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Accademia Isola Classica & Festival, il racconto

di Marco Pareti

Sull’Isola Maggiore del lago Trasimeno è andata in scena la IV edizione della manifestazione musicale Accademia Isola Classica & Festival, organizzata dalla direttrice e musicista Natalie Dentini con la direzione artistica di suo marito, il maestro violinista Vlad Stanculeasa. Durante le magiche atmosfere isolane possono succedere delle cose straordinarie, come ascoltare gli stupefacenti virtuosismi musicali del più acclamato violoncellista al mondo, Steven Isserlis.

Vi è mai capitato di essere convinti di averne viste e sentite tante? Credo che a qualcuno sia capitato. Personalmente non avevo fatto i conti con le ninfe lacustri che a un certo punto della vita e come per magia, fanno succedere una serie di coincidenze e fanno sì che la serata che ti aspetta sia piacevolmente adorna di splendida musica suonata da un bravissimo musicista, peraltro senza mai aver avuto prima la possibilità di ascoltarlo dal vivo.

Steven Isserlis, foto by Eduard Luzhetskiy

Quando arriva l’invito per il concerto, incontri degli amici, vai a cena con loro e poi vi incamminate verso il luogo dell’evento, ma per un forte vento l’esibizione viene spostata presso la Chiesa di San Salvatore. Si prendono le scale che s’inerpicano fino al piazzaletto antistante la Chiesa/auditorium. Un posto in prima fila, proprio di fronte alla sedia del musicista e, poco di lato, un pianoforte. Un leggero brusio tra gli spettatori, come avviene sempre prima di ogni concerto e, dopo pochi secondi, entrano i protagonisti… salutano e raccolgono gli applausi di rito. Silenzio assoluto. Ci sono attimi in cui hai delle sensazioni fortissime, che ti dicono che sta per succedere qualcosa di unico, eccezionale e tremendamente favoloso.
Quando quell’uomo, dai tanti capelli lunghi e ricci e un colore pepato in criniera, ha piegato la testa verso la cassa del pianoforte, da quel momento si sono aperte nuove strade e nuove conoscenze della musica.
Si sentono le prime note uscire da quello straordinario strumento a corde: un violoncello e che violoncello… uno Stradivari, e già solo per questo è valsa la pena esserci.
Note così suonate mai le avevo sentite, l’armonia sintonica tra pianoforte e violoncello da brividi, tutti a bocca aperta. Già dalle prime righe del pentagramma era chiaro lo spessore di quello a cui si stava assistendo. Era l’inizio di una straordinaria serata indimenticabile. Quelle note erano guidate da una grande padronanza tecnica di uno straordinario artista e maestro, che della musicalità è fatta persona. Quella musica ti rapiva, assecondava i pensieri e in modo deferente assistevi ai brani suonati con una maestria unica ed esemplare, che con una delicata forza attrattiva ti portava l’animo nei suoi meandri passionali.
Quando sentivi i sospiri del maestro, vedevi le inclinazioni della sua testa folta e riccia, notavi la postura sapientemente arricchita da una lunga esperienza da palcoscenico, capivi che ti stava guidando nella sua area di confort, cesellata da decisi e ritmati movimenti del corpo, con i quali il maestro trasferiva visivamente al pubblico, le sensazioni e le emozioni che lui stesso provava nel suonare, come un tenero e deciso amante innamorato, il suo amato violoncello.
Non di meno chi accompagnava al pianoforte, James Maddox, sottolineava la rarissima bravura personificata in musica che nella delizia dell’ascolto e le note sapientemente prodotte, distribuiva carezze ai cuori e agli animi degli ascoltatori.

 

Steven Isserlis e James Maddox, foto by Eduard Luzhetskiy

 

Se la temperatura della serata fosse stata calda o fredda non era importante, quel concerto e quell’uomo riccioluto che fin dalla prima nota aveva fatto capire che aveva fermato il tempo, divorato spartiti, consumato quotidianamente corde e archetti, mangiato pane e musica, che nella sua famiglia si parlava il musichese da generazioni e il talento straordinario era così innato e poi maturato nella vita di quell’essere auditivo incredibile. Quella sera ci stava raccontando la sua storia, la sua vita e il suo straordinario modo di interpretare la musica. Eccezionale! Grazie maestro Steven Isserlis. Grazie per averci donato tutto ciò!
Ma tutta la manifestazione Accademia Isola Classica & Festival è stata un successo, infatti durante i suoi otto giorni ha richiamato artisti e appassionati da tutto il mondo. A favorire il tripudio è stato anche il progetto IsolaAperta, dove le attività locali hanno tenuto aperto anche di sera, contribuendo a un turismo culturale ecosostenibile.
Protagonisti assoluti dell’Accademia sono stati i tredici giovani di talento provenienti dai migliori conservatori mondiali, seguiti nel corso dai maestri violinisti Mi-kyung Lee e Vlad Stanculeasa, dal violista Ettore Causa e dal violoncellista Antonio Lysy.
Il direttore artistico Vlad Stanculeasa ha dichiarato: «Siamo orgogliosi di essere riusciti a portare a termine questa quarta edizione con un successo di pubblico senza precedenti. Nonostante il Covid e le difficoltà siamo riusciti a ospitare più di seicento spettatori in totale sicurezza. I concerti che abbiamo regalato al pubblico di Isola sono il frutto del lavoro intenso dei giovani artisti con i docenti di Accademia. Poi il Maestro Steven Isserlis che oltre ai due meravigliosi concerti del 2 settembre ha dedicato tempo e insegnamenti preziosi ai nostri giovani, per delle masterclass fuori programma e a sorpresa. Un dono dal valore immenso che ha arricchito in modo indelebile il percorso di formazione verso il professionismo dei nostri giovani talenti. Siamo già al lavoro per l’edizione 2022, perché non c’è niente di più prezioso che sostenere le future generazioni di musicisti e lo sviluppo del nostro territorio».
I giovani talenti e la musica classica è il binomio dove punta Accademia Isola Classica e inoltre come eccellenza internazionale nel panorama della produzione e formazione artistica a sostegno delle nuove generazioni di violinisti, violoncellisti e violisti.
Tutta questa meraviglia musicale e artistica, succede grazie a un’idea e alla determinata volontà di Natalie Dentini, che a Isola Maggiore sul lago Trasimeno, ha messo su casa con la sua famiglia, recentemente cresciuta di numero per una meravigliosa creatura venuta al mondo. In questi luoghi magici, dove natura e arte s’incontrano nelle atmosfere incantate e suggestive di questa isola, succede anche quello che non accadeva da molti anni: il miracolo di una nuova vita.

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Marco Pareti

Si definisce estrusco , in quanto nato nella Capitale da padre umbro di Tuoro sul Trasimeno e madre toscana di Cortona. Da sempre è affascinato dai territori intorno al Lago Trasimeno. Appassionato di foto, cinema, storia e viaggi, è attratto dalla cultura enogastronomica dei luoghi visitati e dagli usi e costumi locali. Laureato in Pedagogia, ha scritto libri, ideato e organizzato eventi e mostre. Per AboutUmbria Magazine scrive di eventi e territorio.