Se per caso vi trovate a Roma i primi giorni dell’anno, prima della Befana, potreste provare l’ebbrezza di fare quello che fanno i romani doc.
Era tradizione, durante le feste di Natale, soprattutto prima della Befana, fare una passeggiata a piazza Navona e portare i bambini a vedere la Befana che passeggiava e che parlava con i piccoli. C’era un grande presepe, c’è ancora, ma soprattutto c’era un meraviglioso mercatino natalizio.
Si entrava dal lato del Tevere e man mano si scoprivano gli artigiani del presepe che avevano decine di bancarelle. C’erano quelle con i tanti personaggi e quelli specializzati nei fondali e nella grotta, solo alcune erano dedicate alle decorazioni dell’albero ma erano poche.
Verso il fondo della piazza, dopo la fontana dei fiumi, si allineavano invece i banchetti che preparavano i dolci al momento. Dietro il banco un uomo lavorava una gran massa zuccherosa e dalle sue mani uscivano i bastoncini di zucchero a strisce bianche e rosse.
Tutto questo è sparito ma… la passeggiata non finiva qui, continuava oltre la piazza. Attraversato Corso Vittorio e raggiunto Campo de’ Fiori, si girava a sinistra per via dei Giubbonari. Ancora cento metri e a sinistra si apriva uno slargo: piazza dei Librai. I romani si sono sempre indirizzati lì solo per andare in un locale con la scritta filetti di baccalà. Si andava, ma si va tuttora a piazza dei Librai a mangiare il filetto di baccalà fritto. Ci si può sedere dentro, è piccolino, oppure restare fuori in piedi. Il menu tipico è filetto di baccalà e insalata di puntarelle.


Adesso tutto è cambiato, il mercatino non è più lo stesso, ci si mescola ai turisti, ma è sempre un piacere trovarsi nella vecchia Roma e sentirsi legati ad una tradizione secolare.
Renata Covi
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