La Deposizione da Roccatamburo, una rara reliquia mobile che accompagnava gli eventi sacri

La “Deposizione da Roccatamburo” è un gruppo scultoreo che raffigura la Deposizione di Cristo, proveniente dalla chiesa di San Giuseppe di Arimatea a Roccatamburo.

Il gruppo scolpito in legno d’acero di scompone di cinque sculture a tutto tondo: al centro, il corpo del Cristo, le braccia appena schiodate dalla traversa della croce, è sorretto da Giuseppe d’Arimatea che – alla sua sinistra – lo mantiene abbracciandone le ginocchia e le gambe. A destra, Nicodemo si avvicina per liberare dal chiodo che li trafiggeva i piedi ancora sovrapposti, come al momento della crocifissione. Dietro il primo dei due uomini, Maria. Alle spalle del secondo, Giovanni. Il Cristo, in origine, era appoggiato alla croce. Si noti come, nel gruppo scultoreo di Roccatamburo, lo sguardo della Vergine, a differenza di Giovanni, non sia rivolto alla croce. Dal momento della morte del Figlio, Maria diviene Madre dei redenti ed immagine della Chiesa. Nella Pentecoste, la discesa dello Spirito Santo confermerà il suo ruolo nella pienezza della grazia.

Deposizione da Roccatamburo, dettaglio.

Il gruppo ligneo della Passione da Roccatamburo è una rara reliquia della teatralità che, durante il Medioevo, accompagnava gli eventi sacri. Le braccia erano snodabili, come in vari Crocefissi. Una volta distaccate dalla croce, piegate e composte ai lati del corpo, li trasformavano in Cristi Morti da portare in processione la sera del Venerdì Santo. Celebre nella sua maestà e intensa solennità, quella che ha luogo a Cascia col maestoso Cristo Morto cui partecipano fedeli provenienti da ogni parte della Valnerina.

Roccatamburo, scorcio naturalistico.

Un tempo, anche alcune statue di santi avevano il braccio destro, o la testa, mobili. Messi in movimento tramite cordicelle annuivano o movevano su e giù la mano in segno di benedizione. L’usanza ha ispirato piccanti storielle popolari riguardanti la cupidigia di certi esponenti del clero ai danni di parrocchiani creduloni. L’uso delle statue mobili, tuttavia, non nasce nelle chiese cristiane: da fonti antiche apprendiamo che il Palladio, la sacra immagine lingena della dea Atena custodita a Troia e poi secretata e Roma nei penetrali del Tempio di Vesta, aveva le braccia snodate le quali sollevano minacciosamente la spada e lo scudo.

Processione del Cristo Morto, Cascia.