E’ uscito il libro scritto dal direttore di CESVOL Umbria in cui si racconta la storia del volontariato, ma si offre anche una sagace e puntuale interpretazione del suo ruolo e del suo valore culturale ed economico nella societร odierna dopo la Riforma del Terzo Settore.
E’ in vendita online Volontariato: biografia non autorizzataย (Wiseman Publishing & Video), volume scritto da Salvatore Fabrizio in collaborazione con Flavio Flamini dedicato al volontariato italiano: unโattenta ricostruzione della storia e dei cambiamenti che ne hanno caratterizzato lโevoluzione e il ruolo nella societร italiana. Un approfondimento particolare รจ riservato alla Riforma del Terzo Settore e alle criticitร cui ha esposto le associazioni italiane, ma anche alle opportunitร che una gestione piรน improntata allโefficienza e alla collaborazione tra enti potrebbe generare.
Un punto di vista onesto e mai timido dedicato a chi ha fatto o fa parte di unโassociazione, per capire le cause e gli effetti della storia del volontariato, ma anche per riconoscere e sfruttare le potenzialitร di questa forma di contributo sociale.
โIn questo volume, Fabrizio e Flamini non solo ci raccontano la storia del volontariato in Italia e le tante anime che gli hanno permesso di caratterizzarsi come organismo fondamentale nella vita delle comunitร : ci offrono anche una lettura onesta e dati alla mano della situazione associazionistica dopo la Riforma del Terzo Settore, che richiede un efficientamento e una razionalizzazione delle procedure finora ignorate. E questa, secondo gli autori, potrebbe essere la chiave di volta per trasformare le associazioni in un vero motore di sviluppo e
aggregazione nellโItalia del XXI secoloโ.
Salvatore Fabrizio, campano, vive il mondo del volontariato da anni, prima come operatore e dirigente poi come Direttore di un Centro di Servizi del Volontariato in Umbria. Ha partecipato attivamente allโunificazione e allโintegrazione dei Ce.S.Vol. umbri, segno di un profondo atteggiamento collaborativo e della sua vocazione a vedere il bello prima del problema.
Flavio Flamini si occupa di consulenza di impresa, sviluppo del business e imprenditoria da oltre 15 anni, lavorando a stretto contatto con piccole e medie aziende del tessuto imprenditoriale italiano. Grazie alla prolifica amicizia con Salvatore, ha avuto lโopportunitร di avvicinarsi al volontariato non solo come volontario in passato (con alcune realtร del Centro Italia) ma soprattutto come consulente.
S. Fabrizio, F. Flamini, Volontariato, biografia non autorizzata. Forma e sostanza di un mondo riformato
Edizioni Wiseman Publishing & Video, 2023
hEps://www.wisemansrl.com/
ยซIn Umbria ci sono 26.000 persone che ricevono il nostro cibo e rappresentano il 2,5% della popolazione regionale; un numero in aumento – nel 2019 erano 20.000 โ ma in linea con i dati nazionaliยป.
Massimiliano Avogadri, da settembre 2022 รจ il direttore della sezione umbra del Banco Alimentare. In Italia ci sono 22 sedi regionali che sono nate nel corso degli anni a partire dal 1989, anno della costituzione della Fondazione Banco Alimentare nel nostro Paese. In Umbria la filiale รจ stata creata nel 1996.
Massimiliano Avogadri
La mission della Fondazione Banco Alimentare e di tutte le Food Bank in Europa รจ quella di contribuire ad attenuare il problema della fame, dellโemarginazione e della povertร , promuovendo la lotta allo spreco alimentare, in collaborazione con le istituzioni nazionali ed europee. Per raggiungere lโobiettivo coordina le donazioni e contribuisce al recupero delle eccedenze della filiera agroalimentare verso le Organizzazioni Banco Alimentare (OBA), le quali le distribuiscono gratuitamente alle strutture caritative. Sono 1.700.000 persone in Italia (dati 2021) che hanno ricevuto il cibo tramite la rete delle 7.600 strutture convenzionate. Ma qual รจ la situazione in Umbria? Ne abbiamo parlato con il direttore Avogadri.
Direttore, come prima cosa, per chi non lo sapesse: che cosโรจ il Banco Alimentare?
ร unโorganizzazione non profit di secondo livello che supporta lโoperato delle strutture caritative convenzionate a cui spetta il contatto diretto con le persone indigenti e che si rivolgono a loro per chiedere aiuto. Noi in pratica ci occupiamo di recuperate il cibo, portando avanti la lotta contro lo spreco alimentare e contro la povertร alimentare.
Da dove lo recuperate?
Dalla grande distribuzione organizzata, dallโindustria alimentare e dalla ristorazione; cibo che altrimenti andrebbe buttato, ma che รจ ancora buono per essere consumato. Faccio un esempio: i prodotti che la grande distribuzione โ soprattutto quelli con scadenza breve – non riesce a smaltire, vengono recuperati da noi per essere poi distribuiti fra gli enti caritatevoli della regione. In Italia, ogni anno oltre 5.300.000 tonnellate di alimenti vengono sprecati, di cui oltre 3.600.000 gli sprechi di filiera. Il recupero delle eccedenze alimentari dร ai prodotti ancora buoni un nuovo valore.
Quali sono i dati dellโUmbria?
Nel 2022 sono stati recuperati, raccolti e distribuiti oltre 1.500 tonnellate di alimenti, suddivisi per le 206 strutture caritative.
Chi si rivolge a voi?
Forniamo il cibo alla Caritas, alla Croce Rossa, alla comunitร di SantโEgidio, al Volontariato Vincenziano e a tanti altri enti caritatevoli e strutture benefiche minori, come parrocchie e monasteri. La persona singola non si rivolge a noi. Ci potremmo definire come dei grossisti.
Cโรจ un aumento di soggetti che usufruiscono del cibo del Banco Alimentare?
In Umbria ci sono 26.000 persone che ricevono il nostro cibo e rappresentano il 2,5% della popolazione regionale; un numero in aumento – nel 2019 erano 20.000 โ ma in linea con i dati nazionali. Il dato italiano si aggira intorno a 1 milione e 7 mila persone.
Ci sono anche semplici cittadini che vengono a portarvi il cibo?
Dei piccoli donatori ci sono, ma chiaramente sono una minoranza. Perรฒ il singolo puรฒ farlo grazie alla Giornata Nazionale della Colletta Alimentare (organizzata per la prima volta nel 1997) comprando al supermercato e donando direttamente al Banco Alimentare. Questo rappresenta il 10% delle nostre entrate. Nel 2021 sono stati quasi 5 milioni gli italiani che hanno partecipato alla Colletta e sono state raccolte 7 mila tonnellate di alimenti.
Che tipo di cibo raccogliete?
Prodotti a lunga conservazione e prodotti in scatola: olio, pasta, zucchero, pelati, legumi, carne in scatola e molto altro. Nella nostra sede in Umbria abbiamo celle frigorifere per alimenti freschi e congelati, siamo un vero e proprio magazzino alimentare ben attrezzato e in media smistiamo dalle 1.500 alle 2 mila tonnellate di cibo allโanno, per un valore di quasi 7 milioni di euro.
Quello che fate ha anche un forte impatto ambientale in positivoโฆ
Assolutamente. Il recupero degli alimenti impedisce che questi diventino rifiuti, permettendo cosรฌ un risparmio in risorse energetiche e un conseguente abbattimento delle emissioni di CO2 nellโatmosfera. Nel 2021 le emissioni salvate ed evitate dal Banco Alimentare sono state di 97.118,7 tonnellate di CO2. Quindi, oltre a una riduzione dei costi di smaltimento, cโรจ anche una riduzione in termini di inquinamento.
I volontari all’opera
Come si diventa volontari? Lei come lo รจ diventato?
Di solito ci si presenta in sede spontaneamente. Cosรฌ ho fatto io. Ad agosto 2021 sono tornato in Italia dopo quasi ventโanni allโestero; quando sono rientrato mi sono offerto volontario. Ho lavorato per vent’anni nel mondo del food in Cina, negli Stati Uniti e in Nord Africa, quindi conosco bene questo settore. Visto il mio curriculum mi hanno proposto di diventare direttore operativo della filiale dellโUmbria, ruolo che ricopro da settembre 2022.
Quanti sono i volontari in Umbria?
Sono circa 80 persone, a questi si aggiungono 4 dipendenti.
Portate avanti altri progetti oltre alla Colletta Alimentare?
Ci sono progetti piรน piccoli come il Siticibo, cioรจ il recupero di prodotti dai punti vendita della Grande Distribuzione Organizzata (GDO). In pratica il Banco Alimentare mette in contatto direttamente le strutture caritative e i supermercati piรน vicini, sviluppando la raccolta a chilometro zero: ciรฒ consente di ridurre sensibilmente i costi. Collaboriamo anche con il tribunale per far svolgere lavori socialmente utili a persone che hanno ricevuto condanne leggere: vengono qui e prestano servizio gratuito; e grazie allโufficio del Welfare del Comune di Perugia รจ possibile fare da noi anche tirocini formativi retribuiti per il reintegro lavorativo. Inoltre siamo parte della rete europea dei Banchi Alimentari (Food Banks) e per questo riceviamo prodotti anche dalla Comunitร Europea. LโEuropa produce cibo per essere utilizzato in caso dโemergenza o catastrofi, una parte di questo viene destinata anche ai banchi alimentari; la gestione di questi prodotti spetta a noi, tutto deve essere trasparente e tracciato, vengono verificati gli enti e lโutente finale che riceve la merce. Merce che ovviamente non รจ rivendibile e per questo ha un packaging particolare proprio per evitare il commercio privato.