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«Il mio sogno? Esibirmi davanti alla regina Elisabetta, ma non accadrà mai: morirò prima di lei».

Andrea Paris, il prestigiattore – come ama definirsi – tra web e televisione è diventato molto popolare. Il programma Italia’s Got Talent lo ha fatto conoscere al grande pubblico, ma lui già vantava esibizioni davanti a numerose stelle di Hollywood e diversi premi e riconoscimenti anche come attore. Ora è molto seguito sui social e, tra una magia e una battuta, intrattiene il suo pubblico anche in questo periodo difficile. «Se Maometto non va alla montagna… Loro non possono venire a vedere i miei spettacoli, vado io da loro». Ma chi è veramente il mago di Foligno?

 

Andrea Paris

Andrea, qual è il suo legame con l’Umbria?

L’Umbria è la mia terra, la casa, i profumi, la famiglia. L’Umbria è tutto.

Si sente più mago, attore, intrattenitore o mentalista?

Mi sento un prestigiattore. Uso la magia per intrattenere. Il mio punto di forza è rendere un numero, che per molti sembra difficile, il più facile possibile.

Ci racconti, com’è iniziata la sua carriera?

Verso i 17 anni ho iniziato a fare i primi spettacoli e poi piano piano è diventato un vero lavoro, anche se a volte quando dico quello che faccio mi rispondono: «Sì, ok, ma di lavoro che fai?!».

Non pensano che il suo sia un vero lavoro…

Qui la gente è pratica, nell’arte e nella cultura si investe poco.

Come si è avvicinato a questo mondo?

Un giorno venne all’oratorio il mago Sales, un frate salesiano: stavo passando un periodo difficile, perché avevo visto morire davanti ai miei occhi un mio amico e quando hai 12 anni e assisti a queste disgrazie pensi che tutti possano morire in quel modo. Quindi non volevo più uscire di casa. Per farmi distrarre mi hanno trascinato a questo spettacolo. Da quel momento mi sono appassionato alla magia e ho iniziato a studiare. È stato un percorso lungo: ho imparato la magia, ho studiato teatro e poi ho miscelato le due arti per rendere completi i miei spettacoli.

Quanto tempo impiega per preparare un numero?

All’inizio tante ore, dalle 8 alle 10 ore di allenamento tecnico e pratico. Oggi è molto più facile: mi viene un’idea e, avendo già le basi, si tratta solo di realizzare la regia. Poi avviene la sperimentazione con il pubblico.

Ci spieghi meglio…

La magia va provata sul campo per capire se un numero può funzionare o no, se è divertente e se stai ingannando chi ti guarda. In pratica ci impiego un’ora per crearlo e otto mesi per terminarlo, con tutte le varie sperimentazioni.

Le prove le fa direttamente sul palco?

Sì. Durante uno spettacolo, nel bis o nel mezzo butto dentro il numero nuovo e capisco se la gente lo apprezza o meno.

Quindi ogni spettacolo è un po’ sperimentale?

Esatto. È così per la magia, ma anche per gli spettacoli comici. In base alla reazione del pubblico capisco se funziona o meno.

Italia’s Got Talent è stato il trampolino per farla conoscere al grande pubblico…

Sì, era importante farmi conoscere anche dal pubblico di massa. Comunque, sono cinque anni che mi esibisco per l’Abf (Andrea Bocelli Foundation) e ho partecipato al Celebrity Fight Night Italy. Grazie a Bocelli ho avuto la possibilità di far vedere i miei numeri a Morgan Freeman, Sharon Stone, Nicolas Cage e Antonio Banderas e tante altre celebrity del showbiz internazionale.

Glielo avranno già fatto notare: nel suo modo di fare magia si è ispirato al mago Forest?

No. Il suo è un personaggio inventato con una voce caratteristica, io invece non interpreto nessuno, sono me stesso. Ho fatto di me il mio personaggio. Inoltre non faccio gag… faccio battute, ma il numero di magia è reale.

Ci confessi, Andrea Paris nella vita di tutti i giorni è come appare negli show e nei video o è una persona seria e posata?

Io sono così come appaio, anche nella vita di tutti i giorni. La mia compagna – che è proprio qui in questo momento – lo può confermare.

Cosa vuol dire per lei meravigliare? Quand’è che si rende conto di aver meravigliato il pubblico che la guarda?

È facile capirlo. Ci sono due campanelli: il primo è quando senti il respiro della gente che si blocca e non scatta l’applauso; il secondo è quando c’è il sorriso di meraviglia, che è diverso da quello di divertimento. È un sorriso più sospeso. In pratica c’è meraviglia quando tutto rimane sospeso nell’aria.

 

mago Paris

Andrea Paris

Ha un sogno non ancora realizzato?

Esibirmi davanti alla regina Elisabetta… ma non avverrà, perché morirò prima io. (ride)

Quali sono i suoi progetti futuri?

Ora come ora non vedo un gran futuro. Di idee ne ho tante, ho contatti con la televisione e in programma spettacoli teatrali, anche nello stile One Man Show. In questo momento però mi concentro più sui social, ti portano tanta visibilità e ti fanno conoscere molto velocemente. Se Maometto non va alla montagna… Il pubblico non può venire a vedere i miei spettacoli, così vado io da lui.

Se potesse fare una magia, cosa cambierebbe dell’Umbria?

Per me l’Umbria è già bella così, la lascerei com’è! Forse l’unica cosa che manca – ma potrebbe essere anche un vantaggio – sono le vie di comunicazione e i collegamenti stradali. Ma ripeto, potrebbe essere un vantaggio: chi viene è perché ci vuole realmente venire, è un turismo col contagocce, ma più vero. L’unica magia che farei è quella di far apparire un bel teatro a Foligno. Sembra incredibile, ma Foligno non ha un teatro. Si investe poco nella cultura, si è troppo pratici… l’arte ha ancora poca importanza.

Come descriverebbe l’Umbria in tre parole?

Isola, d’aria, verde.

La prima cosa che le viene in mente pensando a questa regione…

Profumo e aria. Io quando torno in Umbria sento il suo odore. L’Umbria per me ha un profumo ben preciso, non so descriverlo, ma lo annuso e lo percepisco sempre.