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La tradizione vuole che il 6 gennaio sulla tavola degli umbri spunti fiera… la torta di Pasqua.

Dolci, carbone (per i più cattivi) e caramelle, ma non solo. Il 6 gennaio in Umbria si mangia anche la torta di Pasqua. Non può mancare sulle tavole – in particolare quelle perugine – perché l’Epifania è la prima Pasqua dell’anno e quindi va celebrata con il prodotto tipico della regione legato a questa ricorrenza. La torta – pizza nell’Umbria del sud, crescia a Gubbio – con il formaggio, oggi si trova facilmente in ogni periodo dell’anno, a differenza di come accadeva anticamente, quando era relegata a piatto del periodo pasquale o al giorno della Befana. Farcita, accompagnata dai salumi o semplicemente sola, soffice e resa più gustosa dal formaggio, è dunque immancabile anche il 6 gennaio.

Qui trovate la ricetta tradizionale.

 

prodotti tipici umbria

La prima Pasqua… la prima torta

La presenza in tavola della torta di Pasqua è legata alla celebrazione della prima Pasqua dell’anno che, per la religione cristiana, coincide con l’arrivo dei Magi il 6 gennaio; è una festività molto importante in quanto si ricorda il manifestarsi del Dio bambino. Nella chiesa cattolica, ortodossa e anglicana è una delle massime solennità dell’anno liturgico, come la Pasqua, il Natale e la Pentecoste.

Ma più famosa è la Befana, la vecchietta che a cavallo di una scopa scende dal camino portando in dono dolci, caramelle, frutta secca o carbone e aglio ai più cattivi. L’etimologia della parola Befana – corruzione lessicale di Epifania – deriva dal tardo latino epiphania, dal verbo greco, epifàino (che significa mi rendo manifesto) o dal sostantivo femminile epifàneia (manifestazione, apparizione, venuta, presenza divina). La sua storia è molto antica e legata (forse) a riti propiziatori pagani risalenti al X-VI secolo a.C., per favorire i cicli stagionali dell’agricoltura. Un’altra ipotesi collegherebbe la Befana con un’antica festa romana, che si svolgeva in inverno, in onore di Giano e Strenia – da cui deriva anche il termine strenna – e durante la quale si scambiavano regali.
Di certo c’è che l’Epifania… tutte le feste porta via!

Una squadra speciale composta da uomini e donne della Polizia di Stato, Carabinieri, Vigili del Fuoco e personale sanitario, impegnati in prima linea nel lockdown natalizio, porterà in dono per l’Epifania I Racconti del Ciocco di Stefano de Majo, narrati dall’attore finestra per finestra, grazie all’autoscala dei Vigili del Fuoco, scortata dalle Volanti della Polizia di Stato e dalle Gazzelle dei Carabinieri.

La manifestazione, che si svolgerà il 5 gennaio alle ore 16, è stata organizzata da Edi Cicchi, Assessore al Welfare del Comune di Perugia, in collaborazione con Leonardo Varasano, Assessore alla Cultura, al Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, Michele Zappia e con il supporto di AboutUmbria Magazine. L’operazione, volta a dare vicinanza ai degenti e sanitari della residenza per anziani Volumni di Ponte San Giovanni a Perugia è stata intitolata La Mia Forza nel Tuo Sorriso e il cantore delle fiabe Stefano de Majo narrerà per l’occasione dell’Epifania, la Fiaba della Befana. È una favola per grandi e bambini che attraverso un racconto mirabolante e poetico ripercorrerà l’antica storia della Befana e l’importanza del dono, alternando affabulazione e divertimento, con citazioni di San Francesco e dei Re Magi.

 

Stefano de Majo

 

La fiaba farà comprendere l’importanza culturale e umana del dono, prezioso tanto per chi lo riceve quanto per colui che lo porge.  Il dono in fondo segna l’inizio della nostra civiltà, perché compiere un atto concreto di offerta, simboleggia il mettersi al servizio dell’altro, il medesimo spirito che muove gli uomini e le donne del Pronto Intervento della Polizia di Stato, dei Vigili del Fuoco e tutto personale sanitario nei confronti della comunità, ancor più in questo momento. Il dono anche quando è piccolo e semplice, resta un legame che unisce per sempre e arricchisce l’intera comunità, non solo chi lo riceve ma ancor più chi lo compie.

 

Racconti del Ciocco

Anche la raccolta dei Racconti del Ciocco sono volti a donare un sorriso evocando il calore antico della tradizione, quando ci si riuniva attorno al camino, come recita il Pascoli, e il babbo iniziava il racconto. Il dono di un semplice racconto attorno al fuoco rinsaldava così i legami tramandando la cultura e le tradizioni in seno alla famiglia. Non è un caso se i Racconti del Ciocco, scritti e interpretati da Stefano de Majo, per accompagnare le festività del Natale, inizino proprio il 6 dicembre con il Racconto del Dono di Nicolò, l’antico San Nicola o Santa Klaus, per terminare esattamente il 6 gennaio con La Fiaba della Befana e il segreto del Dono.

È dunque il dono che apre e chiude i Racconti del Ciocco ma un dono che offra calore e vicinanza. Questo è il medesimo intento del dono delle fiabe portate dalla Squadra Speciale di Polizia di Stato e Vigili del Fuoco già a Natale alle finestre dell’ospedale, del centro geriatrico e presso le famiglie dei cittadini di Terni e ora per l’Epifania a Perugia.

Il dono di un semplice sorriso, così come di un racconto, vuol rinsaldare così fraterni legami in nome della tradizione antica che tutti ci lega e guardare con fiducia e coraggio al domani non sentendosi soli. L’iniziativa di portare i Racconti del Ciocco di Stefano de Majo, sottolinea l’importanza del dono in uno scambio continuo di doni e calore perché come recitano i Racconti: “…le fiabe non sono solo per bambini e la nostra forza è nei vostri sorrisi”.