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Giovani Penne è la sezione di AboutUmbria dedicata al progetto alternanza scuola-lavoro. A essere ospitati sono, in queso caso, gli articoli scritti dagli alunni del liceo scientifico G. Alessi di Perugia, guidati dalla professoressa Daniela Pera.

Incontro la dottoressa Michela Sciurpa, giovane imprenditrice umbra e madre di due figli, nella sede della azienda di famiglia, la Vitakraft Italia Spa, che si trova in una splendida posizione della nostra verde Umbria, non lontana dalle rive del Lago Trasimeno e dal borgo medievale di Castiglione del Lago. Noto subito, arrivando, un recinto di rosei porcellini, che scopro poi essere le mascotte aziendali perché, tra i vari prodotti dell’azienda destinati alla cura e nutrizione degli animali da compagnia, c’è anche il famoso gioco per cani, maialino grugnino. Sì, proprio quello dei supermercati, in morbida gomma rosa, capace di riprodurre in modo incredibilmente fedele il verso suino, cosa che lo ha reso un vero spasso anche per i bambini ! 
La dottoressa mi viene incontro e mi accoglie con un sorriso che scioglie la mia iniziale soggezione e mi invita subito a fare un giro della sua grande azienda. 
Cominciamo la nostra visita dagli uffici del settore marketing, dove ho potuto conoscere il personale addetto alla comunicazione, al sito Internet del marchio e alla pubblicità. Ho avuto la sensazione che chi lavora in questo luogo si senta parte di una grande famiglia; sembra un luogo comune, ma in questo caso è la verità: la dottoressa infatti conosce personalmente i suoi dipendenti e ha con loro un rapporto molto cordiale. 
Dopo aver completato il giro degli uffici e dei magazzini, che sono incredibilmente ampli, moderni e luminosi, la dottoressa Michela mi introduce nel suo ufficio privato. Luogo che per l’arredamento vivacemente colorato, posso dire, rispecchia molto la sua personalità che, dopo questa intervista, mi è sembrata proprio quella di una donna dinamica, vivace, determinata e allo stesso tempo dotata di grande senso dell’equilibrio e forza d’animo. 

Dottoressa Sciurpa, a lei che è originaria dell’Umbria al 100%, qual è la prima cosa che viene in mente quando dico Umbria? 

Umbria mi fa venire in mente UMBRE, la nostra rete di impresa che vuole coniugare alta formazione e turismo tramite la creazione di prodotti innovativi dedicati appunto al turismo. Vogliamo coinvolgere anche altre realtà per fare un progetto di marketing territoriale.

 

Se dovesse spiegare all’estero l’Umbria, cosa direbbe? 

Probabilmente direi che è uno scrigno ricco di bellezza naturalistica, di enogastronomia, di bellezze culturali e artistiche; in tutto questo cattura un misto fra tradizione e innovazione che è un segno dell’eccellenza umbra. 

 

Si sente fortunata a rappresentare l’Umbria all’estero? 

Direi proprio di sì, infatti vorrei parlarti della rete che ho costituito con altre mie quattro colleghe. Si chiama proprio UMBRE, che significa United for Marketing and Regional Experience. Abbiamo costituito una rete per promuovere l’Umbria e le nostre strutture ricettive. Siamo tutti quante giovani imprenditrici e mamme, e abbiamo ideato delle esperienze nuove per invitare i nostri ospiti a vedere l’Umbria in una maniera indimenticabile non soltanto per tornare nelle nostre strutture ricettive, ma anche visitare le aziende e conoscere gli imprenditori. 

 

Torniamo ora a lei, come e quando ha deciso di intraprendere la vita da imprenditrice?  

È stato un processo lento e quindi molto ben riflettuto. Ho avuto un’importante formazione e nel 2013 sono entrata a far parte di Vitakraft Italia come socia ed è cominciato quindi il passaggio generazionale. L’amministratore delegato è mio padre, Claudio, io e mio fratello siamo soci e ci occupiamo di questioni diverse: io di relazioni esterne istituzionali e mio fratello di marketing e del settore commerciale. Sono cresciuta in ambito aziendale però ho portato avanti per molto tempo i miei studi. Sono laureata in relazioni internazionali e ho un dottorato in internazionalizzazione delle piccole e medie imprese. Parlo inglese e russo, ho dedicato molto tempo agli studi e ho fatto importanti esperienze all’estero: sono stata all’OCSE di Parigi e ho fatto un corso di specializzazione in Economia Internazionale alla Columbia University di New York; poi con il tempo sono entrata in azienda. 

 

Quali difficoltà ha affrontato nella fase iniziale? 

Mi ritengo molto fortunata perché lavoro nell’azienda di famiglia, di cui, come dicevo, mio padre Claudio è l’amministratore delegato e con lui ho un ottimo dialogo e un buono scambio di opinioni. Le difficoltà più importanti sono state probabilmente quelle relative alla gestione della mia nuova famiglia. Ho due figli e come per tutte le donne questo è molto bello e gratificante, ma anche particolarmente impegnativo. L’importante è far capire ai propri figli che mentre si lavora si pensa anche a loro, ma è fondamentale la partecipazione alle attività all’interno delle aziende. È necessario che capiscano che, anche se a volte hanno bisogno di me, ci sono momenti in cui io devo essere presente al lavoro ed altri in cui mi posso dedicare a loro con tutta me stessa. È un lavoro molto impegnativo che non ha orari e bisogna organizzarsi bene per spendere il proprio tempo nel migliore dei modi. 

 

Ha buoni rapporti con i suoi dipendenti? 

Ottimi, l’azienda si è sviluppata molto negli ultimi anni e come puoi notare ci sono tante persone che grazie a questa possono formarsi una propria famiglia, hanno potuto acquistare una casa e sentirsi parte di una squadra forte, vincente, una squadra importante. Le persone che lavorano sanno che questa azienda porta sviluppo, benessere e sono molto orgogliosi di farne parte. 

 

Ha mai pensato di lasciare il lavoro o di cambiarlo? 

Come ti dicevo non sono entrata subito, per cui ho avuto modo di vedere tante cose, fare diverse esperienze. Ci sono dei momenti in cui ti rendi conto che puoi essere d’aiuto e quindi puoi portare in azienda, e anche sul territorio, tutto ciò che hai imparato viaggiando all’estero, lavorando in altri luoghi. Ciò ti rende molto orgogliosa perché non c’è nulla di meglio che portare a casa il percorso di un’esperienza attiva e lavorativa. 

 

Come seleziona i suoi dipendenti?  

Si visualizzano dei curricula che noi riceviamo quotidianamente tramite mail e, in base alla persona che stiamo cercando, un nostro responsabile fa una selezione primaria. Poi avviene un colloquio, un periodo di prova a tempo determinato in una prima fase e a tempo indeterminato se la persona risponde alle aspettative e ha le qualità giuste. Pensa che ci sono persone che lavorano anche da 25 anni qui dentro! Ma ci sono anche molti giovani ed è molto importante perché c’è un rinnovo generazionale e c’è fiducia verso di loro. Ci anche molte signore che sono nostre impiegate: consideriamo le donne un valore aggiunto alla nostra azienda. 

 

Dottoressa quanto è importante l’uso delle lingue nel suo settore? 

L’uso delle lingue in questo settore è molto importante. Qui in Vitakraft abbiamo relazioni quotidiane telefoniche e via e-mail con la casa madre tedesca, quindi si parla tedesco in questo caso e naturalmente inglese. Per i manager sapere le lingue è ormai una necessità imprescindibile.  

 

Cos’è il successo lavorativo secondo lei? 

Per me personalmente il successo lavorativo è raggiungere gli obiettivi che vengono condivisi e stabiliti a livello aziendale: questo è, in primo luogo. Il successo, in generale, è fare tutto ciò senza trascurare la propria la propria famiglia e i propri cari. 

 

A proposito dottoressa: come è possibile conciliare la vita privata e attività professionale a un livello così alto? 

C‘è bisogno di organizzazione: cerco di anticipare sempre e poi devo dire che sono molto fortunata perché ho due figli molto in gamba! Ora loro sono abbastanza grandi, ma quando erano più piccoli ho dedicato loro molto più tempo.

 

Quali sono le prospettive per il futuro di questa azienda? 

Le prospettive sono rosee! Abbiamo inaugurato nel novembre 2018 un ampliamento di 5000 metri quadrati di magazzino. Siamo un centro logistico sempre più importante. Non solo, c’è un progetto importante di internazionalizzazione che riguarda paesi del Mediterraneo. I nostri prodotti Vitakraft Italia saranno distribuiti anche in Grecia, Malta e Cipro, quindi questa sede italiana diventerà sempre più strategica. 

 

Se dovesse paragonare l’azienda a una stagione, in questo momento quale sarebbe e perché? 

Sicuramente sarebbe la primavera perché è piena di prospettive e ricca di idee e progetti per il futuro. Dato che in Italia il numero dei possessori di animali da compagnia sta crescendo costantemente, anche il mercato che si occupa degli alimenti e degli accessori per la loro cura è in espansione. Ci auguriamo quindi un futuro roseo! Per questo devo ringraziare in particolare mio padre, che da tanti anni si dedica a questa azienda in maniera esemplare; un grazie va naturalmente anche a tutti i nostri collaboratori (che sono quasi un centinaio)!

 

Può dare un consiglio a tutti i giovani che si vogliano cimentare nell’imprenditoria?

Il mio consiglio è quello di appassionarsi, di dedicarvisi, di scegliere un settore in sviluppo. Non bisogna arrendersi alle prime difficoltà e poi, naturalmente, ci vuole sempre anche un pizzico di fortuna!

45 artisti, provenienti da 9 nazioni di 4 continenti, esibiscono le loro opere, pittoriche e scultoree, in un’accattivante manifestazione eterogenea per forme, tecniche, espressività e colori e soprattutto densa di messaggi legati all’ambiente, al rispetto, alla tolleranza, al sociale e all’antropologia.

Un’imponente scalinata e un elegante ingresso impreziosiscono il prestigioso edificio del XVII secolo – circondato da una bellissima lecceta, da un oliveto e da un curato giardino all’italiana – che ha accolto il 25 ottobre 1930 il fastoso ricevimento di nozze – voluto dal Re d’Italia Vittorio Emanuele III – della Principessa Giovanna di Savoia e Boris III di Bulgaria.
All’interno della proprietà, attualmente in capo alla Provincia di Perugia, si trova un piccolo oratorio dedicato a San Fedele, il nome da cui deriva Fidelia, la denominazione con la quale viene identificato il maestoso edificio e le sue pertinenze.
Ci troviamo nei pressi di Spello, all’interno del complesso di Villa Fidelia, dove si gode di un incantevole panorama sulla Valle umbra e sui Monti Martani. Nelle stesse sale che hanno ospitato il matrimonio reale e che richiamano alla mente il romantico periodo dei secoli scorsi, sono accolte ed esposte le opere di 45 artisti venuti dall’Europa, Asia, Africa e America.

 

Erika Borghesi, Francesco Minelli, Gabriella B. Klein e Andrea Baffoni

 

L’associazione culturale La Casa degli Artisti di Perugia, con il suo presidente Francesco Minelli e la sua vice nonché coniuge Carla Medici, è riuscita in modo competente a convogliare nella mostra internazionale d’arte contemporanea – denominata Stati d’Arte – pittori e scultori provenienti dall’Italia e dall’Estero, che si sono potuti esprimere su tema libero e mostrare le loro opere nello storico e incantevole palazzo barocco.
Francesco Minelli ha manifestato, con sincero ed emozionato orgoglio, il suo pensiero: «Questo evento, che ho organizzato insieme a mia moglie Carla e che senza il suo prezioso e imprescindibile aiuto non sarebbe stato possibile realizzare, mi ha dato gioie e forti sensazioni. È stata una bella sfida, che abbiamo vinto attraverso tanti sacrifici, ma che ci ha regalato stupende emozioni e ripagato dell’impegno profuso. Ho colto, sia negli artisti sia nei visitatori, l’apprezzamento e la condivisione dei messaggi attuali e cosmopoliti che sono insiti nelle singole opere e nella cornice dell’evento. Un immenso grazie a tutti».
Il curatore della mostra è il critico d’arte Andrea Baffoni, di comprovata e certa capacità, che ha dichiarato: «Stati d’Arte si apre alla diversità, spalancando le porte ad artisti provenienti da diversi Paesi del mondo. Un modo per ampliare le proprie conoscenze e arricchirsi grazie al contatto con realtà creative inedite e stimolanti».

Arte dal mondo

Le opere potranno essere ammirate fino al 1 settembre 2019 salvo proroghe e il visitatore avrà modo di scoprire e apprezzare le diverse bellezze ed espressioni artistiche che provengono da 9 Nazioni, rappresentate da Laura Alunni, Sergio Angelella, Simone Anticaglia, Alessia Biscarini, Maria Botticelli, Francesco Carretta, Stefano Chiacchella, Stefania Chiaraluce, Pietro Crocchioni, Fabrizio Fabbroni, Giuseppe Latella, Ariedo Lorenzone, Koffi M. Dossou, Carla Medici, Simon Mgogo, Leonardo Orsini, Carla Pistola, Ferruccio Ramadori, Mario Sciarra, Mauro Tippolotti, Delgado Jorge, Yalain, Maikel, Kender, Laila El Farissi, Youssef El Kharchoufi, Zineb Lahlali, Houda Mouaddah, G&K Lusikova, Marina Sereda, Valery Sirovsky, Arnaldo Gargez, Livia Ramons, Shuhei Matsuyama, Shoko Okumara, Ewa Maria Romaniak, Gao Liwei, Wu Sifan, Marussia Kalimerova, Tania Kalimerova, Paolo Ballerani, Giulio Valerio Cerbella, Kim Hee Jin, Alessandro Nani Marcucci Pinoli, Leonardo Nobili, Florindo Rilli. Ad arricchire il già fertile programma dell’evento, sono state messe in calendario diverse performance.
In apertura della manifestazione, abbiamo apprezzato le prestazioni artistiche live di Leonardo Nobili, che si è avvalso della bellissima modella Elena Danilova per la sua opera vivente Crisalide, in cui la ragazza, sdraiata e in monokini, era avvolta da una pellicola alimentare trasparente, in una cianotica e preoccupante immobilità (al termine dell’evento è apparsa sorridente e in forma) e di Giulio Valerio Cerbella, sapiente scultore del legno che ha giocato con il fuoco in una combustione artistica della sua opera lignea, From the Light.

 

Giulio Valerio Cerbella

Esibizioni e accessibilità

Nei giorni a seguire saranno poste in atto, affiancate alla mostra, un’interessante iniziativa editoriale del dinamico Jean Luc Bertoni e una perfomance musicale di Seby Mangiameli ed esibizioni di live body painting di Karina Y Muzio e Alessia Biscarini, rispettivamente il 10 agosto e il 17 agosto. Gabriella B. Klein, ha parlato per conto di M.U.S.A.E. ovvero Musei, Uso Sociale e Accessibilità come contrasto all’Emarginazione e ci ha ricordato le motivazioni del progetto: «M.U.S.A.E. ha come finalità la costruzione di percorsi attivi per le persone con disabilità, al fine di un maggiore benessere della comunità tramite l’accessibilità e la fruibilità, ancora oggi carente, degli spazi pubblici e, in particolare, di quelli dedicati ai patrimoni storico-artistici e culturali in Umbria. Stiamo facendo delle cose insieme alla Casa degli Artisti di Minelli e Medici: un progetto facilitatore per chi ha difficoltà visive tramite la ceramica e la pittura». La Regione Umbria, la Provincia di Perugia, il Comune di Spello e l’Accademia delle Belle Arti di Perugia, hanno patrocinato l’evento spellano.
Erika Borghesi, in rappresentanza della Provincia di Perugia, ha commentato: «Questa è la seconda edizione della mostra, che ha un respiro internazionale, e per l’Umbria è un’efficace promozione del territorio. Infatti, Villa Fidelia, da molti anni di proprietà della Provincia, potrà essere apprezzata dai visitatori per il suo patrimonio culturale e la beltà dei suoi giardini».

 

Istallazione “Crisalide” dell’artista Leonardo Nobili

 

Il sindaco di Spello, Moreno Landrini, nei suoi saluti ha ringraziato l’organizzatore dell’evento, La Casa degli Artisti, che ha contribuito a portare ulteriore interesse alla zona. Ha ribadito la vicinanza dell’Amministrazione comunale a questa iniziativa che dà, tramite l’impulso artistico, un’occasione ai visitatori di stimare le tante bellezze storiche e culturali presenti sul territorio.
L’inaugurazione della mostra ha riscontrato un grande successo di pubblico, che ha manifestato entusiasmo nella colorita e appagante cornice della splendida villa seicentesca.
Ben prima del matrimonio reale tra Giovanna e Boris, Villa Fidelia era stata costruita su un’area dedicata alle terme e ai templi romani, di cui rimangono oggi delle note ben visibili e dei muri perimetrali di terrazzamento. Qui, al tempo, fu ritrovata una statua di Venere, che per la sua bellezza ha anticipato questi luoghi e gli antichi Romani ne sono stati i testimoni.
Stati d’Arte nasce sotto i venerabili presupposti romani: senso estetico, pura bellezza artistica e internazionalizzazione e, con le opere dei 45 artisti invitati, ne ricalca il senso e l’armonia pacificatoria dell’animo.

Giovani Penne è la sezione di AboutUmbria dedicata al progetto alternanza scuola-lavoro. A essere ospitati sono, in queso caso, gli articoli scritti dagli alunni del liceo scientifico G. Alessi di Perugia, guidati dalla professoressa Daniela Pera.

Per godere la natura in maniera piena, una delle attività maggiormente consigliate dagli esperti in tema di salute è quella del trekking, ovvero camminare all’aperto, lentamente e per lunghi tratti, da soli o in gruppo. Il termine inglese è recente, ma trae origine dall’olandese trekken che significa camminare dietro le tracce lasciate dai carri trainati dai buoi, i trek appunto. Allude alla marcia dei coloni olandesi esuli, alla fine dell’Ottocento, dai territori del Sudafrica dopo la conquista inglese.

Questo esercizio per l’uomo di oggi è quantomai efficace per ritrovare l’equilibrio psicofisico e allontanare lo stress dal frenetico traffico cittadino, soprattutto se viene fatto in località particolarmente belle e incontaminate. Quale luogo è più indicato per svolgere questa pratica sportiva se non l’Umbria, cuore verde d’Italia, regione montuosa per il 28% del suo territorio? A tal proposito la regione vanta un’incredibile quantità di percorsi che attraversano in tutte le direzioni i suoi magnifici Parchi Regionali – tra cui si contano il Parco di Colfiorito, del Monte Subasio, del Lago Trasimeno e del Monte Cucco e il grande Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Molti di questi itinerari sono ben segnalati, curati e attrezzati. Gli itinerari tra cui scegliere, come dicevamo, sono un’infinità e tutti con caratteristiche differenti sia nel paesaggio sia per le tracce di storia e arte che l’uomo vi ha lasciato e che si possono ammirare lungo il cammino.

Nel Parco del Monte Cucco (1566 m) un sentiero conduce all’incontro con un autentico luogo del silenzio: l’eremo camaldolese di San Girolamo di Pascelupo (600 s.l.m.) che si può solo ammirare in lontananza, dato che non sono ammessi visitatori. L’antica costruzione, in parte romanica e in parte cinquecentesca, è circondata da un incredibile anfiteatro roccioso da cui sgorga, in certi periodi, una cascata fragorosa, così come da boschi di faggi e castagni che, di concerto, rendono questo luogo particolarmente suggestivo.

Ricco di sentieri adatti a tutti, che si insinuano in una vegetazione rigogliosa di lecci, carpini neri, felci, muschi e tra le rocce che costeggiano il fiume Nera, è invece il Parco della Cascata delle Marmore, tra i più affascinanti perché collocato in uno dei luoghi più belli d’Italia, dove con fragorosa potenza le acque del fiume Velino si gettano nel fiume Nera, dando vita allo spettacolo delle Cascate delle Marmore (Terni).

L’Umbria offre anche un trekking per chi è alla ricerca di spiritualità, come Il Cammino di Francesco che attraversa i luoghi solcati dal santo poverello di Assisi. Che lo si intraprenda per fede o per semplice curiosità, il tragitto tocca non solo Assisi e il Monte Subasio, uno dei luoghi più amati da Francesco, ma anche molti conventi e romitori posti in aperta campagna o nei pressi di  incantevoli borghi, in un percorso che attraversa da nord-est a sud-ovest l’intera Regione (la durata media del viaggio è di 13 giorni, ciascuno dei quali prevede una tappa; inizia nella località toscana di La Verna, in provincia di Arezzo, e si conclude a Roma, per  una lunghezza di 300 Km). Il Cammino di Assisi, dopo quello di Santiago, è noto per essere quello più percorso al mondo.

Infine, non si possono non nominare i percorsi in riva al lago Trasimeno e al suo Parco. Itinerari brevi su comode stradine o sentieri facili che non pongono problemi nemmeno a famiglie con bambini sono quelli che costeggiano il Lago Trasimeno, area naturale protetta che offre un panorama e un’atmosfera delicatamente poetica e davvero rilassante.

Abbiamo elencato solo una piccola parte degli innumerevoli sentieri umbri dedicati al trekking. Per chi è appassionato di questa attività quindi, il territorio umbro si configura come un luogo ideale perché, ogni volta che si abbandona l’auto e si calzano gli scarponi,  si è certi di vivere un’indimenticabile esperienza. 

Giovani Penne è la sezione di AboutUmbria dedicata al progetto alternanza scuola-lavoro. A essere ospitati sono, in queso caso, gli articoli scritti dagli alunni del liceo scientifico G. Alessi di Perugia, guidati dalla professoressa Daniela Pera.

Che forma ha la vita? Alcuni diranno «Vita è DNA», altri invece «Vita è acqua», mentre una piccola minoranza dirà «La vita assomiglia a un fagiolo». E la vita, in effetti, è un po’ simile a un fagiolo, o meglio, alla fagiolina.

La famosa fagiolina cresce solamente intorno al lago Trasimeno, ma perché è così speciale? Partiamo innanzitutto dal luogo: il lago, speciale per il peculiare rapporto che intercorre tra la sua profondità e la sua superficie – per farsi un’idea si possono creare le stesse condizioni spargendo uno strato d’acqua di circa sei millimetri in un salone di centoventi metri quadrati – è anche caratterizzato dall’assenza di immissari o emissari, e dipende solamente dalle precipitazioni. Tutte queste caratteristiche hanno portato a una diversificazione  delle specie animali e vegetali, che oggi si concretizza soprattutto nella fagiolina e nel giunco endemico. 

Ma questo non è l’unico motivo del suo essere speciale. La gente del luogo, infatti, ha coltivato la fagiolina per molto, moltissimo tempo: è un legume tanto antico che era conosciuto persino in epoca romana, come cita Plinio il Vecchio, parlando di un certo phaseolus. Grazie all’elevato valore nutrizionale, molto più alto di quello degli altri legumi, è stata molto apprezzata e coltivata privatamente, ma con la scomparsa della mezzadria, a metà del secolo scorso ha rischiato di scomparire, essendo una specie che richiede moltissime attenzioni dopo la raccolta. 

La Fagiolina del Trasimeno, foto via ecceitalia.com

Oggi la fagiolina è uno degli alimenti tipici umbri più apprezzati – come Slow Food ha detto nel Duemila, includendo il legume nella lista dei Presidi di quell’anno. Inoltre, nel periodo estivo, si tiene a Castiglion del Lago la Festa della fagiolina, occasione non solo per assaporarne la stella indiscussa, ma anche per sentire sulla propria pelle i sapori, le persone, la storia e la cultura del lago Trasimeno attraverso degustazioni di olio, vini e birre artigianali locali. 

In cucina il prezioso legume ha un sapore molto delicato ed erbaceo, estivo se vogliamo. La consistenza è simile a quella degli altri legumi, mentre la buccia è molto morbida. Gli utilizzi sono molteplici, ma in generale è inserita in ricette semplici e tradizionali, insieme ad altri prodotti del Lago come il sopracitato olio o i pomodori. 

ARS Cultura, Radici di Pietra e F.I.D.A.P.A., hanno dato vita a un incontro culturale a Perugia intorno alla famiglia Benois con la visita alla Madonna Benois, il celebre dipinto giovanile di Leonardo da Vinci. L’evento ha evidenziato diversi nessi e affinità tra Leonardo e il Perugino nonché tra il noto quadro e la famiglia del famoso scenografo teatrale italo-russo Nicola Benois.

Si è conclusa ieri l’esposizione alla Galleria Nazionale dell’Umbria della Madonna Benois, il dipinto giovanile del maestro da Vinci giunto nel capoluogo perugino dall’Ermitage di San Pietroburgo. Durante il mese di esposizione, intorno al nome Benois è stato ideato un evento itinerante composto e sviluppato a Perugia, su tre tappe cittadine: la Galleria Nazionale dell’Umbria, la casa del Perugino con le vicine Mura etrusche della Cupa e il Parco della Canapina.
L’iniziativa è stata ideata e organizzata da Marco Pareti e Marina Sereda per ARS Cultura, da Michele e Anna Bilancia per Radici di Pietra e da Laura Barese per F.I.D.A.P.A. Perugia, con il fattivo supporto del Comune di Perugia: un virtuoso esempio di perfette sinergie collaborative tra pubblico e privato.

 

Un’immagine dell’evento

 

Ma andiamo per ordine e partiamo da dove tutto ha origine. Nel 1914, il dipinto della Madonna con il Bambino detta anche Madonna Benois, il capolavoro giovanile di Leonardo da Vinci, è arrivato al Museo Ermitage di San Pietroburgo ceduto dalla famiglia russa Benois.
L’opera era stata acquistata dal nonno di Marija Aleksandrovna Benois in un mercato d’arte ad Astrachan e data alla ragazza da suo padre come dono di nozze. In occasione del 500° anniversario della morte di Leonardo e dopo molti anni, il bellissimo dipinto è tornato in Italia per due mesi, dapprima esposto nel Museo di Fabriano e poi alla Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia, per ritornare subito dopo al suo consueto posto tra le collezioni dell’Ermitage.
L’autore del famoso quadro, Leonardo da Vinci, si era formato presso la bottega del Maestro Verrocchio e lì aveva conosciuto ed era diventato amico del celeberrimo pittore umbro Pietro Vannucci detto il Perugino. Tra i due era nata, fin da subito, una grande amicizia, correlata da reciproca stima artistica.
All’inizio del secolo scorso Nicola Benois, divenuto poi il famoso scenografo italo-russo del Teatro alla Scala di Milano, ha vissuto da adolescente la difficile situazione sociale e politica in Russia di quegli anni e in particolare del 1914, quando la sua famiglia cedette all’Ermitage di San Pietroburgo il famoso quadro leonardesco.
La premessa per varare questa iniziativa, organizzata da Ars Cultura, Radici di Pietra e F.I.D.A.P.A. è stata la contemporaneità della breve presenza a Perugia del celebre quadro e quella, su invito, di Vlada Novikova Nava, brava scrittrice e ricercatrice su Nicola Benois.

 

La Madonna Benois

 

Durante la manifestazione si è raccontato di Leonardo da Vinci, del suo celeberrimo dipinto giovanile, dell’amicizia con il Perugino e del famoso scenografo Nicola Benois.
L’evento, vissuto nell’arco di un pomeriggio, è iniziato presso la Galleria Nazionale dell’Umbria con la visita alla Madonna Benois sotto la speciale guida del professor Franco Ivan Nucciarelli, che ha deliziato il pubblico con i suoi racconti e affascinato gli amici e soci delle tre associazioni con la sua grande preparazione e capacità comunicativa.
Dopo aver ammirato la bellezza commovente del magnifico quadro leonardesco, la visita è continuata per le vie medievali perugine.
Qui l’architetto Michele Bilancia ha intrattenuto i numerosi intervenuti con i suoi precisi e appassionati racconti, avvenuti davanti alla casa, in via Deliziosa, del celeberrimo pittore Pietro Vannucci detto il Perugino e subito dopo intorno alle Mura etrusche della Cupa.
Il lungo torpedone di partecipanti è successivamente arrivato al Parco della Canapina dove, dopo il saluto di Michele Bilancia, dell’assessore alla Cultura del Comune di Perugia, Leonardo Varasano e di Laura Barese di F.I.D.A.P.A., Marco Pareti e Marina Sereda hanno presentato e intervistato la scrittrice italo-russa Vlada Novikova Nava circa la sua lunga ricerca storica culminata con un bellissimo libro dal titolo Nicola Benois. Da San Pietroburgo a Milano con il teatro nel sangue, edito da Fuoriluogo.
Vlada Nava ha raccontato, tra le altre cose, l’intima correlazione familiare tra il famoso dipinto leonardesco e il rinomato scenografo della Scala di Milano, Nicola Benois. Infatti il quadro era di proprietà dei parenti più prossimi di Nicola, quando da adolescente visse il momento storico della cessione all’Ermitage.

 

 

L’evento si è chiuso, con un grande successo di pubblico e la soddisfazione di tutti, con un piacevole momento conviviale preparato dalla cuoca-poetessa Graziella Mallamaci e accompagnato da splendidi e profumati vini che sono stati illustrati da Eraldo Dentici Rialto.
L’ammirata riuscita dell’evento è dovuta alla profusa passione ed efficacia di Michele e Anna Bilancia di Radici di Pietra, alla tenacia e solarità di Laura Barese di F.I.D.A.P.A. Perugia, alla vivacità intellettiva e relazionale di Marina Sereda, a Marco Pareti di ARS Cultura e all’attenta e precisa Maria Chiara Radi De Poi, così come all’infaticabile Said. Stefano Fasi e Alessandro Mastrini hanno immortalato i suggestivi momenti dell’incontro.
La cosa che ha fatto un gran piacere ai partecipanti, unita a un ostentato orgoglio degli organizzatori, è quella che è successa al termine dell’evento. Nonostante il nutrito afflusso di persone, che ha gustato il buffet artigianale e i buonissimi vini, il parco pubblico della Canapina è stato riconsegnato alla comunità perugina senza lasciare traccia di un bicchiere o di una carta o di un tovagliolo abbandonati a terra.
Già al mattino la pulizia dell’area era stata fatta sotto la guida di Anna Bilancia e lo stato dei luoghi al termine della serata ha testimoniato il senso civico, il rispetto per la res publica e l’educazione degli organizzatori e dei partecipanti.

Il Summer night open-air forum di Assisi è stato organizzato da U.M.B.R.E. e Universo Assisi per favorire il dialogo e confrontarsi sulle possibilità collaborative e sui pensabili progetti futuri in comune circa il turismo, l’enogastronomia e l’innovazione digitale sotto il tema dell’internazionalizzazione.

Johann Wolfgang von Goethe, durante il suo Viaggio in Italia nel 1786, rimase incantato dal Tempio di Minerva di Assisi così come tutti quelli che hanno assistito, nell’ambito del 50° anniversario del gemellaggio tra Assisi e San Francisco, alla tavola rotonda che si è tenuta durante il Summer night open-air forum, organizzato da Universo Assisi e U.M.B.R.E.
La manifestazione ha avuto come scenario la bellissima piazza del Comune e come sfondo l’imponenza delle sei colonne con capitelli Corinzi dell’antico Tempio romano.

 

 

Le donne U.M.B.R.E.

U.M.B.R.E. (United Marketing for Business and Regional Experience) è un network umbro al femminile dedicato al settore turistico anche internazionale, guidato da cinque imprenditrici di successo di seconda generazione e provenienti da vari settori industriali: Ilaria Baccarelli, Federica Angelantoni, Cristina Colaiacovo, Ilaria Caporali e Michela Sciurpa. Oltre a queste cinque donne affermate, hanno partecipato al forum importanti personalità del mondo dell’impresa, del settore turistico, dell’informazione e della tecnologia.
Da Assisi, Stefania Berardi, Stefano Tulli, Matteo Montanari e l’italoamericana Angela Alioto, avvocato e politico e convinta fautrice delle relazioni Umbre-Californiane mentre, collegati in streaming dalla lontana San Francisco, Simone Brunozzi e la giornalista Serena Perfetto e dal Salento, la chef Viola Buitoni. Nell’occasione si è voluto favorire un dibattito e un confronto per cui l’Umbria e la California potrebbero dare l’abbrivio a nuove e future sinergie progettuali nell’ambito turistico, enogastronomico e dell’innovazione digitale.

Puntare sulle eccellenze

Impresa, formazione e turismo sono stati tra gli argomenti approfonditi durante la tavola rotonda e messe in risalto le eccellenze dell’Umbria come testimonianza, veicolo promozionale e valorizzazione del territorio, nonché le differenze e le affinità tra l’Umbria e la California. L’enologia, l’olivicoltura, la gastronomia, il paesaggio, la natura, l’arte e la cultura in genere sono tra le eccellenze sui cui l’Umbria può puntare per attrarre maggiore mercato, ma questo potrebbe non bastare.
I valori della tradizione e del passato debbono necessariamente essere riconosciuti, esaltati, affiancati a moderne tecnologie, ad avanzate strategie di business e sostenuti dalle istituzioni a partire da quelle locali, come viene fatto in alcuni casi virtuosi. Assisi ne è un esempio concreto.
Comunicare, incuriosire e soddisfare le aspettative degli ospiti sono stati gli altri argomenti con i quali i relatori hanno intrattenuto i presenti, mettendo a fuoco l’importanza di nuovi sistemi tecnici e delle innovative modalità comunicative, per tendere a una maggiore efficacia promozionale e imprenditoriale.
Durante la serata si è ribadito che il turismo è un settore di comune interesse tra l’Umbria e la California, dove si possono incrementare nuove o rinnovate collaborazioni, simbiotiche e complementari. Nella circostanza, le parole chiave sono state impresa, turismo, innovazione digitale e internazionalizzazione.

 

Tempio di Minerva di Assisi

 

L’iniziativa è stata sostenuta e ben recepita dal Consolato Italiano di San Francisco, come testimoniato dal console Lorenzo Ortona in un video-messaggio trasmesso durante la serata. Michela Sciurpa, presidente di U.M.B.R.E., ha detto che nelle loro strutture ricettive è prevista una formazione sperimentale costante riguardante alcune eccellenze tipiche quali l’enogastronomia e la moda e temi chiave come la gestione e l’innovazione.
È stato rimarcato il concetto sull’apprezzamento delle preminenze regionali che dovrebbe avvenire tramite visite culturali ed enogastronomiche, in azienda o attraverso incontri, seminari e convegni. Nell’occasione si è auspicato che l’esperienza vissuta dai turisti che vengono in Umbria, dovrebbe calarsi maggiormente in un territorio ammantato da natura e storia e in sintonia con il suggestivo paesaggio che la regione offre, entrando così in contatto con le arti e i mestieri locali e i suoi artigiani. Cristina Colaiacovo, ha aggiunto che la valorizzazione dell’Umbria, deve passare anche per un turismo sostenibile ed evoluto, alimentato da nuove tecnologie e sospinto da efficaci e mirate modalità comunicative, immerse all’interno della vastità di internet, che rappresenta costanti e dinamiche potenzialità di business.
Ha chiuso la serata il Sindaco, l’attivissima Stefania Proietti, ricordando con orgoglio il 50° anniversario del gemellaggio tra Assisi e San Francisco e la sintonia nel preparare insieme alle U.M.B.R.E. e a Universo Assisi, l’evento della serata.
Anche le parole di Goethe, rispetto all’evento assisano, non sarebbero mai state più centrate: «Non mi sarei mai saziato d’osservare la facciata e la geniale coerenza dell’artista ch’essa dimostra (…)».

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