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Sante De Sanctis, un pilastro della psicologia e della neuropsichiatria infantile

Di Redazione / Agosto 19, 2025

«Nella storia della psicologia italiana De Sanctis è stato indubbiamente un personaggio di primo piano, un “pilastro” e può essere considerato uno dei fondatori della nuova disciplina tra Ottocento e Novecento» (Guido Cimino e Giovanni Pietro Lombardo)

Un umbro che non ti aspetti e sconosciuto ai più. Sante De Sanctis possiamo considerarlo uno dei padri fondatori della psicologia e della neuropsichiatria infantile italiana. Lo psichiatra e psicologo, nato a Parrano (Terni) il 7 febbraio del 1862 (e morto a Roma il 20 febbraio del 1935), dopo la laurea in medicina e chirurgia all’università di Roma con una tesi in neuropatologia, sulle afasie, inizia a esercitare come medico condotto a Orvieto e Ficulle, dove rimane fino al 1891.

Sante De Sanctis

Nel 1892 frequenta il laboratorio di anatomia patologica nel manicomio di S. Maria della Pietà a Roma, dove si occupa dell’anatomia normale e patologica del sistema nervoso centrale; viene anche nominato aiuto presso la clinica psichiatrica dell’università di Roma, in cui viene confermato sino al 1899. Studia anche ipnotismo con Auguste Forel a Zurigo durante un viaggio di studio (1893) e successivamente a Parigi con alcuni allievi di Jean-Martin Charcot: l’ambiente parigino genera in lui una fonte d’ispirazione per lo studio scientifico dei sogni – di cui è stato l’unico studioso italiano non psicoanalista. Nel 1896 infatti pubblica I sogni e il sonno nell’isterismo e nell’epilessia seguito da I sogni: studi clinici e psicologici di un alienista (1899); con Giuseppe Sergi fonda (1897) la Rivista quindicinale di psicologia, psichiatria, neuropatologia.

Nonostante la sua mente acuta e sicuramente non banale, Sigmund Freud lo definisce «povero d’idee», anche se tra i due si svolge poi una fitta corrispondenza. Quasi contemporaneamente alla Scuola normale ortofrenica di Roma diretta da Maria Montessori, fa nascere nel 1899 il primo asilo-scuola per l’assistenza e il recupero sociale dei fanciulli e degli adolescenti poveri e minorati psichici in ambiente extra-ospedaliero; ma non si ferma, fonda anche il primo reparto di Neuropsichiatria Infantile in Italia, disciplina di cui può essere considerato il padre.

Sante De Sanctis (a destra) con i suoi collaboratori, da www.scienzainrete.it

Nel 1899 comincia a frequentare il laboratorio di anatomia patologica dell’università di Roma, compiendo lavori anatomici sotto la guida di E. Marchiafava.
Dopo essere stata respinta dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione con la motivazione: «che la psicologia dovesse essere trattata da un filosofo e non da un fisiologo o psichiatra», nel dicembre del 1901 ottiene la libera docenza, in questo modo ricopre (1906) alla facoltà di Medicina di Roma, una delle prime cattedre di Psicologia Sperimentale; dirige poi fino al 1930 l’Istituto di Psicologia della facoltà di Medicina dell’Università di Roma. Si deve a lui un trattato di psicologia sperimentale, considerato un’opera di grande impegno scientifico e sistematicità. L’impegno per l’infanzia affetta da handicap rimase costante per tutta la vita: a essa dedica studi monografici e originali soluzioni istituzionali.

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