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Un’inedita pubblicazione che attraverso design, fashion, arte e architettura, mostra i cambiamenti epocali scaturiti dal Covid-19: è il numero speciale di “Riflesso” magazine distribuito nelle librerie grazie ad un accordo con Mondadori, realizzato con il laboratorio di Design della Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia.

Un format didattico che si è concretizzato attraverso un volume ricco di contributi, pubblicato grazie alla consolidata collaborazione con Riflesso, realtà editoriale che riesce a coinvolgere e traghettare gli studenti verso il mondo del lavoro, con competenze subito spendibili. Dopo l’attivazione del laboratorio, è stato dato inizio ad un nuovo percorso di training molto pratico in cui si è offerta l’opportunità di implementare attività professionalizzanti nei settori del graphic design, visual art e copy, finalizzate alla realizzazione di un numero speciale del magazine Riflesso. Nello specifico, la pubblicazione è stato frutto di una sinergia tra esperti della materia e studenti che hanno aderito al laboratorio didattico sulle start-up editoriali, tenuto dal fondatore della rivista Riflesso, Carlo Timio, e dal direttore artistico Alessio Proietti, insieme a collaboratori del magazine, all’interno del Corso in Design della professoressa Elisabetta Furin.

Ne è così venuto fuori un numero speciale che rappresenta un significativo approfondimento sui temi del design, arte, moda e architettura, incentrato in modo analitico sui cambiamenti epocali che la società sta affrontando a seguito della pandemia covid-19, con soluzioni e inediti scenari per poter alleviare il peso di questo virus che sta modificando gusti, abitudini e comportamenti degli utenti. “Vedere come risultato finale di un percorso didattico e formativo la realizzazione di una nuova pubblicazione, con un importante contributo di giovani studenti che hanno messo in risalto notevoli capacità tecniche e velocità di acquisizione, è stata una significativa testimonianza del potenziale delle attuali generazioni”, afferma entusiasta e soddisfatto Carlo Timio, che è anche il vice-direttore di Riflesso. Secondo l’architetto Alessio Proietti “Formazione e informazione si confermano elementi di un virtuoso binomio che la nostra Redazione continua a sostenere, grazie alla partnership con importanti istituzioni accademiche e all’entusiasmo dei giovani professionisti del futuro”. Del resto, questo format ideato dal Gruppo Riflesso, si basa sull’incrocio di competenze di studenti e di professionisti del mestiere, costituendo un unicum a livello editoriale per mettere in relazione la generazione Z con quella più senior e affermata, per un interscambio di visioni, capacità e esperienze, volte a offrire opportunità di dialogo e di confronto attraverso una moltiplicazione di energie creative.
La rivista, grazie ad un accordo con il Gruppo Mondadori, viene distribuita nelle edicole dei centri storici delle maggiori città italiane oltre che essere diffusa in altre significative location tra librerie Mondadori e fondazioni culturali. Inoltre, la rivista è distribuita anche nel Principato di Monaco tramite l’Ambasciata d’Italia a Montecarlo. Il magazine è anche acquistabile online nel sito www.riflesso.info/store e tramite abbonamento.

È stato svelato un altro importante ospite di Giallo Trasimeno: sarà Livia Sambrotta, autrice di successo di libri gialli, recentemente premiata al prestigioso evento letterario “Premio Bancarella”. L’autrice, con la sua presenza e a quella di altri importanti ospiti, impreziosirà il Festival letterario lacustre dedicato al thriller e ai suoi generi.

Giallo Trasimeno si svolgerà dal 22 al 25 luglio 2021 nel comune di Tuoro s/T, sulla sua Isola Maggiore ed è stato organizzato dal Comune di Tuoro, insieme alle ProLoco di Tuoro e di Isola, al GAL Trasimeno-Orvietano, alla Bertoni Editore e a Marco Pareti.

L’Assessore alla Cultura del Comune di Tuoro sul Trasimeno, Thomas Fabilli, ha dichiarato: «Siamo ben felici di ospitare a Giallo Trasimeno, Livia Sambrotta, prestigiosa firma del panorama autoriale del mondo dei gialli. Ho sempre apprezzato chi scrive thriller e in particolar modo le autrici che caratterizzano le loro opere con una tipica sensibilità femminile attenta ai dettagli. E la Sambrotta rientra in questa apprezzata percezione qualitativa. Continua Fabilli: Il festival Giallo Trasimeno, vuol essere una manifestazione culturale nazionale, con l’intento di portare benefici e riscontri promozionali su tutto il comprensorio lacustre e all’Umbria stessa. La cultura è un traino e un supporto di primo piano per il turismo e i suoi operatori, ed è per questo, che insieme a tutti gli organizzatori, siamo convinti che il linguaggio della cultura sia valido ed efficace ad ogni latitudine del mondo. Ci sono numerose richieste di partecipazione al Festival, dove tutte le strutture ricettive locali sono pronte a ricevere gli ospiti di Giallo Trasimeno con un trattamento di riguardo, anche a seguito di un accordo di intenti tra gli organizzatori, il comune di Tuoro e la disponibilità dell’imprenditoria ricettiva locale e dell’URAT, Unione Ristoratori e Albergatori del Trasimeno. Ringrazio tutti coloro i quali ci stanno aiutando nella realizzazione di Giallo Trasimeno e tutti coloro che parteciperanno al nostro Festival, che aspettiamo numerosi».

Livia Sambrotta, romana, è laureata in Lingue e Letterature Straniere con indirizzo spettacolo ed ha lavorato come redattrice, per riviste legate al mondo del cinema. Le sue opere crime hanno vinto diversi premi letterari come Torinoir Memonoir 2017 e Livia Sambrotta è stata finalista al Festival Giallo al Centro Rieti, ha ricevuto il Premio Menzione Speciale al Festival Garfagnana in Giallo, fino a ottenere il recente riconoscimento del Premio Selezione Bancarella 2021, con il suo romanzo giallo Non Salvarmi, edito da SEM. La Sambrotta ha condotto diversi seminari di scrittura creativa e attualmente lavora come Film Promotion Coordinator Southern Europe per l’UCI.

Prossimamente sarà svelato un altro protagonista autoriale che parteciperà a Giallo Trasimeno. Le informazioni sulla manifestazione e sul concorso letterario sono disponibili nella pagina Facebook di Giallo Trasimeno e fino al 25 giugno 2021, per chi volesse partecipare al concorso, può iscriversi o inviare i propri elaborati a: giallotrasimeno@gmail.com

«Rinunciare al dialetto significa ripudiare secoli di cultura locale, di tradizioni orali, di sapienza gnomica trasmessa dagli antenati. Significa perdere un inestimabile patrimonio di metafore, similitudini, modi di dire, frutto della fantasia popolare che quando crea le sue immagini, pittoresche e folgoranti, le crea in dialetto». Cesare Marchi

«Lo spoletino è un dialetto simpatico, divertente e immediato, con un vero e proprio marchio di fabbrica che lo contraddistingue: la cantilena nel parlare. È una nostra prerogativa, che diventa quasi inesistente quando parliamo correttamente italiano» spiega Riccardo Bocali che, con Mauro Piccioni, forma il duo Pere Cotogne, (se ve lo state chiedendo, il nome non ha nessun significato particolare!) una collaborazione nata per caso una decina di anni fa con lo scopo di doppiare in dialetto spoletino film e video, ma soprattutto divertirsi e far divertire.

Mauro Piccioni e Riccardo Bocali

«Un giorno ci siamo detti: Vogliamo provare a fare un doppiaggio in dialetto? Abbiamo caricato il primo video su Youtube e in poche ore è stato visualizzato da tantissime persone, richiamando anche l’attenzione della stampa locale. Così tutto è partito!».

In questa quinta puntata di Di(a)lettiamoci – forse lo avrete già capito – siamo arrivati a Spoleto, dove il dialetto cambia dal centro alla periferia e dove, in un comune di 30.00 abitanti,. possono esserci 5 o 6 varianti della stessa parola.

«In periferia si utilizzano termini che nel centro storico vengono pronunciati meno e viceversa. Laddello (laggiù), jemo laddello (andiamo laggiù), quaddecco (qui), ad esempio sono parole più da periferia. Anche la costruzione della frase può essere diversa da zona a zona, nascono pure delle diatribe per le traduzioni più corrette. È un dialetto molto complesso, basti pensare che a Trevi, Montefalco, Campello sul Clitunno, Castel Rinaldi, che sono cittadine molto vicine, ha piccole sfaccettature e diversità. A tal proposito mi viene in mente miole (tenaglie) che in periferia non si dice frequentemente» prosegue Riccardo.

Tra un colpo e un’esclamazione!

Diciamo la verità, lo spoletino insieme al folignate sono i dialetti che rappresentano l’Umbria fuori regione. Gli umbri per il resto d’Italia parlano come loro, con quest’accento e con questa cadenza.
Come ogni dialetto ha delle caratteristiche ben precise che lo contraddistinguono: la I finale usata come rafforzativo alla fine delle parole (jemo ì, forza ì); l’articolo lu e le U nelle finali (il gatto è il gattu) e la I che diventa R se impura (mordo per molto), senza dimenticare le parole che vengono troncate, prerogativa di un po’ tutta la regione. «Un’espressione tipicamente spoletina è: Uah! Lo diciamo sempre quando c’incontriamo, mentre il ciao è sostituito da: Oh… commmm’è?! rigorosamente con innumerevoli emme. Oppure quando ci salutiamo lo facciamo in modo molto fantasioso e originale, è una nostra caratteristica: Che te pija un corbu, come stai?, Che te pij n’corbu bisestile così dura quattr’anni!, Che te pija un corbo a tracolla cuscì non te lo perdi!, oppure quando qualcuno fa una sciocchezza si dice: Quando inauguri lu cervellu dimmelo che te regalo ‘na coccia!. Tra le parole più usate non possiamo non citare pollai (sbrigati), jemo (andiamo), issu, essa (lui, lei) quisto, quista (questo, questa)» specificano le Pere Cotogne.

 

Spoleto, foto by Enrico Mezzasoma

Un tesoro da non perdere

Questo dialetto ha sicuramente delle influenze marchigiane e diverse caratteristica simili al folignate e al ternano: «Abbiamo fatto spettacoli nella zona di Roma e veniamo tranquillamente capiti, mentre da Spello in su faticano a comprenderci. Con i nostri spettacoli e doppiaggi cerchiamo anche di coinvolgere i giovani, che purtroppo, non vogliono più parlare il dialetto perché ritenuto volgare e motivo di vergogna, per questo tendono a parlarlo in modo molto soft. Diciamo, che siamo un po’ tutti cresciuti con questa convinzione, invece è importate mantenerlo e conoscerlo, dopotutto sono le nostre radici, la nostra storia. Ovviamente nei luoghi consoni» conclude (ridendo) Riccardo Bocali.

 


Le puntate precedenti

Perugino
Eugubino
Castellano
Folignate

Si girerà in varie località dell’Umbria, con base operativa a Perugia, il film della DueA Film e di Rai Cinema per la regia di Pupi Avati sulla vita di Dante.

Le riprese si svolgeranno dal 28 giugno al 31 luglio a Perugia, Assisi, Foligno, Bevagna, Spoleto e in Valnerina. Si ricercano generici secondo le seguenti caratteristiche:

Uomini: taglia dalla 48 alla 52, altezza 1,70 – 1,80, adulti e anziani, no capelli cortissimi o rasati

Donne: taglia dalla 42 alla 46, altezza 1,60 – 1,70, adulte e anziane, con capelli lunghi e colorazioni naturali

Bambini: maschi 9/10 anni e femmine 7/9 anni.

Per necessità legate alla sceneggiatura si cercano persone con volti naturali, senza tatuaggi, né piercing, né capelli con tagli e colori moderni, senza sopracciglia depilate e tatuate, né unghie con smalto o ricostruite.

È previsto un compenso per coloro che verranno scelti. Il casting si svolgerà venerdì 18 giugno dalle ore 9,00 alle ore 20,00.

Nel rispetto delle normative anticovid19 e per evitare assembramenti, sarà necessario prenotare il proprio provino inviando una mail con nome, cognome, età e numero di telefono alla Soc. Studio Lumière e all’Ass. Mestieri del Cinema Umbri all’indirizzo: studiolumiere@libero.it.

Riceverete un messaggio di risposta via mail con indicazione del giorno, dell’orario e del luogo dove presentarsi.

La seconda edizione dell’evento Priorità Donna a Perugia, prenderà il via l’11 giugno e vedrà la centralissima Via dei Priori costellata di eventi, che fino al 25 giugno, renderanno la già dinamica ed elegante strada, un crocevia pulsante e denso di appuntamenti riguardanti arte, sport, cultura, interviste, laboratori, libri, fotografie, poesie, mostre, pittura, ceramica, moda, musica, enogastronomia, spettacoli teatrali, … e tanto altro.

Un programma nutrito e imperniato sulla fondamentale centralità della figura femminile in molti ambiti. La manifestazione è stata organizzata dall’Associazione Via dei Priori, La Casa degli Artisti di Perugia, l’Associazione Capodanno in Centro, il Progetto Donna vede Uomo, nelle persone di Maria Antonietta Taticchi, Francesco Minelli, Carla Medici, Luca Cirimbilli, Stefano Giaffreda e Marco Pareti.

L’evento priorità Donna, ha visto il supporto del Comune di Perugia con gli assessori Edi Cicchi e Leonardo Varasano, della Regione Umbria con la Vicepresidente dell’Assemblea Legislativa, Simona Meloni e del GALTO, con Francesca Caproni.

La presidente dell’Associazione Via dei Priori, Maria Antonietta Taticchi ha dichiarato: «Questa seconda edizione di Priorità Donna, è piena di significati e di valori. Valori che riguardano, ovviamente, il mondo femminile in varie sue declinazioni. Così come, attraverso l’arte e la cultura, ravvivare e dare stimolo al turismo e al commercio proponendo belle e attrattive iniziative come questa. Priorità Donna è nata nell’insegna della gioia, del rispetto e della voglia di apprezzare le cose belle della vita, con la forza di riuscire a farcela alle continue sfide che ogni giorno siamo chiamati ad affrontare e che, ovviamente, supereremo con il sorriso».

 

 

I vari eventi di Priorità Donna, saranno disseminati in tutta la via dei Priori e nei luoghi adiacenti, come San Francesco al Prato, Piazzetta Santo Stefano e la Chiesa di Sant’Agata e coinvolgeranno anche i locali commerciali, artigiani e artistici della via.

Una vera e propria galleria di eventi a cielo aperto dove l’arte, il turismo, la cultura e l’economia si incontreranno in un’unica manifestazione e dove le donne saranno protagoniste fin dai titoli iniziali. Non partecipare a questo evento sarebbe veramente un peccato.

 


Di seguito il programma della manifestazione Priorità Donna:

11 GIUGNO:

 Ore 17,00: in Piazzetta Santo Stefano, Via dei Priori – Perugia

  • Inaugurazione manifestazione PRIORITA’ DONNA

Apertura con un breve spettacolo di e con Stefano de Majo dal titolo: La mia anima è donna. Le infinite donne dell’arte che vivono in ogni uomo.

Saluto Autorità

Vicepresidente Assemblea Legislativa Regione Umbria, Simona Meloni

Assessore Comune Perugia, Edi Cicchi

Assessore Comune Perugia, Leonardo Varasano

 

Ore 17:30: lungo via dei Priori

  • Apertura mostra DONNA VEDE UOMO a cura di Marco Pareti e la Casa degli Artisti

 Ore 18:00: Via dei Priori 77 (Piazzetta Santo Stefano)

mostra personale dell’artista Jose Carlos Araoz a cura della Casa degli Artisti

Ore 18,30: in Piazza San Francesco al Prato – Perugia

  • Presentazione del progetto DLS “QUANDO LA DIFESA E’ LEGITTIMA”

Il progetto nazionale di “Difesa Legittima Sicura”

IL DIRITTO DELLA DONNA DI DIFENDERSI

Avv. Roberto Paradisi Coordinatore nazionale DLS

Avv. Matteo Giambartolomei Vice coordinatore DLS

Interviene

M° Andrea Arena presidente Fijlkam Umbria

Saluto Autorità

Assessore Clara Pastorelli

Ore 19,30

  • ESIBIZIONE DI DIFESA PERSONALE FEMMINILE curata dalle palestre Fijlkam e lezione di prova libera di tecniche di anti-aggressione (aperta alle donne presenti)

E con la partecipazione straordinaria di

LUCIA MORICO bronzo olimpico di judo Atene 2004

 

  • Cena in Musica nei ristoranti di Via dei Priori
  • Musica in piazzetta con:
  • Dj Faust-T
  • Raffaele Porzi
  • Annalisa Baldi

 

12 GIUGNO:

  • incontro DONNE CHE SI RACCONTANO a cura di Marco Pareti

presso la Chiesa di Sant’Agata in Via dei Priori

  • ore 17,20 Claudia Franceschelli, imprenditrice, consigliere CONFAPI e Presidente del gruppo imprenditoria femminile
  • ore 18,00 Caterina Betti, Chef
  • ore 18,40 Diana Capodicasa, Co-founder Cucinare Eventi

13 GIUGNO:

Dalle ore 14:30 lungo Via dei Priori -Perugia

  • ESTEMPORANEA DI PITTURA a cura della “Casa degli Artisti”

 Dalle Ore 15:00: “Zafferano, Timo e Cannella” – spezie trasformate in gioielli a cura di Marine Arena Amuleti – anteprima Kap Kap a cura dell’Associazione Tangram

Ore 19:00: Premiazione estemporanea di pittura

Dalle ore 19:30: Piatti con i colori ed i profumi di spezie a cura di Marameo

 

18 GIUGNO:

  • incontro DONNE CHE SI RACCONTANO a cura di Marco Pareti

presso la Chiesa di Sant’Agata in Via dei Priori

  • ore 17,20 Sara Vescovo Aquino, manager familiare
  • ore 18,00 Edi Cicchi, Assessore del Comune di Perugia
  • ore 18,40 Monica Grelli, artista ceramista e arteterapeuta,

 

19 GIUGNO:

Dalle 16:30 alle 18:30:

  • Laboratorio ArteTerapia: “Il Maschile e Femminile si incontrano nel processo creativo”

Partecipazione gratuita al pubblico

Prenotazione obbligatoria: 366 6564485

Il laboratorio è rivolto ad un gruppo di adulti (max 10 persone)

Ore 18:30 Piazzetta Santo Stefano

  • DONNA DOLGE CONTAGIO teatro – canzone a cura del Circolo Guascone

 

20 GIUGNO:

Ore 18:00:

Rappresentazione teatrale “Accadde al tramonto” della Compagnia In di Assisi, tratta liberamente dal romanzo giallo di Marco Pareti

21 GIUGNO:

Ore 19:00

Festa della musica – “Giulio Castrica a la Torre degli Sciri”

Titolo: “Una chitarra per la festa della musica”. Musiche di: Bach, Paganini, Sor Giuliani, Albeniz, Turina.

Opening act: Giulio Pocecco, Giacomo Marcucci

A cura di: Associazione la Casa degli Artisti

 

23 GIUGNO

ORE 18,00: in Via dei Priori 77 (Piazzetta Santo Stefano).

Presentazione in anteprima assoluta del progetto fotografico: SULLE ONDE. La vita e la felicità nella vita del COVID.

Progetto curato dal fotografo russo-canadese SERGEY TESKER.

Nell’occasione saranno declamate alcune poesie della poetessa ucraina OLENA ROMANKO

 

25 GIUGNO:

  • incontro DONNE CHE SI RACCONTANO a cura di Marco Pareti

presso la Chiesa di Sant’Agata in Via dei Priori

  • ore 17,00 Rosita Garzi, ricercatrice e docente di Sociologia del Lavoro
  • ore 17,40 Mariangela Musolino, giornalista free lance
  • ore 18,20 Elena Bistocchi, avvocata

 

Ore 20,00: EVENTO CONCLUSIVO

 “OUTFIT FOR DINNER”  cena nei ristoranti della via, sfilata lungo Via dei Priori con

Annalisa Baldi, LaBaldi (cantante, musicista e presentatrice umbra.

Semifinalista della prima edizione di XFactor. Ha più volte partecipato alle

trasmissioni televisive “Quelli che il calcio” e “Scorie” su Raidue)

e Antonio Mezzancella (Presentatore, imitatore, cantante e speaker radiofonico.

Vincitore di tale e quale show 2018 e del torneo dei campioni 2019, conduce tutti i

weekend su Rai Radio2), Raffaele Porzi e Faust-T

In ordine:

  • Antonio Mezzancella
  • Annalisa Baldi
  • Faust – T
  • Raffaele Porzi

 

Assisi non è un borgo sconosciuto, Assisi è famosa in tutto il mondo e solo percorrendo le sue vie e le sue piazze, se ne comprende il motivo.

Adagiata sulla collina, protetta alle spalle dal Monte Subasio e affacciata sulla valle umbra, è una città che, ammirata da lontano, sembra proprio un presepe. Date le sue dimensioni, molti sono convinti che bastino poche ore a visitarla. Una sosta veloce alla Basilica dedicata a Santa Chiara, una visita più approfondita di San Francesco e si pensa di aver visto tutto. Non è così. Ecco perché ho deciso di dedicarle lo spazio che merita e creare un itinerario approfondito, della durata di tre giorni, per permettere al turista curioso di cogliere tutte le ricchezze che si celano tra i suoi vicoli medievali e nei sotterranei dei suoi palazzi.

Primo giorno: l’Assisi romana e i principali musei della città

Assisi è innanzitutto una città romana ed è per questo che il percorso non può che prendere il via dalla visita dei resti di quel tempo. Partendo dalla parte più alta della città, ovvero Piazza Matteotti, è possibile raggiungere l’anfiteatro romano, di cui oggi si può osservare la forma originaria e dove tutt’intorno sorgono abitazioni di epoca medievale. Proseguendo la passeggiata e imboccando via del Torrione, si notano le rovine di un mausoleo (detto Torrione) e procedendo sempre dritto, a metà via sulla destra, si possono scorgere, nel giardino di una proprietà privata, alcune arcate che rappresentano i resti delle gradinate di un teatro romano. La visita prosegue verso piazza del comune, dove è situato il Tempio di Minerva che oggi ospita all’interno la Chiesa di Santa Maria sopra Minerva. Una volta visitati gli interni, il mio suggerimento è quello di recarsi presso lo IAT di piazza del Comune. È qui che si può prenotare l’Assisi Underground, un tour guidato che porta alla scoperta del foro romano, posto proprio nei sotterranei della Piazza, e delle due Domus romane: la Domus di Properzio e la Domus del Larario. La prima si trova sotto la Chiesa della Spogliazione e vi si accede proprio passando attraverso la cripta, mentre la seconda è situata sotto Palazzo Giampè. È una visita affascinante che consiglio di fare assolutamente, anche a chi non è appassionato di archeologia, perché le sapienti e appassionanti spiegazioni delle guide permettono di fare un vero e proprio tuffo nel passato, tra sarcofaghi, mosaici e ricche decorazioni.

 

Rocca Maggiore

 

Dopo aver dedicato parte della giornata alla visita dell’Assisi romana, si può proseguire andando alla scoperta di altri due musei importantissimi per Assisi. Il primo è anche il monumento laico più visitato della città: la Rocca Maggiore, facilmente raggiungibile a piedi. Si tratta di una fortezza medievale costruita nel 1365 per volere del Cardinale Egidio Albornoz. Il castello, ottimamente conservato, dall’alto delle sue torri offre una vista meravigliosa su tutta la vallata. Dopo una visita delle stanze interne del museo, si torna in centro, fino a raggiungere via San Francesco dove, all’interno di Palazzo Vallemani, è situata la Pinacoteca Comunale, in cui si possono ammirare affreschi medievali e rinascimentali provenienti da edifici civili e religiosi di Assisi e dintorni. Un tempo il palazzo ospitava anche il Museo della Memoria, una mostra sui trecento ebrei salvati grazie allo spirito dell’accoglienza francescana di Assisi. Da qualche anno la mostra è stata spostata presso il Santuario della Spogliazione.

Interno della Basilica Superiore

Secondo giorno: l’Assisi di Francesco e Chiara

L’itinerario del secondo giorno inizia dalla visita dell’Oratorio di San Francesco Piccolino, la piccola cappella dove si dice sia nato San Francesco. Da lì, imboccando vicolo Sant’Antonio, si giunge alla Chiesa Nuova, costruita sui resti della casa paterna di San Francesco. Sono conservati l’ingresso principale e le altre tradizionali porte della casa: quella degli ospiti e quella che immetteva al piano superiore. Si può inoltre ammirare la vecchia via della città, su cui si affacciava l’ingresso della casa. Quella via ora è dedicata a Pietro di Bernardone. Una volta visitata la casa natale del poverello e prendendo Corso Mazzini, si arriva alla Basilica di Santa Chiara. Non c’è nulla da dire, la piazza in cui si trova è una delle più belle, grazie anche all’ampio belvedere che offre un paesaggio mozzafiato, soprattutto al tramonto. La Basilica di Santa Chiara, oltre a contenere le spoglie della Santa, custodisce il Crocifisso originale di San Damiano, quello che parlò a San Francesco, incitandolo a lasciare la sua vita agiata per dedicarsi ai più deboli. La tappa successiva ci porta alla scoperta dell’imponente Cattedrale di San Rufino, dedicata al primo vescovo della città. All’interno è custodito il fonte battesimale in cui furono battezzati San Francesco e Santa Chiara. Oltre al Duomo consiglio di visitare il Museo Diocesano e la Cripta di San Rufino.

In estate è possibile anche salire in cima alla torre campanaria, da cui si gode di uno splendido panorama sui tetti di Assisi e sulla Rocca Maggiore. Ci si può concedere una breve sosta al bar che si trova di fronte alla Cattedrale, per poi rimettersi in cammino e raggiungere la meravigliosa Basilica di San Francesco. Il mio suggerimento è quello di evitare di passare per le strade principali questa volta, ma di inoltrarsi nel dedalo di vicoletti che si snoda a partire da via Santa Maria delle Rose. Qui è possibile fare una breve visita nell’omonima chiesa che dal 2000 ospita la mostra permanente Maria di Guido Dettoni. Una volta visitata l’esposizione, tramite via Capobove, si torna in una delle vie principali, via San Paolo che si trasformerà poi in via Metastasio. A un certo punto, lungo la via, sulla sinistra, si trova un grande arco con delle scalette che conducono alla Chiesa di Santa Margherita, dalla cui piazzetta si gode di una vista meravigliosa sulla Basilica di San Francesco. Una volta contemplato il paesaggio in un’atmosfera così pacifica da sembrare surreale, ci si dirige verso la chiesa che ha reso nota Assisi in tutto il mondo. Nella Basilica Superiore si ammirano affreschi di grande rilevanza, tra i più celebri vi sono quelli di Giotto, che raccontano la vita di San Francesco. La Basilica Inferiore è decorata da dipinti di alcuni tra più importanti pittori, come Cimabue, Lorenzetti e Sermei. Al suo interno è possibile visitare la tomba di San Francesco. Dopo aver visitato l’intero complesso, è doveroso concedersi un po’ di relax sotto il porticato della Piazza della Basilica Inferiore di San Francesco, provando a individuare la Basilica di Santa Maria degli Angeli tra il verde dei campi della pianura circostante che si può scorgere dalle inferriate. Sempre in questa piazza è presente l’ufficio informazioni del Sacro Convento, punto di riferimento da tenere a mente per chi ha intenzione di partecipare ad una visita guidata della Basilica con un frate.

 

I monumenti fuori le mura

L’ultimo giorno ad Assisi, lo dedichiamo ai monumenti fuori le mura della città. Anch’essi ci raccontano molto della vita di Francesco e Chiara. Il primo santuario da non perdere è l’Eremo delle Carceri. È qui che San Francesco si rifugiava in preghiera e si trova sulla strada che conduce al Monte Subasio, a circa 4 km dal centro storico. È possibile raggiungerlo anche a piedi, prendendo il sentiero numero 350 che parte da Porta Cappuccini e arriva fino a Spello. Dopo essersi rigenerati in questo luogo mistico, ci si può dirigere verso il Santuario di San Damiano, la chiesa che venne restaurata da San Francesco e dove il santo scrisse il Cantico delle Creature. Sempre qui per un lungo periodo visse Santa Chiara. Anche questo posto è pervaso da un’atmosfera di serenità e di quiete, la natura circostante fa la sua parte rendendo San Damiano un’oasi di pace dove concedersi momenti di riflessione e spiritualità. Le ultime due tappe dell’itinerario non possono non includere il Sacro Tugurio di Rivotorto, luogo in cui visse San Francesco nel primo periodo della sua nuova vita e dove nacque l’ordine dei frati minori, e la Basilica di Santa Maria degli Angeli. È all’interno di quest’ultima che si trova la Porziuncola, la chiesetta in cui San Francesco fondò l’ordine dei francescani. Vi è poi la Cappella del Transito dove invece il Santo morì il 3 ottobre del 1226. Infine, dal chiostro si accede al Roseto, un giardino famoso per un episodio riguardante San Francesco. Pare che una notte, infatti, il Santo si rotolò nudo sul roseto spinoso per sfuggire alle tentazioni del diavolo. I fiori, narra la tradizione, al contatto con il corpo del Santo persero tutte le spine così da non arrecargli danno. Ancora oggi qui le rose nascono senza spine.
Un itinerario di questo tipo permette di conoscere a fondo la città ed è così che si tornerà a casa con ricordi vividi e racconti coinvolgenti che indurranno amici e parenti a organizzare al più presto una gita ad Assisi.

 


La puntata precedente

Una terrazza sul lago Trasimeno è diventata, in una canzone di gran successo, “Una Rotonda sul Mare”. La celebre canzone, portata alla notorietà dalla voce di Fred Bongusto, è stata scritta da Franco Migliacci con la musica di Pietro Faleni.

Franco Migliacci

Per molti anni, tante persone sono rimaste convinte che il celebre brano sia stato ispirato dalle rotonde marine di Senigallia o Termoli o Rimini o Ostia. Niente di più falso. Il paroliere Franco Migliacci ha preso spunto, per scrivere la celebre canzone Una Rotonda sul Mare, da una serata danzante che si è svolta sulla Terrazza Lidò di Passignano sul Trasimeno, ormai un bel po’ di anni fa. La canzone super conosciuta ha fatto epoca ed è, ancora oggi, molto ascoltata.

Andiamo con ordine…

L’autore Franco Migliacci, mantovano di nascita ma con i genitori originari della toscana Cortona, come spesso accadeva in tante famiglie emigrate, era rimasto molto legato alla terra dei propri avi e sovente tornava al paese d’origine. Cortona è molto vicina a Passignano sul Trasimeno e la Terrazza Lidò era un luogo alla moda dove si ballava e rappresentava un punto d’incontro per molti ragazzi da dove si guardava romanticamente il lago.
Come ogni giovane che vive l’esperienza di un distacco per una storia d’amore, anche Migliacci ha vissuto la sua. E una sera di molti anni fa, gli amici del Franco paroliere, vedendolo triste e malinconico, lo portarono sulla festaiola Terrazza Lidò di Passignano… ma il suo umore non mutò. Quella sera, il suo stato d’animo, la musica, la luna, il lago, le luci sull’acqua, hanno indotto la creatività del maestro alla composizione del testo. L’ispirazione, infatti, gli fece scrivere «Una rotonda sul mare, il nostro disco che suona, vedo gli amici ballare, ma tu non sei qui con me…».
La canzone rese famoso nel 1964 il cantante Fred Bongusto e per interessi economici, discografici, campanilismo e pubblicità furono accreditate altre rotonde sul mare come ispiratrici della celeberrima canzone.
Nell’agire con equità e giustizia e nel riconoscere a ciascuno i propri meriti, rimettiamo le cose al loro posto: la Terrazza Lidò di Passignano sul Trasimeno ha favorito l’ispirazione del maestro Franco Migliacci a scrivere la canzone ed è questa la rotonda (oggi una piattaforma quadrata) a cui fa riferimento il brano. Mentre il mare evocato non è altro che il suggestivo e romantico lago Trasimeno. Semplicemente licenze e trasposizioni artistiche per cui diamo riconoscimento all’effettive sorgenti ispiratrici.
Come ha detto Migliacci, a proposito della rotonda passignanese: «Qui c’è un genius loci che mi contatta. E tornarci è come rivedere un vecchio amico»

 

Questa la rotonda della canzone, oggi una piattaforma quadrata

Autore di canzoni di successo

Franco (all’anagrafe Francesco) Migliacci, è il paroliere di canzoni famosissime, come Nel blu dipinto di blu, Tintarella di luna, Che sarà dedicata alla città di Cortona, C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones e di tanti altri successi internazionali.
Il maestro ha scritto per Domenico Modugno, Mina, Gianni Meccia, Gianni Morandi, Rita Pavone, Claudio Villa, Fred Bongusto, Jimmy Fontana, Gino Paoli, Patty Pravo, Nada e molti altri grandi interpreti.
Franco Migliacci, affascinato dalla magia del Trasimeno e dall’incantevole Cortona, è cittadino onorario di Passignano sul Trasimeno e Una Terrazza sul Lago (leggasi Una Rotonda sul Mare) rimarrà per sempre una pietra miliare della canzone italiana e internazionale, ispirata dal suggestivo, romantico e nell’occasione, anche tristemente innamorato, lago Trasimeno.

«Mille cause hanno concorso a fare dell’Italia una specie di museo generale, un deposito completo di tutti gli oggetti che servono allo studio delle arti. (…) Si compone di statue, di colossi, di templi, di stucchi, di affreschi (…) ma si compone altresì di luoghi, di paesaggi, di montagne, di strade, di vie antiche (…) di reciproche relazioni tra tutti i reperti, di memorie, di tradizioni locali, di usanze ancora in vita, di paragoni e di raffronti che non possono farsi che sul posto».
Quatrèmere de Quincy, Lettres à Miranda, 1796

In seguito alle prime spoliazioni napoleoniche perpetrate da Bonaparte in Umbria, ne seguirono altre, altrettanto sistematiche, che lacerarono il patrimonio regionale. Il 1815 non è solo l’anno della sconfitta di Napoleone a Waterloo e del congresso di Vienna, ma anche l’epoca in cui il famoso scultore Antonio Canova venne convocato da papa Pio VII con una missione: recuperare le opere d’arte requisite a Roma e negli altri centri culturali dalle truppe napoleoniche.
Fondamentali in questo clima furono le Lettere a Miranda del critico d’arte francese Antoine Chrysostome Quatremère de Quincy, pubblicate in piena Rivoluzione francese. Le lettere non solo rappresentano un atto politico di resistenza alle spoliazioni delle opere d’arte, ma esprimono concetti fondamentali quali la tutela dei beni culturali e la teoria di contestualità delle opere con il proprio ambiente. Grazie al Canova quasi tutte le opere tornarono in Italia: alcune confluirono nella Pinacoteca Vaticana incrementandone la collezione, altre invece tornarono ai loro legittimi proprietari.
Eccelsa opera requisita dai francesi fu il Polittico Guidalotti, capolavoro del Beato Angelico conservato presso la Galleria Nazionale dell’Umbria.[1]

Beato Angelico, Polittico Guidalotti, Galleria Nazionale dell’Umbria

 

Il polittico fu commissionato all’artista da Elisabetta Guidalotti per la cappella di famiglia, dedicata a san Nicola, presso la chiesa di S. Domenico a Perugia. L’impresa rispondeva alla necessità dei Guidalotti, famiglia perugina tra le più importanti ma caduta in disgrazia alla fine del Trecento, di riguadagnare prestigio in campo sociale e culturale.
La monumentale pala d’altare è composta da ben venti tavole dipinte. Sebbene la divisione a trittico dell’opera sia ancora di gusto tardogotico, la composizione risulta comunque unificata grazie all’impiego di espedienti spaziali di grande efficacia e modernità: la luce cristallina e puntuale bagna le figure e, impigliandosi nei tessuti e negli oggetti, conferisce verità materica. Eccelsi sono i riflessi delle superfici nei vasi ai piedi del trono o la morbidezza tattile del piviale di san Nicola e della veste azzurra della Madonna, definita da ampie pieghe capaci di far trapelare le forme del corpo sottostante. Al centro è dipinta la Madonna con il Bambino in trono circondata da quattro angeli, due dei quali tengono tra le mani canestri pieni di fiori. Affiancano la Vergine san Domenico, san Nicola da Bari, san Giovanni Battista e santa Caterina d’Alessandria.
Ad attirare l’attenzione dei francesi sull’opera furono, in particolare, le tavolette della predella: le prime due vennero spedite a Parigi nel 1812, ed oggi sono conservate nella Pinacoteca Vaticana, mentre la terza fu portata a Roma l’anno successivo da Agostino Tofanelli, conservatore del Museo Capitolino; quest’ultima riuscì a rientrare a Perugia nel 1817.
Altra eccelsa opera requisita dalle truppe napoleoniche fu la Deposizione Baglioni, di cui Orsini parla come «operette di singolar bellezza, uscite dal pennello del divin Raffaello». L’opera realizzata da Raffaello è datata e firmata 1507. La pala d’altare, stando alle notizie riportate da Vasari, venne commissionata da Atalanta Baglioni, appartenente alla celebre famiglia perugina. Il soggetto della pala centrale, la Deposizione di Cristo, venne probabilmente dettato dalla volontà di omaggiare il figlio della donna, Grifonetto, assassinato proprio in Corso Vannucci, nel corso di alcuni fatti di sangue interni alla stessa famiglia per il dominio di Perugia nel 1500. Fu proprio la madre Atalanta a pronunciare solennemente: «Che questo sia l’ultimo sangue che scorre su Perugia».

 

Sassoferrato, Deposizione, Basilica di San Pietro. Foto Fondazione per l’Istruzione Agraria di Perugia

 

La predella fu recuperata da Canova il 21 ottobre 1815 ma rimase a Roma nella Pinacoteca Vaticana. Il soggetto dell’opera però lo possiamo ammirare grazie a due copie: la prima realizzata da Giovanni Battista Salvi detto Sassoferrato nel 1639 ed oggi conservata nella Basilica di San Pietro a Perugia ed una seconda copia di Giuseppe Cesari detto il Cavalier d’Arpino, che eseguì l’opera nel 1608 per volontà di Paolo V, dopo che l’originale era stata trafugata; quest’ultima opera è oggi conservata presso la Galleria Nazionale dell’Umbria.
I commissari napoleonici, in particolare, l’esperto d’arte Tinet e Denon denominato l’occhio di Napoleone, setacciarono per reperire capolavori non solo Perugia, ma anche molte altre città umbre, tra le quali Città di Castello. Presso la chiesa di San Francesco nella città tifernate, Filippo Albizzini commissionò a Raffaello lo Sposalizio della Vergine,  opera firmata Raphael Urbinas e datata MDIIII, è una delle opere più celebri dell’artista, che chiude il periodo giovanile e segna l’inizio della fase della maturità artistica.[2]
Per quest’opera l’Urbinate si ispirò a un’analoga tavola che proprio in quegli anni Perugino stava dipingendo per il Duomo di Perugia, vedendola in tutta probabilità in una fase ancora intermedia.[3]
Lo sposalizio di Maria e Giuseppe avviene in primo piano, con al centro un sacerdote che, tenendo le mani di entrambi, officia la funzione. Dal lato della Vergine è posto un gruppo di donne, da quello di Giuseppe sono presenti alcuni uomini, tra cui uno che spezza con la gamba il bastone che, non avendo fiorito, ha determinato la selezione dei pretendenti. Maria infatti, secondo i vangeli apocrifi, era cresciuta nel Tempio di Gerusalemme e quando giunse in età da matrimonio venne dato ad ognuno dei pretendenti un ramo secco, in attesa di un segno divino: l’unico che fiorì, fu quello di Giuseppe.
Le figure sono legate da una vaga e poetica malinconia in cui nessuna espressione è più caricata di altre, nemmeno quella del pretendente che spezza il ramo in segno di rancore, in alcun modo corrucciato o teso. La magnifica opera fu requisita e non ha fatto più ritorno nel suo luogo di origine, oggi è conservata presso la Pinacoteca di Brera. Nella chiesa tifernate è però possibile ammirare un perfetto clone della tavola: grazie a 4250 scatti fotografici è stata realizzata una copia così fedele da replicare anche le pennellate e le imperfezioni che il tempo ha lasciato sulla superficie dell’originale.
Le eccellenze artistiche tornate in Umbria, ricontestualizzate nel territorio o nel tessuto urbano che le ha generate, sono la testimonianza di come le opere d’arte acquisiscano valore di civiltà solo dalla profonda relazione con il paesaggio che l’ha suggerite, la cultura che le ha generate e i luoghi che l’hanno custodite.

 


Prima parte


[1] John Pope-Hennessy, Beato Angelico, Scala, Firenze 1981.
[2] Paolo Franzese, Raffaello, Mondadori Arte, Milano 2008.
[3] Pierluigi De Vecchi ed Elda Cerchiari, I tempi dell’arte, volume 2, Bompiani, Milano 1999.

Grande passerella di autori che parteciperanno a Giallo Trasimeno, il Festival dedicato al libro giallo che si svolgerà dal 23 al 25 luglio 2021 a Tuoro sul Trasimeno, Campo del Sole di Punta Navaccia e nella sua Isola Maggiore.

L’evento, organizzato dal Comune toreggiano insieme alle Proloco di Tuoro e Isola, alla Bertoni Editore e a Marco Pareti, avrà il piacere di ospitare, durante il primo giorno della manifestazione, uno scrittore di primissimo piano: Piergiorgio Pulixi.
Il Sindaco di Tuoro, Maria Elena Minciaroni, ha dichiarato: «Siamo onorati di ospitare Piergiorgio Pulixi a Giallo Trasimeno. Un grande scrittore di gialli che porta lustro a questo evento di carattere nazionale, che richiamerà un gran numero di autori ed editori e soprattutto persone interessate e appassionate al mondo del crime. Il concorso letterario con le tre sezioni, quella di racconti gialli ambientati sul lago Trasimeno, poi di inediti ed editi, rende più interessante e attrattiva la manifestazione Giallo Trasimeno. Piergiorgio Pulixi, invitato dalla Bertoni Editore, è un bravissimo scrittore del genere che impreziosisce la nostra manifestazione e aprirà, durante la prima giornata, la passerella di firme importanti di romanzi gialli, che avremo come illustri ospiti nel prosieguo dell’evento. Colgo l’occasione per ringraziare Bertoni Editore e Marco Pareti che, insieme alle ProLoco di Tuoro e di Isola e al GAL Trasimeno-Orvietano, stanno facendo un gran lavoro organizzativo. Insomma sarà un Giallo Trasimeno con il botto e con tante sorprese, a cui non si potrà assolutamente mancare».

 

Piergiorgio Pulixi, foto via Facebook

 

Piergiorgio Pulixi è uno scrittore di noir e thriller che attualmente pubblica con Rizzoli Editore ed Edizioni E/O, ha ricevuto molti riconoscimenti ed è stato vincitore di numerosi premi letterari. È stato invitato come relatore a festival dedicati ai Crime Writers, in India e in Inghilterra. Nato a Cagliari, attualmente vive a Milano e fa parte del collettivo di scrittura Mama Sabot. Ha scritto moltissimi libri di successo dove le sue ultime opere thriller, Lo stupore della notte e L’isola delle anime, e poi quelle della serie I canti del male, Il canto degli innocenti e La scelta del buio, precedono la sua ultima opera della serie, pubblicata nel 2021, Un colpo al cuore, edita da Rizzoli. Pulixi scrive per le pagine culturali della La Nuova Sardegna e insegna scrittura creativa e tecniche di narrazione.
Prossimamente saranno svelati altri importanti autori che parteciperanno all’evento. Le informazioni sulla manifestazione e sul concorso letterario, sono disponibili nella pagina Facebook di Giallo Trasimeno.

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