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Domenica 10 settembre 2023, dalle ore 17.00, si è tenuto Cuore a Cilindri, un interessante e originale evento presso il piccolo e suggestivo borgo di Casteldilago (TR). Il borgo, situato nel territorio del comune di Arrone, si trova a pochi chilometri da Terni, sovrasta la valle del fiume Nera, è abbracciato a una rupe e ha le tipiche sembianze di una fortezza medievale.

L’evento, nato da un’idea di Miriam Moroni – organizzatrice della manifestazione – ha avuto il suo avvio nella piccola piazza, dove è stata allestita una mostra di moto d’epoca, da cui il nome Cuore a Cilindri. Tra le moto esposte anche pezzi appartenuti al campione motociclistico Libero Liberati, per gentile concessione del nipote, Luciano Liberati.

 

 

Da qui il nutrito gruppo dei partecipanti è stato accompagnato in una suggestiva visita del borgo sotto la guida di Daniele Tolu, compagno della proprietaria del ristorante Osteria dello sportello, Chiara Francucci. Il tour si è articolato all’interno di stretti vicoli, scale, archi, sottopassi, costeggiando abitazioni che si snodano in un tessuto edilizio compatto, costruito con pietra calcarea bianca. Salendo, i partecipanti hanno raggiunto la chiesa dedicata a San Valentino e da lì si sono potuti affacciare da una terrazza naturale che offre una veduta mozzafiato, dando la precisa idea del sontuoso scoglio su cui si arrocca il caratteristico borgo.

Hanno poi attraversato un profumato giardino di erbe aromatiche per entrare prima in una torre e poi nel Museo della Ceramica, nato da frammenti di oggetti di maiolica rinvenuti, insieme a molti altri oggetti di uso comune, durante dei lavori di ristrutturazione all’interno di un butto, antica cisterna utilizzata come discarica.

 

Miriam Moroni, organizzatrice della manifestazione

 

All’interno del museo, sotto la guida del gallerista Lorenzo Barbaresi, è stato possibile ammirare la mostra di Cristopher Domiziani: creazioni in terracotta “ferite” dal passaggio dell’acqua di fiume, a testimonianza del rapporto atavico e talvolta conflittuale dell’uomo con questo elemento. Il pomeriggio si è concluso con il buffet offerto dall’Osteria dello sportello, accompagnato dai vini offerti da Cantina Pizzogallo. A tutti gli ospiti è stato donato un gadget offerto da Domiziani Design.

«Il bilancio di questa prima edizione è davvero positivo» ha sottolineato Miriam Moroni nel ringraziare tutti coloro che, tra Istituzioni, Aziende e Privati, hanno contribuito al successo dell’iniziativa. «È un modo nuovo di scoprire le bellezze della nostra regione unendo arte, cultura, enogastronomia in un format snello e originale. Ma è anche un’occasione di incontro che ripeteremo sicuramente presso altri borghi umbri».

Danilo Petrucci, in sella alla Ducati, porta l’Umbria in pista. Il motociclista, classe 1990, arriva dalla Terni operaia e d’acciaio, e proprio nella sua città vorrebbe aprire una pista per far conoscere e amare questo sport.

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Danilo Petrucci, foto via

 

Petrux, che dal 2012 corre il MotoGP, la massima categoria motociclistica, quest’anno ha ottenuto il suo miglior risultato: un ottavo posto nella classifica finale, salendo sul podio per ben quattro volte. Una crescita importante per il motociclista ternano, che scrive un diario e si rilassa tra i boschi dell’Umbria.

Qual è il legame con la sua regione?

Ho molti affetti in Umbria e non solo a Terni, anche a Perugia. Sono molto legato alla mia regione.

Ho letto in un’intervista che ha un diario in cui appunta quello che le passa per la testa: cosa le piacerebbe scrivere, che ancora non ha scritto?

Ci sono ancora tante pagine che mi piacerebbe scrivere. Quello che appunto nel mio diario non lo sa nessuno, spesso mi è anche capitato di buttare via i diari scritti senza nemmeno rileggerli. Confesso che ci sono due o tre cose, non solo a livello sportivo, che mi piacerebbe scrivere, ma non lo dico per scaramanzia.

Lei è abituato alla velocità, cosa servirebbe all’Umbria per iniziare a correre come fanno altre regioni?

Servirebbe un po’ più di apertura mentale e di tolleranza anche verso il mondo delle moto. Io sto cercando di fare qualcosa per la mia città: vorrei aprire una pista, ma c’è molta difficoltà e poca benevolenza. Pensano che facciamo troppo rumore e per questo ci ostacolano. È sempre molto difficile.

Come ha fatto ad arrivare a correre il MotoGP, partendo da una regione che storicamente non è così legata ai motori?

Ci sono state molte persone, sia a Terni che a Perugia, che mi hanno aiutato economicamente a iniziare questa carriera, non posso che ringraziarle. Poi, se vuoi realizzare il tuo sogno, devi fare molti chilometri: da piccolo per fare cross andavo nelle Marche e nel Lazio. In Umbria c’è Magione, che è stato un mio tracciato per tanti anni. Servirebbe però un occhio diverso per il mondo dei motori e soprattutto che gli venisse riconosciuta più importanza, anche in Umbria.

Lo stereotipo degli umbri chiusi lo ha mai avvertito, glielo hanno fatto mai notare?

Nel mio lavoro non è utile essere chiusi, perché spesso devi parlare per forza. Gli umbri sono un po’ strani: nonostante siamo molto piccoli, litighiamo tra noi. Terni e Perugia non si possono vedere. Non so, se siamo poi così chiusi, di sicuro c’è che non abbiamo le risorse di altre regioni: non c’è né il mare né la montagna vera. Abbiamo tanti posti belli, ma poco conosciuti.

Come descriverebbe l’Umbria in tre parole?

Affascinante, segreta, piccola.

La prima cosa che le viene in mente pensando a questa regione…

Le montagne dove mi piace andare a fare enduro. Qui ci sono posti tra i migliori in Italia per farlo. Prendo la moto e mi rilasso in giro per i boschi.

 

 

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