Un angolo piccolo piccolo

Roma stanca chi non c’è abituato. Troppe macchine, troppe persone, troppo rumore, troppa bellezza.

Arriva sempre il momento in cui si cerca posto tranquillo per godere un po’ di pace. Non è facile da trovare, ma c’è.
È un angolino magico, in pieno centro, schiacciato tra le Terme di Caracalla e il Circo Massimo, attorno ci sono le macchine ma lì regna il silenzio. A Via di Santa Balbina si arriva con il navigatore perché pochi romani la conoscono, forse solo quelli che abitano a San Saba all’Aventino.

La strada è lunga circa 300 metri ed è chiusa tra due muri. Percorretela a piedi e avrete l’impressione di tornare indietro, al tempo di Pio IX e dei film di Luigi Magni. Alla fine della strada si apre una piazzetta con la Basilica di Santa Balbina. È una chiesa paleocristiana costruita nei primi secoli del Cristianesimo. È sempre chiusa ma davanti c’è una bella scalinata e vi potete sedere, godere la pace e anche il panorama. Potete anche mangiarvi il panino che vi siete portati dietro.

Allora, ricapitolando: siete seduti sul colle Aventino, di fronte a voi scorgete le rovine dei palazzi imperiali del Palatino e alcune chiese del Celio. Roma fu fondata su 7 colli e questi sono tre di quei colli. Potete emozionarvi, ne avete facoltà. Quando tornate indietro, magari per andare a visitare le Terme di Caracalla, non lasciatevi sfuggire i bambù. Sono alti almeno 7/8 metri, sono grossi e superano il muro di destra. Dietro quel muro c’è un vivaio molto particolare che ha lasciato allo stato selvaggio una parte del terreno e su quel terreno è cresciuto un rigoglioso bosco di bambù nel pieno centro di Roma.