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Tutto pronto per sabato 26 ottobre al Palaeventi di Assisi: protagoniste indiscusse di Be The Change saranno le piccole e medie imprese del territorio associate ad APMI Umbria.

È nella splendida cornice di Assisi che si terrà Be The Change (www.bethechangeumbria.it), l’evento in cui oltre cinquanta aziende avranno la possibilità di presentare, attraverso uno stand, la propria attività, i propri prodotti e servizi. Un’occasione unica per farsi conoscere e creare nuove sinergie, non solo con potenziali clienti, ma anche con fornitori e partner. Durante la giornata si susseguiranno seminari, convegni e speech ispirati al tema del cambiamento e atti a raccontare il mondo del lavoro. Alcuni di questi saranno accreditati dagli ordini professionali.

 

 

Nato da un’idea del Gruppo Giovani Imprenditori di APMI Umbria, si colloca al centro di un importante progetto a medio-lungo termine che ha due obiettivi principali: festeggiare i 50 anni dalla fondazione dell’Associazione delle Piccole e Medie Imprese dell’Umbria e fornire un supporto agli imprenditori nel costituire una rete che li agevoli sia nel dialogo con le Istituzioni, sia negli scambi di collaborazioni e di business.
L’evento, a ingresso libero e aperto a tutti, è volto a condividere progetti e a rendere gli astanti consapevoli dell’importante ruolo svolto dalle piccole e medie imprese nella valorizzazione del nostro territorio, sia dal punto di vista sociale sia sotto il profilo economico.
Venerdì 25 ottobre, il giorno prima dell’evento, si svolgerà ad Assisi l’approvazione del Bilancio di Confimi Industria Nazionale, con la presenza del Presidente Paolo Agnelli, di tutti i maggiori imprenditori e aziende aderenti. È stata così organizzata una serata di gala presso il Cantico di San Francesco di Assisi, cosicché gli imprenditori di APMI Umbria e di Confimi Industria Nazionale possano incontrarsi, conoscersi e scambiarsi idee da approfondire il giorno dopo, durante l’evento. Be the Change rappresenta una grande occasione per l’intera regione e un importante momento di condivisione.

A Pietralunga, il comune d’Italia con più raccoglitori di tartufi in rapporto ai suoi abitanti, si è svolta la trentaduesima edizione della Mostra Mercato del Tartufo e della Patata. Venti chef stellati e non hanno cucinato i loro piatti gourmet, devolvendo il ricavato in beneficenza. Stessa sorte per un tartufo di 364 grammi acquistato da un noto ristorante perugino.

Si è appena conclusa la manifestazione di Pietralunga dedicata al tartufo e alla patata, dove 70 espositori di prodotti enogastronomici e di artigianato locale hanno colorato e diffuso profumi nel delizioso borgo medievale umbro. Abbiamo intervistato alcuni rappresentanti istituzionali e privati e ci siamo fatti raccontare l’evento.
Il sindaco Mirko Ceci, che abbiamo incontrato tra le animate strade cittadine, ci ha detto: «Gli stand umbri e di fuori regione hanno arricchito le nostre vie insieme a venti chef di tutta Italia che hanno cucinato utilizzando i nostri prodotti. Per noi il tartufo è un volano di sviluppo: abbiamo infatti lanciato il marchio Tuber Turismo, in cui crediamo moltissimo. I turisti sono curiosi di conoscere e vivere il mondo del tartufo e desiderano entrare in contatto con il raccoglietore e il suo cane, andare nei posti di prelievo e vedere la lavorazione finale. Abbiamo nel nostro Comune oltre 400 cavatori e 120 addetti che operano in questo mondo, con due aziende del settore importantissime, che esportano in oltre 50 paesi. In questo event, abbiamo inaugurato una statua dedicata al raccoglitore e al suo cane, che riporta anche alcuni oggetti rappresentativi di questa attività. Inoltre, abbiamo ratificato una prima intesa per un rapporto in divenire di tipo culturale, turistico e commerciale con l’Associazione Russia in Umbria, in accordo con la sua presidente Larisa Gavrilova».

 

Statua dedicata al raccoglitore di tartufo e al suo cane

 

Nel borgo regnano suoni, musica e voci che, intrecciandosi tra di loro, armonizzano i residenti con i tanti forestieri intervenuti. Troviamo l’assessore Federica Radicchi, con delega al Turismo, Politiche Sociali e Scolastiche che, appena rientrata dall’importante manifestazione bolognese Fico Eataly World, ci ha confidato: «Abbiamo creato una sinergia con l’istituto alberghiero Cavallotti di Città di Castello i cui studenti hanno creato, con il tartufo e la nostra patata bianca DE.CO., due prodotti denominati il trifola finger food e il tortello al tartufo. Sono stati presentati a Bologna, dove abbiamo portato anche la visciola e la nocciola, che sono state apprezzate moltissimo. La nostra politica è quella di coinvolgere i giovani del territorio e i nostri prodotti, insieme ai paesi vicini per nuove e sinergiche collaborazioni».

 

Giuliano Martinelli

Dopo aver apprezzato il profumo di uno splendido tartufo, Luciano Bacchetta, presidente della Provincia di Perugia e Sindaco di Città di Castello, ci ha detto: «Nel comprensorio alto-tiberino, così come in tutta la Provincia, abbiamo potenzialità enogastroniche di altissimo livello ricercate in tutto il mondo; in particolare, il tartufo bianco altotiberino ci permette di proiettarci in una dimensione più ampia, anche dal punto di vista promozionale. Dobbiamo lavorare molto sulle strade e infrastrutture, perché se non sono adeguate frenano lo sviluppo; noi cerchiamo di incrementare sinergie con i sindaci di questi borghi, per valorizzare l’immagine del comprensorio».

Poco più in là Monica Panetti, socia fondatrice di Solidart, ci racconta: «Insieme a mio marito, lo chef Simone Ciccotti e a nostra figlia Benedetta Sofia, ho creato l’Associazione Solidart con finalità benefiche unendola al mondo della ristorazione, che è il nostro mestiere. Nell’associazione c’è un gruppo di chef che ha deciso di creare eventi a scopi benefici, come quello in seno a questa manifestazione, che ha voluto indirizzarsi verso la raccolta fondi per l’acquisto di un defibrillatore per una scuola e l’aiuto a una ragazza, Daniela, per favorire la pubblicazione del suo secondo libro. Abbiamo prossimi progetti similari, perché fare del bene fa bene». Le note e la voce di Simone e Selene hanno chiuso, con un tocco di musica soul, la magnifica manifestazione.

A Tuoro sul Trasimeno e all’Isola Maggiore si è tenuta la VII edizione di Fiabando nell’isola che c’è, una manifestazione molto attesa e apprezzata dal pubblico di tutte le età.

C’era un tempo in cui le nonne e le mamme accompagnavano il sonno dei loro bambini con una bella fiaba, che li conduceva dolcemente tra le braccia di Morfeo. Racconti fantastici di origine popolare, elementi magici, antiche credenze, esseri benefici o malefici, orchi, diavoli, nani, streghe, maghi, fate, miti, eroi, principi e principesse, antagonisti, poteri soprannaturali e straordinari, personaggi caratteristici, il lieto fine sono alcuni passaggi caratterizzanti le fiabe che in due giorni, tra l’accogliente Teatro Comunale di Tuoro e la bellezza dell’Isola Maggiore hanno intrattenuto tutti gli intervenuti, sia grandi sia piccini.

 

 

Maria Pia Minotti, docente e psicoterapeuta, è stata la regista dell’evento e catalizzatrice delle energie positive dei tanti amici che si sono adoperati e prestati per il successo di questa attrattiva manifestazione sulla fiaba. Così ci ha spiegato l’evento: «Quest’anno abbiamo creato un programma intenso e variegato; debbo ringraziare gli amici e tutti quelli che hanno spinto e aiutato con fare positivo per la riuscita di questa edizione di Fiabando, in particolare il Comune di Tuoro con in testa il Sindaco Maria Elena Minciaroni e il suo vice Thomas Fabilli, la Pro Loco di Tuoro e di Isola Maggiore con i rispettivi presidenti Fabrizio Magara e Silvia Silvi, Francesca Caproni del GAL Trasimeno-Orvietano, tutti i relatori e gli artisti intervenuti che hanno reso questa edizione speciale».

A patrocinare la manifestazione, il GAL Trasimeno-Orvietano, la Provincia di Perugia, il Comune di Tuoro sul Trasimeno e di Magione, le Pro Loco di Tuoro e di Isola Maggiore, le Associazioni Nati per Leggere, Ars Cultura e La Casa degli Artisti di Perugia, Trasimeno in Dialogo, la Biblioteca dei Piccoli-AVIS di Passignano sul Trasimno, il Circolo dei Rematori di San Feliciano: si è conversato intorno alla fiaba, vivendo delle atmosfere magiche in uno speciale rapporto tra spazio e tempo.

Il vicepresidente della Provincia di Perugia e Sindaco di Passignano, Sandro Pasquali, ha detto: «Se il Trasimeno divide, le isole sono la chiave che unisce i Comuni lacustri. Complimenti a tutti quelli che hanno dato vita e supporto a questa bellissima manifestazione».
Francesca Caproni del GAL Trasimeno-Orvietano ha invece sottolineato come vivere due giorni immersi nella suggestione del mondo delle fiabe sia anche un modo per allontanarsi dalle preoccupazioni quotidiane.

 

 

Il programma di Fiabando ha riservato argomenti, spettacoli e laboratori molto interessanti e applauditi che hanno catturato facilmente l’attenzione degli intervenuti. Infatti, le due giornate, la prima titolata Conversazioni intorno alla fiaba a Tuoro e la seconda Vivere la fiaba a Isola Maggiore, sono state caratterizzate dalle letture, a opera dell’artista Diego Comodo, delle fiabe La donna delle erbe e il pescatore di F. Hausmann e S. Rauch, Il gabbiano cielo di Patrizia Marcaccioli e La perla magica di Letizia Gradassi, alle quali si sono aggiunte un racconto della nascita del progetto e la raccolta Fiabe a pelo d’acqua da parte di Serena Duchini Zullo, Silvia Rossi e Valentina Canocchi. Non sono mancate l’attrice Lucia Donati, che ha letto la sua fiaba Il re di vetro, le lettrici di Nati per Leggere di Tuoro e Sara Tintori e Marianna Di Mauro della Biblioteca dei piccoli-AVIS per la Scuola di Passignano, né il musicista Federico Valeri, Teresa Bruno del Teatro C’Art di Castelfiorentino, le illustrazioni fatte da Stella Lupo di A Mano Libera di Perugia e quelle di Uri Noy-meir e Ilaria Olimpico di Imagin Action. Non da meno le pittrici Marina Sereda, Maria Cristina Bigerna, Carla Medici e Teresa Chiaraluce dell’associazione culturale la Casa degli Artisti di Perugia e di Ars Cultura, cui si sono aggiunte Erika Maderna con Quando il mito abita la Fiaba e Paola Biato con Fiabe di Potere che hanno incantato tutti con i loro dipinti ispirati dalle fiabe. Silvia Balossi Restelli ha incantato tutti con la sua Kora, l’arpa africana, e ha narrato e interpretato l’epica fiaba La donna bufala.

 

Silvia Balossi Restelli con la sua Kora

 

Un apprezzato buffet organizzato dalla fantastica e collaborativa Pro Loco toreggiana, guidata dal suo Presidente Fabrizio Magara, ha permesso di trascorre dei piacevoli momenti di conversazione tra i partecipanti alla prima giornata.
Nella seconda giornata, causa maltempo, non si sono potute tenere alcune attività esterne, infatti non ha avuto luogo l’arrivo, a bordo del Barchetto del Trasimeno, dei personaggi epici di Trasimeno e Agilla, interpretati dagli attori della Compagnia Laboratorio teatrale del Martedì di Magione, così come non ha avuto luogo lo spettacolo L’uccello d’oro di Daniele Galanti, Cecilia Cosci e Mariano Mozzi della Compagnia GLAM.

 

Il clown Teresa Bruno

Nonostante l’inclemenza del tempo, durante seconda giornata sono comunque intervenuti molti curiosi e affezionati che hanno partecipato con entusiasmo alle varie attività. Sulla via principale dell’isola è avvenuta la costruzione della propria fiaba personale: i visitatori sono stati guidati, in ogni loro singola creazione, da Gianna Moretti, Diego Comodo, Valentina Canocchi, Daniele Marianello, Diana Fontanelli e ovviamente dall’onnipresente Maria Pia Minotti.
Teresa Bruno il clown, gli spettacoli Juliett di Stefano Marzuoli e Boris di Samuele Mariotti hanno tracciato dei caratterizzanti e divertenti momenti isolani. Erika Maderna che il giorno prima, a Tuoro, ha dimostrato di essere una brillante relatrice, il giorno dopo sull’Isola si è prestata con timida ma efficace tenacia a diffondere tra i visitatori il libro di Fiabando e alcuni ninnoli a ricordo della giornata.
Intanto lì vicino, continuava la lettura delle fiabe a opera delle lettrici di Nati per Leggere e della Biblioteca dei Piccoli-AVIS per la Scuola; ancora più in là si sentiva l’accattivante e melodiosa musica della Kora, l’arpa africana, suonata da Silvia Balossi Restelli.

Dal 13 al 15 settembre la cittadina medievale di Panicale ospiterà nei suoi spazi urbani i molti visitatori previsti, provenienti sia dall’Umbria sia da fuori regione, senza contare i numerosi arrivi anche dall’estero. La VII edizione di Fili in Trama, su iniziativa del GAL Trasimeno-Orvietano, sarà per tre giorni l’evento convogliatore di scuole specializzate del settore e di artigiani che metteranno in mostra le meravigliose e antiche arti del ricamo e del merletto al pari delle loro creazioni. La manifestazione sarà accompagnata dal caloroso abbraccio panicalense mentre il lago Trasimeno sarà il suo romantico cavaliere.

Panicale, uno dei Borghi più Belli d’Italia, è adagiato sulle pendici del Monte Petrarvella e guarda dall’alto il panorama spezzato dalle dolci sinuosità della Val di Chiana Romana e dal chiarore del Trasimeno. Sull’etimologia del suo nome ci sono varie ipotesi, ma ci piace pensare che Pan Kalòn sia la più accreditata. Pan Kalòn in greco vuol dire dove tutto è bello e Panicale, che con la sua struttura urbana medievale a cerchi concentrici, era legata a Perugia sia come rifornitrice di derrate alimentari sia come uno dei suoi baluardi di prima difesa, ha conosciuto dapprima l’estro pittorico di Masolino a cui è stato attribuito un bellissimo affresco raffigurante L’Annunciazione della Vergine, e poi del genio Pietro Vannucci detto il Perugino che, con il Martirio di San Sebastiano esalta la perfezione della bellezza artistica. Panicale sarà la cornice decorativa di Fili in Trama 2019, la Mostra Mercato Internazionale del Merletto e del Ricamo che prevede un ricco programma di appuntamenti di settore e culturali.

 

 

L’attiva e dinamica Francesca Caproni, direttore del G.A.L. Trasimeno-Orvietano, ci ha dichiarato: «Saranno 75 gli espositori provenienti da tutte le regioni d’Italia, comprese le più ambite scuole di ricamo, e ben sette le delegazioni straniere. Quest’anno infatti Panicale potrà garantire la presenza, in qualità di espositori, di scuole provenienti da Grecia, Germania, Portogallo, Inghilterra e Russia, mentre saranno presenti in delegazione ufficiale anche Lettonia e Polonia con i relativi Gruppi di Azione Locali, nell’ambito della Via Europea del Merletto e del Ricamo, un progetto di cooperazione transnazionale che sta prendendo forma e per il quale il nostro GAL sarà capofila a livello europeo».

Il filo di Chiara

L’ospite d’onore sarà Chiara Vigo, l’ultimo maestro di bisso marino che vive nell’isola di Sant’Antioco, a sud della Sardegna. Chiara Vigo custodisce l’arte della propria famiglia tramandata da 28 generazioni di donne ed è in grado, con un lavoro certosino, di ottenere un filo che al sole sembra dorato e con il quale si può ricamare o produrre preziosi tessuti. La particolarità e unicità è che Chiara riesce, come da tradizione, a ricavare il suo prezioso e minuscolo cordoncino da un filamento che un mollusco gigante in via di estinzione, la Pinna Nobilis, produce in piccole quantità. Dalla lunga lavorazione del filamento barboso si ottiene il bisso, in una quantità infinitesimale rispetto al lungo tempo di lavorazione. Da trenta grammi di bisso si ottengono 12 metri di seta di mare. Chiara Vigo riesce a riprodurre il bisso tinto oro, porpora o viola, così come viene citato nella Bibbia, e afferma con convinzione: «Il bisso non si vende e non si compra. Le opere in seta del mare possono essere solo donate o ricevute. Un maestro di bisso vive di offerte». Una vera rarità. Mi riferisco a Chiara Vigo, ovviamente.

Luca Scarpa, consigliere GAL, ha detto: «La mostra vedrà presenti negli stand esclusivamente artigiani o scuole del settore. Un aspetto questo che ha consentito, oltre al resto, di far registrare il tutto esaurito in termini di prenotazioni delle strutture turistiche nei comuni di Panicale e Piegaro e ottimi riscontri negli altri limitrofi del Trasimeno. Ci riempie d’orgoglio sapere che dieci appassionati arriveranno appositamente dalla Corea del Sud e questo testimonia come sia stata imboccata la strada giusta, anche tramite Fili in Trama, per valorizzare il nostro territorio dal punto di vista turistico e culturale e per contribuire, anche se in piccola parte, a realizzare qualche nuovo posto di lavoro nel settore specifico».

I valori dell’evento sono evidentemente legati alla tradizione, che viene rappresentata in questo periodo di internet, di cambiamenti sociali e occupazionali, come promozione turistica e territoriale dell’area lacustre. La riscoperta di certe arti, abbinate al settore dell’accoglienza turistica, alberghiera e della ristorazione, potrebbe rappresentare un volano che favorisca una ricaduta economica sul territorio e nuove opportunità per i giovani. Per riuscire, è importante porre l’attenzione a quello che fanno anche gli altri fuori dei confini locali, dove il GAL è un fervente sostenitore dell’innovazione.

Marco Mannarelli dell’Associazione La Trama di Anita, ci confida: «Ci saranno proposte che vengono da lontano. È il caso di un defilé di moda a cura della Scuola creativa russa di Vera Tarasenkova e un defilé di costumi tradizionali nazionali del popolo russo; la scuola, al suono di musica tradizionale, presenterà la nuova collezione Altay della scuola Etnoclub Paraskeva. Altre sfilate vedranno protagonista il macramè: Il Macramè veste l’abito, con 60 abiti impreziositi con particolari in macramè, animerà Piazza Umberto e darà a cura de Il Macramè di ARIANNA di Castelgomberto VI».

Eventi per tutti i gusti

Poi, spazio a concerti, convegni e rappresentazioni direttamente dal Pan Opera Festival organizzato dall’Associazione TèathronMusikè: verrà infatti messa in scena l’opera Livietta e Tracollo ovvero La Contadina Astuta, con intermezzi comici de L’Adriano in Siria di Giovan Battista Pergolesi. Ancora, ci saranno mostre di costumi d’epoca e modellini di costumi di manifestazioni storiche, spettacoli di lettura e vetrine di negozi allestite a tema, passeggiate tra i colli che sovrastano il Trasimeno e le fotografie di Stefano Fasi per il pubblico, realizzate con la tecnica ottocentesca del collodio umido. Infine, presso il Museo del Tulle di Panicale, ci sarà la premiazione del VI concorso Castello di Panicale – Premio Anita Belleschi Grifoni. Veramente un palinsesto ricco e interessante. Il consigliere provinciale Erika Borghesi, il vice sindaco di Panicale Anna Buso, l’Assessore al Turismo di Panicale Giselda Bruni e quello alla Cultura di Magione Vanni Ruggeri, durante la conferenza stampa hanno avuto parole di apprezzamento per l’evento, ormai senza confini e sottolineato la sua importanza per l’intero comprensorio del Trasimeno e umbro.

 

 

Fili in Trama è una manifestazione voluta dal GALTrasimeno-Orvietano con il supporto delle istituzioni comunali, provinciali e regionali e di una fittissima rete di associazioni del territorio, che saranno protagoniste con continuità nell’ambito del più vasto progetto I Fili, le Trame e Le Reti del Trasimeno-Orvietano, che prevede eventi specifici e dedicati, nei comuni di Panicale, Passignano sul Trasimeno, Tuoro sul Trasimeno con Isola Maggiore, Magione con San Feliciano e Orvieto.
Durante l’evento, oltre per i ricami e i merletti, la sottolineatura più importante sarà quella per le antiche tradizioni e per quelle rinnovate, per le bellezze naturistiche, paesaggistiche e culturali e per le eccellenze in genere, che si possono ammirare nel meraviglioso e generoso comprensorio del Trasimeno-Orvietano.

 


Il programma completo dell’evento si può trovare su: www.filiintrama.it

Il consenso di pubblico dello scorso anno ha convinto gli organizzatori a replicare la manifestazione musicale Accademia Isola Classica & Festival, con sei concerti di musica classica gratuiti, ospiti internazionali e masterclass giornaliere. L’evento è in programma dal 26 agosto al 1 settembre nella splendida cornice dell’Isola Maggiore.

In pochi minuti di traghetto arrivi a un’isoletta del Lago Trasimeno, in un borgo caratteristico e deputato da sempre ad accogliere caldamente i suoi visitatori, insieme ad alcune signore che lungo la sua via principale, sedute su consumate sedie di legno, lavorano con l’uncinetto il punto d’Irlanda. Appena fuori dall’incantevole abitato s’incontra una scalinata, dalla cui sommità ti guarda una chiesa con un bel portale in pietra.

 

Una meravigliosa cornice, l’Isola Maggiore

Siamo sulla meravigliosa Isola Maggiore che, seppur nelle sue contenute dimensioni, è stata da sempre testimone di incredibili vicende sociali e storiche, la cui memoria è alimentata con orgoglio dai pochissimi abitanti ancora oggi residenti attraverso suggestivi racconti.
Un tesoro di conoscenze da cui attingere, ma è necessario entrare in sintonia con questa riservata e meravigliosa gente per riuscire a farsi raccontare le varie esperienze, al fine di trasmettere e mantenere vive le tradizioni e le abitudini emblematiche di questo angolo di paradiso lacustre.

Il Trasimeno riserva sempre delle imperdibili sorprese, che possono manifestarsi laconicamente e in modo raro per quelli che sanno apprezzare la ricchezza della millenaria storia dei luoghi. Essendo il lago più antico ed esperto della nostra Penisola, ne può raccontare di cose a tutti, sia a grandi sia a piccini. Ha solo bisogno di ottemperanza e maggior rispetto…
Sono molte le testimonianze che narrano una piccola parte dell’immenso vissuto isolano, dove il visitatore può trascorrere del tempo ben impiegato nel visitare la casa del Capitano del Popolo, il Museo del Merletto, il prezioso crocifisso ligneo del Caporali posizionato all’interno della Chiesa di San Michele, le Chiese del Buon Gesù, quella della Buona Morte, quella di San Francesco e lo Scoglio del Santo; infine, la Chiesa di San Salvatore. Purtroppo il Castello Guglielmi non è visitabile in quanto inaccessibile da qualche anno. I bianchi sentieri si intrecciano, tra gli olivi e i lecci, sulla superficie dell’isola. Dalla sua sommità si può ammirare un panorama meraviglioso e sentirsi, a volte, in amicale vicinanza con fagiani e conigli selvatici.

Il progetto: Accademia Isola Classica & Festival

Questa è l’inimitabile cornice in cui si svolge la manifestazione, dedicata alla musica classica, denominata Accademia Isola Classica & Festival, seconda edizione. Sono stati inseriti nell’evento diciassette giovani talenti, provenienti dall’Europa, America, Russia e Corea, selezionati per partecipare alle masterclass di perfezionamento strumentale e ad alcuni dei concerti in cartellone.
Come ci ha detto l’organizzatrice della manifestazione, Natalie Dentini: «È un progetto didattico a livello mondiale. Noi selezioniamo i migliori studenti che sono già di altissimo livello e vincitori di numerosi concorsi e gli offriamo una borsa di studio gratuita. Vengono qui a studiare con maestri top e non solo apprendono da loro, ma suonano insieme in un’esperienza unica. L’idea progettuale è stata mia e di mio marito Vlad Stanculeasa, entrambi musicisti, e fin da quando siamo venuti qui a Isola, abbiamo visto la possibilità di creare una scuola a cielo aperto dove gli studenti abitano questo bellissimo luogo dandogli nuova linfa e qui per qualche giorno, in modo non invasivo, suonano, studiano, dormono, mangiano e vivono. I pochi abitanti rimasti ci sono vicini e sono felicissimi di vederci quotidianamente e noi ricambiamo con gioia e con il rispetto degli spazi».

L’organizatrice Natalie Dentini

Natalie Dentini, oltre ad essere l’organizzatrice dell’evento, è una bravissima violinista a livello internazionale e ci confida il suo desiderio di realizzare un importante progetto isolano a carattere permanente, con l’augurale e sperato aiuto di qualche illuminato benefattore o generosa fondazione: «C’è il progetto di fare una scuola permanente di Archi, anche per far rinascere questo magico posto, e siamo nella fase non facile di ricerca di sponsor e fondazioni affinché qualcuno ci dia una mano per realizzare questo ambizioso proposito, che porterebbe notevoli vantaggi culturali, promozionali per il territorio e un’evidente ricaduta economica in loco».

La serata inaugurale

Il concerto inaugurale si è tenuto presso la Chiesa di San Salvatore, con la partecipazione della bravissima mezzosoprano Monica Bacelli, accompagnata sapientemente dal pianoforte di James Maddox, dal violino dell’eccelso Vlad Stanculeasa (coniuge di Natalie), dalla viola del fantastico Ettore Causa e dal violoncello del mirabile Antonio Lysy, con musiche di Berio, Haydn, Beethoven, Brahms e Britten. Gli esecutori del concerto d’apertura sono tutti nomi di primissimo piano della scena internazionale di musica classica. All’interno della chiesa, l’acustica è buona e alzando la testa si nota la traccia di un affresco: è la figura di un angelo e, come gli sguardi degli spettatori, anche il suo sembra rapito dalla soave voce di Monica e dall’abilità dei bravissimi musicisti. La partecipazione è stata attenta ed entusiasta. Un vero successo!
Altresì hanno assistito con soddisfazione al concerto l’assessore comunale all’Urbanistica, Ambiente e Sviluppo del Territorio Laura Cucina e il consigliere comunale Edoardo Moschini, entrambi insieme al Sindaco di Tuoro, Maria Elena Minciaroni, che al termine dell’esibizione, ci ha confidato: «Manifestazioni del genere sono di altissimo valore artistico e noi le appoggiamo e sosteniamo con tutte le nostre possibilità. Crediamo che eventi di questa qualità possono portare lustro al nostro territorio e a quello del Trasimeno in genere. I concerti di tale portata sono attrattori di interessi culturali e rivolti a un turismo sostenibile per una sana ed ecologica promozione del comprensorio toreggiano. Seguiamo con attenzione e grande disponibilità, l’evoluzione di questo importante progetto musicale che trova i nostri consensi».
L’Assessore comunale per la Cultura e lo Sport, Thomas Fabilli, recentemente ha dichiarato di credere e sostenere attività culturali di questo tipo e il suo personale impegno e quello di tutta l’Amministrazione è teso a favorire iniziative similari di qualità.
Al termine della serata c’è stato un bel momento conviviale, organizzato presso un tradizionale locale isolano con dei gustosi assaggi di tipici sapori lacuali, accompagnati dagli ottimi vini dell’azienda agricola Montemelino di Tuoro.

Gli appuntamenti in programma

Giovedì 29 a tenere la scena saranno il noto cornista spagnolo Juan Manuel Gomez e i Maestri dell’Accademia, con musiche di Brahms.
Sabato 31 agosto e domenica 1 settembre toccherà ai giovani talenti dell’Accademia misurarsi con il giudizio del competente pubblico.
I dotati giovani corsisti sono: SongHa Choi, violino; Chris Rogers Beadle, viola; Sinèad O’Halloran, violoncello; Nathan Kirzon, violino; Lea Galasso, violoncello; Hani Song, violino; Laura Andrade, violoncello; Dunja Kalamir, violino; Tami Pohjola, violino; Nicholas Alcott Swensen, viola; Arjun Ganguly, viola; Tatsiana Boyarina, violoncello; Marcus Bäckerud, violino; Emilia Sharpe, violino; Nathalie Schmalhofer, violino; Anna Leunis, violino; Emma Wernig, viola. Gli esperti e comprovati docenti di sicura fama, sono: Mi-Kyung Lee, violino; Vlad Stanculeasa, violino; Ettore Causa, viola; Antonio Lysy, violoncello; Lorena Tecu, pianista collaboratore; James Maddox, pianista collaboratoreIl programma completo è sul sito: www.accademiaisolaclassica.com.

 

Edoardo Moschini, Maria Elena Minciaroni, Laura Cucina

 

La manifestazione è sostenuta dalla Regione Umbria, dal Comune di Tuoro sul Trasimeno, dalla Pro Loco Isola Maggiore e da Busitalia; per i concerti, tutti gratuiti, sono stati previsti i traghetti di rientro fino alle 22,00. Accademia Isola Classica & Festival è riuscita, tramite un’importante rete di partner, a offrire senza spese per i suoi studenti un corso di formazione musicale di primissimo livello e speriamo, in un futuro a breve termine, di assistere all’intervento di qualche patrocinatore che supporti economicamente l’ambizioso progetto di creare un’accademia di riferimento per archi con sede sull’Isola Maggiore. Sarebbe un bel gesto che renderebbe immortale colui che generosamente vorrà sostenere l’idea di Natalie e Vlad per un prospetto internazionale, culturale e artistico per giovani musicisti talentuosi.
Nella serata inaugurale il numeroso pubblico intervenuto, nonostante il gran caldo, è rimasto molto soddisfatto, sia dalla bellissima voce di Monica Bacelli sia dai sintonici e competenti maestri che l’hanno accompagnata con i loro virtuosi strumenti.
Rientrando in traghetto a sera inoltrata, ancora con l’eco delle armoniose note nella testa, una stella cadente rendeva più incantevole il cielo stellato, nella certezza di risentir parlare di questi 17 giovani musici come astri nascenti nel panorama internazionale dei grandi palcoscenici della musica classica.

La trentanovesima edizione della Sagra del Gambero e del Pesce di Lago a San Savino si è appena conclusa con la consueta e ampia adesione di pubblico. La rinomata festa paesana si è tenuta dal 16 al 25 agosto nello scenografico borgo del lago Trasimeno, con un’ottima offerta enogastronomica accompagnata da iniziative culturali, spettacoli e musica di assoluto pregio.

Tramonto al lago Trasimeno

 

Un non ben precisato gruppo di buoni amici sono in vacanza in Umbria per trascorrere qualche giorno insieme, ospiti di un campeggio sulle rive del lago Trasimeno. Sono quattro coppie del nord Italia partite in moto per conoscere l’ignota e misteriosa regione, da molti definita come il cuore verde d’Italia e, in particolare, i paesaggi ricchi di storia e tradizioni che circondano il lago. Su consiglio di una coppia di turisti romani, conosciuti nel loro stesso campeggio, il gruppo di amici va a visitare il piccolo ma caratteristico borgo di San Savino, dove è in atto la Sagra del Gambero e del Pesce di Lago.

Lo strategico castello di Pian di Carpine

San Savino, vicino a Pian del Carpine (oggi Magione), nel Medioevo era uno strategico castello favorito dalla sua posizione elevata, a guardia e a difesa di una zona lacustre ritenuta da Perugia estremamente importante per la ricchezza del territorio e per la sua prima difesa; San Savino faceva parte, insieme ad altri borghi fortificati della costa orientale del lago, di un sistema di protezione al contado perugino. Oggi a San Savino sono visibili, della roccaforte di allora, la torre triangolare e parte delle mura su cui si apre l’unica porta d’ingresso alla piazzetta storica. L’entrata è sormontata da un arco a sesto acuto.
Davanti al medievale varco di accesso si apre un bellissimo affaccio sul lago da cui si possono ammirare dei maestosi tramonti di fuoco che si rispecchiano, rifrangendo le varie tonalità rosso-aranciate, sulle increspature appena accennate dell’acqua e mettono così in evidenza la sottostante Oasi naturalistica La Valle, un importante centro culturale ornitologico e scientifico votato al turismo ecologico e sostenibile e all’educazione ambientale per tutti, in particolare verso i giovani scolari. L’Oasi rappresenta una delle pregevolezze lacustri.

 

Uno scatto dalla sagra

Pesce di lago in tutte le salse

Il gruppo di amici, entrando in paese, ha avuto la stessa sensazione che provano tutti quelli che visitano il borgo durante l’allegra festa. Infatti, non appena si arriva, si percepisce immediatamente la sana atmosfera della sagra paesana dove, in un clima gioioso e ridente, ci si lascia trascinare nel dettato e ammiccante programma della serata. Cena a base di pesce di lago, dove l’antipasto misto, seguito dalla pasta con i gamberi o da quella con il pesce persico, continua con gli spiedini o la frittura di lago o con il superbo guazzetto di gamberi. Il tutto bagnato da un ottimo vino bianco di una piccola ma nota cantina locale e suggellato da un delizioso Vin Santo accompagnato da gustosi biscotti, chiamati Pane del pescatore.
Si vedono tutti i paesani collaborare, in un viavai incessante di passi fatto da persone giovanissime e più esperte che, senza risparmiarsi, danno una mano per curare gli ospiti della sagra: ci tengono a farli mangiare nel segno della tradizione locale e metterli a proprio agio. Il clima è casalingo e amicale e, nonostante il gran pienone di gente, il servizio ai tavoli è superveloce e le portate sono di grande qualità.
L’ottima cena è preparata dal fantastico team della Pro Loco, guidato dall’attivissimo e navigato presidente Maurizio Orsini; fin dall’inizio della serata si percepisce la meticolosa preparazione di tutto l’evento, infatti i vari appuntamenti della festa paesana prevedono, oltre all’angolo enogastronomico, lo spazio dedicato ai concerti, alla musica e agli spettacoli, che avvengono in un clima allegro e scanzonato. Un grande plauso a Maurizio Orsini e a tutta la sua squadra!

 

Musica e paesaggio

Dopo aver ben mangiato e bevuto, il gruppo di amici passa vicino agli stand degli espositori temporanei e a un gruppo musicale che, lì accanto, suona bellamente del liscio ballato da una nutrita schiera di gente e poi si dirige verso la piazzetta storica della torre triangolare, verso cui un’accattivante musica li attrae. Tutti bravi!
Il prossimo anno gli otto amici si promettono di tornare sul Trasimeno e a San Savino e di partecipare a tutte le serate della sagra e, con questo livello di offerta, non se ne vorranno perdere neanche una. Il gruppetto, dopo aver pienamente soddisfatto le loro orecchie, si è fermato alla cantina a prendere un buon bicchiere di vino e poi si è diretto verso la piazzetta appena fuori la porta con l’arco a sesto acuto. Le quattro coppiette si siedono sulle panchine proiettate verso lo specchio lacustre, dove al riflesso stellare fa eco il profilo dell’Isola Polvese, che emerge misterioso dalle lucenti acque puntinate di astri.
C’è qualcuno che ha lo sguardo rapito dal magnificente panorama e più in là c’è qualcun altro che si sta scambiando un tenero bacio sotto la protezione certa di Tarsminass, il saggio e millenario specchio d’acqua etrusco.

ARS Cultura, Radici di Pietra e F.I.D.A.P.A., hanno dato vita a un incontro culturale a Perugia intorno alla famiglia Benois con la visita alla Madonna Benois, il celebre dipinto giovanile di Leonardo da Vinci. L’evento ha evidenziato diversi nessi e affinità tra Leonardo e il Perugino nonché tra il noto quadro e la famiglia del famoso scenografo teatrale italo-russo Nicola Benois.

Si è conclusa ieri l’esposizione alla Galleria Nazionale dell’Umbria della Madonna Benois, il dipinto giovanile del maestro da Vinci giunto nel capoluogo perugino dall’Ermitage di San Pietroburgo. Durante il mese di esposizione, intorno al nome Benois è stato ideato un evento itinerante composto e sviluppato a Perugia, su tre tappe cittadine: la Galleria Nazionale dell’Umbria, la casa del Perugino con le vicine Mura etrusche della Cupa e il Parco della Canapina.
L’iniziativa è stata ideata e organizzata da Marco Pareti e Marina Sereda per ARS Cultura, da Michele e Anna Bilancia per Radici di Pietra e da Laura Barese per F.I.D.A.P.A. Perugia, con il fattivo supporto del Comune di Perugia: un virtuoso esempio di perfette sinergie collaborative tra pubblico e privato.

 

Un’immagine dell’evento

 

Ma andiamo per ordine e partiamo da dove tutto ha origine. Nel 1914, il dipinto della Madonna con il Bambino detta anche Madonna Benois, il capolavoro giovanile di Leonardo da Vinci, è arrivato al Museo Ermitage di San Pietroburgo ceduto dalla famiglia russa Benois.
L’opera era stata acquistata dal nonno di Marija Aleksandrovna Benois in un mercato d’arte ad Astrachan e data alla ragazza da suo padre come dono di nozze. In occasione del 500° anniversario della morte di Leonardo e dopo molti anni, il bellissimo dipinto è tornato in Italia per due mesi, dapprima esposto nel Museo di Fabriano e poi alla Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia, per ritornare subito dopo al suo consueto posto tra le collezioni dell’Ermitage.
L’autore del famoso quadro, Leonardo da Vinci, si era formato presso la bottega del Maestro Verrocchio e lì aveva conosciuto ed era diventato amico del celeberrimo pittore umbro Pietro Vannucci detto il Perugino. Tra i due era nata, fin da subito, una grande amicizia, correlata da reciproca stima artistica.
All’inizio del secolo scorso Nicola Benois, divenuto poi il famoso scenografo italo-russo del Teatro alla Scala di Milano, ha vissuto da adolescente la difficile situazione sociale e politica in Russia di quegli anni e in particolare del 1914, quando la sua famiglia cedette all’Ermitage di San Pietroburgo il famoso quadro leonardesco.
La premessa per varare questa iniziativa, organizzata da Ars Cultura, Radici di Pietra e F.I.D.A.P.A. è stata la contemporaneità della breve presenza a Perugia del celebre quadro e quella, su invito, di Vlada Novikova Nava, brava scrittrice e ricercatrice su Nicola Benois.

 

La Madonna Benois

 

Durante la manifestazione si è raccontato di Leonardo da Vinci, del suo celeberrimo dipinto giovanile, dell’amicizia con il Perugino e del famoso scenografo Nicola Benois.
L’evento, vissuto nell’arco di un pomeriggio, è iniziato presso la Galleria Nazionale dell’Umbria con la visita alla Madonna Benois sotto la speciale guida del professor Franco Ivan Nucciarelli, che ha deliziato il pubblico con i suoi racconti e affascinato gli amici e soci delle tre associazioni con la sua grande preparazione e capacità comunicativa.
Dopo aver ammirato la bellezza commovente del magnifico quadro leonardesco, la visita è continuata per le vie medievali perugine.
Qui l’architetto Michele Bilancia ha intrattenuto i numerosi intervenuti con i suoi precisi e appassionati racconti, avvenuti davanti alla casa, in via Deliziosa, del celeberrimo pittore Pietro Vannucci detto il Perugino e subito dopo intorno alle Mura etrusche della Cupa.
Il lungo torpedone di partecipanti è successivamente arrivato al Parco della Canapina dove, dopo il saluto di Michele Bilancia, dell’assessore alla Cultura del Comune di Perugia, Leonardo Varasano e di Laura Barese di F.I.D.A.P.A., Marco Pareti e Marina Sereda hanno presentato e intervistato la scrittrice italo-russa Vlada Novikova Nava circa la sua lunga ricerca storica culminata con un bellissimo libro dal titolo Nicola Benois. Da San Pietroburgo a Milano con il teatro nel sangue, edito da Fuoriluogo.
Vlada Nava ha raccontato, tra le altre cose, l’intima correlazione familiare tra il famoso dipinto leonardesco e il rinomato scenografo della Scala di Milano, Nicola Benois. Infatti il quadro era di proprietà dei parenti più prossimi di Nicola, quando da adolescente visse il momento storico della cessione all’Ermitage.

 

 

L’evento si è chiuso, con un grande successo di pubblico e la soddisfazione di tutti, con un piacevole momento conviviale preparato dalla cuoca-poetessa Graziella Mallamaci e accompagnato da splendidi e profumati vini che sono stati illustrati da Eraldo Dentici Rialto.
L’ammirata riuscita dell’evento è dovuta alla profusa passione ed efficacia di Michele e Anna Bilancia di Radici di Pietra, alla tenacia e solarità di Laura Barese di F.I.D.A.P.A. Perugia, alla vivacità intellettiva e relazionale di Marina Sereda, a Marco Pareti di ARS Cultura e all’attenta e precisa Maria Chiara Radi De Poi, così come all’infaticabile Said. Stefano Fasi e Alessandro Mastrini hanno immortalato i suggestivi momenti dell’incontro.
La cosa che ha fatto un gran piacere ai partecipanti, unita a un ostentato orgoglio degli organizzatori, è quella che è successa al termine dell’evento. Nonostante il nutrito afflusso di persone, che ha gustato il buffet artigianale e i buonissimi vini, il parco pubblico della Canapina è stato riconsegnato alla comunità perugina senza lasciare traccia di un bicchiere o di una carta o di un tovagliolo abbandonati a terra.
Già al mattino la pulizia dell’area era stata fatta sotto la guida di Anna Bilancia e lo stato dei luoghi al termine della serata ha testimoniato il senso civico, il rispetto per la res publica e l’educazione degli organizzatori e dei partecipanti.

In questo momento la lavanda è in fiore. Immense distese di filari viola riempiono l’aria di profumo.

Vi piacerebbe andare in Provenza, nel Luberon, oppure rimanendo in Italia, non siete mai stati sul Col di Nava, tra Liguria e Piemonte? Non potete o non avete tempo, allora il prossimo weekend (6/7 luglio) potreste spingervi fino ad Assisi in una località che si chiama Il Lavandeto di Assisi.  È una piccola zona in pianura vicino a Santa Maria degli Angeli. Il luogo non è molto grande, ma lo è abbastanza per appagare tutti cinque i sensi.

 

Vista

Lasciato l’asfalto avete circa un chilometro di strada sterrata per raggiungerete la Fiera della Lavanda. Vedrete solo il parcheggio, una strada bianca e alcuni gazebo bianchi. Un piccolo filare viola vi darà il benvenuto. Non demoralizzatevi, quello è solo un assaggio, voi seguite il cartello Fiera della Lavanda e abbiate fiducia. Dietro i gazebi della Fiera finalmente si scoprono i filari di lavanda magnificamente colorati. Perché la lavanda ha molti colori che vanno dal blu scuro al viola dal bianco al rosa. Non solo si presenta in così variegata, ma le lavande sono anche cespugli di diversa intensità di profumazione e di diversa altezza.
Potete anche coraggiosamente affrontare il labirinto di lavanda, ma attenzione, le siepi sono basse. Se avete più di tre anni non riuscirete a perdervi. Però è divertente ugualmente.

Olfatto

Il profumo è ovunque. Nei campi, nei banchetti dove si intrecciano fiori per farne dei bouquet, nell’angolo della vendita al pubblico. Sfiorate i fiori o le foglie e nella mano vi resterà un leggero aroma di lavanda.

Tatto

Anche il tatto ha i suoi diritti. Saponi, creme, oli da massaggio, vi aspettano. Una piccola curiosità: l’olio essenziale di lavanda è ottimo sulle ustioni da medusa e dopo la puntura da zanzara. Portatelo con voi se andate al mare, per togliere il bruciore causato dalle piccole e insidiose pesti del mare. L’olio detto essenziale non macchia, potete fare la prova sulla carta da cucina e vedrete che non lascia traccia né alone. Come l’acqua.

 

Il Lavandeto di Assisi

Gusto

L’olio essenziale di lavanda si presta a tutto, buono per marmellate e gelatine e sciroppi. Ne hanno fatto anche un gelato dal colore caratteristico e dal sapore delicato. Comunque, tranquilli, alla Fiera della Lavanda potete anche farvi fare un panino col salame al sapore di salame e basta.

Udito

Le lavande non fanno rumore, sono molto silenziose. I suoni provengono dalle voci dei visitatori e da quelle delle guide che illustrano le caratteristiche e le proprietà delle protagoniste.
Per fare le foto dovrete pazientare perché ci sono sempre visitatori in mezzo ai filari. Aspettate, magari all’ombra, davanti al laghetto delle ninfee, perché i filari viola con Assisi sul fondo, adagiata sulla collina e dominata dalla fortezza, non li trovate né nel Luberon e nemmeno sul Col di Nava.

Un po' di storia non guasta

La Lavandula Spica, questi sono nome e cognome botanici della pianta, assieme alle sue 7000 sorelle, è stata molto amata nell’antichità anche dai pellegrini che attraversavano l’Umbria per andare in Terra Santa. Si lavavano con l’acqua profumata, oppure, in mancanza di acqua, si sfregavano energicamente i fiori sul corpo per nascondere l’afrore che emanavano. La santità della loro missione non era sufficiente a tenerli puliti.

È in continuo divenire la collezione del Museo di Calvi dell’Umbria, autentica perla artistica e culturale incastonata nelle verdi colline che ammantano la propaggine più meridionale della regione.

Continua infatti ad arricchirsi la collezione Chiomenti-Vassalli che, come un uovo che si schiude dopo una lunga gestazione, dopo la pausa invernale ha presentato lo scorso 21 aprile i suoi due nuovi nati: la Veduta di Roma: Arco di Costantino (1764) di Gian Paolo Panini e nientemeno che la Vocazione degli Apostoli Pietro e Andrea di Pietro da Cortona (1630).

 

Parabola dei Ciechi di Pieter Brueghel il Giovane

La collezione Chiomenti-Vassalli

Entrambe donate dal professor Chiomenti, le due opere seguono quelle giunte nel 2009 e nel 2014, a testimonianza dell’imperitura volontà del professore di vivacizzare questo piccolo borgo alle pendici del Monte San Pancrazio. Già nota per i suoi presepi artigianali e i murales, Calvi dell’Umbria trae così lustro dalla presenza di capolavori che non tutti possono vantare: per fare qualche illustre esempio, la collezione Chiomenti-Vassalli annovera la Parabola dei Ciechi di Pieter Brueghel il Giovane, la Madonnina penitente di Guido Reni, il Ritratto del Cardinale Scipione Borghese di Lavinia Fontana e la Veduta di Roma con il Campo Vaccino del Campidoglio con a sinistra la Loggia dell’Ara Coeli di Gaspar Van Vittel.

Il complesso museale

Il Museo occupa quello che era il Monastero delle Orsoline, lì presenti fino al 1991, beneficiarie del lascito di quel Demofonte Ferrini che aveva voluto la costruzione del palazzo poi riconvertito. Questo notaio della Reveranda Camera apostolica di Roma, originario di Calvi, aveva infatti decretato che, all’estinzione della sua discendenza, il Palazzo Ferrini che aveva fatto costruire dal Magister Melle di Lugano sarebbe dovuto diventare di proprietà del Comune che, a sua volta, avrebbe dovuto fondarvi un monastero femminile. Cosa che, di fatto, avvenne nel 1715, tantoché nel 1717 vi si stabilirono le Benedettine di Narni sostituite, appena un anno dopo, dalle Orsoline di Roma. Seguirono interventi di ampliamento e di collegamento con due chiese, così da creare il complesso che conosciamo oggi e lungo il quale si sviluppa il percorso museale.
Percorso che prevede sia la visita al Presepe monumentale di Terracotta – XVI secolo, opera di Giacomo e Raffaele Montereale – sia quella alle cucine storiche settecentesche, al lavatoio con annessa cisterna, alla legnaia e alla spezieria, autentiche testimonianze della vita quotidiana nel monastero.

 

Scoprendo l’Umbria: Luce, foto by Marco Giugliarelli

Le mostre temporanee

Il museo è un vero e proprio contenitore culturale che, dal 2012, ospita anche numerose mostre temporanee. La prossima in programma è Scoprendo l’Umbria: Luce che, dal 1 giugno al 25 agosto, apporterà dieci foto di grande formato realizzate da Marco Giugliarelli, omaggio alla vitalità dell’Umbria. Il percorso tematico affronterà il concetto di illuminazione e di percezione della luce, guidando i visitatori, alla luce di torce elettriche, nella penombra delle sale museali al fine di scoprire il rapporto della luce con l’arte. Non mancheranno attività e laboratori per bambini: il percorso Disegni di Luce li guiderà alla scoperta della rappresentazione della luce stessa.

 


Per informazioni: Sistema Museo

«Il cinema è un’esplosione del mio amore per la realtà». (Pier Paolo Pasolini)

Il Love Film Festival di quest’anno racconta proprio la realtà, in molti aspetti: «È un’edizione ricca di contenuti che coniuga cinema, attualità e argomenti sociali». Con queste parole il direttore artistico Daniele Corvi illustra la quinta edizione del festival dedicato alla settima arte, che si svolge a Perugia da oggi fino a lunedì 6 maggio. Sette film in concorso e cinque cortometraggi, eventi culturali e tanti ospiti: è quello che troveranno gli amanti del cinema e non solo… in città!

 

Il Grifone d’Oro

 

L’idea di realizzare questo festival è nata nel 2014 dall’associazione culturale Perugia Love Film, con l’intento di raccontare l’amore per le arti attraverso l’opera cinematografica. Un amore in tutte le sue sfaccettature, ma soprattutto attraverso il cinema. «Il nostro obiettivo è quello di creare un momento di condivisione culturale e di riportare il cinema nel centro Italia, mostrando anche la bellezza della nostra terra. L’Umbria a livello cinematografico è molto indietro, anche rispetto a piccole realtà come noi, penso alla Basilicata e al Trentino Alto Adige. Non c’è l’Umbria Film Commission, che servirebbe tantissimo. Noi come festival abbiamo dato lo scorso anno un contributo notevole, perché le produzioni della serie tivù Il Nome della Rosa e del film di Paul Verhoeven sono state legate al nostro evento. Quest’anno non ci fermeremo e avremo una grande produzione americana che verrà per dei sopralluoghi in vista della realizzazione del prossimo film sulla vita di San Francesco. Occorre però cambiare subito tendenza, perché come regione stiamo perdendo delle grandi opportunità, cinematograficamente parlando: abbiamo paesaggi, storia e bellezze artistiche che dovrebbero essere maggiormente sfruttate» spiega Daniele Corvi.

Tanti tipi di amore

Nelle cinque giornate del festival si alterneranno diversi tipi di amore: quello per l’innovazione e l’ambiente, per il fairplay e lo sport, per le donne, per la cultura e lo spettacolo, per i giovani e l’avventura. Ogni giornata avrà workshop a tema, film e illustri personaggio del mondo del cinema: sono attesi l’attore Franco Nero, i registi Giovanni Veronesi e Giacomo Battiato, il fotografo Fabio Lovino e la madrina dell’evento la giornalista Giorgia Cardinaletti.

 

Il direttore artistico Daniele Corvi, foto by Photo Veg Video

La giornalista Giorgia Cardinaletti, foto by Photo Veg Video

Il nome Love Film Festival non fa riferimento a film di sfondo unicamente romantico, ma al tema Amore nelle sue innumerevoli sfaccettature: amore per l’arte, per la musica, per la danza, per lo sport, per una città e per tutto quello che è riconducibile a esso. Quest’anno la scelta dei temi affrontati ricalca la stretta attualità, con un tema su tutti, quello del femminicidio. «La scelta di questi argomenti è avvenuta quasi per caso: tutto è iniziato durante in Festival di Taormina dove abbiamo incontrato un’associazione che si occupa proprio di femminicidio. Da qui siamo partiti per introdurre all’interno del festival questo importane argomento. Poi è stato aggiunto il fairplay e dell’innovazione: tutti temi attualissimi per rendere ancora di più il cinema un momento di incontro e confronto» aggiunge il direttore artistico.

 

Franco Nero

Un appuntamento da non perdere è l’incontro – domenica – con Franco Nero, che riceverà il Grifone alla Carriera: «Franco Nero è stato scelto sia perché è un grandissimo attore, sia per la storia d’amore che ci verrà a raccontare e che vive da anni con Vanessa Redgrave. Inoltre, è uno dei pochi attori che ancora lavora a livello internazionale: questi i motivi per conferirgli questo riconoscimento» conclude Corvi.
Tutti gli incontri si svolgeranno presso la Sala conferenze della Galleria Nazionale dell’Umbria.

 


Love Film Festival, il programma completo.

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