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L’Umbria Film Festival porterà il cinema in piazza dal 5 al 9 luglio, ma non si limiterà certo alle sole proiezioni cinematografiche: un ricco calendario di eventi culturali animerà Montone nei giorni del Festival: come sempre il meglio del cinema internazionale e nazionale si accompagnerà a concerti, momenti di scoperta e arte.

Una 27/a edizione, quella dell’Umbria Film Festival (5-9 luglio) in arrivo a Montone, sempre più al femminile. A partire dalle due ospiti: la regista iraniana Sepideh Farsi, che il 7 luglio presenterà personalmente in prima visione italiana il suo primo film d’animazione “La sirene”, e l’attrice cantante danese Trine Dyrholm che con il film “La comune” (sabato 8 luglio) di Thomas Vinterberg ha vinto l’Orso d’Argento a Berlino per la migliore interpretazione femminile.

Le due giovani direttrici artistiche sono Teresa Mignolli e Rachele Parietti, che hanno sostituito Vanessa Strizzi che ha chiesto un anno di pausa. Donne anche la presidente dell’associazione Festival Chiara Montagnini, la produttrice della manifestazione Alessia Brunelli e l’80% dello staff, come ha sottolineato anche il direttore della sede Rai dell’Umbria (partner dell’evento) Giovanni Parapini nel suo intervento alla conferenza stampa di presentazione, a Perugia.

Come ogni anno le serate del Festival verranno aperte dalla competizione di corti per bambini, giudicati da una giuria di giovanissimi.
Apertura il 5 luglio con il film ucraino “Luxenburg, Luxenburg” di Antonio Lukich. Il 6 luglio sarà la volta di “Blue Jean” di Giorgia Oakley. Grande attesa poi per la proiezione il 7 luglio per il film di animazione dell’iraniana Sepideh Farsi “La sirene” ambientato ad Abadan, capitale dell’industria petrolifera, che nel 1980 resistette all’assedio iracheno.
Sabato 8 vedrà la presenza sul palco di piazza San Francesco di Trine Dyrholm, eclettica attrice danese e poi la proiezione del suo film pluripremiato “La comune”.
La chiusura del Festival è stata affidata al film americano “War pony” delle due giovani registe emergenti Gina Cammel e Riley Keough.

 

 

Due poi i giorni dedicati al Concorso per giovani autori italiani “AmarCorti” (7 e 8 luglio), alla sua terza edizione.
Ad arricchire il programma anche eventi collaterali. Tutti gli spettacoli sono gratuiti ma gli organizzatori consigliano la prenotazione attraverso il sito umbriafilmfestival.com.

Undici le opere che saranno esposte: le Queen e il Perugino. La sua personale itinerante, denominata “London MaMo’s Exhibition Zone”, animerà alcuni dei luoghi di business e cultura di Londra fino al prossimo dicembre.

Le opere di Massimiliano MaMo Donnari volano in Inghilterra. Ben 11 dei lavori realizzati dall’artista perugino daranno vita ad una personale di arte contemporanea, denominata London MaMo’s Exhibition Zone, che animerà alcuni dei luoghi di business e cultura di Londra fino al prossimo dicembre. Le opere, le Queen e il suo recente Perugino, saranno presentate il mese prossimo al cinquantesimo piano dell’iconico grattacielo One Canada Square, il più alto del quartiere finanziario di Londra. Il tutto è stato reso possibile grazie al patrocinio della Regione dell’Umbria, del Comune di Perugia e dell’Università per Stranieri di Perugia. Di grande rilievo anche i prestigiosi marchi umbri che hanno sposato l’evento come Birra Flea Società Agricola ed Opera Morlacchi.

Un evento esclusivo e unico nel suo genere che non poteva non essere presentato in una location che materialmente fa da tramite tra Perugia e la capitale inglese. Infatti, la conferenza stampa si è tenuta, moderata dal giornalista Luca Ginetto, presso l’Aeroporto internazionale dell’Umbria “San Francesco d’Assisi” alla presenza di istituzioni, sponsor e amici dell’artista.

 

 

“Circa un anno fa – ha raccontato MaMo – mi ha contattato Paolo Taticchi, ordinario di strategia aziendale presso la University College London, per realizzate il primo Nft, una sorta di certificato ‘di proprietà’ su opere digitali, che è stato un successo e poi mi ha lanciato la sfida di realizzare questa mostra. Sfida che ho accettato con l’aiuto di Maria Rosi. Stanno partendo in queste ore le opere, tutte versioni della mia Queen, che saranno in mostra a Londra fino a dicembre, con probabile proroga a marzo. Ma il legame con l’Umbria sarà ancora più forte perché porterò anche il mio Perugino, per celebrare i 500 anni dalla sua morte”.

“Sono onorato di avere Mamo tra i miei cittadini. Grazie a lui – ha dichiarato anche il sindaco di Perugia Andrea Romizi – abbiamo l’occasione di promuovere il nostro territorio e la nostra regione. Non possiamo non sostenere questa nuova avventura che porterà a Londra non solo le sue Queen ma anche il nostro Perugino. Ha avuto un’ottima idea a volerlo promuovere”.

E’ intervenuta anche Michela Sciurpa, amministratore unico di Sviluppumbria: “In questi anni Sviluppumbria ha voluto ampliare la propria operatività per essere il braccio operativo della Regione soprattutto per la promozione di questo bellissimo territorio. Valorizzare l’aeroporto è giusto, in quanto simbolo e modalità per immediata per far uscire dall’isolamento l’Umbria”.

“L’Università per Stranieri ultimamente ha rifatto un po’ di giri in varie nazioni e la Gran Bretagna è una delle più importanti per noi. In questo contesto sono certo che le opere di Mamo daranno un contributo per valorizzare la nostra arte contemporanea, meno nota all’estero. Da parte nostra promuoveremo l’evento attraverso i nostri canali”, ha detto anche Rolando Marini, pro rettore dell’Università per Stranieri di Perugia. Il professor Paolo Taticchi, non essendosi potuto collegare online, ha inviato un videomessaggio in cui ha dichiarato che il “progetto non è solo importante per l’artista ma è un’occasione per la promozione dell’Umbria, visto che sarà presente anche il quadro del Perugino. Si tratta di una mostra itinerante: le opere saranno esposte in occasioni ed eventi importanti di business ed arte di Londra”.

 

Le opere di MaMo

 

Le rivisitazioni iconiche di MaMo piacciono a molti. A darne prova anche la presenza di Teresa Severini, presidente dell’Associazione Perugia 1416, evento a cui l’artista ha dedicato una sua opera incentrata sulla figura del condottiero Braccio Fortebracci. “MaMo è un pensiero positivo. Nei suoi lavori e personaggi – ha detto Severini – riesce ad immaginare l’inimmaginabile. Ha una visione onirica a cui pensare. Le sue Queen, mai irriverenti, sono le nostre amiche. E la sfida di realizzare un Braccio Fortebracci unico, esposto nei giorni della nostra manifestazione in uno dei luoghi più prestigiosi del centro storico, è stata vinta”.

Marco Daniele Tirilli di Opera Morlacchi: “Abbiamo voluto partecipare a questa iniziativa per il livello culturale del progetto. Speriamo che questo sia solo l’inizio di una collaborazione proficua”.

Di contaminazione delle varie realtà e di sinergia vincente ha parlato pure Maria Rosi mentre Angelo Pieraccini, in rappresentanza di Sase, ha detto: “Siamo onorati di ospitare questo evento. Siamo partiti nel 2007 con primo collegamento proprio con Londra. Ad oggi ne abbiamo 1 al giorno e sono tutti sempre pieni, a dimostrazione di quanto è stretto il legame tra la nostra regione e Londra”.

A margine della conferenza stampa MaMo ha donato a Pieraccini il “Generale della Musica”, manifesto dell’edizione 2019 di Umbria Jazz, che resterà esposto in aeroporto e che ha sancito ufficialmente il sodalizio artistico ed umano tra Perugia e Londra. Un omaggio di benvenuto a coloro che faranno tappa in Umbria, sperando che sia di buon auspicio, di un flusso turistico meritatamente sempre più crescente, anche grazie a questa “eccellenza” ospitante.

«Luca Signorelli ebbe un rapporto speciale con l’Alto Tevere, a cui ha lasciato alcune delle sue opere più belle e conosciute. Sebbene visse e morì a Cortona, Città di Castello e la Valle del Tevere divennero una seconda casa per l’artista». Così scrive Tom Henry, professore di Storia dell’Arte all’Università di Kent, considerato uno dei maggiori esperti al mondo delle opere del maestro cortonese.

La Pinacoteca di Città di Castello (della quale abbiamo parlato in un precedente articolo) è solo il punto di partenza per scoprire le opere di Luca Signorelli, distribuite tra i diversi borghi dell’Alta Valle del Tevere. Il pittore – tifernate ad honorem – ha lasciato molte tracce del suo passaggio e, nel 2023 in occasione dei 500 anni dalla sua morte, un percorso celebrativo riunisce le undici opere visibili con un unico biglietto (fino a dicembre 2023) grazie all’unione di otto comuni, una diocesi e oltre 20 musei.
La prima tappa alla scoperta della Valle del Signorelli è al Museo diocesano di Città di Castello dove, nel suggestivo salone gotico, è esposta una pregevole tavola di scuola signorelliana datata 1492, che rappresenta la Madonna in trono con Bambino, San Girolamo e il beato Colombini da Siena. Anche nell’ex chiesa di San Giovanni Decollato – sempre a Città di Castello – sono presenti due dipinti attribuiti alla sua scuola. Se ci spostiamo nella frazione di Morra, invece, nel piccolo oratorio di San Crescentino Signorelli realizzò, intorno al 1507, un ciclo di affreschi ispirati al tema della Passione di Cristo; didascalica e commovente trova il suo apice nella rappresentazione delle scene della Flagellazione e della Crocifissione.

 

Pala della Deposizione a Umbertide (Perugia)

 

Il viaggio prosegue a Citerna dove, lungo la parete destra della chiesa museo di San Francesco, è conservato, in una nicchia, l’affresco raffigurante la Vergine con Bambino tra i Santi Michele Arcangelo e Francesco realizzato con largo apporto della bottega: gli angeli si pensa siano dipinti dalla mano dell’artista toscano, poco prima della sua morte. Mentre per la chiesa di Santa Croce di Umbertide, oggi sede del Museo di Santa Croce, Signorelli eseguì nel 1516 la Pala con la Deposizione sull’altare maggiore, eccezionalmente ancora corredata di predella e cornice originali.
Le tracce della sua bottega si trovano anche al Castello Bufalini di San Giustino, dove è conservata una tavola raffigurante la Madonna con Bambino incoronata da due angeli mentre poggia su una nuvola con ai lati i Santi Cristoforo e Sebastiano; e nel Museo Civico di Montone dove influenza signorelliane si manifesta nell’Annunciazione tra i Santi Fedele e Lazzaro e nell’Immacolata tra Profeti e Sibille, riconducibili a due artisti provenienti dalla sua scuola.

 


Peruginosignorelli.it

La Valle del Signorelli

 

Lo scorso 24 giugno, nella splendida cornice de Le Tre Vaselle di Torgiano, alla presenza di una nutrita pletora di Soci, della Presidente del Lions Club Napoli Host, del Lions Club Budapest First Host e di Erika Borghesi in rappresentanza dell’Amministrazione Provinciale, Giuseppe Maria Famà ha affidato nelle mani di Letizia Mezzasoma la guida di uno dei più antichi e il più numeroso (119 Soci) Club d’Italia, che vanta la sponsorizzazione di otto Lions Club Italiani, il gemellaggio con nove Club di quattro Nazioni diverse e la tradizione di un servizio instancabile sul territorio, concreta testimonianza di disponibilità, sensibilità, generosità.

Il 23 Giugno 1956 si è tenuta la prima Charter Night del Lions Club Perugia Host, quando dalla Sede Centrale degli Stati Uniti fu consegnata la Carta Costitutiva [Charter] che sanciva l’appartenenza al movimento Lionistico Internazionale. Da allora ogni anno la celebrazione di quell’evento è abbinato al passaggio di consegne fra il Presidente Uscente e quello Entrante simboleggiato dal Passaggio della Campana che con il suo tocco inizia e chiude ogni incontro Lions.

«WE SERVE»: il motto dei Lions – presenti in oltre 200 paesi, con 48.000 club e 1,4 milioni di soci – è stato praticato con grande altruismo, solidarietà, spirito di amicizia e spesso anche di coraggio, in favore dei più deboli e bisognosi, senza arrendersi di fronte a ostacoli e difficoltà di ogni tipo. A muovere i Lions sono tematiche significative come Sport e Disabilità, Ambiente e Salute, Colletta Alimentare, Raccolta fondi per le popolazioni colpite da terremoti o alluvioni, collaborazione con la Caritas Diocesana e con l’Istituto Serafico di Assisi e per ultimo, ma non ultimo, il Service Dalla Cultura dei Diritti a quella dei Doveri che, progettato e proposto dal Perugia Host, è diventato Service Nazionale.

Innumerevoli i traguardi raggiunti, come testimoniato dai riconoscimenti ricevuti dagli Organismi Centrali Lions (quattro Melvin Jones – il massimo riconoscimento Lions – nel 2022, due nel 2023), dalle Istituzioni Locali, dai tanti Cittadini ai quali il Perugia Host continuerà a dedicare instancabilmente la propria attività anche nell’annata 2023/24 all’insegna del motto: La Bellezza del Donare.

Sullo sfondo della pittoresca cittadina umbra di Spello, un progetto artistico speculativo sta dando vita a un’esperienza unica che fonde passato e presente.

Umbria Ecologia Artificiale, un’iniziativa che ricrea l’atmosfera dei borghi umbri in chiave contemporanea, ci invita a riflettere su come i grandi maestri del passato avrebbero immaginato i magnifici borghi umbri. In questa affascinante combinazione, lo stile di Vincent van Gogh si trasforma in un’intrigante melodia visiva durante l’Infiorata, l’evento annuale che celebra il Corpus Domini.

 

Spello secondo Van Gogh

 

L’infiorata di Spello, un’opera d’arte effimera che trasforma la città, diventa così il perfetto scenario per l’espressione artistica che Van Gogh avrebbe adottato. Immaginatevi alzare lo sguardo e perdervi in un caleidoscopio di stelle, proprio come gli antichi spettatori di Hispellum facevano nei loro momenti di contemplazione. Le immagini generate artificialmente catturano l’essenza della notte stellata che tanto ha affascinato Van Gogh. Le maestose mura romane che circondano la città, fedeli custodi della sua storia millenaria, diventano sfondo per l’espressione artistica di Umbria Ecologia Artificiale. La fusione di questi due elementi crea un contrasto suggestivo, che mescola l’imponenza del passato con la vitalità del presente. Ma è durante la Notte dei Fiori, quando Spello si illumina di luci soffuse e i girasoli brillano sotto la luna, che Umbria Ecologia Artificiale rivela tutto il suo splendore. Vediamo trasformare la cittadina in un vero e proprio regno di colori in gradienti, dove architettura e natura si incontrano in una danza senza tempo e catturano l’essenza di questa notte magica.

 

 

Nella sua creazione, l’intelligenza artificiale ha sapientemente abbracciato i caratteri unici della morfologia di Spello. Si respira un’atmosfera onirica senza stravolgimenti. Le prospettive a tre punti, tanto care a Van Gogh, le strade tortuose di Spello che si estendono verso l’orizzonte, i tetti delle case che sembrano inclinarsi leggermente, conferiscono un senso di vitalità alle strade silenziose. Queste prospettive insolite, che sfidano la tradizionale rappresentazione visiva, ci avvolgono in un mondo che spesso ci sfugge, una realtà che Van Gogh stesso avrebbe ammirato. Sembra aver catturato una realtà senza filtri, una visione autentica che ne svela l’essenza profonda. Gli edifici storici, le strade acciottolate e le piazze si fondono con il paesaggio in un modo che sembra trascendere i confini fisici, come se le pareti degli edifici respirassero e i tetti danzassero al ritmo di una melodia segreta.

 

Le via di Spello nello stile di Van Gogh

 

Queste immagini generano una connessione emozionale con l’osservatore, che si ritrova a contemplare una realtà che va oltre il semplice sguardo superficiale. Sfumature e proporzioni, la delicatezza dei dettagli come quella vecchia automobile rossa parcheggiata di fronte ad un portone blu (forse un teatro?) e l’intensità dei colori ci risucchia in un mondo che sembra tangibile eppure etereo. È proprio questa capacità dell’intelligenza artificiale di rivelare una realtà nascosta, ma intrinsecamente presente, che rende l’esperienza così affascinante. Ci permette di guardare oltre il visibile e di abbracciare un’interpretazione unica e personale del mondo che ci circonda. 

 

 

Questo connubio tra intelligenza artificiale e arte, tra Spello e la visione di Van Gogh, ci invita a riflettere sulla bellezza che può emergere quando l’innovazione tecnologica si unisce alla sensibilità artistica. Questa esperienza artificiale è un invito a visitare Spello e a immergersi nella bellezza che i paesaggi umbri hanno da offrire. È un richiamo per gli abitanti della regione e per i turisti da tutto il mondo che desiderano vivere un’esperienza unica.

Una “LocAle” prodotta inizialmente in 900 bottiglie. Primo passo di una serie di collaborazioni più ampie. La rigenerazione non è un pranzo di gala, ma può passare da una birra ghiacciata.

Realizzare e distribuire direttamente una bevanda popolare per aumentare il livello di cooperazione tra gli esercizi commerciali della via e promuovere progetti sostenibili di produzione, distribuzione e consumo di cibo (di birra in questo caso). 

Beerago è il nome del progetto ideato e coordinato dall’associazione di residenti e commercianti di via Birago. Un’iniziativa originale, unica nel panorama nazionale, che prevede proprio in questa settimana il lancio della prima birra artigianale a fermentazione collettiva. 06124 è il nome della birra, una “LocAle” da 4,7 %, prodotta in 900 bottiglie, acquistabile settimanalmente al Gas di quartiere (Gruppo d’acquisto solidale che l’associazione porta avanti da diversi anni) e nei 6 esercizi del quartiere. 

Claudio, detto Il Baffo

Oltre che al Gas, infatti, sarà possibile gustare la 06124 da: POPUP • libri / spunti / spuntini, Sud – osteria popolare, CoGi alimentari, Dolci tentazioni di Silvana Scandurra, Pizzeria da Giulio (il Baffo) e dalla Pizzeria Gi.Bi di via della Concordia.

L’iniziativa, come detto, è stata ideata da C.A.P. 06124 – Aps e mette insieme tutti gli esercizi commerciali del quartiere che hanno la possibilità di vendita e somministrazione e ha l’obiettivo di sensibilizzare e mettere al centro i temi legati alla produzione e al consumo sostenibile. La birra è prodotta da un birrificio umbro (in collaborazione con The Broda) ed è realizzata solo con materie prime locali. L’etichetta realizzata a partire da un acquerello di Elisa Trubianelli riproduce in maniera artistica la piazza e i palazzi della via. Come spiegano da C.A.P.: “La cosa che ci rende felici, oltre al risultato in bottiglia, è il percorso fatto per arrivare fin qui. Un percorso che attraverso una prodotto di consumo è riuscito a coinvolgere e a generare un nuovo senso di appartenenza alla comunità. Attraverso un prodotto popolare come la birra riusciamo a coinvolgere e realizzare forme di collaborazione tra i commercianti e allo stesso tempo a promuovere il quartiere all’esterno con un’operazione unica di promozione territoriale. La birra, oltre ad essere molto buona, ha anche un’etichetta iconica (come iconici sono i palazzi della via), subito riconoscibile, che punta promuovere all’esterno l’immagine del quartiere. Non si tratta di un’iniziativa spot, ma di un altro tassello del progetto di rigenerazione di comunità che stiamo portando avanti da 4 anni. Inoltre, visto l’interesse che la 06124 sta generando, pensiamo di replicare e allargare l’iniziativa ad altre collaborazioni e ad altre tipologie di birra”.

Si conclude oggi l’evento Trasimeno tra gusto, arte e lavoro organizzato dal Gal Trasimeno-Orvietano, in collaborazione con i Comuni del Trasimeno, con il Consorzio Urat e il Consorzio Orvieto Way of Life, Coldiretti Umbria Terranostra, Associazione Eventi di Castiglione del Lago, Fondazione Cotarella e Lagodarte.

Venerdì a Castiglione del Lago abbiamo assistito al Convegno dedicato al turismo durante il quale rappresentati delle Istituzioni e dell’imprenditoria hanno approfondito questo tema sempre più cruciale per l’economia regionale.

Oltre alla direttrice del GAL Trasimeno Orvietano Francesca Caproni che ha anche moderato l’incontro e a Gionni Moscetti presidente del GAL Trasimeno Orvietano che ha aperto i lavori, è intervenuto il sindaco di Castiglione del Lago Matteo Burrico, che ha sottolineato l’importanza del “fare squadra” per confezionare un’offerta più articolata e attraente in un territorio in crescita come quello del Trasimeno che rappresenta un brand in forte e costante espansione.

In seguito è intervenuta Mara Sciarma, consigliera dell’Associazione agrituristica di Coldiretti, quest’anno partner dell’evento che ha sottolienato come l’agriturismo rappresenti pienamente il cosiddetto turismo di prossimità e il turismo slow legato ai piccoli borghi e alla scoperta delle tipicità enogastronomiche. Infatti Sabato 24 e domenica 25 sono state dedicate alle eccellenze del territorio, con il mercato campagna amica e lo Street food del contadino, a Castiglione del Lago, Rocca del Leone, per finire, dalle 19,30 in poi, con il Pic Nic sotto le Stelle, con i prodotti degli espositori e dei produttori e i vini del Trasimeno.

Poi è stata la volta di Marta Cotarella che ha raccontato la positiva esperienza del master “Il turismo formazione e lavoro per i giovani” organizzato da Accademia Intrecci e LUISS Business School rivolto a giovani provenienti da tutta Italia e dall’estero per acquisire esperienza in turismo sostenibile e management di imprese creative.

È seguito l’intervento di Alessandro Dimiziani, presidente dell’Associazione dei Borghi più Belli d’Italia in Umbria che ha messo in evidenza la straordinaria potenzialità della realtà “Borgo”, cruciale per il turismo regionale grazie alla vasta offerta culturale e enogastronomica che i borghi sono in grado di offrire supportata da una serie di iniziative che le Associazioni regionale e nazionale ogni anno mettono in campo. Accanto a questo è stato però segnalato il depauperamento demografico che caratterizza ormai da anni questi piccoli centri e di come sia fondamentale trovare modalità per innescare un’inversione di tendenza.

Problematica evidenziata anche da Francesca Caproni che ha però sottolineato come il turismo sul territorio Trasimeno Orvietano sia in forte crescita a dimostrazione delle bellezze e dell’unicità di questi luoghi ma anche di una politica regionale finalmente condivisa fra le diverse Istituzioni che per la prima volta si uniscono con l’intento di promuovere un brand Umbria.

Dopo gli interventi dei presidenti dei Consorzi Urat e Orvieto of life, rispettivamente Michele Benemio e Giuseppe Santi che hanno sottolineato il momento di forte ripresa delle presenze turistiche in Umbria, è stata la volta di Antonella Tiranti, dirigente del settore turismo delle Regione Umbria, che, riallacciandosi alle parole di Francesca Caproni, ha evidenziato il lavoro di comunicazione portato avanti dalla Regione in collaborazione con gli altri Enti per creare un brand unico, immediatamente riconoscibile, che catturi il potenziale turista trasmettendo i valori salienti del nostro territorio.

Ha concluso Michela Sciurpa, Amministratore Unico di Sviluppumbria, che ha confermato questo importante lavoro di squadra che vede Sviluppumbria come “braccio armato” della Regione nella promozione e in molteplici altri progetti.

 

Tra gli attori anche gli umbri Giulia Schiavo e Mirko Frezza. Nel cast Filippo Tirabassi, Filippo Contri, Marina Suma, Daniel McVicar, Rocco Fasano e Beatrice Bruschi.

Perugia, 21 giugno 2023 – Umbria sempre più protagonista e cornice di produzioni cinematografiche. In questi giorni, fino al prossimo 8 luglio, il regista Max Nardari sarà a Terni per girare le scene del suo ultimo film, intitolato “Amici per caso”, finanziato con il “POR-FESR Umbria 2014-2020 Asse 3 – Azione 3.2.1. Avviso Film Fund 2021”, avviso pubblico di sostegno alle imprese audiovisive della Regione Umbria. La pellicola prodotta dalla Reset Production di Nardari – con produzione esecutiva della casa cinematografica umbra PH Neutro Film e con l’organizzazione di Sara Paolucci – uscirà nelle sale cinematografiche nel febbraio 2024 in occasione della festa di San Valentino. La preparazione del film ha ricevuto il supporto tecnico e logistico di Umbria Film Commission.

 

 

A Terni il set si snoderà tra Villa Ronchini, Villa Centurini e Piazza Tacito, dove sarà girata intorno alla fontana un’importante scena in notturna con tutti ballerini umbri. Molti gli attori coinvolti nella pellicola a partire dai due protagonisti tra cui il figlio di Giorgio Tirabassi, Filippo (celebre per aver partecipato alla serie tv “Tutto può succedere”), e Filippo Contri (tra le sue serie tv c’è “Vita da Carlo” con Carlo Verdone). In scena anche due attori umbri Giulia Schiavo di Orvieto (tra i suoi film “Sotto il sole di Riccione” e la serie Netflix “Skam Italia”) e Mirko Frezza di Spoleto (protagonista della quarta stagione della serie tratta dai romanzi di Antonio Manzini ovvero “Rocco Schiavone”). Fanno parte del cast anche Marina Suma, icona degli anni ’80 e ’90 al suo ritorno al cinema; Daniel McVicar, noto per il suo ruolo di Clarke Garrison nella soap “Beautiful”; Rocco Fasano e Beatrice Bruschi, entrambi nel cast di “Skam Italia”, e, direttamente da “I Cesaroni”, Ludovico Fremont.

“Questo film – afferma Max Nardari – racconta la storia di due ragazzi, unogay e l’altro omofobo, interpretati da Filippo Tirabassi e Filippo Contri, apparentemente diversi tra di loro e che si ritrovano a convivere. Con il tempo impareranno ad apprezzarsi, ad aiutarsi e andare oltre le apparenze. Èun buddy movie, una commedia dove viene celebrata l’amicizia e non l’amore, rifacendoci alla più alta commedia francese”.

Per Nardari questo non è il suo esordio in Umbria con la macchina da ripresa. “Qualche anno fa – prosegue – ho girato sempre a Terni il film ‘La mia famiglia a soqquadro’ con Marco Cocci, Bianca Nappi ed Eleonora Giorgi, andato in onda nel 2021 su Rai 1 in prima serata. È stato seguito da circa 2milioni di persone e ha vinto numerosi premi. Sono tornato qui perché mi trovo molto bene a lavorare a Terni, qui è tutto compattato. È più facile che girare a Roma”. Tra le curiosità c’è da menzionare la presenza Jean-Michel Byron, ex-frontman dei Toto, gruppo musicale rock statunitense noto soprattutto negli anni ’80, che canterà la celebre canzone “Africa”, che accompagnerà la scena finale del film e che sarà utilizzata per il trailer.

Domenica 25 giugno in Piazza Duomo l’evento in occasione dell’International Lace Day con laboratori ed esposizioni da tutta Italia. Gara di solidarietà per Faenza.

Merletto e ceramica si incontrano a Orvieto per un giorno capitale italiana di due importanti tradizioni artistiche per cui la città e l’Umbria sono conosciute in tutto il Mondo. Presentata questa mattina nella Sala consiliare del Comune di Orvieto la prima edizione di “Terre e Trame”, la manifestazione che si terrà domenica 25 giugno in Piazza Duomo a Orvieto, dalle 10.30 alle 19.30, organizzata dal Gal Trasimeno Orvietano in collaborazione con il Comune di Orvieto, la Strada della Ceramica in Umbria e il patrocinio dell’Associazione Italiana Città della Ceramica (A.I.C.C.).  Presenti il presidente del Gal Trasimeno Orvietano e di Assogal, Gionni Moscetti, la direttrice Francesca Caproni, il sindaco di Orvieto, Roberta Tardani, l’assessore alle Politiche sociali e all’Istruzione, Alda Coppola, il presidente della Strada della Ceramica in Umbria e sindaco di Deruta, Michele Toniaccini, e la direttrice artistica e coordinatrice dell’evento, Anna Lisa Piccioni.

La manifestazione si terrà in occasione dell’Internationl Lace Day, la giornata internazionale del merletto che si celebrerà in 50 Paesi nel Mondo, e Piazza del Duomo a Orvieto diventerà il meraviglioso punto di incontro tra le merlettaie umbre e quelle provenienti da tutta Italia.

 

Il programma e la solidarietà a Faenza

Dalle 10.30 alle 11.30 ci sarà il raduno e la benedizione delle merlettaie, quelle umbre e quelle provenienti da ogni parte d’Italia, che si metteranno a lavorare insieme creando un momento di condivisione e convivialità nella piazza antistante la Cattedrale. Per tutta la giornata, con la dimostrazione e insegnamento delle varie tecniche, saranno in mostra la lavorazione del prezioso merletto di Orvieto, il merletto d’Irlanda di Isola Maggiore, la rete a modano di San Feliciano, il macramè, il chiacchierino, l’uncinetto e il tombolo. Tra gli ospiti una eccellenza del merletto italiano: il Museo di macramè e margarete di Castelgomberto di Vicenza, unico per tipologia in Italia.

Appuntamento centrale della giornata sarà Intrecciamo i fili per Faenza, un momento di solidarietà che le merlettaie hanno voluto dedicare alla città dell’Emilia Romagna, famosa per la ceramica, pesantemente colpita dalla recente alluvione. Una mi’Cocca per Faenza, sarà una vera e propria gara per vestire con i merletti realizzati dalle maestre di tutta Italia la bambolina di origine umbra con il viso in maiolica di Deruta. Durante tutto l’evento saranno realizzati anche i bracciali “Amici di Faenza”, intrecciando i fili del macramè con una fuseruola in maiolica che reca la dicitura “amicitia”. I manufatti saranno in vendita per raccogliere fondi che saranno destinati a Faenza.

 

 

Terre e trame sarà anche la prima occasione in cui Strada della ceramica dell’Umbria si incontrerà con quella del tessile. All’interno di strutture di legno e tessuto, ogni città metterà in esposizione e in vendita i manufatti caratteristici e le città della ceramica che hanno anche produzioni tessili le presenteranno in modo abbinato: ceramiche di Orvieto e Ars Wetana, maioliche di Gubbio e punto fiamma, maiolica di Città di Castello e Tela Umbra, maiolica di Gualdo Tadino e ricamo, maioliche e ricami di Deruta con gli stessi decori, merletto d’Irlanda e la sua interpretazione negli oggetti ceramici. Sono in programma inoltre laboratori di manipolazione di argilla e di decorazione ceramica aperti al pubblico sia la mattina che il pomeriggio. E’ prevista la partecipazione di Augusto Girolamini, recentemente riconfermato campione mondiale dei tornianti. La strada della ceramica umbra avrà un proprio stand promozionale e consegnerà gli attestati “Ceramista per un giorno” a chi si cimenterà nella prova ceramica.

Alle 13.30 e alle 14.30 si terranno due visite guidate che consentiranno di ammirare il Duomo e i capolavori di Luca Signorelli nella Cappella di San Brizio in occasione del 500esimo anniversario della morte del pittore di Cortona. Ad animare la piazza interverranno i figuranti della Compagnia Mastro Titta, sotto la direzione artistica di Paola Cecconi, e il Corteo dei Popolani “Nicoletta De Angelis”.

Alle 17 il Museo “Emilio Greco” ospiterà l’incontro Terre e Trame: attualità di antiche tradizioni dell’Umbria, uno scambio fra esperti di storia dell’artigianato, artisti/artigiani, autorità e responsabili delle politiche culturali e dello sviluppo economico delle comunità che possono vantare antiche tradizioni artigianali. Interverranno, tra gli altri, Franco Barbabella del Lions Club di Orvieto, Giulio Busti, conservatore del Museo della ceramica di Deruta, Marta Cucchia, titolare del Museo Laboratorio “Giuditta Brozzetti”, il ceramista orvietano Marino Moretti, ed Enrico Speranza della Fondazione Ranieri di Sorbello. Al termine ci sarà la consegna degli attestati di partecipazione e riconoscimento agli espositori. Nel corso del convegno è previsto anche un collegamento da Faenza con Beppe Olmeti, direttore dell’Associazione Italiana Città della Ceramica.

 

Orvieto capitale italiana del merletto

“Una importante iniziativa – ha detto il presidente del Gal Trasimeno Orvietano e dell’Assogal, Gionni Moscetti – che rientra tra le finalità del Gal impegnato nella valorizzazione e nella promozione del territorio attraverso le sue eccellenze e le sue tradizioni. In questa occasione abbiamo inoltre voluto abbinare delle visite guidate in Duomo in occasione dei 500 anni dalla morte di Luca Signorelli, anniversario di cui come Assogal abbiamo coordinato un programma di iniziative congiunte anche con le città del Perugino”.  La direttrice del Gal Trasimeno Orvietano, Francesca Caproni, ha invece ricordato l’appuntamento del 30 giugno a Sansepolcro quando “si incontrerà il coordinamento istituzionale per il riconoscimento del merletto come patrimonio immateriale dell’Unesco, una importante occasione per valorizzare una tradizione dei nostri territori e farne anche un’attrattiva turistica”.

“L’International Lace Day – ha spiegato la curatrice della manifestazione, Anna Lisa Piccioni – sarà celebrata in 50 Paesi nel Mondo e ad Orvieto si terrà l’evento più importante d’Italia per le tipologie di merletto che saranno presenti e la provenienza delle partecipanti. Ogni città poteva organizzarlo ma nessuna può offrire uno scenario meraviglioso come quello di Orvieto che sarà capitale italiana del merletto che qui è tra i più belli e famosi d’Italia e del Mondo”.

“La giornata – ha affermato il presidente della Strada della ceramica in Umbria, Michele Toniaccini – consentirà alle città della Strada della ceramica umbra di mettere in mostra le proprie eccellenze e valorizzare il percorso avviato per promuovere e dare forza a una tradizione artistica per la quale l’Umbria è una delle regioni più importanti d’Italia”.

“Attraverso questa iniziativa – ha rimarcato l’assessore alle Politiche sociali e all’Istruzione, Alda Coppola – intendiamo evidenziare l’importanza di queste tradizioni ai fini educativi e formativi, affinché le nuove generazioni possano continuare a tramandarle, ma sottolineare anche l’aspetto sociale e della socialità che hanno avuto in passato, soprattutto per le donne, che va recuperato e attualizzato”.

“Ringrazio il Gal Trasimeno Orvietano e la Strada della ceramica umbra – ha concluso il sindaco di Orvieto, Roberta Tardani – con cui abbiamo avviato un percorso importante di valorizzazione delle eccellenze dell’Umbria. Sarà una giornata densa di contenuti, di storie e di cultura. Finalmente l’Umbria, in tutti gli ambiti, si sta promuovendo in maniera integrata. Orvieto sarà per un giorno capitale italiana del merletto ma sarà l’Umbria intera a mettere in mostra le sue capacità e la sua creatività”.

Dal 23 al 26 giugno torna la seconda edizione di Trasimeno tra gusto, arte e lavoro, un evento voluto e organizzato dal Gal Trasimeno-Orvietano, in collaborazione con i Comuni del Trasimeno, con il Consorzio Urat e il Consorzio Orvieto Way of Life, Coldiretti Umbria Terranostra, Associazione Eventi di Castiglione del Lago, Fondazione Cotarella e Lagodarte.

La manifestazione coinvolge tutta la comunità del Trasimeno, le associazioni, i consorzi, le imprese, gli operatori commerciali, il mondo dell’alta formazione, che svolgeranno un ruolo da protagonisti e permetteranno di offrire ai cittadini – ma anche ai tanti turisti presenti – un’occasione per apprezzare un patrimonio che è fatto di storia e cultura, ma anche di ambiente, paesaggio ed eccellenze enogastronomiche. Un programma ricco di iniziative, il cui filo conduttore sono i tre temi del gusto, dell’arte e del lavoro, affinchè possano contribuire a uno sviluppo economico futuro, ma soprattutto a un futuro capace di intercettare nuove sfide e nuove opportunità.
La contaminazione, la sinergia e la connessione fra Arte, Gusto e Lavoro si concretizza grazie alla collaborazione con i principali attori dell’enogastronomia e del turismo del territorio primo dei quali Coldiretti, ma anche i Consorzi dei Vini e degli altri prodotti tipici, il mondo del Turismo e della cultura.

 

La presentazione dell’evento

Il convegno

Si inizia venerdì mattina (ore 11) con un convegno dal titolo: Aree rurali e piccoli borghi in Umbria promuovere e incentivare il turismo come opportunità di sviluppo economico a Palazzo della Corgna a Castiglione del Lago, nel quale – dopo i saluti istituzionali del Presidente del Gal Gionni Moscetti e del Presidente dell’Unione Comuni del Trasimeno e Sindaco di Castiglione del Lago Matteo Burico – i rappresentanti di Coldiretti, del Gal, dell’Associazione regionale dei Borghi più belli d’Italia, dei due consorzi turistici del Trasimeno e dell’Orvietano, la Direttrice dell’accademia Intrecci Marta Cotarella, la Dirigente del settore Turismo della Regione dell’Umbria Antonella Tiranti e l’amministratore di Sviluppumbria Michela Sciurpa, porteranno il loro contributo a un tema che è molto importante per l’area del Trasimeno, dove turismo e settore agricolo sono i settori principali dell’economia. Il Gal presenterà i risultati della recente analisi swot, il focus dati sul turismo e le strategie future, presentati tre mesi fa sul primo bando per la nuova programmazione che dimostrano un trend estremamente positivo in tutta l’area che ha già superato i dati pre-pandemia.

 

Gli eventi

Sabato 24 e domenica 25 l’intera giornata sarà dedicata alle eccellenze del territorio con il mercato campagna amica e lo Street food del contadino, a Castiglione del Lago, Rocca del Leone, per finire, dalle 19,30 in poi, con il Pic Nic sotto le Stelle, con i prodotti degli espositori e dei produttori e i vini del Trasimeno. Sabato pomeriggio sarà organizzato, a partire dalle 16, un corso sull’olivo e sull’olio a cura della cooperativa Oleificio Pozzuolese e dell’Assaggiatore professionista di Olio Mario Cirulli, con la partecipazione di Romeo Pippi, consigliere del Gal e Presidente del Distretto del Cibo Trasimeno – Corcianese, nel quale saranno coinvolti oli e relative aziende di diverso tipo sia del Trasimeno sia dell’Orvietano. Domenica alle 21,30 invece ci sarà la 12ma puntata, la seconda in esterna, della trasmissione Oggi cucino io condotta da Marco Pareti e Anna Lisa Baldi in collaborazione con Unione Regionale Cuochi Umbri, Federazione Italiana Cuochi, Coldiretti e TEF.

Il Tema dell’Arte sarà invece assegnato quest’anno al 500mo anniversario dalla morte di Perugino e Signorelli. Infatti, sia venerdì pomeriggio sia domenica saranno organizzati due itinerari di visita a cura di Lagodarte, il primo venerdì pomeriggio, che coinvolgerà i Comuni di Paciano, Panicale, Castiglione del Lago e la frazione di Fontignano, Sulle strade di Pietro con visita guidata ai luoghi del Perugino e dei suoi allievi e, alla scoperta anche di luoghi di solito non aperti al pubblico. Il secondo domenica Paesaggio di luce e poesia nella pittura che coinvolgerà i Comuni di Castiglione del Lago e Cortona e la visita delle due mostre appena aperte, la prima a Palazzo della Corgna dal titolo RINASCIMENTI tra Perugino e Signorelli, l’invenzione del Paesaggio Visioni Panoramiche tra reale e virtuale e la seconda a Cortona la grande mostra dedicata al pittore toscano: Signorelli 500 – Maestro Luca da Cortona, pittore di Luce e Poesia.

 

Mostra Rinascimenti. Foto Riccardo Capecchi

 

L’evento si chiude a Città della Pieve con la cena a quattro mani alla Locanda della Picca, con Chef Arcangelo Tinari Villa Maiella una stella Michelin e lo Chef Fabio Bonomo della Locanda della Picca. L’appuntamento si lega a un pari evento, Orvieto città del gusto, dell’Arte, del Lavoro e dell’innovazione che si svolgerà a Orvieto tra la fine di settembre e gli inizi di ottobre.

«Un evento di promozione del territorio, delle nostre eccellenze enogastronomiche e non solo – dichiara il Presidente del Gal trasimeno-Orvietano Gionni Moscetti – che vuole qualificare l’offerta turistica, formare i giovani e dare centralità e dignità alle professioni legate al turismo, e all’accoglienza. D’altra parte – continua – abbiamo molto da offrire in tema di arte, paesaggio, enogastronomia occorre saperlo comunicare attraverso una offerta integrata». «È uno degli eventi più importanti che il Gal sostiene nel proprio territorio – aggiunge il Direttore del Gal Francesca Caproni – e che coinvolge l’intera area a inizio e fine estate, anche nell’intento di prolungare la stagione turistica in periodi che sono un po’ più deboli di altri. Vogliamo improntare un marketing territoriale, – continua – ma anche formare i giovani che possono trovare occupazione e lavoro nell’economia della Bellezza che caratterizza ogni tema che viene affrontato nell’evento avvero gusto, arte e lavoro».

 


Per informazioni sull’evento www.galto.info e informazioni e prenotazioni urat@lagotrasimeno.net 075/951307 – 334 2127910 dalle 9 alle 13,30 e dalle 14 alle 18.

Il programma completo

 

 

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