fbpx
Home / 2023 / Agosto

L’Oasi naturalistica lago di Alviano è un’area naturale protetta, gestita dal WWF Italia, che si trova nella Valle del Tevere.

Oche selvatiche con i piccoli. Foto di Oasi di Alviano

 

Un’oasi felice, soprattutto per gli uccelli migratori. Una zona di sosta fondamentale durante il loro viaggio, ma è anche un luogo di particolare interesse per la nidificazione di numerose specie di uccelli, che lo scelgono come nursery. Si possono contare oltre 200 nidi.

Fenicotteri rosa. Foto di Massimo Biasco

«L’Oasi del lago di Alviano ospita una delle più importanti garzaie d’Italia e nell’ultimo periodo c’è stato un incremento in nidificazioni. Molti uccelli scelgono questo luogo per deporre le uova. Possiamo vantare la presenza di aironi guardabuoi e aironi cenerino, di garzette, di sgarze ciuffetto, di fenicotteri (con circa 50 nidi) e di oche selvatiche, che tornano spesso. Da poco inoltre, la garzaia si è arricchita anche della presenza dell’ibis europeo, la prima volta in Umbria. Ne siamo molto soddisfatti. Senza dimenticare gli stanziali, come la folaga, il falco di palude, il martin pescatore, lo svasso e numerose anatre» spiega Alessio Capoccia, direttore dell’Oasi, che è gestita dalla Fondazione WWF con il supporto operativo della Cooperativa Lympha.

Questo prezioso scrigno di biodiversità – che ha una estensione di circa 900 ettari, suddivisa in una superficie paludosa di circa 500 ettari e oltre 300 di bosco igrofilo (con prevalenza di alberi di ontano nero, pioppo bianco e salice) – non ospita solo uccelli, ma anche numerosi mammiferi. Si possono incontrare volpi, cinghiali, tassi, istrici, ricci e lo scoiattolo europeo; importante è anche la presenza di anfibi, tra i quali spiccano la rana verde, la rana dalmatina, il tritone punteggiato e il raro tritone crestato. Per una rappresentanza a 360 gradi non mancano i rettili, come la biscia dal collare, il cervone, il biacco e l’elusivo orbettino. Tutte queste specie si muovono in una rigogliosa flora che comprende vaste distese di Potamogeton, Najas e Ceratophyllum, mentre tra le piante palustri si possono ammirare iris giallo, carice, scirpo, tifa, giunco e cannuccia di palude.

 

La biscia. Foto di Mauro Apuleo

Didattica e scoperte

Compresa tra i Comuni di Alviano, Guardea, Montecchio (TR) e Civitella D’Agliano (VT), l’Oasi comprende tutti gli ambienti tipici delle zone umide ad acqua dolce: palude, stagno, acquitrini, marcita, bosco igrofilo ed è tra le più estese dell’Italia centrale. Riaprirà al pubblico (dopo la pausa estiva) il 3 settembre per tornare a farsi scoprire da adulti e bambini, con un particolare riguardo per le scuole.
Al suo interno, infatti, è presente un laboratorio didattico per la divulgazione dell’educazione ambientale dove è possibile studiare la vita della palude: è attrezzato di microscopi, telecamere e monitor, cosicché gli operatori possano direttamente far seguire agli studenti tutte le fasi di un’autentica ricerca. Sono disseminati per la palude anche dei capanni d’osservazione per scoprire al meglio la fauna e c’è uno stagno didattico dove si svolgono attività di ricerca.

 

Posti di avvistamento. Foto di Oasi di Alviano

 

«Un nuovo progetto è l’Orienteering Drama organizzato dall’Associazione Ippocampo. Si tratta di una narrazione sonora in 12 tappe per voce, musica e natura. Un percorso di 1,5 km in cui si intrecciano il gioco di orientamento, l’ascolto di una narrazione in cuffia e l’ambiente attraversato. Fanno da punteggiatura le lanterne, ovvero dei QR code disseminati lungo il sentiero che, una volta individuati, raccontano La Lacrima, una fiaba taoista dal Libro delle meraviglie di Béla Balàzs.
È sicuramente una creazione unica e originale, che unisce analogico e digitale, natura e cultura ed è il frutto dell’incontro tra la Cooperativa Lympha, che si prende cura dell’oasi, e l’Associazione Ippocampo» prosegue il direttore. Un luogo magico che racchiude natura, ambiente, ricerca e scoperta… un piccolo consiglio: ottobre è un mese bellissimo per godersi appieno questo posto!

 


Per informazioni: www.oasidialviano.org

Il brustengo è la tipica focaccia di Gubbio, ottima per accompagnare salumi e formaggi. In questa ricetta la proponiamo in abbinamento con il prosciutto crudo di Norcia e il pecorino.

Ingredienti per 4 persone

  • Acqua 200 ml
  • Farina 00 100 g
  • Sale fino q.b.
  • Olio extra vergine d’oliva
  • Prosciutto crudo di Norcia a piacere
  • Pecorino a piacere

Preparazione

Per prima cosa preparare la pastella: aggiungere alla farina un pizzico di sale e dell’acqua fredda a filo agitando energicamente con una frusta per evitare la formazione di grumi, fino a ottenere un composto fluido e omogeneo. Prendere poi una padella antiaderente e versare abbondante olio di oliva. Cuocere circa 10 minuti per lato.
Una volta cotto, scolarlo e adagiarlo su un foglio di carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso. Tagliare il brustengo a spicchi e disporlo su un piatto prima di guarnirlo con pecorino e prosciutto crudo di Norcia (IGP). Servire ben caldo.

Varianti: si possono anche utilizzare delle foglie di rosmarino tritate nell’impasto.

Consigli: per ottenere un impasto più croccante si consiglia di utilizzare acqua frizzante fredda.

 


Fonte: www.umbriatourism.it

Torna Ephebia Festival nei giorni 8 e 9 settembre 2023. Durante le serate del festival i volontari dell’Associazione Ephebia si impegnano a portare nella cornice del Parco Pubblico B. Donatelli (meglio conosciuto come parco dei Pini) a Narni Scalo, un’occasione di condivisione imperdibile.

Un evento inclusivo dedicato alla musica indipendente, un evento, come sempre, ad ingresso interamente gratuito. La prima serata del Festival, Ephebia Roots, è dedicata ad artisti locali: sul palco di Ephebia saliranno infatti Laika Flee!, Il Branco, Ok Bye e Uto,  tutti gruppi che sono parte del panorama musicale umbro, alcuni dei quali presenteranno nuovi inediti e altri si esibiranno per delle attesissime reunion.

Durante la serata del 9 settembre, invece, si esibiranno: Sonoalaska (vincitrice del Lunatika Contest) You (vincitore di Ephebia Contest 2022-2023) Yosh Whale e Studio Murena. Al termine del live set sarà il turno di Dj Blond, ormai nome affermato tra i dj de panorama nazionale.

Il programma di attività delle serate di Ephebia Festival comincia alle ore 18 con attività per bambini e non solo, con la presenza in loco delle associazioni che collaborano con Ephebia rendendola una realtà viva e dinamica sempre impegnata a creare momenti di condivisione per tutti. Essendo anche quest’anno presenti, oltre alle varie attività pre-concerto, le aree dedicate ad artigiani e associazioni e l’area food and beverage, le due giornate si presentano come un momento di incontri che possano coinvolgere al meglio tutto il territorio.

Ephebia è entusiasta e orgogliosa della possibilità di organizzare il festival al Parco dei Pini, il verde del Parco è, infatti, la cornice perfetta per lasciare che, anche quest’anno, germoglino i frutti del lavoro dei volontari dell’associazione. Di fondamentale importanza rimane la rete delle associazioni che sostengono le nostre iniziative, Panpot/Associazione Attenti al Kane e Lunatika in primis, linfa vitale della promozione culturale del nostro territorio.

Ringraziamo il Comune di Narni per l’opportunità, il Sindaco, gli Assessori e tutti i dirigenti e gli impiegati del Comune di Narni che abbiamo incontrato sul nostro cammino.

 

Il programma

8 settembre

Dalle ore 18 apertura stand e inizio attività.

A seguire:

Lika Flee!

Il Branco

Ok Bye

Uto

 

9 settembre

Dalle ore 18 apertura stand e inizio attività.

A seguire:

Sonoalaska

You

Yosh Whale

Studio Murena

DJ set a cura di Blond

 


https://www.facebook.com/ephebia/?locale=it_IT

https://fb.me/e/HaTYm7Ct6

https://www.instagram.com/ephebiafestival/?hl=it

Dopo le due anteprime il Festival torna a Monte del Lago dal 5 al 10 settembre. Il programma completo sarà presentato in conferenza stampa il 28 agosto a Perugia.

Saranno ben due le anteprime (una alla Sala dei Notari di Perugia e l’altra a Villa del Colle del Cardinale) dell’edizione numero dodici del Festival delle Corrispondenze. Doppio appuntamento il 2 e 3 settembre, poi dal 5 settembre il Festival torna nella sua cornice storica: Monte del Lago di Magione.

Venendo alle anteprime. Sabato 2 settembre a Perugia, alla Sala dei Notari, incontro con Corrado Augias che sarà il primo a ricevere il premio, istituito proprio in questa edizione, dal titolo “Le 10 lettere più belle della storia occidentale”. Con lui sul palco il linguista Massimo Arcangeli. Domenica 3 settembre in programma a Villa del Colle del Cardinale l’incontro dal titolo Corrispondenze dalla guerra con Francesca Mannocchi, giornalista e scrittrice e Arianna Ciccone, fondatrice del Festival Internazionale del Giornalismo e di Valigia Blu.

Festival delle Corrispondenze

Come da tradizione (questa è la dodicesima edizione) a settembre torna il Festival delle Corrispondenze, uno degli appuntamenti più attesi al Trasimeno, momento culturale e di approfondimento tra i più importanti in Umbria. Sei giorni (più le due anteprime) di incontri, reading, conferenze e spettacoli per raccontare il mondo attraverso il fascino della scrittura epistolare.

A Monte del Lago di Magione si discuteranno in piazza i temi più dibattuti, controversi e interessanti dei giorni nostri, ma anche la Storia e gli anniversari culturali. L’edizione 2023, in programma da martedì 5 a domenica 10 settembre, vedrà oltre 25 appuntamenti, tutti a ingresso gratuito, tra reading, seminari, tavole rotonde, presentazioni di libri, spettacoli teatrali, lezioni e approfondimenti. Non mancheranno passeggiate letterarie, laboratori e appuntamenti per i più piccoli.

Nato nell’ambito del Premio letterario nazionale Vittoria Aganoor Pompilj, riservato a lettere e carteggi, l’evento si è costruito negli anni una veste unica, unendo in maniera inedita dibattito sull’attualità, analisi storico-sociologica e letteratura attraverso lettere e corrispondenze.


Il programma completo sarà presentato in conferenza stampa il 28 agosto a Perugia.

Il Festival delle Corrispondenze è organizzato e promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Magione. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.

Dire a un pianista: «suoni come un bambino» è diventato un grande complimento, dopo aver ascoltato le esibizioni dei ragazzi e delle ragazze al TIMM Todi International Music Master.

È stato indimenticabile veder suonare dei virtuosi la cui età oscilla tra 10 e 18 anni. La musica elettronica ci ha disabituato ad ascoltare i solisti, ci ha disabituato ad ascoltare i grandi musicisti del passato – da Beethoven a Chopin e Mozart – e ci ha disabituato a vedere mani che si muovono così veloci da fare fatica a seguirle. Le attuali tastiere elettroniche hanno un suono che si avvicina molto a quello del pianoforte, però una tastiera messa in una grande sala da concerto è una cosa piccolina mentre lo Steinway a coda, nero lucido, col coperchio aperto e le ruote bloccate, riempie da solo la sala, si impone e intimorisce chi come me non sa suonare. Se guardo una tastiera elettronica penso che non sia necessario saper leggere uno spartito, al suo interno ci sono tanti programmi che aiutano e danno l’illusione di essere musicisti. Il pianoforte a coda non perdona, pretende di essere suonato da chi la musica la conosce bene e solo allora libera la sua magia. Suonare un pianoforte a coda ha i suoi riti.
Il pianista arriva, saluta il pubblico. Poi si siede e regola l’altezza del seggiolino. Controlla la distanza dalla tastiera e dai pedali. Quindi, mani posate sulle gambe, si concentra. Sul piano non ci sono spartiti. Tutti suonano a memoria. Poi inizia. Le mani volano sulla tastiera, l’attraversano tutta, si inseguono, si superano, tempestano i tasti, poi si acquetano. Arpeggi, note ribattute, ritmo, interpretazione, tutto il repertorio pianistico è nelle dita di questi giovani interpreti.

 

Parker Wolf con il diploma

 

Questi pianisti si possono paragonare ai piloti di F1, solo che loro non hanno davanti un’automobile, ma un grande pianoforte a coda che dominano con perizia da professionisti. La sera della chiusura del Festival ho visto Parker Wolf (13 anni), che avevo già intervistato, vincere una borsa di studio. Quando ci siamo salutati gli ho chiesto un parere su queste due settimane intense di musica e mi ha detto che la sua esperienza in TIMM è stata davvero molto piacevole. Si è divertito a imparare da tanti maestri diversi e si è fatto degli amici. Le lezioni sono servite a farlo migliorare e lo hanno fatto uscire dalla sua nicchia di sicurezza. Suonare con l’orchestra è stata una sfida per testare le sue capacità di affrontare una novità così impegnativa e mettere in atto quello che gli avevano insegnato. Spera di poter essere qui anche il prossimo anno per affinare ulteriormente le sue capacità.
Il direttore artistico Antonio Pompa Baldi mi diceva che questi ragazzi la mattina fanno la loro prima prova con l’orchestra e la sera, in concerto, mostrano già dei miglioramenti. Insomma è una pozione magica, come quella di Asterix, che miscela studenti bravi, insegnanti molto capaci, un’orchestra disponibile e tanta voglia di migliorare.

La 56ª edizione del Festival delle Nazioni è dedicata all’Italia e si inquadra nel progetto triennale che vede esplorare la cultura musicale di nazioni che lasciarono una eredità culturale e linguistica nei territori conquistati nel periodo coloniale.

 

Fino al 7 settembre a Città di Castello va in scena il Festival, in cui non è solo la musica a regnare. Questa 56esima edizione è dedicata all’Italia e a una sua produzione musicale in parte rimossa nella memoria collettiva, in quanto celebrativa di avventure coloniali che per la loro crudezza stesero un’ombra sulla storia dello Stato italiano.
Anche per questo la produzione musicale, che vide coinvolti tutti i più grandi compositori italiani – tranne pochissime eccezioni – che agirono fra le due guerre, è rimasta finora poco esplorata.
Nel decennio precedente alla Seconda Guerra mondiale furono organizzate numerose manifestazioni e concorsi cui parteciparono sia come compositori che come giurati i più importanti autori italiani: Alfano, Cilea, Zandonai, Pedrollo, Malipiero, Pizzetti, Mascagni ed altri, con musiche per film, brani sinfonici e cameristici dai titoli suggestivi echeggianti immagini e avventure, in realtà poco gloriose, che comunque rimangono interessanti dal punto di vista storico e linguistico.
Vi saranno anche testimonianze musicali e letterarie della resistenza etiope dell’epoca, e un originale concerto di musica reggae di Alborosie, interprete italiano di questo genere musicale, riconosciuto internazionalmente che ci porterà a conoscere la cultura rastafari che si ispira proprio all’eroe della resistenza al colonialismo, Hailé Selassié.
Il secondo filone su cui si dipana la programmazione di quest’anno riguarda invece i giovani interpreti italiani che si stanno affermando a livello nazionale e internazionale, come Alexander Gadjiev (di Gorizia) vincitore del secondo premio al famosissimo Concorso Chopin di Varsavia nel 2021 e il violinista Giuseppe Gibboni (di Salerno) vincitore del Premio Paganini nel 2021. Accanto a loro ascolteremo nuovi talenti, promettenti brillanti carriere, che si esibiranno in un repertorio romantico e tardo romantico italiano ed europeo.

Valentino Martinelli, storico dell’arte, pubblicò nel periodico “Storia dell’Arte” n. 19 del 1973 un saggio sulla presenza di Giotto ad Assisi.

L’unico documento che testimonia la presenza di Giotto ad Assisi si trova nell’Archivio Storico Comunale di Bevagna e fu scoperto nell’ottobre dello stesso anno da don Mario Sensi, il quale dava riservata notizia e indicazione del documento notarile a p. C. Cenci, noto studioso di documenti d’archivio francescani. Il Martinelli fornisce la collocazione del documento a: «Bevagna archivio storico comunale. Protocollo di Giovanni Alberti (1303-1317). Frammento E, c. 13v. Assisi ,1309, gennaio 4».

Il documento è un atto estratto dal «liber sive quaternus rogationum protocollorum scriptorum» di mano del notaio Giovanni Alberti di Assisi, che attesta come ad Assisi il 4 gennaio 1309 alla presenza dello stesso notaio rogante Giovanni Alberti, testimoni Lippo di Tomasuccio e Finuccio Gilioli, Iolo Giuntarelli dava quietanza e dichiarava piena soddisfazione a Palmerino di Guido, stipulante per sé e per Giotto di Bondone da Firenze, per la somma di cinquanta libbre di denari cortonesi, che gli erano dovuti a causa di un prestito, il cui strumento di mano del notaio Bene Passari veniva così annullato con tutte le relative promesse di rito e garanzie di legge da parte del creditore, con le quali si conclude l’atto notarile.

La carta d’archivio menziona, quindi, chiaramente e per esteso, il nome di Giotto di Bondone da Firenze e la identificazione con il grande pittore fiorentino è provata dalla diretta ed esplicita indicazione del nome, della esatta paternità e della sua città di provenienza.

Accettando tale deduzione ne consegue che Palmerino di Guido era probabilmente un pittore locale e, comunque già attivo in Assisi da molto tempo. Che tale nome si trovi nell’atto notarile del 1309 accanto a quello di Giotto di Bondone da Firenze rafforza la convinzione che si tratti proprio di due pittori: l’uno, forse umbro, e l’altro il famoso Giotto da Bondone, verosimilmente associati insieme in quegli anni in un’impresa pittorica in Assisi.

Il notaio Giovanni Alberti fino al 1316 stipulava ancora regolarmente nella sua abitazione nella piazza del Comune di Assisi. Dopo il 1316 egli non si trovava più in Assisi bensì a Limigiano, una frazione del Comune di Bevagna, dove si era rifugiato in seguito al bando da Assisi, probabilmente per aver aderito alle rivolte ghibelline. Stabilitosi a Limigiano, l’Alberti vi esercitava la funzione di notaio, probabilmente con buoni proventi dato che nel dicembre del 1339 acquistava per sé i suoi eredi un terreno nel distretto di Limigiano. Ai tempi dell’Alberti la frazione di Limigiano faceva parte della giurisdizione amministrativa di Assisi e con il passaggio del suo territorio da Assisi a Bevagna (nel 1827 Limigiano viene annesso a Bevagna, con cui rimarrà sino all’unità d’Italia, per poi diventarne una frazione) tutto il materiale documentario entrò a far parte dell’Archivio Storico Comunale di Bevagna.

 


Fonti

Valentino Martinelli: “Storia dell’arte n. 19. 1973”

Dante, Purgatorio, XI, vv. 94-96.

Giorgio Vasari, “Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architettori

Nell’ambito della rievocazione Baglioni una presenza a Bastia Umbra che si terrà nel centro storico il 25, 26, 27 agosto, è possibile ancora prenotare la partecipazione al Banchetto rinascimentale che si terrà il giorno 27 agosto alle ore 20,30, dopo il piccolo corteo storico in costume per le vie del Centro, presso i giardini della Rocca Baglioni a Bastia Umbra, con un catering specializzato per rivivere la magica atmosfera del rinascimento. La serata sarà animata dal gruppo musicale Anonima Frottolisti e dal gruppo Danze rinascimentali Ninphaetatis di Assisi che evocheranno emozioni e sensazioni legate alla presenza dei nobili Baglioni a Bastia Umbra.

 

 

L’iniziativa è stata realizzata dal Comune di Bastia Umbra con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio Perugia e con il patrocinio della Regione dell’Umbria. Nel corso della serata sarà distribuito un omaggio a tema rinascimentale a tutti gli ospiti partecipanti. Per prenotare e avere informazioni aggiuntive sul costo della cena, chiamare la Pro Loco di Bastia Umbra al numero 075 8011493  oppure ufficio cultura 075 8018252 – segreteria Sindaco 075  8018203 – 8018318.

Vi ricordiamo inoltre il convegno sulla presenza dei Baglioni a cura del Prof. Alessandro Delpriori, l’aperutra della Mostra della ceramica presso la sala espositiva del Monastero, la visita alla Biblioteca del Monastero e  lo spettacolo di danza Moderna “Novilunio” della compagnia di danza Free Fall Dance il giorno 25 agosto ore 21:30 presso la piazzetta del Monastero Benedettino, ispirato alla famiglia Baglioni.

Sabato sera, 26 agosto, ci sarà il mercatino degli oggetti antichi,  pittori in piazzetta Umberto I e alle ore 19,30 una degustazione gratuita di prodotti tipici rinascimentali in via Garibaldi. A seguire si potrà fare una visita guidata della chiesa di Santa Croce a cura di Carlo Bizzarri e alle ore 21,30 si potrà assistere allo spettacolo di giullari e fuoco in piazza Mazzini con Accademia Creativa.

 


Per prenotazioni e informazioni chiamare lo 075 8018203/250/221

Filo conduttore di questo 2023 “Storie dall’acqua e dalla terra”. Narni torna indietro nel tempo con quattro giornate tra eventi ludico-culturali, mercato di arti e mestieri, seminari, ambientazioni animate, spettacoli e momenti musicali. Per l’occasione saranno riaperte le taverne e i forni dei tre Terzieri di Mezule, Fraporta e Santa Maria.

Al via dal 31 agosto al 3 settembre a Narni l’edizione 2023 del Festival delle Arti del Medioevo che arriverà ad animare il centro storico sotto il filo conduttore Storie dall’acqua e dalla terra con un programma ricco tra conferenze, mercato di arti e mestieri, spettacoli, musica, workshop di sartoria storica, teatro medievale, danza medievale e cornamusa (iscrizioni a partire dal fine settimana sul sito della Corsa all’Anello), scene trecentesche per rivivere spaccati di vita animati dell’epoca. Queste solo alcune delle proposte in calendario. Prevista anche la riapertura delle tipiche osterie dei Terzieri per deliziare i palati, banchetti medievali e degustazioni a tema.

I workshop, che prenderanno il via durante la quattro giorni, sono frutto del percorso intrapreso dall’Università del Medioevo Ricostruito nel 2022 e saranno diretti da Sara Piccolo Paci (lab di sartoria medievale), Andrea Mengaroni (lab di teatro medievale), Matteo Nardella (lab di cornamusa) e Maria Cristina Esposito (lab di danza medievale).

IL PROGRAMMA

Giovedì 31 agosto

alle 17.30 in piazza dei Priori Chiamata alla Festa, spettacolo itinerante nei Terzieri fra teatro dell’arte e teatro di strada, di e con Stefano de Majo. Un mirabolante menestrello, accompagnato dall’Ensemble Histriones Carbij, condurrà il pubblico lungo le vie della città narrando amori, poesie e gesta cavalleresche senza tempo

alle 18 nella sala ex Refettorio di palazzo dei Priori “Tra uomini e acque: la wetland archaeology tra i laghi reatini e la conca ternana. Fattori ambientali e ragioni storiche sulle dinamiche del popolamento protostorico velino e nerino”, conferenza con Carlo Virili, archeologo del dipartimento di Scienze dell’antichità di Sapienza Università di Roma, che dialogherà con Eleonora Mancini, archeologa e specialista Beni demoetnoantropologici

alle 21.30 alla Loggia di piazza dei Priori Fabio Ronci presenta Sanktus Gambrinus e il dono della birra, degustazione guidata di birra a cura del produttore Federico Varazi e Giovanni Ridolfi. Progetto Grani Antichi, Molino Spilaceto dal 1927

 

Venerdì 1 settembre

Eventi in occasione della Giornata mondiale per la cura del Creato (che segna l’inizio del Tempo del Creato e si conclude il 4 ottobre con la festa liturgica di San Francesco)

alle 17 alla Loggia dei Priori Io, Francesco e Giotto, spettacolo per bambine e bambini di Andrea Mengaroni , con Giullare Silvestro

alle 17.15 e alle 18.15 visite guidate alla chiesa di San Francesco a cura dell’associazione Paideia

alle 17.30 alla sala ex Refettorio di palazzo dei Priori Nel seno della mia candida Nera… il ruolo identitario del fiume nella cultura letteraria. Maria Lusi dell’Università di Bologna – Campus di Ravenna dialoga con Eleonora Mancini, archeologa e specialista Beni demoetnoantropologici

alle 18 all’auditorium Bortolotti del complesso di San Domenico Inaugurazione di Misteri del cosmo, mostra di opere sull’universo di Tonino Scacciafratte, “Eclissi”, installazione d’arte di Stefano Sevegnani e “Grande immensa vita”, installazione d’arte di Carmine Leta. Evento nell’ambito della terza edizione del Festival dell’ecologia integrale e dell’astronomia

alle 18.30 alla chiesa di San Francesco Laudato si’, mi Signore per sora nostra madre terra…, conferenza con la dottoressa Delfina Ducci, ricercatrice e autrice di saggi di carattere storico, letterario, artistico e con Padre Pietro Messa della Pontificia Università Antonianum, che dialogheranno con Don Sergio Rossini, parroco di Narni

alle 19.30 alla chiesa di San Francesco monologo di Delfina Ducci Io Francesco Giullare di Dio con Andrea Mengaroni. A seguire, proiezione del video sul Cantico delle Creature di Giorgio Sebastiani, a cura di associazione Paideia

alle 20 all’Orto di poca considerazione di palazzo dei Priori degustazione di vini dell’azienda Castello Patrizi di Montoro

alle 21.30 in piazza Galeotto Marzio Cantica Nova, concerto dell’Ensemble Musicanti Potestatis: Benedetta Bocchini (mezzosoprano), Federica Bocchini (mezzosoprano), Danilo Tamburo (tenore, oud, symphonia, trombone), Lorenzo Lolli (baritono, salterio, percussioni), Mario Lolli (liuto, oud), Ilaria Lolli (mezzosoprano), Matteo Nardella (cennamella, flauto doppio, flauto con il tamburino), Giacomo Silvestri (cennamella, gaita)

 

Sabato 2 settembre

A partire dalle 10 al parcheggio del Suffragio, al Chiostro di Sant’Agostino, in via Cairoli, via San Giuseppe, Orto di Poca Considerazione, Loggia dei Priori e piazza dei Priori Viaggio nel Tempo… passeggiando nel Medioevo, ricostruzione di un accampamento e di un ambiente medievale a cura della Compagnia de la Fiera del Terziere Santa Maria. Allestimento di banchi, artigiani, artisti, workshop, guerriglie, danze, giochi medievali, viandanti di ogni tipo tra i quali giullari, attori, menestrelli, poeti, giocolieri e pittori.

dalle 10.30 alle 13 all’Ala diruta del chiostro di Sant’Agostino … Quae vulgo dicitur Barbara, laboratorio di cornamusa aperto al pubblico a cura di Matteo Nardella

dalle 10 alle 18 a palazzo dei Priori Dalla terra al cielo – cuffie, cappucci, veli e cappelli: copricapo tardo trecenteschi da uomo e da donna, laboratorio di sartoria storica a cura di Sara Piccolo Paci. Programma: dalle 10 alle 13 alla sala Ex-Refettorio introduzione all’argomento; dalle 13 alle 14 pausa; dalle 14 alle 18 nella sede dell’Associazione Corsa all’Anello workshop sartoriale

dalle 10.30 alle 23 alla Loggia dei Priori e in piazza dei Priori La Fucina delle Arti e dei Mestieri, seminari di Arti Meccaniche, didattica sulle arti medievali e antichi mestieri e mercato medievale

dalle 11 alle 20 all’Orto di poca considerazione di palazzo dei Priori Ad Ludum Descendo, giochi per bambine e bambini dall’Età di Mezzo ad oggi, a cura di IoGiocoOvunque Ludobus

dalle 11 alle 23 in piazza dei Priori C’erano una volta due giostrine di legno… a cura di Mastri nel tempo

alle 11.30 lungo le vie e le piazze dei Terzieri spettacolo itinerante Sonambulos con Claudia & Pablo (tre le repliche durante la giornata)

dalle 16 alle 19 al chiostro di Sant’Agostino e alla Loggia dei Priori (biglietteria) Ambienti medievali animati nei tre Terzieri: Mezule Ospedale e Lanaiolo, Fraporta Ceraiolo e Falegname, Santa Maria Armaiolo e Speziale. Ingresso libero fino ai 12 anni, contributo minimo euro 6 per le successive fasce d’età. Il contributo raccolto verrà interamente devoluto alla manutenzione e conservazione degli ambienti dei terzieri

alle 16.30 al chiostro di Sant’Agostino spettacolo itinerante di danza a cura della Compagnia Medievale di Todi

alle 17.00 lungo le vie e le piazze della città spettacolo musicale itinerante dell’ensemble Histriones Carbij

alle 17.30 al chiostro di Sant’Agostino L’arte della guerra, spettacolo della Compagnia de la Fiera del Terziere di Santa Maria: dai racconti del mestiere delle armi con duelli messi in atto con spade, scudi, coltelli, picche, lance, vestizione dei cavalieri, spade infuocate e vessilli fino a raccontare miti e leggende medievali animando le piazze con particolari e mai viste coreografie che evocano le antiche moresche con bandieroni e lance

alle 18.30 alla sala ex Refettorio di palazzo dei Priori Ippocrasso: storia di una bevanda speziata, conferenza a cura della dottoressa Sandra Ianni, storica della gastronomia e saggista, e del dottor Marco Sarandrea, erborista, fitopreparatore e socio fondatore e docente dell’Accademia delle Arti Erboristiche: origini e curiosità sulla bevanda, preparazione e degustazione dell’Hypoclas con pasticceria medievale secca

alle 21.30 in piazza Galeotto Marzio Alchimia, spettacolo a cura della Compagnia Materiaviva Performance, ispirato al mistero delle ricerche alchemiche medioevali

 

 

Domenica 3 settembre

A partire dalle 10 al parcheggio del Suffragio, al Chiostro di Sant’Agostino, in via Cairoli, via San Giuseppe, Orto di Poca Considerazione, Loggia dei Priori e piazza dei Priori Viaggio nel Tempo… passeggiando nel Medioevo, ricostruzione di un accampamento e di un ambiente medievale a cura della Compagnia de la Fiera del Terziere Santa Maria. Allestimento di banchi, artigiani, artisti, workshop, guerriglie, danze, giochi medievali, viandanti di ogni tipo tra i quali giullari, attori, menestrelli, poeti, giocolieri e pittori

dalle 10.30 alle 23 alla Loggia dei Priori La Fucina delle Arti e dei Mestieri, seminari di Arti Meccaniche, didattica sulle arti medievali e antichi mestieri e mercato medievale

dalle 11 alle 13 in centro storico Ambienti medievali animati nei tre Terzieri: Mezule Ospedale e Lanaiolo, Fraporta Ceraiolo e Falegname, Santa Maria Armaiolo e Speziale. Ingresso libero fino ai 12 anni, contributo minimo euro 6 per le successive fasce d’età. Il contributo raccolto verrà interamente devoluto alla manutenzione e conservazione degli ambienti dei terzieri

dalle 11 alle 20 all’Orto di poca considerazione di palazzo dei Priori Ad Ludum Descendo, giochi per bambine e bambini dall’Età di Mezzo ad oggi, a cura di IoGiocoOvunque Ludobus

alle 11.15 lungo le vie e le piazze della città spettacolo musicale itinerante dell’ensemble Histriones Carbij

alle 11.15 alla sala ex Refettorio di palazzo dei Priori Proprietà, circolazione e sfruttamento della terra nella Narni tardomedievale, conferenza a cura di Paolo Pellegrini, vicepresidente Centro Studi Storici di Narni, introduce Eleonora Mancini, archeologa e specialista Beni demoetnoantropologici

alle 11.30 lungo le vie e le piazze dei Terzieri spettacolo itinerante Sonambulos con Claudia & Pablo (tre le repliche durante la giornata)

dalle 11.30 alle 16.30 in piazza San Francesco e al chiostro di Sant’Agostino (Ala diruta) Con festevole & onesto danzare, laboratorio di danza antica a cura di Maria Cristina Esposito. Programma: dalle 11.30 alle 13.30 Danze antiche in piazza San Francesco; dalle 13.30 alle 14.30 pausa; dalle 14.30 alle 16.30 – Danze antiche in costume al chiostro di Sant’Agostino (Ala diruta)

dalle 16 alle 19 Sora nostra Matre Terra, laboratorio aperto di teatro medievale a cura di Andrea Mengaroni. Programma: dalle 16 alle 17 nell’atrio di palazzo Comunale e dalle 17.15 alle 19 all’Ala diruta del chiostro di Sant’Agostino

alle 16 spettacolo itinerante di danza a cura della Compagnia Medievale di Todi

alle 17 in piazza Galeotto Marzio Musicorum spectaculum, spettacolo dei musici dei Terzieri della Corsa all’Anello di Narni e di alcuni dei più importanti gruppi musici delle rievocazioni storiche dell’Umbria

alle 21.30 al chiostro Sant’Agostino Spettacolo di lame infuocate e danze medievali combattimenti scenici a cura della Compagnia de la Fiera del Terziere di Santa Maria e danze della Compagnia Medievale di Todi

alle 23 in contemporanea tra piazza dei Priori, chiostro di Sant’Agostino e le piazze dei tre Terzieri Rito di chiusura. Volo delle lanterne alle quali saranno affidati i ricordi, la meraviglia e le suggestioni di questa edizione, nonché l’auspicio di realizzarne una altrettanto emozionante nel 2024

 

I WORKSHOP

Laboratorio di Sartoria Storica a cura di Sara Piccolo Paci (max 60 partecipanti) – Il Trecento è il grande secolo del cappuccio: declinato in mille varianti è indossato però con sfumature e significati molto diversi, di cui non sempre siamo oggi consapevoli. Il Trecento vede anche moltissimi altri modi di ornare la testa, sia per gli uomini come per le donne, che includono cappelli, berrette e velami di vario genere. Il copricapo, nelle sue diverse accezioni di cappello e acconciatura, costituisce uno dei più caratteristici e distintivi elementi dell’abbigliamento umano, in ogni epoca e luogo. Forse per questo risulta difficile tracciarne con precisione varianti, limiti e significati. Inoltre, esso risponde a regole tanto globali e generali quanto specifiche e particolari. Tra 13esimo e 16esimo secolo, il copricapo diventa un’espressione molto specifica dello status sociale di ciascuno. Nel workshop si cercherà di capire chi indossasse cosa e si proverà a realizzare uno o più copricapi, facendo attenzione alle forme, ai materiali, ai significati di ciascuno.

Laboratorio di teatro medievale a cura di Andrea Mengaroni (massimo 20 partecipanti) – Il lab sarà diviso in due parti. Una parte teorica, durante cui si affronterà la figura dell’attore, soffermandosi sul verso, la metrica, il corpo come “foglio bianco”, la voce (l’importanza della maschera e la respirazione diaframmatica), la fantasia (il “gioco del far Finta”) per arrivare all’atto della recitazione. Una parte pratica legata al testo “de Aqua loquendo”, che porterà poi alla realizzazione di uno spettacolo finale.

Laboratorio di cornamusa a cura di Matteo Nardella (massimo 8 partecipanti) – Il corso di cornamusa sarà basato sullo studio della tecnica dello strumento, in base alle necessità e al livello degli studenti. Le danze monodiche del repertorio medievale europeo, dai saltarelli ai balli di Domenico da Piacenza, i conductus ed i brani processionali di musica spagnola, verranno affrontati durante le lezioni, che saranno articolate tra momenti di pratica individuale per perfezionare il controllo dello strumento e di musica di insieme, cercando di sperimentare in gruppo tra eterofonia e forme di polifonia “rustica”.

Laboratorio di danza medievale a cura di Maria Cristina Esposito (massimo 60 partecipanti) – Coreografie originali e in stile con riferimento al tema dell’acqua bene comune, come definito nelle Metamorfosi di Ovidio “Usus communis aquarum est” (Metam. VI, 349), in attinenza al tema generale del progetto teatrale 2022/2023. Pratica delle tecniche e degli stili di danza di epoca tardo medievale, con particolare riguardo alle danze di repertorio italiano e francese, ricostruite sulla base delle fonti dell’epoca e riproposte in funzione teatrale in collaborazione con i laboratori di teatro, costumi e musica.

 

TAVERNE E FORNI

Mezule: Osteria del pozzo (piazza Pozzo della Comunità) sia all’esterno che all’interno con i piatti tipici della tradizione arnese. Apertura dal 31 agosto al 3 settembre a partire dalle 18, sabato e domenica anche a pranzo. Info e prenotazioni: Simone 329 068 0889 – Giulio 348 335 3190.
Forno (vicolo Aspromonte) aperto dal 31 agosto al 3 settembre dal pomeriggio in poi con la vendita della tradizionale focaccia e del pane. Nei vicoli delle Stranezze sarà possibile mangiare la focaccia farcita. Info e prenotazioni: Vittoria 328 714 8859

Fraporta: Il Banchetto di Medeluccia (chiostro di San Francesco) sabato 2 settembre a partire dalle 20.30 fedele riproposizione di un banchetto medievale con pietanze dai ricettari originali e animazione a tema. Prenotazione obbligatoria entro il 29 agosto al numero: 348.3418989. Costo banchetto euro 40, disponibilità massima 40 posti. Per informazioni: info@fraporta.it

Santa Maria: Taberna degli anelli (piazza XIII Giugno) immersa nel cuore del terziere offre piatti dal gusto ricercato, specialità locali e ottimi vini. Ampio spazio all’aperto, orari di apertura: venerdì primo settembre a cena, sabato 2 settembre pranzo e cena, domenica 3 pranzo. Info e prenotazioni: 334.9487756
Forno e arrosticini (via Mazzini) con tradizionale pizza bianca e variamente farcita, arrosticini e bevande. Apertura dal 31 agosto al 3 settembre a partire dalle 18, sabato e domenica anche a pranzo.

 


Sito ufficiale www.corsallanello.it

  • 1