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Presentati i risultati del progetto per la conservazione preventiva e programmata dei suoi beni artistici, realizzato da Archimede Arte per il Nobile Collegio del Cambio, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.

Il Nobile Collegio del Cambio scansionato al millimetro, a trecentosessanta gradi: dai dipinti, agli arredi lignei, alle volte, al portale d’ingresso. È un progetto di digitalizzazione importante quello realizzato nella “banca più bella del mondo”, una delle testimonianze più preziose del rinascimento perugino, con l’obiettivo di garantire una conservazione preventiva e programmata dei suoi beni artistici. Un lavoro presentato in videoconferenza dal Rettore del Nobile Collegio, il professor Vincenzo Ansidei di Catrano, assieme all’avvocato Francesco Depretis, in rappresentanza della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia che ha sostenuto il progetto portato avanti dallo stesso Collegio.

 

 

Affidato ad Archimede Arte, azienda umbra leader nel settore dei rilievi 3D, consulente del Ministero dei beni e delle attività culturali per la digitalizzazione, con alle spalle servizi di altissima qualità resi ad importanti enti proprietari di beni di ineguagliabile valore artistico quali i Musei Vaticani, il progetto consente non solo di tutelare il Nobile Collegio del Cambio, ma anche di attuare una minuziosa ricognizione dello stato di salute del patrimonio conservato dentro la straordinaria sede, incastonata tra le mura di Palazzo dei Priori.

L’obiettivo del Nobile Collegio del Cambio: tutelare, conservare e valorizzare il patrimonio. “Il Nobile Collegio del Cambio, sede della Corporazione dei Cambiavalute, edificata nella splendida cornice di Palazzo dei Priori, rappresenta uno scrigno unico di tesori artistici, tra i più importanti della città, meta di turisti e studiosi da tutto il mondo – ha esordito nella presentazione del progetto il Rettore, professor Vincenzo Ansidei di Catrano -. Custodisce al suo interno autentici capolavori della storia dell’arte italiana, come gli affreschi della Sala dell’Udienza realizzati da Perugino, gli arredi e gli intarsi lignei, opera di Domenico del Tasso e Giampiero Zuccari, le decorazioni della Cappella di San Giovanni, eseguite da Giannicola di Paolo. Negli ultimi decenni, grazie al generoso sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, sono stati eseguiti importanti interventi di restauro, sia degli affreschi che dell’arredo ligneo. Più recentemente si è provveduto al restauro conservativo dei Portoni e della preziosa Matricola del 1377. Oggi, ci è apparsa quindi particolarmente interessante – ha sottolineato Ansidei – la possibilità di commissionare un progetto che consentisse di accertare con estrema precisione lo “stato di salute” dei luoghi, in modo tale da poter tutelare preventivamente i preziosi e delicati beni artistici presenti nell’antica sede dei Cambiavalute. Le innovative tecniche di digitalizzazione aprono inoltre inediti scenari di studio, e la minuziosa e dettagliata ricostruzione fotografica consente già oggi agli storici dell’arte di effettuare valutazioni ancora più approfondite sugli affreschi di Perugino e dei suoi collaboratori. Questa iniziativa, tecnologicamente avanzata, testimonia ancora una volta l’attenzione e la cura del Nobile Collegio del Cambio nello svolgimento del suo compito istituzionale precipuo, che è quello di conservazione, tutela e valorizzazione del patrimonio storico-artistico di cui è custode. E attesta la sensibilità della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, da sempre vicina al Collegio in questo percorso di tutela e valorizzazione”.

Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, si punta all’innovazione culturale. “La Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia – ha detto Francesco Depretis – ha sempre prestato molta attenzione alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio artistico, inteso come valore da conservare e tramandare quale eredità culturale del nostro territorio ma anche un elemento importantissimo per le sue ricadute sociali ed economiche, ad esempio in termini di sviluppo turistico. Attraverso la nostra programmazione abbiamo, quindi, sostenuto negli anni numerosi progetti che vanno in questa direzione, alcuni attivati dalla Fondazione stessa, altri attraverso i bandi a tema nel settore dell’arte, uno strumento che vuole stimolare la collaborazione tra Enti, Associazioni ed Istituzioni su temi specifici per cogliere al meglio le opportunità di portare un’innovazione concreta e duratura nelle attività culturali. Il progetto che presentiamo oggi, orientato alla salvaguardia e alla conservazione di uno dei luoghi culturali simbolo della città di Perugia, rappresenta dunque un traguardo importante, certamente per chi lo ha realizzato –  dimostrando come la salvaguardia delle risorse ereditate dal passato siano una responsabilità individuale, oltre che collettiva –  ma anche per la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, per la quale il tema dell’innovazione culturale sta assumendo sempre più rilevanza anche in seguito all’emergenza sanitaria: realtà aumentata, percorsi virtuali e digitalizzazione sono e saranno sempre di più  gli strumenti del futuro per proteggere e conservare il nostro patrimonio artistico, per offrirlo alla più ampia fruizione e per mantenere vivo il dialogo con il mondo dell’arte. Non è casuale che uno dei bandi a tema del programma 2021, la cui apertura è in programma nel mese di aprile, sia indirizzato proprio alla digitalizzazione del patrimonio storico artistico, bibliografico e archivistico del territorio”.

 

 

La filosofia di Archimede Arte: una passione per diffondere l’arte alle future generazioni. “Siamo felici di aver potuto essere al fianco di una icona della città e dell’arte rinascimentale perugina. Operiamo con una precisa filosofia, una passione che ci porta a dare il massimo per tutelare l’arte e poterla trasmettere alle future generazioni, unita al desiderio di trasmettere a tutti la bellezza dell’arte come strumento di crescita individuale”, ha spiegato Aldo Pascucci, amministratore unico di Archimede Arte, intervenuto alla presentazione del progetto. L’opera di rilievo laser scanner, fotogrammetrico e termografico del Nobile Collegio del Cambio – ha poi continuato a spiegare Pascucci -, ha consentito la digitalizzazione nella sua interezza, con rilievi laser georeferenziati integrati con tecniche di fotogrammetria, a livello di immobile e di opere, e monitorata con indagini termografiche, per una tutela completa ed accurata di tutto il patrimonio. Un lavoro realizzato attraverso strumenti laser e altre tecnologie altamente professionali in grado di rilevare gli immobili artistici con una densità maggiore di 0,5 millimetri pixel. I rilievi garantiranno, innanzitutto, la salvaguardia dei beni selezionati attraverso la loro digitalizzazione e la possibilità di conoscere tutti gli aspetti più minuziosi. Le attività di rilievo artistico supporteranno un obiettivo di conservazione programmata nel medio e nel lungo periodo delle opere architettoniche (pareti, soffitti, volte e pavimenti) attraverso interventi di rilievo a cadenze temporali pluriennali di controllo.

I dati risultanti da tali analisi potranno supportare progettazioni avanzate di interventi volti a ridurre i rischi che gravano sull’integrità di beni di immenso valore, come quelli del Nobile Collegio del Cambio. “I rilievi termografici – ha concluso Pascucci – hanno consentito di verificare la situazione degli affreschi delle pareti e della volta affrescata dal Perugino. Inoltre, grazie a software di post elaborazione grafica si ottengono rappresentazioni tridimensionali estremamente minuziose nella qualità del dettaglio, facilmente esportabili e utilizzabili su piattaforme digitali e gestionali”.

«Da una parte vorrei che nessuno, dopo avermi ascoltato e aver chiesto spiegazioni, resti deluso. Inoltre vorrei che, emendati i numerosi luoghi erronei o mutili e svelati quelli oscuri, il lettore curioso null’altro possa desiderare».

 

Francesco Maturanzio (1443-1518) era un importante letterato perugino, umanista al servizio delle arti e della città, docente universitario, segretario comunale, ambasciatore e storico municipale. L’origine del suo cognome nasce proprio in ambiente perugino: il nonno, Matteo di Giovanni, esercita l’arte di conciare di panni di lana, attività poi praticata anche da Marco, padre di Francesco. Da qui l’origine del cognome Matarazzo, poi trasformato dallo stesso Francesco in Maturanzio per nobilitare la famiglia.
Francesco Maturanzio dedica tutta la sua vita allo studio: in Grecia, culla della classicità, approfondisce la lingua. Tornato in patria nel 1474, il suo stato d’animo risente del grave travaglio politico che colpisce Perugia in quegli anni: il disordine morale e sociale, le lotte, spesso cruente, tra le nobili famiglie dei Baglioni e degli Oddi, lacerano gli entusiasmi e gli ideali patriottici che animano il pensiero dell’umanista. Decide così di lasciare la sua città per Vicenza; tornerà a Perugia nel 1497, richiamato dall’amato umanista Amico Graziani, a cui si deve la commissione al Perugino degli affreschi del Collegio del Cambio.

 

L’ispirazione

L’opera più autentica e matura che accosta il letterato alle arti figurative è proprio il complesso ed erudito impianto iconografico sotteso al ciclo pittorico del Collegio del Cambio. Il ciclo si presenta, agli occhi dello spettatore, come un organismo unitario, ma molto complesso. Francesco Maturanzio ha preso in considerazione molte opere erudite per la propria ispirazione – per esempio il De Astronomia di Igino per il cielo. Nella sua biblioteca è infatti presente una stampa dell’opera del 1482, da cui probabilmente sono stati tratte le figure dei Trionfi dipinti sulla volta.
Per la riproduzione delle quattro Virtù Cardinali e degli eroi, la fonte iconografica dalla quale Maturanzio ha preso ispirazione è il De Inventione di Cicerone; una stampa è anch’essa presente nella sua biblioteca e reca delle annotazioni dell’umanista. Infine, sotto la volta della Luna, è rappresentato Catone. Questo personaggio richiama da vicino la personalità dell’umanista perugino: entrambi accettano la solitudine dell’esilio pur di mantenere il proprio ideale di libertà contro la tirannide e contro tutti gli odi politici. Lo stoico romano è infatti, un ritratto simbolico di Francesco. Maturanzio così appone la propria firma all’interno di un grande scrigno del Rinascimento italiano.

 

La mostra

La Biblioteca Augusta, a 500 anni dalla morte, celebra lo studioso perugino con una mostra: Francesco Maturanzio. Le rotte dell’Umanesimo, visitabile fino al 26 gennaio 2019, curata da Francesca Grauso, Alberto Maria Sartore e Paolo Renzi, nella quale rivive la sua prestigiosa raccolta libraria – conservata proprio all’interno della biblioteca – oltre a documenti, in gran parte inediti, provenienti dalle raccolte dell’Archivio di Stato di Perugia e dalle città nelle quali Maturanzio ha insegnato.
Alcuni volumi giungono in Augusta grazie all’originario lascito di Prospero Podiani, altri vi sono trasferiti nel 1798, per merito del bibliotecario Luigi Canali; la biblioteca ha potuto così conservare la maggior parte dei libri appartenuti a Maturanzio. All’interno della mostra è possibile ammirare un manoscritto miniato della Biblioteca Bertoliana di Vicenza, un registro dell’Archivio di Stato di Vicenza, una raccolta autografa di orazioni dell’Archivio storico dell’Università di Perugia, gigantografie di immagini degli affreschi del Collegio del Cambio e un frammento di affresco del palazzo Baglioni sul Colle Landone. In mostra anche la ricostruzione dell’albero genealogico della famiglia di Maturanzio, ricostruito da Alberto Maria Sartore.
È una raccolta accuratamente selezionata sia in vista della conservazione degli antichi testi, sia in funzione della formazione personale; risalta la presenza della prima edizione in lingua originaria dell’intero corpus di Aristotele, pubblicata in cinque volumi da Aldo Manuzio. Un documento identificato da Alberto Maria Sartore si rivela di fondamentale importanza per la ricostruzione della sua biblioteca: nell’ottobre del 1529, alla morte di Aurelio Apollinare, figlio di Francesco, viene resa esecutiva la volontà espressa nel testamento paterno di donare la propria biblioteca al monastero dei Benedettini di S. Pietro.

La mostra ha ottenuto il logo Anno europeo del patrimonio culturale 2018.

 


Francesco Maturanzio. Le rotte dell’Umanesimo

26 ottobre – 26 gennaio 2019

Sala espositiva della Biblioteca Augusta