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Arrone e Casteldilago, tra storia e San Valentino

di Redazione

Nel cuore della Valnerina, lungo la riva sinistra del fiume Nera, sorge Arrone, cittadella su un colle roccioso la cui storia millenaria è testimoniata da ritrovamenti quali una lastra marmorea con iscrizione, un cippo in travertino, dei bronzetti e un sigillo provenienti da un santuario sulla cima del monte Arrone, nonché una testa marmorea femminile risalente addirittura al II sec a.C.

Per le vie di Arrone

Il borgo sembra debba il suo nome alla famiglia degli Arroni, nobili romani scappati alle devastazioni di Saraceni e Ungari che, rifugiatisi in Valnerina, diedero vita al primo nucleo dell’odierno paese, costruendo nel IX secolo un castello dalla struttura difensiva medievale visibile ancora oggi; in seguito alla sottomissione degli Arroni al Ducato di Spoleto, avvenuta nel 1229, gli uomini di Arrone lo riscattarono, trasformandolo da Signoria a Comune nel 1347. Molto più tardi invece, nel 1860, Arrone entra far parte del Regno d’Italia e il capitano garibaldino Gaetano Turchetti passa alla storia come il primo sindaco del paese.
La sua struttura abitativa è composta da due nuclei antichi – La Terra e Santa Maria – e da uno periferico nella zona pianeggiante, di più recente insediamento. La Terra, nucleo primordiale e Castello di Arrone, racchiude tra le mura antiche la chiesa gotica di San Giovanni Battista – patrono del borgo – protagonista di un recente restauro che ha coinvolto l’abside poligonale, la torre campanaria e gli affreschi quattrocenteschi, che risentono dell’influenza di Filippo Lippi. Concorre al recupero del patrimonio di questo castello di poggio anche l’installazione di sensori Bluetooth per l’app Visit Arrone.

 

L’app Visit Arrone

 

Collega i due antichi borghi l’arco d’ispirazione gotica della Porta di San Giovanni; tra i vicoli stretti, fuori le mura del castello, si scorgono altre testimonianze del passato, come quelle in via del Vicinato: la chiesa di Santa Maria Assunta, costruita nel XV secolo con portone risalente al 1493, il medievale campanile civico, con sei arcate e quattro campane e la torre degli olivi a base quadrata, costruita durante la dominazione longobarda e ornata da un ulivo cresciutovi spontaneamente.

 

Chiesa di San Valentino, Casteldilago

Casteldilago, il borgo di San Valentino

Nel borgo della frazione di Casteldilago, nei pressi di un lago scomparso, imperdibile è la chiesa di San Valentino, che, addossata sulla parete rocciosa su cui poggia il paese, corona uno sperone posto alla sommità della cinta muraria; la chiesa parrocchiale, che onora il Santo martire ternano è stata edificata come pieve durante la stagione del Ducato longobardo di Spoleto tra il VII e VIII secolo. All’interno – sulla parete sinistra – è collocata la statua di San Valentino che tiene in mano un modellino di Casteldilago. Fuori dalle mura del borgo è la chiesa di San Nicola a catturare l’attenzione con i suoi affreschi cinquecenteschi realizzati dalla scuola di Giovanni Di Pietro, noto come Lo Spagna; oltre al Museo della Ceramica, nato in seguito al rinvenimento, all’interno di un’antica cisterna, di numerosi oggetti di uso comune.

 

Parco fluviale del Nera

 

Un’ultima imperdibile tappa è il Santuario della Madonna dello Scoglio del XVI secolo: eretto su un costone a strapiombo intorno a un’immagine della Madonna dipinta su roccia, è raggiungibile grazie a un percorso panoramico che offre una splendida vista sulla Valnerina. Tra gli eventi più sentiti, la Rassegna d’Arte Contemporanea, Terra in Fiore, La Terra sotto le stelle, la Fiaccolata in canoa sul Nera (6 gennaio), la Processione della Madonna dello Scoglio e la Sagra dell’Acquacotta, in onore della Festa di San Giovanni Battista (24 giugno).
Arrone è anche una meraviglia naturale, dove le acque che sgorgano ovunque dalla roccia sedimentaria danno vita a fiumi, a laghi e alla Cascata delle Marmore – la seconda più alta in Italia – inserita nel Parco fluviale del Nera, che offre anche numerose attività: escursioni in bicicletta, trekking, arrampicata su roccia, discesa del fiume in canoa e divertimento nel Parco Avventura. A conclusione di un’emozionante esperienza nel Parco, perché non provare i meravigliosi prodotti tipici della zona di Arrone? L’olio extravergine d’oliva, il tartufo, il formaggio pecorino e la norcineria della Valnerina, ma anche frutti di bosco, miele e le specie ittiche di acqua dolce – come trote e gamberi – prodotti principi di piatti tipici quali il brodetto di gamberi, ciriole con filetti di trota e tartufo nero e tagliolini ai gamberi di fiume.