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ANGSA è l’Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici che, dal 1985, difende i diritti delle persone con autismo e delle loro famiglie.

Costituita inizialmente da genitori, familiari, tutori e persone nello spettro autistico è un’Associazione di Promozione Sociale e un’Organizzazione non lucrativa di utilità sociale. ANGSA ha anche una sede in Umbria, in Piazza Mazzini a Bastia Umbria. Ce ne parla la dottoressa Eleonora Spalloni, responsabile regionale per la raccolta fondi, che mi spiega anche l’evoluzione ventennale di quella che prima era un’associazione di genitori e ora conta più di trenta dipendenti.
«In realtà dagli anni Ottanta le cose sono un po’ cambiate: per fare un esempio, anche il termine soggetti è stato superato in favore della parola persone, che è più rispettoso» ci tiene subito a sottolineare.

 

Dottoressa Paola Carnevali Valentini

 

L’associazione nazionale si suddivide in settori regionali o provinciali. In Umbria, ANGSA esiste da circa vent’anni ed è da allora che la dottoressa Paola Carnevali Valentini la guida, portando avanti attività di formazione, di sensibilizzazione e di informazione sul territorio attraverso seminari, convegni, interventi nelle scuole e sensibilizzazione delle famiglie attraverso i pediatri.

«In questo modo andiamo ad abbracciare anche i primi anni di vita del bambino, quando l’autismo si manifesta. L’individuazione del disturbo pregiudica infatti la presa in carico e poi lo sviluppo del bambino stesso: è diverso iniziare un percorso a 18-20 mesi o oltre i due anni di età. Nel primo caso, infatti, si prende in carico il bambino nella fase dello sviluppo, quando cominciano a manifestarsi tutti quegli aspetti che, nel caso dell’autismo, risultano compromessi: la socialità, la comunicazione, il comportamento. Nei bambini autistici, la quasi impossibilità a comunicare sfocia in manifestazioni comportamentali che possono essere autolesive, eterolesive o non adatte al contesto» spiega E.S. «Bisogna comprendere che ancora sappiamo davvero poco dell’autismo, specie sulle cause scatenanti. Non si sa se sia un problema genetico. In ogni caso, quando la famiglia riceve la diagnosi, spesso si ritrova in un’impasse emotiva. È qui che entra in gioco la rete di supporto ANGSA, strutturata in centri di servizio che, al momento, si occupano di circa 80 famiglie e non solo umbre.» continua.

 

L’interno della struttura

I progetti dedicati agli adulti: le due anime de La Semente

Una volta però termina la scuola dell’obbligo, insorgono nuove difficoltà, una delle quali è legata alla gestione della quotidianità. Proprio per aiutare i ragazzi a trovare il proprio posto nel mondo, favorendo l’integrazione e la socializzazione, nonché per garantirne l’occupazione, nel 2011 è nata La Semente, che consta di due anime. La prima è il centro diurno, una struttura socio-sanitaria accreditata al SSN che, al momento, ospita 17 ragazzi. In questo vecchio essiccatoio a Limiti di Spello (PG), ristrutturato con fedeltà storica e autosufficiente dal punto di vista energetico, i ragazzi vengono preparati al mondo del lavoro attraverso un ventaglio di attività che vanno dalla creazione della carta alla ginnastica, dalla musica alla ceramica. Vengono loro assegnati dei compiti più o meno semplici, attraverso un’agenda coloratissima e, in alcuni casi, persino illustrata. Vengono abituati a muoversi in ambienti che simulano un ufficio o una stanza privata, in cui dedicarsi alla lettura in solitudine: si tratta di ambienti creati e arredati con materiali insonorizzanti, in modo che i ragazzi non possano sentirsi infastiditi da echi o rumori indesiderati. Certo che la campagna spellana in cui si trova il complesso, alle pendici di quel Monte Subasio che regala panorami indimenticabili, sicuramente contribuisce a creare un locus amoenus in cui coltivare progetti e… intenti, così come dichiara lo slogan de La Semente.
La seconda anima è proprio quella commerciale, legata alla cooperativa agricola votata al turismo sociale, alla produzione e alla vendita. Il progetto abbraccia infatti l’ospitalità – con la struttura ricettiva affacciata sul Monte Subasio – la produzione di conserve biologiche, la creazione di regalie aziendali e l’attività di catering per gli eventi mensili.
«La cooperativa è proprio figlia di ANGSA e ciò è evidente nella sua gestione, nel suo statuto e nel suo CDA. Finora abbiamo avuto 4 inserimenti lavorativi, sia come utenti sia come soci lavoratori della cooperativa» dichiara E.S.

 

Tra i progetti, anche il Centro Up!

Tra i progetti di ANGSA Umbria si annovera anche il Centro UP di Assisi, un centro socio-educativo per minori attivo dal lunedì al sabato, che si occupa del supporto scolastico e di attività socio-educative dedicate a minori con autismo. L’intervento, all’interno del Centro, prevede l’impiego di tecniche cognitivo-comportamentali che si rifanno ai principi dell’ABA e del metodo Denver. Gli educatori del Centro svolgono le loro sessioni principalmente all’interno del centro, ma la presa in carico del minore è globale. Sono pertanto previsti anche interventi scolastici e assistenza domiciliare. In particolare, vengono offerti:

  • intervento precoce mediato dai genitori e dagli insegnanti;
  • intervento cognitivo comportamentale presso il Centro Up;
  • intervento di supporto in ambito scolastico;
  • intervento mediato dai pari in scuole medie inferiori e superiori;
  • lavoro di gruppo per implementazione di abilità sociali;
  • parent training.

A sostegno delle attività

Si può sostenere ANGSA Umbria attraverso donazioni come il 5×1000, l’erogazione liberale classica (con bonifico) o partecipando alle iniziative che vengono organizzate periodicamente. Si possono anche sostenere le attività de la Cooperativa La Semente attraverso l’acquisto dei prodotti della cooperativa o alloggiando presso la struttura ricettiva.

 


www.angsaumbria.org

www.lasemente.it

«L’obiettivo è fornire informazioni chiare alla popolazione che ha bisogno di cure o di avere una medicina a disposizione anche sotto casa, ma anche far conoscere tutte le potenzialità sanitarie dell’Umbria».

Un magazine che parla di sanità e salute direttamente ai cittadini, con un linguaggio chiaro ed esaustivo, dove alle interviste a medici ed esperti si alternano rubriche e consigli utili. Una sanità alla portata di tutti. Questo, e molto altro, è Medicina & Cure – edito da Sviluppo Srl – che da circa 6 mesi si sta facendo strada nel mondo giornalistico umbro (stampa e web), grazie all’editore e ideatore Paolo Ceccarelli. L’obiettivo è arrivare in 3-5 anni a una copertura nazionale.

Paolo Ceccarelli, editore di Medicina & Cure

«Il magazine periodico nasce da un’idea e da un buco di mercato da colmare. Esiste qualcosa del genere nel Triveneto, ma solo come strumento cartaceo. Il mio progetto editoriale è pensato per coprire un settore come quello della sanità, che ha un ruolo decisamente importante nel bilancio di una regione, ma che non ha strumenti di comunicazione rivolti esclusivamente alla popolazione. L’obiettivo è fornire un’informazione diretta alle famiglie che hanno bisogno di cure o di avere una medicina a disposizione anche sotto casa, ma anche far conoscere tutte le potenzialità sanitarie dell’Umbria per evitare che i pazienti si rechino in ospedali fuori regione: parlando con i primari dei vari reparti, la loro esigenza è proprio quella di divulgare questo tipo d’informazioni. A ciò si aggiunge il settore privato che sta emergendo e prendendo piede, anche a lui serve un canale di comunicazione adeguato» spiega Ceccarelli.

Medicina & Cure può arrivare lontano: da poco ha stretto un accordo con una televisione locale, che va ad aggiungersi ai già presenti canali comunicativi social, web e carta stampata, per un informazione a 360 gradi: «Questa pluralità di media serve a raggiungere più persone possibili: i giovani vengono informati con i social e il web, mentre le persone più adulte e anziane attraverso la carta stampata e la TV. Quest’ultima fascia della popolazione è molto importante, sono loro che devono essere maggiormente informati sulla sanità locale. L’Umbria è una regione in cui questo prodotto può diventare capillare perché è piccola e circoscritta e dove non si arriva con il cartaceo si arriva con la parte web. L’intento è espandersi entro un anno nelle città limitrofe come Arezzo, Siena, Rieti, Ancona o Macerata; sono convinto che questo è un magazine che può funzionare nella provincia o in regioni piccole: la Toscana, ad esempio, è troppo grande, nessuno da Livorno o da Pisa va a farsi togliere un dente ad Arezzo. Il nostro business plan ha l’obiettivo di arrivare a una copertura nazionale entro 3-5 anni: è una prova, una bella scommessa, e ce la stiamo mettendo tutta per far sì che si verifichino le condizioni migliori» conclude l’editore.

 

 


Per scoprire Medicina & Cure