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C’è un grande fermento nel tuderte dove le novità fioccano come i pollini in primavera e nascono nuove ciclabili e pedonabili: “Transameria”, “Slow food del territorio”, “Benvenuti a Casa Mia” e il “Circuito del Furioso”.

Tutto porta a godere, o forse è meglio dire a scoprire il territorio, immergendosi profondamente e gustando ogni suo particolare che va dalla posizione del sentiero alla natura che si attraversa, dalla conoscenza dei castelli al cibo.

Circuito del Furioso

Qui in Umbria si sta mettendo in pratica il famoso detto: festinare lento = sbrigarsi adagio. I latini dicevano che per fare le cose bene bisognava sbrigarsi, ma al contempo bisognava gustare lentamente quello che si faceva.
L’ultimo nato è il Circuito del Furioso: un sentiero ciclopedonale che si snoda tutto sul lato destro del Tevere tra Todi e Montecastello di Vibio e che potrebbe sembrare un circuito come un altro da un lato qualsiasi di Tevere e basta. Ma non è proprio così. Per capirlo bisogna fare un salto indietro nel tempo.

La storia

Fino a pochi decenni fa chi stava a destra del Tevere non aveva modo di andare a sinistra, salvo raggiungere a distanza di tanti chilometri un traghetto oppure un ponte. La divisione era netta, come l’Autostrada del Sole, che però ha tanti attraversamenti da sopra o da sotto. Qui invece niente. Tra Todi e Perugia si stava a destra o a sinistra. Un ponte si trovava a Ponte San Giovanni (Perugia) e collegava l’est e l’ovest dell’Italia mentre l’altro era 50 chilometri più a sud a Pontecuti.
Quest’ultimo permetteva di salire a Todi a chi proveniva da Orvieto. Nel mezzo: il nulla, perché il fiume era troppo largo. Nel Medioevo vi era un ponte anche a Montemolino, ma fu distrutto attorno al 1300 e non se ne fece più niente.
Le strade erano solo sentieri che andavano di paese in paese e salivano sulle colline dove dominavano i castelli e dove si erano sviluppati borghi di poche anime. Il Circuito del Furioso, che presto verrà inaugurato, è un anello di 17 chilometri che seguendo rigorosamente i tracciati storici passa accanto a sei castelli e a un convento.
In Umbria i castelli non mancano mai, come del resto in Trentino o in Valle d’Aosta; qui non saranno altrettanto belli, ma sicuramente sono più numerosi.
Per conventi ed eremi invece la partita è ancora aperta. Ci troviamo sulla destra del fiume e il percorso passa da Piandiporto, Pian San Martino e sfiora Pontecuti. Il Tevere adesso non è più un fiume maestoso e non fa più paura. Ormai il volume delle acque si è molto ridotto, le piene sono sempre più rare e le dighe controllano quello che resta. Nel passato però il fiume era ricco di acque, vorticoso e pericoloso, tanto che sotto lo sperone di Montemolino per la sua violenza si meritò l’appellativo di Furioso. Ed era proprio lì quel ponte che nel 1300 fu distrutto nella lotta spietata tra guelfi e ghibellini, ponte che non venne più ricostruito ma sostituito da un traghettatore. Per ben sei secoli vi hanno lavorato i traghettatori, poi con l’avvento delle automobili si pensò che un ponte potesse essere ancora utile. Era il 1924.

Abazia San Bartolomeo

Ormai in dirittura di arrivo, il progetto Circuito del Furioso dovrebbe essere inaugurato a giugno prossimo 2021 con interessanti proposte per chi soggiorna a Todi almeno due notti. Tra queste, un tour domenicale in bici (per un massimo di 25 persone) guidato da Walter Nilo Ciucci che, appassionato e grande conoscitore del territorio, ha esplorato le vecchie tracce e disegnato il nuovo tracciato sull’antico, valorizzandone la natura e quella storia che lui ben conosce.
Gli antichi viaggiatori si dovevano portare al seguito ogni sorta di cibo e bevande, oggi invece seguendo questo percorso ci si porterà solo dell’acqua perché questa ciclabile offre anche un’esperienza gastronomica. Lungo il suo percorso si potranno infatti gustare tutti quei piatti che prima erano riservati solo a chi si muoveva sulla destra del fiume come: la brosega, la ciaramicola, i crostini alla ghiotta e le fave in insalata e la famosa frittata al tartufo. Molti si chiederanno cosa sono questi nomi insoliti? Sono i piatti della tradizione contadina che volutamente non spiego per stimolare la vostra curiosità e soprattutto lasciarvi la sorpresa. La passeggiata sarà a pagamento.

Il Teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio e l’Orto Medievale del complesso Monumentale di San Pietro a Perugia sono stati i suggestivi luoghi che hanno ospitato con successo la presentazione di Tante storie a Borgo Gioioso, composto da un audiolibro e un gioco per bambini dai 3 ai 10 anni. L’occasione? La Festa dei Nonni e della rassegna Umbria Libri.

 

foto di Lucia Magionami

Monte Castello di Vibio ha celebrato la Festa dei Nonni presso il Teatro della Concordia, con un grande successo di pubblico che ha registrato il tutto esaurito.
Con l’occasione è stato presentato Tante storie a Borgo Gioioso, un cofanetto contenente il gioco e l’audiolibro ispirato alla favola Avventure a Borgo Gioioso.
L’evento è stato inaugurato e patrocinato dal Sindaco del Comune di Monte Castello di Vibio, organizzato da Giuliana Sabatta, presidente dell’UniTre locale e ospitato da Edoardo Brenci, direttore del Teatro.

Foto di Stefano Fasi.

La presentazione, molto apprezzata e divertente, ha visto un gruppo di amici come interpreti.
Dal bravissimo attore Mirko Revoyera che, con una lettura recitativa, ha interpretato alcuni passi della favola, accompagnato sapientemente dal pianoforte del noto maestro Enrico Bindocci. Ne è nato un sintonico duetto che ha alternato alla voce recitante di Mirko le sonorizzazioni create ed eseguite da Enrico. Entrambi hanno rapito l’attenzione di grandi e piccini, catapultandoli nelle atmosfere incantate e gioiose del Lago Trasimeno descritte dall’autore della favola, Marco Pareti.

Foto di Stefani Fasi

Del gruppo di amici, la divulgatrice scientifica Irene Luzi ha raccontato, con un’esposizione divertente e spiritosa, certi comportamenti di alcuni rappresentanti dell’ecosistema lacustre, che poi sono diventati personaggi della favola in audiolibro e del gioco: Gamberello, Svassino, Tinchella e Canneto. Ha presentato Gianluca Galli di Morlacchi Editore.
All’interno del cofanetto ci sono una chiavetta USB, su cui è registrata la favola recitata da Mirko e sonorizzata da Enrico, e il gioco, composto da 28 carte, ideato da Mirko con il supporto della psicologa Lucia Magionami.
Tante storie a Borgo Gioioso di Marco Pareti, Mirko Revoyera ed Enrico Bindocci, con le illustrazioni di Sara Belia ed edito da Morlacchi, ha la finalità di stimolare la creatività e l’immaginazione del bambino ed è pensato come strumento ludico e didattico a supporto di nonni, genitori e insegnanti. I testi sono scritti con font ad alta leggibilità, adatto anche per le persone con D.S.A.
Il giorno dopo, la presentazione è stata replicata presso l’Orto Medievale di San Pietro a Perugia, in seno alla rassegna Umbria Libri. Anche qui il numeroso e divertito pubblico ha potuto apprezzare le fantastiche performance, a tratti esilaranti, del consueto gruppo di amici, a cui si è aggiunta Sara Belia, la bravissima illustratrice dei personaggi della favola lacustre.