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Dall’1 al 3 settembre numerosi appuntamenti a Tuoro e a Isola Maggiore Presenti tanti autori e l’attore Christian Ginepro

Tutto pronto per la terza edizione di “Giallo Trasimeno”, il festival nazionale letterario dedicato al poliziesco e al “crime” di genere in programma nell’affascinante cornice lacustre umbra, tra Tuoro sul Trasimeno e Isola Maggiore, dall’1 al 3 settembre prossimi.

L’evento vedrà la partecipazione di tantissimi scrittori ed editori provenienti da ogni parte d’Italia, che per l’occasione presenteranno i propri lavori nell’ambito di un programma intenso, non privo di molte particolarità e momenti speciali e con la partecipazione di firme di spicco del genere letterario legato al mondo dei libri gialli: da Paolo Roversi e Barbara Perna a Alessandra Carnevali e Angelo Longoni passando per Michele Navarra. Organizzata da Europa Comunica Cultura e Marco Pareti, in collaborazione con il Comune di Tuoro sul Trasimeno, il GAL Trasimeno-Orvietano e le “Pro Loco” di Tuoro e Isola e con il supporto a livello di comunicazione di RTN Web Radio-Tv, la manifestazione si svilupperà in tre giorni caratterizzati da tanta suspense e qualificata cultura.

Ricco il programma di appuntamenti che attende gli appassionati del genere noir, a partire da venerdì 1 settembre (alle ore 11) ad Isola Maggiore con la presentazione del “Club del Giallo” con Lorella Marini e Rita Boini, mentre mezz’ora più tardi si terrà invece la presentazione dei volumi “Humanitas” di Domenico Carpagnano e “Il sonno dell’acqua” della stessa Lorella Marini. Cambio di location invece per gli appuntamenti pomeridiani previsti in Piazza del Rondò a Tuoro sul Trasimeno: alle 17 i saluti delle Istituzioni locali e la sfilata di moda in giallo a cura di Shaila Sabatini., mentre alle 18.45 il programma si arricchisce con la presentazione del libro “Il peso del coraggio” (Fazi Editore) di Michele Navarra, per poi proseguire alle ore 21.15 con la presentazione del libro “Alla vecchia maniera. Il primo caso del commissario Botero” (Mondadori) di Paolo Roversi.

Nella mattinata di sabato 2 settembre Isola Maggiore vedrà protagonisti diversi scrittori, con ben due presentazioni collettive: alle 11 spazio a “Non guardarmi” di Riccardo Riccardi, “La trasfigurazione mediatica di Chiara Maffei” di Francesco Calzoni e “Sangue agli Dei” di Stefania Nosnan; altra carrellata di autori a mezzogiorno con: “Diritto di sangue” di Patrizia Calamia; “Tutte le parti del mondo” di Franco Limardi e “La quarta luna” di Fabio Angeloni.

Alle 17, invece, ancora in Piazza del Rondò a Tuoro sul Trasimeno presentazione del libro “Il segreto del calice fiammingo” (Ali Ribelli Edizioni) di Patrizia Debicke Van der Noot. Alle 18, poi, verrà presentato il libro “Il capro” (Il Saggiatore) di Silvia Cassioli.

Appuntamento serale alle ore 20.45 con la Cerimonia di premiazione della sezione “Editi” e “Racconti”, che vedrà anche il conferimento di un riconoscimento speciale alla famiglia in memoria dell’avvocato Gianmarco Cesari, recentemente scomparso. La serata si concluderà con la presentazione del libro “L’essenziale è invisibile agli occhi – Annabella Abbondante” (Giunti) di Barbara Perna.

Molto attesa anche la giornata di domenica 3 settembre che si apre alle 11 con una presentazione collettiva con protagonisti i libri “Back Home” di Leonardo Araneo, “Enigma mortale” di Francesca Fabiani, “Ti guardo” di Marco Sessi e Vanni Cigarini e “L’abbraccio della notte” di Titti Preta. A seguire spazio alla Cerimonia di premiazione della sezione “Inediti”.

Attesissimo, inoltre, l’appuntamento alle ore 17.30 in Piazza del Rondò a Tuoro con l’attore Christian Ginepro, della celebre fiction Rai “Rocco Schiavone”, che per l’occasione presenterà il suo libro “Torna da me” (Bertoni editore).

Alle ore 18.30 si prosegue con la presentazione del libro “Lo strano caso del quadro scomparso – Un’indagine del commissario Adalgisa Calligaris Vol. 8” (Newton Compton Editori) di Alessandra Carnevali; per poi concludere alle ore 21.15 con la presentazione di “L’imprevedibilità del bene” (Giunti) di Angelo Longoni.

Giova ricordare che “Giallo Trasimeno” avrà anche una finalità sociale: per l’occasione, infatti, verranno donati alcuni libri alla Biblioteca comunale e alla “Pro Loco” di Tuoro sul Trasimeno da parte della Bertoni editore che è partner dell’evento. L’intera manifestazione potrà essere seguita sul portale www.rtnradio.it e sulla pagina Facebook “Giallo Trasimeno”.

Torna Ephebia Festival nei giorni 8 e 9 settembre 2023. Durante le serate del festival i volontari dell’Associazione Ephebia si impegnano a portare nella cornice del Parco Pubblico B. Donatelli (meglio conosciuto come parco dei Pini) a Narni Scalo, un’occasione di condivisione imperdibile.

Un evento inclusivo dedicato alla musica indipendente, un evento, come sempre, ad ingresso interamente gratuito. La prima serata del Festival, Ephebia Roots, è dedicata ad artisti locali: sul palco di Ephebia saliranno infatti Laika Flee!, Il Branco, Ok Bye e Uto,  tutti gruppi che sono parte del panorama musicale umbro, alcuni dei quali presenteranno nuovi inediti e altri si esibiranno per delle attesissime reunion.

Durante la serata del 9 settembre, invece, si esibiranno: Sonoalaska (vincitrice del Lunatika Contest) You (vincitore di Ephebia Contest 2022-2023) Yosh Whale e Studio Murena. Al termine del live set sarà il turno di Dj Blond, ormai nome affermato tra i dj de panorama nazionale.

Il programma di attività delle serate di Ephebia Festival comincia alle ore 18 con attività per bambini e non solo, con la presenza in loco delle associazioni che collaborano con Ephebia rendendola una realtà viva e dinamica sempre impegnata a creare momenti di condivisione per tutti. Essendo anche quest’anno presenti, oltre alle varie attività pre-concerto, le aree dedicate ad artigiani e associazioni e l’area food and beverage, le due giornate si presentano come un momento di incontri che possano coinvolgere al meglio tutto il territorio.

Ephebia è entusiasta e orgogliosa della possibilità di organizzare il festival al Parco dei Pini, il verde del Parco è, infatti, la cornice perfetta per lasciare che, anche quest’anno, germoglino i frutti del lavoro dei volontari dell’associazione. Di fondamentale importanza rimane la rete delle associazioni che sostengono le nostre iniziative, Panpot/Associazione Attenti al Kane e Lunatika in primis, linfa vitale della promozione culturale del nostro territorio.

Ringraziamo il Comune di Narni per l’opportunità, il Sindaco, gli Assessori e tutti i dirigenti e gli impiegati del Comune di Narni che abbiamo incontrato sul nostro cammino.

 

Il programma

8 settembre

Dalle ore 18 apertura stand e inizio attività.

A seguire:

Lika Flee!

Il Branco

Ok Bye

Uto

 

9 settembre

Dalle ore 18 apertura stand e inizio attività.

A seguire:

Sonoalaska

You

Yosh Whale

Studio Murena

DJ set a cura di Blond

 


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Dire a un pianista: «suoni come un bambino» è diventato un grande complimento, dopo aver ascoltato le esibizioni dei ragazzi e delle ragazze al TIMM Todi International Music Master.

È stato indimenticabile veder suonare dei virtuosi la cui età oscilla tra 10 e 18 anni. La musica elettronica ci ha disabituato ad ascoltare i solisti, ci ha disabituato ad ascoltare i grandi musicisti del passato – da Beethoven a Chopin e Mozart – e ci ha disabituato a vedere mani che si muovono così veloci da fare fatica a seguirle. Le attuali tastiere elettroniche hanno un suono che si avvicina molto a quello del pianoforte, però una tastiera messa in una grande sala da concerto è una cosa piccolina mentre lo Steinway a coda, nero lucido, col coperchio aperto e le ruote bloccate, riempie da solo la sala, si impone e intimorisce chi come me non sa suonare. Se guardo una tastiera elettronica penso che non sia necessario saper leggere uno spartito, al suo interno ci sono tanti programmi che aiutano e danno l’illusione di essere musicisti. Il pianoforte a coda non perdona, pretende di essere suonato da chi la musica la conosce bene e solo allora libera la sua magia. Suonare un pianoforte a coda ha i suoi riti.
Il pianista arriva, saluta il pubblico. Poi si siede e regola l’altezza del seggiolino. Controlla la distanza dalla tastiera e dai pedali. Quindi, mani posate sulle gambe, si concentra. Sul piano non ci sono spartiti. Tutti suonano a memoria. Poi inizia. Le mani volano sulla tastiera, l’attraversano tutta, si inseguono, si superano, tempestano i tasti, poi si acquetano. Arpeggi, note ribattute, ritmo, interpretazione, tutto il repertorio pianistico è nelle dita di questi giovani interpreti.

 

Parker Wolf con il diploma

 

Questi pianisti si possono paragonare ai piloti di F1, solo che loro non hanno davanti un’automobile, ma un grande pianoforte a coda che dominano con perizia da professionisti. La sera della chiusura del Festival ho visto Parker Wolf (13 anni), che avevo già intervistato, vincere una borsa di studio. Quando ci siamo salutati gli ho chiesto un parere su queste due settimane intense di musica e mi ha detto che la sua esperienza in TIMM è stata davvero molto piacevole. Si è divertito a imparare da tanti maestri diversi e si è fatto degli amici. Le lezioni sono servite a farlo migliorare e lo hanno fatto uscire dalla sua nicchia di sicurezza. Suonare con l’orchestra è stata una sfida per testare le sue capacità di affrontare una novità così impegnativa e mettere in atto quello che gli avevano insegnato. Spera di poter essere qui anche il prossimo anno per affinare ulteriormente le sue capacità.
Il direttore artistico Antonio Pompa Baldi mi diceva che questi ragazzi la mattina fanno la loro prima prova con l’orchestra e la sera, in concerto, mostrano già dei miglioramenti. Insomma è una pozione magica, come quella di Asterix, che miscela studenti bravi, insegnanti molto capaci, un’orchestra disponibile e tanta voglia di migliorare.

La 56ª edizione del Festival delle Nazioni è dedicata all’Italia e si inquadra nel progetto triennale che vede esplorare la cultura musicale di nazioni che lasciarono una eredità culturale e linguistica nei territori conquistati nel periodo coloniale.

 

Fino al 7 settembre a Città di Castello va in scena il Festival, in cui non è solo la musica a regnare. Questa 56esima edizione è dedicata all’Italia e a una sua produzione musicale in parte rimossa nella memoria collettiva, in quanto celebrativa di avventure coloniali che per la loro crudezza stesero un’ombra sulla storia dello Stato italiano.
Anche per questo la produzione musicale, che vide coinvolti tutti i più grandi compositori italiani – tranne pochissime eccezioni – che agirono fra le due guerre, è rimasta finora poco esplorata.
Nel decennio precedente alla Seconda Guerra mondiale furono organizzate numerose manifestazioni e concorsi cui parteciparono sia come compositori che come giurati i più importanti autori italiani: Alfano, Cilea, Zandonai, Pedrollo, Malipiero, Pizzetti, Mascagni ed altri, con musiche per film, brani sinfonici e cameristici dai titoli suggestivi echeggianti immagini e avventure, in realtà poco gloriose, che comunque rimangono interessanti dal punto di vista storico e linguistico.
Vi saranno anche testimonianze musicali e letterarie della resistenza etiope dell’epoca, e un originale concerto di musica reggae di Alborosie, interprete italiano di questo genere musicale, riconosciuto internazionalmente che ci porterà a conoscere la cultura rastafari che si ispira proprio all’eroe della resistenza al colonialismo, Hailé Selassié.
Il secondo filone su cui si dipana la programmazione di quest’anno riguarda invece i giovani interpreti italiani che si stanno affermando a livello nazionale e internazionale, come Alexander Gadjiev (di Gorizia) vincitore del secondo premio al famosissimo Concorso Chopin di Varsavia nel 2021 e il violinista Giuseppe Gibboni (di Salerno) vincitore del Premio Paganini nel 2021. Accanto a loro ascolteremo nuovi talenti, promettenti brillanti carriere, che si esibiranno in un repertorio romantico e tardo romantico italiano ed europeo.

Ho incontrato un bambino felice. Parker Wolf è felice di studiare pianoforte sotto la guida di docenti di fama internazionale, è felice studiare sotto la guida di Antonio Pompa Baldi, è felice di essere stato ammesso al Master pianistico di Todi, è felice di essere in Italia con i suoi genitori.

Antonio Pompa Baldi (APB), direttore artistico, mi diceva che quest’anno sono arrivati 36 ragazzi e ragazze giovanissimi, tutti molto bravi e alcuni veramente talentuosi, come Parker. Come ogni anno arrivano da ogni angolo del mondo, soprattutto da Cina e USA dopo aver superato una dura selezione. Ne sarebbero arrivati di più ma ci sono state difficoltà con i consolati italiani di alcuni paesi.

 

Antonio Pompa Baldi

 

Questa è la 7° edizione del Timm – Todi International Music Master Festival che si concluderà il 17 agosto con il concerto finale. Come sempre il Palazzo del Vignola accoglie studenti, insegnati e amanti della musica. Trovarlo è facile. Arrivati alla bellissima Piazza del Popolo basta seguire la musica. Note travolgenti trascinano irresistibilmente verso il palazzo, dove l’ingresso è libero e si può assistere ad alcune lezioni, soprattutto quelle dove gli studenti provano con l’orchestra.
Parker Wolf ha solo 13 anni è arrivato da Pensacola, in Florida, assieme ai genitori. Per anni il ragazzo ha seguito su YouTube i più grandi pianisti per carpire i segreti di quelle esecuzioni.
A Todi si è trovato seduto al piano proprio vicino al suo idolo, il pianista che amava di più, cioè Antonio Pompa Baldi.

La famiglia Wolf

Parker mi ha anche confessato che lavorare intensamente e avere 4 ore di lezione al giorno non gli pesa, perché suonare è la cosa che ama di più; ha mostrato un grande interesse per la musica fin dall’età di 4 anni e – mi diceva la mamma – che le sue potenzialità si sono rivelate dopo poco. È stato per aumentare queste qualità del figlio, che la famiglia Parker è arrivata a Todi, ma a questo si deve aggiungere la qualità e il prestigio dei 7 docenti a farli optare per il master italiano.

APB mi diceva, che oltre alla ormai nota qualità del Master, è l’Italia un richiamo irresistibile per chi suona e studia in Conservatorio. In Italia è nato ed è stato perfezionato il pianoforte, per merito di Cristofori, Scarlatti e Muzio Clementi. Questi artisti hanno trasformato il clavicembalo che aveva un suono meccanico in uno strumento dal suono che si avvicina alla voce umana. Dall’Italia provengono anche i violini Stradivari e tanti altri strumenti. A tutto questo va aggiunto che l’Italia è una calamita irresistibile con la sua storia, bellezza e cucina, e per di più è in Europa, il luogo dove sono nati i più grandi musicisti del passato.

Seguo il Festival da anni e ogni anno ho ascoltato ragazzi e bambini suonare con una bravura impressionante e mi meraviglia vederne così tanti e così bravi. Uno dei motivi è che il metodo d’insegnamento è modificato e adesso ci sono più mezzi per capire se c’è del talento. Anche l’ausilio dei mezzi tecnologici aiuta molto ad affinare interpretazione e tecnica. YouTube è diventato fondamentale per vedere sentire e apprendere. Anche il direttore APB è stato a sua volta un bambino prodigio che si è rivelato prepotentemente già a 4 anni, che a quanto pare, è l’età canonica per scoprire talenti in erba. A 18 anni era già diplomato e da lì, abbinando concerti e perfezionamenti, ha iniziato a esibirsi in tutto il mondo. Prima di lasciare il palazzo del Vignola, Antonio Pompa Baldi ha suonato un preludio di Chopin solo per me. Che regalo!

 

P.S. Quest’anno, per la prima volta il Ministero della Cultura ha dato un contributo economico al Festival TIMM.

Entra nel vivo la festa patronale dell’Assunta dove la tradizione, il folklore e la gastronomia si fondono in un cartello di iniziative di assoluto livello grazie all’impegno di tanti festaioli che con tanta passione cercano di far vivere nel miglior modo possibile la festa più attesa dell’anno.

Una tradizione che si tramanda da secoli come documentato dall’antico Statuto Comunale del 1508 dove già venivano stabiliti gli obblighi che avevano gli amministratori del tempo per la festa dell’Assunta.

 

La presentazione con Alessandro Dimiziani, Eleonora Pace, Marco Bracoloni e Giovanni Quattrone.

 

Il Signore della Festa veniva eletto dal Consiglio degli Anteposti e aveva una importanza paragonabile a quella del Podestà. Aveva incarico dal Comune di spendere dei soldi della Comunità e aveva il diritto di formare una società o comitato dove si poteva iscrivere “un solo uomo per ogni focolare…” quindi una persona a famiglia. Sia il Signore della festa, che i partecipanti al comitato erano obbligati a questo ruolo sotto pena in denaro. I soldi stanziati dalla Comunità servivano come riportato nello statuto, «…per le cose da mangiare, per la cera, per i suonatori e per tutte le cose opportune al decoro della festa…». Il Camerario e gli Anteposti del Comune erano altresì obbligati ad offrire un cero all’altare della Collegiata in onore della Beata Vergine nella vigilia della Festa, mentre il Podestà lo doveva offrire il giorno della Festa. Dopo oltre 500 anni la storia si ripete e quest’anno il Signore della Festa è Stefano Germani che si avvale di un valido Comitato di giovani con il quale ha preparato un programma in grande stile.

Gli eventi

Quest’anno il 14 agosto prima della solenne processione saranno gli amministratori comunali che rievocheranno questa tradizione statutaria con il sindaco Gianluca Filiberti, che offrirà il cero all’altare della Collegiata insieme agli altri amministratori e il gonfalone comunale. Nell’ultimo weekend di luglio partiranno varie iniziative che introducono alla festa patronale con l’apertura delle rievocazioni storiche del Palio dell’Assunta con la Cerimonia di Investitura delle Contrade e con un Festival interregionale della porchetta con produttori provenienti dall’Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo. Per quanto riguarda il programma degli spettacoli la data regina è senza il giorno della festa patronale, il 15 agosto, dove nel campo sportivo comunale si esibirà il gruppo Le Vibrazioni, una delle band più amate del panorama della musica pop italiana.

Anche l’enogastronomia di qualità sarà protagonista di questo agosto lugnanese, con tante iniziative che promuoveranno i prodotti tipici locali in particolare l’iniziativa Lugnano Borgart Cibus, che promuove i prodotti della filiera corta, finanziata dal Gal Ternano, e il brand territoriale Amerino Tipico che comprende una fascia più ampia di produttori locali che si sta trasformando in uno dei due distretti del cibo della provincia di Terni. La Taverna de lo Priore nel centro storico, aprirà i battenti nel primo weekend del mese di agosto (dal 4 al 6 agosto), in occasione della manifestazione Medievale del Palio dell’Assunta, dove si potranno assaporare menu tipici medievali.

Mentre, dal 9 al 16 agosto, la Sagra della Pappardella delizierà i palati dei numerosi turisti che verranno a Lugnano in Teverina, con altrettante serate di intrattenimenti musicali e culturali per tutti.

 

 

Chiuderà la festa Patronale 2023 la tradizionale Cena del Ghetto, detta anche La Cena in Discesa, che è stata istituita nel 2016 da alcuni volontari del borgo Lugnanese, al fine di organizzare una raccolta fondi per la città di Amatrice (dopo il terremoto), in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, che poi è stata trasformata in un evento di valorizzazione delle antiche tradizioni, unite agli incantevoli scorci del borgo. Ogni anno nel mese di agosto, la pittoresca cena di strada in discesa, viene organizzata nel Comune di Lugnano in Teverina, in Via Duca degli Abruzzi, per tradizione luogo storico dove albergavano un tempo botteghe di arti, mestieri e commerci, per offrire ai partecipanti, gustosi piatti della tradizione Umbra, (dall’antipasto al dessert), accompagnati da eccellenti vini locali. Una goliardica serata d’estate da annoverare tra gli appuntamenti di spicco, dove l’allegria, la musica e il folklore, sono i sinonimi di un sicuro coinvolgimento, per una giusta causa.

Infatti, come ogni anno, il ricavato verrà devoluto in beneficenza nei confronti di altre organizzazioni no profit. Come nella scorsa edizione, anche quest’anno il Comitato Cena del Ghetto devolverà i profitti in favore della Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro. Durante questo periodo sarà possibile anche effettuare visite guidate nel Centro storico e nella Chiesa Collegiata di S. Maria Assunta, nel Museo Civico con la sezione Archeologica con i reperti romani della Villa di Poggio Gramignano, e la sezione storica con il Museo della Grande Guerra. Si potrà visitare anche la Chiesa e Convento di San Francesco e la Collezione Mondiale degli Ulivi Olea Mundi.

 


Per prenotazioni 349.6602285- 339.8929659

Corciano Festival pronto ad andare in scena dal 5 al 15 agosto tra conferme e novità. In questo 2023 attenzione tutta per Pietro Vannucci in occasione del cinquecentenario della sua morte.

Edizione numero 59 per l’Agosto Corcianese, promosso dall’associazione turistica Pro Loco Corciano in collaborazione con il Comune di Corciano e con il sostegno della Regione Umbria, della Banca Centro Toscana Umbria – Gruppo Bcc Iccrea, della Fondazione Perugia, nonché di diverse aziende private del territorio, che tornerà a invadere il borgo di Corciano dal 5 al 15 agosto. Un’edizione che gli organizzatori vogliono dedicare a due persone molto care ai corcianesi, recentemente scomparse: Giuseppe Magnini, poliedrico artista che con la sua manualità ha onorato il suo amato Paese, e il maestro Franco Venanti, tra i fondatori dell’Agosto Corcianese.

La presentazione martedì primo agosto alla sala Fiume di palazzo Donini a Perugia, alla presenza di Donatella Tesei (presidente Regione Umbria), Lorenzo Pierotti (sindaco di Corciano), Francesco Mangano (assessore alla Cultura Comune di Corciano), Giorgio Gabrielli (vicepresidente Pro Loco Corciano).

 

Il Festival

Lungo le vie e le piazze del centro storico (e non solo), caratterizzati da suggestivi scorci architettonici rifiniti in pietra di una bellezza unica, prenderà il via il Corciano Festival che, in questo 2023, porterà con sé un programma degno di nota tra arte, cultura, letteratura, musica, gaming, teatro ed eccellenze gastronomiche del territorio con la Taverna del Duca, aperta tutte le sere con presidi Slow Food e prodotti tipici locali.

Immancabili le rievocazioni storiche, vero e proprio cuore del Festival, che porteranno i fruitori “a spasso nel tempo” facendo loro rivivere scene di vita quotidiana del periodo di mezzo fra Medioevo e Rinascimento tra le Serenate dei Menestrelli, la Cerimonia del Lume, il Corteo quattrocentesco del Gonfalone, i combattimenti medievali tra fanti e cavalieri dei quattro rioni (Borgo, Castello, Santa Croce e Serraglio) e la ricostruzione del campo medievale e dello spazio per il tiro con l’arco storico. Novità di quest’anno sarà il quadro scenico della convivialità della corte della famiglia Della Corgna nel gran giorno della festività di Mezz’agosto.

 

 

Arte – In questa 59esima edizione, nell’anno in cui ricorre il quinto centenario dalla sua morte, protagonista della sezione arte sarà il Perugino (1450 -1523), il più importante pittore attivo negli ultimi due decenni del Quattrocento con Il Perugino alla Sistina; un viaggio da Roma a Corciano che si snoda tra la chiesa di San Francesco e la chiesa Santa Maria Assunta, itinerario visivo a cura di Alessandra Tiroli, realizzato grazie alla collaborazione con i Musei Vaticani che hanno concesso l’utilizzo delle immagini.

La sezione letteraria curata da Filippo Bertoni vedrà in scena diverse presentazioni di libri. A dialogare con il pubblico quest’anno saranno Diletta Cappannini, Nora Venturini, Simona Baldelli, Antonietta Petetti, Antonio Pascale, Mario Eleno, Giulio Leoni e Beppe Convertini.In programma anche incursioni di Giulio Scarpati e Silvia Vecchini.

Settore musicale in cartellone tra masterclass con Laszlo Marosi e Diba, nonché esibizione del maestro del sax Javier Girotto. Diversi anche i concerti della Corciano Festival Orchestra diretta da Alessandro Celardi e la premiazione del Concorso Internazionale di composizione originale per Banda.

La sezione teatro vedrà il gradito ritorno a Corciano di Maurizio Schmidt e la compagnia Farneto Teatro che, in collaborazione con Artesia Sicilia, proporrà “L’Orestea” di Eschilo, opera accompagnata da musica dal vivo. In programma anche uno spettacolo di strada tra teatro e arte circense per tutta la famiglia a cura della compagnia Chien Barbu Mal Rasè.

La web app – Anche quest’anno, per rimanere sempre aggiornati sul programma, torna la web app “Corciano Festival” da consultare, senza necessità di alcuna installazione, sui propri smartphone. Nella web app si potranno trovare informazioni utili, programma (aggiornato in tempo reale in caso di variazioni), la descrizione delle mostre, il menu della Taverna del Duca e una mappa del borgo utile per orientarsi. Per consultarla da smartphone: https://festival.corcianoapp.it/#/main

 


Sito ufficiale www.corcianofestival.i

Dal 17 al 20 agosto Astra Arcana, Il Bacio della Medusa, Aldo Tagliapietra, La Maschera di Cera, La Cruna del Lago, Gianni Nocenzi, un omaggio a Franco Battiato, Furio Chirico’s The Trip, Ancient Veil.

Torna l’appuntamento con il progressive rock: la quarta edizione di Trasimeno Prog Festival è stata presentata alla presenza del sindaco di Castiglione del Lago Matteo Burico e dell’assessore alla cultura del Comune di Perugia Leonardo Varasano. Il programma è stato presentato da Massimo Sordi, presidente di Trasimeno Prog, coadiuvato dal segretario Alfredo Buonumori.
Come lo scorso anno la manifestazione avrà un prologo a Perugia giovedì 17 agosto, per poi trasferirsi nel weekend alla Rocca Medievale di Castiglione del Lago dal 18 al 20 agosto, e Leonardo Varasano ha messo in luce la proficua collaborazione fra Perugia e Castiglione del Lago che mette i Giardini del Frontone e la Rocca Medievale in un collegamento artistico che sta dando molte soddisfazioni, garantendo la prosecuzione anche negli anni a seguire: «Ci lavoreremo appena finita la quarta edizione».

 

La presentazione

 

Il via ai Giardini del Frontone di Perugia con un concerto gratuito di due band umbre, nel segno della valorizzazione del patrimonio culturale locale: i giovani “Astra Arcana” ed “Il Bacio della Medusa”, che ritorna al Festival dopo la partecipazione del 2021 a Castiglione del Lago.
«Una collaborazione bella, significativa e fondamentale – ha ribadito Matteo Burico – per Castiglione del Lago e per la Città del Trasimeno. Sapere di poter contare su un capoluogo come Perugia, attento alle iniziative culturali e al loro sviluppo è molto importante. Grazie agli appassionati volontari di Trasimeno Prog e soprattutto a Massimo Sordi per l’enorme impegno profuso nell’organizzazione dell’evento: questo genere musicale è bellissimo e va tramandato alle nuove generazioni. Il palcoscenico della Rocca Medievale è suggestivo e abbiamo pronto un progetto per ampliarlo, renderlo più accogliente, capiente e funzionale alla musica di ogni genere e al teatro».
Massimo Sordi e Alfredo Buonumori hanno presentato il programma castiglionese: in collegamento da Genova è intervenuto Edmondo Romano, eccelso fiatista degli Ancient Veil che suoneranno domenica 20 agosto e presenteranno il nuovo album.

 

Astra Arcana

Il programma

Da venerdì 18 agosto il Festival si sposterà nel classico e suggestivo scenario della Rocca Medievale di Castiglione del Lago, location dove il festival è nato: la band della voce storica delle Orme Aldo Tagliapietra che farà un omaggio all’album Felona e Sorona a cinquant’anni dall’uscita e poi “La Maschera di Cera”, in tour nel ventennale della fondazione.
Sabato 19 agosto sarà una giornata con tre spettacoli sul palco della Rocca: La Cruna del Lago presenterà l’album Schiere di sudditi non escludendo un’anteprima dalla prossima pubblicazione; sarà poi la volta del piano solo di Gianni Nocenzi, reduce da una recente apparizione in Umbria, in un inedito concerto lo scorso mese di maggio con il fratello Vittorio, ed infine si celebrerà a due anni dalla scomparsa la musica del maestro Franco Battiato. Per farlo sul palco l’Orchestra Sinfonica Internazionale composta da 53 elementi e diretta dal maestro Leonardo Quadrini, accompagnata da La Cruna del Lago e da ospiti a sorpresa che saranno svelati in un secondo momento.

 

Furio Chirico’s The Trip

 

Chiusura domenica 20 agosto con un altro doppio concerto; arriverà la nuova formazione “Furio Chirico’s The Trip” che presenterà l’album Equinox, uscito lo scorso anno, oltre ad una rivisitazione del repertorio dell’originale gruppo The Trip, che vedeva tra le sue fila lo scomparso tastierista ligure Joe Vescovi, un giovane Ritchie Blackmore (in seguito con i Deep Purple) e lo stesso Chirico alla batteria. Furio Chirico si è collegato telefonicamente raccontando le sue esperienze.
Infine, un altro fiore all’occhiello della manifestazione sarà gli “Ancient Veil” del fiatista Edmondo Romano con l’anteprima nazionale assoluta del nuovo album della formazione, in uscita in autunno.
Spazio anche ai libri dedicati alla musica: venerdì 18 nel pomeriggio in piazza Bruno Meoni Walter Gatti presenterà il libro “Essenze: vita di Claudio Rocchi” mentre in serata incontro sul palco della Rocca Medievale con Lelio Camilleri per raccontare attraverso i suoi libri un viaggio attraverso i Beatles, Caravan, King Crimson e il suono del progresso.
Sabato 19, sempre nel pomeriggio in piazza Bruno Meoni Fabio Zuffanti ci parlerà di Franco Battiato attraverso il suo più recente libro sull’artista siciliano: “Segnali di vita. La biografia de La voce del padrone”.

Domenica 20 infine sarà ancora la piazza Bruno Meoni ad ospitare la presentazione del libro di M. Deborah Farina presenterà il libro “Osannaples”. Romanzo rock di un sogno psichedelico; poi sul palco della Rocca l’Assessore alla Cultura del Comune di Perugia Leonardo Varasano presenterà il suo libro “Nazione pop; l’idea di patria attraverso la musica”.
Non mancherà per gli appassionati la possibilità di acquisti con la terza “Fiera del disco” nei tre giorni di Castiglione del Lago, in piazza Gramsci, e varie presentazioni di libri dedicati al mondo della musica. Anche quest’anno, quindi, un ricco menù per i seguaci del genere progressive rock, tra tradizione e innovazione; due caratteristiche che da sempre contraddistinguono questa manifestazione.

 


Info al seguente link: https://www.trasimenoprog.com/2023/06/05/festival/
Link acquisto biglietti: https://www.tickettailor.com/events/trasimenoprog/903412
Oppure: prenotazioni@trasimenoprog.com, al numero Whatsapp 338 4329951 o le pagine Facebook e Messenger dell’associazione

Abbiamo ricevuto in redazione questa lettera firmata dalla signora Manuela Molinelli, che porta alla luce le difficoltà che ruotano intorno al mondo della lirica e lo scarso interesse che gli viene riservato in Umbria e in Italia.

Durante la pandemia del Covid19, tra melomani, appassionati di Opera Lirica e addetti ai lavori circolavano soventi frasi condite di speranza, mista a sconforto: “Speriamo che l’Opera sopravviva, speriamo di uscirne presto. L’Opera va vista in teatro, speriamo che le limitazioni vengano abolite per tornare alla normalità.” In verità, almeno per quanto riguarda la nostra serafica regione, la pandemia ha semplicemente svolto il ruolo di capro espiatorio per consentire ai quattro che maneggiano l’intera macchina e ai dieci che ne tirano i fili, di tergiversare e di nascondendosi dietro al nulla.

 

 

Quali sono i veri e propri fatti che ci spiegano come funziona la realtà operistica umbra, se tale si può chiamare?

Senza citare Istituzioni o persone, analizziamo punto per punto lo stato attuale, partendo da coloro che rendono l’Opera in grado di esistere, cioè gli spettatori. Da chi è composto il pubblico umbro appassionato di Opera Lirica? Ebbene, si tratta di persone per lo più over cinquanta. Vuoi per la pandemia, vuoi per altri fattori, nel pubblico non si è verificato un cambio generazionale, che sarebbe stato necessario per la sopravvivenza vera e propria di quest’arte. Il risultato è evidente: a spettacoli e concerti vi sono praticamente sempre numerosi posti invenduti. Quasi del tutto inutile per gli addetti ai lavori sprecar soldi in pubblicità perché, gran parte dei giovani, non conoscendola, se ne frega altamente.

Non si tratta della questione del prezzo dei biglietti, a cui spesso si dà la colpa – perché per andare al concerto del Måneskin i giovani pagano fior di quattrini senza batter ciglio – si tratta proprio di disinteresse totale. A cosa è dovuto questo disinteresse? All’ignoranza più totale riguardo al suddetto argomento.

Vi faccio un esempio concreto: provate a chiedere a un qualsiasi universitario se preferisce la regia di Carsen o di Livermore, e vi guarderà come si guarda un alieno. Facciamone uno più semplice: chiedetegli qual è la sua Opera preferita di Puccini, il 99% rimarrà a bocca aperta come un baccalà. Senza offesa per i pesci. Mentre di giorno in giorno la situazione peggiora e la barca continua a imbarcare acqua, cosa si fa per porre rimedio a questo problema?

Nulla. Oppure si ridicolizza l’Opera, abbassandola a un livello amatoriale, travisandola e offendendola. “Tanto nessuno la capisce! Tanto chi fa caso ai tagli? Tanto chi si accorge che il cantante ha fatto cinquanta stecche e che l’aria non sembra manco lontanamente simile a come è scritta? Tanto che importa se non si capisce nulla della trama? Tanto che importa se non ci sono archi nell’orchestra? Tanto che importa se il direttore salta come un grillo e sembra stia ballando la Macarena, invece di dirigere? Tanto che importa se la regia è praticamente inesistente?”

Non importa nulla! Tanto il pubblico è composto solo da parenti, amici e affini che non sono mai andati all’Opera e che quando usciranno diranno a tutti che è stato bellissimo e che hanno ascoltato un’esecuzione stupenda, quando in realtà a essere vittima di un’esecuzione è stata solo l’Opera stessa. E magari il giorno dopo usciranno articoli fantastici scritti da amici di amici di amici che osanneranno gente che in realtà ha cantato, suonato e diretto in maniera vergognosa, degna nemmeno di un saggio di fine anno delle scuole elementari. Per fortuna non esistono più i terrificanti loggioni come fu a suo tempo quello del Regio di Parma, quindi tutti usciranno felici e contenti dallo scempio, mentre il povero compositore si rivolta nella tomba.

Vi svelo un segreto… non c’è nulla da essere orgogliosi nell’aver prodotto mediocrità! Nulla. E la mediocrità non dovrebbe essere ammessa né scusata in nessun luogo, dal grande teatro al giardino di un paesino medievale. Quando riusciremo a convincere pubblico e autorità che, per non far morire l’Opera Lirica, l’unica cosa fondamentale è mettere la musica, quella vera, in primo piano, senza svilirla crudelmente affidandola nelle mani di incapaci?

La diffusione della mediocrità, seppur compiuta sotto la spinta di nobili intenti, non permetterà alle immortali melodie dei nostri compositori d’insediarsi nei cuori della gente! La mediocrità annoia e non emoziona, la mediocrità può ottenere un momento di gloria momentanea ma niente più. Per riportare davvero in auge l’Opera Lirica sono necessari ARTISTI (lo scrivo in maiuscolo), oltre a persone che comprendano davvero la problematica della morte dell’Opera. Per presentarla a chi non la conosce ci vogliono persone che la amino e la conoscono davvero e soprattutto che non pensano solo ai loro interessi personali.

L’Italia è la patria di Giuseppe Verdi, Gioacchino Rossini, Gaetano Donizetti, Vincenzo Bellini, Ruggero Leoncavallo, Pietro Mascagni e Giacomo Puccini. Solo questo imporrebbe che maestri e professori, come accade in Germania o Austria, conoscano e insegnano fin dalla scuola primaria la bellezza dell’Opera ai propri studenti. Certamente è difficile farla amare a bambini che poi tornano a casa da genitori impreparati cresciuti a merendine e Grande Fratello e convinti che sia una noiosa zuppa per vecchi decrepiti. Si dà la colpa alla pandemia, alla mancanza di denaro, ma all’atto pratico non si sta facendo nulla per il pubblico di domani. Al di là di questo, la situazione in generale, è a dir poco surreale. Associazioni che non pagano o che lo fanno in tempi improponibili, che offrono ai cantanti professionisti 300 euro per sei prove e una recita a un’ora di macchina da casa.

Ma veniamo al punto dolente di questa riflessione: vi sono tantissimi cantanti validi che non cantano mai perché non hanno la fortuna di essere simpatici a quei quattro tizi che gestiscono un po’ tutto. Alcune associazioni presentano opere e mettono in locandina gente che in realtà non è stata nemmeno contattata, servendosene come specchietto per le allodole. Ci sono cantanti che dopo un anno dalle recite non hanno visto il becco di un quattrino, mentre chi li ha chiamati vanta rinascite e fantomatiche riprese in fantomatiche arene. Ci sono cantanti, e questo capita in tutta Italia, che vengono contrattati per 1000 euro lordi in luoghi lontani da casa: se facciamo due conti e togliamo le tasse, l’alloggio e il vitto da pagare, in tasca non rimane nulla. Ovvio che poi decidano di dedicarsi ad altra professione, visto che questa non porta a nulla.

La conclusione che se ne deduce – e dico questo premettendo che ci sono rare eccezioni – è che l’ambiente musicale nella nostra regione sia gestito unicamente da soggetti che pensano solo al proprio orticello avuto in concessione da amici fraterni. Da questi orticelli si ricavano verdure che non vengono divise con chi aiuta a zappare, ma vengono tutte cucinate e mangiate da questi pochi individui.

Quando, chi di dovere si accorgerà di questa situazione? Quando cambierà questa triste realtà? Forse mai. Le cose qui non si fanno seriamente, mi dispiace dirlo ma è così. E allora sapete cosa penso… meglio non far più nulla piuttosto che illudersi di poter vivere in questo posto con musica e cultura. È con molta amarezza che affermo queste cose ma vi assicuro che non sono solo provocatorie (solo un pochino) ma principalmente vengono dal cuore. Perché credo che non ci sia nulla di più crudele e meschino che illudere chi veramente ha dedicato la propria vita all’arte e ci crede.

 

 

Manuela Molinelli

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