A pochi chilometri dal borgo di Parrano, le Tane del Diavolo si aprono su un passato di insediamenti e manufatti preistorici, così come su rituali magici e tuttavia misteriosi che ancora continuano ad affascinare i visitatori di ogni età. Soprattutto perché alcuni di essi restano ancora inesplorate.
Nella zona del Fosso del Bagno, a circa 3,5 km da Parrano (Terni), l’azione millenaria dell’acqua sulla roccia calcarea ha scavato otto cavità carsiche che, sebbene ancora avvolte dal mistero, hanno offerto importanti informazioni sulla vita dei primi abitanti della zona. E con “primi abitanti” intendiamo le popolazioni paleolitiche che qui praticavano con molta probabilità dei rituali – a noi sconosciuti – che prevedevano lo spezzamento di ossa di animali e la bruciatura di grani di frumento e legumi.
Fin qui la dose di mistero che avvolge le Tane del Diavolo non è così insolita, se pensiamo all’antichità di tali reperti. Ad aggiungere suggestione sono però sopraggiunte le leggende locali su presenze misteriose e fenomeni inspiegabili, il ritrovamento di alcune ossa umane e l’impresa, non ancora completata, di esplorare tutte e otto le cavità carsiche. Gli archeologi hanno infatti studiato solo la Tana Principale Inferiore, quella Superiore, la Tana del Faggio e, recentemente, la Grotta dei Conoidi. Quest’ultima si estende per oltre mezzo chilometro, con un complesso sistema di cunicoli e gallerie che la fanno assomigliare a un labirinto e ampie sale che raggiungono anche i 20 metri di altezza. I conoidi che danno il nome alla grotta altro non sono che “scivoli” formatisi dall’azione combinata di acqua e detriti che si sono infiltrate nelle fratture della roccia.
Tra i reperti più significativi rinvenuti all’interno della grotta vi è un’emimandibola umana attribuita a una donna di circa 18-20 anni, che sta fornendo preziose informazioni genetiche grazie agli studi condotti dal Laboratorio del DNA antico (aDNA Lab) dell’Università di Bologna. Tutti i reperti rinvenuti nelle Tane ora si trovano nel Museo archeologico nazionale di Perugia e nel Centro di Documentazione territoriale di Parrano, ospitato al piano inferiore dell’edificio della scuola elementare Sante De Sanctis.
L’esposizione si articola in quattro sezioni: una incentrata sulla geologia del territorio e sulla formazione del canyon sul quale si aprono le Tane del Diavolo; la seconda sulla storia degli scavi archeologici alle Tane e sui loro risultati, corredata dall’esposizione di materiali del Paleolitico Superiore e dell’Età del Bronzo lì rinvenuti; la terza è relativa alla tomba etrusca in località Soriano, di cui sono osservabili alcuni vasi del Gruppo Orvieto (VI sec. a. C.), appartenenti al corredo; la quarta è relativa alla storia del castrum di Parrano dal Medioevo ai nostri giorni, con la riproduzione di una serie di documenti d’archivio, tra i quali alcune carte dello Statutum Castri Parrani, risalente al 1559.
Eleonora Cesaretti
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