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Il documentario su e con Francesca Cesarini in concorso al XVII Festival internazionale della cinematografia sociale “Tulipani di Seta Nera”.

Selezione importante per Come una piuma, documentario umbro (prodotto da MenteGlocale) del regista Daniele Suraci, che racconta la vicenda umana e sportiva di Francesca Cesarini, campionessa mondiale di Para Pole Dance e vincitrice dell’edizione 2023 di Italia’s got talent (Disney+).

Il lavoro (33 minuti) girato principalmente a Magione (PG), dove Francesca risiede, sarà in concorso al XVII Festival internazionale della cinematografia sociale “Tulipani di Seta Nera” e in gara anche per il Premio speciale “Sorriso RAI Cinema Channel”. Il Festival, organizzato dall’Associazione L’Università Cerca Lavoro (UCL), è la rassegna di audiovisivo breve che racconta, attraverso le opere cinematografiche selezionate per il concorso, storie d’autore di interesse sociale. Come si legge dal sito ufficiale: “Qui la diversità e la fragilità trovano una pluralità di narrazioni che hanno l’obbiettivo di comunicare la condizione di ogni individuo e sostenerne l’integrazione nella società italiana e internazionale. L’attenzione verso il cinema dei nuovi autori emergenti con Tulipani di Seta Nera si sposa, finalmente, con la doverosa opera di sensibilizzazione su delle tematiche sociali delicate e complesse”. Il festival si svolgerà dal 9 al 12 maggio 2024 a Roma.

Il film di Suraci racconta il desiderio di riuscire, la determinazione nell’affrontare la vita nonostante le difficoltà e la necessità, a volte, delle sfide. Una coming of age story, una racconto di crescita e conoscenza di sé. Un progetto nato nel febbraio del 2022 e realizzato grazie a una raccolta fondi online, promossa dall’associazione MenteGlocale sulla piattaforma Produzioni dal basso, che ha coinvolto 103 donatori tra persone e aziende.

Dopo aver visionato le oltre sessanta opere iscritte (solo nella sezione documentari) alla presente edizione del Festival, il direttore artistico della sezione documentari, Christian Carmosino Mereu, Rai Cinema, ha deciso di selezionare Come una piuma tra le sedici opere che che concorrono per il Premio Sorriso RAI Cinema Channel.

La storia e le imprese artistiche e sportive di Francesca oggi sono note a livello nazionale e anche oltre (vista la vittoria dell’edizione 2023 di Italia’s got talent e la sua partecipazione anche alla versione spagnola della produzione Disney+).

 

L’atleta Francesca Cesarini

 

Il film racconta con il linguaggio del documentario l’adolescenza di una ragazza che mette in mostra il suo corpo attraverso uno sport dove la perfezione fisica ha la sua importanza; il coraggio di mostrarsi per come si è. Il ruolo di un mentore, lo sport come via d’uscita efficace da una vita fatta (almeno sulla carta) di limiti fisici, la sua grande determinazione. La sua rinascita e il passaggio dall’adolescenza verso la giovinezza.

Una storia vera, un racconto intimo sul percorso sportivo della protagonista; sui suoi sogni e sulle sue fragilità, l’adolescenza e un amore per se stessi che, piano piano e poi all’improvviso, inizia a sbocciare. Francesca Cesarini ha scelto uno sport dove le braccia fanno praticamente il 90% del lavoro ed essere arrivata a farlo in modo eccellente è stata solo una delle soddisfazioni che è riuscita a prendersi, ancora così giovane. Il film è realizzato da Daniele Suraci, aiuto regia Giallo Giuman, fonico Daniele Scialò, interviste Giorgio Vicario. Il progetto, prodotto grazie alla raccolta fondi su Produzioni dal basso, è cofinanziato da EticaSGR e grazie al supporto di Banca Etica, Civ – Compagnia per l’innovazione e per i valori, CIV Suisse, Cancelloni Food Service, Invertika, The Pole, NaturaSì – Perugia via della Pallotta, Promovideo.

 


Link per vedere gratuitamente il documentario: http://bit.ly/3PWHVCV

«Sono onorato e molto soddisfatto per questo risultato. È una candidatura che corona il percorso di successo del documentario, un successo sia di critica che di pubblico».

Il documentario Perugino. Rinascimento immortale, diretto da Giovanni Piscaglia e narrato dall’attore Marco Bocci, è entrato nella cinquina della categoria Documentari sull’Arte dei Nastri d’Argento 2024. Il premio viene assegnato alle opere più meritevoli dal Sindacato Nazionale dei Giornalisti Cinematografici: delle cinque selezionate, tre andranno alla super finale da cui uscirà il vincitore che riceverà il premio.

 

Marco Bocci e Giovanni Piscaglia

 

Il docufilm di Piscaglia (qui trovate la nostra intervista) racconta la vita e le opere del Perugino, partendo dal suo legame con l’Umbria e dai paesaggi luminosi che spesso l’artista ha immortalato sullo sfondo dei suoi dipinti. Ma vuole soprattutto riscattare la figura di Pietro Vannucci, dandogli il giusto posto nella storia dell’arte e mettendone in luce le novità, i meriti e il carattere.

«Sono onorato e molto soddisfatto per questo risultato. È una candidatura che corona il percorso di successo del documentario, un successo sia di critica che di pubblico, e consolida il mio rapporto con la Galleria Nazionale dell’Umbria – tra i più positivi della mia carriera – e soprattutto con l’ex direttore Marco Pierini, che ha dato il via al progetto. Sono anche felice per l’Umbria, alla quale viene riconosciuto il valore di una realtà storico-artistica e paesaggistica di notevole importanza» ci spiega Giovanni Piscaglia.

 

Il dietro le quinte del ducufilm

 

Il regista non è nuovo ai Nastri d’Argento: «Nel 2019 sono arrivato in finale con Van Gogh. Tra il grano e il cielo (nei primi tre che è secondo step di scrematura dopo l’annuncio della cinquina) e ho ricevuto una targa, anche se non ho vinto. Poi, nel 2020, Ermitage (il docu d’arte sul museo di San Pietroburgo), del quale ho scritto la sceneggiatura, si è portato a casa il Nastro d’Argento come Miglior documentario d’arte. Certo, vincere il premio per la regia di un prodotto tutto mio che ho iniziato da solo, sarebbe bellissimo. È un percorso che ha coinvolto piano piano tante realtà, partendo da Arpa Umbria per proseguire con la produzione di Mario Paloschi per Ballandi, fino alla distribuzione con Nexo Digital. Senza dimenticare Marco Bocci, presente a tutte le presentazioni e con il quale ho stretto una bella amicizia. Mi raccomando… tifate, tifate tifate» conclude il regista. Ora non ci resta che incrociare le dita e aspettare il verdetto nelle prossime settimane.

Sul mare per il mare. Il Premio Atlantide, nato dall’idea di un perugino, si terrà a bordo della nave Seashore domenica 8 ottobre alle 9.30 nel porto di Civitavecchia.

A bordo della nave Seashore della flotta MSC, ormeggiata nel porto di Civitavecchia, salpa domenica 8 ottobre alle 9.30 la VII edizione del Premio Atlantide.

 

Nave Seashore della flotta MSC

 

Nato nel 2016 da un’idea del perugino Vittorio Bianchini, appassionato di mare ed esperto di subacquea, il premio negli anni si è affermato come il maggior riconoscimento nazionale per la diffusione della cultura del mare. Ogni anno, infatti, è stato insignito a chi ha dedicato la vita e le attività alla scoperta, alla ricerca e alla divulgazione della tutela di mare e oceani.

Dall’anno scorso il premio si è costituito come Fondazione, dotandosi di un autorevole comitato tecnico-scientifico deputato all’identificazione e alla scelta dei premiati che, anche per questa settima edizione, rappresentano l’eccellenza dei settori in cui operano: dalla ricerca e tutela dei cetacei (Sabina Airoldi, Istituto Tethis), all’attenzione alle normative internazionali (Miguel Bernal, FAO), dall’archeologia subacquea (Barbara Davidde, sovrintendente al patrimonio culturale subacqueo) alla delicata questione dello sminamento sottomarino (Veselin Vesko Mijalovic, sminatore). Tra i premiati anche un riconoscimento alla memoria di Domenico Cubeddu, palombaro altofondalista della Marina Militare scomparso lo scorso febbraio.

 

Vittorio Bianchini

 

«Non è casuale la scelta della nave Seashore come location» afferma Vittorio Bianchini. «L’impegno di MSC nella riduzione delle emissioni e nel trattamento delle acque reflue è in linea con la mission del Premio. Una best practice all’interno di un volano importante per l’economia del mare, aspetto fondamentale che deve costituire opportunità e non minaccia». Gli fa eco Claudia Carrescia, del comitato tecnico-scientifico della Fondazione e autrice e presentatrice della cerimonia. «L’edizione 2023 del Premio ha luogo sul mare, per il mare. La rosa dei premiati ci permetterà una vera e propria immersione in un racconto avvincente di un mondo incantato, ma assai vulnerabile, la cui tutela si agisce con comportamenti responsabili a terra».

Il Premio gode del patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare e della Regione Lazio ed è possibile grazie alla collaborazione di Agostino Calò – spedizioni internazionale e al supporto di MSC Crociere.

 


Il programma dell’evento è consultabile a questo link.

Lord Byron, durante suo Gran Tour e dopo aver visitato alcune città del nord Italia, da Venezia giunse in Umbria, dove rimase ammaliato dalla bellezza della natura e del paesaggio della nostra regione. Anche la scrittrice Aurora Soranzo è venuta in Umbria, come il protagonista della sua opera, a ritirare il riconoscimento letterario nell’ambito del Deruta Book Fest.

Aurora Soranzo

George Gordon Byron. conosciuto ai più come Lord Byron, il grande poeta inglese, che scelse nel 1816 di venire in Italia per sottrarsi ai duri giudizi dei suoi connazionali sulla sua reputazione, trasformò il suo soggiorno in un duraturo amore italico attratto dalle bellezze della nostra penisola e, nel viaggio verso Roma, dopo aver conosciuto Venezia, Firenze e Genova, visitò l’Umbria nella primavera del 1817. Il cuore verde dell’Italia, e in particolare tre luoghi umbri caratterizzati dall’acqua, hanno rapito la sua sensibilità poetica: la Cascata delle Marmore, le fonti del Clitunno e lo specchio argenteo del Lago Trasimeno. La bellezza della natura e del paesaggio dell’Umbria hanno folgorato nell’animo Lord Byron, che considerava l’ambiente e l’acqua, come pura bellezza da venerare.

Recentemente, in occasione della manifestazione letteraria umbra Deruta Book Festival, Lord Byron è ritornato in Umbria, grazie all’autrice padovana Aurora Soranzo, con il libro dal titolo I luoghi di George Byron nel Veneto. Il Lord che parlava veneziano, edito da Mazzanti Libri.

Il poeta, considerato uno dei massimi esponenti della poesia britannica, quando lasciò il suo Paese e giunse a Venezia, fu attratto immediatamente dalla bellezza della città lagunare ed entrò immediatamente nella sua vita sociale e culturale. Aurora Soranzo descrive minuziosamente e con precisione i luoghi veneti che Lord Byron visse e frequentò, e porta il lettore a spasso insieme con il celebre verseggiatore britannico. Riferito all’opera della scrittrice padovana, anche l’ormai scomparsa Regina Elisabetta aveva ringraziato Aurora per averle inviato una lettera con una copia del suo libro I luoghi di George Byron nel Veneto. Il Lord che parlava veneziano.

 

 

Aurora Soranzo, è una persona poliedrica con molte sfaccettature creative e culturali, che si occupa di grafologia e nel 2021, presso il Conservatorio Verdi di Milano e nell’ambito del Premio Universum del Patrimonio Femminile, le è stato accreditato il riconoscimento Lode del Genio femminile come scrittrice storica. Nel 2022, in occasione del Deruta Book Fest, la scrittrice di Padova, attribuita come finalista al concorso letterario organizzato da Bertoni Editore, si è classificata con il suo libro su Byron, al sesto posto così come riconosciuto dalla giuria presieduta dal poeta e curatore editoriale, Bruno Mohorovich.

«Il cinema è un’esplosione del mio amore per la realtà». (Pier Paolo Pasolini)

Il Love Film Festival di quest’anno racconta proprio la realtà, in molti aspetti: «È un’edizione ricca di contenuti che coniuga cinema, attualità e argomenti sociali». Con queste parole il direttore artistico Daniele Corvi illustra la quinta edizione del festival dedicato alla settima arte, che si svolge a Perugia da oggi fino a lunedì 6 maggio. Sette film in concorso e cinque cortometraggi, eventi culturali e tanti ospiti: è quello che troveranno gli amanti del cinema e non solo… in città!

 

Il Grifone d’Oro

 

L’idea di realizzare questo festival è nata nel 2014 dall’associazione culturale Perugia Love Film, con l’intento di raccontare l’amore per le arti attraverso l’opera cinematografica. Un amore in tutte le sue sfaccettature, ma soprattutto attraverso il cinema. «Il nostro obiettivo è quello di creare un momento di condivisione culturale e di riportare il cinema nel centro Italia, mostrando anche la bellezza della nostra terra. L’Umbria a livello cinematografico è molto indietro, anche rispetto a piccole realtà come noi, penso alla Basilicata e al Trentino Alto Adige. Non c’è l’Umbria Film Commission, che servirebbe tantissimo. Noi come festival abbiamo dato lo scorso anno un contributo notevole, perché le produzioni della serie tivù Il Nome della Rosa e del film di Paul Verhoeven sono state legate al nostro evento. Quest’anno non ci fermeremo e avremo una grande produzione americana che verrà per dei sopralluoghi in vista della realizzazione del prossimo film sulla vita di San Francesco. Occorre però cambiare subito tendenza, perché come regione stiamo perdendo delle grandi opportunità, cinematograficamente parlando: abbiamo paesaggi, storia e bellezze artistiche che dovrebbero essere maggiormente sfruttate» spiega Daniele Corvi.

Tanti tipi di amore

Nelle cinque giornate del festival si alterneranno diversi tipi di amore: quello per l’innovazione e l’ambiente, per il fairplay e lo sport, per le donne, per la cultura e lo spettacolo, per i giovani e l’avventura. Ogni giornata avrà workshop a tema, film e illustri personaggio del mondo del cinema: sono attesi l’attore Franco Nero, i registi Giovanni Veronesi e Giacomo Battiato, il fotografo Fabio Lovino e la madrina dell’evento la giornalista Giorgia Cardinaletti.

 

Il direttore artistico Daniele Corvi, foto by Photo Veg Video

La giornalista Giorgia Cardinaletti, foto by Photo Veg Video

Il nome Love Film Festival non fa riferimento a film di sfondo unicamente romantico, ma al tema Amore nelle sue innumerevoli sfaccettature: amore per l’arte, per la musica, per la danza, per lo sport, per una città e per tutto quello che è riconducibile a esso. Quest’anno la scelta dei temi affrontati ricalca la stretta attualità, con un tema su tutti, quello del femminicidio. «La scelta di questi argomenti è avvenuta quasi per caso: tutto è iniziato durante in Festival di Taormina dove abbiamo incontrato un’associazione che si occupa proprio di femminicidio. Da qui siamo partiti per introdurre all’interno del festival questo importane argomento. Poi è stato aggiunto il fairplay e dell’innovazione: tutti temi attualissimi per rendere ancora di più il cinema un momento di incontro e confronto» aggiunge il direttore artistico.

 

Franco Nero

Un appuntamento da non perdere è l’incontro – domenica – con Franco Nero, che riceverà il Grifone alla Carriera: «Franco Nero è stato scelto sia perché è un grandissimo attore, sia per la storia d’amore che ci verrà a raccontare e che vive da anni con Vanessa Redgrave. Inoltre, è uno dei pochi attori che ancora lavora a livello internazionale: questi i motivi per conferirgli questo riconoscimento» conclude Corvi.
Tutti gli incontri si svolgeranno presso la Sala conferenze della Galleria Nazionale dell’Umbria.

 


Love Film Festival, il programma completo.