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L’istallazione è stata presentata al Convento di San Francesco del Monte, dove è possibile ammirarla fino alla fine delle festività natalizie.

Dieci Natività del Perugino in movimento, in un unico presepe 4.0 ad altissima qualità. L’installazione, visibile gratuitamente nel cuore del Convento di San Francesco del Monte (Perugia), dove è possibile ammirarla fino alla fine delle festività natalizie, è stata presentata da Padre Georges Massinelli, guardiano del Convento. Accanto a lui, Padre Simone Ceccobao e Francesco Federico Mancini, professore ordinario di Storia dell’arte moderna dell’Università degli Studi di Perugia, che hanno accompagnato l’inaugurazione con un’analisi storico-artistica sul tema Dall’ottavo centenario della rappresentazione del Presepe di Greccio al quinto centenario delle Natività di Perugino, elaborata per fare luce su due ricorrenze che, proprio in questo periodo dell’anno, trovano una loro coincidenza. L’appuntamento, coordinato da Aldo Pascucci, vicepresidente di Archimede Arte, si è svolto nella storica biblioteca del convento ed ha visto la partecipazione di un folto pubblico. Per l’evento, è intervenuto anche il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, che ha colto l’occasione per condividere con i cittadini questo momento di riflessione a conclusione dell’anno dedicato alle celebrazioni dell’artista Pietro Vannucci. Un presepe multimediale, realizzato appunto con le opere del Divin Pittore che rappresentano scene con la Natività, l’Adorazione dei Magi e dei Pastori, non poteva essere iniziativa più alta – tra quelle orientate a rendere fruibile il patrimonio artistico -, per concludere un anno denso di attività culturali organizzate in varie zone dell’Umbria durante tutto il 2023. Sicuramente quella di Monteripido risulta essere una tra le iniziative più emozionali che, attraverso i colori vividi dei personaggi e degli sfondi realizzati dall’arista, riesce anche a celebrare l’immenso patrimonio di cui si può vantare il Cuore Verde d’Italia, terra sulla quale è nato e morto cinquecento anni fa il grande maestro umbro.

 

 

Le opere del presepe multimediale. Non è un caso che il presepe versione 4.0 sia stato presentato proprio all’interno delle sale del convento di San Francesco del Monte: qui Perugino, tra il 1501 ed il 1502, lavorò lasciando alcuni affreschi, tra cui una lunetta con l’Adorazione dei pastori, commissionata per una delle due cappelle ricavate nel chiostro prospiciente la chiesa ed oggi collocata alla Galleria Nazionale dell’Umbria, dopo il suo distacco nel 1856. Tra quelli una volta presenti a Monteripido, l’Adorazione dei pastori è l’unico affresco pervenutoci realizzato dal Perugino, gli altri sono andati perduti. L’opera, virtualmente riproposta nella sua sede originaria, grazie alla realizzazione multimediale di Archimede Arte si integra in maniera suggestiva con le altre immagini delle opere di Pietro Vannucci quali l’Adorazione dei pastori del Nobile Collegio del Cambio di Perugia, quella della Galleria Nazionale dell’Umbria (dalla pala centrale del Polittico di Sant’Agostino), e del Victoria and Albert Museum di Londra. Sono virtualmente riproposte anche la Natività dell’Art Institut of Chicago e della chiesa di San Francesco a Montefalco insieme allAdorazione dei Magi sita nel Santuario della Madonna delle lacrime di Trevi, alle due presenti nella Galleria Nazionale dell’Umbria (una dipinta in origine per la chiesa di Santa Maria dei Servi a Perugia, l’altra raffigurata nella predella del Polittico di Sant’Agostino), e quella dell’Oratorio dei Bianchi di Città della Pieve.

Natale è già qui. E come ogni anno, si rinnova il dilemma: albero o presepe? Un bel problema, praticamente irrisolvibile!

Presepisti o alberisti si nasce, è l’imprinting che ci segna indelebilmente sin dal nostro primo Natale. Difficilmente si abiura o si passa da una credenza all’altra, magari si sommano le due, ma non si rinuncia all’una per l’altra. Ci sono persone che non hanno dubbi e pensano a costruire il presepe a partire dal 26 dicembre, cioè il giorno dopo Natale.

 

Presepe di Massa Martana in cartapesta

 

Sono i presepisti, persone che lavorano per la gioia di arrivare a Natale con un presepe nuovo, fatto interamente con le loro mani. Ovunque ci sono scuole di presepistica, ma unica è la Scuola Umbra del Presepe di Cartapesta creata a Massa Martana per mantenere viva una tradizione importata direttamente da Lecce e attecchita nella terra dove il presepe è stato inventato.
Peccato che a causa del Coronavirus a Massa Martana quest’anno non si potrà svolgere la solita mostra dei presepi d’Italia e del mondo: una bella occasione per scoprire come anche il Presepe sia legato alle tradizioni di ciascun luogo; raramente infatti le scenografie evocano i luoghi della Palestina dove l’evento si è effettivamente svolto. Roma ha i monumenti, l’Umbria ha le colline, l’Alto Adige ambienta la scena nei masi o nei fienili, i posti di mare hanno sempre il porto.

Il presepe di cartapesta

Il papier mâché, ovvero la carta masticata o cartapesta sembra essere nata tra il Cinquecento e il Seicento in Italia, nel leccese, ma si è diffusa anche in Inghilterra, in Francia e in Russia. Era un materiale poverissimo per fare gli oggetti più disparati perché era modellabile e non marciva. Ebbe grande successo con le statue religiose ricche di drappeggi che imitavano broccati o tessuti preziosi. È la fantasia di chi non può permettersi di acquistare tessuti ricchi nemmeno per vestire le statue.
Un materiale povero che si sviluppò in ambienti poveri, ma anche i ricchi se ne appropriarono. In Russia divenne status symbol avere delle scatole di cartapesta laccate e decorate da grandi artisti. Con la cartapesta sono state fatte maschere, bambole, scatole, giocattoli e i carri allegorici di Viareggio.

 

Il presepe di cartapesta realizzato dai presepisti di Massa Martana

I presepisti di Massa Martana

Ma torniamo al presepe di cartapesta che richiede multiformi capacità artistiche. I presepisti di Massa Martana sono solo cinque e svolgono il lavoro in gruppo. Nessuno dei magnifici cinque ha un ruolo definito, tutti fanno tutto con estrema cura, perché preparare il presepe di cartapesta è una vera scuola d’arte che richiede pazienza, dedizione e molta attenzione per non danneggiare terracotta o panneggi.
Il lavoro si svolge più o meno così: Pietro sceglie il soggetto, ispirandosi alla tradizione più alta che c’è: a Caravaggio oppure al Perugino; Doriana studia le proporzioni; Fabiola studia la scenografia; Elvira modella le parti in terracotta; Giulia piega la struttura portante di fil di ferro; Pietro incolla teste mani e piedi alla struttura di ferro; Fabiola dispone le carte incrociando le trame; Elvira prepara l’impasto di colla; Giulia stende la colla sulle carte; Doriana le modella come vesti; Elvira dipinge le vesti ormai asciutte; Giulia focheggia il tutto per evitare che tracce di umidità ammuffiscano le vesti. Tutto è pronto per essere assemblato. La scenografia è pronta, i personaggi vengono fissati sulle basi, le luci funzionano e la magia del Natale è di nuovo lì.

P.S. Io sono alberista.