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“Immersi in due dei borghi più belli d’Italia, l’albero di Natale in acqua di Castiglione del Lago e quello in ceramica di Deruta, i più grandi del mondo con le rispettive specificità, con l’accensione congiunta dell’8 dicembre sono pronti a far vivere le prossime festività in modo unico e suggestivo a turisti e appassionati e questa sarà la migliore testimonianza delle sinergie e dell’opera dei tanti volontari delle nostre piccole ma orgogliose comunità”.

È uno spot da trampolino per l’Umbria, in vista del prossimo Natale: il Presidente dell’associazione I Borghi più belli d’Italia Fiorello Primi, il parlamentare umbro e Sindaco di Nocera Umbra Virginio Caparvi e l’Assessore regionale alla Cultura e Turismo Paola Agabiti hanno presentato Natale nei Borghi più belli d’Italia con particolare riferimento ai due maxi-eventi che renderanno Castiglione del Lago e Deruta autentici e originalissimi “Borghi delle Feste”. Alla presentazione non sono mancate le delegazioni delle due città con in testa il Sindaco Matteo Burico e il presidente dell’Associazione “Eventi Castiglione del Lago” Marco Cecchetti da una parte e il Sindaco Michele Toniaccini e la presidente della “Pro Deruta” Norma Lumaca, dall’altra. Presenti anche il vicepresidente del Consiglio Regionale Michele Bettarelli, il Direttore del Gal Trasimeno-Orvietano Francesca Caproni, l’assessore comunale di Deruta Piero Montagnoli e i fratelli Ricky e Gianmarco Tognazzi che terranno a battesimo l’accensione dell’albero derutese e la collegata mostra “Ugo di Noi”, dedicata al padre, celebre attore che ha lasciato un segno indelebile nel mondo dello spettacolo italiano.

 

 

Fiorello Primi, nel sostenere che i borghi sono una eccellenza, ha parlato delle criticità che li affliggono “a partire dallo spopolamento che è un problema grave e dalla ristrettezza di risorse sotto il profilo del recupero e della valorizzazione: aspetti che per fortuna vengono mitigati dalla grande forza di volontà impiegata nel realizzare iniziative così importanti come quelle in programma in Umbria. Castiglione del Lago e Deruta con i loro alberi magnifici, sono due esempi incoraggianti del migliore saper fare comunità”. Sulla stessa lunghezza d’onda l’onorevole Caparvi che ha favorito la vetrina romana: “E’ importante far conoscere e promuovere i borghi italiani, luoghi d’eccellenza in cui si può godere di uno stile di vita “slow” rispetto alle grandi città. I borghi non sono solo una “questione di bellezza”, ma sono veri luoghi da vivere e l’associazionismo gioca un ruolo fondamentale”.

 

Albero di Deruta

 

Si è poi entrati nello specifico delle due manifestazioni. Il sindaco castiglionese Matteo Burico non ha mancato di sottolineare l’opera dei volontari “che dura tutto l’anno e che con un “albero da miracolo” per come viene realizzato oltre a rappresentare un orgoglio cittadino da offrire ai visitatori crea i presupposti per porre l’attenzione anche sui problemi che attanagliano il nostro lago. Plaudo con soddisfazione, inoltre, alla collaborazione già instaurata dallo scorso anno con gli amici di Deruta”. E il sindaco della città della ceramica, Michele Toniaccini ha ricambiato l’unità di intenti evidenziando come la condivisione fra istituzioni, associazioni e il supporto dei cittadini rendano possibile esaltare i valori e principi dei nostri territori. Del resto, l’albero di Natale in ceramica ha una sua storia che racconta il lavoro delle sapienti mani di artigiani, maestri ceramisti e tornianti. Proprio per questo contribuisce a rafforzare l’identità della nostra città. Quest’anno, inoltre, ad accendere il nostro Natale sarà la magia del cinema, con la mostra dedicata ad Ugo Tognazzi, alla riscoperta del grande genio qual è stato”.

 

 

I dettagli tecnici sono invece stati illustrati dalle due Associazioni che hanno realizzato le maestose opere. Marco Cecchetti, presidente di “Eventi” ha ricordato come l’8 dicembre si riaccenderà il sogno di una comunità intera intorno al nostro albero realizzato da oltre cento volontari con 165 pali piantati sull’acqua del Trasimeno, 2.600 lampadine, 7.000 metri di cavi per una lunghezza di 1.080 metri e una larghezza di 50”. Per la presidente della “Pro Deruta”, Norma Lumaca, invece, “l’Albero di Natale rappresenta un pezzo della storia di Deruta e dell’associazione, del legame con il territorio e con gli artigiani ceramisti, rispecchiando le eccellenze di questa città e la sua essenza. Si tratta di una vera e propria opera d’arte alta 11 metri che poggia su due basamenti in ceramica con 16 file da quattro rami ciascuna anch’essi in ceramica, così come le 250 palle di Natale appese”. E proprio sulle quali si rifletteranno i migliori fotogrammi della vita artistica e privata di Ugo Tognazzi, come hanno spiegato, non senza una nutrita serie di gag ironiche, i figli Ricky e Gianmarco: “Il titolo Ugo di Noi rappresenta bene il suo essere popolare e amato e l’inaugurare la mostra l’8 dicembre, insieme all’accensione dell’albero, in un borgo come Deruta rispecchia l’essere  “uomo dei borghi” che aveva nostro padre, oltretutto grande amante delle ceramiche”.

A suggellare il lancio del Natale a Castiglione del Lago e Deruta con i loro alberi da record è stato l’Assessore regionale alla Cultura e Turismo Paola Agabiti, secondo la quale “pur nelle difficoltà che i piccoli borghi devono affrontare e che conosciamo bene avendoli a cuore, essi rappresentano un parte importantissima della promozione turistica della nostra regione, grazie alla quale far vivere esperienze uniche a quanti vorranno visitarla”.

Al centro dell’Umbria, su una propaggine del monte Serano, si erge Trevi, antico borgo dall’etimo incerto, già noto a Plinio il Vecchio: è proprio nei suoi scritti che compare come Trebiae, nome che potrebbe riferirsi alla dea Diana conosciuta come Trivia o più semplicemente derivare da treb-, radice umbra di parole come casa o costruzione.

Nata in età romana dall’unione tra la fortificazione in collina e la civitas in pianura, Trevi dal III secolo a.C. acquista rilevanza grazie al processo di romanizzazione e alla costruzione della Via Flaminia che, implicando la bonifica della valle, permette lo sviluppo delle ville di campagna lungo Clitunno. Ma nel VI secolo la valle torna a impaludarsi, il sistema fluviale Clitunno-Tevere diviene innavigabile e il dominio romano decade; la civitas viene abbandonata, la collina si ripopola e diventa prima gastaldo dei Longobardi, poi comune, conquistato e saccheggiato da Spoleto e in seguito funestato dal vicariato dei Trinci di Foligno. Rifiorisce nel XIV secolo grazie al suo pregiato olio d’oliva, divenendo l’importante centro commerciale chiamato Il porto secco; acquisito il titolo di città grazie a Papa Pio VI, seguirà le sorti del Papato fino all’Unità d’Italia.

 

Piazza Mazzini. Foto di Enrico Mezzasoma

 

Trevi si sviluppa in cerchi concentrici all’interno di una forma conica che asseconda la conformazione delle colline, incantando lo sguardo di viandanti e scrittori come Leopardi. Cuore del centro storico è Piazza Mazzini, che fa angolo col Palazzo comunale, e la sua torre civica del XIII secolo. Proseguendo a fianco di Palazzo Valenti, si arriva all’ex convento di San Francesco, un complesso museale che ospita la Pinacoteca, il Museo Civico, il Museo della Civiltà dell’Ulivo e la Raccolta d’Arte. La chiesa di San Francesco del 1288 ospita invece un crocifisso su tavola d’ispirazione giottesca del XIV secolo, realizzato da un artista sconosciuto chiamato Maestro del Crocifisso di Trevi; custodisce anche la stele sepolcrale dell’eremita Beato Ventura, morto nel 1310. Proseguendo in via Fantosati, oltrepassando Porta del Cieco, si giunge in cima al colle dove la cattedrale di Sant’Emiliano, rifatta nel XIX secolo, ospita l’altare del Sacramento, decorato da Rocco di Tommaso. Prima di Porta del Cieco, invece, da Piazza Garibaldi si raggiunge la passeggiata di viale Ciuffelli, ombreggiata da alberi secolari, ponte tra il centro e il convento francescano di San Martino, dove si trova la cappella affrescata dallo Spagna.

Scendendo verso via Flaminia, si incontra il rinascimentale santuario della Madonna delle Lagrime – così chiamato per lacrimazione di un dipinto raffigurante la Madonna – che conserva i monumenti sepolcrali della famiglia Valenti e L’Adorazione dei Re Magi con i Santi Pietro e Paolo (1521), l’ultima opera del Perugino. Oltre l’Arco di Mastaccio, vi sono case d’impianto medioevale e palazzi rinascimentali come villa Boemi, senza contare il teatro Clitunno, impreziosito da un sipario dipinto da Domenico Bruschi.

La natura di Trevi offre molte opportunità: passeggiate alla scoperta delle erbe selvatiche, biking, birdwatching, equitazione e visite alle Fonti del Clitunno, alimentate da sorgenti sotterranee, un vero gioiello naturalistico.

Comune delle Terre dell’Olio e del Sagrantino e sede di scuole di alta cucina improntate sull’uso dell’olio, a Trevi è d’obbligo una visita esplorativa ai frantoi. Tra gli eventi più attesi vi è la Processione di Santa Illuminata, Trevi in piazza e Palio dei Terzieri, ma anche la Mostra mercato del Sedano Nero di Trevi e la Festa dell’Olio Nuovo, appuntamenti imperdibili per scoprire i gustosi prodotti che sono i fiori all’occhiello del borgo: il tenero sedano nero, ottimo ripieno o in pinzimonio e l’eccellente olio d’oliva dalle caratteristiche organolettiche uniche al mondo. A coronamento delle specialità gastronomiche, non può mancare il Trebbiano, vino di produzione limitata e dall’aroma inconfondibile.

Convegno “Lugnano comunità operosa nel Territorio Amerino”, sabato 11 novembre a Lugnano e domenica 12 ad Amelia.

L’iniziativa è organizzata dal Comune di Lugnano con il patrocinio dell’AIPAI (Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale), associazione di grande rilievo culturale che investe in conoscenza e mantenimento delle strutture industriali, agricole ecc.

Molte sono le nostre eccellenze, anche note, ma ancora molte di esse, non sono conosciute. Questa occasione può, nel tempo, determinare una prima mappatura di beni artistici e architettonici preziosi del nostro territorio che aggiunte a quelle più note, aumenterebbero la capacità attrattiva dei nostri borghi. Quest’anno l’iniziativa, patrocinata anche dall’Associazione I Borghi più Belli d’Italia, si è allargata ed ha coinvolto, nell’organizzazione, il comune di Amelia in quell’ottica condivisa di collaborazione con lo scopo di ampliare il panorama degli studi, di ricerca, per la conservazione e valorizzazione del nostro prezioso e diffuso patrimonio artistico e culturale: valore assoluto di unicità e ricchezza per tutto il comprensorio amerino.

L’evento è diviso in due giornate e si svolgerà sabato 11 novembre a Lugnano e domenica 12 ad Amelia.

 

 

Sabato 11 Novembre, verranno presentati interessanti novità sul fronte lugnanese, come:

  • la originaria destinazione della Fabbrica scoperta in recenti ricerche, che nella seconda metà dell’Ottocento, era uno dei più grandi molini per la lavorazione dell’olio;
  • lo studio di fattibilità per una scuola di restauro che intende creare corsi formativi, finalizzati a fornire un’esperienza pratica alle varie figure che si trovano ad operare all’interno di un cantiere concernente un bene culturale;
  • il progetto dell’invaso del Monticello che potrebbe successivamente portare al recupero del Molino medievale della Para (quello degli antichi mulini è un trait d’union per tutti i comuni del comprensorio insieme a quello delle antiche fornaci romane);
  • il restauro della Fabbrica avvenuta tra la fine degli anni 80 ed inizi 90, che oggi ospita il museo civico storico ed archeologico, ottimo esempio conservativo che ha dato al comune di Lugnano la possibilità di possedere un contenitore culturale di tutto rispetto.

 

L’ultimo argomento della sezione lugnanese è dedicato al Museo Civico archeologico, che ospita i resti della villa romana di Poggio Gramignano, dove si trova un raro esempio di piccola bambola in osso. Su questo argomento sarà ospite d’eccezione del Convegno, la dott.ssa Chiara Bianchi, una ricercatrice dell’Università di Friburgo, che esporrà le sue ricerche cercando di interpretare questo reperto importante nel contesto del suo rinvenimento. La giornata di questo convegno avrà anche una appendice di promozione dei prodotti della filiera corta del Territorio, finanziato dal Gal Ternano, con una degustazione con i prodotti del Lugnano Borgart Cibus.

La seconda giornata, Domenica 12 novembre, che si svolgerà nel comune di Amelia, presso la pinacoteca comunale, sarà incentrata sugli antichi mulini ad acqua insistenti sul territorio comunale amerino, individuati da una precisa ed attenta ricognizione, con importanti relazioni e fotografie che ne testimoniano la memoria, tra cui anche la Para di Amelia vista in ottica propositiva e di grande opportunità per tutto il territorio amerino.

La giornata amerina prevede anche una interessante visita al mulino Marzoli situato tra le frazioni di Fornole e Montecampano, una struttura da pochi conosciuta e che conserva ancora i torchi di legno settecenteschi.

Tra le sue missioni principali il Gal Trasimeno-Orvietano ha quella di far rivivere le tradizioni, tramandarle di generazione in generazione, custodirne la memoria in una visione di una moderna affermazione e con un rinnovato spirito di rinascita.

“Stiamo lavorando da molti anni su questo stimolo per quanto riguarda il merletto e il ricamo in modo che, da una parte, i luoghi costudiscano la storia, attraverso i musei dedicati, le iniziative letterarie e la ricerca, dall’altra costruendo un presente e un futuro al fine di fare impresa e promuovere i territori attraverso le proprie tradizioni. Ed è proprio questo lo spirito che ci porta a partecipare a momenti di promozione e di animazione a tutti i livelli; una linea di questo progetto è proprio quella di partecipare anche alle Fiere, sul piano nazionale ed internazionale, che sono un’ottima vetrina per le nostre eccellenze dell’artigianato artistico e così siamo arrivati anche a Firenze Creattiva, dove dal 19 al 22 ottobre scorso, la mostra del ricamo ha visto la partecipazione delle tecniche tradizionali, che sono state ampiamente apprezzato da un pubblico che proviene da ogni parte d’Italia” spiega Francesca Caproni, direttore Gal Trasimeno-Orvietano.

 

 

Uno stand istituzionale che ha voluto rappresentare i luoghi di questa terra dove la qualità della vita nei piccoli borghi è ottima e ricca di stimoli. Sette le tecniche che riguardano il merletto e il ricamo: dal Filet di San Feliciano al merletto d’Orvieto, dall’Ars Panicalensis al pizzo d’Irlanda che si trova a Isola Maggiore. Sono stati poi promossi tutti gli eventi che realizziamo nel territorio quali: Fili in Trama a Panicale e Terre e Trame a Orvieto nel giorno dell’International Day.

Creattiva Firenze è stata anche l’occasione per rinnovare l’amicizia tra la città di Panicale e il Museo del Macramè di Castelgomberto, così sapientemente pensato e realizzato da Maria Luisa Tonello, con la quale realizziamo da anni progetti di promozione di queste eccellenze sul territorio nazionale. Esporremo nel nostro stand l’opera dal titolo La corda di San Sebastiano ispirata al Martirio di San Sebastiano opera del Perugino che si trova a Panicale e per la quale organizzeremo un altro evento a Panicale entro la fine dell’anno. È stato ricordato in questo modo anche il celebre anniversario dai 500 anni dalla morte del Perugino, con una mostra di nappe con tutte le tecniche che ospitata anch’essa lo stand del Gal” conclude Caproni.

Da sabato 28 ottobre a mercoledì 1° novembre mostra mercato, degustazioni, escursioni, giochi e musica nel centro storico del borgo.

Castagne, funghi e tartufi sono tra le principali prelibatezze e tra i più gustosi sapori che la natura sa offrire all’uomo nella stagione autunnale. Prodotti e frutti che l’antico borgo di Montone si accinge ancora una volta a celebrare con la tradizionale Festa del Bosco, prevista quest’anno da sabato 28 ottobre a mercoledì 1° novembre. Intanto, il programma della manifestazione, giunta alla sua 39esima edizione, è stato presentato a palazzo Donini, a Perugia, questa mattina. All’incontro sono intervenuti Roberto Morroni, vicepresidente della Regione Umbria con delega alle politiche agricole e agroalimentari, Mirco Rinaldi, sindaco di Montone, Roberta Rosini, assessore al turismo del Comune di Montone, e Fabrizio Croce, direttore artistico della Festa del Bosco. “La Festa del bosco è senza dubbio una delle più suggestive e partecipate manifestazioni autunnali dell’Umbria – ha sottolineato subito il sindaco Rinaldi –. Una tradizione per la gente del luogo, come è tradizione che gli artigiani dell’enogastronomia e del saper fare vadano a occupare e accendere le luci delle vecchie cantine, dei fondi e dei palazzi storici che si affacciano nelle piazzette e nei vicoli del borgo, messi gratuitamente a disposizione dagli abitanti di Montone, che ringrazio”.

 

Il sindaco di Montone, Mirco Rinaldi, assessore Regione Umbria Roberto Morroni e vicesindaco Roberta Rosini

 

Oltre alla mostra mercato dei prodotti del bosco e del sottobosco, aperta tutti i giorni dalle 10 alle 22, in queste botteghe sarà, infatti, possibile trovare prodotti enogastronomici caratterizzati dalla tipicità, come formaggi, salumi da filiera locale, marmellate, mieli e olio evo, serviti anche nelle taverne rionali, e prodotti di artigianato locale quali ricami, oggetti in ferro battuto e in legno intarsiato, ceramiche d’artista e d’artigiano. Tutti i giorni sono, inoltre, previste degustazioni gratuite di prodotti offerti dal progetto Montone Agroalimentare 2.0, finanziato dal Psr Umbria 2014/2022, misura 16.4, che ha la finalità di supportare attività promozionali a raggio locale connesse allo sviluppo delle filiere corte e dei mercati locali. Nell’ambito di questo progetto, al Chiostro di san Francesco sono previsti un focus per la promozione e la conoscenza dei vini delle cantine aderenti (lunedì 30 alle 18), la presentazione del vinosanto da uve affumicate dell’Alta Valle del Tevere (sabato 28 alle 17) e un incontro per la valorizzazione delle cultivar autoctone di olivo (domenica 29 alle 16). Collateralmente alla mostra mercato, durante i quattro giorni, non mancheranno visite guidate, passeggiate a piedi e a cavallo nei boschi, mostre d’arte e di fotografia (tra cui un’esposizione di documenti sulla presenza in città dell’artista Luca Signorelli) e spettacoli di artisti di strada e streetband pronti ad allietare il borgo con la loro musica. Per i bambini e le bambine tante proposte dedicate: dagli spettacoli di marionette alla giostrina a pedali, fino a un Eco villaggio dei giochi all’interno della festa tutto dedicato a laboratori e giochi di una volta. Per raggiungere il centro storico di Montone sarà a disposizione un bus navetta gratuito a 100 metri dall’uscita di Montone della E45. “Siamo stati molto attenti a mettere in piedi un ricchissimo programma di eventi e iniziative – ha spiegato il direttore artistico Croce – senza snaturare in alcun modo il centro storico di Montone e il contesto in cui si svolge la festa. Abbiamo voluto rispettare la tradizione, ma facendo un passo nel futuro”. “Un’altra bella iniziativa – ha commentato Morroni – dove l’Umbria si presenta al pubblico mostrando un bel volto di sé, mettendo in vetrina specificità e tratti identitari delle nostre produzioni. Un’opportunità di vivere giornate indimenticabili, ricche di sensazioni, di buon gusto e di sapori che l’Umbria anche nel periodo  autunnale è in grado di offrire”.

 


Informazioni e programma dettagliato su www.festadelbosco.it.

Con Umbria Ecologia Artificiale ci immergiamo in un affascinante viaggio attraverso i borghi umbri, reinventando le loro pittoresche bellezze attraverso l’occhio e la mente di grandi artisti del passato.

Questa volta ci addentriamo nell’incantevole Assisi, famosa per i suoi santi Francesco e Chiara, dove l’architettura medievale e le sue statue evocano la purezza del suo Genius Loci – lo spirito del luogo. Oggi, grazie all’immaginazione assistita dall’intelligenza artificiale, possiamo spingere i confini della creatività e domandarci come sarebbe questa città se fosse stata progettata da madame Hilma af Klint, una delle figure più emblematiche del movimento astrattista del XX secolo.

 

di Andrea Martina Tiberi

 

Hilma af Klint, artista svedese, vissuta a cavallo tra XIX e XX secolo, ha intrapreso un viaggio audace alla scoperta della connessione tra mondo tangibile e spirituale. Ha sfidato le convenzioni artistiche del suo tempo e ha osato esplorare i confini dell’arte e dell’anima umana. 
Il lavoro di Hilma af Klint va compreso nell’ambito del Modernismo, un periodo in cui molti artisti cercavano nuove forme nell’arte, nella spiritualità e nella scienza. Altri artisti, come Wassily Kandinsky, Piet Mondrian e Kasimir Malevitch, erano altrettanto interessati alla spiritualità, spinti dalla corrente teosofica. Ad Assisi, l’incontro tra l’architettura religiosa e l’arte onirica di Hilma af Klint avrebbe dato vita a un connubio unico tra il terreno e il divino.

 

di Andrea Martina Tiberi

 

L’intelligenza artificiale, in questa narrazione, agisce come il ponte tra il genio di af Klint e l’architettura sacra di Assisi. Le linee, i piani e le masse si evolvono sotto la sua visione alternativa, creando elementi architettonici complessi che emanano un’aura metafisica. Archi, piattaforme, colonne, corridoi e portici compongono un passaggio clericale a cielo aperto, dove cerimonie mistiche sembrano svolgersi in simbiosi con il naturale scorrere del tempo, un’archeologia di pensieri segreti e sogni nascosti. Le forme fluide e i colori ricchi del suo mondo interiore penetrano nelle fondamenta stesse di Assisi. Gli edifici, le statue di uomini e le sculture non sono semplici rappresentazioni, ma sono accompagnati da portali circolari, ricchi di geometrie e colori.

 

di Andrea Martina Tiberi

 

La pavimentazione è ora un tappeto di trame, e i visitatori camminano su caselle che sembrano portare in mondi nuovi. Questa visione enigmatica di Assisi, plasmata dall’arte di Hilma af Klint, non è solo una reinterpretazione, ma un esperimento che indaga la connessione tra il terreno e il celeste, tra la realtà visibile e il mondo dell’inconscio. È un omaggio alle forme e ai colori che vanno al di là della superficie, un’invocazione di una realtà nascosta che ci chiama ad esplorare le profondità della mente.

 

di Andrea Martina Tiberi

Terza edizione de “Il Dardo dei Borghi” che vede sfidarsi in gara due compagnie arcieristiche dei Borghi più Belli d’Italia.

Dopo la sfida del 2021 con gli arcieri di Bevagna e nel 2022 con gli arcieri di Montone, quest’anno la sfida varca i confini regionali e gli arcieri lugnanesi sfideranno in Piazza S.Maria la compagnia Sagittari Anglariensis di Anghiari (AR), uno dei Borghi più Belli della Toscana.

Una sfida interregionale – che si svolgerà domenica 24 settembre – con l’obiettivo di scambiare esperienze culturali e conoscenze all’interno di una importante associazione come quella dei Borghi più Belli d’Italia. Saranno presenti anche amministratori del Comune toscano e la coordinatrice dei Borghi più Belli della Toscana Elisabetta Giudrinetti con la quale già da tempo è partita una solida collaborazione per condividere tante iniziative su tematiche importanti.

Una giornata di grande prestigio non solo per la gara ma anche per la contemporanea visita a Lugnano in Teverina, di un noto tour operator americano con 23 operatori turistici al seguito, interessati ai Borghi dell’Umbria, ai quali è stato dedicato un programma di attività esperienziali nell’arco della giornata, tra le quali lo spettacolo della Gara degli Arcieri.

Ad accogliere la delegazione statunitense oltre agli amministratori e i produttori locali, anche una rappresentanza di cittadini americani che ora si sono stabiliti a Lugnano e si sono subito innamorati del borgo, e che parteciperanno alla giornata con i propri connazionali. Sarà presente inoltre anche una famiglia statunitense discendente della famiglia nobile dei Vannicelli (casato che ha lasciato a Lugnano segni indelebili nel corso dei secoli), con la quale l’amministrazione comunale sta lavorando in vista del 2024 l’anno del Turismo delle origini o di ritorno, una iniziativa promossa dal Ministero del Turismo e dove l’associazione dei Borghi più Belli d’Italia vuole recitare un ruolo da protagonista.

Programma

Domenica 24 settembre

Ore 17,00

Piazza Santa Maria

Corteo Storico degli Sfidanti

 

Ore 17,30

Gara di Tiro in Piazza

 

Ore 19,30

Premiazione

 

Ore 20

Stand arrosticini e pizzarelle

 

Ore 21 Saluto delegazione Tour Operator ASTA – USA

L’antico borgo di Deruta è dominato dal trecentesco Palazzo Comunale con le tre bifore romaniche che ne ingentiliscono la facciata in pietra; negli ambienti del piano superiore si trovano le stanze dalla Pinacoteca Comunale.

La Pinacoteca raccoglie cinquantadue tele della collezione di Lione Pascoli, donate al Comune dagli eredi nel 1937. Tra le opere ricordiamo la Madonna e i santi Francesco e Bernardino dell’Alunno, l’Angelo di Guido Reni e alcuni affreschi staccati da chiese del territorio.
Proprio in queste sale è conservato il bellissimo affresco di Pietro Vannucci, raffigurante il Padre Eterno, i santi Rocco e Romano con una veduta di Deruta. Nella parte inferiore dell’opera è presente un’insolita veduta dal basso della cittadina, della quale si riconoscono la chiesa di san Francesco, ancora dotata del campanile gotico poi modificato nel 1704, la chiesa di santa Maria dei Consoli e le torri civiche. Nella parte superiore, entro una sfera luminosa, si trova Dio Benedicente con in mano il Globo, affiancato da san Rocco che gli rivolge lo sguardo e san Romano vestito da pellegrino che mostra la ferita alla coscia, segno della peste da cui è stato contagiato.

 

Perugino, Padre Eterno, san Romano e san Rocco, 1475-1478. Pinacoteca Comunale

 

I due santi, in pose eleganti e ben equilibrate, occupano uno spazio ideale delineato da un pavimento a forme geometriche e un drappo rosso alle loro spalle. Sotto i due santi corrono i loro nomi e un’iscrizione: la scritta attesta la realizzazione del dipinto al 1475, a seguito di un decreto pubblico. In realtà è probabile che l’affresco sia successivo al 1476, anno in cui la città è stata colpita da un’ondata di peste. Quest’opera è molto vicina da un punto di vista stilistico all’Adorazione dei Magi conservata nella Galleria Nazionale dell’Umbria, del 1475.
L’opera è stata realizzata dal Perugino per la chiesa di san Francesco: la chiesa fu consacrata nel 1388, oggetto di successivi restauri e rifacimenti, presenta sulla facciata un rosone, mentre il campanile è alleggerito da bifore ogivali, è inoltre conservata una campana fusa in occasione della canonizzazione di san Francesco.
In breve tempo la fama di Perugino raggiungerà Roma e il Papa, che gli commissionerà la decorazione dell’abside della Cappella della Concezione nella Basilica costantiniana di San Pietro e delle pareti della Cappella Sistina, accanto a Botticelli, Ghirlandaio e Cosimo Rosselli.

Dal 15 al 17 settembre per l’undicesima Mostra internazionale del merletto e del ricamo dedica speciale al “meglio maestro d’Italia”. Oltre 60 espositori e tante iniziative.

Non poteva che essere sotto il segno del Perugino, nell’ambito delle iniziative per i 500 anni dalla morte, l’undicesima edizione di “Fili in Trama”, presentata questa mattina presso la sede della Giunta Regionale, che da venerdì 15 (inaugurazione ore 15.30) a domenica 17 settembre torna ad accendere Panicale, elegante e suggestivo borgo con vista mozzafiato sul Lago Trasimeno.

Non solo una semplice dedica, ma un’autentica celebrazione del “meglio maestro d’Italia” cui sono legate tante iniziative che andranno ad impreziosire e a rendere altamente attrattiva la Mostra Mercato Internazionale del Merletto e del Ricamo, ormai tra le più celebri in Europa, se è vero che saranno oltre 60 gli espositori ospitati nelle caratteristiche taverne e botteghe della cittadina lacustre. Addetti ai lavori tutti pronti a mettere in risalto le più conosciute tecniche e scuole di ricamo e merletto del panorama nazionale, dando anche spazio a tessitrici e tintori di tessuti e filati, designer, artigiani e imperdibili collezioni vintage.

 

 

All’incontro sono intervenuti, Gionni Moscetti e Francesca Caproni, rispettivamente Presidente e Direttore del Gal Trasimeno-Orvietano che organizza l’evento insieme all’associazione “La Trama di Anita”, presente il suo presidente Marco Mannarelli; e poi il consigliere regionale Eugenio Rondini, il consigliere provinciale Erika Borghesi, l’assessore alla cultura del Comune di Panicale Giulia Mencarelli, la responsabile delle varie iniziative di “Fili in Trama” Anna Lisa Piccioni e Anna Buono, l’ultima allieva vivente di Anita Grifoni che inventò il celebre e difficoltoso ricamo su tulle, dando vita alla cosiddetta “Ars Panicalensis”. Sugli scudi (con quartier generale alle “Scuderie del castello”) e con l’obiettivo di evitare la scomparsa di questa tecnica, proprio quest’ultima, accanto alle altre tre tecniche di merletto del vasto comprensorio, candidate al riconoscimento come patrimonio immateriale Unesco: il “Merletto di Orvieto”, il “Merletto d’Irlanda di Isola Maggiore” e il “Filet a Modano” di San Feliciano. “Un patrimonio da salvaguardare – ha detto il consigliere regionale Rondini – con Panicale che deve fare da traino rispetto alle altre realtà che hanno bisogno di altrettanti impulsi grazie alle realtà associative delle cui esigenze il Gal può farsi interprete nella consapevolezza del supporto dell’istituzione regionale”. E a tal proposito Caproni e Moscetti, nel ringraziare tutti i collaboratori che rendono ogni anno unica la manifestazione, hanno anche annunciato che “entro breve verrà chiesto il riconoscimento nazionale di inserimento nel calendario delle fiere più importanti in Italia, che si può ottenere dopo 10 edizioni di attività. Un’ulteriore occasione di valorizzazione per l’intero settore che in Umbria è davvero fiorente, nel segno della tradizione, ma nella prospettiva di creare nuove opportunità lavorative”.

Si diceva del connubio col Perugino: partendo dal fatto che proprio a Panicale si conserva il suo celebre affresco raffigurante il martirio di San Sebastiano, è prevista una serie di eventi a tema, sotto la direzione artistica di Anna Lisa Piccioni “Ognuna delle tante iniziative previste – ha detto quest’ultima nel presentare il programma – sottolinea lo stretto legame delle arti applicate alla pittura del grande maestro del rinascimento italiano. Un percorso che parte dall’allestimento di ben due mostre: “Il Perugino. Intrecci di fili e fuseruole”, ovvero un’esposizione di fuseruole in maiolica di Deruta con particolari ripresi dai decori del Vannucci con nappe di tante maestre da tutta Italia; e “L’Umbria e il Perugino”, mostra d’arte contemporanea a cura della Casa degli Artisti presso il Museo del Tulle nella Chiesa di Sant’Agostino (orari di apertura e delle visite guidate insieme al programma completo sul sito internet www.filiintrama.it, n.d.r.). Ma la vera novità di questa edizione – ha incalzato Piccioni – anch’essa legata al Perugino, è la grande attenzione ai più piccoli, con un itinerario di laboratori che può coinvolgere tutta la famiglia e a titolo gratuito, alla scoperta delle arti del ricamo e del merletto sempre con sullo sfondo il “divin pittore”. “Perugino amico mio” è un laboratorio sulle tecniche artistiche del Perugino a portata di bambino (curato da La Casa degli Artisti, sabato 16, dalle 11 alle 13); Ceramica e Perugino” comprende invece dimostrazioni e laboratori (anche per adulti) ed è a cura di Elisa Antognoni, Elisabetta Modica, Daniela Marcacci, Federico Munzi e l’azienda “La mi’ cocca” di Deruta (sabato e domenica dalle 15 alle 18); e ancora “Il paesaggio del Perugino, 500 anni di Perugino”, ovvero una  performance-laboratorio (gratuita e su prenotazione al 340/6225849; domenica alle 11 e alle 16) che prevede con i bimbi la realizzazione di elaborati con la tecnica dei gessetti policromi su carta paglia a cura dell’educatore, scenografo e illustratore Cristiano Schiavolini”.

 

 

Un cartellone di appuntamenti particolarmente apprezzato dal consigliere provinciale Erika Borghesi: “Fili in Trama – ha detto – ormai è garanzia di qualità per le produzioni esposte, per l’alto livello di organizzazione raggiunto e per l’ampia visione che sa esaltare l’identità di una terra e della sua gente”. Delle significative e positive ricadute in tema di turismo hanno invece parlato l’Assessore comunale panicalese Giulia Mencarelli, per la quale “Fili in Trama aggiunge valore all’arte e alla cultura di un territorio ricco di tradizioni e peculiarità a cominciare proprio dall’arte che appartiene alle donne di Panicale, un modello certamente da conoscere e visitare”; e Marco Mannarelli dell’associazione “La Trama di Anita” che ha sottolineato come “tutto il borgo e i suoi abitanti, anche con il coinvolgimento delle scuole, hanno lavorato sodo per accogliere i moltissimi visitatori e turisti e abbellire i percorsi espositivi. All’interno dei quali, tra vicoli, piazzette e fondi sarà possibile ammirare la produzione umbra che spazia dal “punto Assisi”, al “punto umbro” e al “punto Deruta” passando per il “punto fiamma”; ma anche quella di ogni altra regione d’Italia rappresentata dalle varie scuole di ricamatrici presenti”.

Tornando al programma, tanti gli appuntamenti di spessore, a cominciare dal singolare “Concerto di fuselli per il Perugino” (sabato alle ore 12 in piazza San Michele Arcangelo) con merlettaie e merlettai al Tombolo coordinati dalla società M&F e con l’animazione in costume, musiche e danze a cura de “Gli orti di mecenate” di Castiglione del Lago. Oppure la Performance con maestre di Macramé in arrivo da tutta Italia sotto la guida di Maria Luisa Tonello del Museo del Macramè e Margarete di Castelgomberto (VI), dal titolo “La Corda del San Sebastiano” in cui verrà realizzata (sabato dalle ore 10.30 alle 18) un’opera sotto gli occhi del pubblico riprendendo il motivo a “corda” presente nell’ affresco di Panicale. E ancora una performance di nappe aperta a tutte le ricamatrici e merlettaie dal titolo “Nodi per il Perugino” a cura di Maria Rita Faleri (domenica, ore 11)

Oltra ad una serie di ulteriori laboratori e visite per le vie e le piazzette del paese, continuerà la collaborazione con il Pan Opera Festival, che dedica a “Fili in Trama” presso la Collegiata di San Michele Arcangelo la tradizionale “Messa in Musica degli Artisti e degli Artigiani” (sabato alle 16) e un concerto dal titolo “Il Cornetto del Doge” (canzoni e sonate del rinascimento veneziano) (domenica alle ore 12.15). Il Festival si affaccerà poi su “Fili in Trama” con lo spettacolo al Teatro Caporali “Histoire du Soldat” di Igor Stravinsky (sabato, ore 18). Da non perdere, infine, la mostra “Ars Panicalensis in casa Nicchiarelli” in cui verranno esposti vecchi pizzi e disegni in “Ars Panicalensis” in esclusiva per Fili in Trama (ingresso in via Virgilio Ceppari, 35).

Domenica 10 settembre 2023, dalle ore 17.00, si è tenuto Cuore a Cilindri, un interessante e originale evento presso il piccolo e suggestivo borgo di Casteldilago (TR). Il borgo, situato nel territorio del comune di Arrone, si trova a pochi chilometri da Terni, sovrasta la valle del fiume Nera, è abbracciato a una rupe e ha le tipiche sembianze di una fortezza medievale.

L’evento, nato da un’idea di Miriam Moroni – organizzatrice della manifestazione – ha avuto il suo avvio nella piccola piazza, dove è stata allestita una mostra di moto d’epoca, da cui il nome Cuore a Cilindri. Tra le moto esposte anche pezzi appartenuti al campione motociclistico Libero Liberati, per gentile concessione del nipote, Luciano Liberati.

 

 

Da qui il nutrito gruppo dei partecipanti è stato accompagnato in una suggestiva visita del borgo sotto la guida di Daniele Tolu, compagno della proprietaria del ristorante Osteria dello sportello, Chiara Francucci. Il tour si è articolato all’interno di stretti vicoli, scale, archi, sottopassi, costeggiando abitazioni che si snodano in un tessuto edilizio compatto, costruito con pietra calcarea bianca. Salendo, i partecipanti hanno raggiunto la chiesa dedicata a San Valentino e da lì si sono potuti affacciare da una terrazza naturale che offre una veduta mozzafiato, dando la precisa idea del sontuoso scoglio su cui si arrocca il caratteristico borgo.

Hanno poi attraversato un profumato giardino di erbe aromatiche per entrare prima in una torre e poi nel Museo della Ceramica, nato da frammenti di oggetti di maiolica rinvenuti, insieme a molti altri oggetti di uso comune, durante dei lavori di ristrutturazione all’interno di un butto, antica cisterna utilizzata come discarica.

 

Miriam Moroni, organizzatrice della manifestazione

 

All’interno del museo, sotto la guida del gallerista Lorenzo Barbaresi, è stato possibile ammirare la mostra di Cristopher Domiziani: creazioni in terracotta “ferite” dal passaggio dell’acqua di fiume, a testimonianza del rapporto atavico e talvolta conflittuale dell’uomo con questo elemento. Il pomeriggio si è concluso con il buffet offerto dall’Osteria dello sportello, accompagnato dai vini offerti da Cantina Pizzogallo. A tutti gli ospiti è stato donato un gadget offerto da Domiziani Design.

«Il bilancio di questa prima edizione è davvero positivo» ha sottolineato Miriam Moroni nel ringraziare tutti coloro che, tra Istituzioni, Aziende e Privati, hanno contribuito al successo dell’iniziativa. «È un modo nuovo di scoprire le bellezze della nostra regione unendo arte, cultura, enogastronomia in un format snello e originale. Ma è anche un’occasione di incontro che ripeteremo sicuramente presso altri borghi umbri».

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