la regista dell’evento e catalizzatrice delle energie positive dei tanti amici che si sono adoperati e prestati per il successo di questa attrattiva manifestazione sulla fiaba. Così ci ha spiegato l’evento: «Quest’anno abbiamo creato un programma intenso e variegato; debbo ringraziare gli amici e tutti quelli che hanno spinto e aiutato con fare positivo per la riuscita di questa edizione di Fiabando, in particolare il Comune di Tuoro con in testa il Sindaco Maria Elena Minciaroni e il suo vice Thomas Fabilli, la Pro Loco di Tuoro e di Isola Maggiore con i rispettivi presidenti Fabrizio Magara e Silvia Silvi, Francesca Caproni del GAL Trasimeno-Orvietano, tutti i relatori e gli artisti intervenuti che hanno reso questa edizione speciale».

A patrocinare la manifestazione, il GAL Trasimeno-Orvietano, la Provincia di Perugia, il Comune di Tuoro sul Trasimeno e di Magione, le Pro Loco di Tuoro e di Isola Maggiore, le Associazioni Nati per Leggere, Ars Cultura e La Casa degli Artisti di Perugia, Trasimeno in Dialogo, la Biblioteca dei Piccoli-AVIS di Passignano sul Trasimno, il Circolo dei Rematori di San Feliciano: si è conversato intorno alla fiaba, vivendo delle atmosfere magiche in uno speciale rapporto tra spazio e tempo.

Il vicepresidente della Provincia di Perugia e Sindaco di Passignano, Sandro Pasquali, ha detto: «Se il Trasimeno divide, le isole sono la chiave che unisce i Comuni lacustri. Complimenti a tutti quelli che hanno dato vita e supporto a questa bellissima manifestazione».
Francesca Caproni del GAL Trasimeno-Orvietano ha invece sottolineato come vivere due giorni immersi nella suggestione del mondo delle fiabe sia anche un modo per allontanarsi dalle preoccupazioni quotidiane.

 

 

Il programma di Fiabando ha riservato argomenti, spettacoli e laboratori molto interessanti e applauditi che hanno catturato facilmente l’attenzione degli intervenuti. Infatti, le due giornate, la prima titolata Conversazioni intorno alla fiaba a Tuoro e la seconda Vivere la fiaba a Isola Maggiore, sono state caratterizzate dalle letture, a opera dell’artista Diego Comodo, delle fiabe La donna delle erbe e il pescatore di F. Hausmann e S. Rauch, Il gabbiano cielo di Patrizia Marcaccioli e La perla magica di Letizia Gradassi, alle quali si sono aggiunte un racconto della nascita del progetto e la raccolta Fiabe a pelo d’acqua da parte di Serena Duchini Zullo, Silvia Rossi e Valentina Canocchi. Non sono mancate l’attrice Lucia Donati, che ha letto la sua fiaba Il re di vetro, le lettrici di Nati per Leggere di Tuoro e Sara Tintori e Marianna Di Mauro della Biblioteca dei piccoli-AVIS per la Scuola di Passignano, né il musicista Federico Valeri, Teresa Bruno del Teatro C’Art di Castelfiorentino, le illustrazioni fatte da Stella Lupo di A Mano Libera di Perugia e quelle di Uri Noy-meir e Ilaria Olimpico di Imagin Action. Non da meno le pittrici Marina Sereda, Maria Cristina Bigerna, Carla Medici e Teresa Chiaraluce dell’associazione culturale la Casa degli Artisti di Perugia e di Ars Cultura, cui si sono aggiunte Erika Maderna con Quando il mito abita la Fiaba e Paola Biato con Fiabe di Potere che hanno incantato tutti con i loro dipinti ispirati dalle fiabe. Silvia Balossi Restelli ha incantato tutti con la sua Kora, l’arpa africana, e ha narrato e interpretato l’epica fiaba La donna bufala.

 

Silvia Balossi Restelli con la sua Kora

 

Un apprezzato buffet organizzato dalla fantastica e collaborativa Pro Loco toreggiana, guidata dal suo Presidente Fabrizio Magara, ha permesso di trascorre dei piacevoli momenti di conversazione tra i partecipanti alla prima giornata.
Nella seconda giornata, causa maltempo, non si sono potute tenere alcune attività esterne, infatti non ha avuto luogo l’arrivo, a bordo del Barchetto del Trasimeno, dei personaggi epici di Trasimeno e Agilla, interpretati dagli attori della Compagnia Laboratorio teatrale del Martedì di Magione, così come non ha avuto luogo lo spettacolo L’uccello d’oro di Daniele Galanti, Cecilia Cosci e Mariano Mozzi della Compagnia GLAM.

 

Il clown Teresa Bruno

Nonostante l’inclemenza del tempo, durante seconda giornata sono comunque intervenuti molti curiosi e affezionati che hanno partecipato con entusiasmo alle varie attività. Sulla via principale dell’isola è avvenuta la costruzione della propria fiaba personale: i visitatori sono stati guidati, in ogni loro singola creazione, da Gianna Moretti, Diego Comodo, Valentina Canocchi, Daniele Marianello, Diana Fontanelli e ovviamente dall’onnipresente Maria Pia Minotti.
Teresa Bruno il clown, gli spettacoli Juliett di Stefano Marzuoli e Boris di Samuele Mariotti hanno tracciato dei caratterizzanti e divertenti momenti isolani. Erika Maderna che il giorno prima, a Tuoro, ha dimostrato di essere una brillante relatrice, il giorno dopo sull’Isola si è prestata con timida ma efficace tenacia a diffondere tra i visitatori il libro di Fiabando e alcuni ninnoli a ricordo della giornata.
Intanto lì vicino, continuava la lettura delle fiabe a opera delle lettrici di Nati per Leggere e della Biblioteca dei Piccoli-AVIS per la Scuola; ancora più in là si sentiva l’accattivante e melodiosa musica della Kora, l’arpa africana, suonata da Silvia Balossi Restelli.

Il festival scientifico, sottotitolato Dove la scienza fa spettacolo, è stato organizzato da Psiquadro all’insegna del divertimento intelligente. La manifestazione si è tenuta dal 30 agosto al 1 settembre ed è stata accolta tra la natura sull’isola del Trasimeno, dove un ricco programma denso di attività ha attirato numerose famiglie trascinate dalla curiosità dei bambini. Divulgatori, scienziati e artisti hanno raccontato la scienza con il linguaggio dello spettacolo.

 

Certamente Cesare Agabitini, detto Cesarino, il guardiacaccia della Polvese che dal 1966 l’abita con la moglie Filodelma Mattaioli e i loro figli Genni, Elisa, Chiara, Omar e Sonia e di cui fu anche il custode fino al 1997, non si sarebbe mai immaginato di vedere sulla sua isola tanta gente tutta insieme e che la moltitudine di persone giunte fin lì andasse come un’instancabile sciame d’api da un fiore del sapere a un altro.

L’evento

Moltissime persone, soprattutto giovani famiglie con i loro bambini, si sono imbarcate sui traghetti da San Feliciano o da Castiglione del Lago per raggiungere la Polvese e partecipare alla bellissima manifestazione L’Isola di Einstein, la Scienza fa Spettacolo, che per tre giorni ha tenuto banco sul Lago Trasimeno, attirando persone da tutta la regione e numerosi visitatori provenienti da ben oltre i confini Umbri. Formatori, divulgatori, insegnanti, esperti, istruttori, genitori, nonni, fisici, geologi, ingegneri, biologi, naturisti, turisti, curiosi, ricercatori, scienziati, e soprattutto loro, i giovani cuccioli umani, hanno vissuto e partecipato a esperimenti, laboratori, racconti, presentazioni, narrazioni e spiegazioni sotto l’egida del rispetto per la natura, l’ecologia, la tutela e lo studio della madre terra, attraverso una sana curiosità per la conoscenza scientifica. Il tutto è stato ammantato da un ambiente unico e magico come quello isolano. Proprio così, l’isola Polvese è stata da sempre un’attrattrice di anime e di sguardi per la sua accoglienza e fertilità del territorio; gli Etruschi e gli antichi Romani lo avevano capito e l’hanno abitata, come alcune testimonianze archeologiche qui ritrovate ci ricordano.

L’antica locuzione avverbiale polvento, cioè protetto dal vento, darebbe il nome all’isola. Ricca di olivi e lecci, è stata prolifica per contadini e pescatori, che l’hanno rispettosamente albergata per lungo tempo. La presenza della Rocca, dell’Abbazia di San Secondo e della sua adiacente chiesa, della Chiese di San Giuliano e di Santa Maria della Cerqua, testimonia il vissuto storico certo e ritmato di questi luoghi, così come la villa, la piscina con il giardino acquatico realizzata dal Porcinai, l’ostello, il bar e due ristoranti e altre costruzioni del secolo scorso, depongono a favore e arricchiscono l’isola, dichiarata dall’attuale proprietaria, la Provincia di Perugia, dapprima un’Oasi di Protezione Faunistica, poi un Parco Scientifico Didattico e quindi inserita nel Parco naturale regionale del lago Trasimeno.

Le caratteristiche ambientali e strutturali della Polvese si prestano in modo ideale ad accogliere l’evento L’Isola di Einstein, la scienza fa spettacolo, dove oltre cento appuntamenti, tra il 30 agosto e il 1 settembre, hanno intrattenuto e divertito il numeroso pubblico di ogni età. Gli intervenuti hanno impreziosito la manifestazione con la loro presenza: Ian Russell, Science Made Simple, Michael Bradke, Hisa Eksperimentov, Copernicus Science Centre, Big Van Ciencia, l’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), l’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) e l’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche). Ci sono stati spettacoli dedicati alla fisica, alla chimica, al suono, alla biologia, alla meccanica quantistica e ai cambiamenti climatici, che hanno dettato conoscenze e suggerito riflessioni sul delicato ecosistema terrestre.
Scienza all’improvviso, un Museo a Cielo Aperto, l’Isola dei Disegnatori, Einstein Light Painting, la storia dell’Apollo 11, l’Universo in una scatola, un Tetto di Stelle, le due facce di Einstein, sono alcuni titoli di accattivanti eventi accaduti durante il festival.
Un esteso e vasto successo di pubblico elevato all’ennesima potenza!

 

I ragazzi dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia)

L’ex monastero di San Secondo

Si è notato che molti operatori e addetti dell’organizzazione si sono mostrati gentili e disponibili a dare spiegazioni e informazioni senza lesinare sorrisi di benvenuto. Tra questi l’attivissimo ed energico Michele Sbaragli, che ha edotto i presenti sulla novità della crociera astronomica lacustre (in collaborazione con INAF) e sugli incontri circa l’ambiente, organizzati da ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) o come i gentili e precisi Leonardo Alfonsi e Irene Luzi di Psiquadro che hanno dispensato cortesi ed efficaci indicazioni scientifiche a tutti quelli che l’hanno richiesto; Erika Di Silvestre, Rosalba Padula e Luca Nicoletti, capaci operatori presenti presso l’ex Monastero di San Secondo si sono adoperati e messi a disposizione per la buona riuscita dell’evento.

Erika Di Silvestre

Recentemente l’ex Monastero è stato oggetto di un recupero architettonico curato dalla Provincia e oggi rappresenta la sede del Centro ARPA dell’Umbria per il Cambiamento climatico e biodiversità in ambienti lacustri e aree umide. L’edificio è ubicato in un contesto paesaggistico straordinario con annessi laboratori, sala convegni e pertinenze e una bellissima sala esposizioni ha ospitato una mostra sugli antichi mestieri e arti del Trasimeno nella fotografia al collodio umido – illustrata dal fotografo Stefano Fasi – e uno spazio dedicato all’INGV, rappresentato da Luca Pizzimenti, Carlo Alberto Brunori, Federica Murgia e Aladino Govoni che, con i loro racconti e spiegazioni coadiuvati da sistemi informatici dedicati, hanno condotto bambini e genitori alla scoperta della crosta terrestre, vulcani e terremoti.

Spettacoli in ogni angolo

Lì accanto, tra i resti dalla diruta ma suggestiva Chiesa di San Secondo, è stata presentata la favola lacustre Avventure a Borgo Gioioso, contenente messaggi ecologici, naturistici e ambientalisti con gli interventi della casa editrice Morlacchi nella persona di Gianluca Galli, dello storico lacustre Ermanno Gambini e dell’attore Mirko Revoyera. Mirko poco prima aveva tenuto il suo spettacolo, Il Regno delle Foglie, in un’area vicino al pontile, dove era stato applaudito da un folto pubblico di bambini, che abilmente affabulava con storie appassionanti e divertenti.

 

Mirho Revoyera, Ermanno Gambini, Gianluca Galli e Michele Sbaragli

 

Lì, una bella coppia assisteva allo spettacolo con la splendida figlia Greta; al termine, la dolce madre Renilda nonché brava fotografa con entusiasmo ha raccontato che la manifestazione offriva talmente tante opportunità che la loro bambina li conduceva energicamente da un luogo all’altro, sedi degli spettacoli, dove grandi e piccini potevano partecipare attivamente ed essere coinvolti negli esperimenti. I due genitori erano esausti ma felici, così come parevano tutti quelli delle altre famiglie partecipanti alla manifestazione. Poco più in là si trovava l’Einstein Village, luogo dedicato allo sport in relazione alla componente scientifica e salutare e nella stessa area non poteva mancare Avanti Tutta Onlus, l’associazione fondata dal compianto Leonardo Cenci per la lotta contro il cancro.
Altresì si sono notati 20 bravissimi disegnatori che, sparsi per l’isola, hanno documentato graficamente lo svolgersi degli eventi. Questi fantastici illustratori fanno parte del collettivo Becoming X art and sound collective, che hanno realizzato l’accattivante e vasto reportage disegnato di tutti gli eventi.
Nell’occasione lo spazio enogastronomico, oltre i confermati e consueti ristoranti locali, è stato distribuito tra i vari luoghi dell’isola. L’offerta è stata all’altezza della situazione e, in un punto ristoro vicino a San Secondo, si sono potuti apprezzare alcuni sfizi culinari composti da ottimo pesce di lago fornito dalla Cooperativa Pescatori del Trasimeno accompagnato dai profumati vini di una rinomata cantina di Castiglione del Lago.

 

Michele Sbaragli

 

Sfilando accanto alla struttura del Poggio e proseguendo verso il pontile dei traghetti per il rientro, si passa vicino all’ex casa del custode; qui si può immaginare di vedere Cesarino e Filodelma, che abitavano questi meravigliosi declivi con i loro figli, che per tutto l’anno li avevano a disposizione per giocare, sperimentare e conoscere. Un’intera isola godibile da un pugno di ragazzi fortunati, un sogno per tutti quelli delle loro età. I cinque ragazzi, insieme ai cugini Matteo e Tiziano, tutti e sette isolani, hanno in qualche modo precorso e presagito la naturale e immensa sala giochi scientifica che l’Isola di Einstein ha poi sublimato.
Il traghetto serale ha fatto rientrare a San Feliciano molti degli ultimi scienziati irriducibili; il comandante dell’imbarcazione, Giordano Sportellini, era felice di trasportare tanta gente stancamente soddisfatta che, attraverso l’evento organizzato da Psiquadro, era divenuta partecipe ambasciatrice e promotrice del magnifico e, vista l’ora, dell’ormai sonnecchiante Lago Trasimeno.

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