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Decima edizione diretta da Daniele Corvi. Tra gli ospiti Pupi e Antonio Avati, Marco Bocci, Laura Chiatti, Brando De Sica, Paolo Genovese, Claudia Gerini, Laura Morante, Jerzy Skolimowski. Madrina del Festival Elisabetta Pellini.

Soffia su 10 candeline il Love Film Festival di Perugia, primo festival cinematografico in Italia incentrato sul tema dell’amore con la direzione artistica di Daniele Corvi.

La manifestazione, che premia con il Grifone d’oro le pellicole italiane e internazionali uscite in sala nell’anno precedente per le categorie di Miglior film, Migliore regia, Miglior attrice, Miglior attore, Miglior sceneggiatura e Miglior cortometraggio, nel corso degli anni ha visto alternarsi nello storico Palazzo dei Priori, talenti del cinema quali Marco Bellocchio, Alessio Boni, Raoul Bova, Abel Ferrara, Elio Germano, Paolo Genovese, Madalina Ghenea, Giancarlo Giannini, Luca Manfredi, Giovanna Mezzogiorno, Don Most, Franco Nero, Roman Polanski, Walter Saxer, Carlo Verdone, Paul Verhoeven e molti altri. L’edizione 2024 è dedicata alla passione e si terrà a Perugia dal 27 al 30 giugno 2024Madrina del festival l’attrice Elisabetta Pellini.

In concorso, tra gli altri, i film Dante, di Pupi Avati, La caccia, di Marco Bocci, Mimì – Il principe delle tenebre di Brando De Sica, Eo, del regista polacco Jerzy Skolimowski, Encounter Love, del regista cinese Chen Fei, Maschile Plurale, di Alessandro Guida e il documentario Mostruosamente Villaggio di Valeria Parisi, dedicato a Paolo Villaggio. Tra i cortometraggi segnaliamo Grazie Lina di Yari Gugliucci, con Lina Wertmuller, e fuori concorso Tutto il tempo del mondo di Daniele Barbiero, con protagonista Enzo Miccio, dedicato una malattia rara e poco conosciuta, l’angioedema ereditario.

Tra gli eventi del festival: un incontro con il regista attore Marco Bocci e l’attrice Laura Chiatti, una masterclass con il regista Pupi Avati e il produttore Antonio Avati; la presentazione del libro Il rumore delle cose nuove del regista e sceneggiatore Paolo Genovese; un incontro con l’attrice Laura Morante; la presentazione di Se chiudo gli occhi. Vita, amori e passioni di una pragmatica sognatrice, autobiografia di Claudia Gerini; e in chiusura un concerto-racconto in onore di Ennio Morricone del compositore Alessandro De Rosa.

 

Laura Chiatti nel film “La Caccia”

 

Tra gli altri ospiti, l’attore e regista Brando De Sica, l’attrice Michela Giraud, il regista e sceneggiatore Jerzy Skolimowski (in video collegamento), il conduttore televisivo Enzo Miccio. Il manifesto del Love Film Festival è dedicato all’attore perugino Filippo Timi, fotografato con Lucia Mascino da Gianluigi Di Napoli.

Il Love Film Festival è sostenuto dalla Fondazione Perugia e ha il patrocinio di Rai Umbria, media partner TGR. Il Festival aderisce al progetto “No woman no panel” per la parità di genere.

 


Info: www.perugialovefilmfestival.com

Associazione Perugia Love Film   info@perugialovefilmfestival.com

Mercoledì 22 maggio, alle ore 17.30, nella Sala della Fondazione Sant’Anna (viale Roma 15, Perugia), Francesca Ragni: counselor e assistente sociale, presenterà il suo libro Trauma di nascita: modelli creativi e suggestioni metaforiche per l’anima (Anima Edizioni). Sarà presente il Prof. Gaetano Mollo e dialogherà con l’autrice, la poetessa Benedetta Vale.

 

 

Nel narrare la storia, l’autrice condividerà un viaggio interiore con la proiezione di iconografie, commenti e citazioni in cui elaborerà delle chiavi di lettura sulla tematica: “Un tragitto di riflessione insieme per comprendere e intraprendere la scoperta della nostra realizzazione”.

L’obiettivo della condivisione è favorire delle riflessioni in un processo di crescita personale in cui il desiderio della counselor è creare una dimensione di fiducia nella vita, proponendo il superamento di conflitti per raggiungere una quiete interiore.

Aperture straordinarie sulle tracce del Maestro di San Francesco, 25-26 maggio 2024. Anteprima di presentazione riservata alla stampa.

In occasione della mostra organizzata presso la Galleria Nazionale dell’Umbria dedicata al Maestro di San Francesco, pittore attivo in Umbria tra il 1260 e il 1280, la Diocesi di Perugia-Città della Pieve e Isola San Lorenzo, in collaborazione con la Galleria Nazionale dell’Umbria, la Scuola di Lingue Estere dell’Esercito di Perugia e il Comune di Perugia propongono per il 25 e 26 maggio il Weekend del Duecento Umbro. Aperture straordinarie sulle tracce del Maestro di San Francesco, in cui saranno eccezionalmente aperte al pubblico cinque chiese che conservano al loro interno preziose testimonianze artistiche della seconda metà del 1200. Queste aperture avranno come obiettivo fondamentale quello di scoprire realtà meno note ai grandi percorsi turistici e soprattutto di unire la conoscenza delle opere in relazione ai contesti e alla storia del territorio.

 

Chiesa di San Prospero. Foto di Marco Capaccioni

 

L’arte del XIII secolo non nasce per essere esposta nei musei: gli antichi scrigni sono le chiese, i monasteri, i palazzi e le piazze, resi adorni dalla fede e dalla vita delle comunità che abitavano quei luoghi. Alcuni di questi siti, molti dei quali sono stati fondati e abitati per secoli dagli ordini religiosi, anche se hanno perso il loro originario aspetto medievale, sono ancora in grado di raccontare la storia di origine.

L’apertura di queste chiese, frutto di un lavoro sinergico sviluppato in questi mesi, consente al visitatore di compiere un viaggio indietro nel tempo, alla scoperta di tracce e testimonianze del Medioevo perugino, in un percorso che si sviluppa tra vicoli angusti e stretti, per giungere in luoghi di culto intimi e riservati, alla ricerca di una bellezza che attende solo di essere incontrata e svelata.

 

Chiesa di San Prospero. Foto di Marco Capaccioni

Queste le chiese coinvolte:

CHIESA DI SAN PROSPERO (Diocesi Perugia). La chiesa è di straordinaria importanza per la storia dell’arte umbra: al suo interno si conservano gli affreschi più antichi di Perugia, datati 1225, opera di Bonamico, artista locale che, con la sua semplicità stilistica, rompe gli schemi della tradizione bizantina.

 

Chiesa di San Prospero. Foto di Marco Capaccioni

 

CHIESA DI SAN MATTEO DEGLI ARMENI (Diocesi Perugia). Appena fuori le mura trecentesche, si trova il complesso monumentale di San Matteo degli Armeni, che ha ospitato una comunità di Monaci Armeni della regola di San Basilio, dal 1272 al XVI secolo. All’interno sono conservate tracce di affreschi tra i più antichi di Perugia, realizzati in fasi diverse tra il XIII e il XV sec. Nella parete laterale sinistra, è una Madonna tra angeli e santi datata 1348. Nella parete di controfacciata si trova un San Leonardo liberatore dei prigionieri, raffigurato a cavallo, identificato anche come San Sergio, martire del IV secolo particolarmente venerato dalla comunità armena.

 

San Giovanni del fosso. Foto di Marco Capaccioni

 

EX CHIESA DI SAN GIOVANNI DEL FOSSO (privata, aperta per gentile concessione della famiglia proprietaria). Antica parrocchia perugina posta infondo a Via Alessi, fu istituita nel 1233 dal Vescovo Salvio e fu soppressa nel 1959. La chiesa, oggi abitazione privata, conserva al suo interno frammenti di un ciclo di affreschi della metà del Duecento dedicato alla vita di San Giovanni, sotto il quale si trova un vero e proprio bestiario medievale in cui sono visibili: il grifo, il lupo, la pantera, l’aquila e altri animali.

 

San Giovanni del fosso. Foto di Marco Capaccioni

 

CHIESA DI SAN BEVIGNATE (Comune Perugia). È una delle testimonianze più significative e meglio conservate tra i complessi dei cavalieri templari. La chiesa, fuori città, si collega ad alcuni artisti presenti in mostra, come il Maestro del Trittico Marzolini e testimonia i legami con la Terrasanta. Le decorazioni parietali, preziosa testimonianza della pittura duecentesca a Perugia recano traccia della storia dell’Ordine, alternata con personaggi e avvenimenti significativi del Medioevo umbro. L’abside conserva insieme a scene bibliche, una splendida rappresentazione del Giudizio Universale.

 

CHIESA DI SANTA GIULIANA (Scuola di lingue Estere di Perugia). Monastero femminile cistercense fondato nel 1253, fu uno dei complessi religiosi più fiorenti della città. All’interno della chiesa sono ancora visibili resti di affreschi databili tra fine del XIII e gli inizi del XIV secolo: qui si conserva un’Incoronazione della Vergine, attribuita al Maestro del Trittico Marzolini (XIII secolo), di cui in mostra sono visibili alcune opere.

 


Visite guidate: partenza ogni 45 minuti – durata 20/25 minuti

Turni di visita: 10:00 / 10:45 / 11:30 / 12:15 / 15:15 / 16:00 / 16:45 / 17:15

Ingresso gratuito – contributo visita guidata 5€

Per info e prenotazioni: 075 8241011 – 370 1581907 – isolasanlorenzo@genesiagency.it

Una finestra aperta sulle eccellenze del nostro territorio, eventi positivi all’insegna di amicizia e solidarietà, troppo spesso trascurati, che contribuiscono a rendere migliore la nostra Comunità. I Lions Clubs, la più grande organizzazione umanitaria al mondo, presente in oltre 200 Paesi, segue questa etica: Dimostrare, con l’eccellenza delle opere e la solerzia del lavoro, la serietà della vocazione al servizio.


Donare alle nuove generazioni la consapevolezza che una società basata sulla violenza, la prevaricazione, l’intolleranza è destinata a degradare e immiserire fino a esaurirsi e annullarsi: questo l’imperativo alla base dei service che il Lions Club Perugia Host ha voluto realizzare per proseguire sulla strada tracciata dalla Presidente Letizia Mezzasoma connotata dal motto “La Bellezza del Donare”.

I Lions Club della Zona IXB del Distretto 108-L hanno presentato il service Lions Rosa ideato dal Past President del L.C. Perugia Host Marco Dottorini per contrastare la violenza di genere. Rivolto in particolare agli adolescenti, ha già visto la collaborazione del Comune di Perugia, il Servizio di Psicologia dell’USL Umbria 1 ed il coinvolgimento dell’Istituto di Istruzione Superiore “G. Bruno”. Le attività di progetto poggiano su due pilastri: prevenzione e contrasto. Utilizzando la strategia della peer education la prima intende smontare tutti gli stereotipi e pregiudizi che ostacolano la consapevolezza che qualsiasi identità personale ha pari dignità a prescindere da ogni altra considerazione; che il rispetto del valore della persona è elemento imprescindibile. L’attività di contrasto è incentrata su un corso dedicato di difesa personale gestito da esperti della Federazione Italiana Krav-Maga progettato da un altro Past President del L.C. Perugia Host: Pino Famà.

 

 

Alla presentazione del 2 febbraio 2024 erano presenti: l’Assessore Edi Cicchi che, in rappresentanza del Comune, ha avuto parole di riconoscenza e apprezzamento, il Presidente della Zona IX B Antonio Cipiciani compiaciuto nel vedere così grande e concreta collaborazione fra i Clubs di Zona, il Direttore del Centro Commerciale di Collestrada Roberto Lo Duca lieto di vedere confermata la ormai consueta collaborazione fra le parti e la Presidente del L.C. Perugia Host Letizia Mezzasoma che ha manifestato grande soddisfazione per una iniziativa così importante su un tema così drammaticamente attuale che il Club ha saputo offrire alla comunità.

 

 

La presentazione del Service si è conclusa con una dimostrazione dei maestri della Federazione Italiana Krav Maga, Mario Benedetti e Altin Qoku che hanno illustrato i comportamenti da tenere per affrontare situazioni di pericolo e le possibili tecniche di difesa personale in caso di aggressione.

 

Legalità: un valore etico irrinunciabile

Giovedì 11 aprile 2024, la Sala dei Notari di Perugia ha ascoltato in eloquente silenzio S.E il Prefetto Armando Gradone che ha sapientemente dissertato sulla Costituzione, focalizzando l’attenzione su quante pochissime volte essa richiami al rispetto dei doveri del Cittadino facendolo tuttavia con efficacia e precisione sbalorditiva.

Prefetto Armando Gradone

Il dr. Gradone aveva avuto in precedenza lusinghiere parole di apprezzamento per la breve ma efficace relazione della Presidente del L.C. Perugia Host Letizia Mezzasoma che aveva offerto ai tanti studenti accorsi la metafora del corretto vivere civile con il benessere del corpo legato al concorso di tutte le cellule con un proprio specifico contributo perfettamente sincronizzato.

Parliamo dell’incontro Educazione Civica: dalla Cultura dei Diritti a quella dei Doveri, organizzato per il Lions Club Perugia Host da Basso Parente, Referente Distrettuale del Service Nazionale, giunto alla sua terza edizione, che ha visto la partecipazione anche dell’Assessore alla Cultura, Leonardo Varasano, in rappresentanza del Comune, del Presidente della Zona IX B Antonio Cipiciani, in rappresentanza del Governatore del Distretto 108L Michele Martella. Sono poi seguiti gli interventi del Questore di Perugia Dott. Fausto Lamparelli e dell’ex Procuratore Generale Dott. Fausto Cardella, che hanno avvinto i numerosi intervenuti con puntuali e suggestive relazioni incentrate sull’importanza della partecipazione attiva, della corretta informazione, soprattutto rivolta ai giovani, sul fulgido esempio di Giovanni Falcone.

L’attenzione è rimasta altissima anche durante il collegamento con il pluricampione di pugilato Clemente Russo attualmente Direttore Tecnico del Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre [Corpo di Polizia Penitenziaria] e a seguire del giovanissimo campione Italiano di pugilato Nourdinne Amanaa, premiato per la sua costante e assoluta correttezza, che ha colpito tutti per la timidezza, spontaneità, semplicità e sincerità con le quali si è presentato imbarazzatissimo al microfono nonostante fosse accompagnato dal suo maestro Alessio Gaggioli e presentato da Angelo Biondo, rappresentante del sindacato della Polizia di Stato.

 

Varasano, Lamparelli, Cardella, Cipiciani

 

Coordinato con attenta e garbata precisone da Basso Parente l’incontro si è concluso con la premiazione delle vincitrici del concorso indetto su questo specifico tema e riservato alle Scuole secondarie Superiori di Perugia. Per la Sezione Letteraria ha ritirato il premio Cecilia Radicchia classe 3E Liceo Classico A. Mariotti; per la sezione Multimediale ha ritirato il premio Giovanna Torino classe 5M Liceo Musicale A. Mariotti; per la Sezione Fotografica ha ritirato il premio la preside Simona Zoncheddu per Maria Sofia Perri classe 4M Liceo Linguistico A. Pieralli.

 

Letizia Mezzasoma con la preside Simona Zoncheddu

Si è svolta a Panicale, in una gremita sala parrocchiale adiacente a Piazza San Michele Arcangelo, la presentazione della trilogia di libri di Daniela Musini, Le Magnifiche, Le Indomabili, Le Incantatrici, 33 donne per ogni profilo nel complesso 99 che hanno fatto la storia d’Italia e non solo.

L’autrice, che ha coinvolto ed emozionato il pubblico con una abilità scenica da grande professionista, è una personalità molto importante del mondo della cultura, famosa in Italia e nel mondo ed è una artista poliedrica in quanto scrittrice ma anche, attrice, drammaturga e pianista. Acclamata interprete dell’opera di D’Annunzio e delle figure di Eleonora Duse e Maria Callas, ha lavorato in tutto il mondo da Berlino ad Ankara, da Istanbul a Colonia, Kyoto, San Pietroburgo, Varsavia e così via. Ha scritto 9 testi teatrali tra cui la mia Divina Eleonora e Maria Callas. Ha conseguito 17 premi alla carriera e 36 premi letterari a livello nazionale ed internazionale.

L’evento organizzato in collaborazione tra l’associazione Accademia Masoliniana e La Trama di Anita APS entrambe di Panicale, è stata l’occasione per festeggiare la festa della mamma con un evento culturale dedicato a grandi donne, che spesso sono mamme e vivono il doppio rapporto, con i figli ma anche genitoriale, oppure non lo vogliono essere per dare spazio nella loro vita ad altre priorità. L’autrice in colloquio con Francesca Caproni, che ha cercato di carpire l’essenza del progetto editoriale, ma anche molte curiosità di queste 99 figure femminili, tra cui due umbre Santa Chiara e Luisa Spagnoli e un’altra che in Umbria e addirittura a Panicale ha vissuto per un periodo di tempo, nella splendida villa di Mongiovino, che è Lucrezia Borgia, con le sue mille contraddizioni, rispetto alle quali viene moralmente condannata per i suoi costumi sessuali ma che in realtà è stata invece una grande tessitrici di relazioni a favore della famiglia Borgia e della storia dell’Epoca. Daniela Musini ha raccontato di alcune di loro, dalle più famose alle meno conosciute, da Giovanna d’Arco a Rita Hayworth, passando per tante altre figure, sottolineando un aspetto, che quasi sempre dietro al successo e all’immagine idilliaca del personaggio, ci sono disagi e sofferenze che nessuno sa e nessuno vede, quindi non è tutta luce quella che brilla.

 

 

E’ stata quella di sabato – spiega Francesca Caproni – un’altra iniziativa che ha arricchito il panorama degli eventi culturali di Panicale ed ha seguito il ciclo di incontri di CulturAscolto che ha avuto un successo straordinario nei primi mesi dell’anno, sia di pubblico che di contenuti, ma ovviamente anche di promozione del territorio, oltre al fatto che la ricerca ha prodotto nuove scoperte sotto l’aspetto storico e culturale. Sono fermamente convinta – continua – che in questi piccoli Borghi debbano essere gli appuntamenti culturali ad arricchire il calendario degli eventi, a coinvolgere i giovani, perché cultura è bellezza e benessere, ma anche economia.

Sulle colline umbre, immersa nella sua ricca storia e cultura, si erge Gubbio, una città che affascina con la sua architettura medievale e rinascimentale.

Dai palazzi signorili come il Palazzo dei Consoli, alle chiese imponenti come la Cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo, Gubbio racconta un passato glorioso, permeato di arte e tradizione. A migliaia di chilometri di distanza, in Messico, Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderón ha dato vita a un universo artistico unico e vibrante. I suoi autoritratti, carichi di simbolismo e intensità emotiva, hanno reso la sua figura un’icona del XX secolo. I colori vivaci, le linee audaci e l’esplorazione di temi profondi come l’identità, il dolore e la morte, caratterizzano lo stile inconfondibile di Kahlo.

 

 

Cosa accadrebbe se questi due mondi, così lontani nel tempo e nello spazio, si incontrassero? Immaginate Gubbio ripensata attraverso la lente audace di Frida Kahlo. L’intelligenza artificiale ci offre l’opportunità di esplorare questa affascinante fusione, dando vita a una storia che ridefinisce i paesaggi di Gubbio con i colori e le emozioni dell’arte della pittrice messicana.

Ci avventuriamo in questa visione ipotetica e analizzando le immagini generate dall’IA possiamo scoprire come l’architettura di Gubbio si intreccia con lo stile iconico di Frida. Oltre l’estetica, il processo di generazione delle immagini è avvenuto attraverso l’utilizzo di un prompt specifico, un testo che descrive in dettaglio la visione che desideravo realizzare. Il prompt include elementi chiave dell’architettura di Gubbio, come le sue chiese imponenti e le strade tortuose – e riferimenti di Frida Kahlo, menzionando i suoi colori vivaci, le foglie, l’uso di simboli e l’esplorazione di temi come l’identità e la sofferenza.

 

 

L’intelligenza artificiale ha quindi elaborato queste informazioni, attingendo al suo vasto database di immagini e conoscenze artistiche, per generare una serie di immagini uniche. Notiamo subito la presenza di elementi architettonici distintivi di Gubbio. Il Palazzo dei Consoli, adornato con colori vivaci e motivi floreali che ricordano le opere di Kahlo. Le arcate del Palazzo Pretorio, incorniciate da giungle lussureggianti, richiamando la connessione di Kahlo con la natura.
Troviamo simboli e motivi ricorrenti nell’opera di Kahlo, come gli uccelli che potrebbero fungere da custodi mistici dei monumenti di Gubbio. Le sopracciglia unite e i baffi caratteristici di Frida potrebbero comparire su statue o facciate, riecheggiando la sua vasta collezione di autoritratti (150 per l’appunto), dove rinasceva ogni volta.

 

 

Il successo della fusione degli stili dipende dall’equilibrio raggiunto dall’IA. Le immagini appaiono armoniose, con l’architettura di Gubbio che funge da tela su cui si innestano con naturalezza gli elementi di Kahlo. In questa realtà, il suo spirito permea le immagini. La sua presenza è palpabile come le pietre delle antiche vie di Gubbio. È una vagabonda spettrale, con la sua iconica corona di fiori, il suo sguardo ci racconta lotte e trionfi personali. Risuona con i temi universali dell’amore, della perdita e della resilienza dello spirito umano.

Giovedì 16 maggio al Nuovo Cinema Castello di Città di Castello Matteo Chimenti trio live e a seguire proiezione del documentario Berchidda “Time in Jazz”. Venerdì 17 a San Giustino concerto dei Club Plaisir e presentazione della birra Astra, terza classificata al concorso Birra dell’anno 2024.

Tra jazz e psichedelia retrofuturista dance, due giorni di musica, cinema e birra del territorio in Altotevere. Entra nel vivo –  giovedì 16 maggio a Città di Castello e venerdì 17 a San Giustino – la rassegna Lanterna Magica, promossa dall’associazione umbertidese Effetto Cinema e realizzata con il sostegno dei Fondi PR – FESR 2021-2027 – Priorità 1 – OS 1.3. – Azione 1.3.4. Bando per il sostegno di progetti nel settore dello spettacolo dal vivo – anno 2023.

 

Chimenti Trio

 

Si comincia giovedì 16 maggio al Nuovo Cinema Castello di Città di Castello, con una serata all’insegna del jazz sul grande schermo e sul palco: dalle 21 si esibirà infatti Matteo Chimenti (contrabbassista e socio fondatore del Jazz Club Valtiberina, promotore del Borgo Jazz Festival, rassegna che si svolge dal 2018 a Sansepolcro) con il suo trio (con Lorenzo Bisogno al sax tenore e Gerardo Grande alla chitarra), proponendo in un concerto a ingresso gratuito un repertorio che attinge sia dagli autori del classico repertorio jazz, sia da brani scritti per il cinema. E proprio il cinema chiuderà la serata, con la proiezione, al termine del concerto, del documentario Berchidda Time in Jazz, che raccoglie ed elabora più di 1.500 ore di materiali d’archivio girati in 25 anni da Gianfranco Cabiddu e la sua troupe nelle varie edizioni di Time in Jazz, festival musicale creato e diretto da Paolo Fresu nel suo paese natale, Berchidda, in Sardegna. Un film concerto che intreccia musica e luoghi, emozioni e memorie, con la partecipazione, tra gli altri, di Stefano Bollani, Enrico Rava, Carla Bley, Uri Caine, Ornette Coleman, Richard Galliano e tanti altri.

 

Club Plaisir

 

Venerdì 17 maggio ci si sposta al cinema Astra di San Giustino, dalle 19, per il live a ingresso gratuito dei Club Plaisir, in Italia per presentare il loro nuovo album Planète Vacances, viaggio in un ballabilissimo universo psichedelico retro-futuristico. Quella di venerdì sarà una serata speciale per il territorio perché, in collaborazione con Birrificio Altotevere, verrà presentata la birra Astra, terza classificata – nella Categoria 14 – al concorso Birra dell’anno 2024.

Il progetto Lanterna magica – Cinema come luogo di multiculturalità, pensato per trasformare alcune delle sale cinematografiche della provincia di Perugia in veri e propri “hub culturali” in cui unire proiezioni ad eventi multidisciplinari dal vivo, proseguirà poi il 24 maggio, al cinema Metropolis di Umbertide, con il concerto di Al Doum & The Faryds.

Il festival – che si svilupperà fino a settembre con una serie di concerti ed eventi in Altotevere e a Perugia – porterà sui palchi e sugli schermi dei cinema performance musicali e multimediali spaziando dal jazz alla musica elettronica, dai ritmi folkloristi all’R&B e il UK Garage.

Il mese di giugno si avvicina e con questo l’immancabile appuntamento con il Festival Rievocativo “J’Angeli ‘800 – Palio del Cupolone”.

Il countdown è ufficialmente iniziato. I Rioni sono in fermento e lavorano alacremente nelle loro sedi, preparando scenografie e cortei, allenando i loro ragazzi in vista dei giochi che infiammeranno la piazza, per condurci a un palio che si preannuncia ricco di emozioni. A scandire l’avvicinarsi della festa, sono già in programma i primi appuntamenti.

 

 

Primo fra tutti è stata la presentazione ufficiale del nuovo visual. A presenziare l’evento il Direttore Artistico Susanna Tartari, al suo secondo anno al timone della Rievocazione Storica Angelana, e i rappresentanti dell’Ente Palio 2024, guidato dal presidente Moreno Massucci e dal coordinatore Gianluca Bartolucci.
Quest’anno l’immagine simbolo che accompagnerà tutta l’edizione è stata realizzata da un illustratore del team dell’agenzia FMT, azienda del territorio, consolidata ormai da anni nell’ambito della comunicazione.

L’immagine, che richiama i colori e i simboli identificativi dei tre Rioni, trascina con gli occhi già nel vivo della manifestazione, all’interno della piazza difronte al Palazzo del Capitano del Perdono. La città di Santa Maria degli Angeli, da centro poverissimo, si ritrova a essere nel corso del diciannovesimo secolo, fulcro di pellegrinaggi e scambi economici, soprattutto grazie alla fiera del perdono. Il visual sarà quindi il filo conduttore che ci accompagnerà nel corso delle dieci giornate del Festival Rievocativo, dal 14 al 23 giugno 2024 e verrà utilizzato per tutta la cartellonistica e l’oggettistica a promozione dell’evento.

 


Tutti gli appuntamenti e le news sul sito: www.paliodelcupolone.it e sulle principali piattaforme social.

Danza, arti performative e linguaggi del corpo: 29 spettacoli, 20 compagnie di cui 4 straniere, 1 produzione, 5 coproduzioni, 9 prime nazionali, 1 progetto di comunità, 8 spazi, masterclass, incontri, proiezioni e una mostra dedicata ad Alwin Nikolais.

Celebration, è il titolo-claim dell’edizione 2024 di Umbria Danza Festival, la kermesse, presentata al Complesso Sant’Anna di Perugia, che porta in città il meglio delle produzioni nazionali e internazionali della danza contemporanea. E non poteva essere altrimenti, visto che il 2024 è l’anno che segna i 30 anni di presenza e attività di Dance Gallery in Umbria. Una grande celebrazione della danza e dei suoi linguaggi, dei suoi protagonisti e della stessa storia dell’Associazione. Celebration come inno alla vita, al ritorno di persone care e all’incontro di nuove, alla bellezza della danza in tutte le sue forme e alla danza come veicolo di contemporaneità, di realtà e di futuro. Infatti, questa edizione del festival vede in scena artisti e compagnie che ne hanno segnato il lungo percorso: Abbondanza Bertoni, Sosta Palmizi, Zerogrammi e Aldes, oltre alle numerose danzatrici che in questi tre decenni ne hanno accompagnato la crescita e che ritornano protagoniste di spettacoli e performance creati ad hoc. Come ha spiegato Valentina Romito, direttrice di Dance Gallery e del festival: “Celebriamo una storia (anche la nostra), quella della danza, che ha ancora tanto da dire e molto da offrire alle nostre collettività. Celebriamo la partecipazione collettiva, l’esperienza del guardare, del praticare, del dialogare; con i sensi all’erta su ciò che stiamo vivendo, sui cambiamenti della società e con il cuore aperto sulla sostenibilità del nostro vivere”.

 

Foto di Francoise Parlanti

 

Il festival è un contenitore innovativo e trans generazionale concepito per avvicinare diversi pubblici ai linguaggi della danza contemporanea in un contesto architettonico d’eccezione. Una dimensione di festival diffuso, che va incontro alla città e ai cittadini con un’attenzione particolare alle nuove generazioni che si snoda tra il Complesso Monumentale Sant’Anna, nel quartiere Borgo Bello, l’Orto Medievale, la Sala Cutu e la Galleria Nazionale dell’Umbria.

Dal 30 maggio al 28 luglio i luoghi più suggestivi di Perugia ospitano la terza edizione del Festival diretto da Valentina Romito. Due i periodi in cui si svolge il festival: dal 30 maggio al 5 giugno la sezione KIDS e dal 23 al 28 luglio per il main program in una dimensione di festival diffuso.

Gli spazi del complesso S.Anna tra il Chiostro e la ex cappella, la palestra e la sala studio si animano dal mattino con le masterclass e i progetti partecipati, nel pomeriggio con una o più proposte di giovani e programmi brevi – Giorgia Lolli, Emanuele Rosa, Filippo Porro, Caterina Basso e Teresa Noronha Feio, Alice Gosti, Fabritia D’Intino – e la sera, nella cornice del Chiostro del XIV sec., una proposta di spettacoli tout public, dai giovani e ironici Cie. M&F di Maxime e Francesco con Ca ira_outdoor, agli ospiti stranieri, da Ninarello e Bertozzi al duetto intenso e poetico di Duel della compagnia Abbondanza Bertoni.

La scelta di creare la sezione KIDS nasce dalla necessità di guardare lontano, di tracciare nuove traiettorie e dare valore e spazio alle scritture coreografiche dedicate all’infanzia e all’adolescenza e di rendere accessibile, fruibile e visibile alle comunità scolastiche e alle famiglie il valore sociale, educativo e di prevenzione della salute della danza attraverso l’incontro con artisti e artiste e l’esperienza pratica diretta. Zeta, come gli ultimi di Federica Loredan, coproduzione del festival, vede infatti la partecipazione attiva degli studenti delle classi seconde della scuola media annessa al liceo Artistico B. di Betto, così come il progetto di comunità Athletes, sempre una coproduzione del festival, vede insieme un gruppo di donne di diversa età, danzatrici professioniste e sportive. Primo spettacolo della sezione Kids il 30 maggio, alle 10, con il matinée di “Re_Play, un solo danzato e parlato in bilico tra personale e pubblico, reale e fake, in dialogo con una tecnologia del quotidiano. Ri-mettendo in atto ricordi e un archivio di immagini, Giselda Ranieri sperimenta l’uso del device come potenziale testimone, sguardo altro, surrogato corporeo, utile a facilitare una presa di distanza da sé. Sala Cutu – Piazza Giordano Bruno, 9 Perugia. Replica aperta al pubblico in serata alle 19.30.

Per il programma di luglio – prosegue Valentina Romito – ho scelto artisti e artiste e compagnie seguendo alcune linee guida come il sostegno alla giovane coreografia e al ricambio generazionale, la coreografia al femminile, la scoperta di nuovi autori internazionali che incrociano compagnie consolidate del panorama nazionale”.

 

Re_Play. Foto di Edona Demiraj

 

Il MAIN PROGRAM DI LUGLIO

Si inaugura infatti il 23 luglio con Virgilio Sieni e la sua Danza Cieca insieme a Giuseppe Comuniello, danzatore non vedente con il quale il coreografo ha condiviso anni di ricerca e iniziazione al movimento

Il 24 luglio lo Special day – Dance Gallery 30th anniversary, giornata evento dedicata alla celebrazione dei 30 anni di Dance Gallery con un programma non stop che riunisce danzatrici, artiste, allieve e allievi e partner di Dance Gallery con masterclass al mattino, nel pomeriggio le performance create ad hoc dalle artiste (ed ex allieve) Sara Maurizi e il duo BaroneGosti e si conclude con il debutto di TerraCarne, con la coreografia affidata a Stefano Mazzotta, direttore di Zerogrammi, che vede sul palco sei interpreti femminili d’eccezione: Sara Orselli (solista C. Carlson) Eleonora Chiocchini (Abbondanza Bertoni) Amina Amici (Zerogrammi) Cecilia Ventriglia e Daria Menichetti (Sosta Palmizi), Chiara Michelini (Teatropersona/A.Serra) autrici e interpreti di caratura nazionale ed internazionale. Tutte le artiste della giornata sono accomunate da una stessa formazione avvenuta proprio a Perugia con la direttrice artistica del festival Valentina Romito. A fine serata party e djset.

Il 25 Luglio in scena alla Galleria Nazionale Danze Americane di Fabrizio Favale; Ombelichi Tenui di Zambelli – Porro, serata doppia con Winter Forestdi Favale First Things di Michael Getman.

Il 26 luglio proponiamo il debutto della coproduzione di Caterina Basso e Teresa Noronha Feio/Aldes in A Cloud Never Dies, la Compagnia Simona Bucci con Solo In Due e il debutto della Compagnia M&F in Ca Ira Outdoor. Il 27 luglio si inizia con All You Need Is di Em+/S’ala, a seguire Don’t Worry, I Really Like It di Giorgia Lolli, Nexus con Onde e Crowded Bodies di Daniele Ninarello.

La chiusura del Festival è affidata il 28 luglio ad Athletes Perugia, progetto partecipativo di Simona Bertozzi, Duel della Compagnia Abbondanza Bertoni, Tagada di Fabritia D’Intino & Daria Greco al mattino presto all’Orto Medievale.

Gran finale con la compagnia A Badil di Selim Ben Safia, coreografo franco-tunisino con lo spettacolo El Botinière, nome di un mitico cabaret del centro di Tunisi che ci mostra il lato nascosto della vitta notturna tunisina.

 

UN FESTIVAL DIFFUSO E SOSTENIBILE. UDF è un contenitore che è stato sempre attento alla sostenibilità in termini sociali, garantendo prezzi dei biglietti estremamente accessibili e riduzioni per famiglie ed altre categorie; ambientali con un’attenta misurazione dell’uso della carta rispetto al digitale e con l’offerta di pasti provenienti dal commercio equo e sostenibile grazie alla collaborazione di Ponte Solidale. Grazie oggi al sostegno della Fondazione Perugia facciamo un passo avanti e abbiamo esteso la rete dei partner a PEFC Italia che ci sosterrà per la valutazione di impatto ambientale e a Borgobello che, come quartiere di riferimento, sostiene il festival con un programma di eventi satellite, tutti gratuiti, tra viste teatralizzate, laboratori per genitori e figli, performance urbane.

 


Per Informazioni: info@dancegallery.it / 338 2345901 www.dancegallery.it

«Il lavoro può nascere e realizzarsi nel giro di pochi giorni, ma può essere anche il frutto di anni di ricerche e sviluppo».

Giorgio Lupattelli è nato e vive a Magione (Perugia) ed è presente sulla scena artistica nazionale e internazionale dal 1993. Con la sua formazione prevalentemente scientifica, opera anche nei campi della grafica, della scenografia e del design. Osservando le azioni quotidiane nei media globali, sceglie le sole informazioni che lo colpiscono e lo conducono alla sintesi del quadro; ogni opera prevede una lenta asciugatura tematica, una ricerca d’impatto in cui la selezione corrisponde al valore sociale della notizia.

 

Lei, umbro di nascita, lavora tra Magione – sede della sua “casa-bottega” – e Roma, dove si sviluppa il suo percorso artistico. Ci può dire se l’Umbria ha influito sulla sua arte?

Ho mosso i primi passi nel mondo dell’arte contemporanea nei primi anni ’90, e non mi sono mai mosso (fisicamente) dal mio studio di Magione; nonostante questo, ho lavorato quasi esclusivamente con Gallerie e curatori fuori dell’Umbria, per diversi anni a Roma, ma anche a Modena, Bologna ecc. Il mio percorso di studi è anomalo: liceo scientifico, biennio di Ingegneria, Architettura a Firenze (lasciata a metà), unitamente a molti anni di lavoro e collaborazioni nel campo della grafica pubblicitaria. Quindi non sono stato contaminato dall’ambiente artistico dell’Accademia e di Perugia in generale, anche perché fin dall’inizio non ho trovato affinità con ciò che vedevo in giro: un lavoro prevalentemente basato sulla superficie e la ricerca sui materiali (informale post Burri), lontano anni luce dai miei interessi basati prevalentemente sulle immagini; d’altra parte sono nato con la televisione e il cinema e cresciuto con il web. Nonostante questo mi sento legato alle mie origini umbre e lacustri in particolare, le stesse dell’artista umbro più importante, l’unico da cui ho sicuramente preso qualcosa: Il Perugino.

 

 

In una sua dichiarazione ha affermato che leggendo i libri di storia dell’arte è stato attratto dai Metafisici e dai Surrealisti, in particolare De Chirico e Dalì. Ancora oggi è attratto da questi grandi Maestri?

Il lavoro di ogni artista è come un mattone che si va a posizionare sul grande muro della storia dell’arte, che poggia sui mattoni precedenti e che interagisce con quelli che stanno vicino a lui; anche nella scienza è lo stesso e nessuna scoperta sarebbe possibile senza quelle precedenti. Nel mio lavoro la citazione ha sempre avuto un ruolo importante e non ho mai fatto mistero di quali siano le basi su cui poggia il mio lavoro, tanto che sto lavorando da tempo ad un ciclo di lavori proprio su questo tema. De Chirico e Dalì, per me che non vengo dall’Accademia di Belle Arti, sono stati i primi che hanno stimolato il mio interesse verso il moderno. Il mio lavoro in realtà affonda nel Rinascimento italiano e, passando per le avanguardie, la pop art e molto altro, arriva a quelle che oggi vengono definite genericamente correnti neo-concettuali. Sono stato tra i primi in Italia a coniugare le tecniche classiche come la pittura con i più moderni strumenti tecnologici. Nei primi anni ’90 sono stato tra gli esponenti di quella corrente che il critico Gabriele Perretta ha definito Medialismo.

IA, acrilico e olio su tela

 

Ci racconta come nascono le sue creazioni?

Generalmente c’è un filo rosso che collega tutto il lavoro, nel senso che ci sono delle tematiche ricorrenti, come pure una coerenza estetico-compositiva. Da questi punti fermi però il lavoro poi si dipana in direzioni (apparentemente) diverse in base al momento, e anche le tecniche possono spaziare indifferentemente dal disegno alla pittura, dal digitale al video, dalla scultura alla installazione. Generalmente c’è un input (un fatto che mi interessa, qualcosa che vedo, una cosa che mi succede); a questo segue una ricerca sul tema prevalentemente sul web, e spesso da una cosa da cui parto arrivo quasi sempre ad altro; una volta scaricata una montagna di materiale inizia la fase di sviluppo delle idee che può durare giorni o anche anni e che a volte non porta a nulla di concreto, altre a cicli interi di lavori diversi. In genere (se non c’è un’urgenza particolare) lascio decantare i progetti per mesi, per poi rivederli a freddo. Se e quando incomincia a prendere forma un possibile lavoro, provo a elaborarlo e variarlo in tutte le sue possibili declinazioni, e se trovo la quadra passo alla fase esecutiva vera e propria. In poche parole il lavoro può nascere e realizzarsi nel giro di pochi giorni, ma può essere anche il frutto di anni di ricerche e sviluppo.

 

Opera esposta alla mostra “Animali fantastici. Il giardino delle meraviglie”

 

A Bologna è possibile visitare la mostra “Animali fantastici. Il giardino delle meraviglie”. La mostra (prorogata fino al 15 luglio) a cura di Stefano Antonelli e Gianluca Marziani, trasforma lo storico Palazzo Albergati, costruito nel 1519 per volontà dell’omonima famiglia nel centro storico di Bologna, in uno “zoo d’artista” raccogliendo oltre 90 animali tra reali, immaginati e ibridi realizzati da 23 artisti contemporanei. Il percorso espositivo assume la forma di un “giardino delle meraviglie” grazie a opere di artisti come lei. Ci racconta com’è nata questa mostra e quale messaggio vuole lanciare con le sue opere?

Gianluca Marziani è tra i curatori con cui lavoro da più tempo e che quindi conosce meglio il mio lavoro. Assieme a Stefano Antonelli (con cui non avevo mai lavorato) è curatore di questa mostra che sta avendo un grande successo, con la sapiente organizzazione di Arthemisia (che è il massimo per questi eventi) la quale ha realizzato un allestimento stupefacente a Palazzo Albergati di Bologna, che da qualche anno viene usato come museo con mostre di grande prestigio internazionale; gli stessi Antonelli e Marziani avevano già curato altri eventi con grandi artisti, tra cui Banksy. C’è anche un bellissimo catalogo edito da Skira. I miei lavori li ha scelti Gianluca che li conosceva già e debbo dire che sono stati installati e valorizzati nel migliore dei modi. Sono lavori che vanno dal 2006 a oggi sul tema degli animali. Si va dal dinosauro Velociraptor che gioca sulle origini della vita e i suoi sviluppi, fino al ciclo dei grandi primi piani di animali pericolosi e inquietanti su fondo nero che sono una rappresentazione di molte delle nostre fobie e la precarietà della vita stessa.

 

Per concludere vorrei chiederle una parola che per lei rappresenti il connubio tra la sua arte e l’Umbria, sua terra d’origine.

Direi classicità, nel senso che pur essendo il mio lavoro in perfetta sintonia con ciò che di più moderno e contemporaneo si vede sul piano internazionale, allo stesso tempo è profondamente legato alla classicità, come naturalmente lo è una regione come l’Umbria.

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