La Francia in Umbria: due territori uniti da paesaggi, borghi e cibo

La Provenza è una famosa regione francese che ritroviamo anche in Umbria, così come la Normandia e la Borgogna e non dimentichiamoci di Perouges

Quando parliamo di Provenza, regione francese che s’affaccia sul Mediterraneo, spesso ci vengono in mente i tipici piatti semplici e saporiti come la ratatouille, la bouillabaisse, la salsa tepenade, e i vini rosati come il Cote de Provence e il Bandol.
La Provenza è però soprattutto famosa per i suoi villaggi pittoreschi come Gordes e Sault e per le sue opere d’arte, come quelle di Cezanne e Van Gogh. Ma il simbolo forse più caratterizzante della Provenza è la lavanda, quella tipica erba aromatica rinomata per il profumo fresco, floreale e leggermente balsamico, che si manifesta in vaste distese di viola creando un paradiso visivo e olfattivo. Spettacoli simili sono presenti anche in Umbria, infatti, presso Castelnuovo frazione del comune di Assisi, troviamo il Lavandeto di Assisi. È un vivaio dotato di un giardino aperto gratuitamente al pubblico dove vengono coltivate decine di tipi di lavanda.

Compi di lavanda in Provenza

Visitare questi campi è come trovarsi in un mare di colore viola con le spighe di lavanda che ondeggiano dolcemente sotto la calda brezza estiva. I fiori sono piccoli e profumati, e il loro aroma intenso e dolce riempie l’aria e ti fa sentire subito rilassato e calmo. Il colore viola dei fiori di lavanda è ipnotico e lo percepisci come se fossi in un sogno, mentre il tuo corpo lascia andare via tutte le tensioni. Non voglio esagerare, ma è un’esperienza quasi spirituale, come se ti stessi connettendo con la natura e con te stesso. La sensazione di benessere è così forte che ti fa provare come se potessi restare lì per sempre, immerso nella bellezza e nella pace del campo di lavanda.

Lavandeto di Assisi. Foto by Lavandeto di Assisi (Facebook)

La Normandia in Umbria

La Normandia si trova nel nord-ovest della Francia ed è affacciata sul canale della Manica. È stato il luogo dello sbarco degli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale, è famosa per la sua architettura gotica e per la produzione di formaggi come il Camembert. Inoltre, è in Normandia e precisamente a Falaise che nacque William the Conqueror, il condottiero che conquistò l’Inghilterra nel 1066.

Normandia in Umbria (sito visitgianoumbria)

Ma la Normandia la troviamo anche in Umbria e si riferisce a un territorio storico che si estende da Montecchio a Castel Ritaldi e che fu così chiamato nel Medioevo per l’insediamento dei Normanni. L’area, che comprendeva diversi castelli come Giano, Macciano, Clarignano, Castagnola, Morcicchia, Moriano e Colle del Marchese, fu inizialmente un feudo imperiale del Ducato di Spoleto, per poi passare sotto il diretto controllo della Chiesa e amministrata attraverso un visconte.
Per quanto riguarda l’origine del nome ci sono un paio di teorie. Quella più accreditata è che il nome Normandia o Normannia derivi dallo stanziamento di truppe normanne nell’XI secolo, chiamate dal papa per combattere l’imperatore, che si stabilirono nella zona tra il Ducato di Spoleto e il Lazio. Un’altra ipotesi, meno probabile, è che il nome Normandia o Normannia sia un gioco di parole che deriva dal fatto che gli abitanti erano chiamati manuali perché soggetti alla diretta amministrazione della Curia Romana (in quanto “manuali” della Curia).

La Borgogna in Umbria

La Borgogna è una regione storica della Francia centro-orientale, è la terra natale dell’ingegnere Gustave Eiffel, celebre per aver progettato la torre che porta il suo nome. È la terra anche della senape di Digione nota per il suo gusto audace e leggermente piccante. La Borgogna la ritroviamo anche nella nostra Regione. L’Umbria e la Borgogna hanno infatti alcune somiglianze geografiche, come le colline verdi e le vallate fertili. Entrambe le regioni sono famose per la loro produzione di tartufi, ma soprattutto l’Umbria è soprannominata la Borgogna d’Italia per la sua ricca e antica tradizione vinicola, paragonabile a quella francese, nota per l’eccellenza e l’alta qualità dei vini. Entrambe le regioni presontono caratteristiche di: 1) Tradizione millenaria nella viticoltura, 2) Vitigni tipici e autoctoni e un clima favorevole alla coltivazione con inverni freddi ed estati calde, 3) Innumeroveli riconoscimenti DOC e DOCG.

Borgogna

Molte sono le delegazioni umbre che fanno visita in Borgogna per esplorare nuove opportunità di cooperazione in campo vinicolo, ma anche culturale, sociale e istituzionale. Inoltre la Borgogna come l’Umbria è ricca di piccoli produttori e di vigne che creano paesaggi che dolcemente accompagnano il visitatore per territori e cantine.

I vignaioli umbri e borgognoni hanno la stessa passione, una profonda conoscenza della terra e delle tecniche di coltivazione, la pazienza nell’aspettare il momento giusto per raccogliere l’uva, la cura delle viti e del vino e tanto, ma tanto orgoglio.
Sono anche caratterizzati da un forte campanilismo, il vignaiolo umbro come quello borgognone ama raccontare storie e aneddoti sulla sua terra, le sue viti e la sua vita ed è sempre pronto a offrire un bicchiere e a condividere la sua saggezza con gli altri. Al loro Pinot nero contrapponiamo il nostro Sagrantino e al loro bianco Chardonnay il nostro Grechetto.

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E non dimentichiamoci di Perouges

La città medievale di Perouges, che domina l’altopiano delle Dombes, s’inserisce nella classifica dei più bei villaggi di tutta la Francia e vanta un eccezionale patrimonio architettonico. Perouges è servito da set per le riprese del film I tre Moschettieri. Da assaporare in loco le galette di Perouges, specialità a base di pasta brioche con zucchero e burro da accompagnare con un bicchiere di vino ancestrale Cerdon (vino frizzante che viene realizzato lasciando che il vino fermenti all’interno della bottiglia). La leggenda vuole che questo borgo medievale sia stato fondato dai Galli che, ritornati in Francia, lo vollero edificare a immagine e somiglianza di Perugia. Ogni anno, nel mese di giugno, Perouges ospita una grande festa medievale che ha molte somiglianze con le feste medievali umbre.

Perouges

Concludo con alcuni modi di dire che sono sicuro essere propri dei popoli francesi e degli umbri: “La lavanda è il profumo della serenità, un abbraccio delicato che calma l’anima”. “Il vino è la poesia della terra, cantata con la voce dell’uomo”. “La festa medievale è un incantesimo che ti trasporta in un mondo di sogno”

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Domenico Arcangeli

Nato a Pistoia nel 1962, dopo il diploma di maturità scientifica si laurea in Scienze Politiche – indirizzo politico sociale – all'Università degli studi di Firenze. Lavora per oltre venti anni come consulente finanziario per poi seguire la tabaccheria di famiglia. Nel 2020 si trasferisce in Umbria alla ricerca di nuove avventure. Nonno delle bellissime Alma e Giada, è articolista, ghostwriter e scrittore di "romanzi ingialliti".