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Nel programma della campagna nazionale di Legambiente Goletta dei Laghi, e in occasione della sua tappa umbra che toccherà i due laghi principali della regione, a Piediluco e al Trasimeno, prenderà il via domenica 18 luglio anche la seconda edizione di Trasimonto… in bici, la biciclettata al Trasimeno.

Si partirà intorno alle 18.00 dalla stazione ferroviaria Magione per pedalare su una bellissima strada panoramica sopra il Lago e lungo l’anello ciclabile fino al tramonto, con sosta vista Lago al porticciolo di San Feliciano per poi rientrare verso la stazione di Magione. Da e per la stazione di Magione ci si potrà muovere anche utilizzando il servizio di trasporto bici su tutti i treni regionali umbri, di nuovo disponibile dallo scorso 13 giugno anche grazie al lavoro congiunto di sollecitazione fatto a Trenitalia da parte di Fiab e di Legambiente nei mesi scorsi quando il servizio era stato dismesso. Un percorso di straordinaria bellezza (20 km circa di media-bassa difficoltà), che ci offre la possibilità, anche con noleggio bici, di godere le meraviglie dei luoghi e dei paesaggi lacustri al tramonto.

 

 

L’appuntamento in sella alle nostre bici, promosso da Legambiente, insieme a FIAB e all’associazione Pedala il futuro, vede anche la collaborazione della Pro Loco di San Feliciano e il patrocinio del comune di Magione. Trasimonto ha l’obbiettivo di condividere e innescare la cultura della mobilità dolce come stile di vita e come mezzo ideale per conoscere e vivere il territorio, con l’intento di promuovere anche una forma di turismo regionale slow, che vogliamo far decollare anche in Umbria come leva per il rilancio ecosostenibile dell’economia regionale. L’intento è dunque quello di muoversi in rete con le associazioni del territorio, con gli appassionati della bici e con chiunque voglia mettere in comunione idee, proposte, eventi per sviluppare un progetto collettivo dedicato alla bici e alle nostre città dove poter vivere meglio, gustare, toccare con la ruota un territorio e conoscerlo attraverso le sue peculiarità, gli angoli nascosti e le eccellenze che lo caratterizzano.

Insomma il tutto all’insegna della Felicità: bici+treno+Lago+tramonto e ristoro, il gruppo di ciclisti sarà scortato da un’auto elettrica, 100%zero emissioni, messa gentilmente a disposizione gratuitamente dalla Concessionaria Central Car di Perugia. La mappa completa e le informazioni sul percorso sono visibili oltre che sulle pagine facebook  di Legambiente e di FIAB Perugia Pedala, anche sul sito web di Legambiente Umbria (https://www.legambienteumbria.it/trasimonto-in-bici-2-edizione/).

L’evento, sarà anche occasione per raccontare ai partecipanti le azioni del progetto LIFE Blue Lakes, che ha l’obiettivo di ridurre e prevenire la presenza delle microplastiche nei laghi, attraverso un approccio integrato di governance, formazione, strumenti tecnologici e di monitoraggio, azioni di informazione e sensibilizzazione rivolte alle istituzioni, ai portatori di interesse e ai cittadini. In questo importante progetto europeo, il lago Trasimeno rappresenta uno dei cinque siti pilota e sarà il luogo dove si terranno altri Lakes days, eventi dedicati alla diffusione dei temi affrontati dal progetto.

C’è un grande fermento nel tuderte dove le novità fioccano come i pollini in primavera e nascono nuove ciclabili e pedonabili: “Transameria”, “Slow food del territorio”, “Benvenuti a Casa Mia” e il “Circuito del Furioso”.

Tutto porta a godere, o forse è meglio dire a scoprire il territorio, immergendosi profondamente e gustando ogni suo particolare che va dalla posizione del sentiero alla natura che si attraversa, dalla conoscenza dei castelli al cibo.

Circuito del Furioso

Qui in Umbria si sta mettendo in pratica il famoso detto: festinare lento = sbrigarsi adagio. I latini dicevano che per fare le cose bene bisognava sbrigarsi, ma al contempo bisognava gustare lentamente quello che si faceva.
L’ultimo nato è il Circuito del Furioso: un sentiero ciclopedonale che si snoda tutto sul lato destro del Tevere tra Todi e Montecastello di Vibio e che potrebbe sembrare un circuito come un altro da un lato qualsiasi di Tevere e basta. Ma non è proprio così. Per capirlo bisogna fare un salto indietro nel tempo.

La storia

Fino a pochi decenni fa chi stava a destra del Tevere non aveva modo di andare a sinistra, salvo raggiungere a distanza di tanti chilometri un traghetto oppure un ponte. La divisione era netta, come l’Autostrada del Sole, che però ha tanti attraversamenti da sopra o da sotto. Qui invece niente. Tra Todi e Perugia si stava a destra o a sinistra. Un ponte si trovava a Ponte San Giovanni (Perugia) e collegava l’est e l’ovest dell’Italia mentre l’altro era 50 chilometri più a sud a Pontecuti.
Quest’ultimo permetteva di salire a Todi a chi proveniva da Orvieto. Nel mezzo: il nulla, perché il fiume era troppo largo. Nel Medioevo vi era un ponte anche a Montemolino, ma fu distrutto attorno al 1300 e non se ne fece più niente.
Le strade erano solo sentieri che andavano di paese in paese e salivano sulle colline dove dominavano i castelli e dove si erano sviluppati borghi di poche anime. Il Circuito del Furioso, che presto verrà inaugurato, è un anello di 17 chilometri che seguendo rigorosamente i tracciati storici passa accanto a sei castelli e a un convento.
In Umbria i castelli non mancano mai, come del resto in Trentino o in Valle d’Aosta; qui non saranno altrettanto belli, ma sicuramente sono più numerosi.
Per conventi ed eremi invece la partita è ancora aperta. Ci troviamo sulla destra del fiume e il percorso passa da Piandiporto, Pian San Martino e sfiora Pontecuti. Il Tevere adesso non è più un fiume maestoso e non fa più paura. Ormai il volume delle acque si è molto ridotto, le piene sono sempre più rare e le dighe controllano quello che resta. Nel passato però il fiume era ricco di acque, vorticoso e pericoloso, tanto che sotto lo sperone di Montemolino per la sua violenza si meritò l’appellativo di Furioso. Ed era proprio lì quel ponte che nel 1300 fu distrutto nella lotta spietata tra guelfi e ghibellini, ponte che non venne più ricostruito ma sostituito da un traghettatore. Per ben sei secoli vi hanno lavorato i traghettatori, poi con l’avvento delle automobili si pensò che un ponte potesse essere ancora utile. Era il 1924.

Abazia San Bartolomeo

Ormai in dirittura di arrivo, il progetto Circuito del Furioso dovrebbe essere inaugurato a giugno prossimo 2021 con interessanti proposte per chi soggiorna a Todi almeno due notti. Tra queste, un tour domenicale in bici (per un massimo di 25 persone) guidato da Walter Nilo Ciucci che, appassionato e grande conoscitore del territorio, ha esplorato le vecchie tracce e disegnato il nuovo tracciato sull’antico, valorizzandone la natura e quella storia che lui ben conosce.
Gli antichi viaggiatori si dovevano portare al seguito ogni sorta di cibo e bevande, oggi invece seguendo questo percorso ci si porterà solo dell’acqua perché questa ciclabile offre anche un’esperienza gastronomica. Lungo il suo percorso si potranno infatti gustare tutti quei piatti che prima erano riservati solo a chi si muoveva sulla destra del fiume come: la brosega, la ciaramicola, i crostini alla ghiotta e le fave in insalata e la famosa frittata al tartufo. Molti si chiederanno cosa sono questi nomi insoliti? Sono i piatti della tradizione contadina che volutamente non spiego per stimolare la vostra curiosità e soprattutto lasciarvi la sorpresa. La passeggiata sarà a pagamento.

Giovedì 2 luglio ore 18,00 (disponibile da venerdì 3 luglio alle 12:00 sulla pagina Facebook di AboutUmbria), secondo appuntamento con Otium et negotium a cura di Marco Pareti, una rubrica di approfondimento promossa da AboutUmbria e nata per affrontare un tema cruciale e di grande attualità: la mobilità dolce.

Fra gli ospiti il Sindaco di Perugia Andrea Romizi, a testimonianza di come l’argomento sia di grande importanza anche per il capoluogo umbro. In una città come Perugia con un rapporto auto/abitanti più alto di Italia – ben 72,7 auto ogni 100 abitanti (dati Osservatorio Euromobility 2018) – e in una regione, l’Umbria, dove già prima dell’emergenza Covid-19 e il conseguente crollo nell’uso della mobilità pubblica solo 7000 lavoratori al giorno, appena il 2,2% della popolazione, facevano uso dei mezzi pubblici per raggiungere il luogo di lavoro (dati Istat 2019), la neonata associazione sportiva e culturale Pedala il Futuro (come altre già attive sul territorio perugino tra cui Fiab Perugia Pedala), intende promuovere culturalmente l’uso della bicicletta e la mobilità alternativa e dolce (pedonale e ciclabile in primis) sia per gli spostamenti casa-lavoro-scuola, sia come occasione per esaltare salute, socialità e rigenerazione urbana orientata alla sostenibilità ambientale.

 

 

Per farlo, l’associazione Pedala il Futuro lancia una serie di dibattiti web e un evento pubblico che si svolgerà entro l’estate con il coinvolgimento di altre associazioni che operano nel territorio. In queste occasioni vogliamo invitare a discutere pubblicamente tutti i soggetti interessati per creare possibili sinergie e progetti in favore di una mobilità dolce a Perugia.

Durante il primo confronto web La mobilità dolce al tempo del coronavirus svoltosi l’8 maggio scorso durante la fase di lockdown, si è discusso con Lorena Pesaresi, ecologista, già assessore all’ambiente e alle politiche energetiche del comune di Perugia e membro dell’associazione Europa Comunica, e il dott. Gianluigi Rosi, medico e appassionato di salute e benessere, del progetto Bike sharing di Perugia che i due idearono assieme nel 2012 e che oggi purtroppo langue nell’abbandono.

Si è parlato con l’architetto Viviana Lorenzo, esperta di progettazione urbana e processi partecipativi e docente presso The Umbra Institute, di esempi nazionali e internazionali di tactical urbanism orientati alla mobilità dolce, e con il prof. Luca Ferrucci, economista e professore ordinario di Economia presso l’Università degli Studi di Perugia, dell’economia del turismo in bicicletta e delle sue potenzialità.

Giovedì 2 luglio alle ore 18,00 – ma disponibile da venerdì 3 luglio alle ore 12 nella pagina Facebook di AboutUmbria – il Sindaco di Perugia Andrea Romizi assieme a Francesco Consalvi, operatore del settore e del bike tourism, a Ruggero Campi, Presidente ACI di Perugia, dibatterà e approfondirà nuove idee per la Perugia di oggi e di domani.