Sapori di casa a Shenzhen: dove la cucina umbra incontra la Cina

Cosa significa passare dalla quiete dei paesaggi di Gubbio alla frenesia della metropoli cinese di Shenzhen? L’impatto emotivo del cambiamento è sicuramente profondo, ma – inaspettatamente – emergono delle curiose analogie culinarie tra i piatti tipici cinesi e le ricette tradizionali umbre. Così la distanza dalle proprie radici comincia a colmarsi: due due mondi lontani che si incontrano grazie alla passione per la vita e alla scoperta di tradizioni inaspettatamente simili.

Questo viaggio era programmato da alcuni anni ma per quanto uno possa programmare non ci si sente mai davvero pronti. Lasciare la famiglia, il lavoro, l’identità per scoprire un mondo nuovo, con nuove realtà, nuove amicizie e una famiglia tutta propria che è diversa dalla famiglia dove nasci. Preparo le ultime cose, abbraccio mia madre Daniela e mio fratello Alessio: mia madre è un’artista e una grande cuoca e mio fratello uno scrittore e professore plurilaureato. Da Gubbio mi dirigo verso Roma, accompagnato dalla mia cara amica Luciana, Dottoressa in psicologia e amante della cultura a tutto tondo. Prendo l’aereo, volo per circa dodici ore e arrivo a Shenzhen. Ad attendermi c’era un autista con un mazzo di fiori e il mio nome scritto su un foglio.

Arrivo nella mia nuova casa e inizio ad ambientarmi fin da subito. Sono partito dall’Umbria con il sole l’11 maggio 2023 e sono arrivato con la luna, il giorno seguente. I palazzi enormi, le strade gigantesche e persone in ogni angolo come se fosse sempre la Festa dei Ceri o l’Umbria Jazz. Dopo una settimana, appena ho ripreso il ritmo sonno-risveglio, il mio collega cinese Tristan mi fa assaggiare al ristorante un piatto tipico cinese, il 红烧鸡肉(Hongshao Jikuai). Dal profumo e dall’aspetto ho pensato che fosse il friccò di pollo: inizio con il primo boccone e mi viene in mente mia nonna, perché quello era praticamente lo stesso friccò che preparava la domenica per tutta la famiglia. La differenza era minima, al posto del rosmarino c’era lo zenzero ma, per il resto, occhio, olfatto e gusto continuavano a ripetermi: “Friccò!”. Veramente buono, bello olioso con il pomodoro e il pollo morbidissimo.
Chiedo del pane e sul menù c’erano diverse opzioni tra le quali una specie di tigelle un po’ spesse che ordino alquanto incuriosito. Accompagno un pezzo di quel pane con il pollo ed ecco la magia, tortina al testo col friccò. Tortina e non torta perché il disco era piccolo ma il sapore era quello della crescia, un piatto golosissimo.

Mattia Baldelli Passeri

I giorni seguenti avevo ancora nel cuore quella pietanza così simile ai sapori dell’Umbria. Essendo molto lontano, mi torna in mente la mia prima carriera lavorativa che è stata quella del fotografo. Mi sono tolto numerose soddisfazioni, ho lavorato con stilisti, ballerini, poeti, cantanti, attori, pittori, scultori, scienziati, architetti, professori, medici e molti altri perché in Italia siamo talmente tanto geniali che è consueto trovare persone interessanti a pochi passi da noi: in ogni italiano c’è grande cultura, un pizzico di magia e un po’ di follia. La mia attuale carriera lavorativa è nella moda dove mi occupo di ricerca dei tessuti per la mia azienda e dove curo l’immagine del brand avvalendomi di molti fotografi. Fa strano essere da un altro lato rispetto alla macchina fotografica, però siamo pur sempre nella stessa stanza e mi va bene così. Io e la fotografia siamo e saremo per sempre insieme, uniti dallo stesso punto di vista.

Questo viaggio in Cina mi sta aprendo molto gli occhi sulle realtà delle metropoli che non hanno minimamente niente a che vedere con i nostri paesini di montagna o di collina. Dire che sia migliore l’una o peggiore l’altra e viceversa è del tutto soggettivo. Per quanto mi riguarda, ho vissuto molto bene e per molti anni in mansarda, in una valle tra Gubbio e Perugia, e attualmente vivo molto bene nella mia nuova casa a Shenzhen che è vicina a Hong Kong dove passo tanto tempo. Se ho avuto un trauma venendo a vivere in Cina? Certo che c’è stato un forte impatto emotivo, le persone intorno a me parlano ma io non le capisco e loro non capiscono me, le scritte in cinese sono totalmente diverse rispetto alle nostre italiane e le persone sono in numero impressionante, camminano in tutte le direzioni.

Vista del cielo in una montagna a Shenzhen

Da sempre mi piace fare lunghe camminate e avventurarmi per i boschi. Una volta sono stato in una montagna e ho visto in lontananzauna zona che mi sembrava abbastanza solitaria; tutto ciò che avrei voluto era stendermi un po’ su quel bel prato a guardare il cielo. Arrivo vicino al punto che avevo scelto e vedo almeno cento persone che erano nascoste alla mia vista, dagli alberi. Chi parlava, chi faceva foto, chi cantava; una bella immagine ma non adatta, in quel momento, alla mia voglia di un “poetico sguardo spensierato verso il cielo” che mi sono tenuto per il ritorno verso casa, dove ho molto spazio esterno e dove posso stare in solitudine e tranquillità.

Qui a Shenzhen le strade sono pulite, il cibo è buono e le persone gentili e cordiali. Sono fortunato, se non mi fossi allontanato dal mio luogo di nascita mi sarei perso tutto quello che sto vivendo adesso. Per dirne una, gli eventi sono i momenti più importanti di ogni azienda, anche per la nostra e io venendo dall’Italia ho fatto ciò che sapevo fare bene cioè cantare. Ho cantato a tutte le mie feste aziendali e alle feste delle aziende amiche, repertorio: Modugno, Ricchi e Poveri, Sinatra perché My Way non può mancare e poi tutte le canzoni italiane che mi venivano in mente. Oltre a cantare facevo anche un’altra cosa che mi riesce bene, prendevo e ballavo con tutte le donne presenti e poi si scatenava il delirio e tutti o quasi, seguivano il mio esempio, era divertente vedere quelle persone un po’ rigide danzare come se fossero libere e spensierate. Si era sparsa la voce velocemente, pur essendo una città con oltre 18 milioni di abitanti ma ho dovuto rinunciare a molti eventi per seguire il mio brand; peccato, avrei voluto tanto avere il dono dell’ubiquità. Parlo al passato perché oggi partecipo comunque alle feste ma lascio che siano altri artisti o cantanti a prendere il microfono e rallegrare i presenti.

Cena aziendale

Io festeggio in due nazioni, significa che le feste nazionali – sia cinesi sia italiane – me le vivo fino in fondo. Mi è capitato di festeggiare anche due festività americane perché ho un amico, che abita vicino a me, originario di New York. Tra tutte le miriadi di feste, la mia preferita è il Natale: ogni volta che arriva penso alle castagnole di mia madre, all’Alchermes e a quel gusto così speciale, poi cerco il famoso liquore arabo-toscano e non lo trovo in nessun negozio, neanche online. Passa il Natale 2023 senza le castagnole, capisco il miele ma io voglio che i miei dolcetti siano rosso rubino tendenti al fucsia.

Passa il Natale 2024 e niente, il liquore non si trova da nessuna parte, arriva ottobre 2025 e mi improvviso liquorista, metto a macerare con l’alcol puro tutte le spezie, la buccia d’arancia e la cannella, aspetto tre settimane, apro il barattolo che porta con sé l’atmosfera natalizia, filtro il tutto, metto il colorante alimentare rigorosamente rosso ed ecco il mio liquore fatto in casa. Qui in Cina puoi trovare qualsiasi cosa, dagli oggetti più speciali agli ingredienti più particolari, ma l’Alchermes proprio non lo vendono, forse non lo conoscono e probabilmente lo ignorano; invece per me vale tanto, tra l’altro finalmente potrò preparare anche la zuppa inglese.

Golf a Hong Kong

Il mio viaggio alla scoperta delle tradizioni cinesi non si limita solo al cibo, anche se è una parte fondamentale della mia vita, ma si estende allo sport. Il golf non è mai stata la mia passione, però ho tanti amici che conoscono amici che praticano golf e dato che mi piace apprendere cose nuove, mi sono comprato alcune mazze e tutto il corredo richiesto e ammetto che è uno sport interessante. Ci gioco sia a Shenzhen sia a Hong Kong, ho imbucato poche volte ma sto migliorando velocemente.

Ci sono altri cibi cinesi praticamente uguali a quelli umbri, sia nel sapore sia nell’aspetto. Il 河南酱牛肉 (Henan jiangniurou), è come il roastbeef all’Eugubina, mettono nel girello di manzo la salvia, il pepe, aglio e rosmarino e fanno cuocere per mezz’ora, sfumando con il vino bianco. Quando ho provato il roastbeef della provincia di Henan, credo mi sia scesa qualche lacrima: se chiudevo gli occhi ero a Gubbio, nelle Taverne sotto gli Arconi del Palazzo dei Consoli durante la Festa dei Ceri.

È inaspettato trovare similitudini culinarie tra Paesi così lontani e distinti tra loro. È anche vero che il cibo è un linguaggio universale, però mi ha spiazzato e mi ha sorpreso positivamente. Questi piccoli particolari accorciano le distanze tra me e la mia Umbria, inoltre mi danno la spinta a continuare questo percorso, fatto di nuove abitudini e di nuove realtà. Se qualcuno mi avesse detto che un giorno sarei andato a vivere in Cina, che avrei giocato a golf e che non avrei trovato l’Alchermes in ogni supermercato, gli avrei riso in faccia… e invece.

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Mattia Baldelli Passeri

Mattia Baldelli Passeri (nato a Gubbio il 1° giugno 1988) è un fotografo professionista, artista e stilista italiano. Si è formato presso l'Istituto d'Arte di Gubbio, sviluppando precocemente una passione per la fotografia sia analogica (camera oscura) sia digitale, con una particolare attenzione per la post-produzione e il fotoritocco. È noto a livello internazionale soprattutto per un celebre ritratto di Vivienne Westwood scattato nel 2008 a Firenze. Dopo la scomparsa della stilista nel 2022, questa immagine è stata ampiamente condivisa da testate come Forbes e Wikipedia e pubblicata su riviste internazionali come W Magazine. Nel 2012 ha lavorato come fotografo di scena e post-produttore per il film italo-olandese Koning van Katoren. Ha collaborato con atleti di alto livello, realizzando tra gli altri i servizi fotografici per il velocista olimpico Delmas Obou. Negli ultimi anni la sua carriera si è evoluta verso il design di moda. Attualmente vive a Shenzhen, in Cina, insieme al marito Tristan, con il quale ha fondato due aziende nel settore dell'abbigliamento e della moda. Il suo lavoro continua a intrecciare la ricerca estetica fotografica con la creazione di capi di abbigliamento, esplorando il concetto di bellezza tra Europa e Asia.

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