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Rinviata la manifestazione: “Passignano sul Trasimeno – Un Natale spettacolare tra Rocca e Leggenda”.

L’evento di Passignano sul Trasimeno è stato rinviato a data da destinarsi. La leggenda di Agilla e Trasimeno e della loro sfortunata e triste storia, raccontata attraverso la proiezione di un ologramma, non sarà visibile – almeno per ora – lungo la riva del lago. Il pubblico avrebbe dovuto assistere al racconto proiettato su un particolare schermo, di 9 metri di altezza per 18 di ampiezza, formato dalla nebulizzazione delle acque del lago. «Alla luce delle linee guida uscite con il Decreto Festività, che pongono numerose restrizioni e anche veri e propri divieti nei confronti di eventi e feste che prevedono aggregazione, ci troviamo tutti assieme, Amministrazione e Organizzatori, a dover prendere una decisione che abbiamo provato a non prendere fino all’ultimo: dobbiamo annullare l’evento previsto a Passignano. Una decisione sofferta che ci riempie di delusione, ma questo patrimonio di esperienza, collaborazione e laboriosità al servizio della comunità di Passignano non andrà dispersa. Lo spettacolo Tra Rocca e Leggenda potrà essere ripreso in qualsiasi momento appena la situazione lo permetterà, e insieme potremo progettare, ideare e creare eventi per il borgo e la sua comunità» ha spiegato il Comune di Passignano che, insieme alla Regione Umbria, alla Provincia di Perugia e al Gal – Trasimeno Orvietano promuovono l’evento ora rimandato.

Tutto questo e molto altro, prenderà vita nei prossimi mesi – forse in primavera – in base alle future direttive Covid. 

Gli aggiornamenti quotidiani e l’eventuale nuova data potranno essere seguiti sulle pagine Facebook e Instagram Natale a Passignano e nel sito internet www.nataleapassignano.it

 

Un vero e proprio mondo sommerso quello che è stato portato alla luce sabato 23 ottobre 2021 nel corso dello svolgimento del Premio Atlantide, per la prima volta ospitato nell’inconfondibile scenario della Sala dei Notari di Perugia.

Il suo ideatore, il perugino Vittorio Bianchini, ha subito chiarito le finalità del progetto, spiegando come la sua professione di ideatore di sistemi di respirazione in ambienti estremi e la sua passione per l’ambiente marino l’abbiamo portato a conoscere una serie di professionisti che, tra scoperte scientifiche, brevetti, record mondiali, intenti divulgativi e autentica passione, hanno contribuito a creare la cosiddetta cultura del mare. Una cultura che poi coincide con quella dell’ambiente.

A introdurre e presentare questa quinta edizione è stata Claudia Carrescia, esperta di narrazione e docente. Il Comune di Perugia, che ha patrocinato l’evento, è stato rappresentato dall’assessore Cristina Bertinelli, che ha portato i saluti del sindaco Andrea Romizi e dell’amministrazione e ha espresso soddisfazione per la scelta della Sala dei Notari per la cerimonia di premiazione. «Una scelta non casuale» ha ricordato l’assessore «perché proprio in via della Gabbia, a due passi da qui, nel 1966 nacque la prima associazione subacquea dell’Umbria, una delle prime d’Italia».

 

 

Tra gli ospiti autorevoli figura il professor Gerardo Bosco, presidente della Società Italiana di Medicina Subacquea e Iperbarica, che ha consegnato il premio a Giampaolo Consoli, capitano di vascello al comando del Gruppo Operativo Subacquei del Raggruppamento Subacquei e Incursori di La Spezia. Consoli, a sua volta, ha conferito un riconoscimento a sorpresa a Vittorio Bianchini.

Premiati anche Massimo Scarpati, inventore della pinna lunga e detentore di diversi premi mondiali per l’attività in apnea e di quasi 10.000 ore d’immersione autonoma ad alto fondale, che ha affascinato la platea con il suono emesso dagli scogli; Paola Catapano, da più di 25 anni comunicatrice scientifica al Cern di Ginevra e giornalista scientifica che, nel tempo libero, organizza spedizioni artiche; Pippo Cappellano, giornalista, regista e autore di documentari che, nel corso della sua carriera, ne ha diretti oltre 300, tra cui diverse serie per la Rai sull’esplorazione marina e sull’archeologia subacquea, e Angela Bandini che, nel 1989, ha raggiunto il record mondiale di uomini e donne in apnea profonda assetto variabile di -111 metri, battendo così due leggende come Enzo Maiorca e Jacques Mayol.

La stessa Bandini ha poi assegnato il premio alla memoria di Stefano Tete Venturini, protagonista della storia locale riminese, alla moglie Patrizia. Allo stesso modo, è stato premiato anche Danilo Amorini, con la consegna fatta alla moglie Valeria da Francesco Pinelli, storico esponente della subacquea perugina che ha ricordato l’amico con cui divenne istruttore nei primi anni Settanta.

 

 

Paolo Ferraro, infine, annunciato come uno dei premiati di questa edizione, ha deciso di cedere il suo premio al compianto padre Luigi Ferraro, Medaglia d’Oro al Valore militare, esecutore di numerose missioni subacquee nel corso della Seconda Guerra Mondiale e uno dei primi studiosi della meccanica della pinna.

Gli ospiti sono stati omaggiati anche dagli sponsor: Cancellotti, Banca Mediolanum, Lorena Antoniazzi e Centro Energia. Sia i premiati che i premianti hanno avuto la possibilità di raccontare le proprie incredibili avventure, le scoperte, gli aneddoti più divertenti e lo svolgimento del proprio lavoro in mare. In altre parole, hanno raccontato delle storie, che sono il vero patrimonio del Premio perché – come Atlantide – debbono essere scovate e portate alla luce.

16 ottobre : Musa che Ispira 

Lezione di anatomia artistica curata dal Dott. Daniele Cerami, con esperienza pratica di copia dal vero dei calchi in gesso presenti in gipsoteca.  Gli utenti potranno, attraverso la guida del Maestro d’arte, scoprire dettagli e metodi del disegno artistico accademico.

23 ottobre : Andate/ritorni -I curatori raccontano

Le opere in prestito dalla Galleria Nazionale dell’Umbria raccontate da Carla Scagliosi e Giovanni Manuali.

 


INFO E PRENOTAZIONI: musa@sistemamuseo.it.

Mostra internazionale del merletto e del ricamo: a Panicale, dal 17 al 19 settembre, con stand, mostre e spettacoli.

Il borgo di Panicale, dal 17 al 19 settembre, si mette il suo vestito migliore fatto di pizzi, tulle e merletti per ospitare la nona edizione di Fili in Trama, che aspetta il suo pubblico per riscoprire le antiche tradizioni del ricamo, che rappresentano anche una vera risorsa economica per il territorio.

 

 

La Mostra internazionale del merletto e del ricamo, che quest’anno ospiterà 35 espositori provenienti dall’Umbria e da altre regioni italiane – a causa del Covid dall’estero non arriverà nessuno – è organizzata dal Gal Trasimeno-Orvietano per racchiudere nel borgo perugino le eccellenze delle scuole e delle tecniche di ricamo di tutto il mondo, forte della tradizione dell’Ars Panicalensis della scuola di Anita Belleschi Grifoni. Imponente anche la rete di associazioni del comprensorio che forniranno un contributo concreto, al pari delle istituzioni locali, per la riuscita dell’evento: da La Trama di Anita a TèathronMusikè, che si abbina, come di consuetudine, al Pan Opera Festival; dalla Casa degli Artisti di Perugia alla Fondazione Denis Cichi; dall’Arca di Pan a Polis Cooperativa Sociale; non ultime la Pro Loco, la Parrocchia, Il Centro sociale anziani e le Confraternite di Panicale.

«Per far sì che la manifestazione di svolga in totale sicurezza prenderemo tutte le dovute precauzioni per regolare il flusso di accesso e controlleremo il green pass all’entrata dei diversi locali. L’inaugurazione sarà domani alle ore 16» spiegano Marco Mannarelli, presidente dell’associazione La Trama di Anita, e Francesca Caproni, direttrice del Gal Trasimeno-Orvietano che ci hanno illustrato l’evento.
La piazza principale e i vicoli di Panicale – che saranno addobbati per celebrare i 700 anni dalla morte di Dante – ospiteranno stand, mostre fotografiche e di pittura e spettacoli (dal teatro all’opera, dai concerti alle rappresentazioni itineranti) e il ritorno della prestigiosa sfilata di moda dal titolo Vivi a colori, sabato sera nella cornice di piazza Umberto I, dove capi di abbigliamento interamente realizzati con pizzi, ricami e merletti saranno i veri protagonisti. Per la prima volta verranno esposti, in esclusiva, vecchi pizzi dell’Ars Panicalensis.
«Al Sommo Poeta renderemo omaggio anche con uno spettacolo e focalizzeremo l’attenzione sulle donne afghane, con una mostra fotografica a loro dedicata. Una vera chicca è il percorso per le vie del borgo in cui si potranno ammirare quadri – dal XIV al XX secolo – che ritraggono donne intente a ricamare. Da non perdere nemmeno le mostre di pittura (I doni di Denise dell’artista Denise De Visscher Cichi, Il filo è il mio pennello di Mauro Ottaviani e la mostra personale di Barbara Gallo), le mostre fotografiche (Donna vede Uomo e il contest fotografico Suggestioni in trama) e gli spettacoli teatrali, tra questi Accadde al Tramonto, domenica ore 20.30» illustra Mannarelli.

Qui il programma completo


 

Il 10 e 11 settembre torna a Narni l’evento dedicato all’integrazione, con concerti gratuiti e un Memorial a Gino Strada.

Ephebia Festival ha più di 25 anni di storia: è nato nella zona di Sant’Efebo a Terni – da qui il nome – come piccolo festival di quartiere, per poi crescere nel corso degli anni. L’evento, che si terrà il 10 e 11 settembre, dal 2018 ha lasciato Terni per spostarsi a Narni Scalo, al Parco dei Pini, un luogo accessibile a tutti. Perché è proprio questo lo spirito del festival: musica, integrazione e accoglienza per tutti.
«Non ci siamo stancati della qualità, non si può sempre dare un’accezione frivola alla cultura. La cultura e la musica devono aprire la mente, devono essere elementi di coesione e per questo fruibili a tutti, non possono rappresentare un valore elitario, per questo la scelta dei concerti gratuiti» spiega lo staff dell’evento. Uno staff composto dai volontari dell’Associazione Ephebia che, grazie a una campagna di crowdfunding, ha potuto organizzare tutto questo. «Solo grazie all’associazionismo si possono fare manifestazioni di questo genere.  In tanti ci chiedono: “Perché lo fate? Non ci guadagnate nulla”. È vero, spesso anzi ci rimettiamo soldi di tasca nostra, ma per noi è una questione etica: non puoi sperare che qualcuno faccia qualcosa se non sei tu il primo a realizzarla» chiariscono i volontari.

 

Un concerto delle edizioni passate

Non solo musica…

Nei due giorni non ci saranno solo concerti gratuiti, ma anche valorizzazione del territorio locale e non mancherà, nemmeno quest’anno, la Cittadella della Musica e dell’Integrazione organizzata dai Progetti Sai (Progetto Sai minori di Terni e Narni e Progetto Sai ordinari Terni e Narni); verranno coinvolte le associazioni locali culturali che operano sul territorio nel settore dell’integrazione e dell’accoglienza – primi fra tutti Arci Terni, San Martino e Laboratorio Idea. Stand di artigiani locali, un’area dedicata al food and beverage a cura di Ephebia, scuole di musica, liuterie e una programmazione esclusivamente dedicata ai ragazzi e ai bambini completerà la ricca e variegata offerta.
Ma vediamo nello specifico chi troverete sul palco. Il 10 settembre (apertura alle ore 18.00) sarà una serata tutta local con Poetry slam (gara di poesia) a cura del collettivo Catena e di Matteo Paloni, poi Rio Sacro e Vinyasa and the Motherfunkers. L’11 (apertura ore 18.00) sarà la volta dei concerti dal respiro più nazionale con Pocaroba (vincitori Ephebia 2019), Lorenzo Kruger e Il Muro del Canto.
«Affronteremo anche un argomento molto attuale come Ddl Zan, perché la musica deve essere emancipante, di integrazione e aprire le menti, altrimenti è inutile. Per venerdì abbiamo organizzato anche un Memorial a Gino Strada. Il Festival oramai è diventato un appuntamento fisso per le associazioni locali, che partecipano sempre con grande entusiasmo sapendo che l’ambiente positivo e propositivo è un luogo ideale per scambiarsi idee e stringere relazioni che portano a realizzare progetti in rete, strumento essenziale per la crescita umana e culturale di un territorio» conclude lo staff.


L’evento è gratuito e non serve prenotazione. Obbligatorio il green pass.

Qui tutte le informazioni.

La quarta edizione di Castiglione Cinema 2021 – RdC incontra, che si è svolta dal 17 al 19 giugno tra Perugia e Castiglione del Lago, è stata densa di illustri ospiti che hanno reso, come di consueto, la rassegna molto attrattiva e interessante.

In particolare, nell’incontro organizzato nella centralissima Piazza Mazzini di Castiglione del Lago intitolato È il borgo, bellezza!, Davide Rampello, poliedrico uomo di cultura, regista televisivo e direttore artistico del padiglione Italia Expo Dubai, Fiorello Primi, Presidente de I Borghi più Belli d’Italia, Romeo Pippi, Consigliere del GAL Trasimeno-Orvietano, Gianluca Arnone, Direttore artistico di Castiglione Cinema 2021 e Davide Vecchi, direttore del Corriere dell’Umbria, hanno portato la loro testimonianza sul tema della bellezza e del rilancio economico e culturale dei borghi e su come il patrimonio storico e artistico deve confrontarsi con nuovi traguardi turistici e strizzare l’occhio all’innovazione, per incrementarne l’attrattività.

 

Davide Rampello

Le dichiarazioni

Davide Rampello, ha dichiarato: «Abbiamo vissuto, non solo dal punto di vista turistico, momenti di passività terribili ma dobbiamo ripartire da un concetto nuovo di ospitalità, con una relazione capace di realizzare un nuovo concetto anche di bellezza. Il termine bellezza è stato concepito nel periodo greco ed è stato usato per la prima volta da Saffo. La bellezza, e non solo dal punto di vista estetico, unisce le persone».
Il Presidente de I Borghi più Belli d’Italia, Fiorello Primi, ha detto: «La nostra associazione è nata con un’accezione turistica, per poi mettere in rilievo le persone che, con le loro tradizioni, usi e costumi vivono il borgo e si relazionano con i turisti e le persone in genere, raccontando e raccontandosi».
Mentre Romeo Pippi, consigliere del GAL Trasimeno-Orvietano, ha detto: «Siamo ben contenti di sostenere occasioni di questo genere che portano visibilità al nostro comprensorio. Occorre poi, tutti insieme, progettare azioni comuni e attività concrete mettendo in connessione le istituzioni amministrative e di azione locale, con il fine di valorizzare e rivalutare il territorio».
Davide Vecchi, direttore del Corriere dell’Umbria, ha puntualizzato: «Il giornalismo deve fare la sua parte per la valorizzazione dei borghi con la loro bellezza e il loro patrimonio, anche attraverso buone notizie».

 

Gianluca Arnone, Davide Vecchi, Romeo Pippi, Fiorello Primi, Davide Rampello

 

Il festival cinematografico è stato ideato e promosso dalla Fondazione Ente dello Spettacolo e il suo Presidente, Monsignor Davide Milani, ha precisato: «Il Festival è un’occasione di incontro e di confronto su molti temi, a partire dai Borghi, parlando di cinema. Questa è un’occasione per costruire comunità e che vuole gettare alleanze amichevoli, sia nel presente sia in proiezione futura. Da Castiglione e da Perugia parte un segnale di ravvio e di speranza per tutti e soprattutto per i giovani e gli studenti».
Il GAL Trasimeno-Orvietano, La Fondazione Ente dello Spettacolo, I Borghi più belli d’Italia e il Comune di Castiglione del Lago insieme a quello di Perugia, sono tra i principali sostenitori dell’iniziativa dove Davide Rampello, nell’occasione dell’incontro È il borgo, bellezza! ha ricevuto il Premio Castiglione Cinema 2021 – RdC incontra, rappresentato da un piatto di ceramica creato da un’artigiana castiglionese.

Saranno gli show-cooking di antiche ricette medievali dello chef Giovanni da Montemalbe e la competizione a colpi di cortometraggi fra i Magnifici Rioni a dare più sapore alla sesta edizione di Perugia 1416.

E poi: la premiazione della Golosa disfida, il concorso gastronomico organizzato in collaborazione con l’Università dei sapori; la mostra fotografica Altera Effigies, con la terza edizione dei simpatici scatti dietro le quinte che immortalano i rionali in costume, insieme ad alcuni abiti della rievocazione esposti, con la novità che i proventi della vendita delle immagini saranno devoluti in beneficenza per la cura di una malattia rara; la mostra sarà l’occasione di un viaggio in anteprima nella nuova sede dell’Associazione, visibile su appuntamento oppure online; non mancano il Medioevo per i bambini, con racconti medievali dell’attore cantastorie Mirko Revoyera, e le note del concerto di musica medievale de I Trobadores. E la solenne consegna delle chiavi della città a Braccio Fortebracci, nella splendida cornice della Sala dei Notari di Palazzo dei Priori, fruibile a posti contingentati. Tutto in attesa di vedere la seconda parte della docu-fiction dedicata al condottiero da Montone.

 

 

È un programma variegato quello messo in piedi dall’Associazione Perugia 1416 per le giornate dal 4 al 6 giugno, rimodulato per il secondo anno nella formula #medievalWeb a causa del Covid-19, tra iniziative in presenza e altre fruibili online. È stato presentato alla Sala dei Notari dalla presidente dell’associazione, Teresa Severini, insieme all’assessore alla Cultura del Comune di Perugia, Leonardo Varasano, della vice presidente del consiglio comunale Roberta Ricci (delegata a Perugia 1416) e dal coordinatore artistico dell’edizione, Stefano Venarucci.

Realizzato con la partecipazione sempre attiva dei Rionali, così del Consiglio direttivo, riunitosi con grande costanza nell’ultimo anno – sempre da remoto – per riuscire, comunque, a fare da collante in un anno così difficile, e portare avanti un lavoro certosino utile a valorizzare i Rioni.

Animati dal successo della docu-fiction Braccio 3.0, con grande lavoro di ricerca e di nuovo con la presenza del medievista Tommaso di Carpegna, i lavori di produzione di Braccio 3.0 vol.2 sono partiti, ma, impediti anch’essi dalle misure restrittive, saranno terminati in estate.

“Le iniziative, tra reale e virtuale – ha spiegato Teresa Severini – si basano essenzialmente su lavori che hanno tenuto viva, per quanto possibile, l’unione tra i Rionali. Cosa non facile quando mancano le occasioni di socialità, le riunioni, le taverne, il guardarsi negli occhi, le elezioni delle prime dame, andare a braccetto o discutere per le sfide. Perciò, consideriamo che il #medievalWeb sia, ancora una volta, soluzione transitoria ma di soddisfazione, verso il ritorno alla normalità per una settima edizione. Del resto lo stesso drappo, disegnato dalla studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Perugia Agnese Pierotti – ha poi evidenziato la presidente – ha questo significato di speranza. Ci sarà anche il momento della rievocazione storica, ma il Palio, così come lo scorso anno, non sarà disputato: i Rionali hanno deciso, di comune accordo, di non organizzare i giochi di sfida, neppure a porte chiuse, né rimandandoli a settembre, e nemmeno il corteo o la rappresentazione in tableau vivant della scorsa edizione sulle scale del Palazzo dei Priori, vista la coincidenza della data con il Corpus Domini. Una scelta che ha portato, di comune accordo, alla decisione di donarlo, come nel 2020: quest’anno, invece che alla Città di Perugia, sarà dato ad un altro destinatario, che sarà svelato domenica 6 quando ci si ritroverà all’interno della Sala dei Notari. Sarà quindi fatto in modo simbolico, ma con significato di vicinanza per le difficoltà create dal perdurare della pandemia”.

L’assessore alla Cultura, Leonardo Varasano, ha tenuto a sottolineare alcuni elementi caratteristici di Perugia 1416, come la partecipazione dei rioni, che si rinnova ogni anno e i contenuti, ricchi e rilevanti. “Merito dei rioni è quello -ha detto Varasano- di aver tenuto insieme il progetto, in questo modo favorendo la coesione della città stessa, con passione e impegno ammirevoli, nonostante le incertezze.” Rispetto ai contenuti, quindi Varasano ha tenuto ad evidenziare come la docu-fiction di Perugia 1416 sia stata uno straordinario strumento di promozione e attrazione per la nostra città. Ha suggerito che anche in futuro, quando si potrà tornare in presenza, alcune “perle” possano restare comunque online per raggiungere un pubblico più ampio, “per fare – ha concluso – di Perugia 1416 un palcoscenico per la città, ancora più bella quando è animata dai rioni”. “Dietro Perugia 1416 – ha aggiunto Roberta Ricci, consigliera comunale delegata alla manifestazione – c’è un lavoro di tutto l’anno, che peraltro non si limita alla rievocazione stessa, come ha dimostrato l’emergenza sanitaria ed economica che tuttora stiamo vivendo. Perugia 1416, infatti, in questo periodo ha lavorato molto per essere vicina e offrire supporto alle persone più fragili come gli anziani, con diverse attività, realizzate dai rionali con grande passione e impegno. Per questo -ha concluso – è importante sostenere la manifestazione, strumento di coesione e di socialità.”

 

 

Un’edizione alternativa, anche quella del 2021, che ha portato a vivere esperienze diverse. “Si è lavorato molto anche a distanza con le nuove tecnologie, ma lo spirito è rimasto sempre lo stesso – ha commentato Venarucci -. C’è tanto coinvolgimento nella registrazione dei racconti, i rionali stanno affrontando un’arte nuova che nello stesso tempo li fa divertire moltissimo. È più complesso, c’è tanto lavoro, anche di dettaglio, ma c’è un ottimo riscontro. Questa svolta digitale è una grande occasione per farci conoscere, per ampliare il respiro, la manifestazione e i campi di studio”.
Il programma non si concluderà con la tre giorni, quattro con la preview. Con un trailer è stata annunciata appunto anche l’edizione numero due della docu-fiction Braccio 3.0, che uscirà a settembre.

L’iniziativa si avvale del contributo del Comune di Perugia, della Fondazione Cassa di Risparmio, e del sostegno di Rocco Ragni, Tiziano Sordini, Becchetti Spa. A questi, auspicabilmente si aggiungeranno Ministero, Regione Umbria e Camera di Commercio di Perugia, e probabilmente ancora qualche privato, in vista della uscita della docu-fiction.

Il programma completo è consultabile su www.perugia1416.com e sui social di Perugia1416 (Facebook, Instagram e YouTube).

Il Festival ha ricevuto il premio “per l’alto valore culturale e di promozione della collettività” dalla Fondazione Loreti Onlus.

Si è conclusa domenica 18 ottobre, la seconda edizione del Festival Free Wor(l)d per la Libertà di Espressione che a Spoleto si è tenuta in presenza e con dirette Facebook dal 15 al 18 ottobre 2020. Nonostante le incertezze causate dall’attuale situazione sanitaria da Covid-19, il Free Wor(l)d Festival con l’obiettivo di rimettere al centro le persone con la cultura e l’informazione ha dato vita ad un ricco programma il cui filo conduttore era la disinformazione, il labile confine tra vero e falso. Per questo, dopo la messa in scena dello spettacolo teatrale, la Fondazione Loreti Onlus nella persona della neo presidente Olga Urbani ha premiato il Festival con motivazione “per l’alto valore culturale e di promozione della collettività”, una targa è andata anche allo spettacolo teatrale Aletheia e alla regista Fabiana Vivani.

 

Premiazione Free Wor(l)d Festival con Olga Urbani, presidente Fondazione Loreti Onlus

 

Gli intenti della manifestazione, già ben compresi dall’amministrazione comunale che aveva inviato il suo apprezzamento a più riprese durante i convegni – “Festival manifestazione di altissimo livello” aveva detto il sindaco Umberto De Augustinis portando il suo saluto sabato mattina – ha trovato riscontro anche nel pubblico che ha partecipato e si è lasciato coinvolgere negli eventi organizzati.

Si è iniziato giovedì 15 ottobre con la presentazione del libro La lingua disonesta del Prof. Edoardo Lombardi Vallauri su tecniche di manipolazione e persuasione nella politica e nella pubblicità, si è proseguito sabato 17 ottobre con il convegno dedicato ai diritti umani in pratica (bruciante l’intervento del sociologo Marco Omizzolo sulle agromafie e il caporalato) e le mini conferenze della mattina su consapevolezza ed etica dell’informazione (con, in presenza l’avvocato Laura Guercio, la sociolinguista Vera Gheno, l’attore Mirko Frezza e in collegamento la vicesegretaria nazionale di Cittadinanzattiva Anna Lisa Mandorino e le giornaliste Rosy Battaglia e Sara Magro), fino a domenica 18 ottobre con l’omaggio ad Andrea Camilleri e al suo impegno sociale per la verità e la parola con il regista e drammaturgo Lorenzo Salveti e a cura del presidio “Angela Fiume” di Libera Spoleto. Emozionanti anche gli intermezzi: musicale (con il Trio Francioli, Marino, Scarabottini), fotografico (con la mostra di Emanuela Duranti, aperta in via del Mercato ancora fino al 25 ottobre p.v. con un incontro dibattito previsto sabato prossimo alle ore 16.30 sulla storia della fotografia), artistico (con una mostra d’arte di Maura Coltorti nel foyer del Teatro Nuovo, anteprima dello spettacolo), cinematografico (con la proiezione del film La verità negata), didattico e formativo (prima con i webinar sul tema della disinformazione a cui hanno partecipato ben 24 classi tra biennio e triennio del polo liceale di Spoleto e poi con la premiazione del Concorso Letterario Scientifico “Bernardino Ragni”).

 

Da sinistra Mirko Frezza, Vera Gheno e Laura Guercio

L’attuale situazione d’emergenza ha costretto il Free Wor(l)d Festival a rinviare invece l’incontro spettacolo sulla consapevolezza e l’interpretazione dei mass media a cura di Lorella Zanardo e Cesare Cantù che da Milano per senso di responsabilità hanno preferito non rischiare.

Il Festival ideato da Valentina Tatti Tonni quest’anno è stato portato avanti con dedizione e passione da parte delle associazioni culturali e di promozione sociale del territorio BeHuman, Cantiere Oberdan, CittadinanzAttiva, Donne contro la Guerra e Centro Anti Violenza “Crisalide”, Il Contrappunto, Libera Spoleto, la Sala Frau e la libreria Ubik.

«Credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi». (Gianni Rodari)

Maria Pia Minotti

Le favole hanno sempre un lieto fine, quest’anno però per Fiabando nell’isola che c’è non c’è stato. Le avversità meteorologiche che si sono abbattute sull’Umbria a settembre hanno fatto annullare l’ottava edizione dell’evento, che si svolge ogni anno dal 2012 all’Isola Maggiore, sul lago Trasimeno.

«Quest’anno abbiamo dovuto annullare questo fantastico evento che ci aveva richiesto un grande dispendio di energie, sia per le pratiche burocratiche sia per la mole delle offerte e le persone impegnate. Il meteo del 27 settembre non ci è stato favorevole, forse, per l’avversità della strega Karabà che ogni tanto ci fa dei brutti scherzi! Insomma, una vera e propria congiura contro il fantasioso, fiabesco appuntamento annuale con elfi e fate, folletti e terribili antagonisti, con clown scintillanti, con musicanti e attori, bambini e adulti in festa, laboratori e letture, pittori e virtuosi della fotografia. Tutto questo è Fiabando» racconta Maria Pia Minotti psicoterapeuta ed ex insegnante, ma soprattutto ideatrice e curatrice della manifestazione.

 

Teresa Bruno

 

L’evento – tranne in due occasioni, la prima e la settima edizione – si svolge in una sola giornata e ha come punto focale della mattinata la scrittura della propria fiaba: le persone vengono invitate a seguire le tappe strutturali in cui sono guidati dalla stessa Maria Pia Minotti e da attori e clown sulla via della Fiaba, il lungolago che da via Guglielmi arriva fino alla piazza di San Francesco, dove consegnano il loro elaborato con tutti gli elementi che lo rendono personale: «Ci forniscono anche i loro contattati in caso di una nuova edizione stampata di Fiabe a pelo d’acqua. Si tratta di un vero e proprio laboratorio di fiabe aperto a tutti, da 0 a 100 anni, in cui tutti possono scrivere la propria storia. Ogni anno gli spettacoli pomeridiani sono vari e quest’anno avrebbero visto impegnati il Laboratorio Teatrale del Martedì di Magione, Stefano Marzuoli, Gianna Moretti del Teatro C’Art di Castelfiorentino, Marta Mingucci di Levanto, La Compagnia degli Asini di Mercadante di Firenze, il tutto condito dalle Bolle di Sapone giganti di Gloria Noto e dai pittori e dalle pittrici che si sarebbero cimentati in una estemporanea con esposizione in via Guglielmi» prosegue la signora Minotti.

 

 

Questa giornata magica nel mondo delle favole e della fantasia è possibile anche grazie al sostegno del GAL Trasimeno Orvietano che si occupa di tutta la parte pubblicitaria. «Per noi – che siamo tutti organizzatori volontari – è un supporto fondamentale e molto importante» conclude Maria Pia.


Per maggio infomazioni clicca qui

Quasi tutto pronto per l’avvio del Festival Free Wor(l)d per la Libertà di Espressione che a Spoleto si terrà dal 15 al 18 ottobre 2020 in modo itinerante.

Il filo conduttore di questa seconda edizione è la Disinformazione e ogni evento organizzato, in osservanza delle disposizioni anti-Covid, ruoterà dunque intorno a questo tema. Non mancheranno però intermezzi di intrattenimento come la serata in musica con il Trio Francioli, Marino, Scarabottini giovedì 15 ottobre alle ore 21.30 presso l’Albornoz Hotel; l’inaugurazione della mostra fotografica di Emanuela Duranti venerdì 16 ottobre alle ore 17.30 presso i locali comunali di via del Mercato; la proiezione del film di Mick Jackson La verità negata alle ore 21.30 presso la Sala Frau sabato 17 ottobre e, infine, lo spettacolo Aletheia presso il Teatro Nuovo in chiusura del Festival domenica 18 ottobre alle ore 18.

Il Free Wor(l)d Festival anche quest’anno affianca le scuole del territorio rappresentando un esempio virtuoso di educazione civica per molti docenti che dimostrano presenza e partecipazione: con le classi iscritte ai webinar della mattina del giovedì (con una lezione dedicata al linguaggio sessista e discriminatorio in collaborazione con il Centro Anti Violenza Crisalide di Spoleto e GIULIA Giornaliste) e del venerdì(con una lezione sull’interpretazione e l’analisi dei mass media); con il Concorso Letterario Scientifico Bernardino Ragni che l’IIS Sansi Leonardi Volta ha promosso con l’Associazione Il Contrappunto e la cui premiazione avverrà alla Sala Frau domenica 18 ottobre alle ore 12.

 

Il programma

Tanti gli ospiti di questa seconda edizione che arriveranno a Spoleto durante le quattro giornate in programma. La serie di appuntamenti aperti al pubblico del Festival si aprirà giovedì 15 ottobre alle ore 17.30 con Edoardo Lombardi Vallauri, professore ordinario di linguistica presso l’Università Roma Tre interessato di strategie di persuasione, linguistica italiana e giapponese, rapporto tra linguaggio e cervello. Vallauri ha pubblicato a più riprese su questioni di politica universitaria e di nocività della religione, collabora con Rai Radio 3 e i suoi libri sono pubblicati da Il Mulino e da Carocci. Il giorno dopo, venerdì 16 ottobre alle ore 21, atteso è l’incontro spettacolo con la docente e attivista per i diritti delle donne Lorella Zanardo – autrice nel 2009 del documentario Il corpo delle donne che ha rivelato come venisse raccontata la femminilità in tv – e il regista Cesare Cantù. Schermi, se li conosci non li eviti, questo il titolo del loro incontro che sarà dedicato all’analisi, all’interpretazione e all’uso consapevole dei mass media, quale approfondimento della lezione che la mattina si sarà tenuta nelle scuole. L’incontro spettacolo sarà moderato dalla counselor Cristina Marini.

La mattina di sabato 17 ottobre ci sarà il Talk Cosa è vero e cosa realmente è falso? ispirato ai TED Talks americani, cioè quelle mini conferenze in cui a rotazione e in un tempo stabilito più persone parlano di un certo argomento, dal loro punto di vista. L’argomento in questione è naturalmente centrato sul senso reale della verità e della falsità, alla domanda cercheranno di rispondere l’attivista civica specializzata in relazione pubbliche e Vicesegretaria di CittadinanzAttiva Anna Lisa Mandorino; la sociolinguista specializzata in comunicazione digitale e traduttrice dall’ungherese Vera Gheno; la giornalista e presidente di Cittadini Reattivi Rosy Battaglia che si occupa di salute, ambiente, legalità e resilienza; la giornalista di viaggi e turismo di lusso Sara Magro, co-fondatrice del quotidiano di viaggi online The Travel News; l’avvocato, docente universitaria e Segretario Generale del Comitato Interministeriale per i diritti Umani presso il Ministero degli Affari Esteri Laura Guercio e l’attore Mirko Frezza.

Nel pomeriggio alle ore 17 seguirà il convegno dedicato ai diritti umani in pratica, con la collaborazione di Amnesty International Umbria. Interverranno il giornalista e direttore di Altraeconomia Duccio Facchini, il sociologo Eurispes e Cavaliere al Merito della Repubblica per la sua azione di difesa nei confronti delle vittime di caporalato Marco Omizzolo, il consigliere di Equo Garantito Fabrizio Cuniberti e la presidente de Il Ponte Solidale Stefania Guerrucci.

Domenica 18 ottobre alle ore 11 presso la Sala Pegasus ci sarà un incontro con il maestro Lorenzo Salveti, regista e drammaturgo già direttore dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, per un omaggio ad Andrea Camilleri a cura del presidio Angela Fiume di Libera Spoleto, con letture a cura di Andrea Giuliano, Diletta Masetti e Giorgia Fagotto Fiorentini e con un contributo video di don Luigi Ciotti.

Si ringraziano per il sostegno la Fondazione Francesca, Valentina e Luigi Antonini, la Fondazione Loreti Onlus e lo Studio Dentistico della dott.ssa Cristina Santi di Campello sul Clitunno. I soggetti aderenti al Festival quest’anno sono le associazioni culturali e di promozione sociale BeHuman, Cantiere Oberdan, CittadinanzAttiva, Donne contro la Guerra e Centro Anti Violenza Crisalide, Il Contrappunto, Libera con il presidio Angela Fiume, la Sala Frau e la libreria Ubik. Al momento con il partenariato di Spoleat, con la media partnership di About Umbria, Classicult, Terni in Rete e Umbria24, con il patrocinio della Provincia di Perugia, del Comune di Spoleto (il Festival è inserito nel cartellone degli eventi autunnali), dell’IIS Sansi Leonardi Volta, di Articolo21, dell’Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali e di Ossigeno per l’Informazione.

 


Per info e prenotazioni sullo spettacolo teatrale, invece, inviare una mail a emanuela.duranti56@gmail.com

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