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Mentire di fronte alle spunte blu, la pagina made in Perugia da 2 milioni di follower

di Agnese Priorelli

«In un mese vengono sfogliate oltre 2 milioni di pagine del sito. Siamo diventati un prodotto editoriale a tutti gli effetti».

Marco Weiss

Il nome Marco Weiss non vi dirà molto, ma se vi dico Mentire di fronte alle spunte blu, sapete di cosa sto parlando – o quantomeno molti di voi lo sanno. Il trentunenne perugino ha creato nel 2014 questa pagina Facebook che pubblica chat divertenti – anche con un piccolo risvolto sociale – inviate direttamente dagli utenti e oggi conta quasi 2 milioni di follower tra Instagram e Facebook. Un’idea nata per caso che è diventata col tempo un prodotto editoriale e un vero lavoro per Marco: «All’inizio ero solo, oggi ho 15 persone che mi aiutano a scegliere tra i migliaia di screenshot che ogni giorno arrivano».

Che cos’è, per chi non lo sapesse, Mentire di fronte alle spunte blu?

È una pagina Facebook collegata a un sito web (SpunteBlu.it) in cui raccontiamo storie – anticipate da una descrizione – che provengono da chat di Whatsapp, Instagram Messenger e Telegram. Oggi tutti usano questi social e spesso si creano racconti a puntate molto divertenti che la gente legge in pochi minuti.

Quando è nata questa pagina?

Nel 2014. All’epoca studiavo psicologia all’università e mi ero accorto che su Facebook nascevano tantissime pagine. Più o meno sempre in quel periodo Whatsapp cambiò le spunte da verdi a blu, questo provocò il panico tra gli utenti; da quel momento era visibile se un messaggio venisse visualizzato o meno. Da qui l’idea di creare – con un gioco di parole – Mentire di fronte alle spunte blu, ispirato anche da un mio amico che non voleva far sapere alla fidanzata che aveva visualizzato un suo messaggio. Io gli consigliai di mentire, da qui il nome! Nel primo giorno di vita siamo arrivati a 20.000 follower. Oggi abbiamo oltre 1.200.000 mila follower su Facebook e 400.000 su Instagram.

Com’è esploso il tutto?

In quel momento Facebook spingeva molto sugli eventi: per lanciare la pagina ho creato un evento divertente che in un giorno ha raccolto 200.000 partecipanti. Da qui ho portato avanti l’idea che alla fine ha funzionato.

Quali sono le chat che hanno più successo?

Sicuramente quella che ha lanciato la pagina è stata la storia di Luca e Cristina. La coppia si era lasciata, ma lei stalkerava il fidanzato con messaggi tragicomici e appostamenti sotto casa. Lui me li ha mandati, li ho pubblicati e in due settimane i follower sono diventati 600.000. Un successo! Siamo finiti nella trasmissione radio Lo zoo di 105 e mi hanno contattato Le Iene. Questo mi ha fatto capire dove poteva arrivare questa pagina, fino a quel momento non lo avevo ben chiaro neanche io.

C’è un argomento che attira di più?

Ovviamente le storie d’amore, fidanzate o fidanzati che litigano, che si lasciano e si insultano, anche se adesso bisogna stare molto attenti con gli argomenti di odio sui social. Però, avendo il sito, i nostri utenti cliccano il link ed entrano, in questo modo siamo un po’ più liberi, anche se Google – col quale abbiamo una collaborazione per la pubblicità – mette delle limitazioni. Ma non sono solo le storie d’amore ad attirare.

 

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Quali altre?

Quelle su argomenti più sociali. Durante il lockdown tutto si era spostato sulle chat, dove avvenivano addirittura colloqui di lavoro o richieste di informazioni su un particolare annuncio lavorativo: le risposte erano allucinanti e portavano alla luce problematiche reali come la retribuzione di 2,50 euro all’ora per un lavoro. Siamo diventati così una testimonianza diretta dei problemi attuali della società.

Ci sono stati mai messaggi che hai dovuto censurare?

Sì. A volte arrivano chat di gente che si insulta pesantemente e quindi non possono essere pubblicate.

Spiegaci come avviene la scelta…

Facciamo una selezione, perché arrivano ogni giorno 200-300 chat. Inizialmente ero solo, oggi siamo 15 a fare questo lavoro. Selezioniamo gli screenshot migliori, chiediamo una breve descrizione e censuriamo i dati sensibili, dopo aver chiesto l’autorizzazione alla pubblicazione. In un giorno riusciamo a pubblicare una decina di storie, sia su Facebook che su Instagram.

Ovviamente solo uno dei due interlocutori è a conoscenza della pubblicazione?

Sì. Dall’altra parte c’è sempre una persona all’oscuro di tutto, che diventa una vittima incosapevole, per questo censuriamo cognomi, nomi, vie e tutti i dati sensibili.

Hai mai avuto problemi?

Una volta ho avuto una sfiga tremenda, perché avevo pubblicato la chat tra due avvocati, ho rischiato tantissimo ho eliminato subito tutto perché la vittima si era accorta e mi aveva minacciato in tutti i modi. Gli avvocati che ci seguono sono sempre sull’attenti e pronti a intervenire (ride).

Dall’Umbria arrivano screenshot?  

Qualcosa è arrivato: mi ricordo di una coppia che si era vista al parcheggio del Quasar a litigare, ma la chat era tutta in dialetto perugino e l’ho eliminata perché era anche piena di insulti pesanti e bestemmie.

Pensi che ci sarà un’evoluzione, un cambiamento dei social?

Veniamo da un decennio decisamente social e non so dove si andrà, tutto cambia così velocemente. Sicuramente la cosa positiva è che si stanno creando dei competitor, internet ormai è in mano quasi esclusivamente a Facebook, già la presenza di TikTok è un passo in avanti. Noi ci limitiamo a conoscere come funzionano i social solo in Italia, ma ci sono altre realtà: in Germania ad esempio Facebook è praticamente morto, in Inghilterra si usa molto Snapchat e poi c’è Twitter che va molto di moda all’estero e meno da noi. Quindi è molto difficile capire come si evolveranno e quali saranno i prossimi cambiamenti. I diversi paesi si comportano in modo diverso.

Sono previste novità nella pagina?

C’è in progetto la realizzazione di video o piccoli cortometraggi tratti dai testi delle chat. È un’idea iniziata due anni fa ma la pandemia l’ha bloccata. Abbiamo poi – da più di un anno – una collaborazione con la pagina Commenti Memorabili, e anche con un’agenzia pubblicitaria di Milano. Il sito è diventato un prodotto editoriale a tutti gli effetti con un milione di utenti al mese e 30/40 milioni di pagine visualizzate sempre in un mese. Siamo in crescita e per me è diventato un vero e proprio lavoro.

Ora ce lo puoi confessare: tu menti di fronte alle spunte blu?

Assolutamente no, altrimenti rischierei di finire su Mentire di fronte alle spunte blu (ride).

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Agnese Priorelli

Laureata in Scienze della Comunicazione, è giornalista pubblicista dal 2008. Ha lavorato come collaboratrice e redattrice in quotidiani e settimanali. Ora collabora con un giornale online e con un free press. È appassionata di cinema e sport.